La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per la categoria ‘Gualberto Alvino’

Stefano D’Arrigo. Un (anti)classico del Novecento?

Pubblicato da Gualberto Alvino su gennaio 25, 2012

Stefano D'Arrigo

PROGRAMME DES JOURNÉES
Stefano D’Arrigo
Un (anti )classico del Novecento ?
Les Journées d’Études des 16 et 17 mars 2012, organisées à l’université Toulouse II autour
de l’oeuvre de Stefano D’Arrigo, visent à mettre en valeur l’oeuvre d’un écrivain dont
George Steiner s’est demandé : « Comment se fait-il qu’un livre qui marque profondément
son lecteur et transforme son paysage intérieur puisse demeurer obscur à la très grande
majorité du public de la littérature? » (Corriere della Sera du 4 novembre 2003). Leggi il seguito di questo post »

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Letteratura come lavoro

Pubblicato da Gualberto Alvino su aprile 5, 2011

di Gualberto Alvino


Mario Lunetta, Depistaggi. Fra critica e teoria, Roma, Onyx Editrice, 2010, pp. 190, € 16.


Indigna che un umanista del calibro di Mario Lunetta — maestro di più generazioni, ininterrottamente attivo da quasi mezzo secolo quale poeta, narratore e drammaturgo d’avanguardia, polemista passionario e implacabile, antologista contre-courant, saggista umoroso e poliedrico, performer, critico d’arte, letterario e della cultura, tradotto in varie lingue europee e americane, titolare d’una bibliografia altrettanto sterminata che di primissimo ordine — non sia ferocemente conteso, come accade a pletore d’ipervalutati mediocri destinati a squagliarsi nel Lete della Storia, dai titani della nostra editoria. Spetta dunque a un piccolo marchio, il benemerito Onyx di Franco Michetti, il vanto d’aggiudicarsi l’ultimo goloso lemma del multanime romano, stavolta in veste di critico e teorico, al solito agguerritissimo e senza rivali quanto a contezza della più viva attualità in tutti i distretti del territorio lato sensu estetico e comunicazionale: una silloge di studî, articoli e recensioni selezionati (con tale compatta organicità da parer non solo or ora concepiti ma stesi in un fiato) tra i numerosi apparsi dalla metà degli Ottanta ad oggi sui periodici «Almanacco Odradek», «Hortus Musicus», «Fermenti» e «Le reti di Dedalus», la rivista online del Sindacato Nazionale Scrittori, di cui il Nostro è stato per più mandati operoso e apprezzato presidente. Leggi il seguito di questo post »

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Dommitiana road

Pubblicato da Gualberto Alvino su marzo 9, 2011

[Gualberto Alvino, Dommitiana road,  "Alfabeta2", dicembre 2010, n. 5, p. 10]

we are not dogs no house no nenti here

vivi mali cca no so no capisi talian beni

fa barbere macela agneli big trouble ici

problema lavori tanta problems

racoli arangi venti iuro

maximum twentyfive iurnata pochisima

no poso parli entre nous sinò cacci

sometimes we sing chianechiane

 

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Parole canaglia

Pubblicato da Gualberto Alvino su marzo 3, 2011

di Gualberto Alvino

Pietro Trifone, Storia linguistica dell’Italia disunita, Bologna, Il Mulino, 2010, pp. 205, € 16

Rovesciando argutamente, ma senza alcuna irriverenza, l’insigne titolo di Tullio De Mauro Storia linguistica dell’Italia unita («opera magistrale — si precisa nella Premessa —, cui spetta il merito di aver messo per la prima volta in relazione sistematica gli sviluppi della lingua con le più ampie dinamiche sociali del paese»), il grammatico Pietro Trifone — uno dei più attenti osservatori, dalla specola linguistica, della realtà socio-culturale del nostro paese — celebra da par suo il 150° della disunità nazionale con un saggio non meno brioso che istruttivo sul lessico della faziosità, del settarismo, dell’intolleranza e della litigiosità degli italiani, «bastian contrari di professione, sempre pronti ad aprire nuovi fronti di battaglia». Leggi il seguito di questo post »

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Cento disegni per Centuria

Pubblicato da Gualberto Alvino su febbraio 10, 2011

Manganelli

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Vizionario

Pubblicato da Gualberto Alvino su febbraio 5, 2011

«Telecom perde mezzo punto», «Fiat ricorre al giudice», «Il presidente di Confcommercio si confessa», «PFM parte in tour», «Settimana prossima, al più tardi mese prossimo mi sposo». L’articolo deve aver offeso qualcuno, sì, dev’essere accaduto proprio questo, perché da qualche anno è vilipeso, evitato, abolito. Nessuno osa ancora, ma tempo pochi mesi tutti diranno «Rai rinuncia ai reality show», «Università di Roma esplode», «Commissione Giustizia a scuola di giurisprudenza», «Beatles saranno commemorati in giugno», «Incrocio prossimo giri a sinistra».

«Gino è uno di quelli che ama lo sport», «Non sono uno che giudico senza sapere». Ormai si parla e si scrive così: in televisione, nei giornali, sulla metro, al mercato; lo fa il droghiere, l’avvocato, l’editorialista, la portinaia, il professore, il giudice, il chirurgo plastico, il cuoco, i presidenti emeriti della repubblica. Fuorché i linguisti “usaioli”; ma non datevi pena: presto o tardi si adegueranno: sono persuasi che il loro mestiere consista nel registrare pedissequamente l’uso, non già nell’orientare, per amor di Dio. Si accoderanno i lessicografi, si accoderanno i grammatici, potete giurarci, pur continuando a pensare «Uno di quelli che amano», «Non sono uno che giudica». Perché c’è un limite alla vergogna, non per altro. Leggi il seguito di questo post »

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Fermenti

Pubblicato da Gualberto Alvino su febbraio 4, 2011

“FERMENTI”
PERIODICO A CARATTERE CULTURALE, INFORMATIVO, D’ATTUALITÀ E COSTUME
n. 236, anno XL, (2011)
e-mail: ferm99@iol.it – sito: www.fermenti-editrice.it

Fermenti

L'ultimo numero della rivista "Fermenti"

Sommario

SAGGISTICA
5 “Frequentare la letteratura” (su Giuliano Manacorda, 1919-2010)
di Antonella Calzolari
9 Testimonianza per uno storiografo del Novecento
di Francesco De Nicola
11 I luoghi e gli incontri
di Rodolfo Di Biasio
16 Poesia-valore e Poesia-mercato
di Donato Di Stasi
su Alda Merini
28 Soprascritte
di Marcello Carlino
34 Il libro e la lettura – un inedito di Giorgio Manganelli
a cura di Gualberto Alvino
37 Panorama mimetico
di Francesca Fiorletta
40 Giovanni Fontana e gli attriti dei linguaggi
Massimiliano Borelli
con testi poetici di Giovanni Fontana Leggi il seguito di questo post »

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Confutationes (II)

Pubblicato da Gualberto Alvino su febbraio 4, 2011

L. Baldacci

Luigi Baldacci

Questo mi separava dal mio amico Luigi Baldacci: l’idea che la narrativa viva di stati tiepidi: «a volte i narratori dovrebbero essere più ‘crociani’: pensare cioè che il mondo di uno scrittore è una cosa che c’è, sì, ma che non si vede da vicino. Essi credono invece alla teoria del “tutto è in tutto”, e che uno scrittore vero debba sempre esser riconosciuto dall’unghia: la pagina, il rigo, la parola» (L. Baldacci, Ricette per il romanzo, in Id., Libretti e altri saggi, Firenze, Vallecchi, 1974, p. 15).

«La parola? Di più: la sillaba — replicavo con un sorriso di sfida —, il fonema, la virgola! Non ho bisogno che la narrativa simuli la vita e riproduca la realtà. Io esigo costruzione, sintassi, musica. Artificio».

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Prove generali di «Horcynus»

Pubblicato da Gualberto Alvino su febbraio 1, 2011

Il Licantropo

Valente darrighista (ricordiamo almeno Il folle volo. Lettura di Horcynus Orca, Roma, Ponte Sisto, 2005), Siriana Sgavicchia raduna in un’elegante plaquette a tiratura numerata (Stefano D’Arrigo, Il licantropo e altre prose inedite, Pistoia, Via del vento Edizioni, 2010) quattro prose mai edite in volume (due scene tratte da un’«operetta in un atto», un racconto in forma di lettera, una novella e un frammento diaristico finora sparsi in quotidiani e riviste) risalenti agli anni formativi dello scrittore siciliano (1942-1948), offrendo così un “ritratto dell’artista da giovane” che consente finalmente — parola della studiosa — «non solo di arricchire di spunti l’interpretazione dell’opera maggiore alla luce di nuovi reperti, ma anche di apprezzare, già a partire dalle primissime prove, in porzioni ridotte ma di gusto molto raffinato, il talento di uno scrittore che merita di far parte del canone del Novecento, non solo italiano, e che pur avendo ottenuto l’apprezzamento di illustri critici e di studiosi, anche stranieri (George Steiner è uno di questi), ha in alcuni casi prodotto resistenze e idiosincrasie». Leggi il seguito di questo post »

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Confutationes (I)

Pubblicato da Gualberto Alvino su gennaio 31, 2011

«Il critico vive di seconda mano. Egli scrive su qualcosa. La poesia, il romanzo o il dramma bisogna darglieli; la critica esiste in virtù del genio altrui» (George Steiner, Linguaggio e silenzio, Milano, Garzanti, 2001, p. 15).
Assunto delirante, giacché postula l’assurdo d’un’arte priva di utenti, sganciata dagli ormeggi della fruizione e indifferente agli acidi dell’azione ermeneutica. La quale, viceversa, ne rappresenta la necessaria catalisi, il vero atto di nascita, essendo non solo in grado di rivelarne struttura e segrete ragioni, inafferrabili ai più (non di rado allo stesso autore), ma di tramutarli in edificio di pensiero, stile: ossia in un’opera a sua volta autonoma e originale che, no, non sarebbe sorta senza il suo referente, ma neppure questo avrebbe potuto compiutamente costituirsi, posto che la realtà estetica si determina ― esattamente come avviene in fisica subatomica ― nel momento in cui lo sguardo dell’osservatore si dispiega sulla cosa osservata. È indubbio che l’artista scavi nell’uomo e nel mondo, mentre al critico incombe il dovere d’esaminare esiti e procedure d’esso scavo; ma non è forse altrettanto indiscutibile che anche l’operato dell’artista sia parte integrante del mondo e dell’uomo?

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Una curiosa somiglianza

Pubblicato da Gualberto Alvino su dicembre 26, 2010

Sandro Veronesi, XY, Roma, Fandango 2010:

Sangue. Sulle lenzuola, sul cuscino, dappertutto. Mi hanno ammazzata? Sono entrati mentre dormivo e mi hanno tagliato la gola? Il cuore batte all’impazzata, ho paura: ho paura di scoprire che mi hanno ammazzata. Eppure devo guardare, devo controllare. Sto bene, però, mi sento bene: potrebbe non essere mio, il sangue. E di chi è? Questo mi fa ancora più paura. Mi alzo, fa freddo. Leggi il seguito di questo post »

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Pubblico e “privato”

Pubblicato da Gualberto Alvino su dicembre 19, 2010

di Lietta Manganelli


Mi accingevo a stendere un bilancio sul coinvolgimento pubblico alle “scommemorazioni” per i venti anni dalla morte di mio padre, Giorgio Manganelli, quando sono rimasta idealmente con la penna a mezz’aria.

Certo le amministrazioni pubbliche hanno fatto qualcosa, non lo nego: il Cantiere Manganelli 2 a Roma, che anche se ridimensionato più volte in corso d’opera per mancanza di fondi, alla fine è risultato coinvolgente e interessante. La Scommemorazione presso l’Università di Pavia, a cura del Centro Manoscritti, con il suo apporto di studiosi manganelliani “storici” e non, ha presentato un panorama che più completo non si poteva, e ha registrato un “tutto esaurito” di pubblico.

Certo si poteva (e si potrebbe) fare ancora molto, se è vero, come si dice, che Manganelli è uno dei maggiori scrittori del Novecento… Ma a questo punto mi sorge spontanea una domanda: perché mai il “pubblico” dovrebbe impegnarsi economicamente per sostenere una iniziativa che al “privato” non interessa assolutamente?

Mi spiego meglio. Leggi il seguito di questo post »

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Distassie folgoranti e tarsie. Poesie de desegnio et meglio finitte

Pubblicato da Gualberto Alvino su dicembre 5, 2010

Copertina

di Giovanni Fontana



Quando infuria la peste si ammucchiano corpi nei quadrivi. Verranno i carri a caricarli. Con maschere a becco. Del malaugurio. E brancicheranno su carteggio spurio.

Cialtroneggiano insipienti praticanti di rimedi fasulli. Dispensatori balordi di pappe vane. Sterili panacee. Idee balzane. Marchiane.

E sono sempre i migliori che se ne vanno. Dice qualcuno. Quelli che sanno. Come il gran Zorzo. Cui mirava Isabella di Mantova. Celeste. Luminosa marchesa D’Este. Che aspirava a «una pictura de una nocte molto bella et singulare». E Zorzo ne fece. Per Thadeo Contarini. Una. «De miglior desegnio et meglio finitta». Un’altra. Per tal Becharo. Victorio. Cui caro era il lavoro. Per notizia rara. Ora. E ignota dimora. Entrambe le notti indisponibili. Leggi il seguito di questo post »

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Dino Campana: tradotto in italiano il saggio della tedesca Monika Antes

Pubblicato da Gualberto Alvino su novembre 22, 2010

È stato finalmente tradotto in italiano Tra sogno e realtà, il saggio di Monika Antes su Dino Campana uscito in Germania nel 2006 col titolo Zwischen Traum und Wirklichkeit. Leben und Werk Dino Campanas die Canti Orfici. Leggi il seguito di questo post »

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Un’intervista su Pizzuto

Pubblicato da Gualberto Alvino su novembre 20, 2010

Rai Radio3 Fahrenheit

15 novembre 2010

Pizzuto

Antonio Pizzuto negli anni Trenta

Antonio Pizzuto, Si riparano bambole, Bompiani

a cura di Gualberto Alvino

[ASCOLTA]



Col critico Andrea Cortellessa parliamo di questo libro fondamentale, ora in nuova edizione, nella produzione dello scrittore siciliano Antonio Pizzuto (1893-1976).

Si riparano bambole è una vita narrata per frammenti, singoli frame di epoche biografiche montati in sequenze cinematografiche che dall’infanzia procedono, a tratti declinanti, verso la senilità. Dalla ricchezza dei primi anni alla povertà degli ultimi, dalla curiosità dell’infanzia alla rassegnazione della vecchiaia. Così, pur nella trama semplice e snella, l’opera è potente: si sviluppa intorno a un unico e avvolgente ricordo, un continuum che appare denso e consistente, prima di sfuggire via, inesorabilmente.

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Pepe

Pubblicato da Gualberto Alvino su novembre 19, 2010

Per Aurora, prossima

già nel primo terzo del suo corso

a ben vedere

mentre dormiva col nonno sul giaciglio di sponze

nell’umidore crocchianti a ogni girata

sembrava parlasse nel sonno

vomito rutti accessi di fol’amor invece contava

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“La pietra e la croce”, dittico teatrale di Marco Palladini

Pubblicato da Gualberto Alvino su novembre 13, 2010

LA PIETRA E LA CROCE
dittico teatrale
di Marco Palladini
clicca sul titolo per leggerlo

 

Marco Palladini

Romano, è attivo dagli anni Ottanta nel panorama nazionale come scrittore, poeta, drammaturgo, regista, performer e critico nell’ambito del teatro d’autore e di ricerca. Tra i suoi ultimi lavori per la scena: Rosso Fuoco (2002), Poesie per un tempo di guerra (2004), Gli angeli ribelli e l’Età Oscura (2005), Hudèmata Actàbat – suite nera (2007), Litania per Emilio Villa (2003 e 2008), Ballata del Futuremoto (o le visioni di un chaosmunista) (2009), Satyricon 2000 – Tra scuola e bordello (2010), Ho visto le migliori menti – Beat Poetry e oltre (2010), Il Vangelo secondo Pier Paolo (2010). Tra le sue ultime pubblicazioni: la trilogia teatrale Destinazione Sade (1996, riedita come ebook nel 2009 in www.cittaelestelle.it); il dramma Serial Killer (Sellerio, 1999); il cd poetico-musicale Trans Kerouac Road (Zona, 2004), il libro di racconti Il comunismo era un romanzo fantastico (Zona, 2006), il memoir narrativo Non abbiamo potuto essere gentili (Onyx, 2007), il volume critico I Teatronauti del Chaos – La scena sperimentale e postmoderna in Italia 1976-2008 (Fermenti, 2009) e le raccolte in versi La vita non è elegante (Fermenti, 2002), Iperfetazioni (Zona, 2009) e Il mondo percepito (Le impronte degli uccelli, 2010). È, inoltre, tra gli autori del volume collettivo La letteratura nell’era dell’informatica (a cura di C. Milanese, Bevivino editore, 2007-2008). Dirige attualmente la rivista on line del Sns “Le reti di Dedalus” (www.retididedalus.it). Svariati suoi audio e videofile e testi sono rintracciabili in rete.

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Si riparano bambole

Pubblicato da Gualberto Alvino su ottobre 29, 2010

ANTONIO PIZZUTO

SI RIPARANO BAMBOLE

A cura di Gualberto Alvino
Con una nota di Gianfranco Contini

Bompiani, ottobre 2010

 

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Giornata di studi su Giorgio Manganelli

Pubblicato da Gualberto Alvino su ottobre 27, 2010

Ricevo dal Centro Studi Giorgio Manganelli e volentieri diffondo, pregando autori e lettori di LPELS di accorrere in massa:


UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PAVIA
Centro di ricerca sulla tradizione manoscritta
di autori moderni e contemporanei

Giorgio Manganelli (1922-1990)
La “scommemorazione”
GIORNATA di studi
nel ventennale della scomparsa

Università degli Studi di Pavia, Strada Nuova 65
Aula Foscolo
Giovedì 11 novembre 2010 Leggi il seguito di questo post »

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Un inedito di Giorgio Manganelli

Pubblicato da Gualberto Alvino su ottobre 26, 2010

L’inedito qui offerto ai lettori di LPELS da Lietta Manganelli e dal neonato Centro Studi intitolato a suo padre (vedi) è stato rinvenuto – con la preziosa collaborazione di Emanuele Dattilo e della dottoressa Carla Nardi – nel Fondo del Movimento di Collaborazione Civica annesso all’Archivio Nazionale di Roma,  busta 9.41. “Il Movimento di collaborazione civica – si legge nel sito dei Beni Culturali – si occupò nell’immediato dopoguerra dell’educazione degli adulti e, per mezzo dell’Umanitaria e del Fronte della cultura, diede impulso alla fondazione dell’Unione italiana della cultura popolare”.

Chi desiderasse cooperare col Centro Studi Giorgio Manganelli e contribuire a mantenerlo in vita può rivolgersi al seguente indirizzo: manganelli@delam.it

Il libro e la lettura

Giorgio Manganelli

Giorgio Manganelli

In Piazza del Popolo, a Roma, una lapide affissa alle mura verso piazzale Flaminio rammenta il sacrificio di due carbonari, giustiziati nell’800; la lapide non si rivolge a nessuno in particolare, ma tutti possono leggerla; coloro che la leggono provano emozioni, e forse la ricorderanno a lungo, o forse quelle due morti “vere” resteranno nella memoria solo come poche, anonime parole incise sul marmo. Quella lapide ha qualcosa che fa pensare ad una pagina; la pagina di un libro; forse è un libro minuscolo e insieme vasto; le sue parole, ingenue e grandi, appartengono a tutti coloro che vogliono leggerle. Noi viviamo in un mondo di messaggi scritti: nella stessa piazza, certamente, ci sono manifesti che annunciano eventi prossimi, e anche manifesti che si riferiscono ad eventi ormai dimenticati. Sono parole destinate a scomparire insieme a ciò di cui parlano. Le ascoltiamo rapidamente, se ci interessa ne prendiamo nota, e procediamo. Altre parole ammoniscono automobilisti e pedoni. Sono parole utili, ed è bene porvi attenzione. Ma quella lapide è diversa. Leggi il seguito di questo post »

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