La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Qual è e quale vogliamo che sempre più sia lo specifico del blog collettivo La poesia e lo spirito? A differenza di altri blog o gruppi di opinioni vari presenti in rete, questo dovrebbe caratterizzarsi per una grande apertura a orientamenti e opinioni provenienti da settori anche piuttosto diversi. Una sola vera discriminante ci sentiamo di mettere necessariamente all’inizio ed è quella, forse ovvia, ma assai importante da tenere ferma, che “solo le posizioni tolleranti sono tollerate”. Precetto che va bene inteso, e forse a sua volta interpretato, ma che certamente implica che sono escluse da questo spazio opinioni e forme di discussioni che non siano fondamentalmente rispettose delle differenze, che ricorrano all’insulto o comunque alla denigrazione delle posizioni diverse senza argomentazioni ma solo per superficiali slogan. Vorremmo fare di questo luogo una specie di grande Giardino (alludiamo ovviamente alla Scuola del Giardino di Epicuro) – purtroppo solo virtuale, dato che sarebbe molto più piacevole realmente passeggiare assieme per le aiuole e discutere sui più diversi temi – nel quale diverse opinioni anzitutto si conoscono, eventualmente si scontrano, e comunque si arricchiscono a vicenda. Un luogo nel quale si sia disponibili, con tutte le difficoltà che sappiamo essere insite in una tale impresa, a spogliarsi non certo delle proprie convinzioni profonde e dei propri sentimenti, ma di quelli che possono invece – a un esame più accurato – rivelarsi dei malcelati pregiudizi. È evidente a tutti che esistono diversità più ‘delicate’ e altre meno; una differenza di opinioni sugli scritti di Gadda non è lo stesso che una differenza di opinioni sul problema dell’aborto, ma è appunto questo che deve guidarci nella ricerca: quando si parla di Gadda possiamo sì immergerci completamente nel problema e considerarlo fondamentale, coscienti d’altra parte che potremo comunque voler bene a nostro fratello anche se egli odia Gadda; esattamente come vorremmo arrivare a volergli bene se la sua posizione sul problema dell’aborto è diversa dalla nostra; il criterio che ci guiderà sarà questo, che cercheremo sinceramente di comprendere attraverso quali diversi sentieri due esemplari diversi della stessa specie, Homo Sapiens, possono avere opinioni anche radicalmente diverse. Con l’idea di fondo che in un grande palazzo, scale diverse possono anche condurre nella stessa stanza. A nostro parere, con tutte le difficoltà connesse con la natura umana, è un’utopia alla quale si può credere e alla quale si può almeno tendere; si può tenerla cioè come modello/traguardo cui riferirsi sempre e soprattutto nei momenti di difficoltà.


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    METROMORFOSI infocritica


Giorgio Morale

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Giorgio Morale è nato ad Avola (Siracusa) nel 1954 e dal 1972
risiede a Milano, dove si è laureato in Filosofia e ha lavorato nel
giornalismo, nel teatro e nella promozione culturale. Dal 1989
insegna Lettere negli Istituti di Istruzione Secondaria Superiore.
Nel 2005 ha esordito nella narrativa con “Paulu Piulu” (Manni
editori). Sempre per Manni, nel 2009 ha pubblicato “Acasadidio“.

7 Responses to “Giorgio Morale”

  1. Rina said

    Ho apprezzato il tuo dire chiaro e garbato. Al di là del punto di vista personale infatti il porgersi con apertura al confronto è un apprezzabile avvio per un proficuo scambio di vedute. A rileggerti.
    rina

  2. Giorgio said

    Grazie, Rina. Purtroppo pare essere sempre più difficile discutere, di alcuni temi soprattutto.

    A conferma di quanto dici, ti riporto un pensiero di Gandhi:

    “Acquistiamo il diritto di criticare severamente una persona solo quando siamo riusciti a convincerla del nostro affetto e della lealtà del nostro giudizio, e quando siamo sicuri di non rimanere assolutamente irritati se il nostro giudizio non viene accettato o rispettato. In altre parole, per poter criticare, si dovrebbe avere un’amorevole capacità, una chiara intuizione e un’assoluta tolleranza”.

    Certo, ce ne vuole…

  3. [...] scorsa (2007) lessi un bel romanzo: Paulu Piulu di Giorgio Morale. Promisi a me stesso di scrivere una recensione, nel mio piccolo, per quel poco che vale. Invece [...]

  4. marcella said

    ciao giorgio, hai mai riportato qualche scritto da “Prima educare”?

    così, ero curiosa….

    marcella de carli

  5. Giorgio said

    Ciao, Marcella, mi hai letto nel pensiero.

    Ho già pronta una puntata di vivalascuola con un saggio tratto da “Prima educare”, ma mi sono lasciato prendere dall’attualità, da maestri unici e grembiulini.

    Una delle prossime puntate comunque dovrà essere quella, probabilmente a gennaio, perché dopo la puntata di domani lunedì 15 dicembre vivalascuola andrà in vacanza e riprenderà il 12 gennaio.

    Grazie però della domanda, che mi dà modo di consigliare subito a chi legge “Prima educare”, uno di quei libri preziosi sulla scuola pubblicati da “La meridiana”, con saggi che uniscono pratica e riflessione molto ricchi di stimoli.

    Colgo l’occasione per consigliare anche, sempre de “La meridiana”, “La religione dell’educazione. Scritti pedagogici di Aldo Capitini”.

    Ciao, e buona domenica
    Giorgio

  6. jolanda catalano said

    auguri e serenità
    jolanda

  7. Giorgio said

    Auguri di cuore, Jolanda…

    … soffia nella tua conchiglia,
    suona le tue melodie, e porta
    il ritmo della bellezza…

    (R. Tagore)

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