La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

Archive for the 'Pensiero' Category


LO STILE DELLA VITA COME ESPRESSIONE METAFISICA

Posted by emanuelegiordano on May 3, 2008

LO STILE DELLA VITA COME ESPRESSIONE METAFISICA

DALLE FORME DELLA VITA ALLE LEGGI FILOSOFICHE: LA DIREZIONE SEGUITA DA SIMMEL PER COSTRUIRE UNA STRADA VERSO LA VERITA’.

Simmel nel saggio su Rembrandt aveva contrapposto l’arte rembrandtiana, che coglie il processo per cui la vita si compone nella propria forma e affiora in essa con un “misterioso stupore”, all’arte classica, in cui l’idea platonica, come forma in sé compiuta e perfetta, domina sulla vita. Ho scelto di aprire lo scritto, dedicato al capitolo VI della Filosofia del denaro di Georg Simmel, citando questa frase, poiché in essa sono simbolicamente inscritte le due coordinate da cui partire per tracciare, sul grande grafico del pensiero contemporaneo, la figura cui corrisponde la sua riflessione sulla vita dell’uomo moderno e quindi, secondo il percorso del suo pensiero, sulla vita dell’uomo in generale, nei suoi più intrinseci significati. Read the rest of this entry »

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La conversione della chiesa

Posted by fabrizio centofanti on April 25, 2008

La conversione della chiesa
Essere cristiani nel tempo del ricominciamento

di Marco Guzzi

Interpretare i segni dei tempi per ripensare la formazione dell’uomo

Nell’intervento pubblicato nello scorso numero della Rivista abbiamo incominciato ad interpretare il nostro tempo come una singolarissima fase della storia del pianeta, in cui la modalità bellica di costruire l’identità (sessuale, politica, religiosa, e culturale) umana, contrapponendosi appunto polemica-mente all’altro da sé, si sta manifestando ad ogni livello come insostenibile. Questo processo costituisce una vera e propria svolta antropologica, in quanto finora tutte le civiltà e le religioni umane si sono definite e rafforzate nella loro identità proprio combattendo, perseguitando, ed escludendo le altre. Read the rest of this entry »

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Antropologia del mangiare 4

Posted by emanuelegiordano on April 23, 2008

Tornado alla rivoluzione alimentare avvenute nel Pleistocene, occorre tenere presente che in base alle ricerche e analisi che finora sono state compiute, l’Homo Ergaster nonostante già mangiasse carni di animali selvatici, introduceva poco grasso, in quanto questi animali selvatici avevano tessuti poveri di grassi. In questo tipo di situazione, la sintesi interna del grasso dipende esclusivamente dall’abbondanza degli zuccheri che biochimicamente possono trasformarsi in tessuto adiposo. Tuttavia in epoca pre-agricola la presenza di cibi ricchi di zuccheri era a sua volta scarsa. Le migrazioni inoltre hanno inserito questo Homo Ergaster in altri ambienti, e questa sua limitazione dietetica e metabolica è molto probabilmente divenuta un fattore molto negativo per la sua sopravvivenza a causa del ruolo fondamentale che i grassi (lipidi), grazie a due meccanismi differenti, hanno esercitato nell’evoluzione verso Homo Sapiens. Read the rest of this entry »

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Risposta a Vito Mancuso, di Andrea Ponso

Posted by fabrizio centofanti on April 15, 2008

LA RESURREZIONE E IL PROBLEMA DELL’ESSERE SACRAMENTALE.

“Credo che l’impresa di dare una spiegazione sia sbagliata già per il semplice
Motivo che basta comporre correttamente quel che si sa, senza aggiungervi
Altro, perché subito si produca da sé quel senso di soddisfazione che si ricerca
mediante la spiegazione. E qui non è affatto la spiegazione a renderci soddisfatti.”
(Ludwig Wittgenstein, Note sul “Ramo d’oro” di Frazer)

“Il nostro modo di riconoscerci eredi di una grande tradizione è meditare
Su ciò che essa esclude e che tuttavia è quello che la rende possibile.”
(L.M. Chauvet, Simbolo e sacramento. Una rilettura sacramentale dell’esistenza cristiana)

Nel suo intervento sull’evento pasquale di Cristo, apparso in questo sito dopo essere stato ospitato ne Il foglio di Giuliano Ferrara, il teologo Mancuso mette in campo una serie di problematiche di non poco conto e di particolare importanza, come del resto ha fatto con la recente e fortunata pubblicazione de L’anima e il suo destino nella collana di Raffaello Cortina diretta da Giulio Giorello. Read the rest of this entry »

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Antropologia del mangiare 3

Posted by emanuelegiordano on April 14, 2008

L’Homo Sapiens si distingue fra tutti i mammiferi per lo straordinario onnivorismo, che non ha eguali se si eccettuano, ma a distanza, l’orso bruno e il maiale. Questo è intanto un dato di fatto, che ha una sua Storia, un suo presente e sempre più un futuro, che proveremo brevemente a esaminare. Grazie a questa strategia alimentare molto varia e sempre più varia, è stato possibile per l’Uomo acquisire tutte le sostanze necessarie alle sue esigenze energetiche e strutturali facendo uso delle migliori fonti alimentari disponibili nell’ecosistema di origine e anche a partire da un certo momento della sua evoluzione adattandosi ad ecosistemi remoti. Read the rest of this entry »

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Ascolta, è già notte fonda… # 5

Posted by fmarotta on April 3, 2008

Jorge Luis Borges - I Teologi
(Tratto da L’Aleph, in Tutte le opere, Vol. I, Milano, Mondadori, I Meridiani, 1984, pp. 795-803, traduzione di Francesco Tentori Montalto)

Devastato il giardino, profanati i calici e gli altari, gli unni entrarono a cavallo nella biblioteca nel monastero e lacerarono i libri incomprensibili, li oltraggiarono e li dettero alle fiamme, temendo forse che le pagine accogliessero bestemmie contro il loro dio, che era una scimitarra di ferro. Bruciarono palinsesti e codici, ma nel cuore del rogo, tra la cenere, rimase quasi intatto il libro dodicesimo della Civitas Dei, dove si narra che Platone insegnò in Atene che, alla fine dei secoli, tutte le cose riacquisteranno il loro stato anteriore ed egli, in Atene, davanti allo stesso uditorio, insegnerà nuovamente tale dottrina. Read the rest of this entry »

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Antropologia del Mangiare 2

Posted by emanuelegiordano on April 3, 2008

Come mai è così complicato progettare ipotesi su che cosa e quanto dovrebbero mangiare gli esseri umani e raggiungere un accordo unanime? I problemi sono principalmente due. Read the rest of this entry »

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Antropologia del Mangiare

Posted by emanuelegiordano on March 31, 2008

Inizio con questo articolo, la pubblicazione di una serie di testi multidisciplinari miei e di altri autori, intorno alla complessa questione del cibo e dell’atto del nutrirsi. Il primo articolo che pubblico è un testo squisitamente filosofico di Derrida, preceduto da un breve introduzione di Tommaso Ariemma. Read the rest of this entry »

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Assurdo e sconveniente, di Mauro Pesce

Posted by mauropesce on March 24, 2008

La chiesa cattolica ha reintrodotto nella liturgia in latino del Venerdi santo una preghiera per la conversione degli Ebrei, che era stata melinata dalla riforma liturgica voluta dal concilio Vaticano II. Il fatto che questa preghiera sia fatta proprio il Venerdi santo, giorno della crocifissione di Gesù, sta a ribadire in modo indiretto ma chiarissimo che i colpevoli della morte di Gesù sono gli ebrei. Il contesto è fondamentale. Read the rest of this entry »

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COSA RESTA DEL 68? Quinta puntata: l’eclissi del padre

Posted by vbinaghi on March 20, 2008

DI FABIO BROTTO

Da “Brotture”

sedia

Che la figura del padre nel corso dell’ultimo secolo abbia subito un’eclissi nelle società occidentali è un’assoluta evidenza. L’aspetto forse più rilevante del mondo occidentale contemporaneo è il suo essere una società senza padre (La “società senza padre” preconizzata da Alexander Mitscherlich nel 1963). Nello stesso tempo, l’Occidente è il luogo in cui la liberazione del desiderio, resa possibile dallo svanire della figura repressiva del padre, è diventata il fondamento anche della struttura economica. Il sistema produttivo delle società tecnotroniche non reggerebbe se la spirale dei desideri crescenti subisse una qualche interruzione. Tutti, in linea di principio, devono poter credere che i loro desideri potranno essere prima o poi soddisfatti, almeno indirettamente o per via vicaria. Devono comunque pensare che i desideri abbiano il diritto di essere soddisfatti, e che siano tutti leciti, salvo isole di non permissione (il cui fondamento è però relativistico e quindi fragile e precario). Devono credere che la repressione del desiderio sia la fonte di ogni male. La pubblicità, che della società del libero scambio è l’anima, si basa su questa ideologia. Il desiderio, non il petrolio, è il carburante del sistema capitalistico contemporaneo. Sviluppo del capitalismo e caduta della figura del padre non stanno insieme per caso, ma per intima necessità.
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La Vita si alimenta della Vita

Posted by emanuelegiordano on March 20, 2008

Un persona che si recasse a Calcutta presso l’istituto di Sir Jagadish Bose tornerebbe da questo viaggio letteralmente sconvolto e con problemi di comprensione filosofica e di etica completamente rovesciati. All’ingresso dell’Istituto un bronzo di Sarasvati, dea protettrice delle arti e delle scienze.
L’istituto è immerso in mezzo a un habitat naturale di inimmaginabile bellezza. Ciò che fa meraviglia è l’immensità dei laboratori nei quali si affollano strani apparecchi di sorprendente sensibilità inventati da uno degli uomini più brillanti e geniali del novecento, Sir Jagadish Bose, nei confronti del quale rimase estasiato nientemeno che Sri Aurobindo. Read the rest of this entry »

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COSA RESTA DEL 68? Quarta puntata: libertari o libertini?

Posted by vbinaghi on March 18, 2008

DI CARLO GAMBESCIA
(Pubblicato col titolo: “Controcultura e 68″ in Metapolitics)

68

Il capitalismo, come ogni altro sistema storico, tende a generare al suo interno forme di cultura complementari (subculture), legate alla sua conservazione. Sotto l’aspetto sociologico la differenza tra l’ideologia capitalista e ad esempio quella imperiale romana, è nella diversa preminenza e forza del sottosistema economico. Che nel capitalismo, a differenza della Roma imperiale, esercita tuttora una funzione determinante. Di qui la stretta relazione, nella società capitalista, tra le subculture del consumo e le istituzioni economiche del mercato e del profitto.
Tuttavia, come ogni altro sistema storico, anche il capitalismo, ha generato per reazione controculture, volte a mettere in discussione i fondamenti del sistema. E questo è avvenuto, pur in forme e contenuti ideologici differenti, fin dalle sue origini. A partire dal luddismo per giungere alla cultura solidarista del welfare state, passando per il cattolicesimo sociale e corporativo, il comunismo, il fascismo e il nazionalsocialismo. Come a sua volta, per tornare al nostro esempio storico, l’ideologia imperiale romana, politeista, militare e schiavista, generò la controcultura cristiana, monoteista, antischiavista e pacifista. E dunque in linea di principio antisistemica (cioè sorvolando sui successivi e concreti sviluppi storici del cristianesimo).
Pertanto quando si parla del Sessantotto, occorre sempre distinguere tra la sua valenza controculturale, in termini di critica sistemica economica e sociale del capitalismo e la sua “cultura”, sovrastrutturale, dei diritti civili, facilmente tradottasi nelle successive subculture del consumo, anche “giovaniliste”, interne al sistema, e perciò funzionali al sistema stesso. Mai confondere la prima con la seconda.
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Etica della prosa (sulla responsabilità dello stile)

Posted by fabrizio centofanti on March 14, 2008

di Beppe Sebaste

Un anno fa, mentre collaboravo con l’artista Christian Boltanski alla progettazione e realizzazione del Museo per la memoria di Ustica a Bologna, facemmo visita al deposito in cui dentro a scatole di cartone si conservavano gli oggetti, sommersi e salvati, appartenuti ai passeggeri del Dc9. Boltanski e io, turbati, le chiudemmo subito: troppa vita, e troppo nuda; troppa sensibilità in quegli oggetti che occorreva sottrarre allo sguardo, non confondere con la profanazione della finzione e dell’arte. Poi tutto si è precisato: gli oggetti appartenuti ai passeggeri del Dc9, che il museo conserva, sono riposti in scatole nere di diverse grandezze che costeggiano il relitto dell’aereo. Li abbiamo inventariati in un libro, con fotografie piccole, un po’ sfuocate e in bianco e nero, precedute da un mio testo in forma quasi di elenco - poiché elencare significa anche accusare, e anche una litania e un rosario sono elenchi. I visitatori ascoltano, sulla balaustra che gira intorno al relitto, mentre si riflettono in specchi anneriti., voci che sussurrano pensieri ordinari e banali di viaggiatori comuni, [[fantasmi come tutti noi, su un aereo estivo in volo da Bologna a Palermo. Parole universali come i volti del prossimo, come le foto degli oggetti – vestiti, pinne, oggetti da bagno, borsette - ignoti e famigliari. Read the rest of this entry »

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COSA RESTA DEL ‘68? Terza puntata: la borghesia dei reduci

Posted by vbinaghi on March 13, 2008

DI ALESSANDRO BERTANTE
(Da: “Contro il ‘68″, Agenzia X)

lerner

Il Partito socialista fu il traghettatore perfetto per tutti quegli studenti borghesi che, esaurita la carica contestataria, si preparavano a occupare i posti per i quali avevano studiato. Di fatto il Sessantotto studentesco fece da levatrice per la nascita di una nuova classe dirigente, più moderna e spregiudicata. (…)
La crisi culturale della borghesia italiana come ceto trainante delle trasformazioni sociali è l’autentica eredità del Sessantotto studentesco. Non poteva essere altrimenti. Contestando la propria classe di appartenenza senza la determinazione e la tenacia di una lotta veramente antagonista, i sessantottini hanno dato vita a un’estetica rivoluzionaria ingannevole, un insieme di comportamenti anticonformisti, pose e stereotipi politici ancora oggi piuttosto diffusi e riproposti con orgoglio.
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COSA RESTA DEL ‘68? Seconda puntata: lo Stato femminardo

Posted by vbinaghi on March 8, 2008

leviatano

Care signore e signorine di LPELS, questo è il regalo della vostra pecora nera per l’8 marzo. E’ una lettera aperta a un gruppo di donne parlamentari: leggete fino alla fine, non è il solito agente della reazione, il mittente è in fondo al testo e vi stupirà

(…) In qualunque sede istituzionale, mediatica e salottiera, vi adoperate a propugnare l’immagine di una donna sempre vittima dell’onnipotenza e del dominio maschile, incapace di qualsivoglia difesa, debole economicamente, fragile emotivamente, bisognosa di costante sostegno.
Un’icona. Funzionale a chi si è fatto paladino del riscatto femminile propinando l’opportuna “protezione” in cambio di voti e potere. Ed ha quindi scalato, negli anni, buona parte di quei settori parlamentari, giudiziari, cultural-scientifici, della pubblica amministrazione e mediatici, appropriati a tale scopo. Utilizzandoli al meglio.
Cosicché al patriarcato - che della donna rappresentava la medesima immagine di debolezza, arrogandosi la tutela - si è sostituita la sorellanza del cosiddetto “branco rosa” burocratizzato.
Che facendosi interprete della persistente oppressione femminile e del necessario affrancamento, si è illuso di poter stendere a tappeto il controllo politico/elettorale sull’altra metà del cielo. Nell’intento di modificare la società, a cominciare dalla famiglia, nella direzione dei superiori valori femminili.
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COSA RESTA DEL ‘68? - Prima puntata: la scuola - di V. Binaghi

Posted by vbinaghi on February 29, 2008

scuola

E’ di moda criticare il ‘68, ci dicono: ma non è mica tutto da buttare. Daccordissimo.
Infatti credo che gli anni Sessanta abbiano espresso istanze di genuino e democratico rinnovamento, che però, soprattutto in Italia, sono state quasi subito fagocitate da una sinistra fondamentalmente statalista e giacobina, che ha barattato l’emancipazione delle menti con la burocrazia dei diritti: risultato, l’istruzione dequalificata e obbligatoria.
Perfino dalla pedagogia di don Milani, che era uno straordinario maestro, capace di rimotivare e e ristrutturare i percorsi educativi di chi veniva scartato dalla scuola borghese, si è preso solo quel che si voleva prendere: la difesa delle pari opportunità, senza lo stile educativo, fondato sul personalismo cristiano e non su un astratto ugualitarismo.
Risultato? Il famoso Gianni (”che non va più in chiesa, nè alla sezione di nessun partito. Va in officina e spazza. Nelle ore libere segue le mode come un burattino obbediente. Il sabato a ballare, la domenica allo stadio”) all’epoca era il ritratto di uno che non andava a scuola, oggi è quello di un diplomato medio delle superiori.
Eppure istanze antiburocratiche e antiautoritarie furono sollevate all’epoca, contro il sistema dell’istruzione pubblica, e le tre voci che ho raccolto qui non sono tra le meno importanti.
Cosa resta di tutto questo, che forse dell’effervescenza di quegli anni era la parte migliore?
Poco, direi, visto che, proprio grazie alle generazioni di politici e sindacalisti italiani partorite dal ‘68 la scuola è diventata il diplomificio che è, gl’insegnanti gl’impiegatucci che sono, il sapere la ratifica della cultura dominante, orfano di qualsiasi autentico spirito di ricerca.
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FERRARA, MOZZI E LE MUTANDE ARCOBALENO di V. Binaghi

Posted by vbinaghi on February 19, 2008

mozzi giulio

Al voto! Al voto! Le sirene cercano di ringalluzzire il cadavere del corpo elettorale come una cocotte da trivio ottocentesco si dà da fare intorno al mollusco del vecchio nobiluomo, ma non incantano più nessuno, perchè quello che ci aspetta in cabina elettorale, è fin troppo chiaro. Sbobba bicolore di centro, sostanziale adesione alle necessità del capitalismo avanzato con un paio di eccezioni: a destra quelli che sono ancora al saluto romano, a sinistra quelli che hanno lasciato la stinta camicia garibaldina per indossare mutande arcobaleno.
Ma - direte - c’è Ferrara con la moratoria sull’aborto, e quella lista (si farà non si farà) che sembra movimentare la campagna elettorale. Eh, già.
Mentre le donne giustamente s’indignano per chi vuole portare il corpo femminile ad essere luogo di contrattazione e scontro politico, un po’ meno giustamente si cade nel trappolone teo-con accusando di questa offensiva la Chiesa o i cattolici in quanto tali. E allora ecco che su Nazione Indiana (che non è ancora una riserva delle mutande arcobaleno, ma è un buon punto di osservazione) Andrea Inglese sfodera l’ennesimo sermone da seminarista dell’ateismo militante, mentre Sparzani ridisotterra la mummia di Giordano Bruno.
Qualcuno però fa osservare che tra queste strumentalizzazioni politiche e l’essere credenti ci passa notevole differenza. Giulio Mozzi, per esempio, scrive in un commento su NI:
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La rivincita delle mistiche cristiane

Posted by emanuelegiordano on February 12, 2008

di SILVIA RONCHEY

Mai come in questo periodo di opposti integralismi un nuovo medioevo sembra avere calato le sue tenebre su quella che fino a poco tempo fa non si dubitava fosse l’unica definitiva conquista del Novecento: l’emancipazione femminile. Mai come in questo periodo i pronunciamenti delle autorità religiose hanno colpito la donna: in particolare quelli provenienti dalla Chiesa cristiana, che pure dovrebbe essere interprete e anzi ispiratrice di quella che chiamiamo civiltà occidentale. I fondamentalisti cattolici tentano di rimettere in discussione l’autonomia della donna in più sfere della sua vita, la sua libertà di scelta e perfino il suo diritto all’habeas corpus. Affermazioni strumentalmente amplificate dai media e assecondate anche da esponenti della scienza, come i primari romani firmatari della petizione di diritto dei medici a decidere sul feto contro la volontà della madre, malgrado le obiezioni degli esperti di bioetica sull’impossibilità di escludere i genitori dalla decisione sul proprio figlio. Read the rest of this entry »

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L’UOMO E I SUOI RITI di Valter Binaghi

Posted by vbinaghi on February 7, 2008

focolare

Dedico questo testo a Mario Pandiani, perchè nasce come riflessione a margine di un suo precedente intervento su LPELS

In un thread precedente, (una polemica sulla realtà storica di Gesù Cristo e le eventuali manipolazioni fattene dalla tradizione ecclesiastica), Mario Pandiani ha scritto:
“Io penso che la vera ricerca storica, effettuata con criteri di rigore filologico e antropologico che potrebbe dare dei risultati realmente interessanti oltre a ristabilire alcuni punti fermi sulla natura stessa della chiesa e delle sue espressioni dogmatiche, sarebbe lo studio approfondito della liturgia. Perchè? perchè nella forma liturgica trovano posto i fondamenti e l’economia della vita cristiana. E soprattutto è con le riforme liturgiche che si sono operate le modificazioni più profonde e anche più dolorose all’interno della chiesa, perchè è dalla vita liturgica che la chiesa trae la sua stessa vita e non dall’esegesi dei testi, non è infatti con la Bibbia che si fa una chiesa.”
Vorrei provare a dare a queste parole un senso più esteso, mostrando come ciò che Pandiani dice del cristianesimo vale per l’insieme delle culture umane, a prescindere dalla fede religiosa o dagli ideali civili che le dominano.
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DIMENSIONI SPIRITUALI DELLA CRISI AMBIENTALE

Posted by vbinaghi on February 2, 2008

di Seyyed Hossein Nasr

(Da: The Ecologist)

natura

L’umanità moderna ha abbandonato quello che è sempre stato un principio fondamentale delle concezioni tradizionali del mondo. Il Tao dell’antica Cina, il r’ta e il dharma delle tradizioni indù e buddhista, il nomos degli antichi greci, la shari’ah del mondo islamico – tutti questi differenti concetti designano la stessa realtà. Essi, infatti, si riferiscono all’“ordine” che governa l’umanità e la natura, da cui deriva il termine moderno cosmos che significa letteralmente sia ordine che bellezza. Così, nomos in greco non designava soltanto le leggi che reggono i movimenti dei pianeti, ma anche le leggi che reggono la vita umana, e dunque le leggi secondo le quali il saggio dovrebbe vivere.
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