La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

Archive for the 'Letture' Category


Provocazione in forma d’apologo 59

Posted by robertorossitesta on May 12, 2008

Correre a braccia aperte incontro a chiunque, anche a chi non pensa che a fare sgambetti e a dare cazzotti sui nasi, è certamente un eccesso. Ma ancora più pernicioso è l’eccesso opposto, il non voler capire che dolori e terrori alle volte sono soltanto messaggeri, addirittura portatori di doni. È a causa di quest’ultimo eccesso che si fugge, si fugge fin quando le occasioni migliori non sono sfumate. Peccato, peccato. Read the rest of this entry »

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Fugacità del tempo, di Antonio Spagnuolo

Posted by fabrizio centofanti on May 10, 2008

Antonio Spagnuolo, Fugacità del tempo, LietoColle - collana Aretusa

Luminoso e persino rutilante. Cerco, è evidente, gli aggettivi “giusti” per avvicinare la poesia di Antonio Spagnuolo, per ricondurre la sua ideale coloratissima luce napoletana alla dimensione fisica della grigiastra nebbia nostrana. Una luce che illumina ogni poesia, ogni verso [...]
La voce dello scrittore napoletano risuona nel silenzio rumoroso e spesso assordante che circonda oggi tutte le cose, della cultura o della vita, per ricordarci l’annientamento dell’illusione, il dileguarsi dell’inganno dei sensi, l’impressione insomma che tutto proceda verso la propria fine. Read the rest of this entry »

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Micame, di Livio Borriello

Posted by fabrizio centofanti on May 10, 2008

di Franco Arminio

Da qualche giorno ho in casa un libro che aspettavo da tempo. Lo ha scritto il mio amico Livio Borriello. Si chiama Micame e lo ha stampato una giovane ma agguerrita casa editrice di Napoli che si chiama Orientexpress. Detto questo adesso sono libero di scrivere quello che voglio e mi pare il miglior modo di aderire alla lezione del libro. Read the rest of this entry »

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Guido Seborga

Posted by marinomagliani on May 8, 2008

da Quaderni del GIRASOLE Casa editrice Spaziani 1942:

Valle

Qui il giro lento delle notti, l’ansia cresce la flora meravigliosa della valle.
Qui ogni riposo è dolore,
il tempo nei rami degli alberi e la notte conduce
alla fissità irreale della sostanza.
Pietra od erba nel campo
e la valle in me si sprofonda al grido ilare degli uccelli.
.Sia di conforto la voce.
Qui giace la vita perduta. Read the rest of this entry »

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Nudo

Posted by Gaja on May 7, 2008

[Questa poesia è contenuta nella raccolta Men/Uomini: Ritratti maschili nella poesia femminile contemporanea, edita da Le Lettere nel 2004 e curata da Giorgia Sensi e Andrea Sirotti. La sua autrice è una delle più grandi poetesse irlandesi dei nostri giorni, ovvero Nuala Nì Dhomnaill. Nudo era stata originariamente composta in gaelico con il titolo Gan Do Chuid Édaigh, ed è stata poi tradotta in inglese da Paul Muldoon. La ripropongo qui, nella versione italiana tradotta dai curatori della raccolta]

Nudo

Per andare subito al sodo
dirò che preferirei vederti nudo
la camicia di seta
e la cravatta

esclusiva, l’ombrello sotto il braccio
in caso di pioggia,
il completo di grisaglia
che fa tanto tendenza,

i mocassini sfiziosi Read the rest of this entry »

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Nelo Risi

Posted by fabrizio centofanti on May 6, 2008

da Né il giorno né l’ora

A torto si lamentan gli omini della
fuga del tempo incolpando quello di
troppa velocità, non s’accorgendo
quello essere di bastevole transito
(Leonardo)

Nessuno

Una pietra esiste
per essere guardata
ecco David
mentre riposa in sé

come potrebbe essere il mondo?
stupore di esserci ancora
che il visionario dell’azione
diventi visibile

sradicati: l’avulso uno strappo
però con un che di diverso
che ci spinga all’insù
verso l’ardire del non compiuto

nell’indistinto
nel flusso riflusso di un futuro
in ciò che non è ancora
tenebra nella sua latenza

nel non avvento in acque calme
dove non muore foglia
niente accade né possa accadere
all’intelletto impigrito

un nuovo dizionario ci vorrebbe
per comprendere la morte
come nuovo elemento di vita. Read the rest of this entry »

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Era mio padre, di Franz Krauspenhaar

Posted by eziotarantino on May 6, 2008

di Ezio Tarantino

“I miei si conobbero nel 1955, a Sanremo, al matrimonio di Erna col sanremese Nicola Pitto, figlio del maresciallo dei carabinieri Giuseppe Pitto, genovese purosangue, e di una zia della mamma, calabrese,sorella di mia nonna….”
Non comincia così Era mio padre, di Franz Krauspenhaar, infatti questo brano si trova a pagina 168. Forse avrebbe potuto. Sarebbe stato, però, un’altra cosa. Una cosa già vista, probabilmente.

Era mio padre è un memoriale atipico, un dialogo sguaiato e malinconico, un atto di dolore e di autocompiacimento. Ma è anche qualcos’altro.

La famiglia Krauspenhaar era originaria dei Sudeti, una regione tedesca incastonata nel cuore dell’imperio austro-ungarico. Una famiglia facoltosa, di commercianti. La loro storia poteva essere raccontata come un’epopea novecentesca affascinante e drammatica, una nuova Heimat multinazionale (divisa fra Boemia, Germania, Svizzera e naturalmente Italia, da San Remo alla Calabria). Oppure con il tono affettuoso, sul filo dell’avventuroso dramma epocale, di un altro Lessico famigliare.
Franz non aveva bisogno né dell’una dell’altro. Franz aveva bisogno di fare a cazzotti con la sua storia e con la sua vita, e con qualche ragione. Read the rest of this entry »

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Devoti a Babele: una presentazione milanese

Posted by Gaja on May 6, 2008

il 6 maggio ore 18.30
LIBRERIA EQUILIBRI via Farneti 11 - Milano
Gianni Biondillo e Franz Krauspenhaar
presentano Devoti a Babele di Valter Binaghi, edito da Perdisa Pop, nella collana Walkie Talkie, diretta da Luigi Bernardi.

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Una donna scrive al Presidente della Repubblica

Posted by marsiglia on May 4, 2008

Quel figlio negato

Di Stefania Nardini

Siamo un paese povero.

Povero di civiltà. Perché, al di là delle questioni etiche o morali, il fatto che una donna, una coppia, sia costretta a rinunciare alla nascita di un figlio non puo’ che indignare. Si, perché un figlio costa. E tanto. Recentemente un settimanale ha pubblicato un’indagine: mantenere un figlio da quando nasce a quando avrà completato gli studi (ammesso che sempre ci sia la disponibilità per pagare l’Università) richiede un investimento di circa 300mila euro in 24 anni. E puo’ permetterselo una famiglia che guadagna circa 3.500 euro al mese. Read the rest of this entry »

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Il lavoro, gli affetti, gli obblighi, gli appuntamenti, gli amici e l’amore

Posted by fabrizio centofanti on May 3, 2008

di Demetrio Paolin

Ora è finito. Davvero

ps

…se questo fosse un romanzo quello sopra sarebbe il finale perfetto, ma Tommaso sa che non è un romanzo e conosce la sua chenosi come ineluttabile. Lui sarà sempre meno e meno. Chiuderà questa storia in un rantolo e non si nega, Tommaso, che tale disparizione sarà l’esito finale di una eccessiva felicità. Read the rest of this entry »

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Lei è (scrivere poesia) - Anamaría Crowe Serrano

Posted by Gaja on May 2, 2008

Anamaría Crowe Serrano è poetessa e scrittrice irlandese, di origini spagnole. In italiano ha pubblicato un libro di racconti tradotto da Riccardo Duranti per Leconte Editore, dal titolo Dall’altra parte. Di recente è uscita in Irlanda una raccolta di poesie, Femispheres, ancora inedita in Italia, ma già disponibile su IBS.
Ho scelto di tradurre Lei è perché, di quelle presenti nel corpus poetico di Crowe Serrano, mi è parsa assolutamente emblematica. È stata un’esperienza splendida lavorare gomito a gomito con l’autrice: mi capita di rado nel mio mestiere. Sono i momenti più belli e più ricchi per chi si accosta a un testo che pulsa dell’anima e del sangue, dei pensieri e dello spirito di chi lo ha scritto.
La seconda poesia, tradotta da Riccardo Duranti, si intitola Translation, ed era stata pubblicata in esclusiva nel mio vecchio sito, Triskell. La raccolta nella quale uscirà si intitola The Music of Meaning e sarà presentata a Londra il 1 giugno.

She is
(for Mark)

That woman on the park bench -
She is every season of your youth
your fears
your hopes
every anguished crease on your mid-life brow.
Deep in your throat she is all the names
you have forgotten
and names you will regret. Read the rest of this entry »

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Elio Pecora

Posted by fabrizio centofanti on May 1, 2008

da Simmetrie

L’inesprimibile (ciò che mi appare pieno di mistero e
che non sono in grado di esprimere) costituisce forse lo
sfondo sul quale ciò che ho potuto esprimere acquista
significato

(Ludwig Wittgenstein, Pensieri diversi)

Quadri cittadini

*

Torna la folla, ad assalire, a tenere
le mura strette della città fra le porte.
In mezzo ai gridi, alle risa, ai richiami,
anche minacce, anche parole d’intesa:
sgombro il futuro di ogni resa o castigo.

In cielo appare la luna del primo quarto,
il sole scende dietro terrazze e antenne.

Di tanti ognuno comprende nel buio cuore
l’urgenza estrema di questo andare insieme,
l’uno a fianco dell’altro, portando la norma
che viene prima del pane, prima del sonno,
e qui si spinge e consuma nel giorno veloce.

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Violenza e desiderio

Posted by alezaccuri on May 1, 2008

È appena uscito un mio piccolo saggio che si intitola In terra sconsacrata: perché l’immaginario è ancora cristiano (Bompiani, pagine 152, euro 10). Comincia così.

Sto per raccontarvi una storia di anime in pena, terre sconsacrate e corpi sconvolti dalla passione. È una storia che conosce il desiderio e non è ignara della violenza, perché questo in definitiva siamo, noi umani:un grumo di violenza e desiderio che soltanto la bellezza può redimere. Prima di tutto, è una storia, è il grande racconto attraverso il quale il cristianesimo, in parole immagini e opere, continua a influenzare le parole, le immagini e le opere della nostra contemporaneità. In definitiva, e a dispetto di ogni altra considerazione, è una storia di speranza.

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Giuliano Gramigna

Posted by fabrizio centofanti on April 28, 2008

da Quello che resta

In seduta

“Perché non mi chiede mai
se sono stato felice?
Eppure è qualcosa che conta
anche qui in analisi.
Non le importa della mia vita.
Nemmeno a me importava
in quei giorni ventosi sull’argine del Reno
nel ronzio dorato di biciclette
o sulla cime del Pont Neuf
super flumen Parisiorum.
Adesso importa al morticulus o moribondus
in postascolto di voci sperperate; e il resto.”
- Mio caro, tutto questo l’ha plagiato
dal dottor Lucian Gras. Read the rest of this entry »

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Guido Seborga

Posted by marinomagliani on April 19, 2008

Da “ GLI INNOCENTI ” 1961(1° edizione)
……………………………………………
Savona era lucente nella fredda mattina invernale. Pochi giorni prima era caduta la neve sulle colline e montagne intorno. La cittadina si sviluppava stretta alle spalle dalla montagna, di dove scende la ferrovia che viene dal
Piemonte, di fronte il mare con le sue insenature, il sacco blu chiuso del porto con la torre di Leon Pancaldo, che fa ricordare in piena vita moderna un mondo antico diventato posticcio in quell’atmosfera di navi di depositi di fabbriche. Le case si allungano sulla costa sino a Spotorno che appare ridente dopo il Capo. Ma dalla parte di Savona la costa è brulla, severa, coi comignoli delle fabbriche; e non c’è demarcazione tra Vado e Savona, ma un susseguirsi ininterrotto di casoni grigi e tristi. Quando verso sera le sirene delle fabbriche lacerano l’aria, le strade e i filobus cominciano a riempirsi di frotte di operai, e anche le biciclette compaiono numerose, e si coglie forse meglio che in ogni altra ora, la qualità della città, durante il giorno le grandi strade sono quasi deserte, solo l’Aurelia mantiene sempre il suo traffico. Read the rest of this entry »

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Tutto deve crollare. Vibrisselibri. di Carlo Cannella.

Posted by marinomagliani on April 12, 2008

Ho chiesto a Carlo Cannella autore per vibrisselibri di raccontarci la sua esperienza umana e letteraria, le sue letture, e di parlarci di questo suo noir duro come la pietra.

Alle mie prime letture è legata la percezione del conflitto di classe. Avevo 9 anni. Succedeva ogni qual volta il maestro distribuiva fra gli alunni i libri della biblioteca. Funzionava così: lui ci mostrava la copertina di un libro, che so, “L’ultimo dei Mohicani” o “Il libro della giungla” o “Le avventure di Robin Hood”. Read the rest of this entry »

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La visita del Papa a Pavia, di Roberto Plevano

Posted by fabrizio centofanti on April 11, 2008

Ci prendiamo tardi questa mattina e ci mettiamo in strada di gran fretta con l’agitazione delle cose da fare e già cominciate male. È mezzogiorno di un sole estivo e pesante, eppure questo sole non è alto, non sale nemmeno e pare quasi di toccarlo. C’è afa nella bassa, come se un qualsiasi limpido orizzonte fosse stato cancellato per mancanza di spazio. Read the rest of this entry »

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“Leggero è il macigno/portato con le ali”

Posted by giorgiomorale on March 31, 2008

Bevendo il tè con i morti di Livia Candiani sarà presentato mercoledì 2 aprile alle ore 18 presso la libreria Archivi del 900 di via Montevideo 9, a Milano. Presenterà Vivian Lamarque, leggerà Livia Candiani.
Ricordo che su lapoesiaelospirito si possono leggere due letture di questo libro qui e qui. Segnalo anche una intervista a Livia Candiani, che si può leggere qui. Altro materiale sull’opera si trova in rete, in particolare qui.
Accompagno questo annuncio con degli appunti annotati durante la lettura del libro. Read the rest of this entry »

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Una mimosa per Gelsomina Verde (da “Gomorra”, di Roberto Saviano)

Posted by Gaja on March 8, 2008

gomorra.jpg[Non c'è nulla di mio, in questo post.
O forse sì. Forse c'è proprio tutto.
Per non dimenticare, mai, nessuna.
E per ringraziare dal profondo del cuore Roberto Saviano, che ha dato vita a uno dei libri più importanti degli ultimi decenni, e che mi ha permesso di ricordare Gelsomina. Uno scrittore con uno stile che trafigge, un uomo che ha saputo raccontare. Dote ormai rarissima.]

“Il cadavere sembrava uno di quelli trovati sotto la cenere del Vesuvio dopo che gli archeologi avevano versato il gesso nel vuoto lasciato dal corpo. Le persone intorno all’auto erano diventate decine e decine, ma tutte in silenzio. Sembrava non ci fosse nessuno. Neanche le narici azzardavano a respirare troppo forte. Da quando è scoppiata la guerra di camorra molti hanno smesso di porre limite alla propria sopportazione. E sono lì a vedere cos’altro accadrà. Ogni giorno apprendono cos’altro è possibile, cos’altro dovranno subire. Apprendono, portano a casa, e continuano a campare. Read the rest of this entry »

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La Strada, di Cormac McCarthy

Posted by mbaldrati on March 6, 2008

di Mauro Baldrati

la-strada1.jpgLa strada è un libro già scritto. Perché è dentro di noi. L’autore, Cormac McCarthy, ha fatto come Michelangelo, ha eliminato la materia superflua per estrarre quella originaria. L’opera. Un testo che parla di paura, amore, morte, fuga, ignoto. Forse non è consigliabile per chi si trova in bilico sulla depressione, perché il senso di vuoto, di minaccia potrebbe compromettere un già precario equilibrio; oppure sì, è addirittura terapeutico perché una teoria afferma che la rappresentazione di un sentimento negativo può contribuire al suo superamento. E noi lettori in questo romanzo vaghiamo coi due protagonisti, un uomo, un padre, e un bambino, il figlio, in un mondo distrutto, senza luce, senza colori, un mondo morto, lungo una strada asfaltata che attraversa pianure brulle e spoglie, montagne coperte di una neve sporca, sotto una pioggia gelida, sferzati da un vento che solleva nubi di cenere. Perché tutto è bruciato, cauterizzato. La vita, animale e vegetale, è estinta. Restano i sopravvissuti all’apocalisse, spettri vestiti di stracci, come gli antichi lebbrosi, che vagano senza sosta alla ricerca ossessiva di residui di cibo, qualunque avanzo commestibile, e sono dediti al cannibalismo.
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