71. Hai capito

da qui

E’ tornata la pioggia. Prima, il giornalaio era di fronte: ti faceva uno squillo quando avevano portato i quotidiani e tu uscivi nel cortile; incontravi Zaccaria che ti chiedeva i soldi per la colazione, la donna che accompagnava i figli a scuola, l’imprenditore dell’industria di carote che parlava della Lazio. Alberto era contento di vederti: ti apostrofava col don e i clienti ti fissavano come un marziano; poi, a poco, a poco, si adeguavano: persino ai preti si può fare l’abitudine. Ora non è più così; fai un tratto di strada che ti costringe a infilarti nella coda lenta del mattino, quando il quartiere, cresciuto a dismisura, si mette in fila verso il posto di lavoro. Che fare, in quei momenti? Preghi: che non ti uccidano oggi, perché ti è venuta un’altra buona idea. Un progetto da condividere con quelli che vedrai: Bojidar, per esempio, coi suoi occhi allucinati, oppure Savin, che oggi, dicono, esce di galera. Ti affacci sulla soglia e sei investito da uno scroscio mai visto; ti lamentavi di zanzare e caldo: eccoti servito. Sali in macchina, fradicio, e cominci a ridere, magari ti fa bene. Senti battere al vetro: è Lubìsa, vuol venire con te: un pulcino bagnato che si siede alla tua destra con aria felice e gambe penzolanti. Quale sarà il futuro che lo aspetta? Potrà vivere in un mondo in cui non sia più la finanza a governare, in cui il lavoro sicuro non mancherà a nessuno e il denaro sará distribuito più equamente? Un posto in cui non si potrà più imporre agli altri la propria idea di mondo, in cui sarà possibile comunicare senza censure e discriminazioni e la giustizia sarà davvero uguale per tutti? Dove l’istruzione e la sanità saranno patrimonio comune e condiviso? Sì, è un bel progetto: hai deciso di parlarne a tutti quelli che incontri, in questo giorno; dovresti farlo persino col bambino accanto a te, che tocca tutto ciò che trova: i CD sparsi nell’auto, il tom tom, che dimentichi sempre di aggiornare, la busta dei biscotti della signora Rosa. Come spiegargli che in un mondo migliore si può credere? E se il mondo migliore fosse lui? Se il segreto fosse starsene a gambe penzoloni e giocare in allegria, perché nel vortice degli universi paralleli conta solo l’angolo che tu stesso puoi cambiare, mentre il resto è una roba per grandi che perdono il contatto con la vita? La strada, all’improvviso, te ne ricorda un’altra: un viaggio dove c’erano una donna, una birra, le stelle come pizzi al tombolo sul fondo scuro della notte. Ti viene da piangere: abbassi il finestrino e ti lasci bagnare dallo scroscio mai visto, come potesse riportarti in linea coi fari di Orione, sulla rotta sfrangiata delle Pleiadi. Lubisa è immobile, con gli occhi spalancati e sorridenti: forse ha capito che hai capito.

21 pensieri su “71. Hai capito

  1. “Ti viene da piangere: abbassi il finestrino e ti lasci bagnare dallo scroscio mai visto”

    Solo chi si lascia bagnare dalla vita può capire.

  2. Quale sarà il futuro che lo aspetta?

    Un mondo migliore dove Lubisa possa correre su strade in salita, senza inciampare in chi ostacola il suo cammino…..

  3. E se il mondo migliore fosse lui?

    Lasciatemi così. Ho fatto tutto il giro e ho capito. Il mondo si legge anche all’incontrario. Tutto è chiaro.

    Italo Calvino

  4. I grandi a volte perdono proprio il contatto con la vita, con quelle cose semplici che donano gioia e felicità, come le gambe penzoloni del bambino che siede accanto: forse è per questo che in giro si percepisce tanta rabbia e frustrazione, tanta insoddisfazione e tristezza, perchè siamo tutti troppo impegnati a correre verso non si sa bene cosa, e non ci fermiamo mai a guardare e gustare la bellezza delle piccole cose e delle persone che ci sono accanto.
    Se rallentassimo tutti, se ritornassimo tutti più semplici, come i bambini, si, il mondo sarebbe sicuramente migliore.

  5. Da quel punto di totale trasparenza si libera la sguardo, quello più nascosto e misterioso, diventa limpido il guardare indietro ed essere comunque ora e qui, in ogni goccia che amplifica la visione, e dove sembra tutto più chiaro. Sono lacrime silenziose, o forse è solo un grande scoscio di pioggia, in una trasparenza che si mescola e penso ai cristalli di respiro di Celan, laggiù nel crepaccio dei tempi di ciascuno…

  6. Il bambino è semplice, vede il mondo senza malizia è l’esempio da seguire per una vita piena di gioia e felicità. Se in ogni rapporto umano mettessimo semplicità, amore disinteressato, umiltà proprie dei più piccoli invece di invidie, gelosie, avremmo rapporti migliori, un mondo migliore.

  7. E’ un giorno qualunque come dovremmo essere tutti, dei travet della vita che aspettano in coda con gli altri di arrivare alla meta senza troppe ambizioni, i mediocri che reggono il mondo che tanto piace alle caste impure.
    Credessero pure che il massimo confort potrà’ accompagnarli per sempre nel loro viaggio , non hanno capito che invece bisogna ogni tanto bagnarsi la faccia di pioggia per evitare che un colpo di sonno ci possa impedire di giungervi sani.

  8. “Come spiegarli che in un mondo migliore si può credere?”
    -perchè a volte credere è unica cosa che rimane
    -bisogna credere sempre
    -la fede ti da la forza
    -speranza muore ultima
    -finchè c’è la vita c’è la speranza
    -”dove due o tre preghano nel mio nome io sto in mezzo di loro”(più meno suona cosi)
    -la fede fa miracoli
    …devo continuare perchè si può credere?

  9. “Lubisa è immobile, con gli occhi spalancati e sorridenti: forse ha capito che hai capito…che hai capito che la vita è questa fatta di momenti luminosi come le stelle che ti stanno a guardare e di momenti meno luminosi ,ma non per questo infelici,in cui la pioggia si confonde con le lacrime,che potrebbero essere di gioia,solo perché hai imparato ad amare la vita con tutte le sfumature che essa contiene(compresa la pioggia che ti bagna come un pulcino).

  10. I bambini non sono deboli,in essi si nasconde il futuro da cui dipende l’intera umanità,se solo ascoltassimo il bambino che è dentro di noi,molte cose cambierebbero,primo fra tutti il mondo e il modo in cui viviamo.

  11. E se il mondo migliore fosse lui? Se il segreto fosse starsene a gambe penzoloni e giocare in allegria, perché nel vortice degli universi paralleli conta solo l’angolo che tu stesso puoi cambiare

    [...] E imparerò a guardare tutto il mondo

    con gli occhi trasparenti di un bambino

    e insegnerò a chiamarti «Padre nostro»

    ad ogni figlio che diventa uomo. [...]

    [...] E accoglierò la vita come un dono

    e avrò il coraggio di morire anch’io

    e incontro a te verrò col mio fratello

    che non si sente amato da nessuno.[...]

    (E sono solo un uomo , simbolum 78)

  12. Hai capito il segreto e vuoi arrivare fino in fondo, anche se costa fatica, impegno, sacrificio, perché Qualcuno ti ha insegnato che l’amore è anche dolore e ferita, l’epilogo sofferto ma gioioso di un’attesa come fosse una gravidanza, di cui Lubìsa ne incarna il miracolo della speranza.

  13. “e cominci a ridere, magari ti fa bene”
    Eccome se fa bene ridere! Ridere di se stessi, di questo mondo assurdo. Naturalmente non significa non tenere conto della gravità di certe situazioni, che possono essere personali o riguardare altri, ma prendere ogni tanto il volo, sollevarsi da terra per guardare dall’alto questo mondo matto e prenderne le distanze. Poi bisogna tornare con i piedi per terra, questo si sa, però, magari, ci si torna un po’ più leggeri.
    Insomma, la vita può essere molto dura, riderci sopra non la cambierà però può aiutare a fronteggiarla meglio, ovviamente quando questo si può fare.
    In fondo qualcuno ha detto che una risata ci seppellirà.

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