Archive for the 'Cinema' Category
Posted by franzk on March 28, 2008

di Nadia Agustoni
Federico Rocca, Silvana Mangano, L’Epos 2008, euro 28,30
E’ un libro di cui si sentiva la necessità, almeno tra gli appassionati di cinema, quello che Federico Rocca ha scritto su Silvana Mangano. L’autore è un giovane critico cinematografico laureato al Dams in Storia del cinema italiano e dedica all’attrice prematuramente scomparsa nel dicembre 1989 uno studio accurato che mette in luce la Mangano interprete e il suo mito. Federico Rocca sembra, all’inizio del libro, non voler rispondere alla domanda se Silvana Mangano sia stata una grande attrice, ma pagina dopo pagina ci fa rivivere la sua recitazione, rivelando uno sguardo acutissimo e attento ai particolari: siano gesto, voce o pura espressione del volto. Read the rest of this entry »
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Posted by mbaldrati on March 13, 2008
di Mauro Baldrati
Spulciando in Internet ho letto numerosi commenti di spettatori delusi da questo film, che trovano “deludente”, “pessimo”, “orribile”, insistendo soprattutto nel finale, definito “assurdo”. E’ questa, infatti, una delle pesature più significative di Non è un paese per vecchi, dei fratelli Coen, vincitore di quattro Oscar: la risoluzione della storia – che potremmo definire non-risoluzione – con cui ci dobbiamo confrontare. E non è un confronto facile. Tutto nella fase iniziale, diciamo fin oltre la metà del film, ci prepara a una storia durissima americana, allucinata, un road/gangster movie con tutti i pezzi al posto giusto, girato con ironia, senso del paradosso (come nello stile dei Coen), fotografia che spacca: siamo nel 1980 nel sud del Texas, al confine col Messico: deserto, siccità, desolazione estrema, solitudine. Read the rest of this entry »
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Posted by mbaldrati on February 7, 2008
di Mauro Baldrati
Continua l’originale cammino di Woody Allen negli stili e nei drammi del noir. L’ultimo atto della trilogia inglese, Cassandra’s dream, tradotto in italiano in Sogni e delitti (i primi due sono Match point e Scoop) ha raccolto opinioni contrastanti, come sempre accade, del resto, con WA. La trama è già stata abbondantemente trascritta su web e giornali, pertanto credo di non svelare nulla se la illustro brevemente anche qui: due fratelli, interpretati da Colin Farrell e Ewan Mc Gregor, trascinano esistenze diverse, ma ugualmente insoddisfacenti: il primo lavora come operaio in un’autofficina, ma ha il demone del gioco; il secondo gestisce col padre un ristorante in difficoltà, ma sogna di emigrare in California a investire negli alberghi, diventare un uomo d’affari di successo, pieno di soldi e auto sportive; come il mitico zio, fratello della madre (e da lei continuamente osannato, in presenza del marito che invece non ha combinato granché), che viaggia per il mondo ed è un gran signore.
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Posted by franzk on December 23, 2007

“Chi ha paura della morte ha anche paura della vita”.
(Clark Gable a Marilyn Monroe in “Gli spostati” di John Huston, sceneggiatura di Arthur Miller - 1961)
IL TRAILER
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Posted by franzk on September 30, 2007

Ho rivisto un film del corazon, di recente: La rimpatriata, il miglior parto di quel Damiano Damiani reso tristemente celebre da La Piovra prima messinpiega. Che palle. Placido tutte le domingo, e la mafia che esiste e in fondo chi se ne frega, non perchè non sia una cosa bruttissima, ma perchè tanto con questi venti di pace nulla cambia perchè tutto continui a non cambiare. Invece il Damiani, classe 1922 come il Gassman che tanto ci piace, e che è un furlàn di quelli intellettuali - e oltre che regisseur scrittore e sceneggiatore, quando l’era giuvin ha fatto film da ricordare anche a decenni di distanza, come questo.
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Posted by franzk on September 27, 2007

Dominique Bosquier, una star occitana
de Maurizio Dematteis da Nòvas d’Occitània, n.49 Desembre 2006
Una de las 18 fremas celebraas dins lo libre de Andrée Bertino e Fredo Valla “Menú d’Occitània, dediats a 18 fremas famosas de l’estòria occitana”, e que venerè premiaa a Coni l’8 de desembre dins la cerimònia “Fremas d’Occitània con Gran Galà”.
Fraisse: comuna de montanha de la mesana Val Varacha (746 m slm) en Província de Coni. Aqueste pichòt païset de 350 abitants es una de las 120 comunas de lenga e de cultura occitana dal Piemont.
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Posted by mbaldrati on September 25, 2007
di Mauro Baldrati

I lettori di Valerio Massimo Manfredi non s’illudano: L’Ultima Legione, film di qualche pretesa tratto da uno dei più riusciti romanzi storici di Manfredi, un piccolo capolavoro di genere, non è 300, il kolossal dove i piani narrativi e stilistici si incontrano con quelli dell’omonimo fumetto di Frank Miller, si fondono, si sfidano; è, al contrario, un filmetto senza gloria e senza infamia la cui sceneggiatura cerca di seguire pedissequamente la trama del libro, fino alla parte finale dove la storia di Manfredi viene abbandonata e scivola palesemente nella trama di un altro romanzo storico, non citato nei crediti.
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Posted by Gian Ruggero Manzoni on July 10, 2007

IL DESTINO DI UN GUERRIERO. Un film di Agustín Díaz Yanes. Con Viggo Mortensen nella parte di Alatriste, Elena Anaya, Eduardo Noriega, Javier Cámara, Jesús Castejón, Antonio Dechent. Produzione: Spagna, Francia, USA 2006. Tratto dai famosi romanzi di Pérez-Reverte. Durata: 146 minuti.
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Posted by franzk on June 27, 2007

LE MEPRIS. Un film di JEAN LUC GODARD. Del 1963. Scaricatelo sul vostro computer con EMULE. E’ un film straordinario. E’ a colori. E’ tratto dal godibile romanzo “Il disprezzo” di Alberto Moravia. Ci sono MICHEL PICCOLI, BRIGITTE BARDOT, JACK PALANCE, FRITZ LANG, GIORGIA MOLL. E’ un film multilingue. Musiche di GEORGES DELERUE.
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Posted by franzk on June 19, 2007

Recentemente ho rivisto con piacere il miglior film dell’avvocato pugliese Fernando Di Leo, re del B movie d’azione italiano, girato nel 1972 in una Milano livida e crudele. Di Leo - scomparso nel 2003 - è stato anche un importante sceneggiatore del nostro cinema popolare e un bravo scrittore: dietro al grande successo dei primi film western di Sergio Leone c’è infatti lui. “Milano Calibro 9″ - ecco il titolo del film, rubato a Scerbanenco, e dico rubato perchè dei racconti dell’ “uomo di Kiev” Di Leo non ha preso che questo- è un noir fatto e finito, a corda tesa dall’inizio alla fine. Contrapposto al protagonista Ugo Piazza (Gastone Moschin) c’è Mario Adorf, che interpreta la parte di Rocco Musco, un “picciotto” della onoratà società al soldo dell’Americano (Lionel Stander).
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Posted by mbaldrati on June 19, 2007
di Mauro Baldrati
Si parla, a proposito di Quentin Tarantino, di “exploitation” (dal nome delle sale dove si proiettavano due film al prezzo di uno), un genere che usa di proposito linguaggi bassi, eclatanti ed eccessivi, indifferenti alle regole stilistiche classiche. In realtà Grindhouse, l’ultimo – e per alcuni il più scarso – suo film nelle sale, che dovrebbe essere intitolato Death Proof perché l’edizione originale americana comprende anche un episodio crudelmente tagliato di Robert Rodriguez (l’autore di El Mariachi, Dal Tramonto all’alba, Sin City), sfugge ai generi di contaminazione: è un film anni ’70 duro e puro, forse addirittura un telefilm, girato con la fotografia di quell’epoca, con pellicola sgranata e sfregiata (non manca qualche salto, voluto dal regista che qui debutta anche come direttore della fotografia): auto, arredi, tutto è calato nell’atmosfera anni ’70, un’epoca, uno stile, un’estetica che Tarantino afferma di ammirare fino all’idolatria.
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Posted by franzk on June 11, 2007

Ecco una “criptorecensione” - non c’è bisogno di spiegare di cosa si tratta, basta leggerla- dell’ultimo film di Ron Howard, ex Ritchie di Happy Days, il kolossal tratto dal romanzo di… vabbè, inutile dirlo.
Il roman di Dn Brwn ha rappresentat caso lett, già dal success di vendit, Hollwod fa film grand spolver. Rn Hoad e Bn Grzr, con lor cas di produz (la Imgin Enterent).
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Posted by franzk on June 5, 2007

Recentemente mi sono imbattuto nuovamente in un attore italiano che mi è sempre stato simpatico e che ho sempre molto apprezzato, il versiliese Renato Salvatori, rivedendo un film poco conosciuto, “Una bella grinta” di Giuliano Montaldo.
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Posted by fabrizio centofanti on April 23, 2007

Forse non è proprio di un cattolico pensare che essere materialisti sia un vantaggio. Eppure è proprio quello che ho pensato al termine di Centochiodi di Ermanno Olmi. Olmi è un regista spiritualista e, meglio ancora, idealista. Cioè pensa che la realtà si formi ed abbia la sua essenza in una sfera ideale, dove le cose si creano nella decisione del soggetto di pensarsi libero ed autonomo. In questa sfera si incontra Cristo, Dio, la divinità in genere.
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Posted by franzk on April 11, 2007

In primo piano la copertina originale dell’LP della colonna sonora del film Senza sapere niente di lei, di Luigi Comencini, 1969. L’ho rivisto l’altra notte, quel vecchio romanzetto in motion picture, in piena crisi d’insonnia. “In onore di Luigi Comencini”, recitava la didascalia di Canale 5. In piena notte fonda, quando anche l’ora dei vampiri del Dracula cha cha cha di Brunomartiniana antichissima memoria era scoccata da lunga e nera pezza, quando il primo pendolare guaiolante sbadigli cavernosi accendeva il gas per il primo caffè-ricco-mi-ci-ficco, ecco fatto a buonissimo mercato l’onore al vecchio e glorioso regista scomparso, nato a Salò nel 1916 anno di Grazia e ovviamente del Signore, ben dopo le 120 giornate di De Sade e ben prima di quelle del PPP più cinematograficamente insostenibile.
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Posted by Francesca Matteoni on March 22, 2007
di Francesca Matteoni
Mai scordarsi che gli uomini come i cani abbisognano di padroni.
Mai far dono di sé senza riserva. Read the rest of this entry »
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Posted by fabrizio centofanti on January 23, 2007
di Luigi Metropoli e Salvatore Margiotta
Le parole fanno i testi, i testi fanno
le pagine, le pagine fanno i libri, dai
quali la conoscenza è tratta in forma
pittorica.Peter Greenaway
Dal teatro al cinema: The Tempest secondo Peter Greenaway – prima parte
L’eccezionale complessità di The Tempest, i contrasti irrisolti e le ambiguità testuali che la caratterizzano, da sempre costituiscono una ragione di seduzione per gli artisti (siano essi cineasti, registi teatrali…) che vogliono rivisitarla. Lo spettacolo, messo in scena per la prima volta in un teatro londinese (1) nel 1611, presenta un epilogo che apre uno dei tanti scenari possibili immaginati dal drammaturgo inglese (risoluzione e rinuncia, abbandono delle scene?): se da un lato si insiste col vedere, nell’abbandono della magia da parte di Prospero, l’uscita di Shakespeare dalla fascinazione del teatro, dall’altro s’insinua il sospetto che il finale sia stato pensato al solo scopo di dare un’ambigua conclusione. Prospero conclude dichiarandosi “personaggio” della storia, fatto unico nel teatro shakespeariano, in cui in genere è l’attore, una volta svestiti i panni del personaggio che impersona, a dichiarare concluso lo spettacolo.
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Posted by fabrizio centofanti on January 22, 2007
Di Luigi Metropoli

Affresco storico? Dramma politico? Tragedia privata? Propaganda ideologica? Un film dal respiro universale, un attraversamento delle stanze del potere, della sfera privata di un monarca (il dramma di Ivan è l’impossibilità di scindere il pubblico dal privato). Dramma d’interni ed interiore, storia di una nazione (il presente visto dal passato) e, allo stesso tempo, film tremendamente umano nella rappresentazione di un individuo destinato al potere e perseguitato da coloro che non accettano la sudditanza.
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