Mauro Baldrati
Ex giornalista underground nella redazione di Frigidaire a Roma nei primi anni ’80, ha lavorato a Milano per dieci anni come fotografo free lance per le più importanti riviste italiane ed europee. Suoi articoli e racconti sono usciti in antologie, sulla rivista Delitti di carta, in appendice a Segretissimo, sui blog La poesia e lo spirito, Nazione Indiana, il primo amore, Carmilla. Ha pubblicato, con altri autori, il saggio sulle aggregazioni giovanili degli anni ’80 La rivolta dello stile (Franco Angeli), il romanzo breve Vita complicata di Jimi (Déjà vu 1999), La città nera (Perdisapop 2010), romanzo che fonde gli stili della fantascienza e del noir, l’e-book Il cattivo sergente (Milano nera 2011), Missione speciale (Senzapatria). Nel 2012 ha curato l’antologia Love out (Transeuropa).















hag reijk detto
Wow! quella cravatta su sfondo nero è uno sparo nel buio. Very underground!
Per il resto, sai già che ti leggo sempre volentieri e le tue foto mi piacciono molto.
Auguri!
hr
mauro baldrati detto
“sparo nel buio” e “very underground” me gusta assai. Grazie Hag.
furlen detto
grande mauro
effeffe
mauro baldrati detto
Ciao effeffe! Grazie e benvenuto.
lambertibocconi detto
Ciao Mauro! Mi scrivi in pvt, che ti voglio chiedere una cosa? Grazie. Anna L.B. ordet61@libero.it
lambertibocconi detto
Caro Mauro, grazie che mi hai scritto ma ho perso la mail… Vabbè, volevo semplicemente dirti che ho visto sul tuo blog un testo di Jimi Hendrix e mi è venuta la seguente folgorazione: i versi “La gente cerca di buttarmi giù / Parlano di me come di una bambola” non potrebbero avere influenzato “Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi una bambola… poi mi butti giù poi mi butti giù come fossi una bambola…” della Patty Pravo? O viceversa. Io comunque è da quando sono piccola che mi chiedo come funziona questa cosa di “buttare giù le bambole”. O anche di farle girare. Non l’ho mai capito ma non lo voglio neanche capire, mi va bene come suggestione forever.
mauro baldrati detto
Cara Anna, interessante l’accosatamento. Può essere. Tra l’altro Jimi Hendrix negli anni ’60 è venuto varie volte a Milano, dove aveva una fidanzata, ospite di Maurizio Vandelli dell’Equipe 84. Nulla vieta che abbia incontrato la Patty.
Roberto detto
Hendrix venne a Milano una sola volta, il 23 maggio del 1968.
Tenne un solo concerto invece che due, al Piper di Viale Alemagna (il concerto pomeridiano venne cancellato per il mancato arrivo della strumentazione bloccata in dogana).
Il giorno dopo parti in aereo per Roma, rimase quindi in città solo 24 ore.
Quanto alla fidanzata (Ines Curatolo), non saprei cosa dire, in un’intervista televisiva mostrò una foto in cui asseriva di essere in compagnia con Jimi. Peccato che nella foto da lei mostrata la ragazza con Jimi fosse un’altra (Carmen Borrero fotomodella californiana).
mauro baldrati detto
Roberto, grazie della precisazione. Però sui soggiorni a Milano di Jimi ha parlato Maurizio Vandelli che, ha detto, lo ospitava. D’accordo per il concerto, però non credo che possiamo essere così sicuri sui suoi movimenti privati.
augusto detto
Caro vecchio Baldrus, sei esattamente come ti avevo immaginato vent’anni fa , col nero luminoso e gli occhi dello spirito , dietro gli occhiali, la cravatta d’oro su cui scorre la luce; e lo sguardo assoluto di un Mallarmè, invisibile , dietro gli occhi dello spirito che si liberano della sostanza della vita per divenire specchio della pienezza dell’universo e del tessuto puro dell’Essere …Sei un po’ sogno e un po’ circo, un avventuroso esibizionista spericolato acrobata della lotta sociale e dello spirito , sempre sul limite tra una risata ironica e un tuffo nell’ignoto, sei uno scrittore “eleatico” post 2000, tra fantasia magia gran guignol politica giallo e sesso a perdere , in constante movimento dallo smarrimento verso la chiarezza, dal turbamento veso la pace , che è la gioia del passaggio, la sfrangiatura del mistero del buio che rimastica se stesso , la tensione verso un punto, verso una luce , verso l’energia cosmica che sta dovunque, pure nei peli delle ascelle, l’attraversamento del giardino di pietra che si fa palude, del ponte di ferro che si fa memoria , della materia che diventa grazia del divenire, delle cose che s’inchinano , piangendo, alla pura idealità nella loro nuda essenza…
T’ho fatto un peana, amico caro, con un pizzico di ironia.
Eì’ sempre bello risentirci.
Ciao.
Augusto
mbaldrati detto
Ciao Augusto, anche a me fa piacere sentirti, vecchio capitano!
E grazie per il peana.
jolanda catalano detto
auguri e serenità
jolanda
paperina7 detto
Caro Mauro, mi fa piacere ritrovarti. Scusa se non ti faccio tutti quei complimenti “alla Augusto” che sicuramente ti conosce bene. Voglio solo dirti che domani vado in libreria a comprare il tuo libro, certa, da sempre, che la poesia salva da tante cose, che la letteratura e’ cibo prezioso e vitale e che la bellezza dello spirito puo’ capovolgere il mondo…anche quello intimo di chi vive accanto a chi …ha ricevuto il raro dono di un’anima bella.
Ti abbraccio paperina 7