Lpels è un blog collettivo di letteratura e società, democratico, aperto, progressista, sensibile a ogni istanza di rinnovamento culturale, sociale, economico e politico; come tale intende presentarsi all'esterno. La redazione si propone, in questo senso, di vigilare affinché i contenuti non presentino derive reazionarie e integraliste, il tutto nel massimo rispetto della persona e dell'alterità, in un'accoglienza della diversità che non degeneri mai in complicità, acquiescenza o qualunquismo. Con questi criteri, aspira a essere una presenza efficace nel panorama culturale italiano e possibilmente uno strumento di cambiamento e di trasformazione delle strutture di potere, spesso ingiuste e indegne dei valori umani in cui la persona si riconosce in ogni spazio e in ogni tempo, al di là di fedi, credenze e tessere politiche.
Il giovedì santo la chiesa aveva posto a suggello della celebrazione del triduo pasquale l’affermazione del vangelo di Giovanni: “Dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” (Gv 13,1). Certamente non vuol significare solo che Gesù starà fedele al suo amore fino alla morte, ma più precisamente che va incontro alla morte perché si sveli in tutto il suo splendore l’amore che lo muove rispetto al Padre e a tutti noi. Nella stessa celebrazione, con l’istituzione dell’eucaristia e la lavanda dei piedi, l’amore era definito nel suo mistero di dono (“questo è il mio corpo, che è per voi”) e di servizio (“Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri”). La posta in gioco è ‘aver parte con lui’. Accogliere il servizio di Gesù e non praticarlo al fratello significa non riconoscere quel ‘corpo, che è per noi’, tanto il mistero dell’amore parla di Dio e dell’uomo insieme. Leggi il seguito di questo post »
Certi libri sono perle di saggezza, e ti fanno chiedere se l’autore, che si professa ateo, non abbia invece scoperto l’essenza stessa della fede. Penso a Il Cristo zen, di Raul Montanari (Indiana Editore, 2011), opera che accosta temi e passi della tradizione cristiana e di quella del buddhismo zen, dopo un’illuminante introduzione sulle varie scuole della spiritualità orientale. Leggi il seguito di questo post »
Ho maturato da qualche tempo il convincimento che Dio non sia qualcuno in cui si crede o non si crede. Lo si è o non lo si è. O meglio: lo si riconosce o non lo si riconosce come presenza/Fonte energetico-spirituale, dentro di sé.
Lo dico perché c’entra con questo romanzo di Leonardo Marini, intitolato emblematicamente Il crocifisso (Galaad Edizioni, 2011). È un libro molto particolare, il terzo romanzo di questo brillante sceneggiatore, tra gli autori dell’adattamento televisivo dei romanzi di Andrea Camilleri della serie del Commissario Montalbano.
Il suo romanzo, però, non è la storia di un’indagine, per lo meno non in senso immediato. In realtà, indaga eccome. Il protagonista è Alessio Parisi, un maestro elementare un tempo “credente”, ma poi serenamente riconosciutosi “ateo”, sposato a una donna (Giovanna) anche lei priva di fede, e padre di due bambine non battezzate. Leggi il seguito di questo post »
Nella raccolta di quattro volumi di Lodi a Maria e arte in Suo onore (Edizioni Messaggero Padova) di Don Valentino Salvoldi mi sono imbattuto per uno di quei casi del destino che, secondo me, casi non sono.
Ero giunto da poco all’Albergo Centrale di Fino del Monte(BG), sotto la Presolana, per la performance letterario-musicale di Davide Sapienza e Giuseppe “Jos” Olivini sul libro La musica della neve (Ediciclo) di Davide, poi rivelatasi (ma non che avessi dubbi) un’esperienza straordinaria.
Ma evidentemente c’erano anche altre sorprese ad attendermi. Leggi il seguito di questo post »
Presidente ACTA POPULI – Istituto di Comunicazione Ricerca e Giornalismowww.actapopuli.net
In Italia è conosciuta soprattutto per le clamorose conversioni di Madonna e Demi Moore, donne per le quali i giornali scandalistici hanno speso intere pagine, paragonando quest’antica conoscenza ad una sorta di scienza magico-esoterica distorcendone i contenuti. Leggi il seguito di questo post »
Gli dei conoscono il futuro, gli uomini ciò che accade, i saggi ciò che si avvicina.
Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, VIII, 7
Gli uomini conoscono ciò che accade. Il futuro lo conoscono gli dei, assoluti e unici detentori di ogni luce. Del futuro i saggi vedono Ciò che si avvicina. L’udito,
in ore di studi profondi, a volte è scosso. Il segreto clamore dei fatti che si avvicinano giunge loro. E lo ascoltano con devozione. Fuori, invece, sulla strada, il popolo non sente nulla.
La Sala del Consiglio del XII Municipio del Comune di Roma è gremita di gente nonostante fuori, nel cortile sotto un cielo grigio, ci siano tre gazzelle della polizia e nove uomini di scorta al freddo, che proteggono Magdi Cristiano Allam.
Intervenuto alla rassegna letteraria Dodici nel 12 “Incontri d’autore”, su invito del Presidente Pasquale Calzetta a presentare il suo ultimo libro “Europa Cristiana Libera” (Mondadori Editore) Allam parla con voce pacata e appassionata, racconta la sua esperienza di vita e di fede ad un pubblico attento e silenzioso, aprendo il dialogo con le frasi introduttive del suo libro:
Sabato 22 marzo 2008, nella notte della Veglia pasquale, dopo cinquantasei anni trascorsi da musulmano, sono rinato nella piena consapevolezza della fede in Cristo, ricevendo dalle mani del suo vicario Papa Benedetto XVI, il battesimo, la cresima e l’eucarestia. Leggi il seguito di questo post »
Credo che ci sia un’altra visione del cristianesimo:
La chiesa dei discepoli di Gesù è solo una riunione cultuale in cui ci si riunisce per pregare e invocare Dio.
Il cristianesimo non è una cultura ma un principio di critica radicale dell’ingiustizia mediante un appello continuo a Dio e alla sua giustizia, giustizia che Lui solo può intervenire a instaurare, quando come e se ne ha voglia. Il cristiano si adopera con le sue proprie singole forze a realizzare nella sua vita e nel suo ambiente la giustizia di Dio, senza ricorrere ad altri strumenti che quelli della sua persona. Leggi il seguito di questo post »
Se non fossi egiziano, egiziano vorrei essere.
Mustafa Kamil
Dall’Egitto ho chiamato mio figlio
(Mt 2, 15)
Alessandria/Catanzaro,
agosto 2009
Sorvoliamo il Mediterraneo, in discesa verso la costa egiziana. Il mare scivola all’indietro e si perde fuori del finestrino. Un chiarore abbagliante, ovunque, appena attutito (o forse ingrandito, deformato?) dalla coltre di un giallastro sporco – pensavo fosse sabbia ed è invece smog-, che incombe come un lenzuolo lurido sul Cairo, avvolge l’arrivo nella terra dei copti. Leggi il seguito di questo post »
Presidente ACTA POPULI – Istituto di Comunicazione Ricerca e Giornalismo www.actapopuli.net
Abitatori indigeni dell’America così furono chiamati da Cristoforo Colombo che credeva di aver scoperto una parte dell’India Asiatica. Gli indiani d’America, detti anche Pellirossa per il color rame della loro pelle. Nelle grandi enciclopedie vengono definiti affini alla razza mongolica, con capelli neri e folti, barba rada, fronte bassa, cranio mesocefalo…
Coraggiosi, tenaci, fedeli ma pigri e crudeli (Diz. Enc. Mod.. Ed. Labor) nella realtà un grande popolo in estinzione ricco di un patrimonio di saggezza, spiritualità e conoscenza fitoterapica che ribalta la mentalità acquisita dai films western che collocano i “bianchi” nella categoria dei buoni e definiscono i pellirossa selvaggi tagliatori di gole. Ma chiunque approdi ad Ovest, dove vive l’America “pellerossa” concentrata in riserve non più grandi della nostra Calabria o della metà del Lazio, può scoprire la verità e l’incanto racchiusi in luoghi lontani dalla cultura occidentale e materialistica, dove antiche comunità Navajo, Yaqui, Kiowa, Apache ed altri nuclei meno numerosi cercano di sopravvivere lungo i sentieri del sacro e dei culti ancestrali. Eppure, ancor oggi, in un mistico silenzio mito e storia si fondono con la religione e la medicina indiana – erbe medicinali, trance, massaggi terapeutici e canti – riaffermano nonostante tutto l’antico culto del Peyote sacro, la pianta utilizzata per secoli dalle popolazioni mesoamericane per cerimoniali religiosi, mistico-visionari, alimentari e curativi. Leggi il seguito di questo post »
1. L’esperienza storica di ebraismo e cristianesimo, in territori estremamente vasti del nostro pianeta, dimostra che essi hanno assunto forme e comportamenti profondamente differenziati nelle diverse epoche e nelle diverse aree geografiche. Questi monoteismi sono stati a volte estremamente tolleranti e a volte estremamente intolleranti. E tra i due lati opposti del ventaglio esistono tante posizioni intermedie che si sono attuate concretamente e che sono state formulate teoricamente. Sono in sostanza convinto, per ripetere un’affermazione di Jacob Neusner, che le religioni siano quello che gli uomini decidono di farne, perché anche in passato esse si sono presentate in forme profondamente diverse. Leggi il seguito di questo post »
I Vangeli di Marco, Luca, Matteo e il vangelo degli Ebrei parlano di un lenzuolo in cui Gesù fu avvolto. Pubblico un’analisi di questi testi sul prossimo numero di Micromega, ma qui vorrei parlare del quarto vangelo contenuto nel canone del Nuovo testamento, quello detto di Giovanni (19,38 – 20,10), il quale scrive abbastanza diversamente dagli altri. Non è solo Giuseppe di Arimatea che si fa dare il cadavere di Gesù da Pilato, ma anche Nicodemo. Ambedue avvolgono il cadavere di Gesù, ma non in una sindôn, bensi – al plurale – in othoniois. Per giunta, il Vangelo di Marco sostiene che
“passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù”
e così pure dice Luca: «il primo giorno dopo il sabato, di buon mattino, si recarono alla tomba, portando con sé gli aromi che avevano preparato» . Giovanni invece pensa che il cadavere di Gesù sia stato già profumato e unto da Giuseppe di Arimatea e Nicodemo. In Giovanni è solo Maria Maddalena che va al sepolcro e non altre donne come in Marco, in Luca e Matteo. Leggi il seguito di questo post »
Uno dei principali obiettivi della teoria e della ricerca sociologica è quello di identificare le caratteristiche specifiche della società attuale ed evidenziarne i fenomeni che, con il supporto di postulati, andranno ad inserirsi nelle usuali tradizioni di studi e ricerche. Tra le molteplici osservazioni, la religione rimane uno dei fenomeni sociali più indagati…
Nessuna spiegazione della religione può essere completa se non se ne considerano gli aspetti sociologici e comunicazionali poiché non esiste contesto sociale dove questa presenza non sia più volte richiamata. In un momento storico in cui svaniscono i valori, il rapporto con la religione diventa più difficile pur rimanendo una delle più importanti strutture istituzionali che compongono il sistema sociale totale. Leggi il seguito di questo post »
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Qualche anno fa si svolse a Torino uno strano corteo: le donne musulmane erano scese in piazza a migliaia guidate dal loro Imam. Il nucleo centrale della protesta verteva sulla possibilità d’indossare il chador anche sulle fotografie dei loro documenti e nei permessi di soggiorno. E se la foto con chador non fosse stata accettata come proposta, speravano di poter contare sulla comprensione della questura per portare almeno il velo che copre testa, orecchie e gola. Leggi il seguito di questo post »
Di Mara Macrì
Presidente ACTA POPULI – Istituto di Comunicazione Ricerca e Giornalismo –www.actapopuli.net
In un’epoca in cui la terra vacilla sull’orlo dell’annientamento nucleare e dei conflitti interni la questione di come trasformare l’odio in compassione, il sospetto in fiducia, la divisione in unità è di primaria importanza
Con la fine della divisione mondiale creata dalla guerra fredda ci stiamo ora confrontando con una realtà in cui nuovi conflitti e tensioni sembrano minacciare l’opera dell’essere umano. Gli odii di lunga data vengono alimentati in regioni in cui la precedente realpolitik della guerra fredda imponeva una scomoda tregua o una pace del tutto artificiale.
E dal momento in cui molteplici nuclei lottano per un cambiamento socio-economico, il più rapido possibile, non sorprende affatto che le società si rivolgano alle tradizioni culturali ed alla saggezza religiosa al fine di rafforzare la propria capacità di guardare al futuro con speranza. Tuttavia appare chiaro che tali tradizioni possono subire manipolazioni per giustificare ogni tipo di violenza, tra i quali il razzismo e la xenofobia, che negano l’integrità e l’umanità di chi è al di fuori di gruppi estremi di dubbie appartenenze. Leggi il seguito di questo post »
Presidente ACTA POPULI – Istituto di Comunicazione Ricerca e Giornalismo – www.actapopuli.net
I Paesi islamici vanno dal Marocco alla Malesya. In India i musulmani hanno raggiunto l’11% della popolazione e l’islamismo è presente in ben 163 paesi nel mondo. E’ dopo il cattolicesimo la religione più diffusa. Presenze significative anche negli Stati Uniti e in Europa soprattutto in Italia.
Parlando di Islam
La tematica islamica. E’ stata fino a un paio di anni fa una realtà lontana ed estranea a molti ma dopo i fatti dell’11 settembre non c’è stato ambiente sociale dove questa presenza non sia stata almeno una volta richiamata. Nel mondo dell’informazione e negli ambienti accademici i dibattiti teorici sull’Islam si sono intensificati e autorevoli studiosi ne hanno riscritto, in un certo senso, la storia. La complessità consiste nel fare un quadro completo ed obiettivo di un argomento tanto vasto, plurale e discusso poiché, sembra, che nel vecchio continente i musulmani di seconda generazione si trovino, attualmente, di fronte ad un bivio. Leggi il seguito di questo post »