di Federica Imbriani
da Flaneri.com
Quello della “letteratura animale” è un genere che nella storia della nostra cultura ha avuto rappresentanti davvero illustri, tra tutti ricordiamo il George Orwell de La fattoria degli animali e Natsume Sōseki con Io sono un gatto. Della collana ZOO ||| Scritture animali, forse creata immaginando di inserirsi in questo ricco filone, vi abbiamo parlato qui.
L’undicesimo titolo della collana è La ricerca del legname di Marino Magliani, che dedica il proprio talento ai topi proponendo un racconto che è tutt’altro che una fiaba, e che si inserisce come un piccolo e particolarmente ben riuscito esercizio di stile, da un lato, nel novero delle opere che hanno come protagonisti i negletti roditori, si ricordino Maus: A Survivor’s Tale, graphic novel di Art Spiegelman, e Firmino di Sam Savage, e, dall’altro, nel genere hard boiled più classico di Raymond Chandler e Dashiel Hammet.
Fernando è un investigatore privato, ex poliziotto e, per inciso, topo di fogna. L’universo nel quale si svolge la sua vita è marcio e buio, ma Fernando ha gli strumenti per sopravvivere, per sentirsi a suo agio tra strade e quartieri che hanno tutto di umano, e, soprattutto per indagare, seguire le tracce, per inseguire Rudy, un trafficante di pregiatissimo legname, la cui ricerca gli viene affidata da una mater dolorosa che risalta vividamente nonostante le siano dedicati solo pochi tratti di penna. Cercando inutilmente conforto dall’ombra di Pepe El Tira, già collega e maestro in polizia e ora mito assente, il protagonista intraprende una ricerca che lo porterà dapprima al Tombino, soglia tra il noto mondo di sotto, e lo sconosciuto e luminoso mondo di sopra, e poi fino ai limiti anche di quest’ultimo, dove i riferimenti sono tutti invertiti. Continua a leggere














