La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

Archive for the 'Poesia' Category


Camillo Sbarbaro

Posted by sparzani on May 15, 2008

a cura di Antonio Sparzani

Camillo Sbarbaro nacque a Santa Margherita Ligure nel 1888, centoventi anni fa. La sua poesia è quella dei grandi del Novecento. Qui trovate notizie su di lui; fu tra l’altro uno straordinario collezionista di licheni - le sue raccolte sono ora ospitate da importanti musei. Il volume L’opera in versi e in prosa - Poesie - Trucioli - Fuochi fatui - Cartoline in franchigia - Versioni, è stato pubblicato a cura di Gina Lagorio e Vanni Scheiwiller da Garzanti, Milano 1985, II ediz. 1995. Il volume non comprende le poesie di Resine per espressa volontà dell’autore che non le considerava più veramente sue. Esse tuttavia sono state pubblicate: Resine, edizione critica a cura di Giampiero Costa, Libri Scheiwiller, Milano 1988. Per conoscere la sua anima, o comunque quello che ne traluce dai suoi versi, buona cosa sarebbe leggersi almeno tutta la raccolta Pianissimo, qui vi offro qualche brandello.

Il mio cuore si gonfia per te, Terra,
come la zolla a primavera.
lo torno.
I miei occhi son nuovi. Tutto quello
che vedo è come non veduto mai;
e le cose più vili e consuete,
tutto m’intenerisce e mi dà gioia.

In te mi lavo come dentro un’ acqua
dove si scordi tutto di se stesso.
La mia miseria lascio dietro a me
come la biscia la sua vecchia pelle.
Io non sono più io, io sono un altro.
Io sono liberato di me stesso.

Terra, tu sei per me piena di grazia.
Finché vicino a te mi sentirò
così bambino, fin che la mia pena
in te si scioglierà come la nuvola
nel sole,
io non maledirò d’esser nato.

lo mi sono seduto qui per terra
con le due mani aperte sopra l’erba,
guardandomi amorosamente intorno.
E mentre così guardo, mi si bagna
di calde dolci lacrime la faccia.

inverno 1912
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Colloquio con Marina Pizzi di Asmar Moosavinia

Posted by Marina Pizzi on May 15, 2008

Secondo lei cos’è la poesia e perché lei scrive poesie? Quali sono le principali e strutturali caratteristiche dei suoi versi?

Scrivo poesia perché mi aiuta a sopravvivere alla fatica della vita, fatica sempre più pressante e senza scopo. La mancanza assoluta di speranza rende il quotidiano pressoché intollerabile, da qui la necessità di scrivere in versi questa amputazione. E’ un manifestarsi a se stessi, quasi una rivelazione d’identità nonostante la cancellazione operata dal tempo. Read the rest of this entry »

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Da recitare nei giorni di festa - Giuliano MESA

Posted by fmarotta on May 14, 2008

dizester.jpg

Da recitare nei giorni di festa
(23-24 agosto 1996)

               ai sans papiers

I

Dopo che l’afa prosciugò la gioia
e i bambini tacevano, assopiti sull’erba.
Il cane la tovaglia le racchette.
Passato via, il tempo, di qualcuno.
Le carezze. E i ceri che non ardono.
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Ermanno Krumm

Posted by fabrizio centofanti on May 14, 2008

da Respiro

Come due soavi uccelli

Ricordando un affresco del Pinturicchio
nella libreria Piccolomini

Da qualche parte l’alba imporpora
un ramo, due uccelli si rincorrono
e il vento a un lupo arruffa il pelo.
La guardo, nell’ombra lei riposa.

Non so se è questo l’assoluto
dell’amore, ma penso che anche noi
come i due soavi uccelli
sopra l’unico cipresso alzato sul mare
potremmo, indenni, superare la distanza.

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Emily Dickinson [Morii per la Bellezza]

Posted by Marina Pizzi on May 13, 2008

449

I died for Beauty - but was scarce
Adjusted in the Tomb
When One who died for Truth, was lain
In an adjoining Room -

He questioned softly “Why I failed”?
“For Beauty”, I replied -
“And I - for Truth - Themself are One -
We Bretheren, are”, He said -

And so, as Kinsmen, met a Night -
We talked between the Rooms -
Until the Moss had reached our lips -
And covered up - our names -

***

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Il Bardo continua, 2.

Posted by lapoesiaelospirito on May 13, 2008

a cura di Gaja Cenciarelli e Antonio Sparzani

La periodicità annuale dell’aprile per celebrare William Shakespeare, il Bardo, ci sembra decisamente troppo rada, e quindi ci proponiamo di adottare almeno una periodicità mensile. La prima dose l’avete avuta qui, ed eccovi la seconda. Si tratta del sonetto II, ancora nella traduzione di Giuseppe Ungaretti.

When forty winters shall besiege thy brow,
And dig deep trenches in thy beauty’s field,
Thy youth’s proud livery, so gaz’d on now,
Will be a tatter’d weed, of small worth held:
Then being ask’d where all thy beauty lies,
Where all the treasure of thy lusty days,
To say, within thine own deep-sunken eyes,
Were an all-eating shame and thriftless praise.
How much more praise deserv’d thy beauty’s use,
If thou couldst answer, “This fair child of mine
Shall sum my count, and make my old excuse,”
Proving his beauty by succession thine!
This were to be new made when thou art old,
And see thy blood warm when thou feel’st it cold.
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Massimo Sannelli, Una poesia (2000-2008)

Posted by fabrizio centofanti on May 11, 2008

forma prediletta, da sempre ostaggio
Michele Ranchetti, La mente musicale

chi prende, prende umilmente,
ed è docile: Ariete visita
gli alberi, sfiora le mani; e
il filo di canto. la cosa adora:
soglia, come di bocca, e porto,
gloria, aria forte, aria: ora la piccola
governa sé; *ora* ma *storia*; Dio
è storia attiva e celeste:
l’opera è la prima cosa. Read the rest of this entry »

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Fugacità del tempo, di Antonio Spagnuolo

Posted by fabrizio centofanti on May 10, 2008

Antonio Spagnuolo, Fugacità del tempo, LietoColle - collana Aretusa

Luminoso e persino rutilante. Cerco, è evidente, gli aggettivi “giusti” per avvicinare la poesia di Antonio Spagnuolo, per ricondurre la sua ideale coloratissima luce napoletana alla dimensione fisica della grigiastra nebbia nostrana. Una luce che illumina ogni poesia, ogni verso [...]
La voce dello scrittore napoletano risuona nel silenzio rumoroso e spesso assordante che circonda oggi tutte le cose, della cultura o della vita, per ricordarci l’annientamento dell’illusione, il dileguarsi dell’inganno dei sensi, l’impressione insomma che tutto proceda verso la propria fine. Read the rest of this entry »

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Nanni Cagnone

Posted by Marina Pizzi on May 10, 2008

Quando un attimo si scioglie

dai doni del tempo

per una tregua, una luce

non rassomigliante,

noi, perduti senza desiderio

nel concavo dialetto

dell’infanzia, in venerati

nascondigli, nel pettine

dai denti disuguali,

ingannati sappiamo

di avere diritto.

da : Anima del vuoto, Bari, Palomar, 1993

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DA FILASTROCCHE MINORI, di Nadia Agustoni

Posted by fabrizio centofanti on May 9, 2008

il guardiano delle fabbriche (*)

Il guardiano delle fabbriche le guardava andare in fumo

era un erudito, dice ancora qualcuno, ma lui pur di non darlo a vedere

stava sempre solo stava sempre a sedere e camminava se camminava

con la testa che gli girava con le spalle ciondoloni fischiando alle gonne e ai calzoni…

Se portava bretelle o cintura lo camuffava ben bene

era un guardiano di fabbriche e le elencava intere

stava lì fin dal mattino con cannocchiale e acciarino e una a una

fissava le ciminiere apriva e chiudeva il portale faceva si e no il bene e il male… Read the rest of this entry »

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Antonella Anedda

Posted by fabrizio centofanti on May 8, 2008

da Dal balcone del corpo

Cori

Solo nel coro può esserci verità
(Franz Kafka)

Coro I

C’era la stanza dove paura e tempo ruotavano.
Dove lui le accarezzò la schiena lavando con l’acqua ogni
traccia di respiro.
Le loro ossa brillarono in segreto.
Quando pensarono di amarsi
la luna sollevò l’acqua in due diverse maree.
Quando lei rispose lui era già lontano.
Lui parlò, lei stava cercando di raggiungerlo
il cane abbaiava nel vento. Cane e vento confusero entrambi
e più di tutto confuse la torcia di chi li andava a cercare.
L’amore s’incise a quel punto.
Lei restò tra gli scogli e la sabbia.
Il mondo si fece rosso e il cane le coprì le ginocchia.
Notte e maestrale li gelarono insieme.

Ecco per te che ti fermi e ascolti - questo dettaglio
mentre il freddo mi sale;

“Essi vivono dietro una veranda di vetro. Essi scaldano i
rispettivi corpi”. Read the rest of this entry »

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Nudo

Posted by Gaja on May 7, 2008

[Questa poesia è contenuta nella raccolta Men/Uomini: Ritratti maschili nella poesia femminile contemporanea, edita da Le Lettere nel 2004 e curata da Giorgia Sensi e Andrea Sirotti. La sua autrice è una delle più grandi poetesse irlandesi dei nostri giorni, ovvero Nuala Nì Dhomnaill. Nudo era stata originariamente composta in gaelico con il titolo Gan Do Chuid Édaigh, ed è stata poi tradotta in inglese da Paul Muldoon. La ripropongo qui, nella versione italiana tradotta dai curatori della raccolta]

Nudo

Per andare subito al sodo
dirò che preferirei vederti nudo
la camicia di seta
e la cravatta

esclusiva, l’ombrello sotto il braccio
in caso di pioggia,
il completo di grisaglia
che fa tanto tendenza,

i mocassini sfiziosi Read the rest of this entry »

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“Poesia non poesia” di Alfonso BERARDINELLI

Posted by Giovanni Nuscis on May 7, 2008

I poeti impossibili

 

    Come si può parlare criticamente, usando il linguaggio della critica letteraria, voglio dire, con il suo carico di cognizioni storiche e tecniche, occupandosi di tanti nuovi poeti? Me lo chiedo da tre decenni, ma ogni volta è come se fosse la prima volta. La produttività poetica dilaga. Negli ultimi due tre anni devo essermi distratto (me ne accorgo ora) perché apprendo che sono nate nuove scuole, nuove tendenze, di tonalità prevalentemente sadico-ilare o depresso-sadica.

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Nelo Risi

Posted by fabrizio centofanti on May 6, 2008

da Né il giorno né l’ora

A torto si lamentan gli omini della
fuga del tempo incolpando quello di
troppa velocità, non s’accorgendo
quello essere di bastevole transito
(Leonardo)

Nessuno

Una pietra esiste
per essere guardata
ecco David
mentre riposa in sé

come potrebbe essere il mondo?
stupore di esserci ancora
che il visionario dell’azione
diventi visibile

sradicati: l’avulso uno strappo
però con un che di diverso
che ci spinga all’insù
verso l’ardire del non compiuto

nell’indistinto
nel flusso riflusso di un futuro
in ciò che non è ancora
tenebra nella sua latenza

nel non avvento in acque calme
dove non muore foglia
niente accade né possa accadere
all’intelletto impigrito

un nuovo dizionario ci vorrebbe
per comprendere la morte
come nuovo elemento di vita. Read the rest of this entry »

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Ennio Abate, “Salernitudine”

Posted by giorgiomorale on May 6, 2008

Renato Guttuso, Ragazzo alla finestra

Presentazione
di Michele Ranchetti

Tra le due quinte in prosa – due testi bellissimi – si apre il paesaggio meridionale della poesia di Abate. Chi legge, assiste ad una storia di paese e di infanzia, ne vede i particolari, le figure: il padre, ritratto da vecchio, impettito e quasi oleografico, soprattutto la madre, sempre presente in una memoria senza tempo né storia, i compagni di giochi, le tentazioni, che richiamano saghe, proverbi e storie di briganti ma non hanno nulla di incantato. Sono, anzi, oscure e ataviche, sgraziate e senza innocenza. Come senza innocenza è la poesia di Abate, che insegue e interroga le figure della sua origine per riconoscere la natura difficile e paurosa di se stesso bambino, senza alcuna pietà. Read the rest of this entry »

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Il reale inammissibile di Marina Pizzi, di Marco Giovenale

Posted by Marina Pizzi on May 5, 2008

Marina Pizzi, L’Acciuga della sera i fuochi della tara. Lecce, Luca Pensa Editore, 2006

***** Read the rest of this entry »

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Charles Baudelaire, da: Les fleurs du mal

Posted by Marina Pizzi on May 4, 2008

SPLEEN

Quand le ciel bas et lourd pèse comme un couvercle
Sur l’esprit gémissant en proie aux longs ennuis,
Et que de l’horizon embrassant tout le cercle
Il nous verse un jour noir plus triste que les nuits;

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Lei è (scrivere poesia) - Anamaría Crowe Serrano

Posted by Gaja on May 2, 2008

Anamaría Crowe Serrano è poetessa e scrittrice irlandese, di origini spagnole. In italiano ha pubblicato un libro di racconti tradotto da Riccardo Duranti per Leconte Editore, dal titolo Dall’altra parte. Di recente è uscita in Irlanda una raccolta di poesie, Femispheres, ancora inedita in Italia, ma già disponibile su IBS.
Ho scelto di tradurre Lei è perché, di quelle presenti nel corpus poetico di Crowe Serrano, mi è parsa assolutamente emblematica. È stata un’esperienza splendida lavorare gomito a gomito con l’autrice: mi capita di rado nel mio mestiere. Sono i momenti più belli e più ricchi per chi si accosta a un testo che pulsa dell’anima e del sangue, dei pensieri e dello spirito di chi lo ha scritto.
La seconda poesia, tradotta da Riccardo Duranti, si intitola Translation, ed era stata pubblicata in esclusiva nel mio vecchio sito, Triskell. La raccolta nella quale uscirà si intitola The Music of Meaning e sarà presentata a Londra il 1 giugno.

She is
(for Mark)

That woman on the park bench -
She is every season of your youth
your fears
your hopes
every anguished crease on your mid-life brow.
Deep in your throat she is all the names
you have forgotten
and names you will regret. Read the rest of this entry »

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Achilleion-l’Ombra di Achille

Posted by emanuelegiordano on May 2, 2008

Presento con vero piacere queste esatte considerazione di Maria Renda a commento della nuova opera di Fabrizio Corselli. Ho letto anche io in anteprima l’opera che Corselli ha composto e quello che posso solo dire in aggiunta alle brillanti considerazioni di Renda, è la maturazione conseguita da Corselli, che io vedo specie guardando al suo Achilleion, tra l’Omeros di Derek Walcott e Un arcobaleno perfettamente normale di Les Murray. Noi Italiani siamo un popolo strano, celebriamo stranieri, certo di grande spessore come Walcott e Murray e poi facciamo poca attenzione a chi abbiamo in casa di veramente unico e originale. Read the rest of this entry »

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Oralità, scrittura, storia - La poesia di Lello VOCE

Posted by fmarotta on April 29, 2008


(Silvio Merlino, Vulcano che dorme, 1985)

Io sono soprattutto un poeta. Tale mi considero, anche se mi è capitato e mi capita di scrivere romanzi, o di collaborare a quotidiani. Questo probabilmente deriva dalla ’fisicità’ della poesia, dal fatto che metto in gioco il mio corpo e la mia voce. Da anni ormai pratico uno strano tipo di poesia ad alta voce che forse si potrebbe definire Spoken Words, o Hip Hop Poetry, o Performance Poetry. Read the rest of this entry »

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