da qui
Viaggiando sulla litoranea, ti rendi conto che nessuna foto potrebbe renderne i dettagli: le pieghe dell’acqua, l’ombra delle foglie sulle case, le ferite dell’asfalto così simili alle tue ferite. Corri, corri, come inseguissi le immagini che nessun apparecchio digitale potrebbe immortalare nella forma in cui emergono dentro: solo uno sguardo umano può rendere umana la memoria. Il cielo è bianco, scompare la linea divisoria all’orizzonte, tra l’aria e l’acqua non c’è più confine, tra il presente e il passato che ritorna e non ti dà mai tregua. Perché se n’è andato? Cosa gli mancava nell’avventura dell’incontro, il retrogusto amaro delle Ceres, le risate che esplodevano senza alcun motivo, se non perché sei là con qualcuno che ti prende la mano, te la bacia, e la strada si attorciglia come un serpente stordito per il caldo o perché è giunta la stagione dell’amore. Già, l’amore: dov’è se n’è andato, in questi giorni in cui è impossibile distinguere tra l’estate e l’autunno, dove il mare è un cielo capovolto, un serbatoio di sogni in cui cerchi disperatamente il tuo? E allora corri, senti la sua mano intorno al collo, scendere lentamente nella scollatura, titillare il capezzolo come fosse uno strumento musicale, ascoltare le note che ne sbocciano, ricordi la sesta di Tchaikovsky? quando i violini attaccano il tema principale e tu hai la pelle d’oca e lui ti dice senti, senti, non c’è niente di più bello al mondo, e ingoia l’ennesimo, lungo sorso di Ceres, e tu pensi che se c’è un’eternità non può essere che questa, sospesa tra i corbezzoli e le siepi curate delle case. Hai bisogno di qualcuno che si prenda cura, come un passero caduto dal nido, ecco: sei il passero fradicio che raccolsi in un giorno grigio di pioggia. L’eternità è la corda di violino che ormai si confonde col suo braccio, e la sua mano scende, scende, la senti accarezzare il cespuglio dell’erica, la corolla rossa del lentisco, fino a coglierne il liquido come una goccia di rugiada, o la pioggia che ora lascia perle luccicanti sul parabrezza umido del tuo respiro, più rapido, sempre più affannoso, Chiaraluna! Chiaraluna! Ti domandi perché se ne sia andato, cosa gli mancasse sulla linea di confine fra la terra e il mare, nel concentrato di birra e sole che ti guida, quasi alla cieca, nella curva che sorprende senza scampo; ed è allora che senti uno strappo, una frustata nella testa, e appare una parete ingombra di gente, un uomo con il braccio alzato che danza vorticosamente, che cerca di mostrarti qualcosa nella mano, ma tu non puoi capire, non vedi più nulla, solo la piaga rossa del lentisco, ed è già notte, e dall’alto ti scrutano gli occhi di porpora di Antares, quelli azzurri di Rigel, lo sguardo freddo argento di Vega.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
C’e’ un pezzo stupendo in questo post.
Si passa dal naturale al soprannaturale come fa un saltimbanco che azzarda un balzo mortale tra umano e divino e gli riesce perfettamente, perchè le due dimensioni fanno parte di uno stesso Dio.
Le specie botaniche che diventano organi erotici che diventano strumenti di musica che diventano piaghe di passione sotto l’osservatorio delle stelle, tutto questo e’ eternita’.
Pagina bellissima in cui tutto concorre a parlare d’amore che è eternità.
“Coloro che vivono d’amore vivono d’eterno.”
Émile Verhaeren
“solo uno sguardo umano può rendere umana la memoria.”
La memoria è certamente qualcosa di divino e questo avvalora ancor più che nell’uomo è custodita l’ impronta divina.
La memoria non è un archivio, sarebbe destinata a fallire, ma un’azione al presente che si rinnova ogni volta.
Ricordare è un’azione simile a quella di chi si ripete i Salmi non solo per conservarli, ma per impararne sempre il segreto.
Alcune immagini di questo romanzo ritornano arricchendosi ogni volta di sfumature nuove per capirne, e far capire, sempre più il senso e poterne gustare il segreto.
“La forma universal di questo nodo
Son cero ch’io vidi perché dicendo
Più largo ne godo.”
da La divina Commedia
“Hai bisogno di qualcuno che si prenda cura,”
L’amore vuole attenzione. L’attenzione è la dove si incrociano tutti gli sguardi del mondo.
Una pagina d’amore e inevitabilmente di sofferenza perchè la massima espressione d’amore è il sacrificio.
Amare è rispetto della libertà a volte è rinuncia ma per chi ama c’è sempre uno sguardo pietoso e consolatorio fosse anche solo quello di una stella lontana.
“Già, l’amore: dov’è se n’è andato, in questi giorni in cui è impossibile distinguere tra l’estate e l’autunno, dove il mare è un cielo capovolto, un serbatoio di sogni in cui cerchi disperatamente il tuo?”
E’ dentro di te.
Perfetta l’analisi svolta da Gum (2.) del crescendo orgasmico letterario raggiunto in questo post attraverso musica, botanica, anatomia, piaghe, in un affannato e concitato ritmo incalzante. Così ben scritto che, finito di leggere, si può sentire il bisogno di fumare una sigaretta.
Mi piace anche il commento di RossettaT (6.) anche se, personalmente, non amo l’affermazione “la massima espressione d’amore è il sacrificio”. E non perché non lo condivida, non sia vero in assoluto, ma perché si tratta di un concetto che, tradotto nella realtà, nello stesso istante in cui lo si pensa – o addirittura esterna – ci fa automaticamente dimostrare meno amore.
Che il sacrificio estremo di Gesù sia puro amore, l’essenza stessa dell’amore, rappresenta una verità non solo per chi crede, ma direi storicamente indiscutibile. E mi ha emozionato leggere che quella mano alzata in un gesto così apparentemente severo, dipinta sulla parete della Cappella Sistina, sia in effetti una carezza che ci dice: “guarda quanto ti ho amato”.
Tuttavia, quando è l’uomo a compiere quello stesso gesto, a mostrare le sue piaghe, pur nel corretto desiderio di agire secondo immagine e somiglianza, finisce soltanto col dirci: “guarda quanto mi è costato”, dimenticando immediatamente che Gesù, il suo amore, non lo farà mai pesare.
Scusa Rossella, non ho idea di come sia uscito “Rossetta”.
“Ti domandi perché se ne sia andato, cosa gli mancasse sulla linea di confine fra la terra e il mare”
“Perchè se ne andato?” -la domanda quale si fa quando si interrompe una relazione.Perchè?Perche non ha funzionato?!Perchè mi ha lasciato?!
Penso che ogni uno di noi ha diritto di sapere,non perchè vuole giustificazioni dal altro,ma per sapere quale è stato problema,forse si può reccuperare raporto oppure può servire per non fare lo stesso errore con un altro.
bene,siamo arrivati alle pagine “calde”
Questa “corda di violino” ricordo dal libro precedente;mi trattengo per non aggiungere mio commento.
“tuo respiro più rapido,sempre affannoso”
“non vedi più nulla” ,solo le stelle…
E come adesso si può andare dormire tranquillo?
Grazie Clown, il tuo punto di vita mi ha fatto molto riflettere, effettivamente forse solo l’amore di una madre (non ne sono certa, perché non lo sono) può avvicinarsi all’amore di Cristo per il resto tendiamo a fare matematica anche in amore.
Grazie, perché sapete leggere fino in fondo e nei particolari.
Me la fumo anch’io una sigaretta.
solo uno sguardo umano può rendere umana la memoria…
Perchè soltanto un uomo è capace di amare …i momenti più belli attraversano gli occhi e da essi vengono immortalati per arrivare fino al cuore trasformandosi in emozioni difficili da dimenticare.
Cara Rossella, il mio punto vita è da sempre un disastro e il mio punto di vista forse non è migliore. Per fortuna, fra poco, ci salverà come sempre il nostro don.
Clown 17: che dire… complimenti:)
Don salvaci tu!
il Salvatore, grazie a Dio, è un altro.
grazie ancora.
@ Clown: Opinioni
Grazie a Te per le considerazioni che ci offri mai epidermiche ma che affondano spesso nel vero quando tocchi per esempio il tema del sacrificio umano e divino per amore.
Felice di aver trovato altri appassionati della sigaretta, invio un complice saluto.
Il cielo confonde mare e stelle, è pozzo dove i desideri affondano affiorano e tornano ad affondare al ritmo lento o affannoso dei ricordi che straziano le ferite inferte dal silenzio di un perché che troverà risposta in uno sguardo umano, l’unico che può rendere umano l’incontro di due destini per farli danzare sulla corda tesa dell’eternità.
vi ringrazio!
sì, anche questo è un incontro di destini.
E’ bello questo amore che si trasforma, che si fonde in mille sfumature, parte da uno sguardo, un bacio, regala momenti magici in cui sembra di volare, fino a raggiungere l’eterno quando una carezza ti racconta di un amore ancora più grande, che si offre senza vincoli, e che si può meglio comprendere quando ci si dà completamente, abbattendo tutti i muri del dubbio, alla ricerca reale dell’incontro
Ti domandi perché se ne sia andato, cosa gli mancasse sulla linea di confine fra la terra e il mare…il punto di fusione con il cielo che ti guarda da lontano per esserti vicino.
grazie!
sono i momenti che cambiano la vita.
@ Gum (20.)
Andante, moderatamente scherzoso
Caro Gum, ti ringrazio ma devo purtroppo deluderti per quanto riguarda la complicità sul fumo. Ho citato le sigarette solo come battuta in riferimento al vecchio luogo comune sull’abitudine post copulazione. Per il resto io e le sigarette siamo da sempre quanto di più distante possa esistere. Sarai contento, tuttavia, nel sapere che la mia benevolenza è tale da acconsentire che i fumatori, per quanto sostanzialmente nocivi per l’umanità (oltre che per se stessi), possano esistere, pur se in ben determinati luoghi circoscritti. Ti farà anche piacere sapere che tra i miei miti convivono tranquillamente personaggi che hanno passato la loro intera esistenza con una sigaretta in mano (De Andrè, Mastroianni, ecc.). Di conseguenza spero che, indipendentemente dalle nostre confessate inclinazioni e appartenenze, possa comunque continuare a sussistere la nostra complicità letteraria.
Grazie, il web per fortuna può essere indistintamente zona fumatori e non fumatori, altrimenti per non perderti come compagno del blog di poesia
non esiterei a smettere, in fondo non sono così “tossico”.
A presto.
@ Clown: Opinioni (26)
Vedi Gum 27.
vi ringrazio.
sono ritornato a cinque, una bella impresa.
@ Gum 27 (e don Fabrizio 29)
Apprezzo davvero quanto hai scritto, il tono soprattutto. Purtroppo, l’argomento toccato è di quelli che ispira la mia componente più talebana; questo mi impedisce di ricambiare, magari dicendoti che sarei disposto a iniziare a fumare.
Mi sembra però importante sottolineare che, pur di continuare ad essere compagni di viaggio, siamo tutti disposti a voler un po’ più bene a noi stessi; voi smettendo o riducendo il fumo, io imparando a guardare il cielo.
Con uno sguardo mi ha resa più bella,
e io questa bellezza l’ho fatta mia
Felice, ho inghiottito una stella.
Ho lasciato che mi immaginasse
a somiglianza del mio riflesso
nei suoi occhi. Io ballo, io ballo
nel battito di ali improvvise.
Il tavolo è tavolo, il vino è vino
nel bicchiere che è un bicchiere
e sta lì dritto sul tavolo.
Io invece sono immaginaria,
incredibilmente immaginaria,
immaginaria fino al midollo.
Gli parlo di tutto ciò che vuole:
delle formiche morenti d’amore
sotto la costellazione del soffione.
Gli giuro che una rosa bianca,
se viene spruzzata di vino, canta.
Mi metto a ridere, inclino il capo
con prudenza, come per controllare
un’invenzione. E ballo, ballo
nella pelle stupita, nell’abbraccio
che mi crea.
Eva dalla costola, Venere dall’onda,
Minerva dalla testa di Giove
erano più reali.
Quando lui non mi guarda,
cerco la mia immagine
sul muro. E vedo solo
un chiodo, senza il quadro.
WISLAWA SZYMBORSKA
grazie!
sì, mi pare un buon compromesso, Clown!