La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per la categoria ‘Enrico De Lea’

ultime quartine quartane

Pubblicato da enrico de lea su dicembre 11, 2011

Se pesante è la terra, ne è un segno
la pesantezza del passo del prete zoppo -
ci guarda e pronuncia che anche
la volta celeste ci grava, anche troppo.

Sguardo di resa, l’Eccehomo osserva,
si sbilancia in avanti, con le braccia
si sproporziona, succede che si perda,
definitivo, al mondo e, poi, ne taccia. Leggi il seguito di questo post »

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Chiara Baldini – Inediti

Pubblicato da enrico de lea su dicembre 7, 2010

Dalla silloge inedita 30+1 in soffitta proponiamo una scelta di testi poetici di Chiara Baldini.

La scala

Con le movenze pie
e fame d’affetti materici
stancamente dismessi in un tetto
l’anima-Mosè
ascende già
dal passato remoto al Sinai legnoso
di polvere e penombra.
Intona un cigolio
pesando a ogni piede
marcato a fuoco: tavole incise
di comandamenti tarlati.
La terra promessa
in pochi passi.

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Voli ed altri voli nella valle*

Pubblicato da enrico de lea su giugno 2, 2010

***
VOLI

1.
Sorvolavo l’incendio sugli ulivi,
cercavo l’acqua, il mare
dove un poco – non troppo – annegare -
tu, a quell’ora, che facevi? morivi?

II.
Oggi, volo di nuovo, in sogno,
di quell’alta aria ho bisogno:
mi increspa la barba una festa
di sparvieri – la roccia che resta.

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(mutamenti nell’uomo del movimento terra)

Pubblicato da enrico de lea su marzo 21, 2010

1.
Spera sempre in una minima
differenza tra il sopra ed il sotto
(gli inferi, ci dicevano, e il terzo giorno), dove
trova che i sassi sono teste levigate, simili
a patate fossili scordate da un repulisti dell’historia patria,
con uno scarto minimo, dal semialto dell’escavatrice
si limita a registrare l’austera contrarietà dell’arco alpino.

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(cinque frottole)

Pubblicato da enrico de lea su marzo 4, 2010


(frottola del cainita)

Se intravedo la luna ed il castello,

ricordo pure il luogo del coltello.

Lo gettai tra roccia e spino, senza cura:

dopo il sangue ed i gridi c’è premura

di cancellare ogni traccia di ferita

e girare un nuovo foglio della vita.

E’ un libro chiuso la casa nella piazza -

del mio nemico cancellai la razza:

ora, a chi passa innanzi, tutto tace

su quella sera da bestia rapace.

Più non ricordo per cosa alzai la mano

e la premetti con la lama da lontano

sul padre, sulla madre e sulla figlia,

purgando il borgo da quella famiglia.

Ora ritorno, con l’accento straniero,

e ritrovo il paese vuoto e nero:

se ne parlò, nel bar, di quel delitto,

ora è silenzio, anzi, il locale è sfitto. Leggi il seguito di questo post »

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Enrico De Lea, Ruderi del Tauro

Pubblicato da giorgiomorale su novembre 11, 2009

da acque reali

(acque reali)

I lavoranti oscurano il pensiero
al sole, tengono l’ombra in tasca
coi fazzoletti marci di sudore.
La strada nuova aprono i picconi,
alla valle normanna già dirupi
fioriscono terrazze, acque reali.
Muovono i carri verso la marina,
i bordonari si levano nell’alba.
Il folle zio Domenico è veggente,
urla gli incendi le miserie il secco. Leggi il seguito di questo post »

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