Da bambino ebbe un amore a prima vista e a primo udito per i botti, tutti, fossero di capodanno, di carnevale o del santo patrono. Durante la fanciullezza e l’adolescenza lesse e sperimentò in materia tutto il leggibile e lo sperimentabile, dimostrando oltre alla passione anche un vero talento.
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Archivio per la categoria ‘Roberto Rossi Testa’
Provocazione in forma d’apologo 220
Pubblicato da robertorossitesta su maggio 15, 2012
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Provocazione in forma d’apologo 219
Pubblicato da robertorossitesta su maggio 2, 2012
Un uomo sogna di aver vinto alla lotteria. Si tratta di un grosso premio, continuare a lavorare sarebbe assurdo; cosicché l’uomo si licenzia e va un’ultima volta in ufficio per salutare i colleghi.
Lui finge di non essere troppo contento, i colleghi fingono di esser contenti per lui.
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Provocazione in forma d’apologo 218
Pubblicato da robertorossitesta su aprile 17, 2012
Da qualche settimana nei pressi del mio ufficio c’è un mendicante con un cane. Lui è un giovane gigante mentre il cane è un vecchio nano, ma il pelo di entrambi è riccio e dello stesso colore.
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Provocazione in forma d’apologo 217
Pubblicato da robertorossitesta su aprile 3, 2012
Prossimo alla laurea ottenni a fatica una tesi su Vubì e sul suo unico libro edito, e dopo averla scritta andai a trovarlo nella casa di riposo dove stava passando i suoi ultimi giorni in solitudine.
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Provocazione in forma d’apologo 216
Pubblicato da robertorossitesta su marzo 20, 2012
Quando sei ancora giovane il pessimismo cosmico si scontra buffamente con le grandi aspettative che tuttavia conservi intorno alle tue riuscite. Così se sei un ipocondriaco, cioè se le tue contraddizioni, allo scopo di tenerti occupato, hanno scelto l’ipocondria per svelarsi un attimo e subito nuovamente velarsi, non puoi che imbatterti in un medico come quello in cui s’imbatté un mio compagno di scuola.
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Provocazione in forma d’apologo 215
Pubblicato da robertorossitesta su marzo 6, 2012
Conosco due persone che definire taciturne è riduttivo. La gente se la sbriga dicendole senz’altro mute, entrambe allo stesso modo, mentre per me sono agli antipodi.
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Provocazione in forma d’apologo 214
Pubblicato da robertorossitesta su febbraio 21, 2012
Su uno dei miei balconi, a un metro di distanza una dall’altra, si trovano due piante: un olivo alto e sottile, che sebbene stento riesce sempre a dar qualche oliva, ed un’aucuba bassa ma tanto rigogliosa che non si direbbe quanti tagli ha dovuto subire per rimanere in vita. Le due piante, ho detto, son separate da un metro; ma ognuna di esse è dono di persona a me carissima un tempo o al presente, e quel metro vale mille chilometri.
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Provocazione in forma d’apologo 213
Pubblicato da robertorossitesta su febbraio 7, 2012
Per tutta la vita era andato faticosamente componendo la sua opera, dedicando lunghi anni agli indici e alle note.
Poi, d’un tratto, ne compose il testo vero e proprio.
Non più di mezza pagina, forse appena un paio di frasi, forse qualche parola appena.
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Provocazione in forma d’apologo 212
Pubblicato da robertorossitesta su gennaio 24, 2012
Nella prolissa lista dei miei mali la diplopia per il momento manca, eppure da sempre avverto in modo doloroso lo sforzo del cervello di ricomporre in una le due immagini che istante dopo istante gli pervengono.
Due?
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Provocazione in forma d’apologo 211
Pubblicato da robertorossitesta su gennaio 10, 2012
Una volta c’erano migranti, esuli, fuggiaschi. Le tre categorie erano distinte e per lo più si muovevano lungo rotte e su navi diverse, o diverso era almeno il loro modo di muoversi.
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Provocazione in forma d’apologo 210
Pubblicato da robertorossitesta su dicembre 27, 2011
Mio padre amava la geografia, sicché, stupidamente, io la odiavo.
Sull’argomento c’era una cosa soltanto a metterci d’accordo: l’enciclopedia geografica della De Agostini intitolata “Il Milione”.
Mio padre, profondo nel suo essere pratico, passava le ore a controllare chi confinava con chi, quali stati e in quale sequenza fossero bagnati da un medesimo fiume; mentre io, in attesa di perdermi nelle mie nebbie, andavo appresso a quelle altrui, e m’incantavo sulle saghe e sulle leggende, sui costumi e sugli usi.
Il ricordo più vivo però non è incantato, né riguarda un uso incantevole.
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Provocazione in forma d’apologo 209
Pubblicato da robertorossitesta su dicembre 13, 2011
Fra pochi mesi Antonio e Clara festeggeranno i venticinque anni di matrimonio. Un buon matrimonio. Niente figli, all’inizio erano troppo concentrati su altro, poi quando ci hanno pensato si son resi conto che d’un tratto era diventato troppo tardi, e responsabilmente hanno lasciato perdere. Ma un buon matrimonio, davvero.
E tuttavia, quant’è buona una cosa se non se ne celebra all’intorno la bontà?
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RICEVO E VOLENTIERI PUBBLICO
Pubblicato da robertorossitesta su dicembre 7, 2011
“Prima di tutto mi scuso se non firmo, per motivi che nel corso della lettera diventeranno chiari.
Ho quasi sessant’anni d’età e quaranta di anzianità lavorativa, da un momento all’altro dovevo andare in pensione, tutti in famiglia non vedevano l’ora e anch’io dovevo fingere che fosse così, benché con la morte nel cuore.
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Provocazione in forma d’apologo 208
Pubblicato da robertorossitesta su novembre 29, 2011
La coppia è sul prato in fondo al cortile per il solito rito del pasto della colonia felina.
All’improvviso un lampo in diagonale taglia il cortile: un piccolo animale selvatico inseguito da uno più grande, che proprio in quel punto lo raggiunge e lo addenta.
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Provocazione in forma d’apologo 207
Pubblicato da robertorossitesta su novembre 15, 2011
Un magazzino in disuso, pieno soltanto di ragnatele e rottami, di cinquanta e più metri quadri, per un gatto è un autentico regno. Ci può trascorrere il giorno a fare agguati alle mosche, o, appollaiato su una vecchia credenza, contemplare un immaginario viavai. E poi, a notte, uscire per la porta appena accostata, e ricevere un piatto di pappa da una donna gentile mai lasciata avvicinare e sempre osservata a distanza con gli occhi rotondi, diffidenti e fieri. No, davvero, per un gatto non può proprio esserci niente di meglio.
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Provocazione in forma d’apologo 206
Pubblicato da robertorossitesta su novembre 2, 2011
Fònos e Fōné sono una bella coppia criminale.
Ma lui è un artigiano all’antica: deve far fuori una vittima alla volta, o comunque metterci mano visibilmente.
Lei, invece!
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Provocazione in forma d’apologo 205
Pubblicato da robertorossitesta su ottobre 18, 2011
Due sono i mari, diversi per temperatura, salinità e correnti, ed uno è il luogo, il cui nome è Dovunque, nel quale si uniscono senza confondersi mai.
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Provocazione in forma d’apologo 204
Pubblicato da robertorossitesta su ottobre 4, 2011
Mi diceva sempre che ero vanitoso perché ogni volta che mi imbattevo in uno specchio mi ci guardavo dentro. Proprio lei.
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Opere e giorni 03 (Fantacritiche)
Pubblicato da robertorossitesta su settembre 20, 2011
In “Viola di morte” c’è una figura di donna che, dall’interno della sua casa riscaldata dal fuoco del camino, fa a Landolfi, il quale si trova all’esterno, nel freddo invernale, un cenno enigmatico e inquietante, sul quale il poeta s’interroga inutilmente per anni per infine concludere: “Ora so, che son saggio, / Ora so, / Che mi dicevi di no”.
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Opere e giorni 02
Pubblicato da robertorossitesta su settembre 6, 2011
Il bello della gioventù è che si può, in certi casi e fino a una certa misura, scoprire l’acqua calda senza cadere nel ridicolo. E l’ancora più bello è che a volte si tratta di un’acqua calda davvero diversa, anche se solo di quel tanto che basta a renderla distinguibile dall’altra solita.
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