Giuseppe Panella
Giuseppe Panella è nato a Benevento l’8/3/1955. Si è laureato in Storia della Filosofia presso la Scuola Normale Superiore di Pisa dove attualmente insegna. Si è occupato di filosofia politica e storia del pensiero politico (su questi temi ha pubblicato un’edizione degli scritti di Robert Michels, Socialismo e fascismo (1925-1934), Milano, Giuffré, 1991), di teoria e storia dell’estetica (ha curato la Lettera sugli spettacoli di Jean Jacques Rousseau per Aesthetica Edizioni di Palermo e Il paradosso sull’attore di Denis Diderot per La Vita Felice di Milano; di particolare importanza il suo “Elogio della lentezza. Etica ed estetica in Paul Valéry”, in aa.vv. Paul Valéry e l’estetica della poiesis, a cura di M.T.Giaveri, Aesthetica Preprints 23, Palermo, 1989).
I suoi interessi teorici si sono successivamente spostati sullo studio della nozione di Sublime dal legato longiniano classico ai suoi sviluppi otto-novecenteschi (su cui ha scritto, in collaborazione con F.-Walter Lupi, un libro dal titolo Del Sublime, Frosinone, DismisuraTesti, 1992 e Il Sublime e la prosa. Nove proposte di analisi letteraria, Firenze, Clinamen, 2005). Più recentemente è passato ad occuparsi di teoria della letteratura (tre saggi sulla rivista “Il Notes Magico” negli ultimi tre anni) e di filosofia del romanzo moderno (cfr. l’edizione del romanzo Jcosameron di Giacomo Casanova, scelta e introduzione a cura di Giuseppe Panella, Milano, La Vita Felice, 2002) e i volumi monografici: Alberto Arbasino, Firenze, Cadmo, 2004, Lo scrittore nel tempo. Friedrich Dürrenmatt e la poetica della responsabilità umana, Chieti, Solfanelli, 2005 e Il lascito Foucault (in collaborazione con Giovanni Spena), Firenze, Clinamen, 2006.
Come poeta, ha pubblicato otto volumi di poesia, tra i quali Il terzo amante di Lucrezia Buti (Firenze, Polistampa, 2000) ha vinto il Fiorino d’oro del Premio Firenze dell’anno successivo.
Ha inoltre realizzato in collaborazione con David Ballerini due documentari d’arte, La leggenda di Filippo Lippi, pittore a Prato (2000) (trasmesso su Rai2 l’anno dopo) e Il giorno della fiera. Racconti e percorsi in provincia di Prato (2002).
Legge e si occupa di fantascienza da quando ha l’età della ragione. Fisicamente assomiglia a Stanley Kubrick da vivo.

















Roberto R. Corsi said
ben arrivato!
alessandro di lauro said
Coincidenze metafisiche
Ambiguitas suicidalis
“Io ebbi la mia prima educazione tra uomini di un’oppressa e afflitta religione, usi al disprezzo della morte e affamati di un immaginato martirio”
(“..quel devastante Altro”) “una adolescenza… chiusa fra quei muri di collegio che <>”
“Therefore thou wakd’st me wisely; yet
My dreame thou brok’st not, but continued’st it”
“Thou cam’st to kindle, goest to come; Then I
Will dreame that hope againe, but else would die.”
“aggiunge Maldoror : <>.”
“<>”
“Nero latte dell’alba lo beviamo la sera/lo beviamo a mezzogiorno e al mattino lo beviamo la notte/beviamo e beviamo/scaviamo una tomba nell’aria là non si giace stretti/”
“Una compressa furia distruttiva, carattere magamtico della forma”
“Apparizioni magmatiche di domande-colloqui ed estraniamenti punti vulnerabili di te, ingigantiti, disfatti… Angeli deboli, vulnerabili come me – gridati di paradosso come me – angelo precario, come me. Angelus Novus, dissacrato della sua possibile resurrectio-dis
sacrazione di Klee”
“Soltanto di Lautréamont e Stirner non possediamo ritratti… Ma il gesto è rimasto. Dopo di loro ogni filosofia, ogni letteratura sarà attraversata da una lesione fatale.”
Queste frasi non sono, ovviamente, mie, ma citazioni; alcune, citazioni di citazioni. Solo attraverso la citazione mi permetto di annullare il <>, Devastante Demiurgo, Unico, forse, a poter annullarsi da sé, identificandolo col suo aguzzino. Dissacrazione. Del testo, finanche, rovesciando l’intento dell’Autore. Non senza timore però, non compio io stesso il gesto, solo nella citazione e oltre, citazione di citazione, immagine acheropita, dove la scrittura è lettura ed è vero anche il contrario, lettura è scrittura. Mi permetto di non nominare, semplicemente ripeto l’essere nominati mentre si nomina. Liturgia. A sangue freddo, con interrogativa improntitudine vi concedo: perché la sottilineatura del corsivo “non possediamo ritratti” ? Di chi cerchiamo il ritratto? O, di chi già lo possediamo? Perché la negazione di quel verbo? Le citazioni sono brani di autori famosi tratti dalle mie letture, di miei libri; ah.., come non si può possedere un libro. E i brani citazioni di citazioni, ambigui ri-tratti. E’ così che nasce e prende forma la parola? Dall’immagine al suono? Tale è la ricerca della mia vita. E credo di farlo per amore. Non credo, però, di raggiungere il fine, l’amore non ottiene che “effetti collaterali”. Scrivo per ringraziare voi, che del leggere e scrivere ne fate gran mestiere, per avermi un giorno alleviato la pena con un vostro scritto, ma taccio altresì, sul dove, per non tentare invano di violare la collateralità di quelli “effetti”. Come in una preghiera, scia di un gesto che non rimane, re-citare. Dissacrazione ierofantica. Spero che il vostro cuore sia sempre alleviato, anche dalla pena che può provocare quel gesto, che è nulla eppure rimane, anche se come “quasi-niente”. Forse conteneva già, e conterrà la propria redenzione, annullarsi da sé.
Grazie
(Copia di lettera a un Editore)
jolanda catalano said
auguri e serenità
jolanda