La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

Vito Mancuso

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Vito Mancuso (vitomancuso@alice.it) è docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano. Nato nel 1962 a Carate Brianza da genitori siciliani, è dottore in teologia sistematica. Dei tre gradi accademici ha conseguito il baccellierato a Milano, la licenza a Napoli, il dottorato a Roma presso la Pontificia Università Lateranense.
Vive con la moglie e i due figli sulle colline del Monferrato.
Oltre a traduzioni dal tedesco e dall’inglese, ad articoli su riviste specializzate (Communio, Asprenas, Filosofia e Teologia, Religione e Scuola, Rassegna di Teologia), a partecipazione ad opere collettive e a direzione di collane (tra cui “Uomini e Religioni” presso Mondadori), ha pubblicato:
- Hegel teologo, Piemme 1996;
- Dio e l’angelo dell’abisso, Città Nuova 1997, con prefazione di Mario Luzi;
- Le preghiere più belle del mondo, Mondadori 1998, insieme all’abate benedettino Valerio Cattana;
- Il dolore innocente. L’handicap, la natura e Dio, Mondadori 2002, con prefazione di Edoardo Boncinelli;
- Per amore. Rifondazione della fede, Mondadori 2005.  Ha ottenuto molte recensioni, tra cui: Repubblica (Umberto Galimberti), Corriere della Sera (Claudio Magris), Il Giornale (Gianni Baget Bozzo), Il Sole 24 Ore (Giuseppe Pontiggia, Bruno Forte, Gianfranco Ravasi), Avvenire (Bruno Forte), Famiglia Cristiana (Ferruccio Parazzoli), L’Osservatore Romano (Rodolfo Doni). Al suo ultimo libro Panorama ha dedicato un servizio di tre pagine a cura del capo cultura Mauro Anselmo. Il mensile Il Regno ha scelto Il dolore innocente come “libro del mese”, e lo stesso ha fatto il mensile Letture con Per amore. Sia Il dolore innocente sia Per amore sono stati selezionati tra i primi dieci libri del Premio Viareggio per la sezione saggistica. È stato ospite tv a Rai Tre (Le Storie di Corrado Augias), Canale 5 (Maurizio Costanzo), Sat 2000, Telenova, e su diverse radio tra cui Rai Tre e Radio 24 Il Sole 24 Ore. Suoi articoli sono apparsi su Repubblica e Avvenire. Collabora stabilmente con il settimanale Panorama
Il senso complessivo del suo lavoro, dalle lezioni universitarie agli articoli, dai libri alle conferenze, si può definire come “teologia laica”: rigorosa teologia, vero e proprio discorso su Dio, ma tale da poter sussistere di fronte alla scienza e alla filosofia, le quali vengono così ad assumere il ruolo di interlocutori principali.

34 Responses to “Vito Mancuso”

  1. valter binaghi Says:

    Ho letto da poco “Il dolore innocente”. E’ un libro straordinario.
    Teologia del giusto sofferente, fino al mistero della pazienza di Dio. Grazie.

  2. giuseppe toscano Says:

    gentile professore,
    l’ho ascoltata a Camaldore mercoledì 29 agosto e desidero ricevere il testo della sua conferenza” L’ANIMA e il suo destino”. Ringrazio vivamente. Cordiali saluti
    Pino Toscano

  3. martino Says:

    Gentile Prof.Vito Mancuso,
    ho letto la recensione del Prof. Umberto Galimberti..”L’anima e il suo destino” libro saggio scritto da Lei Prof.Vito Mancuso,

    Scrive il Prof. Umberto Galimberti.L’anima.. estinta la relazione col mondo, il corpo diventa cadavere, e l´anima, questa parola che nomina la nostra relazione con il mondo, si estingue con lui.

    E infine che tipo di dialogo è possibile con un cristiano, se questi è già convinto di possedere la verità?

    Il Prof. Umberto Galimberti ha le idee chiare, precise sull’anima..nessun dubbio.L’anima .NON ESISTE!PUNTO!
    Mi dispiace di non essere d’accordo con Lei Prof.Umberto Galimberti, l’anima ESISTE…ecco i FATTI..

    FOTORACCONTI CREATI NELLE NUVOLE “SGUARDI” FATTO.

    Martino Martini,PSICOCINESI & FISICA,ARTE, CREATIVITA’, PER MEZZO DELLA MENTE CREO LA FORMA VOLUTA SULLA MATERIA NUVOLE FORMANDO I RITRATTI PK. ALL’INTERNO DELL’AREA STABILITA NELLA NUVOLA PRIMA DEL TEST PK., 90 FOTO RISULTATI DELLA RICERCA PK.,I RITRATTI PER LA CREAZIONE PK. ,NELLE NUVOLE & VERNICE,, SONO PRESI DALLA STORIA DELL’ARTE,OPERE DEI MAESTRI, LEONARDO, CARAVAGGIO,A.EINSTEIN,SINDONE, FOTORACCONTI OPERE, DON GIOVANNI, REQUIEM, IL FLAUTO MAGICO, MUSICHE AMADEUS MOZART,J.S.BACH,
    Grazie.
    Martino

  4. Sebastiano Says:

    Gentile professore, vorrei sapere cosa ne pensa degli eventuali orizzonti teologici che può avere aperto (o che potrebbe aprire) la filosofia di Derrida, sopratutto alla luce di uno dei suoi ultimi lavori “donare la morte”. Grazie.
    Sebastiano

  5. daniela agostini Says:

    sto leggendo’il dolore innocente’perchè so cosa vuol dire avere una sorella handicappata.ERa più grande di me ,era idrocefala ,ha vissuto 27 anni .Per me all’inizio era nella mia normalità vedere mia madre che si prendeva cura di lei,poi sono cominciati i perchè..lo scrivevo anche nei temi a scuola .A mio padre era stato detto:chissà quale colpa avete commesso…mio padre non è più andato in chiesa.Mia madre invece viveva questa situazione con senso pratico responsabilità e spirito di sacrificio :cercava di accudire mia sorella meglio possibile senza farci pesare la situazione e senza farci mancare il suo affetto e le sue attenzioni chiedendo la nostra collaborazione quando necessario.Ho avuto un’infanzia serena.Ho una madre eccezzionale,ho imparato a distinguere la gravità dei problemi ,so cosa significa farsi carico ,prendersi la responsabilità.Ho capito che il dolore fa parte della nostra natura ,una malattia un incidente sono sempre possibili nel percorso della vita senza un perchè.non mi piace neanche pensare al dolore come offerta :questa interpretazione masochista è anche ricattatoria .Un perchè placherebbe la nostra ansia ,la nostra paura di vivere;ma non c’è un perchè .L’uomo ha la nostalgia dell’infinito perchè è mortale ma concepisce l’immortalità,è imperfetto ma concepisce la perfezione, questo crea uno stato di insoddisfazione di ansia che gli impedisce di apprezzare quello che è e quello che fa cioè tutto(è capace anche di inventarsi ..Dio di comprenderlo con la sua mente):io penso che se l’uomo è stato creato a immagine e somiglianza di Dio senta tutta la responsabilità ma anche la grande dignità di questa cosa .vorrei che queste mie parole arrivino fino a vito ,grazie daniela

  6. lambertibocconi Says:

    - Le preghiere più belle del mondo, Mondadori 19998, insieme all’abate benedettino Valerio Cattana;
    - Il dolore innocente. L’handicap, la natura e Dio, Mondadori 20022, con prefazione di Edoardo Boncinelli;
    - Per amore. Rifondazione della fede, Mondadori 20052.

    Gentile professore, vedo che lei è uno che giustamente si prende sul serio, e quindi le domando se i succitati libri li ha forse scritti in vista della fine del mondo. In caso contrario, corregga le date! Anna L.B. spadadiluce, padrepio, frateindovino e tommasodaquino tutto in una volta.

  7. Mario Policastro Says:

    Gentile Professor Mancuso,

    ho trovato di grande interesse la lettura del suo “L’anima e il suo destino”. Il che ha destato in me il desiderio di leggere anche i suoi precedenti “Per amore…” e “Il dolore innocente…”, pubblicati da Mondadori. Ma i tentativi di trovarne una copia nelle librerie o via internet sono risultati vani. Sono andati esauriti? Esiste una possibilita’ di una ristampa? Grato per una risposta.

    Mario Policastro (Trieste) 30.12.2007

  8. fabry Says:

    caro Mario, puoi trovare entrambi i libri su IBS:
    http://www.internetbookshop.it/code/9788804537182/mancuso-vito/per-amore-rifondazione.html
    http://www.internetbookshop.it/code/9788804509615/mancuso-vito/dolore-innocente-handicap.html

  9. campaner giovanni Says:

    Gentile professore posso avere il programma dei suoi prossimi incontri conferenze e presentazioni?Grazie e a ben sentirla.Giovanni

  10. fabry Says:

    per queste e altre informazioni scrivere a vitomancuso@libero.it.

  11. Giovanna Says:

    Non sono di cultura cristiana, ma leggendo “l’anima e il suo destino” mi trovo perfettamente d’accordocon la Sua esposizione. Non credo, ma sono convinta, che è una espressione che preferisco, che le indagini debbano avvalersi della fisica quantistica. Sto percorrendo questa strada.
    Grazie infinite
    Giovanna

  12. elalma Says:

    Ho letto con grande interesse “L’anima e il suo destino” in cui mi sono riconosciuta fin dall’inizio, nella bella definizione di coscienza laica. Sono cattolica praticante, e ho letto con gioia le sue posizioni in cui mi ci ritrovo in gran parte, pur nella consapevolezza che non siano proprio ortodosse. In definitiva mi sono sentita meno sola. Molte grazie anche da parte mia.

  13. mario pasetti Says:

    Mi attrae la Teologia e il ragionamento. L’ho ascoltata all’infedele mentre esprimeva convinzioni che nella mia ignoranza avevo gia in mente. Il Feto: vita umana in evoluzione in ambiente materno che lo nutre, per passare una volta partorito in altro ambiente che è la terra. La madre può purtroppo fermare quella vita in evoluzione come la terra con terremoti o tsunami ferma la vita dei “nati”.L’assurdo , caro professore, è che l’universo che conosciamo nel suo splendore è una “schifezza senza vita”( anche se penso che l’uomo è destinato con la conoscenza a portare la vita ovunque)e noi che abitiamo un granello di polvere relativo e abbiamo il dono della vita facciamo di tutto per eliminarla!!!C’è un tema che mi piacerebbe dividere con qualche altro e riguarda il Santissimo che sul Sinai si definisce “Colui che è” il che vuol dire che come Spirito Vive un Infinito Presente; La Creazione? Un solo attimo spiritualmente infinito! L’Evoluzione? La conseguenza materiale (inizia e finisce cioè ha un Tempo)di quell’Atto spirituale. Ora entrerebbe in ballo il destino dell’uomo se è gia predefinito nella sua parte spirituale ma non mi addentro. La ringrazio e leggerò a breve il suo libro per quanto mi potrà insegnare. Mario A.

  14. Cristina S. Says:

    Anche io l’ho ascoltata all’infedele.

    Trovo apprezzabile che lei si impegni cosi’ tanto per una improbabile conciliazione tra scienza e fede, per la nuova ‘filosofia della natura’..ma mi creda, le motivazioni che ha portato (quel discorsetto scolastico sulle 4 forze fondamentali della natura..) mi sono apparse abbastanza penose..

    Lasci perdere, meglio un Dio tappabuchi che un Dio che va a ripetizioni di Scienza per passare l’esame di maturità..
    Dio non ne ha bisogno, e la Scienza comunque andrà avanti da sola.

    Noi però abbiamo bisogno di Dio (a volte) e della Scienza (sempre).

    Come le hanno detto: “Lasci a Cesare quel che è di Cesare”

    Se posso darle un consiglio, si preoccupi piuttosto di arginare la crescente crudeltà dell’ideologia di neocon e atei devoti, e farà del bene a tutti.

    Critina S.

  15. Giusi Says:

    Scusa ma pregherei che tu Cristina S. parlassi per te.
    Io ho bisogno di Dio (sempre) e della scienza (a volte)
    Se vuoi ti spiego anche, credo nella vita eterna che Dio ci può dare e non la scienza, che anzi ci illude di poter vivere il più a lungo possibile, ma chi mi dice che senza l’ intervento della scienza non sarebbe stato possibile ugualmente?

  16. Paola Says:

    Ho seguìto ieri la puntata de “L’Infedele”, che mi ha colpito moltissimo per la qualità degli interventi.
    Nonostante la “conosca” da qualche tempo, non ho ancora letto nulla dei suoi saggi. L’ho vista la prima volta un paio di anni fa - credo - alla trasmissione di Corrado Augias; penso si trattasse della presentazione di un suo libro, “Per amore”. Il suo intervento mi ha sùbito fatto intendere che mi trovavo molto vicina al suo “sentire la fede”.
    Credo leggerò presto questo libro e anche il suo ultimo.
    Vorrei riportare una citazione da “La strada di Tangeri”, di Tim Mackintosh Smith, islamista e narratore di viaggio inglese.

    “… i metafisici e i fisici nucleari hanno più caratteristiche in comune di quanto si possa supporre: entrambi tirano, anche se in direzioni leggermente diverse, i nodi che tengono insieme l’universo, entrambi guardano al di là del mondo immediato della percezione sensoriale, a un mondo in cui la causa si può solo dedurre dall’effetto… un quark è invisibile quanto un angelo; entrambi affrontano polarità manichee: miracoli e magia nera, energia a buon mercato contro distruzione totale. Per i laici le teorie sottese a entrambi i modi di guardare al creato sono egualmente esoteriche, e credere nell’una o nell’altra richiede fede”

  17. bruno cimpanelli Says:

    Caro Vito,
    l’ho ascoltata all’infedele, dopo aver apprezzato il suo libro soprattutto per le angolature e le aperture precise che ne pervadono il percorso.
    Dal dibattito televisivo, invece, nasce l’impressione che dia grande soddisfazione a tutti trovare urgenti certezze (infondate) di qua e di là, per rimuovere le semplici ma scomode certezze richieste dall’amore(agape?) per il nostro prossimo, soprattutto quando è più debole e più ferito.
    Allora si insegue il dogma di certa teologia, per intenderci quella più dottrinale e/o indottrinata, oppure dall’altro lato sì fa opera di presunto raziocinio e di presunta realtà riaccodandosi al positivismo della cosiddetta scienza.
    Se è chiaro che il pensiero del catechismo della chiesa risulta ormai largamente inutilizzabile per creare nuova o più convinta adesione alla fede, è invece stupefacente sentire parlare della scienza ancora nei termini vittoriosi e onnipotenti che si percepivano apertamente nel dibattito da Lerner, mistificati ovviamente con gli indispensabili atteggiamenti di correttezza e disponibilità.
    Dobbiamo elencare quali sono le certezze che ci derivano dalla scienza? Non nel merito dell’anima o dell’al di là, ma anche solo per credere che possa esistere un sistema coerente di pensiero almeno scientifico? Potrei ricordare Kurt Goedel, oppure la continua teorizzazione di nuove particelle subatomiche in attesa di quella risolutiva, oppure la ancora mancata unificazione delle equazioni dei campi di forze, ecc. ecc. Un ultimo esempio, quello che affermò nel 2001 al New York Times Bruce H. Margon, astronomo all’Università di Washington: “È una situazione alquanto imbarazzante dover ammettere che non riusciamo a trovare il 90 per cento [della materia] dell’Universo”, riferendosi alla necessità di teorizzare la materia oscura.
    Fallito Hilbert, dopo Goedel e Turing, spopolano i probabilisti, i seguaci del dio caso, che ha nella negazione della ragione la sua stessa possibilità di affermarsi.
    E infatti gli storici della scienza, basta leggere qualcosa del prof. Bellone, sanno che dagli anni trenta la scienza ha smesso di pensare all’universale per affrontare ambiti più ristretti: cioè se non proprio crudo pragmatismo, certo poco più che tecnologia.
    E allora un pò mi stupisce che lei senta il bisogno di mediare tra due posizioni (vetero dottrinale e scientista) per trovare un accordo.
    Mi bastava essermi chiarito molte idee con ciò che nel suo libro così limpidamente emerge, anche se l’impianto può non essere millimetricamente logico, ma pieno di ragionevolezza, quella sì, o di ragione tout-court, nel senso kantiano.
    Cordialità

  18. Giancarlo Antinori Says:

    Per me la religione (o la fede in una religione)finisce la’ dove la ragione finisce, e la fede e’ necessaria perche’ non ci rassegniamo alla nostra mortalita’. Siamo invece, o forse, solo figli di una energia che si fa materia. E= MC 2 , leggetelo alla rovescia, la materia e’ energia concentrata. Meglio un momndo generato da una energia senza morale. che un mondo creato in cui la vita e la natura sono un continuum dove ogni specie toglie la vita all’ altra - Terribile e’ un Dio che ha scritto la legge della catena alimentare : Nulla di piu’ normale in questo mondo, e nulla di piu’ orribile.
    La vita nell’ universo e’ una competizione per la sopravvivenza e il predominio fra i diversi DNA.. Competizione fra uomini, animali o piante o batteri giu’ fino ai virus, tutti vivono conquistando frammenti di amminoacidi gia’ organizzati. Ogni DNA, ogni uovo trasmette se stesso mangiando gli altri ancorche’ vivi , come fanno i mammiferi o i pesci o i virus su di noi ed attraverso di noi. Terribile sarebbe un Dio che abbia scritto la regola feroce di un mondo senza scampo : uccidi per non morire , anche se meraviglioso e’ il suo creato. Meglio una energia senza morale.

  19. Giancarlo Antinori Says:

    L’ uomo si affida ad un atto di fede, in un profeta, in un Dio, in un mistero purche’ diano un senso al suo essere nel cosmo. dato che la scienza non potra’ mai dare una rsiposta ultima. Ogni religione comincia cosi’ la’ dove la ragione finisce. Ma non e’ orribile un mondo creato dove la vita e la natura sono un continuum dove ogni specie toglie la vita all’ altra ?. Terribile e’ un Dio che abbia scritto le regole feroci di un mondo senza scampo : uccidi per non morire , anche se il mondo che ha creato e’ meraviglioso. La catena alimentare : Nulla di piu’ normale in questo mondo, e nulla di piu’ orribile di un mondo creato dove tutti vivono conquistando frammenti di amminoacidi gia’ organizzati. .
    E se la soluzione sia semplicemente che anche noi uomini siamo invece generati da E= mc2. e non “creati”? Non e’ forse meglio essere solo energia amorale che prorompe in materia che non creati da un Dio attraverso una competizione continua per la sopravvivenza fra i diversi DNA ?. Ogni DNA, ogni uovo trasmette se stesso mangiando gli altri ancorche’ vivi , come fanno i mammiferi o i pesci o i virus su di noi ed attraverso di noi. Terribile e’ un Dio che abbia scritto una regola senza scampo : uccidi per non morire .
    Inchiniamoci di fronte al messaggio d’ amore di Cristo, ed alla sua croce, ma neanche lui ha potuto modificare quelle regole.

  20. paolo dova Says:

    da: Gad Lerner “In cerca dell’anima” Post 128

    Anima scientifica vs. anima religiosa
    La ragione di Mancuso e quella di Ratzinger

    Lombardi Vallauri presentando il suo “Nera Luce” definì la scienza ‘balcone sull’infinito’. In forza di una così profonda oscurità ci si domanda quale scienza possa vantare pretese conoscitive infinite e quale ragionevole Logos ne possa rappresentare la traduzione legittima. La razionalità scientifica con tutti i suoi strumenti descrive e costruisce un mondo, senza che questo possa esaurire tutto il possibile, dunque la scienza deve sempre inchinarsi di fronte al mistero che la trascende ed essere aperta ad ogni ulteriore acquisizione. Al contempo ogni versione troppo umana del mistero, ogni possibile chiusura dentro una determinata religio, ne pretende la illecita ‘paternità’. In questo senso, nel suo intervento a “Ottoemezzo”, bene ha fatto Scalfari a precisare che nel Dio al quale Ferrara s’ispira si dà dissoluzione e completa perdita di qualunque identità, risultando pertanto il Logos ‘divino’ di Ferrara, così come quello di qualunque altra ‘scuola’, assolutamente estraneo a qualsiasi presunta ragione. Ricorda ancora Scalfari che la ragione è strettamente correlata proprio alla simbolica figura dell’’albero della conoscenza’ che, come tale, è da considerarsi ‘frutto del male’. Il Logos dunque, anche quello che si vuole cristiano, sta dalla parte della ‘follia’, non da quella della ragione e ciò vale dal Buddhismo ai greci fino alla immagine simbolica di Cristo con la quale viene crocifissa ogni scienza ed ogni ragione in nome dell’assurdo che le trascende. Se dunque una chiesa vuole detenere il senso di Dio, deve dissociarne la ragione da quella del mondo, matematica o meno che sia. Anche se la struttura dominante di questo mondo si mostra matematicamente descrivibile e gestibile, ciò non significa che la sola scienza legittima debba fondarsi sulla matematica, fatto salvo che, anche da essa, si traggano tutte le irrazionali somme; invero essendo stati e continuando ad essere fin troppo ragionati tutti i mostri prodotti dalla storia umana. A carte scoperte cerchiamo dunque di capire quale sia la versione più appetibile del contesissimo ‘Padre’, senza lasciarne la sapiente difesa d’ufficio ai soli matematici professori.

  21. Giuseppe Palma Says:

    Interessante -L’anima e il suo destino- che sto leggendo e rileggendo.D’accordo su molte esposizioni.Su altre non mi permetto ne sono in grado di obiettare. Solo la Fede che è una grazia può intuire.La lettura del Suo testo richiede grande attenzione e uno sforzo mentale che ne fa un bel esercizio mentale.E’ naturalmente scattato in me il desiderio di approfondire alcuni argomenti fondamentali, il più importante: la risurrezione della carne,cieli nuovi e terre nuove.Spiace di non aver trovato niente o quasi sul Vangelo e sulla figura Gesù Cristo,niente sulle apparizioni della Madonna.Non sorrida, ma a Lourdes ,Fatima e Medjugorie, la Santa Vergine a parlato e parla.Le parole della Madonna sono fondamentali per accrescere ed affermare la fede di moltissimi Cristiani e mia.Lei ha trascurato questo fatto perchè troppo semplice adatto al popolino con poca voglia di pensare?
    Con stima

  22. Fabio Atzori Says:

    Gentile Professor Mancuso ,

    ho seguito con attenzione il dibattito televisivo di qualche settimana fa sull’emittente televisiva ‘La Sette’ (”Ma tu ce l’hai l’anima ?” ;) e ho trovato elementi di confronto con un recente articolo sull’Avvenire a firma di Francesco Grianti , che sicuramente avrà letto. La polemica sembra incentrata sulla tesi di Brian Everitt ( Le leggi del Caso ) che avrebbe condiviso, nell’introduzione al suo libro, il parallelismo fra il Verbo di S.Giovanni e il ‘Caso’ ( di cui si parla nel romanzo di Rhinehart “L’uomo dei dadi “).

    La posizione del Grianti , affine a molti pareri apparsi sul suo blog , sembra allinearsi a quella schiera di creazionisti ‘illuminati’ che partono da una contrapposizione pregiudiziale alle acquisizioni ‘quantistiche’ e a tutti quegli Autori che ne hanno sposato i presupposti teorici.

    Per questi critici, sempre molto presenti sul proscenio mediatico, prestigiosi riconoscimenti, premi Nobel, titoli ad honorem non conteranno nulla: “spocchia accademica” - penseranno -. Ma che dire del consenso ricevuto dagli ambienti più vicini al cattolicesimo tradizionalista?

    Probabilmente viene ignorato quanto la cultura stalinista e marxista fosse avversa a scienziati del calibro di Heisenberg, Bohr, Schrödinger, Dirac e in che modo li ha contestati , salvo poi ritornare sui propri passi (Fock e l’accordo di Copenaghen) quando la tecnologia, derivata dalle loro scoperte, si stava preparando ad invadere il mondo occidentalizzato.

    Fra siti, giornali e televisione

    La pubblicazione dell’articolo sull’ Avvenire di sabato 23 febbraio, non è un caso isolato. Mi sono oramai arciconvinto che questa polemica pseudocreazionista venga portata avanti da una schiera di letterati foraggiati da pareri, recensioni o riassunti sommari di testi, anche complessi, quali: La Nuova Alleanza, Tra il tempo e L’eternità 1*(Ylia Prigogine), senza rendersi conto della sottile trasposizione ideologica che generalmente le opere scientifiche veicolano .

    Anche il fisico W. Heisenberg è stato fatto oggetto di queste ‘turpi’ attenzioni . In un interminabile articolo sul sito “Scienza e conoscenza”, Fabio Marchesi si sofferma sul fiore all’occhiello dello scienziato tedesco, il cosiddetto “Principio di indeterminazione”. Esporremo più avanti ciò che, molto intuitivamente, questo principio ha permesso di scoprire (sul piano pratico non filosofico, come qualcuno vuol far credere) e vedremo che la sua interpretazione non lascia spazio alle sterili speculazioni dell’ ideologia. Si può affermare infatti, con molta semplicità, che grazie al “principio di indeterminazione dell’elettrone” lo studio dei fenomeni viventi ha potuto reclamare ed ottenere una dignità propria, finalmente libera dalle ‘inadempienze’ della fisica meccanicista (classica), ancora ferma alla cellula macchina cartesiana e decisamente non funzionale alle esigenze conoscitive dell’Umanità del nuovo millennio. Altro che onnipotenza !

    In alcuni fondamentali settori della Ricerca medica relativi allo studio del movimento, ad esempio, così come nell’ambito degli studi sociali, la diatriba è ben lontana dal risolversi e i cattedratici faticano nel trovare una prospettiva condivisibile. Tuttavia, grazie alle scoperte sui quanti ed alla Rivoluzione scientifica che ne è seguita, si sono potuti ridisegnare i limiti del range di competenza di una ‘certa’ accademia positivista e della sua ’scienza onnipotente’ che, fino a quel momento, aveva preteso di svincolarsi da ogni ragionevole criterio morale. ( - continua)

    Ho ritenuto opportuno soffermarmi a lungo su questa premessa , nella convinzione di stimolare la Sua attenzione e quella di alcuni recenti frequentatori del sito, in particolare di Giovanna del 14 Gennaio 2008, Mario Pasetti del 21 Febbraio, Bruno Cimpanelli del 21 Febbraio, Paolo Dova del 25 Febbraio

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    visioni complementari dello stesso Universo.

    Saluti sinceri fabio Atzori

  23. aldo cappai Says:

    Dopo aver sentito durante queste festività pasquali le trasmissioni di radio tre “Damasco” ed aver letto nell’Espresso i commenti della “Civiltà Cattolica” e dell’Osservatore Romano su
    “L’anima e il suo destino” ( che non ho ancora letto), ho ripensato al contenuto degli auguri fatti per la Pasqua del 2005 che, riprendendo Agostino d’Ippona, così recitavano:
    ” Talis est quisque qualis eius dilectio est.
    Terram diligis? Terra eris.
    Deum diligis? Quid dicam? Deus eris?
    Non audio dicere ex me;
    scripturam audiamus: Ego dixi: dii estis et filii Altissimi omnes.( Sal 81,6) ( in Io. Ep.tr.2,14).
    Ergo gratulemur et agamus gratias, non solumnos cristianos factos esse, sed Christum.”
    ” Ognuno è tale e quale il suo amore.
    Ami la terra? Sarai terra.
    Ami Dio? Che dirò? Sarai Dio?
    Non oso dirlo, ma ascoltiamo la Scrittua che dice: Io ho detto: Siete dèi e figli dell’Altissimo.
    Rallegriamoci dunque e rendiamo grazie a Dio: noi non siamo stati fatti solo cristiani, ma siamo divenuti Cristo.” (in Io. Ev.tr.21, 8)
    Agostinus Hipponensis

    Aldo Cappai
    Pasqua 2008 AD

  24. aldo cappai Says:

    Errata Corrige

    Forse l’Espresso non riportava le critiche dell’Osservatore Romano, bensì quelle dell’Avvenire.

    Chiedo venia.
    Aldo Cappai

  25. Luigi Michon Says:

    Leggo su l’anima e il suo destino che la natura ha in se ordine e relazione. più in generale si può forse dire che tende a realizzare un progetto che noi non conosciamo. Una cosa che rende perplessi è che in questo modo di essere come dice il prof Zichichi retto dalle leggi dell’elettromagnetismo vige la legge perversa che per sopravvivere occorre uccidere, e da questo Gesù Cristo ha preso le distanze dicendo: io non sono il principo di questo mondo. Cosa si può dire su questo?

  26. enzo orti Says:

    sono affascinato da una ipotesi di ricerca bellezza-bellezza nel nascondimento.Cerco e qualche volta trovo..insieme a dei giovani artisti delle emozioni.Lei potrebbe aiutarmi molto , aiutarci molto per qualificare il nostro ‘esodo’artistico .E’possibile incontrarla?

  27. enzo orti Says:

    spero prima dell’estate

  28. Giorgio Primiceri Says:

    “L’anima e i suo destino”: auguro all’umanità la costante presenza di menti illuminate/illuminanti pari a quella dell’autore.

  29. Faith Says:

    Mi complimento con lei per il suo lavoro…lo apprezzo tanto e le sto facendo molta pubblicità! I suoi libri mi interessano molto…
    Se mi è concesso avevo la curiosità di sapere quale liceo ha frequentato e magari quali erano le sue discipline preferite…
    La ringrazio anticipatamente e la saluto cordialmente

  30. Ugo Armoni Says:

    Ho letto il Suo volume “L’anima e il suo destino”. Mi complimento
    con Lei,Professore, per aver scritto un testo intelligente, razio-
    nale e che punta alla ricerca della verità. La ringrazio.
    Poichè sono musicista da tanti anni, ho sempre pensato che la
    musica sia la più alta manifestazione spirituale e leggo con grande soddisfazione quanto Lei asserisce nelle pagine conclusi-
    ve del Suo volume:”…Tra queste creazioni la più alta è la musica, il prodotto più puro della mente e dell’anima. Nella grande musica si percepisce la voce dello spirito….”
    Cordiali e sinceri saluti.
    Ugo Armoni - Genova

  31. Azzurra Says:

    Gentile professore, sto leggendo “L’anima e il suo destino”. Lo trovo avvincente. L’unica cosa che non mi convince è lo scarso ruolo che Lei attribuisce alla fantasia umana. Secondo me, ha liquidato troppo in fretta la domanda dei suoi bambini, sull’eventualità che l’eternità sia una noia mortale. Credo che la fantasia di tutti noi dovrebbe essere solleticata da questa domanda, per trovare risposte originali, più o meno ortodosse, ma personali. In quest’ottica, la battuta sui tortellini trova il suo senso. Come Lei insegne, l’eternità è una dimensione che possiamo percepire solo per negazioni: senza tempo nè spazio. O forse con tipi diversi di tempo e spazio. Insomma, bisogna che ognuno di noi mediti su cosa fare della propria eventuale eternità. Forse è proprio questo il compito di ciascuno di noi in questo mondo: trovare un’idea che ci spinga a desiderare l’eternità, senza esserne troppo terrorizzati. Per Lei è diventare una nota, per qualcuno mangiare i tortellini. Nessuno può dire cosa sia più esatto. E la logica serve a poco in questo ambito, secondo me. Molto meglio dare spazio alla fantasia di ciascuno. Un’ultima cosa sulla resurrezione della carne. In fin dei conti Gesù è resuscitato con un corpo “spiritualizzato”, che entrava nel cenacolo a porte chiuse, perchè noi non dovremmo farlo? Il paradiso avrà una dimensione senza i concetti di spazio e tempo che ci sono propri. Ma nel Vangelo si parla di avvenimenti che scardinano le dimensioni spazio-temporali cui siamo abituati. Mi scusi per averLa annoiata e grazie per il Suo bel libro (che però non ho ancora finito…), cordialmente,
    A.P.

  32. Luigi Mochi Sismondi Says:

    Gentile Prof. Mancuso,
    sono giunto al suo libro “L’anima e il suo destino” dopo averla sentita alla radio (Damasco) parlare in cinque puntate degli autori che più amo anch’io, specialmente, da autodidatta di teologia e scienza quelli “più facili” cioè Hillesum, Weil e Bonhoeffer veri compagni della mia vita.(Resistenza e resa è sul mio comodino da vent’anni)
    Allora, leggendo il suo libro la senzazione che ho è quella di essere a casa: con gioia capisco quello che vuole dire, con gioia ritrovo, dette da un teologo e uno scrittore chiaro e capace, le intuizioni che da tanto tempo attendevano nella mia mente di prendere forma copleta.
    Grazie.
    L.M.S.
    P.S. Siamo un piccolo gruppo di riflessiione ecclesisle e teologica che si chiama “La Tenda” (www.latenda.info)se avrà il tempo di dare uno sguardo al nostro lavoro sarei contento di una sua opinione.

  33. marco bellisario Says:

    Gent.mo professore, ho ascoltato in auto una parte della catechesi di P. Raniero Cantalamessa al meeting di Rinnovamento nello Spirito e sono sobbalzato quando ha citato un passo del Vangelo? di ? nel quale Gesù metteva in guardia dalla parola infondata in greco anergon. La Parola rimanda all’energia?
    Vorrei un suo commento.
    Saluti

  34. salvatore Says:

    Leggo il commento di “Azzurra says”. Io aspetto il tempo eterno che scorre ma che mi fa vivere sempre nel presente, non invecchia. Spero di meritarmelo, che la grazia del Signore mi tocchi! In questa vita desidero e riesco a immaginare infinite cose che i limiti terreni mi rendono impossibili. E’ il dramma dell’uomo che a differenza degli animali anche chiuso in gabbia può concepire la libertà e l’infinita bellezza senza poterne godere. Sulla terra ciò è gioia e dolore, nell’eterno ci sarà tempo e spazio per goderne.

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