da qui
Perché non metti le inferriate? Non ci abbiamo pensato, qui si vive pericolosamente. E’ vero che sono tornati? Sì, hanno sfondato la porta, Giovanni ha messo dei bulloni. Ma i bulloni non bastano, un poco di buon senso! Si vede che non ci è abituato; non vuoi spaventarlo, gli dici che è normale, se si accettano i poveri più poveri. Ti raccomanda di chiamarlo, di gridare, se succede qualcosa; e ricorda che oggi è arrivato un marocchino, un tipo alto, con la faccia strana, che vuole i soldi perché ha i figli all’obitorio. Rispondi che è previsto, le scuse sono tante; telefonerai più tardi all’ospedale, lui presente, per verificare. E se ha un coltello o una pistola? Una veggente ti ha detto di guardarti da quelli come loro, ma questo te lo tieni per te: tutto ha un limite, pensi, e un giorno di pioggia è già abbastanza triste. Flaminia vorrebbe alleviarti le difficoltà, ha paura che crolli da un momento all’altro; ma tu sai che finché sarai utile l’ictus ti risparmierà e nessuno si azzarderà a infilarti un coltello nella pancia. Sei contento che sia venuto tuo fratello: sembra che il peso sulle spalle sia diminuito, che sia bello persino il vento che soffia tra gli scuri, come l’urlo di un fantasma agitato. Hai un groppo in gola: forse per il funerale delle dieci e mezzo, dove non potevi ma dovevi dire, dove il morto non voleva preti; eri l’unico che avrebbe digerito, perché gli parevi un tipo pratico, non un bigotto come gli altri; o perché ogni tanto pensi al biglietto rosa di Flaminia e ti domandi se sia proprio tu il cuore del suo cuore, o si tratti di uno scambio di persona: t’immoli per niente? Esiste qualcuno che crede così tanto in te? Non lo so, Santità: per il momento ce li ha tutti contro; troppi poveri qui dentro, non ci sono abituati; chiudiamo le porte, com’è sempre stato; l’ha scampata bella, con i minatori, ma la bomba può esplodere da un momento all’altro. Siete dentro la cappella; ci vieni spesso, qui; t’incanta il Cristo con la mano alzata, il Cristo del giudizio, che minaccia sfracelli alle anime dannate; ma le altre non sembrano poi così tranquille. Sai che la mano ha un significato ben diverso, qualcosa che udisti in chissà quale lezione e ti è rimasto impresso, come un marchio che si porta dentro, una vergogna, per non aver capito, per aver temuto quel Cristo impegnato in una danza vorticosa, come fosse troppo allegro per restarsene immobile; lui, che è presentato come il giudice severo, tiene il tempo di un carosello scatenato, il ballo di un Dio che non alza il braccio per punire ma stende la mano che l’artista ha dipinto ben tre volte, sempre più in alto, sempre più aperta, perché si vedesse l’unica cosa che conti in quel volteggio musicale: la piaga, la ferita; e il giudizio sta nelle parole del danzatore folle, dell’inventore di ogni musica: guarda quanto ti ho amato; e sei marchiato a vita per non aver creduto, per aver accolto l’inganno del demonio che ti sussurra all’orecchio: ti colpirà, ti schiaccerà, è il nemico. Capisci perché rifiuto le sbarre, perché non temo il marocchino alto? Perché, nonostante gli intestini si rivoltino, lascerò la porta aperta? Il vento soffia, come un fantasma inquieto che non trova la strada per tornare a casa.
” I fantasmi inquieti che la strada per tornare a casa” sono fantasmi che non trovano la pace evla cercano in quel Cristo con la mano alzata.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
scusate manca un pezzo …i fantasmi inquieti che non trovano la strada per tornare a casa…
guarda quanto ti ho amato;
Amore= Accoglienza.
È quando sei Accolto che trovi l’ Amore e quando trovi l’ Amore hai trovato la Pace nel tuo cuore.
La mano di Dio e’ piu’ sicura di qualsiasi inferriata .E’ al sicuro solo chi sa mettere il suo cuore nelle mani di Dio.
Tienimi per mano al tramonto,
quando la luce del giorno si spegne e l’oscurità fa scivolare il suo drappo di stelle…
Tienila stretta quando non riesco a viverlo questo mondo imperfetto…
Tienimi per mano… portami dove il tempo non esiste…
Tienila stretta nel difficile vivere.
Tienimi per mano… nei giorni in cui mi sento disorientata…
cantami la canzone delle stelle dolce cantilena di voci respirate…
Tienimi la mano, e stringila forte prima che l’insolente fato possa portarmi via da te…
Tienimi per mano e non lasciarmi andare… mai…
-Herman Hesse-
Possono inferriate, bulloni, porte ben chiuse, impedire l’arrivo delle idi di marzo?
E’ la nostra essenza umana ad imporre cautela, a farci credere ad un veggente, a farci pronunciare frasi come “troppi poveri qui dentro”.
Certo, meglio sarebbe saper tenere la porta spalancata; saper fissare in faccia colui che entra; sapergli sussurrare “guarda quanto ti ho amato”.
Per stasera decide il vento se aprire o chiudere, entrare od uscire
“…
il vento che nasce e muore
nell’ora che lenta s’annera
suonasse te pure stasera
scordato strumento,
cuore.”
Montale
- guarda quanto ti ho amato… capisci perché rifiuto le sbarre, perché non temo il marocchino alto? Perché, nonostante gli intestini si rivoltino, lascerò la porta aperta”
Non riesco ad aggiungere altre parole…
Posso solo dire GRAZIE, io credo in te!
Non sappia il coperchio cosa fa la pentola o viceversa, oppure per essere piu elegante: non sappia la mano destra cosa fa la sinistra. Ci sono parole e fatti che spesso non conosciamo perché non e’ neanche necessario, che portano chi crede in noi a spianare la strada, una strada che spesso invece pensiamo di aprire noi con tanta fatica. Spesso siamo noi a non credere in noi mentre qualcun altro e’ piu convinto, come la mano che si alza, aspettiamo uno schiaffo e invece e’ una carezza.
“tutto ha un limite, pensi, e un giorno di pioggia è già abbastanza triste.”
“il vento che soffia tra gli scuri, come l’urlo di un fantasma agitato…”
“Il vento soffia, come un fantasma inquieto che non trova la strada per tornare a casa.”
Il vento sembra la voce dell’inquietudine del mondo, quell’inquietudine che ci avvolge, ci penetra e ci fa sentire insicuri. O forse è la somma di tutte le grida di dolore del mondo, di tutta l’ingiustizia. E’ vero, fa paura, ed è una paura difficile da vincere quando non si è super eroi ma soltanto esseri umani. Ma è proprio perché siamo esseri umani che quella mano si è aperta, per consolarci e aiutarci nella nostra paura.
E’ una pagina veramente molto intensa.
Il vero amore si sa e’ amore irrazionale incosciente non prende precauzioni assume rischi e non si cura delle conseguenze.
Non da meno e’ l’amore razionale, quello di sistema che nasce dalla convinzione che tutti indistintamente vanno amati , che e’ l’unica leva capace di sollevare il mondo e lo sarà.
Quindi se cuore e mente sostengono insieme questa forza non c’e anima che provera’ a sollevare un braccio minaccioso verso chi ama così totalmente ma come Cristo stendera la mano mortificata mostrando le sue stimmate.
“per il momento che li ha tutti contro”
è normale,quando fai una battaglia,una rivoluzione,che questi che si sono “sistemati” nella vita,non vogliono cambiamenti.
Chi ha detto per prima? Napoelone?- “Dio,proteggi me dal amici, con nemici c’è lo faccio da solo”
“esiste qualcuno che crede cosi tanto in te?”
sicuramente questi che vogliono cambiamenti,poveri,disperati, che sei per loro ultima speranza. E quando non avrai più la forza di combattere, guarda attimino nel loro occhi,là trovi il motivo per andare avanti,la forza per affrontare ostacoli.
“un giorno di pioggia è già abbastanza triste”
perchè? dopo questi tutti giorni di caldo, non siete contenti che finalmente si respira?
Io al terzo giorno al Sahara desideravo di sentire erba sotto piedi. Ho apprezzato il verde.
Mi si è ricordato come nella vita mi trovavo in gran pericolo, avevo paura (come no!) ,però mi sono detta:devo andare avanti comunque,non ha senso di scappare, nascondersi. Mi sono aperta ad qualsiasi cosa, tranquilla- cosa si deve succedere, succede.Punto e basta.
il ballo di un Dio che non alza il braccio per punire ma stende la mano che l’artista ha dipinto ben tre volte, sempre più in alto, sempre più aperta, perché si vedesse l’unica cosa che conti in quel volteggio musicale: la piaga, la ferita; e il giudizio sta nelle parole del danzatore folle, dell’inventore di ogni musica: guarda quanto ti ho amato;
…Prendimi per mano o Dio mio ,guidami nel mondo a modo tuo ,la strada è tanto lunga e tanto dura però con te nel cuor non ho paura …
(Giosy Cento)
” t’incanta il Cristo con la mano alzata, il Cristo del giudizio”…Il Cristo che ti dice che ti Ama!
vi ringrazio!
intensi siete voi.
grazie a Dio.
Complimenti per questa bellissima pagina!
L’immagine di un Dio che danza, che è felice di mostrare le sue piaghe massima espressione di amore è qualcosa che allegerisce il nostro cuore ridonando fiducia e speranza.
Grazie Don!!!
Argomenti e toni come sempre forti, diretti e di estrema sensibilità, che lasciano al lettore un segno di immensa umanità, inequivocabile, senza mezze misure; lo stesso segno impresso sulla mano del Cristo, una mano così grande e provata dal dolore, arma di pace, necessaria e unica protezione per il soldato che lotta in prima linea a difesa di qualcosa chiamato Amore
Rossella e Roberta, grazie!
speriamo di trovare in quella mano il riposo che cerchiamo da sempre.
Entro nella mia chiesa col sorriso proprio perché so che tutto è perdono, questa è la chiesa che salva nel nome di Dio!
Un abbraccio che non ha fine, è quello di cui ha bisogno il cristiano : un Dio che salva ad ogni costo il proprio figlio.
Ernestina.
grazie Ernestina! sì, abbiamo bisogno di un abbraccio.
“Ti parlo col cuore in mano” si dice quando ci stiamo dichiarando aperti, indifesi , vulnerabili.
Il cuore del cuore per accogliere l’amore deve aprirsi, fare spazio… ecco, la mano che tiene in mano quel cuore, la ferita, dice, si’, è vero, sei proprio tu il cuore del mio cuore.
La mano alzata del Cristo che perdona e che mentre ti abbraccia sussurra: guarda quanto ti ho amato.
Grazie, don, una pagina che dovrebbe incutere timore e invece procura amore.
vi ringrazio!
apriamoci senza paura.