Alessandra Paganardi, La pazienza dell’inverno

paganardi

Per le “Conversazioni in libreria” venerdì 24 maggio alle ore 18, presso la Libreria Popolare di via Tadino, in via Tadino 18 a Milano, presentazione de La pazienza dell’inverno (puntoacapo 2013) di Alessandra Paganardi, con Prefazione di Marco Ercolani. Intervengono e dialogano con l’autrice Mauro Ferrari, Luigi Cannillo, Marco Ercolani, Alessandro Castagna.

Ringraziando l’editore per la gentile concessione, ne proponiamo un componimento e un brano della Prefazione di Marco Ercolani.

Ritaglio

a Cesare Pavese

I
Un giorno, tanto tempo prima,
qualcosa era felice.

La venatura perfetta del marmo
il rosa improvviso, il giallo gentile
come se fosse sempre mattina
o una notte di stelle senza male. Continua a leggere

Daniele Mencarelli, Figlio

Figlio

Da Figlio, Edizioni Nottetempo, maggio 2013

Il tempo ti rende figlio
accende la paura del domani
forze che si sfanno in un corpo non tuo
di vecchio arreso alla vestaglia
muto al terrore che niente rimanga.
Padre di luce e potenza
del sacro spendersi
in lavoro e poi lavoro
stringi le tue mani di gigante,
senti quanta ancora ne possiedi
di forza per viaggiare nel futuro,
nel bene che hai creato, un’alba alla volta. Continua a leggere

Irene Sánchez Carrón ( Spagna, 1967)

chagall

VINISTE

Y SALIMOS AL BALCÓN

A VER LA LUNA

Los dos vemos la luna.

La tuya está muy lejos,

a miles de kilómetros del suelo.

La mía se pasea

por todos las orillas de la Tierra.

La tuya está compuesta

de no sé qué metales, me comentas.

La mía es miel helada,

fría plata, dolor, desasosiego.

Tu luna es un satélite

que gira solitario en su sistema.

La mía es una diosa

que agita el corazón y las mareas.

Tu luna está en el cielo,

con cráteres, océanos, desiertos.

La mía está en tu cuerpo

con fuego, sal y sed, hambre y deseo. Continua a leggere

Renzo Franzini: Il libro delle case celesti

Jahrestage

“ Non vuoi ferire le cose.”

Il libro di Renzo Franzini è il tentativo di salvare le tracce dei singoli giorni di un anno nelle case celesti della poesia. Giorni, non intesi soltanto come quel giorno di quell’ anno, ma come grande e generoso contenitore di altri giorni e altri anni. Case di ampio respiro per frammenti di vissuto, di pensato e di sognato. Case non soltanto e non dappertutto illuminate, ma case delle ombre, piene di cose non ancora scoperte e forse non scopribili, non dette e forse non dicibili. Continua a leggere

Le volpi gridano in giardino, di Stefano Guglielmin

Guglielmin

di Matteo Bonsante

Dopo la bella performance risalente a qualche anno fa C’è bufera dentro la madre, Stefano Guglielmin torna a sorprenderci con una nuova raccolta pubblicata con i tipi di CFR edizioni Le volpi gridano in giardino. Titolo senz’altro un po’ enigmatico e che si riferisce all’incredibilità della vita, pur nella sua monocorde apparente normalità. Continua a leggere

CRISTINA BOVE PESCATRICE DI NEBBIA, di Augusto BENEMEGLIO

Cristina Bove1.Ofelia.

Ho promesso a Cristina che l’avrei letto questo suo libro, “ Mi hanno detto di Ofelia” edizioni smasher, 2012, e in effetti, ora che è primavera, l’ho letto e disletto, l’ho udito dentro di me, passar fuori, e lo riodo fuori  di me, passar con me come un fiume che scorre ai miei piedi. Ecco la bianca, l’Ofelia di Rimbaud che ondeggia  “sull’acqua calma e nera/dove dormono le stelle / come un gran giglio” E l’Ofelia dietro la finestra di De Andrè (“Mai nessuno le ha detto che è bella/ a soli ventidue anni / è già una vecchia zitella/La sua morte sarà molto romantica/trasformandosi in ora se ne andrà /per adesso cammina avanti e indietro/la via della Povertà), e infine l’Ofelia tragica di Virginia Woolf, perché  senza madre e senza modelli femminili, senza identità ( “la sua identità se ne è andata quando le forze maschili non hanno più diretto le sue azioni”), l’Ofelia che in fondo non è mai esistita come donna, ma solo come personaggio, archetipo maschile ( e maschilista) di donna a cui tutto è negato, in primis la libertà.   Continua a leggere

Gian Piero Stefanoni, Da questo mare

Da questo mare

Dalle tende, dalle pietre,

da te solo volendo rinascere,

con altri otto hai assecondato il destino.

Di te padre, dalla piana

hai fissato il canale, dell’imbuto

interrogando le ombre, il margine

che più della terra dell’uomo

sempre propaga il cammino.

L’incarnazione nel compimento.

La resa ragione di sé-

e della propria speranza.

Amore che ti ha pensato,

che ti ha custodito tra uomini e donne;

di uomini e donne, nella buona

e nella cattiva sorte, nell’assenza

e nella presenza. Virgulto

che poi hai tentato, a cui ti sei appeso

come anello a tracciare il confine

del giardino che deve restare sacro,

muto e ignoto ragazzo la cui bracciata

è mancata, la cui statura s’è rotta

nella rena coperto da insetti. Continua a leggere

Franca Alaimo: Sempre di te amorosa

franca copertina

La nuova raccolta poetica di Franca Alaimo è una ricerca in versi.

La ricerca di quella donna che più di ogni altra condiziona il nostro esistere sulla terra: la madre.

Franca Alaimo non ha conosciuto sua madre. Non la ricorda che per brevi flash memoriali.

I suoi versi sono il tentativo di dare un volto, un corpo e un’anima a una donna di cui poche tracce sono rimaste.

La giovane Johanna Becker, tedesca di nascita, nell’ultimo anno della guerra – come racconta nel suo stile alto e  incisivo Stefanie Golish nelle pagine in prosa “Tortorici”, che precedono la silloge della Alaimo –  s’innamora di un soldato siciliano che è ricoverato in un lazzaretto nei pressi di Leipzig, città natia di Johanna.

Quando la guerra finisce, Johanna prende una decisione coraggiosa che la porterà molto lontano da ciò che per lei era stato previsto….

Con una lingua ricca, piena, evocativa Franca Alaimo cerca una risposta alla domanda: chi era mia madre?

Domanda che sempre implica anche un’altra: Chi sono io? 

Continua a leggere

Gianluca D’Andrea – Inediti

Sul viso queste linee perfette
che la luce bagna appena
rendendo

linee dall’alto che sfaldano la luce
ricadendo sulla bambina che dorme,
sui lineamenti dritti, dolci, verticali

il viso della bambina è diverso
cambia come il giorno
come ogni giorno cambia
per assomigliare a se stessa, diversa,
al diverso che cederà nel nulla
che già l’accompagna, rendendo
possibile la sua presenza attuale,
eterna. Continua a leggere

William Carlos Williams: Danse russe

haring4

William Carlos Williams

Danse russe

If I when my wife is sleeping
and the baby and Kathleen
are sleeping
and the sun is a flame-white disc
in silken mists
above shining trees,–
if I in my north room
dance naked, grotesquely
before my mirror
waving my shirt round my head
and singing softly to myself:
“I am lonely, lonely.
I was born to be lonely,
I am best so!”
If I admire my arms, my face,
my shoulders, flanks, buttocks
again the yellow drawn shades,–

Who shall say I am not
the happy genius of my household?

Continua a leggere

Paul Celan : Corona

stradella celan

 

Paul Celan ( 23.11.1920- 20.4.1970)  in memoriam

 

Corona

Aus der Hand frißt der Herbst mir sein Blatt: wir sind Freunde.
Wir schälen die Zeit aus den Nüssen und lehren sie gehn:
die Zeit kehrt zurück in die Schale.
Im Spiegel ist Sonntag,
im Traum wird geschlafen,
der Mund redet wahr.
Mein Aug steigt hinab zum Geschlecht der Geliebten:
wir sehen uns an,
wir sagen uns Dunkles,
wir lieben einander wie Mohn und Gedächtnis,
wir schlafen wie Wein in den Muscheln,
wie das Meer im Blutstrahl des Mondes.
Wir stehen umschlungen im Fenster, sie sehen uns zu von der Straße:
es ist Zeit, daß man weiß!
Es ist Zeit, daß der Stein sich zu blühen bequemt,
daß der Unrast ein Herz schlägt.
Es ist Zeit, daß es Zeit wird.
Es ist Zeit.
Continua a leggere

So now? di Charles Bukowski

matisse bukowski

So now?

 

the words have come and gone,
I sit ill.
the phone rings,
the cat sleeps.
Linda vacuums.
I am waiting to live,
waiting to die.
I wish I could ring in some bravery.
it’s a lousy fix
but the tree outside doesn’t know:
I watch it moving with the wind
in the late afternoon sun.
there’s nothing to declare here,
just a waiting.
each faces it alone.
Oh, I was once young,
Oh, I was once unbelievably
young! Continua a leggere

One art di Elisabeth Bishop (1911-1979)

morandi stillleben

 

Elisabeth Bishop  ( USA  1911- 1979)

 

One Art

 

The art of losing isn’t hard to master;

so many things seem filled with the intent

to be lost that their loss is no disaster,

 

Lose something every day. Accept the fluster

of lost door keys, the hour badly spent.

The art of losing isn’t hard to master.

 

Then practice losing farther, losing faster:

places, and names, and where it was you meant

to travel. None of these will bring disaster.

 

I lost my mother’s watch. And look! my last, or

next-to-last, of three beloved houses went.

The art of losing isn’t hard to master.

 

I lost two cities, lovely ones. And, vaster,

some realms I owned, two rivers, a continent.

I miss them, but it wasn’t a disaster.

 

– Even losing you (the joking voice, a gesture

I love) I shan’t have lied. It’s evident

the art of losing’s not too hard to master

though it may look like (Write it!) a disaster. Continua a leggere

Ritratti in controcanto di Marisa Ferrario Denna

Ritratti in controcanto

Marisa Ferrario Denna, Ritratti in controcanto, Nomos edizioni 2012

di Anna Elisa De Gregorio

Perché è una sorpresa davvero piacevole incontrare il libro di poesie di Marisa Ferrario Denna Ritratti in controcanto? Diviso in due corpose sezioni (Scrivere e Dipingere) il volume è dedicato totalmente alle donne nella storia e della Storia. Finalmente, verrebbe da dire, donne che scrivono di donne. Finalmente un libro non “di genere”, ma dichiaratamente “di parte”. Dice nella prefazione Alida Airaghi a giusta ragione: “La partecipazione della poetessa è sempre vivissima e empatica, di complice sorellanza e intensa adesione intellettuale…Continua a leggere

PUBLIO VIRGILIO MARONE E L’ENEIDE: LA TRADUZIONE DI ALESSANDRO FO

Intervista di Duccio Rossi

da Postpopuli.it

Alessandro Fo (Legnano, 8 febbraio 1955) è professore ordinario di Letteratura latina presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo senese. La sua ultima fatica editoriale, edita da Einaudi, è Publio Virgilio Marone, Eneide. Traduzione a cura di Alessandro Fo. Note di Filomena Giannotti (Nuova Universale Einaudi, 2012). Un lungo lavoro di traduzione poetica che ha visto la luce nell’ottobre dello scorso anno. Fo ha pubblicato anche edizioni tradotte e annotate di Rutilio Namaziano (Il ritorno, Einaudi, Torino 1992, 19942) e di Apuleio (Le metamorfosi, Frassinelli, Milano 2002; Einaudi, Torino 2010). Le sue principali raccolte di poesie sono Otto febbraio (Scheiwiller, Milano 1995), Giorni di scuola (Edimond, Città di Castello 2000), Piccole poesie per banconote (Pagliai Polistampa, Firenze 1° gennaio 2002), Corpuscolo (Einaudi, Torino 2004), Vecchi filmati (Manni, Lecce 2006). Per Einaudi ha curato anche l’antologia di Angelo Maria Ripellino Poesie. Dalle raccolte e dagli inediti (1990), con Antonio Pane e Claudio Vela e, in seguito, la ripubblicazione delle tre raccolte einaudiane di Ripellino, Notizie dal diluvio, Sinfonietta, Lo splendido violino verde (2007).

Professor Alessandro Fo, da dove prende inizio un lavoro immane come quello che conduce ad una traduzione poetica dell’Eneide di Virgilio?

Naturalmente, in quanto cultore delle lettere latine, nutro per Virgilio un antico amore. Quando decisi di studiare lettere classiche e, alla Sapienza di Roma, mi accostai ai primi programmi d’esame, erano ancora i tempi in cui la ‘parte generale’ di una annualità comprendeva la traduzione di ben sei libri dell’Eneide (gli altri sei erano in agguato per la biennalizzazione). E lì, o imparavi il latino, o soccombevi sotto l’ardua impresa. Io mi aiutai con i ‘traduttori’ interlineari, e si può dire che sia stato in quella occasione che ho potuto consolidare la mia conoscenza della lingua. Ma non mi sarei mai sognato neanche oggi, pur con più di vent’anni d’insegnamento sulle spalle, di affrontare spontaneamente un compito come quello di una nuova traduzione del poema. Un giorno ho ricevuto via mail una proposta in tal senso dal responsabile della nuova «NUE» Einaudi, Mauro Bersani, che mi onorava già della sua stima per i miei precedenti lavori di traduttore e per i miei personali tentativi poetici. Il primo istinto è stato rifiutare un impegno che si presentava troppo gravoso. Poi, l’occasione di prestare la mia voce a uno dei più grandi poeti dell’Occidente mi è sembrata troppo straordinaria per lasciarsela scappare, anche se avrebbe comportato una grande fatica. Continua a leggere

heinrich altherr engel

Ana Blandiana ( Romania, 1942)

 

Hotarul

Caut începutului raului
Cum cautam în copilarie marginile ploii.
Alergam din toate puterile sa gasesc
Locul în care
Sa ma asez pe pamânt sa contemplu
De-o parte ploaia, de-o parte neploaia.
Dar întotdeauna ploaia-nceta înainte
De a-i descoperi hotarele
Si reîncepea înainte
De-a sti pâna unde-i seninul.
Degeaba am crescut.
Din toate puterile
Alerg si acum sa gasesc locul unde
Sa ma asez pe pamânt sa contemplu
Linia care desparte raul de bine.
Dar întotdeanuna raul înceteaza-nainte
De a-i descoperi hotarul
Si reîncepe-nainte
De-a sti pâna unde e binele.
Eu caut începutul raului
Pe acest pamânt
Înnorat si-nsorit
Rând pe rând.

Continua a leggere

Flor Alba Uride ( Colombia, 1943) : Consejos de Afrodita

schiele-egon-umarmung-embrace-1917

Consejos de Afrodita

A la hora del amor llega desnudo,
desnudo y puro,
como quien vive su muerte y resucita.
Besa
hasta que sean de piedra tus labios
y tu lengua.
Acaricia
hasta que palidezcan los tigres camorreros.
Entrégate
con la avidez del sediento en la taberna,
con fervor, con pavor,
no retrocedas.

Y en la batalla de labios y de huesos,
en la apretada urdimbre de dos cuerpos
baja cantando, como un minero iluminado,
para cavar muy hondo entre dos muslos.

  Continua a leggere