La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

  • Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.

Archivio per la categoria ‘Pensiero’

Quale futuro? Il punto sulla fantascienza italiana

Pubblicato da giovanniag su aprile 24, 2012

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

Da Postpopuli.it

Dario Tonani (da blog.librimondadori.it)

Al Fanta Festival MoHole, lo scorso 31 marzo, a Milano, ho assistito a un interessantissimo panel sul tema Visioni e vapori di un rugginoso futuro, con protagonisti gli scrittori Dario Tonani (una delle voci di maggior spicco della fantascienza italiana) e Giovanni De Matteo (già vincitore del Premio Urania e co-fondatore del movimento connettivista, nonché estensore del suo manifesto), nonché Franco Brambilla, illustratore della celeberrima collana fantascientifica di Mondadori “Urania”. Brillante moderatore dell’incontro, Mario Gazzola, che ha organizzato questo festival ed è lui stesso uno scrittore aderente al Connettivismo (e fondatore del sito posthuman.it). Leggi il seguito di questo post »

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Nuovo realismo, vecchi razzismi, di Leonardo Caffo

Pubblicato da Andrea Sartori su dicembre 29, 2011

Parliamo di razzismo: ma prendiamola larga. In un articolo di Repubblica dell’otto Agosto scorso – Maurizio Ferraris, docente di filosofia presso l’Università di Torino – proponeva un ritorno al pensiero forte in opposizione, ovviamente, a quello debole di cui si è fatto portatore il postmodernismo sostenuto ad esempio da Vattimo, sempre della stessa Università. Coinvolgendo la stampa nazionale, ed internazionale, in quello che di solito potrebbe sembrare un problema trincerato dietro le mura delle accademie, Ferraris scatena una reazione a macchia d’olio su tutti i maggiori quotidiani da parte di autorevoli filosofi e critici che, dalle barricate di Micro Mega, Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera, ecc., rispondono a suon di tecnicismi, visioni filosofiche diverse, o solidali a quella di Ferraris. Ma perché tutto questo interesse per un dibattito filosofico sui maggiori media nazionali? Leggi il seguito di questo post »

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PASSAGGIO AL COMUNISMO (3/3). Saggio di Antonino Contiliano

Pubblicato da francesco sasso su dicembre 9, 2011

Passaggio al comunismo (parte III)

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di Antonino Contiliano

La causa scatenante delle crisi rimane tuttavia la stessa: i profitti, le rendite e le perdite che non combaciamo mai con le aspettative onnivore del capitale. Il pericolo globale oggi è costituito più che da fenomeni di scarsità o di offerta da un eccesso di mercato che cortocircuita produttività e creatività immateriale. Praticamente illimitato e al tempo stesso impastoiato, il mondo della nuova economia capitalistica, che non ha dismesso le vecchie forme, produce potenza e impotenza, propria e altrui. La potenza dei flussi del mercato, nonostante la pratica (attuale) dell’indebitamento dei soggetti (privati e pubblici), si blocca per saturazione e insolvenza dell’offerta. Dall’altro, poiché deve fare in modo che l’autonomo potere creativo della ricchezza – che le rimane esterno in quanto coincide con la persona stessa dei produttori (prosumers) e la loro libera cooperazione gruppale e collettiva –, non abbia il sopravvento, negando completamente il mercato liberista con l’avvio del comunismo – l’abolizione totale della proprietà individuale (come valore e merito) per la giustizia e l’eguaglianza radicale –, rimane impigliato nell’impossibilità di dominare le stesse biforcazioni conflittuali che animano la creatività polimorfa dell’economia del simbolico e dei linguaggi.

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PASSAGGIO AL COMUNISMO (2/3). Saggio di Antonino Contiliano

Pubblicato da francesco sasso su dicembre 7, 2011

Passaggio al comunismo (parte II)

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di Antonino Contiliano

Ogni crisi capitalistica, fin dalle origini del sorgere dell’economia di scambio e di mercato, e fuori ogni dubbio, ha messo alla prova, oltre che le classi soggette, la tenuta della sua stessa verità di “capitale” e capacità di valorizzazione astratta: il presunto equivalente “valore” generale che ha trovato corpo nel denaro e nelle sue misure quantitative diseguali. La quantità di denaro cioè che dovrebbe compensare il tempo di lavoro necessario e/o di vita dei lavoratori (investito nella produzione e per la produttività) da un lato, e dall’altro per realizzare ricchezza, rendite e profitti come diritto esclusivo del capitalista. Una ricchezza però che, fra conflitti sociali e contraddizioni non risolte, è prodotta solamente dalla “potenza” della creatività del lavoro vivo del lavoratore e delle lavoratrici. I produttori sottoposti a contratti ingiusti e ineguali, e contratti che impongono agli stessi di frammentare con la quantificazione la loro stessa unità psicofisica, dividere la stessa attività lavorativa in parti e comparti parcellizzati per poi obbligare a una cooperazione secondo un’organizzazione collettiva che sfugge al loro controllo diretto. Per cui la disalienazione, paradossalmente, deve passare attraverso l’alienazione e un’oggettivazione che reifica il loro esser-ci rapporto sociale, mentre umanizza invece le cose. In questo contesto il lavoro, infatti, pur essendo una attività di relazione unitaria e complessa, viene parcellizzato in mansioni separate, come le cose e le altre individualità, per poi essere socializzato in forma di cooperazione gerarchizzata sfruttata.

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PASSAGGIO AL COMUNISMO (1/3). Saggio di Antonino Contiliano

Pubblicato da francesco sasso su dicembre 5, 2011

Disculpen la molestias, esto es una revolución.

Sub Comandante Marcos

Perché ogni epoca sogna la successiva, ma sognando urge al risveglio.

Walter Benjamin

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Passaggio al comunismo (parte I)

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di Antonino Contiliano

Lo stato e i governi – soprattutto nel mondo nord-americano-occidentale –, dopo essere stati privatizzati, tra la fine del XX e il primo decennio del XXI, dall’impresa, dal privato e dall’economia di mercato liberal-liberista del “pensiero unico”, ritornano ad essere invocati quali finanziatori e salvatori delle fraudolente bancarotte capitalistiche e delle sue crisi strutturali. Le classi egemoni della vecchia e della nuova economia della deregulation, che hanno imposto lo smantellamento del welfare state sociale, ora lo invocano per se stessi e il proprio sistema che è andato in fibrillazione e messo in pericolo lo sviluppo di crescite ulteriori.

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La dimensione etica e sociale nel pensiero di Luigi Sturzo

Pubblicato da fabrizio centofanti su ottobre 30, 2011

di Adelio Valsecchi

Viviamo nell’era della volatilità. Sembra che tutto evapori investiti come siamo dai miasmi provenienti da alcune aree della società che rendono l’uomo refrattario ad ogni incoativo slancio verso il meglio. Viviamo immersi in un tessuto sociale liquido perché la roccia su cui si fondava la compagine umana si è fusa al calore di un senso del vivere egotistico e dissociativo. Leggi il seguito di questo post »

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Il cantico dell’essere

Pubblicato da lapoesiaelospirito su settembre 30, 2011

(Il connubio fra la verità del soggetto e la verità dell’ essere)

di Adelio Valsecchi

Abitiamo un mondo e viviamo in una cultura dove si sono insinuati sentimenti di delusione verso la nostra intelligenza. Ci troviamo nelle condizioni di un segugio che non è più in grado di seguire la scia olfattiva della sua preda. E così l’uomo disorientato si abbandona all’inettitudine e vive il suo presente nell’inerzia del pensiero. In continua frenata. Come se avesse paura di vivere. Talvolta è confinato dalle consuetudini del tempo ai margini della vita, abbagliato dalla cultura dell’apparire, per incorrere poi in una sorta di regressione l’intellettiva. Negli anni ’60 era ammesso fra i precursori della civiltà Prometeo, autore del furto del fuoco agli dei, simbolo del primato del fare sull’essere. Il profeta degli anni ’70 era invece Sisifo condannato alla fatica inutile di spingere un masso fino alla vetta di una montagna per poi rotolare a valle. Egli era l’archetipo emblematico del pensiero negativo, del pensiero debole. Leggi il seguito di questo post »

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Per una rinascita del “Pensiero”

Pubblicato da fabrizio centofanti su settembre 1, 2011

di Adelio Valsecchi

La vita del “Pensiero” è sempre stata impervia nel suo snodarsi lungo i secoli e sebbene abbia raggiunto altissimi vertici nella letteratura, nell’arte, nella poesia, nella musica, nella scienza, si è sfaldata, è diventata una retorica invenzione, un accessorio, là dove la ragione vuol riflettere su se stessa, sulle sue origini, i suoi confini; vuole comprendere la realtà in un orizzonte antropologico oggettivo, tentando di coglierne il senso. Che la filosofia abbia smarrito il suo ruolo? Che l’uomo abbia perso il suo istinto ingegnoso nel risollevarsi e ricomporre una società inebetita dall’improntitudine e dall’ignavia? Leggi il seguito di questo post »

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Il villaggio. A 100 anni dalla nascita di Marshall McLuhan

Pubblicato da robertoplevano su luglio 24, 2011

di
Paolo Vidali



ANNIVERSARIO. A 100 anni dalla nascita, lo studioso della comunicazione si conferma profetico: ha rivelato come i mass media possono plasmare la società.
Marshall McLuhan ha creato definizioni ormai gergali dell’era attuale. Il mezzo è il messaggio: prima la tv e ora internet hanno cambiato il nostro modo di vivere globale.

Un po’ filosofo, ma anche linguista, sociologo, tecnologo, Marshall McLuhan, che oggi compirebbe cent’anni, fu personaggio eclettico, sfuggente agli schemi, creativo fino all’irrisione. McLuhan ha compreso il nostro tempo con una lucidità profetica. Fulminante inventiva teorica, ma anche attenzione a un oggetto prima disdegnato dagli intellettuali: i mass media. Mettere al centro il modo del comunicare, e in particolare quello della comunicazione alle masse, è stata la sua intuizione fondamentale. Ma non l’unica. Sono sue alcune immagini così felici da essere diventate gergali. Una delle più note è il villaggio globale, inteso come un sistema di vita e comunicazione in cui lo spazio si è ristretto, mettendo a portata di mano eventi e soggetti. Abbiamo assimilato a tal punto questa immagine da non accorgerci più della sua contraddizione: non può esistere un villaggio globale. O, se esiste, ciò avviene perché l’esperienza che facciamo degli altri attraverso i mass-media è talmente impoverita da poter diventare globale. Ma cosa rimane, al di là della chiacchiera, della conoscenza reciproca di chi abita lo stesso villaggio?
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L’area di Broca N. 92 – 93 LUGLIO 2010 – GIUGNO 2011 Viaggi

Pubblicato da nadiaagustoni su luglio 21, 2011

L’area di Broca N. 92 – 93
LUGLIO 2010 – GIUGNO 2011
Viaggi

E’ uscito il numero 92 – 93 de L’area di Broca semestrale di letteratura e conoscenza (già Salvo imprevisti), numero dedicato al tema “Viaggi” in ogni accezione possibile, dai viaggi per il mondo a quello immaginari. Oltre ai redattori della rivista diretta da Mariella Bettarini, molti gli autori presenti e tra gli altri Cristina Annino, Laura Leoni, Stelvio Di Spigno, Carmen Grattacaso, Leopoldo Attolico, Aldo Roda e Mirko Ducceschi.
Un folto numero di pagine è dedicato ad “autori e autrici di Dresda” e a firma di Mariella Bettarini è il bel ricordo di Luigi Di Ruscio che della rivista, fin dall’inizio, fu amico e collaboratore. (N.A.) Leggi il seguito di questo post »

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UN SENSO DI MERAVIGLIA NASCOSTO: intervista a Lukha Kremo Baroncinij

Pubblicato da giovanniag su luglio 20, 2011

di Roberto Sturm

(da Carmilla)

Lukha Kremo Baroncinij è un nome molto conosciuto all’interno della letteratura di genere, sia come editore che come autore. Ha fondato, nel 1995, la Casa Editrice Kipple, specializzata in fantascienza e fantasy ma non solo. Artista poliedrico, che spazia in diversi campi artistici, Baroncinij è uno dei protagonisti del Connettivismo. Da cui mi piacerebbe partire per questa intervista.

- L’antologia Avanguardie Futuro Oscuro (AFO) è stata una piacevole sorpresa, con testi di una qualità superiore, sia come stile che come contenuti. Secondo te può essere considerata il manifesto del Connettivismo di casa nostra? E come definiresti il Connettivismo stesso?

Definizioni di Connettivismo ne abbiamo date diverse, una potrebbe essere: un movimento letterario-artistico (quindi principalmente letterario che si applica anche in altre discipline artistiche) che predilige tematiche-limite (poco conosciute, poco esplorate, poco definite) comunque legate alla realtà, con un linguaggio innovativo. Per il momento sono prevalsi temi scientifici (con stili e linguaggi attinti dalla fantascienza), come la meccanica quantistica, le nuove teorie fisiche, la genetica, l’esobiologia, ma ci sono anche temi legati alla sfera culturale, come religioni oscure, archeologia segreta. Esiste anche un elemento olistico e spirituale (che si evince anche dalla data di fondazione del movimento: il solstizio d’inverno), ma che cerca di non sfociare nel cospirazionismo di mestiere. AFO può essere considerato il manifesto dei Connettivisti, che preferisco chiamare con questa sineddoche (i singoli elementi che identificano il gruppo) per il suo carattere di gruppo senza direttive precise e con forti individualità al proprio interno. Leggi il seguito di questo post »

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I connettivisti, l’avanguardia italiana

Pubblicato da giovanniag su luglio 11, 2011

Dal Blog “Poesia“, a cura di Luigia Sorrentino, sul sito di Rai News 24

Introduzione e conclusione di Giovanni Agnoloni

“Il Connettivismo è la nuova avanguardia italiana, e forse l’unico vero movimento letterario (e non solo) presente in questo momento nel nostro paese. Si tratta di una realtà formata da scrittori che si riconoscono in un manifesto (http://www.next-station.org/nxt-ex-1.shtml) che non li costringe, ma nel quale confluiscono spontaneamente. È nata a fine 2004 da un progetto di Sandro Battisti, Giovanni De Matteo e Marco Milani. Corrente letteraria originariamente rientrante nell’alveo della fantascienza, ha da poco vinto, con la rivista NeXt (http://hyperhouse.wordpress.com/connettivismo/next), il Premio Italia 2011 come miglior rivista non professionale, ed è cresciuta stagione dopo stagione, passando per i Premi Urania di Giovanni De Matteo (2006, con Sezione π², ed. Mondadori-Urania) e Francesco Verso (2008, con E-DOLL, ed. Mondadori-Urania) e per una serie di antologie a più voci (Supernova Express, Frammenti di una rosa quantica e A.F.O. – Avanguardie Futuro Oscuro, successivamente uscite con Ferrara, Edizioni Diversa Sintonia e Kipple Officina Libraria), nonché per la ricca serie di numeri di NeXt, culminata nella recente antologia SuperNeXt (ed. Kipple Officina Libraria, 2011) – senza dimenticare le due “case virtuali” del movimento, i due siti www.next-station.org e http://hyperhouse.wordpress.com. Leggi il seguito di questo post »

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Perché la stupidità umana non torni più a pensare

Pubblicato da fabrizio centofanti su giugno 19, 2011

(dall‘ individualismo all’etica della responsabilità)

di Adelio Valsecchi

Il nostro tempo è caratterizzato dal venir meno di criteri etici culturalmente condivisi.

La secolarizzazione che ha dilagato nel XX secolo, è l’erede fedele di un vorticoso cambiamento sociale, politico e culturale. Nel suo dinamismo ha travalicato quei valori che nel bene e nel male, hanno costituito i paradigmi della moderna civiltà, lasciando nell’uomo la malaugurata convinzione di essere misura di se stesso. Leggi il seguito di questo post »

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L’”Italo Calvino” di Fabrizio Centofanti al Gabinetto Vieusseux

Pubblicato da giovanniag su giugno 19, 2011

Lunedì 20 giugno, alle ore 15:30, a Palazzo Strozzi, in Sala Ferri, Via Strozzi 1, Firenze, si terrà un seminario del Centro Romantico del Gabinetto Vieusseux sul saggio di Fabrizio Centofanti “Italo Calvino – Una trascendenza mancata (ed. Clinamen, 2011). Introdurrà Giovanni Agnoloni e presenterà il Prof. Giuseppe Panella.

L’opera contiene un affascinante percorso alla scoperta del “limite” della razionalità calviniana, di quella “zona d’ombra”, o forse “di luce”, in cui la componente intuitiva e trascendente dell’essere umano sembra affacciarsi, minacciosa e insieme foriera di promesse. Un’interessantissima lettura in controluce, che il fondatore di “La Poesia e lo Spirito” conduce con un stile suadente e coinvolgente.

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“I diari di Rubha Hunish”, di Davide Sapienza – Recensione e presentazioni

Pubblicato da giovanniag su giugno 14, 2011

Testo introduttivo e recensione di Giovanni Agnoloni

Davide Sapienza è riuscito con un libro che entra nelle ossa e nel respiro. Lo sta presentando ancora in queste settimane. Prima di passare alla recensione, due dei prossimi appuntamenti in cui ne parlerà:

- sabato 18 giugno alle 11.30 al Circolo Arcibellezza, in occasione del dibattito Terra incognita: Incontro su viaggio e letteratura, con Gianni Biondillo, Francesca Matteoni e Filippo Tuena, nell’ambito della seconda Festa di Nazione Indiana;

- venerdì 22 luglio alle 21.00, a Bormio, nell’ambito del Festival della Cultura di Montagna intitolato La Magnifica Terra e organizzato da Alpinia.net e dai Comuni di Bormio e Valdisotto (SO), in Alta Valtellina, con Filippo Zolezzi come moderatore. Per maggiori informazioni su questi e altri incontri, v. il sito di Davide Sapienza.

Davide Sapienza, I Diari di Rubha Hunish

Galaad Edizioni, 2011

Una raccolta di racconti? No. Un romanzo? Neanche. Un mémoir di viaggio? Forse.
Ingabbiare I Diari di Rubha Hunish di Davide Sapienza (riedito da Galaad in una versione integrata con nuovi, bellissimi scritti) in una definizione di genere è impossibile. La sua parola d’ordine è “flusso”. Di coscienza e di luoghi. E soprattutto di risonanza tra l’intimo dell’animo del narratore e il mondo. Leggi il seguito di questo post »

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Il destino della scrittura e la nascita di un mito letterario: “Gli Inklings”

Pubblicato da giovanniag su maggio 12, 2011

Recensione di Giuseppe Panella

Humphrey Carpenter, Gli Inklings. C. S. Lewis, J. R. R. Tolkien, Charles Williams e i loro amici (trad. it. di M.E. Ruggerini) (Genova-Milano, Marietti 1820, 2011 – Collana “Tolkien e dintorni”)

C’erano una volta (tra gli anni Trenta e i Quaranta) gli Inklings, scrittori-professori-teologi e cultori della letteratura di genere: quasi tutti insegnavano al Magdalen College di Oxford, o a Oxford vivevano, come Charles Williams. Avrebbero scritto romanzi memorabili per i loro caratteri innovativi all’interno del genere da loro scelto non tanto per la qualità delle vicende raccontate quanto per l’innovazione profonda da essi apportate alla lingua inglese e al modello narrativo adottato. Tolkien diventerà famoso principalmente per Lo Hobbit del 1937, inizialmente concepito come un racconto per bambini, e soprattutto per il suo colossale seguito, Il Signore degli Anelli (1954-1955). Leggi il seguito di questo post »

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Presentazione di “Tolkien e Bach” di Giovanni Agnoloni

Pubblicato da mmagliani su aprile 25, 2011

Mercoledì 27 aprile alle ore 18,00, a Firenze, presso il Pub Joshua Tree, in Via della Scala 37/r, si terrà la presentazione del libro di Giovanni Agnoloni “Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori” (Galaad Edizioni).

Introdurrà il Prof. Giuseppe Panella, critico letterario e docente presso la Scuola Normale di Pisa. Leggi il seguito di questo post »

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In uscita “Tolkien e Bach” di Giovanni Agnoloni (ed. Galaad)

Pubblicato da mmagliani su marzo 31, 2011

Giovanni Agnoloni

Tolkien e Bach

Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori

(Galaad Edizioni, 2 aprile 2011)

Un ponte tra letteratura, medicina olistica e spiritualità


Il 2 aprile arriva in libreria un saggio che rappresenta una novità assoluta a livello mondiale. Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori, di Giovanni Agnoloni (Galaad Edizioni; collanaAltrove”; € 13,00) è una ricerca che, per la prima volta, accosta le vite e le opere di John Ronald Reuel Tolkien, l’autore del celeberrimo Signore degli Anelli, ed Edward Bach, il medico inglese scopritore dei Fiori di Bach. Il saggio mira a evidenziare i sottili nessi, e l’efficacia liberatoria sul piano psicologico e spirituale, del Legendarium tolkieniano, confrontato con il meccanismo d’azione dei rimedi floriterapici del Dr. Bach, che nacque nello stesso villaggio in cui Tolkien trascorse un periodo della sua infanzia. Leggi il seguito di questo post »

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Forforismi [prima dello shampoo aiutano il cuoio capelluto a non detergersi troppo.]

Pubblicato da krauspenhaarf su marzo 29, 2011

di Franz Krauspenhaar

[Avvertenza: i forforismi sono 49 ma sono brevi e soprattutto abbastanza comprensibili. Sono numerati rigorosamente in successione. Potete usarli come freddure soprattutto in spiaggia d'estate; escluderei le località di Capalbio, Ventotene, o la Costa Smeralda - lì rischiate di passare per poeti dialettali. Meglio Bocca di Magra, nelle Cinque Terre, che almeno ha un'antica tradizione di villaggio di pescatori meta di grandi poeti del Novecento. Tanto per darci lustro sul passato. Accertatevi però che sia rimasto in vita qualche lettore e non ci siano solo pescatori col "bélin" sempre in bocca. Se citate il nome dell'autore, magari facendo lo spelling, sarà apprezzato, anche se a gratis. FK.]

1Non ce l’ho tanto con i cacciatori, quanto con le povere bestie che non hanno la forza necessaria per sbranarli

2Oggi sono così annoiato che gli sbadigli di tutto il mondo, appena si risveglieranno, probabilmente mi vorranno come testimonial.

3Lo spleen è il mio stato d’animo quando vuol darsi un contegno internazionale.

4La felicità è la sospensione involontaria di un giudizio.

5La noia è una nebbia dentro la quale si vede tutto.

6Non mi tapperanno mai la bocca. Al massimo, il naso.

7La pazienza non basta mai. Ma mai quanto l’impazienza.

8Sono il più grande poeta italiano fondente.

9Quando ti dicono: ‘Nessuno te l’ha chiesto!’, è venuto il momento del commiato.

10L’eleganza spesso è solo un camuffamento. Leggi il seguito di questo post »

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Eraldo Affinati, 150 anni nel corpo della lingua italiana

Pubblicato da lapoesiaelospirito su marzo 17, 2011



di Paolo Pegoraro

Nella lectio magistralis tenuta lo scorso 31 gennaio alla Sapienza di Roma, Luca Serianni constatò come – almeno per quanto riguarda la lingua – l’Unità d’Italia è un dato di fatto: oggi la quasi totalità dei cittadini italiani parla la stessa lingua. E la parlano con piena padronanza e la spontaneità «propria dei parlanti nativi» pure «coloro (purtroppo numerosi) che guardano con indifferenza o addirittura con ostilità all’imminente anniversario dell’Unità». La nostra letteratura ha svolto un compito imprescindibile nella formazione del parlato quotidiano, oggi segnato per lo più da neologismi televisivi e giornalistici, tanto che il Quirinale ha ritenuto opportuno esporre fino al 2 aprile i più importanti manoscritti autografi della nostra tradizione letteraria: dall’Orlando furioso di Ariosto alla La Gerusalemme conquistata del Tasso, dal Decamerone di Boccaccio ai Promessi Sposi di Manzoni, passando per L’Infinito di Leopardi. Leggi il seguito di questo post »

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