La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

Archive for the 'Critica letteraria' Category


Asimov

Posted by rferrazzi on May 14, 2008

L’attenzione (…) di ogni lettore sarà richiamata da una storia della decadenza e caduta dell’impero romano, forse la scena più grandiosa e impressionante nella storia dell’umanità (…) Fu tra le rovine del Campidoglio che concepii l’idea di un’opera che mi ha occupato e ricreato per circa vent’anni della mia vita… Con queste parole, il 27 giugno del 1787 (due anni prima di un’altra storica caduta: quella della Bastiglia), Edward Gibbon licenziava le quasi tremila pagine del suo capolavoro, una cavalcata di quindici secoli da Cesare Augusto fino al vittorioso assedio di Maometto II a Costantinopoli. Read the rest of this entry »

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Il critico in Fiera

Posted by paolocacciolati on May 13, 2008

Noto sorprendenti analogie tra il gioco del Mercante in fiera e il modo del critico di porsi alla Fiera del Libro. Come nel mercante in fiera, il critico in fiera più partecipa numeroso e più è contento, l’importante è essere in tanti a un incontro, una presentazione, un convegno, così il gioco è più bello, e che importa se non si conosce manco il tema o l’autore a proposito del quale si è invitati a parlare. Read the rest of this entry »

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Joe Lansdale

Posted by mbaldrati on May 9, 2008

(Joe Lansdale è in Italia per presentare Il Carro Magico, il suo ultimo libro, un racconto di ambientazione western. L’intervista che segue è stata pubblicata su Il Resto del Carlino)

di Pierfrancesco Pacoda

Da dove arriva la fascinazione per questo genere?

Dall’universo famigliare nel quale sono cresciuto. Il libro racconta vicende avvenute nel 1909, che é l’anno di nascita di mio padre. I suoi genitori avevano vissuto quella epopea ed i racconti di carovane, sceriffi, povere e mandrie hanno accompagnato la mia infanzia. Erano le mie storie della buona notte. Così ho pensato ad un libro che ‘restituisse‘ a mio padre quelle emozioni che mi aveva offerto quando ero un ragazzino. Il western è una parte importante del mio immaginario.

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Interzona #11: “ma la classe prossima è pur sempre una classe”

Posted by francesco sasso on May 7, 2008

Il critico deve veramente contenere in sé non un moralista ma un filosofo, che abbia meditato sull’anima umana nelle sue distinzioni e opposizioni e nella sua dialettica; e non propriamente il filosofo in quanto attua i suoi concetti in giudizi di filosofia, di scienza, di politica, di morale e di ogni altra sorta, sebbene in quanto viene ordinando il gran materiale dei formati giudizi in classi o tipi del vario sentire e fare dell’anima, e con ciò si tramuta in ‘psicologo’.

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Il Cavaliere della Rosa

Posted by rferrazzi on May 6, 2008

Secondo un modo di dire di fine Ottocento, a Vienna in ogni strada abitava un genio. Non era uno sproposito: nell’arco di una generazione, prima di sprofondare nella guerra e nel disastro, la capitale dell’ultimo impero vide una rivoluzione in tutte le arti e in tutte le scienze. Il fenomeno aveva la sua spiegazione in una serie di coincidenze: una lunga espansione economica, un impero multietnico, un imperatore-simbolo che non moriva mai, imbalsamava le contraddizioni e mascherava fino all’ultimo l’agonia di una civiltà.
Tra i letterati, che hanno per missione la sensibilità a ciò che nasce e a ciò che muore, soltanto Hofmannsthal si rivolse con un sorriso a un mondo che si ostinava a sopravvivere a se stesso. Nel “Cavaliere della rosa” non ci sono i sarcasmi di Kraus, l’ironia di Musil o i tremori di Kafka. Hofmannsthal contempla con serenità i formalismi desueti, le fisime nobiliari che vanno in archivio. Confida nell’immortalità dei sentimenti. Sorride ai suoi personaggi con la nostalgia di ogni addio e con la vaga speranza di una metempsicosi: quei sentimenti trasmigreranno in altri corpi, in epoche nuove. Read the rest of this entry »

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Il reale inammissibile di Marina Pizzi, di Marco Giovenale

Posted by Marina Pizzi on May 5, 2008

Marina Pizzi, L’Acciuga della sera i fuochi della tara. Lecce, Luca Pensa Editore, 2006

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D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME. L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni di Giuseppe Panella (3)

Posted by giuseppepanella on April 14, 2008

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME. L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni

di Giuseppe Panella

(La prima parte dell’articolo è apparsa qui, mentre la seconda parte è apparsa qui)

3. La tragedia del Sublime e il recupero del mito: Fedra

Tra il 1908 e il 1909, D’Annunzio concepisce il suo omaggio al mito tragico greco (personalissimo e destinato a un travolgente insuccesso). Concluso nel 1904, per volontà di lei, il rapporto con Eleonora Duse e dopo una serie di relazioni non altrettanto significative come quest’ultima sotto il profilo della collaborazione artistica, stavolta la sua Musa ispiratrice sembra Nathalie de Golouleff :

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D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME. L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni di Giuseppe Panella (2)

Posted by giuseppepanella on April 11, 2008

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME. L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni

di Giuseppe Panella

(La prima parte dell’articolo è apparsa qui.)

2. Il desiderio e l’arte come forme del Sublime: La Gioconda

I temi poi espressi e rilevati nella spesso perfetta campitura di Alcyone si ritrovano, in toni certo più turgidi e sovente solo ammiccanti ed allusivi, in un testo drammatico messo in scena poco prima dell’emergenza lirica della poesia delle Laudi (come si è avuto l’opportunità di dire prima).

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D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME. L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni di Giuseppe Panella (1)

Posted by giuseppepanella on April 8, 2008

D’ANNUNZIO E LE IMMAGINI DEL SUBLIME. L’Alcyone, la Fedra e altre apparizioni

di Giuseppe Panella

«Oggi due cose sembrano moderne: l’analisi della vita e la fuga dalla vita. Poca è la gioia dell’azione, dell’accordo delle forze interne ed esterne della vita, dell’imparare a vivere del Wilhelm Meister e del corso del mondo shakespeareiano. Si anatomizza la propria vita psichica, o si sogna [...]. Nelle opere dell’artista più originale che possegga al momento l’Italia, di Gabriele D’Annunzio, queste due tendenze si cristallizzano con una particolare acutezza e chiarezza : le sue novelle sono protocolli di psicopatia, i suoi libri di poesia sono scrigni di gioielli ; nei primi domina la terminologia rigorosa ed oggettiva dei documenti scientifici, ne secondi, invece, un’ebbrezza quasi febbrile di colori e di stati d’animo»

(Hugo von Hofmannsthal, Gabriele d’Annunzio, I)

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David Maria TUROLDO - Poesie

Posted by Giovanni Nuscis on April 7, 2008

Da: Mia Apocalisse

Tempo verrà

Tempo verrà che non avrete un metro
di spazio per ciascuno:
lo spazio di un metro
che sia per voi. Tutti
vi dovrete rannicchiare:
nemmeno coricati!
Se pure non sarete
accatastati uno sull’altro.
Allora uno resterà soffocato
dal ribrezzo dell’altro.

Non avrà spazio
neppure il pensiero
e tutto sarà nel Panottico:

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Inferno I, 1: una lettura, di Demetrio Paolin

Posted by Gaja on April 3, 2008

Quella che sto per scrivere è un’eresia. E questo mi fa sentire piccole lingue di fuoco solleticarmi le piante. A nessuno è mai venuto in mente che tipo di pelle dovevano avere gli eretici? Io l’ho sempre pensata luminosa, come la filigrana di una lampadina poco prima di bruciarsi. Comunque le ciance non fanno parte di questo scritto e quindi scendiamo in medias res.
Nel mezzo del cammin di nostra vita” (Inf. I, 1).
Chi non ha riflettuto almeno una volta, anche addormentandosi come fa il protagonista della poesia di Gozzano Dante, su questo endecasillabo? Ho sempre pensato che queste sette parole fossero la nascita di tutta la letteratura. L’inizio della Commedia è come l’inizio della Bibbia, tiene dentro di sé tutto ciò che c’è stato prima, che c’è e che ci sarà. Read the rest of this entry »

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Amelia ROSSELLI nella lettura di Biagio CEPOLLARO

Posted by fmarotta on March 29, 2008

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(A. Rosselli/B. Cepollaro)

Leggere è insomma un lasciar risuonare una chiave
provando ad aprire altre porte, già comprese nel testo,
ma ancora silenti.

(Biagio Cepollaro)

Due poesie di Amelia Rosselli secondo i criteri della poesia integrata.

Nell’ambito di un corso di aggiornamento per insegnanti di italiano dell’istituto Virgilio di Milano, ho proposto, tra ottobre e dicembre del 2007, dieci incontri di due ore ciascuno dedicati allo studio dei princìpi e dei metodi della ‘poesia integrata’.
Gli appunti seguenti relativi a due poesie di Amelia Rosselli sono scaturiti dal lavoro sull’immagine, sul suono e sul senso realizzato insieme al gruppo di lavoro. Read the rest of this entry »

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Operazione Magliani #3 - Quella notte a Dolcedo - recensione di Bartolomeo di Monaco

Posted by franzk on March 29, 2008

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Marino Magliani: “Quella notte a Dolcedo“, Longanesi, 2008

Magliani è uno scrittore a cui sono molto affezionato. Affacciatosi timidamente sulla scena letteraria, va a poco a poco affermando una personalità già matura e coinvolgente. Vive in Olanda da molti anni, da cui si allontana per tornare a far visita alla sua terra di origine, la Liguria.
Il romanzo è ambientato alla fine del Novecento con forti riferimenti all’ultima guerra mondiale.

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L’attrice e l’icona. Silvana Mangano.

Posted by franzk on March 28, 2008

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di Nadia Agustoni

Federico Rocca, Silvana Mangano, L’Epos 2008, euro 28,30

E’ un libro di cui si sentiva la necessità, almeno tra gli appassionati di cinema, quello che Federico Rocca ha scritto su Silvana Mangano. L’autore è un giovane critico cinematografico laureato al Dams in Storia del cinema italiano e dedica all’attrice prematuramente scomparsa nel dicembre 1989 uno studio accurato che mette in luce la Mangano interprete e il suo mito. Federico Rocca sembra, all’inizio del libro, non voler rispondere alla domanda se Silvana Mangano sia stata una grande attrice, ma pagina dopo pagina ci fa rivivere la sua recitazione, rivelando uno sguardo acutissimo e attento ai particolari: siano gesto, voce o pura espressione del volto. Read the rest of this entry »

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In Itinere - Federico ZULIANI

Posted by fmarotta on March 26, 2008

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(John R. Walker, Travelling South)

Non ho mai creduto alla poesia di/per genere, tanto meno all’esistenza di una poesia “generazionale”. Trovo quest’ultima, se possibile, un’etichetta ancora più trita, inutile e vuota tra tutte quelle che infettano e piagano il panorama della letteratura in versi, deprivandolo della possibilità di significare oltre i limiti arbitrariamente imposti e di mostrare l’intero orizzonte degli echi e degli alfabeti di senso che contiene. Distribuendo patenti e innalzando steccati che, apparentemente, cercano di definire uno spazio e la sua presunta specificità, non fanno altro che negare, nei fatti, la possibilità di un ascolto e di una fruizione a tutto campo di quell’inafferrabile atto creativo che fa del polimorfismo la sua ragion d’essere profonda, il suo peculiare e molteplice sguardo sul mondo. Read the rest of this entry »

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Operazione Magliani #2 - Quattro giorni per non morire

Posted by franzk on March 22, 2008

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La copertina e il titolo richiamano le locandine di certi noir francesi anni 60/70; tolto il richiamo cinematografico, questo è un romanzo che sta sul bordo del genere - senza mai per l’appunto veramente entrarci - per certe venature della trama: un uomo gravemente malato torna dal carcere di Regina Coeli - dove da anni sconta una pena per traffici illeciti - nel borgo ligure natio, e laggiù ritrova le sue radici incontrando personaggi che le incarnano. Ha i quattro giorni di permesso accordatogli per organizzare una fuga in Messico dove potrebbe curare una grave malattia contratta un decennio prima. Ma il romanzo sta sul bordo soprattutto per altro: c’è la frontiera (il paesino non è lontano dalla Francia) e questo breve tempo che il protagonista ha a disposizione per venire a capo della sua vita, e che per l’appunto non può oltremisura debordare.

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Operazione Magliani # 1 - Marino Magliani, il Jack London ligure

Posted by franzk on March 20, 2008

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Marino Magliani è uno scrittore che viene dal fare e dall’avventura. Dalla pratica che diventa grammatica. Un Jack London ligure, che nella prima parte della sua vita s’è imbarcato sulle navi come mozzo dopo aver girato i collegi di mezza Italia, ha peregrinato per mezza Europa per qualche anno, e poi ha inseguito e trovato l’America: quella del sud, per altri anni, visitandone metà dei paesi, vivendoci, impregnandosi fino all’osso di esperienze. Come un autore americano self made (Magliani non viene dalle università, ma dal pulsare secco e spesso cattivo della vita avventurosa, dal marciapiede) ha fatto di tutto: il lavapiatti, il magazziniere, il traduttore di menù dallo spagnolo all’italiano per i ristoranti della Costa Brava; e ancora, l’olivicoltore nella sua Liguria di ponente, il rappresentante, il portiere di discoteche, lo scaricatore di porto sulle banchine olandesi –; e da anni lo scrittore in Olanda s’è sistemato, in pianta più o meno stabile, trovando una moglie e allevando con lei un figlio, un marcantonio diciassettenne di nome Mike.

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«Rilectura Dantis. Il canto XIII del Purgatorio: tre indizi», di Lucia Tosi

Posted by Gaja on March 20, 2008

“Contro la grande superiorità di un altro non c’è mezzo di salvezza all’infuori dell’amore
[Goethe]

Vinum non habent. Passa una voce volando lungo la seconda ripa dal livido colore della pietra. Dante non vede spiriti, ode solo voci che, trasvolando, invitano alla riflessione: I’ sono Oreste e ancora Amate da cui male aveste. Più avanti, seduti a ridosso della parete della montagna, vestiti di mantelli indistinguibili dalla roccia, sono gli invidiosi. Hanno gli occhi cuciti, non possono vedere (secondo l’etimologia di in-video), tengono sembianza di poveri mendicanti ciechi che si sostengono caritativamente gli uni gli altri. Il castigo è evidente: come in vita hanno guardato con occhio malevolo le fortune altrui, mentre non vedevano le proprie, e le hanno desiderate, ora sono costretti alla cecità, ad essere tutti uniformati nell’aspetto esteriore e a sostenersi a vicenda. Read the rest of this entry »

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Elogio della lentezza. Paul Valéry e la forma della poesia di Giuseppe Panella (3)

Posted by giuseppepanella on March 14, 2008

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ELOGIO DELLA LENTEZZA. Paul Valéry e la forma della poesia

3. La scelta estetica : la poiesis

di Giuseppe Panella

(La prima parte dell’articolo è apparsa qui, mentre la seconda parte è apparsa qui)

Valéry ha dedicato molte pagine in quasi tutti i suoi libri all’elogio della danza.

Lo ha fatto sia descrivendola direttamente, sia dedicandosi all’analisi del pittore che ha legato il suo periodo migliore alla rappresentazione delle sue forme plastiche, Edgar Degas (54).

In L’idea fissa, ad esempio, la danza è chiamata in causa per giustificare la natura “funzionale” dell’idea e la sua necessità “organizzativa”: la danza come simbolo dell’istantaneità della durata.

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La Neve, la Luna e il Soggetto

Posted by fabrizio centofanti on March 13, 2008

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Pubblichiamo la tesi di laurea di Tonino Pintacuda, ringraziandolo di cuore per aver scelto Lpels.

“ITINERARI ZANZOTTIANI, La Neve, la Luna e il Soggetto”

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