La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

Archive for the 'letteratura' Category


The Real Thing

Posted by fforlani on April 18, 2008

di Francesco Forlani

In una delle ultime lettere mandate a Doris Dowling, Cesare Pavese, parlando di Vittorio de Sica cui avrebbe proposto la sceneggiatura di “Vita Bella” scrive:

He must rediscover in it the humble humble horrid tender real thing he is always after. The leitmotif of the lavabos could be a contribution.

Resta da capire se la “real thing” sia quella che premia, la ricerca dello scrittore o il fine di tutto il processo creativo. In altri termini in un’epoca letteraria in cui il giornalismo letterario si è travestito da letteratura è proprio necessario che la letteratura dismetta i propri panni per travestire gli scrittori in detective e reporter? Dopo la capitolazione della “critica” ridotta a popolo di chroniqueurs, cronacanti del mondo letterario, dove i libri escono, o entrano, mai che se ne stessero lì dove sono, perché partecipare cum gaudio alla disfatta della letteratura costretta a subire l’imprimatur della realtà. Ma poi si tratta veramente di realtà o solamente della contemporaneità?
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Autoritratto poetico - Piero BIGONGIARI

Posted by fmarotta on April 8, 2008

apollo-p.jpg
(Gianna Pinotti, “Apollo”. Il Maestro/L’ispirazione profetica, 1996)

[piero-bigongiari.doc]

[I testi antologizzati sono tratti da: Piero Bigongiari, Autoritratto poetico, Firenze, Sansoni Editore, "Fonè", 1985. Il file allegato contiene una esaustiva nota biobibliografica del poeta pistoiese egregiamente curata da Martino Baldi, che ringrazio per la gentile e preziosa concessione.]

Vetrata

O memoria, la terra è il tuo ritorno
negli occhi, le magnolie
in un torno di gridi dai cortili
traboccano, sui lividi ginocchi
spunta l’età più grande come un’alba. Read the rest of this entry »

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Inferno I, 1: una lettura, di Demetrio Paolin

Posted by Gaja on April 3, 2008

Quella che sto per scrivere è un’eresia. E questo mi fa sentire piccole lingue di fuoco solleticarmi le piante. A nessuno è mai venuto in mente che tipo di pelle dovevano avere gli eretici? Io l’ho sempre pensata luminosa, come la filigrana di una lampadina poco prima di bruciarsi. Comunque le ciance non fanno parte di questo scritto e quindi scendiamo in medias res.
Nel mezzo del cammin di nostra vita” (Inf. I, 1).
Chi non ha riflettuto almeno una volta, anche addormentandosi come fa il protagonista della poesia di Gozzano Dante, su questo endecasillabo? Ho sempre pensato che queste sette parole fossero la nascita di tutta la letteratura. L’inizio della Commedia è come l’inizio della Bibbia, tiene dentro di sé tutto ciò che c’è stato prima, che c’è e che ci sarà. Read the rest of this entry »

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Perdono tutti - Lettera di Chiara Daino per il centenario di Cesare Pavese

Posted by paolocacciolati on March 25, 2008

pavese1.jpgPaolo,
di ritorno: dalle radici. Ti scrivo: con sgrano di occhi increduli.
2008: anni Cento – dal giorno. 9 settembre 1908. La data che fu: nasce Cesare Pavese. Il passato di lustri all’ombra delle Langhe mi riporta nel Monregalese – perché sia presente: il ricordo [con: tributo] dell’Autore. Che si è dato.
Il bagaglio a mano è un biglietto – il Suo: «PERDONO TUTTI E A TUTTI CHIEDO PERDONO». Semplice congedo? Non credo. Sento: il non visto. L’accento. Perdono tutti: perdóno tutti o pèrdono – tutti? Read the rest of this entry »

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«Rilectura Dantis. Il canto XIII del Purgatorio: tre indizi», di Lucia Tosi

Posted by Gaja on March 20, 2008

“Contro la grande superiorità di un altro non c’è mezzo di salvezza all’infuori dell’amore
[Goethe]

Vinum non habent. Passa una voce volando lungo la seconda ripa dal livido colore della pietra. Dante non vede spiriti, ode solo voci che, trasvolando, invitano alla riflessione: I’ sono Oreste e ancora Amate da cui male aveste. Più avanti, seduti a ridosso della parete della montagna, vestiti di mantelli indistinguibili dalla roccia, sono gli invidiosi. Hanno gli occhi cuciti, non possono vedere (secondo l’etimologia di in-video), tengono sembianza di poveri mendicanti ciechi che si sostengono caritativamente gli uni gli altri. Il castigo è evidente: come in vita hanno guardato con occhio malevolo le fortune altrui, mentre non vedevano le proprie, e le hanno desiderate, ora sono costretti alla cecità, ad essere tutti uniformati nell’aspetto esteriore e a sostenersi a vicenda. Read the rest of this entry »

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Incontro con Gianni Celati (terzo tempo)

Posted by paolocacciolati on March 17, 2008

narratoridellepianure.jpgLa prima e la seconda parte dell’incontro qui e qui
Uomo che ha l’aria di saperla lunga, specie sulla letteratura, domanda: anche nelle società mercantili si sono prodotti capolavori, come nel caso del Decameron. Come si concilia con quello che lei ha detto prima? Io credo che sia possibile produrre letteratura anche nella società capitalistica. E’ dunque impossibile scrivere nella nostra epoca? E poi, a proposito dell’intenzionalità della scrittura, lei critica chi voleva costruire trame e inserire ingredienti e passioni costruite. La letteratura dell’Ottocento è piena di capolavori “costruiti” anche con simulazioni di passioni. Cosa pensa in proposito? Read the rest of this entry »

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ABCdiario

Posted by franzk on March 12, 2008

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ABCdiario, parole che vale la pena di usare (almeno una volta nella vita). A cura di Loris Righetto, Zandegù Edizioni, Marzo 2008.

Hei, ti starai chiedendo: perché dovrei leggere questo libro? Risposta facile: contiene informazioni esclusive. Che non troverai su Wikipedia. E neanche sull’Enciclopedia Britannica. Nemmeno sulla Gazzetta Dello Sport. Chi ti fornirebbe dettagliate notizie in merito alla fenomenologia della Birra Fantasma?

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Incontro con Gianni Celati (secondo tempo)

Posted by paolocacciolati on March 10, 2008

(la prima parte relativa all’incontro con Gianni Celati è stata pubblicata il 3 marzo)

Donna con sembianze di professoressa di liceo alza la mano e chiede: secondo lei, che senso ha la critica, dove va oggi la critica? E ancora: so che lei attualmente sta lavorando per Einaudi sui testi di Antonio Delfini, c’è vicinanza tra lei e Delfini?

Celati: E’ una bella domanda, adesso mi concentro per rispondere.
Dunque, ci sono questi che scrivono sul giornale che se la prendono ora con uno ora con l’altro, anch’io ho preso un sacco di legnate, specie da Goffredo Fofi, ora, spero, si sarà sfogato. Io non capisco chi scrive contro qualcuno o contro un libro, posso solo intuire che abbia bisogno di sfogarsi per un qualche suo problema.

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La prima persona

Posted by eziotarantino on March 5, 2008

di Ezio Tarantino

[La prima persona] è un modo furbo per sottrarsi alle proprie responsabilità. Ci si nasconde dietro una maschera e tutte le banalità che vengono fuori sui scaricano sul personaggio. Questo equilibrismo fra autore e personaggio non mi piace. Non si capisce se sei bravo oppure no. Scrivere in prima persona è terribilmente facile, chi non scrive non può capire” (Ian McEwan)

Mettendo a posto i ritagli di giornale giudiziosamente messi da parte e accatastati in un cesto nato per contenere deliziose prelibatezze natalizie e poi abbandonato in un angolo del soggiorno, mi sono imbattuto in una intervista rilasciata da Ian McEwan al Venerdì di Repubblica del novembre dello scorso autunno, nella quale dice alcune cose interessanti (come ad esempio questa), e altre come questa, sull’uso delle prima persona, sulla quale non sono per niente d’accordo.

Ho riletto quanto aveva scritto qui e poi qui su LPELS, nelle sue lezioni di scrittura creativa Emanuele Giordano, sull’uso della prima persona:
L’uso di questa modalità sintattica richiede un’attenzione estrema alla narrazione, al fine di consentire all’autore stesso l’allontanamento mentre scrive dal suo personaggio, in caso contrario l’insidia è che qualcuno può pensare che voi non state scrivendo un romanzo ma una piatta cronaca della vostra vita. L’insidia è maggiore quindi per chi esordisce nella scrittura, per mancanza di esperienza, si rischia di non essere in grado di riuscire a tirare a sé il lettore lungo la strada che il narratore vuole mostrarci.

In questo caso invece condivido pienamente.

Tecnicamente scrivere in prima persone presenta almeno due difficoltà in più del semplice scrivere in terza persona.

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Incontro con Gianni Celati (primo tempo)

Posted by paolocacciolati on March 3, 2008

In una sera di fine gennaio ho assistito a un incontro con Gianni Celati, organizzato del Circolo dei Lettori di Torino. Come uno scolaretto, ho preso appunti utilizzando tutti gli spazi vuoti di una copia di Narratori delle pianure, per non perdere nemmeno una battuta di Celati. Il risultato è quello che segue.

Introduttore con barba e titolo accademico: bene, possiamo iniziare, cosa dire? È un onore questa sera avere qui Gianni Celati, scrittore, traduttore di autori come Swift, Melville, docente universitario, una delle voci più prestigiose…
Celati: sono stato anche giocatore di pallacanestro… Read the rest of this entry »

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IBRID@PROSA, BAGLIORI DAL WEB LETTERARIO ITALIANO

Posted by guidoio on February 26, 2008

di: Guido Tedoldi

Il racconto che segue è stato uno dei partecipanti al «non concorso» Ibrid@Prosa organizzato dai blogger di Ibrid@Menti (li trovate all’indirizzo web http://ibridamenti.splinder.com). L’ho definito «non concorso» perché funziona tutto come se fosse una normale competizione letteraria, con tanto di giuria che seleziona i lavori migliori arrivati – ma alla fine non c’è un vincitore: ci sono delle opere segnalate e pubblicate su Ibrid@Menti e qui da noi su Lpels. Ma se non vince nessuno, che scopo c’è allora?
Per permettere di capire meglio, devo dare qualche altra informazione. Ibrid@Prosa si sviluppa in 6 parti, ognuna delle quali caratterizzata da un tema. Andrà quindi avanti per un po’ di mesi. Inoltre procede parallelamente a un altro «non concorso», Ibrid@Poesia, che ha scansione temporale e temi coincidenti. Se tutto va come nelle intenzioni iniziali, i testi pubblicati daranno un quadro dello stato delle scritture del web italiano. E, forse, anche lo stato degli scrittori (e scrittrici naturalmente) che utilizzano il web come mezzo elettivo di espressione della propria arte.

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Parlare per figure - di Nadia Agustoni

Posted by franzk on February 26, 2008

[ L’articolo è un estratto da un lavoro tuttora in corso su alcuni scrittori contemporanei. La rilettura di David Grossman riguarda la sua novella o romanzo breve Col corpo capisco edito da Mondadori nel 2003. N.d.A.] (1)

David Grossman è spesso riuscito a creare personaggi femminili molto belli. Valga per tutti la piccola suora ortodossa di Qualcuno con cui correre, uno dei suoi libri di più ampio respiro. Nel romanzo breve Col corpo capisco, Rotem torna dalla madre morente per assisterla e leggerle un racconto che ha scritto e con cui cerca di spiegarsi un fatto cruciale del loro passato che lei figlia ha vissuto come fatto imperdonabile. Rotem è lesbica e Melany l’amante londinese con cui vive lontano da Israele è stata prima ancora che un’amante la donna che l’ha salvata da un lento disfacimento morale e fisico. Il passato è un peso per Rotem. Le pesa il non amore o meglio l’amore imperfetto di Nili, madre tesa a cercare troppa salvezza e per troppe persone.

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Genesi di uno scrittore

Posted by emanuelegiordano on February 7, 2008

La genesi di un atto di espressione è un processo di estrazione, uno spremere fuori. Niente viene estratto se non da una materia originariamente grezza. L’uomo di norma dà figure nuove a cose che ha sottomano. Allora fare un’opera è il far breccia di uomo verso se stesso. E’ esatto ciò che ci dice il Sohar: il libro è infisso, in fondo a una caverna, in una fessura nella roccia. E ci si è infissi anche noi. Si entra ora nel purgatoriale mare di fuoco, fretum febris avanti l’alba, nel tempo onirico prima del carnevale.

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LA NOSTALGIA E’ SEMPRE QUELLA DI UN TEMPO di Giuseppe Panella

Posted by francesco sasso on January 29, 2008

LA NOSTALGIA E’ SEMPRE QUELLA DI UN TEMPO
La poesia, i poeti e il Mediterraneo di oggi

di Giuseppe Panella

«E poi al mattino dimentichiamo. Non sappiamo neanche più riconoscere le finestre che brillavano nella notte. Tornata la luce del giorno, esse sono tutte uguali. E di giorno, sulla Piazza, tutto è allegro, sempre. Se piove, diciamo: “Che tempo!”; se fa bello, diciamo: “Che tempo!”. Mi sono fatta tornare a casa. Ero pericolosamente vicina a cadere nella cronaca. Non sarebbe mai finito. Non c’era ragione per non continuare fino alla mia morte… Con una certa ipocrisia ho giocato sulle parole “memoria” e “nostalgia”. Non posso giurare di essere stata di una sincerità totale quando affermavo di non provare nostalgia. Ho forse la nostalgia della memoria non condivisa…»
(Simone Signoret, La nostalgia non è più quella di un tempo, trad. it. di Vera Dridso, Torino, Einaudi, 19802, p. 390)

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Poesia e dialettica

Posted by rferrazzi on January 13, 2008

Ecco l’editoriale che Gabriela Fantato ha scritto per “La Mosca di Milano”, rivista di poesia, arte e filosofia n° 17- dicembre 2007, edizioni La Vita Felice, Milano, 2007. Si tratta di una riflessione sul significato e sull’essenza della poesia che mi sembra particolarmente interessante. Read the rest of this entry »

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Solo le parole ci salveranno dai fondamentalismi

Posted by sparzani on January 10, 2008

Rafik Schami: «L’ esilio è una condizione amara ma può anche essere liberatorio»
Lo scrittore siriano Rafik Schami è nato nel 1946 nel quartiere cristiano aramaico di Damasco. Nel 1971 si è rifugiato in esilio in Germania. Nel 2006 è uscito in libreria «Il lato oscuro dell’ amore» (Garzanti, pagine 858, euro 22).
Rafik Schami
Credo che non sia inutile rileggere oggi l’intervista che gli fece Claudio Magris, pubblicata sul Corriere della sera del 12 marzo 2006. a.s.

Claudio Magris: La globalizzazione cancella alcune identità, ma ne crea altre, accresce diversità e meticciati. Sul piano letterario, incrementa un fenomeno stimolante, già esistente in passato, l’ opera di autori che - in seguito all’ esilio, all’ emigrazione, allo sradicamento - scrivono i loro testi in una lingua diversa da quella materna, come un tempo Joseph Conrad oppure oggi, in Italia, uno scrittore quale Giorgio Pressburger. Rafik Schami, siriano immigrato in Germania all’ inizio degli anni Settanta - è nato nel 1946 -, è divenuto un narratore tedesco di grande successo, anche in Italia, col suo libro Il lato oscuro dell’ amore, tradotto da Rossella Zeni. È un affresco epico, un tappeto orientale in cui i fili di innumerevoli destini individuali si intrecciano in un disegno in cui vive il Medio Oriente nel crogiolo delle sue stirpi, religioni e culture.
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Fileno Carabba bad trip

Posted by mbaldrati on January 2, 2008

di Mauro Baldrati

pessimi.jpg“Alterazione degli stati di coscienza”: è uno dei concetti usati da Ernst Jungher e Aldous Huxley nelle corrispondenze con Albert Hofmann, il chimico della Sandoz che nel 1939 scoprì un alcaloide della segale cornuta chiamato dietilamide dell’acido lisergico – LSD. L’acido altera, allarga la coscienza, amplifica le percezioni, può andare alla radice della gioia ma anche della paura e della disperazione, si spinge in profondità in zone inesplorate del nostro animo e va oltre l’osservazione del mondo reale. “Che cosa le ha insegnato l’acido lisergico?” chiedeva Pino Corrias in una famosa intervista a Hofmann uscita su La Stampa nel 1992. “Mi ha permesso di vedere” risponde Hofmann, “di capire che fuori di noi c’è una serie infinita di mondi e che più allarghi il tuo sguardo più vedi, anche se il vedere non è spiegabile”.
Vedere altri mondi, altre realtà possibili, diverse visioni, interpretazioni molteplici. Non so se Enzo Fileno Carabba, scrittore quarantenne toscano, come Huxley abbia mai scritto sotto LSD, probabilmente no, eppure questo Pessimi segnali (romanzo a suo tempo rifiutato in Italia, pubblicato in Francia da Gallimard e quindi ripubblicato in Italia da Marsilio nel 2004) è uno dei libri più lisergici, o psichedelici, che abbia mai letto.
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POTERE (EDITORIALE) E LETTERATURA: RIVINCITA DEL WEB E MORTE DELL’ AUTORE

Posted by francesco sasso on December 11, 2007

[Permettetemi di esprimere un profondo ringraziamento al professore Giuseppe Panella per aver concesso a La Poesia e lo spirito il saggio “Potere (editoriale) e letteratura: rivincita del web e morte dell’autore”. Il testo verrà pubblicato nel prossimo numero speciale de Il Ponte (rivista fondata nel ’45 da Calamandrei) dedicato alla letteratura in Italia oggi. f.s. ]

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POTERE (EDITORIALE) E LETTERATURA: RIVINCITA DEL WEB E MORTE DELL’ AUTORE

di Giuseppe Panella

«Rivolevo indietro il mio libro perché mi piaceva scrivere. Mi piaceva avere un progetto da portare a termine e mi piaceva soprattutto se si trattava di un progetto difficile come scrivere un libro. Inoltre continuavo a non sapere chi avesse ucciso Wellington e nel mio libro c’erano tutti gli indizi che avevo scoperto e non volevo che venissero buttati via»
(Mark Haddon, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte)

1. Letteratura stampata on demand

Martedì 6 marzo di quest’anno il noto scrittore milanese Giuseppe Genna (1) annunciava, con molta fierezza e una punta di commozione, sul proprio sito web (denominato perlappunto GIUSEPPE GENNA) una notevole e avvincente novità editoriale:

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La fantasia tolkieniana e i paesaggi d’Irlanda

Posted by giovanniag on December 9, 2007


La fantasia tolkieniana e i paesaggi d’Irlanda

di Giovanni Agnoloni

(articolo pubblicato su “Minas Tirith”, rivista ufficiale della Società Tolkieniana Italiana – n°.14, anno 2005)

Fin dal mio primo approccio a Tolkien ho avuto la netta sensazione di trovarmi di fronte ad un autore che, oltre ad offrire un raro esempio di archetipo letterario (Tolkien è il fantasy), dava la possibilità di iniziare una serie potenzialmente interminabile di raffronti con altri scrittori, anche appartenenti ad epoche e generi molto diversi dal suo. Il proseguimento e l’approfondimento della conoscenza delle tematiche sviluppate nelle sue opere hanno confermato queste sensazioni iniziali: le creazioni letterarie del Professore di Oxford, in effetti, offrono dei modelli assoluti, in termini sia di stati percettivo-emotivi, sia di valori etico-concettuali, tali da rendere possibili accostamenti anche con opere che non hanno un diretto rapporto di derivazione o di somiglianza formale con i suoi libri. Read the rest of this entry »

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Su Vibrisselibri, di Lucio Angelini.

Posted by fabrizio centofanti on October 28, 2007

vibrisselibri.jpg

Quasi giornalmente, ormai, dacché il Caso e Giulio Mozzi hanno voluto
elevarmi alle bassezze della carica di decone (= coordinatore del comitato
di lettura) di Vibrisselibri, ricevo mail del seguente tenore:

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