La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per la categoria ‘libri’

Salone del Libro, Torino anno 2012

Pubblicato da lapoesiaelospirito su maggio 23, 2012

di Guido Michelone

Il Salone Internazionale del Libro ha celebrato il venticinquennale della manifestazione: dal 1988 al 1998 si è chiamato Salone del Libro, poi è diventata Fiera per motivi di proprietà, quindi dal 1999 al 2001 Fiera del Libro, dal 2002 al 2009 Fiera Internazionale del Libro e dal 2010 è tornata nuovamente alla ‘classica’ denominazione di Salone Internazionale del Libro. Leggi il seguito di questo post »

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Sonia Caporossi e Giovanni Agnoloni su Connettivismo, Tolkien e altro

Pubblicato da giovanniag su maggio 17, 2012

Intervista di Sonia Caporossi

Da Critica Impura

Siamo i Custodi della Percezione, Guardiani degli Angeli Caduti in Fiamme dal Cielo, Lupi Siderali. Un gruppo di liberi sognatori indipendenti. Viviamo nel cyberspazio, siamo dappertutto. Non conosciamo frontiere. Questo è il nostro manifesto.

                            (Dal Manifesto del Connettivismo)

Sonia: Una sorta di panteismo postorganico, o panorganesimo posteistico, che fonde la percezione animale con l’intero universo, con la sua scia energetica, con la sua sostanza quantistica indecidibile. Una sorta di fusione e abbandono generale al senso più riposto del proprio esserci, calandosi negli ariosi ed estatici inferni del tutto, nella goccia dell’oceano cosmico vero padre delle acque amniotiche che tengono a culla l’intera umanità, l’oceano di cui anche Osho parlava, insieme al Lem di Solaris, che non a caso l’aveva reso vivo e pulsante, in forma di pianeta senziente. Questa la mia prima ed immediata percezione del connettivismo come movimento innanzitutto filosofico ed esistenziale. Giovanni, mi potresti adesso dare la tua?

Giovanni: Direi che hai colto delle vibrazioni fondamentali della poetica connettivista. Il senso di appartenenza al tutto è la chiave del termine “connessione”, che peraltro ognuno di noi membri di questa avanguardia coglie da un suo specifico angolo visuale, tanto che recentemente Giovanni De Matteo ha sottolineato come, più che di “connettivismo”, sia opportuno parlare di “connettivisti”. Personalmente, eviterei di classificare la nostra esperienza artistica in senso panteistico o panorganico. Preferisco guardarvi come a una varietà di declinazioni della presenza della Fonte creatrice in tutto ciò che esiste. E questo è un tema presente in tutte le grandi tradizioni spirituali, compreso il cristianesimo, dove Dio è Padre e Madre, ma anche Figlio (dell’Uomo) e Spirito Santo, dunque compresente a tutto ciò che esiste nel mondo materiale. Lo spirito è coessenziale alla materia; è quanto di più concreto esista (come sottolineo anche in un mio articolo che presto uscirà nel numero 17 di NeXT, il bollettino ufficiale del movimento, per la rubrica HolYsTolk, gentilmente affidatami da Sandro Battisti). Ecco perché il mio approccio connettivista tende a concentrarsi sulle atmosfere dei luoghi, le energie degli oggetti, l’intuizione primitiva – e per questo non filtrata e necessariamente genuina – dell’identità di una persona; e sulla radice intuitiva della vera sapienza, che sgorga dal profondo, dal Sé, dall’emozione nuda e dalla ferita dell’anima. Leggi il seguito di questo post »

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“Bolaño selvaggio”: intervista a Carmelo Pinto

Pubblicato da giovanniag su maggio 3, 2012

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

Da Postpopuli.it

"Bolaño selvaggio" (copertina di Mario Bianco)

È in uscita con Senzapatria Editore una grande raccolta di saggi sul geniale scrittore cileno Roberto Bolaño, di cui oggi ricorre il cinquantanovesimo anniversario della nascita. Bolaño selvaggio è il titolo. Curatori e coautori, Edmundo Paz Soldán e Gustavo Faverón Patriau. Traduttori, dall’edizione spagnola della casa editrice Candaya, Marino Magliani e io.

Desidero introdurvi a quest’opera, interessantissima, con un’intervista a Carmelo Pinto, creatore e curatore dell’Archivio Bolaño, il principale riferimento internettiano per gli amanti dello scrittore cileno in Italia. Carmelo è stato anche un nostro prezioso consulente nel corso dell’opera di traduzione dei saggi.

Cerchiamo così di addentrarci nel segreto della straordinaria creatività di un autore che abbiamo perso troppo presto, purtroppo. Ma sicuramente si tratta di una delle penne più fertili della letteratura di fine Novecento e inizio Duemila, e probabilmente non finiremo mai di scoprire nuovi risvolti di significato, nelle sue opere. Personalmente, insieme a Tolkien lo considero, tra i contemporanei, il mio secondo grande Maestro.

Intervista a Carmelo Pinto:

- Nel momento in cui in Italia, con “Bolaño selvaggio”, esce la prima grande raccolta di studi su Roberto Bolaño, è quanto mai opportuno interrogarsi sul significato della parabola umana e artistica di quello che, a tutti gli effetti, è stato uno dei più grandi geni letterari degli ultimi trent’anni. Puoi delinearne i tratti essenziali?

Mi fa piacere che un editore abbia avuto il coraggio di pubblicare questa raccolta di saggi su uno scrittore la cui opera, apparentemente semplice, è in realtà complessa e rivoluzionaria. È difficile trovare, nella storia della letteratura, un’osmosi così forte tra l’uomo e lo scrittore, dove cioè la vita si fonde con la letteratura.
Nel 1968, anno che i cileni ricordano per la grande siccità, lascia con la famiglia il Cile ed emigra in Messico per motivi economici. Bolaño allora aveva 15 anni.
A 16 anni abbandona la scuola e decide che vuole diventare uno scrittore.
Da questi pochi elementi della sua biografia si delineano già le peculiarità di questo autore, che rappresentano una diversità profonda e unica nel panorama della letteratura, non solo latinoamericana.
Siamo cioè in presenza di un ragazzo di umili origini sociali, costretto a emigrare per sopravvivere, e che a 16 anni lucidamente rifiuta l’istruzione ufficiale a intraprende il suo viaggio di letture e di conoscenza da autodidatta. La sua formazione letteraria è selvaggia e solitaria, fuori da ogni canone, e si nutre della sua stessa esperienza di vita. Il suo viaggio continua, dal Messico al Cile nell’anno del golpe, e dal Cile di nuovo in Messico, per approdare poi in Europa, nel 1977, e stabilirsi in Spagna. Senza mai smettere di leggere e di nutrirsi di quella Universidad desconocida più volte evocata. Accetta qualsiasi lavoro che gli assicuri la mera sussistenza e legge, legge senza sosta, i classici greci, i filosofi, gli scrittori latinomericani, statunitensi, francesi, russi, italiani, spagnoli, tedeschi…. Legge soprattutto i poeti, di ogni latitudine e di ogni tempo. L’amore per la poesia, di cui era vorace lettore, è forse un altro tratto distintivo di questo autore, che rende la sua scrittura così peculiare e rivoluzionaria. Bolaño si spoglia di ogni retaggio nazionale. È uno scrittore extraterritoriale, è stato detto. fForse per la prima volta nella storia della letteratura, siamo in presenza di uno scrittore senza patria, o forse con tante patrie quasi quanti sono i libri che ha letto: “la scrittura è il mio passaporto”, dice.
Insomma, la sua scrittura nasce da una formazione anarchica e selvaggia, fuori da ogni canone letterario e da ogni tradizione “nazionale”, e si nutre di una vita nomade e vissuta ai margini. Ma si nutre anche di vaste e interminabili letture, e soprattutto di poesia. Leggi il seguito di questo post »

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Marco Bini e l’inconscio collettivo della Generazione Ottanta

Pubblicato da giovanniag su maggio 2, 2012

di Saverio Bafaro

da Postpopuli.it

Marco Bini, classe 1984, è autore di Conoscenza del vento, edito da Ladolfi Editore. La silloge poetica ha vinto, nello scorso febbraio, la sezione ‘opera prima’ alla XXI edizione del Premio Letterario “Giuseppe Giusti”.

Il testo è autobiografico. Parte da un ritratto d’infanzia, quando giunge in regalo un atlante geografico, esperienza dalla quale Bini trae presto il senso “provvisorio” delle cose; procede con dei fotogrammi rubati alla sua giovinezza; si proietta infine, equipaggiato di incertezze, anche verso l’avvenire.
Troviamo delle buone riflessioni sul movimento e sul relativismo dello spazio e del tempo, il dinamismo di un veicolo su un’autostrada, ad esempio. Gli effetti della velocità hanno, tuttavia, anche un esito morale: a volte un macchinoso offuscamento, di sicuro un “pendolarismo esistenziale”: «caso mai compresso/ fiutassimo distinto l’odore di un altrove/ tra testa e destinazione, perché più nulla qui/ è rimasto che sia un qui./ Poi è lo stupore/ di scoprirsi inoffensivi.»

A pronunciare questi pensieri della post-modernità (e della sua non indolore consapevolezza) è un ‘Io’ che, come si può intravedere, cede il passo ad un ‘Noi’ collettivo. È, infatti, una sorta di inconscio collettivo – quello di coloro che sono nati negli anni Ottanta – ad affiorare dai versi di Marco Bini. Leggi il seguito di questo post »

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Presentazione de “Il mare immobile” di Valentina Ferri (a Firenze)

Pubblicato da giovanniag su aprile 24, 2012

Firenze, giovedì 26 aprile

ore 20,30

Caffè letterario “Cuculia”, via dei Serragli 3/r e 1/r, Firenze

                                       Presentazione del romanzo Il mare immobile

di Valentina Ferri

(Galaad Edizioni)

Lucca, estate del 1974. Lia ha dieci anni ed è in vacanza al mare con la mamma e le sorelline. Sensibile e irrequieta, dotata di un’intelligenza viva e precoce, Lia ama leggere, scrivere e recitare, le piacciono la musica e gli sceneggiati televisivi. Ma c’è un segreto che non può rivelare a nessuno: da qualche tempo nella sua vita è entrato in scena un uomo che, con le sue attenzioni da adulto, l’ha strappata per sempre al mondo dell’infanzia. Lo sguardo di Lia non rinuncia a misurarsi con la realtà intessuta di segreti e bugie che la circonda, mentre la sua voce si innalza, pagina dopo pagina, al di sopra di ogni paura e sofferenza, entrando nell’anima del lettore per non uscirne più. Come Mila di Codra nella Figlia di Iorio, la tragedia dannunziana che segna per la piccola protagonista una sorta di iniziazione letteraria, Lia paga il fio di colpe non sue; ma il racconto dell’orrore subito lascia intravedere la possibilità di una rinascita. Leggi il seguito di questo post »

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Quale futuro? Il punto sulla fantascienza italiana

Pubblicato da giovanniag su aprile 24, 2012

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

Da Postpopuli.it

Dario Tonani (da blog.librimondadori.it)

Al Fanta Festival MoHole, lo scorso 31 marzo, a Milano, ho assistito a un interessantissimo panel sul tema Visioni e vapori di un rugginoso futuro, con protagonisti gli scrittori Dario Tonani (una delle voci di maggior spicco della fantascienza italiana) e Giovanni De Matteo (già vincitore del Premio Urania e co-fondatore del movimento connettivista, nonché estensore del suo manifesto), nonché Franco Brambilla, illustratore della celeberrima collana fantascientifica di Mondadori “Urania”. Brillante moderatore dell’incontro, Mario Gazzola, che ha organizzato questo festival ed è lui stesso uno scrittore aderente al Connettivismo (e fondatore del sito posthuman.it). Leggi il seguito di questo post »

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Tomas Tranströmer, Nobel del silenzio

Pubblicato da giovanniag su aprile 19, 2012

di Saverio Bafaro

da Postpopuli.it

Tomas Tranströmer (da Wikipedia)

Poeta, psicologo e pianista, Tomas Tranströmer è l’ultimo Premio Nobel per la letteratura. L’Accademia di Svezia ha riconosciuto il merito al proprio compatriota perché «attraverso le sue immagini dense, limpide, offre un nuovo accesso alla realtà».

Tema centrale di tutta la sua poetica è senza dubbio il Silenzio. Dimensione fondativa e generativa, profonda meditazione agglutinatasi a partire da echi biblici (non è secondario ricordare la sua traduzione del Salterio) e passata attraverso molteplici influssi di cui solo i principali sono: i classici, i mistici medievali, i romantici, i simbolisti, i surrealisti, fino ad approdare alla lirica giapponese.

Il Silenzio è immagine ripetuta e sviscerata, ossessione pervasiva e creatrice, fuoco che ha la facoltà di mettere in relazione l’esteriore con l’interiore, motore che regola ogni movimento di partenza e di approdo della sua magnifica parabola artistica e umana. Da ormai 21 anni affronta un ictus che ne ha compromesso la motricità e la parola orale, consegnandolo ad uno strano caso in cui il pensiero espresso nelle sue pagine è consustanziale a quello che concretamente vive. Leggi il seguito di questo post »

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“Due mondi”, di Francesco Verso

Pubblicato da giovanniag su aprile 16, 2012

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

Da Postpopuli.it

Un racconto lungo, Due mondi di Francesco Verso, nuova pubblicazione di Kipple Officina Libraria, disponibile anche in lingua inglese (con il titolo di Two Worlds). Un felice tentativo di coniugare fantasy e fantascienza, per affrontare un tema – la crisi ecologica del pianeta – assolutamente attuale.

Una crisi climatica globale ha determinato l’innalzamento del livello dei mari, e le profonde trasformazioni del mondo si sono estese anche al genere umano, evolutosi in due distinte specie: Acquamanti e Aeromanti. I primi vivono sotto la superficie dei mari, i secondi sulle alte vette. Uno di loro, una giovane Aeromante, si spinge più in là di tutti i suoi simili, volando sull’oceano per compiere una missione fondamentale per il destino del mondo: raggiungere la Torre dei Semi, luogo remoto dove sono conservate delle sementi che devono servire a salvare la vita vegetale del pianeta. Ma crolla, stremata, fino a essere raccolta e soccorsa dagli Acquamanti, a cui chiederà aiuto per raggiungere il suo scopo.

Lo stile di Francesco Verso è semplice, come nelle fiabe più asciutte ed essenziali, in cui il significato emerge diretto, senza fronzoli. Accurato nelle spiegazioni delle dinamiche planetarie e suggestivo nella caratterizzazione degli ambienti, lo scrittore già Premio Urania per il romanzo E-DOLL ci offre qui un esempio di come la future fiction vada decisamente oltre le barriere di genere, in nome di una valorizzazione dei temi e delle ambientazioni. Leggi il seguito di questo post »

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GORDIANO LUPI INTERVISTA CARLOS ALBERTO MONTANER

Pubblicato da giovanniag su aprile 13, 2012

Introduzione e intervista di Gordiano Lupi

da Postpopuli.it

Carlos Alberto Montaner (da abiculiberal)

Incontriamo Carlos Alberto Montaner, autore de La moglie del colonnello (Edizioni Anordest) per parlare del suo ultimo romanzo, appena uscito in Italia dopo aver riscosso un buon successo negli Stati Uniti e in Spagna. Si tratta di una storia d’amore, ma diversa dal solito, perché è il racconto del tradimento della moglie di un eroe della rivoluzione cubana che si trasforma in un thriller erotico con un finale imprevedibile.

L’autore scrive la storia dalla parte della donna, compiendo un’indagine profonda sulla sessualità femminile e sul machismo cubano, ma non trascura di denunciare la mancanza di libertà che affligge Cuba dal 1959. Il romanzo è ambientato nella situazione cubana degli anni Ottanta, in piena guerra d’Angola, ma gran parte della storia (il tradimento di Nuria) si svolge a Roma. Leggi il seguito di questo post »

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“Viali dell’indipendenza” di Krzysztof Varga

Pubblicato da giovanniag su aprile 12, 2012

Vi ricordo domani, venerdì 13 aprile, alle ore 18,00, presso la libreria Edison di Firenze (Piazza della Repubblica 27/r), la presentazione di Viali dell’indipendenza dell’autore polacco Krzysztof Varga (ed. Nikita, 2012), tradotto dal polonista Leonardo Masi, che sarà presente insieme all’autore.

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Mia sorella Emanuela

Pubblicato da giovanniag su aprile 9, 2012

Segnalo questo evento, dedicato alla presentazione del libro Mia sorella Emanuela di Pietro Orlandi e Fabrizio Peronaci (Edizioni Anordest), sulla triste e misteriosa vicenda di Emanuela Orlandi.

Mercoledì 11 aprile alle ore 17,30 a Palazzo Medici Riccardi, via Cavour 1, Firenze (Sala Luca Giordano).

Coordinerà il giornalista Mario Bonciani e saranno presenti i due autori.

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“Bar Atlantic”, di Bruno Osimo

Pubblicato da giovanniag su aprile 6, 2012

Da Postpopuli.it

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

Bruno Osimo

Bar Atlantic

(ed. Marcos y Marcos)

Un’opera brillante ma dalla sostanza profondamente seria. Bar Atlantic di Bruno Osimo – studioso di lingua e cultura ebraica e traduttore – è un romanzo edito da Marcos y Marcos che ha per protagonista Adàm, un docente universitario parcellizzato fra tante sedi accademiche sparse per il Nord Italia. Tante quanti i sono i giorni lavorativi della settimana.

La sua vita è un mosaico di momenti vissuti al volo, tra carrozze ferroviarie, amanti diverse in città diverse e un beato stordimento, che lo porta a lasciarsi andare a questo flusso ininterrotto di esperienza con ironia e spirito giocoso. Lo stesso che l’autore mette nelle spassose note a pie’ di pagina, che costellano il libro con un tocco che mi viene spontaneo associare ad alcune delle uscite più felici di Woody Allen.

Ma i temi, dicevo, sono seri. Su tutti, il precariato; lo spaesamento che induce in chi lo vive e si ritrova spezzettato in una serie sfilacciata di momenti. Manca un baricentro. Per Adàm il surrogato di questo ancoraggio interiore è l’adorata moglie, che pur cornifica abbondantemente, e anche il bar del titolo dell’opera, dove si consuma una confortante ritualità di gesti. Leggi il seguito di questo post »

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“Il cameriere di Borges”, di Fabio Bussotti

Pubblicato da mmagliani su aprile 4, 2012

Recensione di Marino Magliani

La copertina di questo libro è una chiave di lettura; non importa se in realtà è una copertina alla quale manca proprio la chiave. Anzi, è molto importante che la chiave non sia al suo posto. Perché nel romanzo di Fabio Bussotti (Il cameriere di Borges, Perdisa pop, 2012) le cose si vedono così, come dal buco di una serratura. Si vedono di rapina. Non siamo a teatro, malgrado l’autore sia un gran nome del palco. Ma stiamo passando per una strada e una scena all’interno di una casa (minima; un vecchio che si prepara il caffellatte) cattura la nostra attenzione e ci blocca. Allora guardiamo attraverso i vetri, con quel senso di colpevolezza e di complicità. Oppure quella che guardiamo è una scena nient’affatto minima, è piuttosto un pezzo di storia, e noi siamo lì, tanti anni fa, in una foresta andina e umida, assieme a un uomo che ascolta il rantolo di un altro uomo che è diventato un’icona del nostro tempo. Leggi il seguito di questo post »

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Discorrendo di Connettivismo (e di “connessione”) con Alex Tonelli

Pubblicato da giovanniag su marzo 29, 2012

Introduzione di Giovanni Agnoloni 

In vista della conferenza (dal titolo “Poesia e fantascienza: un binomio impossibile?”) che terrò sabato 31 marzo a Milano al Fanta Festival Mohole alle ore 20 (ma arrivate prima!) in Sala Vigneron (allego il programma) con Alex Tonelli, voce profondamente filosofica (ma non solo) del Connettivismo, ecco un nostro flusso-scambio di idee sui temi che tratteremo nell’occasione.

È anche un’opportunità per riflettere sui temi di fondo del Connettivismo, in una fase cruciale, in cui la nostra avanguardia letteria, che nasce dalla fantascienza, sta iniziando il percorso di infiltrazione feconda nel mainstream.

Interessante, mi viene solo da dire, che i nostri “nomi di battaglia” (“Logos” lui e “Kosmos” io) facciano singolarmente eco con i temi toccati qui di seguito.

Ecco qui il nostro scambio/flusso. Leggi il seguito di questo post »

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I diritti della Natura: intervista a Davide Sapienza

Pubblicato da giovanniag su marzo 27, 2012

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

da mountainblog.it

Riporto qui il testo di presentazione di un convegno importantissimo per l’ambiente, in programma ad Alzano Lombardo (BG) il 30 marzo, su iniziava di InnTea (Innovazione Tecnologia Ambiente). Parteciperanno l’attivista internazionale Mari Margil, la procuratrice legale Francesca Mancini e lo scrittore, sensibilissimo al tema della tutela della Natura, Davide Sapienza. Segue una mia intervista all’autore.

«Ogni giorno, anche se non ce ne accorgiamo, dobbiamo fare i conti con l’emergenza: ambientale, economica, del pensiero e della governance. Questa è la vera agenda della crisi globale: come affrontare il cambiamento. Come rivoluzionare il nostro modo di amministrarci e regolamentarci. Come, quindi, dare spazio al pensiero e al sentire più avanzati, quelli che hanno riconosciuto la sorgente del male: la nostra separazione dalla fonte della vita la Terra. L’idea di una nuova forma di diritto, spiegato da Cormac Cullinan nel libro I Diritti della Terra.Wild Law(in uscita a maggio in Italia), ha portato a eventi impensabili solo dieci anni fa, come una costituzione (quella dell’Ecuador) di uno stato sovrano che prevede i diritti della Madre Terra e di un documento (la Dichiarazione Universale dei Diritti della Madre Terra), che superando il fallimento dei vertici internazionali ha unito milioni di persone che condividono una consapevolezza: “per garantire i diritti umani è necessario riconoscere e difendere i diritti della Madre Terra e di tutte le sue creature”».

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FFM – Fanta Festival Mohole

Pubblicato da giovanniag su marzo 26, 2012

da Fantasy Magazine

Il 30 e 31 Marzo 2012 il Teatro Mohole ospiterà nell’ambito della stagione 2011/2012 la prima edizione del FFM — Fanta Festival Mohole, una due giorni diretta da Mario Gazzola e dedicata al fantastico, a tutti i suoi sottogeneri (fantascienza, horror, urban fantasy, new weird, cyberpunk) in tutte le sue declinazioni linguistiche: narrativa, poesia, cinema, fotografia, fumetto, teatro.

Se nella cultura italiana spesso il fantastico è considerato una produzione di serie B, il Movimento Connettivista, certo che rappresenti invece un punto di vista privilegiato per osservare criticamente il presente, intuire possibili degenerazioni cui potrebbero condurre gli sviluppi della scienza, della tecnologia, dei media, della politica e della società contemporanea in genere, investendo la filosofia e la stessa concezione della realtà, risponde al quesito “Il fantastico sviluppa pensiero?” presentando al FFM un ampio ventaglio delle produzioni letterarie proprie e non solo: romanzi, antologie di racconti e di poesia, corti autoprodotti, live reading, performance di musica elettronica e uno spettacolo teatrale. Leggi il seguito di questo post »

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Il Foglio Letterario al Premio Strega

Pubblicato da giovanniag su marzo 26, 2012

IL FOGLIO LETTERARIO EDIZIONI
Associazione Culturale
Editoria di qualità dal 1999
Sito internet: www.ilfoglioletterario.it

Il Foglio Letterario, casa editrice di Gordiano Lupi, raggiunge un nuovo successo, partecipando per la terza volta al Premio Strega dopo la presentazione nelle passate edizioni di Wilson Saba (Sole e baleno, adesso Bompiani) e Boris Virani (Mangia la zucca amore). Altri successi della Casa Editrice piombinese: la scoperta di Lorenza Ghinelli (Il divoratore, adesso Newtopn & Compton, 20.000 copie, tradotto in tutto il mondo), Sacha Naspini (Elliott), Gianfranco Franchi (Castelvecchi, Arcana), Marco Ballestracci (Instar), Alejandro Torreguitart Ruiz (Stampa Alternativa), Yoani Sanchez (Rizzoli)…
Molti giovani under 30 si sono affacciati al mondo editoriale partendo dalla nostra piccola realtà non profit, nata per contrastare l’editoria a pagamento, che si è data come manifesto il mio libro Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura (Stampa Alternativa) e i successivi Nemici miei e Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica).

romanzo
di CLAUDIO VOLPE

PRESENTATO AL PREMIO STREGA 2012

Il ventunenne Claudio Volpe, giovanissimo e talentuoso esordiente de Il Foglio letterario è stato presentato al Premio Strega di quest’anno da Dacia Maraini e Paolo Ruffilli. I due Amici della Domenica sono rimasti affascinati dal romanzo di Volpe, romanzo che narra in modo viscerale e con incredibile capacità narrativa una storia universale di dolore e di sofferenza, una storia di lotta interiore per cercare il proprio posto nel mondo e costruire a mani nude e a cuore spiegato la propria felicità. “Il vuoto intorno” è una spina che ti entra nell’anima e vi semina speranza e amore per l’essere umano in tutte le sue sfaccettature, è la ricerca di una felicità che non sia solo assenza di dolore ma gioia che ci circonda e ci abbraccia.

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“La moglie del colonnello”, di Carlos Alberto Montaner

Pubblicato da giovanniag su marzo 22, 2012

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Con La moglie del colonnello, del celebre scrittore cubano Carlos Alberto Montaner, parte una nuova e interessantissima collana di narrativa latinoamericana delle Edizioni Anordest, a cura di Gordiano Lupi: Célebres Inéditos.

Per la traduzione di Marino Magliani, questo romanzo, scritto da un autore di fama internazionale, che vive tra la Spagna e la Florida perché esiliato dal regime castrista, è un’analisi intima delle dinamiche di lacerazione e solitudine indotte dal pensiero unico e totalitario, sia pur poggiato su un ideale in origine genuino.

È fondamentalmente la storia di una donna, Nuria, sposata a un colonnello dell’esercito, Arturo Gómez, impegnato in missioni internazionaliste in Africa. Viene fuori che Nuria ha tradito suo marito. Una colpa imperdonabile, in un orizzonte mentale profondamente segnato dal machismo. Nuria è una docente universitaria di psicologia, e nella sua vita ha amato moltissimo il suo uomo, ma è anche stata marchiata da un grande dolore: la perdita di una figlia, malata di leucemia. E allora lui non c’era, perché era impegnato a combattere per gli ideali rivoluzionari nel mondo. Leggi il seguito di questo post »

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“Il Cristo zen” – Intervista a Raul Montanari

Pubblicato da giovanniag su marzo 21, 2012

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

Il Cristo zen è un saggio di Raul Montanari edito da Indiana, di grande profondità e originalità. Segue qui la mia recensione, precedentemente uscita su La Poesia e lo Spirito, unita poi, per Postpopuli.it, a un’intervista all’autore, che ringrazio per la disponibilità.

Certi libri sono perle di saggezza, e ti fanno chiedere se l’autore, che si professa ateo, non abbia invece scoperto l’essenza stessa della fede. Penso a Il Cristo zen, di Raul Montanari (Indiana Editore, 2011), opera che accosta temi e passi della tradizione cristiana e di quella del buddhismo zen, dopo un’illuminante introduzione sulle varie scuole della spiritualità orientale. Leggi il seguito di questo post »

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“Nomen omen”, di Fabrizio Centofanti

Pubblicato da giovanniag su marzo 13, 2012

È da poco uscito, con Photocity Edizioni, il volume poetico di Fabrizio Centofanti dal titolo Nomen omen, del quale  riportiamo qui l’introduzione del Prof. Giuseppe Panella.

Giuseppe Panella

NOMINA SUNT CONSEQUENTIA RERUM.
La poesia di Fabrizio Centofanti

«La frase Nomen omen (o al plurale nomina sunt omina) è una locuzione latina che, tradotta letteralmente, significa “il nome è un presagio”, “un nome un destino”, “il destino nel nome” e deriva dalla credenza dei Romani che nel nome della persona fosse indicato il suo destino»
(dalla voce di WIKIPEDIA)

1. Tutto l’amore del mondo

Dopo la saggistica accademica (un libro su Calvino ateo ma affascinato da una possibile trascendenza “negata”, un saggio sulla poesia di Rebora), dopo gli scritti narrativi (in particolare una raccolta di osservazioni, aforismi e riflessioni su umano e divino), dopo la scrittura narrativa, Fabrizio Centofanti adesso approda alla poesia.
Sono testi redatti nel corso degli anni, legati spesso all’attualità del presente (eventi che collegano la contemporaneità alle sue radici profonde), attraversati dal desiderio di rendere conto della condizione umana nel suo rapporto con il trascendente e il suo mistero.
La poesia di Centofanti è sobria, con un lessico schietto e preciso, fatto di osservazioni spesso minute ma sempre con un tempo largo di apertura al futuro in cui speranza e carità si mescolano, si integrano, si ritrovano nelle azioni degli uomini e della loro (spesso) incomprensibile condotta.
Questa speranza e questa fiducia in un sogno di redenzione possibile sono giustificate dal fatto che tutte le poesie di questo libro, il primo scritto da Fabrizio Centofanti sotto veste di poeta lirico, sono poesie d’amore. Amore sacro e amore profano nelle sue liriche si intrecciano in un unico slancio amoroso nei confronto del mondo – non solo Dio, non solo ciò che va oltre il mondo ma anche (e soprattutto) le sue creature e le sue espressioni nella vita. L’uomo poeta non rifiuta nulla della realtà che gli passa sotto gli occhi di pastore d’anime. Leggi il seguito di questo post »

Pubblicato in: Editoria, Fabrizio Centofanti, Giuseppe Panella, libri, Poesia | Contrassegnato da tag: , , , , | 28 Commenti »

 
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