da qui
E’ impressionante la vista della piazza: uomini e donne sono formiche colorate, non sai come possano vederti, se riescano a sentirti. La tua è una voce anonima, quasi fuori campo; un grido che dovrebbe entusiasmarli, spingerli a credere in un mondo migliore. Come evitare di mettere la ciliegina su una torta andata a male? Cosa si aspettano da te? Un rito formale che li confermi nel solco della tradizione? Uno scarto dalla norma, una parola che faccia cadere la facciata di una chiesa buona per tutte le stagioni? E’ la prima volta che parli da quassù; sai che i giornalisti dei TG s’infastidiscono alla proposta di un servizio, avanzata dai vaticanisti: a chi importa della predica del papa? Vi ritengono incapaci di raggiungere il cuore della gente. Tu non ci stai. Vogliono vagliare i tuoi discorsi, assicurarsi che siano conformi agli schemi collaudati; ti sei opposto, senza appello. Anzi, sei salito senza nulla di scritto; vuoi guardare in faccia le formiche, immaginarne i volti umani, le paure e le speranze, sentirti come loro, un insetto che vola nel vortice di un cosmo fitto di gorghi e buchi neri. Sei tu che ti affacci, ma nelle braccia aperte vuoi accogliere la rabbia e le illusioni, le bestemmie e i sussurri di chi ti sta ascoltando; le lacrime e la gioia che attraversano la folla come musica, preludio di qualcosa che sta per accadere. Il segretario è preoccupato, pronto a intervenire alla prima espressione fuori posto, al primo accenno di rottura degli standard vaticani. Se sapesse che ignori anche tu le parole che stai per pronunciare! Ti affidi a qualcosa che ti supera, a qualcuno che intercetti il battito del cuore della massa immensa che intravedi oltre le statue, il muro di cinta, la barriera che divide sempre l’uomo dall’uomo, che non si lascia attraversare come il vento in arrivo a folate irregolari e lascia una carezza sulla tua faccia tesa. Ti accorgi di citare la Costituzione: dici che la Carta ha messo al primo posto la persona, il lavoro, la solidarietà; la condizione dei precari e dei disoccupati è un’ingiustizia che grida vendetta al cospetto di Dio; rimandare a casa gli stranieri che chiedono asilo per la fame o la guerra è un crimine di cui qualcuno, prima o poi, dovrà rispondere; il federalismo, poi, è un insulto al concetto di patria, se significa l’avallo di interessi locali a scapito del bene comune; e il potere finanziario è la fine della democrazia. Il segretario ti sta toccando il braccio, ma tu non puoi sentirlo: guardi la folla che ondeggia come il mare, i fazzoletti che si agitano come fiori sbattuti dalla corrente fresca dell’ottobre romano. Sei una formica come loro: una formica felice, che non sa ancora quale piede incombe per schiacciarla.
Reblogged this on i cittadini prima di tutto.
“Se sapesse che ignori anche tu le parole che stai per pronunciare! Ti affidi a qualcosa che ti supera, a qualcuno che intercetti il battito del cuore della massa immensa”
Se parli con il cuore, la gente di cuore ti capirà.
Xavier Wheel
Che bello questo sentirsi uguale agli altri, nonostante il ruolo importante, ma è il miracolo del Vangelo, nel quale siamo tutti alla pari, tutti una grande famiglia, e che opera in chi lo vive ogni giorno con sincerità e cuore: il miracolo che può esistere un uomo che non si erge al di sopra degli altri, ma che ha il desiderio di capire chi a lui si affida, che ha la consapevolezza di essere “una formica come loro”, e per questo ne abbraccia “lacrim e, illusioni, rabbia e gioia”: naturalmente diventerà una guida per tutti, perché tutti si potranno sentire amati e compresi e mai sottovalutati.
Ogni singola formica ha un ruolo importante nei confronti della comunità ,la cooperazione di tutte le formiche può formare una grande società,poiché tutte sono utili e nessuna di esse deve essere esclusa dalla sua comunità.
Al di sopra delle istituzioni destinate a proteggere il diritto, le persone, le libertà democratiche, occorre inventarne altre destinate a discernere e abolire tutto ciò che nella vita contemporanea schiaccia le anime sotto l’ingiustizia, la menzogna e la bruttezza. Occorre inventarle, perché esse sono sconosciute, ed è impossibile dubitare che siano indispensabili
(Simone Weil)
Lo Spirito è il sempre giovane, il sempre nuovo: uscire da ogni schema per trovare nuovi modi, per far nascere un mondo nuovo, è un’utopia,forse, ma è l’unica cosa per cui valga la pena… vivere, o dovrei dire morire, ma credo le due cose inseparabili.
“Ti affidi a qualcosa che ti supera, a qualcuno che intercetti il battito del cuore della massa immensa che intravedi oltre le statue, il muro di cinta, la barriera che divide sempre l’uomo dall’uomo, che non si lascia attraversare come il vento in arrivo a folate irregolari e lascia una carezza sulla tua faccia tesa.”
Nella Bibbia il vento è il soffio dello Spirito santo, la ruah. L’abbiamo incontrato qualche post fa quando inquieto, di notte, faceva sbattere le imposte e cercava di entrare, provocando sgomento. Eccolo di nuovo che scavalca il muro di cinta, cerca di attraversare la folla per penetrare nel cuore dei presenti, affinché chiunque possa porre il cuore del suo cuore in quello dell’uomo che parla, e immaginare di trovare conforto tra le sue braccia aperte come quelle di un padre.
Non saprei se una predica del Santo Padre faccia piu’ audience di un’esternazione del Molleggiato ( reti a parte ).
Forse le parole di Adriano arrivano dritte al cuore piu’di un discorso fatto dalla finestra dello Studio Papale? Tutti e due sono figli di Dio e magari tutti e due in buona fede mentre l’obiettivo di entrambi di sicuro e’ quello di arrivare al maggior numero di formiche possibile per convincerle di qualcosa di cui i loro cuori sono gia’ ampiamente convinti, vuoi che si parli di fede vuoi di politica. Il loro carisma riuscira’ pero’ a far battere tutti quei cuori all’unisono?
L’organizzazione umana non e’ così solidale come quella delle formiche!
Dalle Maccabee…
aspettiamo, senza paura, la rivoluzione delle formiche.
” Sento le vostre voci. La mia è una sola, ma riassume tutte le voci del mondo”…cinquant’anni fa erano tante quelle formiche che illuminavano una fiumana di luci, così scaturita dal cuore, da una misto di emozione, speranza, fede, che voleva parlare mostrandosi. Credo che non fosse proprio previsto quel discorso di Giovanni XXIII, ma, in modo così inatteso, sono scaturite (brezza leggera?) scese come pioggia di speranza e sono entrate nel patrimonio dei ricordi di quelle tante formiche, nella nostra memoria. La luna, la carezza, i bambini, ciò che unisce, conforto agli afflitti, ognuno magari ne ricorda una parte. E le formiche hanno raccolto quello che è piovuto loro, quella voce che, per qualcosa che la stava superando, ha parlato anche con voce Altrui, in quel momento raccogliendo le voci piccole, facendosi unica grande voce di tutti
“è la prima volta…”
-sempre deve essere “questa” prima volta.
Come diceva una canzone -”il più difficile è il primo passo”
“Il segretario è preoccupato,pronto a intervenire…”
cioè ti vuole bene, si fida di te, è pronto ad aiutarti,proteggerti. Non è male!
Certo che la situazione sul mondo è diventata un po’ brutta,quasi drammatica. La crisi sul tutto mondo,con le prove devastante per migliorare.
Mi si ricordano le parole di Einstein:”non so come si finisce la terza guerra mondiale,però lo so come sarà la quarta-la gente combatterà con le mazze”
Allora,forse prima che diventa tardi,si fermiamo tutti,prendiamo un bel respiro e… ricominciamo tutto da capo(?!) Cominciamo riconstruire la nostra civiltà dal inizio? però questa volta basandosi sul amore per il prossimo?! In questo modo ogni uno di noi sarà il prossimo accolto con amore
Non è facile arrivare al cuore delle persone, oggi si parla troppo, abbiamo un’ overdose comunicativa che rischia di banalizzare tutte le parole. Parlare con il linguaggio del cuore, riscoprire la semplicità come chiave di accesso alla parte più profonda e intima di ogni uomo.
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”Ti accorgi di citare la Costituzione”
Ovunque ci sia un patto di condivisione di benessere e valori profondi, c’è intenzione di spezzare insieme il pane: vi è sempre qualcosa di sacro in un patto di bene, anche se è un patto civile. Così come credo sia sacro agli occhi di Dio anche il giuramento che i servitori dello stato rendono alla Costituzione.
Stasera un amico me l’ha passato al telefono, dice che nei prossimi giorni non ci potremo vedere, sarà molto indaffarato, mille cose da sistemare. Dovrà riorganizzare la vita, riabituarsi ad una libertà che ancora non si riconosce, finché non ci saranno quelle braccia aperte pronte ad accogliere i silenzi e le urla di una vita che si ribella alla vita, ma che nel profondo sa essere lucente come una stella.
Forse domani, o forse no,
ma prima o dopo, accade.
Accade che dentro di te,
un’aria nuova c’è
grazie!
bellissimi commenti.
Savin è tornato uomo libero: aiutiamolo a gestire questa nuova occasione.
Detto tra noi, dal primo discorso del Papa dalla finestra mi sarei aspettato qualcosa di più. Pur
sentendomi totalmente lontano dai timori del segretario, tuttavia, io dubiterei di un Papa che entrasse nel merito della Costituzione di un singolo Stato e, addirittura, nel merito di singole leggi, peraltro non su tematiche di carattere etico, ma prettamente politiche (il lavoro, il federalismo). Così il nostro Papa non andrà da nessuna parte. Secondo me, il vero Papa è quello che, di fronte a migliaia di formiche, ne individua una piccola, più piccola di tutte, tornata finalmente libera, e dice a tutti di accoglierla come si deve. Il Papa che ci aiuterà a capire se poi sia giusto, in fondo, desiderare di trasformare Savin in una vera formica, o se invece non sia importante proteggerlo nel suo essere diverso, combattendo perché possa rimanere se stesso.
@Clown
discorso di Papa è stato prima di liberazione di Savin. Savin è uscito libero ieri verso 18.00.
grazie!
il problema, spesso, è separare la fede dalla vita, dalla politica, dai bisogni veri della gente.