69. Fuoco

da qui

Sei di nuovo incantato in una sala; pensi alla rivalità tra i due pittori: Raffaello, in gara perenne con il Buonarroti, produce ormai talmente tanto da affidare quasi tutto il lavoro ai suoi aiutanti. Ma sei sicuro che ci sia la sua mano nell’incendio che semina il panico nelle vie della città, con la gente che scavalca i muri, invoca soccorso a braccia alzate, cerca rifugio dai crolli e dal fumo che avanza inesorabile. Il segretario è entrato silenziosamente, si ferma alle tue spalle. Non ti lascia un momento, dal discorso dell’Angelus, quando cercava di impedirti di procedere oltre, su quel tono. E’ venuto qui appositamente, Santità? Che intende dire? E’ un caso che si sia fermato nella stanza dell’incendio? Mi piace questo affresco, è sempre attuale. Mi permetta di dire che lei scherza col fuoco: non sa quanta gente la vorrebbe morto. C’è un personaggio che si affaccia dal muro, porgendo un bimbo in fasce a un uomo che lo accoglie con le braccia tese: perché ti attira tanto questa immagine? Se si accetta una missione, bisogna mettere in conto qualsiasi conseguenza. Temo per la sua incolumità: non dovrei dirlo, ma mi sono affezionato. Chi è quel bambino? Sono felice che qualcuno, qui dentro, si preoccupi per me.  La invito alla prudenza: le sue omelie sono uno schiaffo inaccettabile per le frange estreme. Lei pensa che il vangelo sia rassicurante? Tenti di accostare l’affresco e le parole che ti vengono in mente e poi ti sfuggono, non appena le stai per decifrare. La proposta di Cristo deve fare i conti con la realtà politica, economica, con la diplomazia! Diplomazia: tuo padre predisse che qualcuno ti avrebbe accoltellato; la prendesti a ridere, ma ora ti pare una profezia inquietante. Ne hai fatti esplodere d’incendi: per questo ti affascina tanto questa stanza? E chi è il papa che si affaccia, benedicente, dalla trifora di fronte? Sei tu stesso, chiamato a spegnere le fiamme che hai fatto sprigionare? O è l’esplosione che bisogna benedire, come la volta che chiesero a Cocteau che cosa avrebbe messo in salvo nella casa in preda al fuoco e lui rispose: il fuoco? Gesù non conosce la diplomazia; anzi, dichiarò di essere venuto per incendiare i cuori, e desiderava ardentemente di vederli accesi. Lei è un incosciente; di questo passo, dissolverà l’istituzione. A che pensi, guardando quel bambino? Le parole ritornano alla mente, ma sembrano del tutto fuori luogo; sono quelle del biglietto: a te lascio in eredità il cuore del mio cuore, lo pongo nel tuo cuore, per sempre. Che l’incendio sia Flaminia? Che ci sia una corda tesa tra la notte piena di stelle della litoranea e i suoi occhi di fuoco, che non sai mai se debbano bruciarti o riscaldarti? Gesù non ha proposto un’altra istituzione: chi crede in lui, è fuoco che divora ogni forma senza vita. C’è un angolo di cielo, nell’affresco: forse è lì che apparirà la luce bianca di Alcyone, il viso rosso di Dubhe, gli occhi azzurro elettrico di Rigel; si affacceranno di là dal muro e ti prenderanno tra le braccia, nel bel mezzo dell’incendio.

25 pensieri su “69. Fuoco

  1. L’amore è come il fuoco: lascia il segno quando passa, trasforma tutto, riscalda ciò che è freddo, illumina il buio e, soprattutto, è impossibile nascondere le sue fiamme.

  2. Gesù non conosce la diplomazia; anzi, dichiarò di essere venuto per incendiare i cuori, e desiderava ardentemente di vederli accesi.

    Se il cuore si infiamma siamo come le stelle che brillano di luce propria per rischiarare il buio della notte.

  3. Mi colpiscono sempre queste descrizioni dell’autore di affreschi famosi e opere d’arte, in modo così personale e quasi intimo.
    In questo caso credo si riferisca a “Incendio di Borgo” di Raffaello, del quale, pensando proprio a queste riflessioni dell’autore, a me molto colpisce la serenità del pontefice affacciato alla trifora, consapevole dei rischi e del pericolo, ma rassicurante con tutti e tranquillo, forse, che tutto andrà per il meglio secondo una volontà più grande: sembra anche lui giocare con il fuoco…

  4. ” La invito alla prudenza: le sue omelie sono uno schiaffo inaccettabile per le frange estreme.”

    Un fuoco ” prudente” rischia di spegnersi.

  5. ….per fortuna non siamo ignifughi…per fortuna abbiamo bisogno di essere presi tra le braccia e salvati…e salvare.

    La buona notizia è che sono
    deperibile,
    mentre la lumaca striscia sotto
    la foglia,
    mentre la dama nel caffè
    ride una falsa risata,
    mentre la Francia brucia
    un crepuscolo di porpora.
    sono deperibile
    e questo è il bello,
    mentre il cavallo scalcia
    un asse della stalla,
    mentre ci affrettiamo verso
    il paradiso,
    io sono piuttosto deperibile.
    metti le scarpe sotto
    il letto
    allineate.
    mentre ulula il cane
    l’ultima rana sbuffa
    e salta.
    Charles Bukowski

  6. Gesù ha trasformato terra aspra e incolta in immensi campi fertili e i suoi semi sono giunti ovunque. La Chiesa, da Pietro in poi, non ha dovuto solo proseguire quell’opera; si è anche trovata a gestire un raccolto mai visto prima. Trovo piuttosto umano, direi comprensibile, che in tanta parte di storia, in questi duemila anni, l’istituzione Chiesa abbia privilegiato un’azione di terrena amministrazione di anime, beni materiali e quant’altro. Agendo cioè, inevitabilmente, “in nome” non “come farebbe” Gesù.
    Io credo che un Francesco d’Assisi (altro immenso seminatore), trovandosi, già uno o due secoli dopo la sua morte, a dover gestire l’Ordine da lui fondato, avrebbe finito col trovarsi nuovi seguaci con i quali andare a costruire un altro eremo; e parlo dei francescani, Ordine povero, santo per vocazione. E Gesù Papa? Quanto resisterebbe nelle stanze del Vaticano. Sono i ruoli che la storia assegna a ciascuno, ad essere profondamente diversi. Nell’istituzione Chiesa possiamo trovare la promozione della preghiera, dell’adorazione, della glorificazione di Gesù, ma abbiamo esattamente la stessa percentuale di trovarvi Gesù che in qualsiasi altro luogo, istituzione, ecc.
    Gesù è nel gesto di bontà di ognuno di noi, ovunque ci troviamo. Pretendere di trovarlo anche nella ricerca del modo di non pagare l’IMU allo Stato italiano, non ha senso.
    Per il mio modo di vedere, al Papa di questo romanzo restano due sole possibilità; rinunciare all’incarico o tentare la strada, come Gorbaciov con l’impero sovietico, di una profonda trasformazione, una rivoluzione dall’interno; anche in questo caso, sono due le possibili opzioni: il disfacimento totale dell’istituzione Chiesa; la morte prematura del Papa.

  7. “Lei pensa che il vangelo sia rassicurante?”
    La verità quando ci scuote e ci mette in discussione non può essere rassicurante.

  8. il fuoco brucia il fuoco scalda il fuoco illumina
    come un rogo come un cuore come una stella
    per un’immolazione per un amore per una notte
    perchè nella passione tutto si compia.

  9. Curioso l’accostamento fra l’incendio promesso da Gesù e la benedizione solenne del papa Leone IV che avrebbe spento l’incendio divampato al borgo… viene in mente le troppe volte in cui l’incendio della parola viene spento proprio da chi dovrebbe mantenere la fiamma del cuore viva.

  10. a me questa scena del quadro ha fatto ricordare il giorno dopo la morte di Giovanni Paolo secondo.In giorno,quando deveva essere portato in Basilica, come tante persone sono andata al Vaticano per dare ultimo saluto.Come sono arrivata verso le 16.00,sono riuscita ad arrivare soltanto al altezza delle fontane sulla piazza.In momento in qui,papa è stato messo in Basilica,tutti siamo rimasti chiusi nel settori,Un uomo(del nostro settore) si era accorto che la gente che stava al inizio(che eravano arrivati lì alle 5.00 di mattina)comincia di ritirarsi indetro,allora lui ha cominciato urlare-là c’è posto.Però come tutti siamo rimasti chiusi,unica strada di uscita era scavalcare la barricata. E qua era la cosa bella. Tutti si stavamo aiutando,uno ad altro,le persone anziane sollevavamo da una parte e da altra,altri lo stavano prendendo per mettere per terra.Non so quante barricate abbiamo scavalcato,però tutti insieme,uniti,anche se nessuno di noi non si conosceva.Siamo riusciti arrivare a inizio e dare ultimo saluto a Karol Wojtyla.
    Lo vedi?La gente in difficoltà riesce ad aiutare uno ad altro

  11. “Se si accetta una missione,bisogna mettere in conto qualsiasi conseguenza” -avere piano A,piano B,piano C. Piano C di solito è mettersi in fuga (certamente scherzo,è del qualche film)

  12. “L’incendio che semina”
    hai seminato,adesso devi controllare che cornacchie non portano via i semi. (questi uccelli si collegava sempre con le guerre,morte)

  13. “A che pensi,guardando quel bambino?”
    io penso, che tutti vogliamo ,come questo bambino, essere accoglti (ma si scrive cosi?) con amore e salvati.

  14. “C’è un angolo di cielo nell’affresco: forse è lì che apparirà la luce”
    E’ questo angolo che tutti noi aspettiamo di vedere: la luce di Dio che ci da la forza di superare il buio.
    Lui ci riaprirà il cuore alla speranza.

    Ernestina.

  15. IL MIO FUOCO E’ SILENZIO
    QUANDO LA FIAMMA E’ LUCIDA E IMMOBILE:
    E’ UN FUOCO DI PACE E DI ABBANDONO

    IL MIO FUOCO E’ VIBRANTE E INQUIETO
    E DIVENTA UN GRIDO
    COME UNA DOMANDA RESPINTA

    IL MIO FUOCO E’ AMORE
    CHE GUIZZA E LAMPEGGIA
    NELLA RICERCA INCESSANTE DELLA PROPRIA POESIA

    IL MIO FUOCO E’ DOLORE
    QUANDO ILLUMINA IL BUIO DI UNA SPERANZA
    CHE MUORE

    IL MIO FUOCO E’ VERDE
    E SI RIGENERA DI FIDUCIA
    COME FOGLIOLINE OSTINATE CHE EMERGONO
    DA UN PRATO ASCIUGATO

    IL MIO FUOCO E’ GIOIA
    QUANDO RACCOGLIE LA MUSICA DI TUTTE LE NOTE

  16. Oggi alla Messa di inizio catechismo è divampato l’incendio, si sono infiammati tutti i cuori ed illuminati tutti gli sguardi…
    Grazie don, del fuoco che riesci ad accendere in tutti noi!

  17. Scotta la lettura dell’anima quando ci si accorge del male fabbricato e diffuso da un’umanità cinica e sfuggente, distratta e insensibile alle ustioni della strada, alle note stonate di un canto stanco che non ha più voce, scotta quella fiamma che brucia l’indifferenza, mentre si trasforma nella luce di una fiaccola che ha la forza di cambiare il mondo, quando cerchiamo in tutti i modi di tenerla accesa.

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