La poesia e lo spirito

Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?

Archive for the 'Scritture' Category


Da recitare nei giorni di festa - Giuliano MESA

Posted by fmarotta on May 14, 2008

dizester.jpg

Da recitare nei giorni di festa
(23-24 agosto 1996)

               ai sans papiers

I

Dopo che l’afa prosciugò la gioia
e i bambini tacevano, assopiti sull’erba.
Il cane la tovaglia le racchette.
Passato via, il tempo, di qualcuno.
Le carezze. E i ceri che non ardono.
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Provocazione in forma d’apologo 58

Posted by robertorossitesta on May 5, 2008

Trent’anni fa, quando ne aveva venti, l’ultimogenito abbandonò la famiglia. Volarono parole grosse, furono sbattute porte. Mentre i vecchi e i fratelli più grandi stavano arcignamente intorno al tavolo a levare anatemi, il giovane andò per il mondo lungo quelle che via via credeva le sue strade, senza voltarsi mai se non col pensiero. Read the rest of this entry »

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Oralità, scrittura, storia - La poesia di Lello VOCE

Posted by fmarotta on April 29, 2008


(Silvio Merlino, Vulcano che dorme, 1985)

Io sono soprattutto un poeta. Tale mi considero, anche se mi è capitato e mi capita di scrivere romanzi, o di collaborare a quotidiani. Questo probabilmente deriva dalla ’fisicità’ della poesia, dal fatto che metto in gioco il mio corpo e la mia voce. Da anni ormai pratico uno strano tipo di poesia ad alta voce che forse si potrebbe definire Spoken Words, o Hip Hop Poetry, o Performance Poetry. Read the rest of this entry »

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Provocazione in forma d’apologo 57

Posted by robertorossitesta on April 28, 2008

Da bambino gli piaceva l’ottovolante: quella lenta salita fino alla sommità, quel precario indugiare su di essa, quel precipitare che comunque giungeva sempre improvviso e come non più atteso.
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Per le cinque dita - di Ferruccio MASINI

Posted by fmarotta on April 18, 2008

mano rossa

(I testi sono tratti da: Ferruccio Masini, Per le cinque dita (1958-1980), Milano, All’Insegna del Pesce d’Oro, “Acquario”, 1986)

Nulla

Metti accanto al fiore la parola nulla
metti accanto a tutte le cose la parola nulla
mettila accanto all’amore
mettila accanto all’ira della giustizia
all’orgoglio della fame ai grandi libri della saggezza
come il vuoto del silenzio che ammorza la memoria
come il limite dell’anticipazione
questo nulla che è soltanto nulla
e non è neppure il tuo nulla - è il nulla
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The Real Thing

Posted by fforlani on April 18, 2008

di Francesco Forlani

In una delle ultime lettere mandate a Doris Dowling, Cesare Pavese, parlando di Vittorio de Sica cui avrebbe proposto la sceneggiatura di “Vita Bella” scrive:

He must rediscover in it the humble humble horrid tender real thing he is always after. The leitmotif of the lavabos could be a contribution.

Resta da capire se la “real thing” sia quella che premia, la ricerca dello scrittore o il fine di tutto il processo creativo. In altri termini in un’epoca letteraria in cui il giornalismo letterario si è travestito da letteratura è proprio necessario che la letteratura dismetta i propri panni per travestire gli scrittori in detective e reporter? Dopo la capitolazione della “critica” ridotta a popolo di chroniqueurs, cronacanti del mondo letterario, dove i libri escono, o entrano, mai che se ne stessero lì dove sono, perché partecipare cum gaudio alla disfatta della letteratura costretta a subire l’imprimatur della realtà. Ma poi si tratta veramente di realtà o solamente della contemporaneità?
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HARBJ, di Stefania Nardini

Posted by marsiglia on April 17, 2008

Marsiglia da Vieux Port / 2

Dedicato a un amico del cuore Mongi

Harbj

Direzione La Rose.

Di Stefania Nardini

Direzione La Rose.

Gli occhi. Non riuscivo a staccarmi da quegli occhi.

Neri. Glaciali. Dolcissimi.

La prossima. Si, la prossima fermata…. Chartreux.

Dovevo scendere. Dovevo impormi di scendere.

Poi una volta chiuse le porte del metrò sarebbe finita.

Ancora una volta…. Si ancora una volta. Come a Gabes. Datteri e punizioni. Come a Gabes chiuso a chiave dentro la stanza. Read the rest of this entry »

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Provocazione in forma d’apologo 56

Posted by robertorossitesta on April 14, 2008

Nel primo giorno di sole della stagione un uomo stanco decide di andare al parco per passare una mezz’ora di quiete. Con un sospiro soddisfatto si siede e si guarda intorno: mamme che chiacchierano, bimbi che giocano, cani che saltano. Uno di questi attira la sua attenzione. È un cane di taglia media, color crema; si trascina un guinzaglio fatto con un pezzo di corda e porta, come i cani per ciechi, un pettorale cui è collegata una specie di maniglia che gli passa sopra le spalle; il tutto realizzato alla meglio, con materiali di recupero. Read the rest of this entry »

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Terra bruciata di mezzo - di Mirko SERVETTI

Posted by fmarotta on April 12, 2008

giovan-battista-mazzucco.jpg
(Immagine di Giovan Battista Mazzucco)

Da: “Terra bruciata di mezzo (tra Vespero e Lucifero)”, inedito.

Fra le crespe esitanti,
frizzi di tosse
sghimbesci di fumo a mezz’aria.
La notte ancora da dire
col pigro tramenio
delle creature aeree
che via via avvezzate
all’azzurro opaco
cabreranno stridule
alla cerca d’insetti
nel primo chiarore. Read the rest of this entry »

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Autoritratto poetico - Piero BIGONGIARI

Posted by fmarotta on April 8, 2008

apollo-p.jpg
(Gianna Pinotti, “Apollo”. Il Maestro/L’ispirazione profetica, 1996)

[piero-bigongiari.doc]

[I testi antologizzati sono tratti da: Piero Bigongiari, Autoritratto poetico, Firenze, Sansoni Editore, "Fonè", 1985. Il file allegato contiene una esaustiva nota biobibliografica del poeta pistoiese egregiamente curata da Martino Baldi, che ringrazio per la gentile e preziosa concessione.]

Vetrata

O memoria, la terra è il tuo ritorno
negli occhi, le magnolie
in un torno di gridi dai cortili
traboccano, sui lividi ginocchi
spunta l’età più grande come un’alba. Read the rest of this entry »

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Provocazione in forma d’apologo 55

Posted by robertorossitesta on April 6, 2008

Son momenti difficili ed Erre sogna il sogno seguente.
Ha acquistato un appartamento in un quartiere periferico, dove spera che la sua donna lo seguirà. Si trova in visita all’edificio quasi finito (un edificio monumentale e antiquato, in contrasto coi luoghi) quando si scatena un rumoroso parapiglia: un terrorista armato fino ai denti minaccia una folla che terrorizzata fugge. Solo Erre e un sacerdote dall’aria smarrita non fuggono. Il terrorista fa segno al sacerdote di avvicinarsi e ad Erre di andarsene. Il sacerdote (con scarso entusiasmo) obbedisce, Erre no.
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Da “Devoti a Babele”, di Valter Binaghi

Posted by fabrizio centofanti on April 6, 2008

“Infermiere, sto male”
“Male dove?”
“Dappertutto. E’ la crisi, mi chiami il medico, per favore.”
“Il medico è in visita al piano di sopra, comincia a dire a me”
“Mi devo fare. Se no muoio. Morfina cloridrata, metadone. Non mi dica che non ce n’è”
E’ scafato, sa di medicina quanto gli basta per evitare guarigioni.
“Niente da fare”
“Mi chiami il medico”
“E’ la prescrizione del medico. Niente altro che sedativi, se ne vuoi.”
“Ma cosa vuol dire?”
“Vuol dire che mentre sei qui ti levi la scimmia, per amore o per forza”
E se ne va lasciandolo a smaniare. Read the rest of this entry »

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La nave va, di Stefania Nardini

Posted by marsiglia on April 6, 2008

Marsiglia - Napoli da Vieux Port

Un pensiero in un giorno qualunque

La nave va

Sotto il velo della pioggia la nave va.

La memoria dei poeti riposa in questo mare.

Louis Braquier, Gabriele Audisio, Jean Claude Izzo.

Hanno portato con loro il vecchio amore. Annegando in quell’eternità donata delle parole.

Hanno amato Marsiglia.

Le hanno reso omaggio nei silenzi e nelle attese.

La nave va… Read the rest of this entry »

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Provocazione in forma d’apologo 58

Posted by robertorossitesta on April 5, 2008

Trent’anni fa, quando ne aveva venti, l’ultimogenito abbandonò la famiglia. Volarono parole grosse, furono sbattute porte. Mentre i vecchi e i fratelli più grandi stavano arcignamente intorno al tavolo a levare anatemi, il giovane andò per il mondo lungo quelle che via via credeva le sue strade, senza voltarsi mai se non col pensiero. Read the rest of this entry »

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Provocazione in forma d’apologo 54

Posted by robertorossitesta on March 30, 2008

Un vedovo con quattro figli accolse nella sua casa un orfano. Non lo accolse da padre, ma da padrone; e tuttavia da padrone giusto. Una domenica pomeriggio che i figli erano fuori al ballo, servo e padrone stavano soli nel cortile della grande casa e riposavano al sole. L’uomo guardò il ragazzo, non fece un sorriso né disse una parola ma quello sguardo entrò nel cuore dell’orfano e vi rimase.
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Venerdi mattina; una sconfitta

Posted by sgolisch on March 30, 2008

sisifo.jpgIn quarta sanno come distrarmi.
Sinceramente, la voglia di dedicarmi alla declinazione dell’aggettivo in tedesco, questa mattina, è pressappoco zero ;  i venti minuti che ho trascorso in autobus in compagnia di Abraham Joshua Heschel, uno degli autori preferiti da Cristina Campo, lavorano in me e fanno sì che davanti alle 5 ore che mi aspettano, mi senta come Sisifo.
E’ D. , un ragazzo con gli occhi storti che mangia in continuazione, a lanciarmi la prima domanda: Cosa pensa Lei , come straniera, della crisi di governo in Italia? Cosa dovrebbe fare l’Italia per riacquistare la stima  nel mondo? Read the rest of this entry »

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Amelia ROSSELLI nella lettura di Biagio CEPOLLARO

Posted by fmarotta on March 29, 2008

roscep1-100.jpg
(A. Rosselli/B. Cepollaro)

Leggere è insomma un lasciar risuonare una chiave
provando ad aprire altre porte, già comprese nel testo,
ma ancora silenti.

(Biagio Cepollaro)

Due poesie di Amelia Rosselli secondo i criteri della poesia integrata.

Nell’ambito di un corso di aggiornamento per insegnanti di italiano dell’istituto Virgilio di Milano, ho proposto, tra ottobre e dicembre del 2007, dieci incontri di due ore ciascuno dedicati allo studio dei princìpi e dei metodi della ‘poesia integrata’.
Gli appunti seguenti relativi a due poesie di Amelia Rosselli sono scaturiti dal lavoro sull’immagine, sul suono e sul senso realizzato insieme al gruppo di lavoro. Read the rest of this entry »

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Comunità immaginarie

Posted by rmorresi on March 27, 2008

renata.jpg

Oh tutto quel tempo a parlare d’altro. Qualsiasi schiocchezza, quando lavare le tende, il cielo nero nero, l’Iraq. All’aeroporto un giorno avevo sfogliato uno di questi libri che si vendono nelle edicole degli aeroporti, un manuale per manager di successo – ché pare che gli aeroporti siano attraversati solo da queste figure postumane tutte in tiro, unici come l’uomo di vitruvio. Read the rest of this entry »

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Il muro dei grandi, di Lucia Tosi

Posted by Gaja on March 27, 2008

mary-cassatt-children-playing-on-the-beach-5432.jpgLa bambina in costumino rosa si sposta la frangia dagli occhi con un colpetto della mano sporca di sabbia. Strizza gli occhi perché ci è caduto dentro qualche granello. Ha una coda di cavallo tenuta da un fiocco blu, i capelli formano una virgola dietro e una nuvoletta impalpabile, attorno al viso, di ricciolini che sfuggono alla presa. Ha un secchiello e una paletta e dei sandaletti aeroplano. Sembra che giochi con due più grandi, un maschio e una femmina. I due corrono, ogni tanto una piccola spinta, uno schiaffetto leggero alla piccola. Ridacchiano, parlottano. Si allontanano. Sono abbronzati, neri di occhi e di capelli. La tormentano. Lei non vorrebbe. Guarda insistentemente verso due signore sulla panchina che parlano fitto fitto. Quella con gli occhiali le sorride continuando a chiacchierare, l’altra alza gli occhi sui due ragazzini, le fa un cenno come per dirle vieni, oppure gioca anche tu, corri. La piccola non sente il bisogno di andare dalle due donne, vorrebbe solo poter pastrocchiare con la sabbia e l’acqua in pace come vede fare a quei due uomini più in là che hanno una pentola gigante che gira gira e fa un rumore continuo. Poi prendono quello che hanno messo dentro il pentolone e lo stendono con delle pale per terra e lo lisciano lo lisciano mi piacerebbe lisciarlo anch’io. E’ settembre, sul lago c’è una barca a vela, il cielo è grigio (cosa vuol dire plumbèo, Teresa? Ah ah plùm-beo, piccola, plum-be-o). Voglio tornare a casa. A casa c’è la mamma, si sforza di pensare. Ma non le viene un sentimento più grande di così. Prova a provarlo come ha letto nei librini: una mamma oca, una mamma mucca e i loro cuccioli che vogliono stare sempre con le loro mamme. E un papà coi baffi e l’aria severa che però ride e non sgrida i suoi bambini. Ma la sua mamma è vecchia e il papà è un po’ calvo alto alto. Read the rest of this entry »

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In Itinere - Federico ZULIANI

Posted by fmarotta on March 26, 2008

john walker
(John R. Walker, Travelling South)

Non ho mai creduto alla poesia di/per genere, tanto meno all’esistenza di una poesia “generazionale”. Trovo quest’ultima, se possibile, un’etichetta ancora più trita, inutile e vuota tra tutte quelle che infettano e piagano il panorama della letteratura in versi, deprivandolo della possibilità di significare oltre i limiti arbitrariamente imposti e di mostrare l’intero orizzonte degli echi e degli alfabeti di senso che contiene. Distribuendo patenti e innalzando steccati che, apparentemente, cercano di definire uno spazio e la sua presunta specificità, non fanno altro che negare, nei fatti, la possibilità di un ascolto e di una fruizione a tutto campo di quell’inafferrabile atto creativo che fa del polimorfismo la sua ragion d’essere profonda, il suo peculiare e molteplice sguardo sul mondo. Read the rest of this entry »

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