Archivio per la categoria ‘Serial writers’
Pubblicato da giovanniag su aprile 13, 2010

Stefania Nardini: “Jean Claude Izzo. Storia di un marsigliese” (Perdisa Editore, 2010) – € 14
(Recensione e intervista all’autrice di Giovanni Agnoloni)
Stefania Nardini Marsiglia l’ha conosciuta dopo aver sognato Jean-Claude Izzo che le diceva che la città le avrebbe parlato di lui. Ci è andata e se n’è innamorata, restandoci per quattro anni. Leggendo le pagine di questa ‘biografia di atmosfere’, si raccoglie come il precipitato di questa esperienza di vita. La scrittrice-giornalista romana, ma napoletana dentro, era la persona più indicata, per professione e cultura, a scavare nel percorso biografico e artistico di questo reporter-scrittore francese di origine – appunto – campana. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da bmadeccia su febbraio 25, 2010

La mamma lo tiene prigioniero da quarantacinque anni. Non si può allontanare da lei. Questi sono gli ordini. Allora lui, allora lui, dicevo, allora lui, per sopravvivere si è trasformato in anaconda. Non viaggia molto, anzi per niente. Sta perlopiù fermo, striscia attorno alla casa. Oppure guarda le foto delle bambine discinte attraverso l’oblò sul mondo, la scatola elettronica dei giochi, insomma, lì, dove ci sono le bamboline vive, quelle che puoi circondare e stritolare con un click. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da bmadeccia su gennaio 25, 2010

la vecchia signora mirandolina plum aveva un giovane amante. nel castello di svendor lei si occupava del ristoro spiritofisicosensuale di lui, e lui, in cambio, si occupava degli insetti. ogni volta che la signora mirandolina plum s’accorgeva della presenza di un insetto, urlava il nome del suo giovane amante intonando un canto che impastava assieme sesso, speranza e perdono, casto perdono. a quel punto il giovane interveniva per risolvere la questione, agendo in base a un campionario di bestie striscianti che la signora stessa aveva redatto, classificando gli ospiti indesiderati in base alla forma del loro corpo. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da bmadeccia su dicembre 19, 2009

<È dai particolari che si vede l’artista, dicono. E io curo i particolari>.
Così era solito vantarsi, quello scrittore che sulle sue capacità letterarie accettava di buon grado qualunque sfida non temendo mai il confronto con chicchessia. Perché lui, nel confronto, si esaltava.
Ma vent’anni prima era accaduto l’imponderabile, anche nella sua vita. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da bmadeccia su novembre 25, 2009

U. L. V. era, suo malgrado, un poeta. In realtà avrebbe voluto fare l’astronauta, da bambino, o forse lo sfasciacarrozze. Gli piacevano i cimiteri delle auto, quando era piccolo. Poi invece aveva finito per diventare un perito informatico, ma questa è un’altra storia. O forse no, in ogni caso comunque per noi non è importante. Probabilmente non è importante nemmeno per U. L. V.
A lui, da piccolo, la poesia non interessava granché. Si trattava soltanto di parole che gli facevano imparare a memoria a scuola, quando lui preferiva passare il tempo a odorare le matite colorate. Crescendo, cominciò invece a percepire questa cosa della poesia. Sulle prime non ci fece caso, pensando che magari fosse dovuta alla pubertà. Dopo un po’ però iniziò a preoccuparsi. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da bmadeccia su ottobre 25, 2009

Il primo romanzo di Deborah Scheletri uscì nel 2007 e adesso che era il 2009 Deborah aveva pubblicato sei romanzi con una media dirompente di tre romanzi l’anno. La media però non raccontava le cose per come stavano davvero. Infatti Deb – come l’avevano ribattezzata i pochi giornali che si erano occupati di lei; almeno prima che la ribattezzassero “Deborah l’elefantessa assassina” e ci triplicassero le vendite con il suo caso dell’orrore – aveva piazzato cinque libri in un solo anno – cioè il 2009 – per quattro diverse case editrici. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da bmadeccia su settembre 29, 2009

§1
12 settembre 2048. Questa mattina, nel suo appartamento di New York, all’età di 86 anni, si è spento lo scrittore americano David Foster Wallace. Lo scrittore soffriva da diverso tempo di un male incurabile, dovuto ai postumi di un incidente domestico. Wallace era conosciuto presso il grande pubblico per le opere pubblicate a ridosso del passaggio tra il secolo scorso e questo presente. La moglie ha continuato ad accudirlo fino dal giorno in cui, quaranta anni fa, Wallace subì l’incidente che lo immobilizzò su un letto. David Foster Wallace cadde da una scala battendo la testa. Il ritardo dei soccorsi – lo scrittore era solo, la moglie giunse sul luogo due ore dopo l’accaduto – pregiudicò la sua situazione impedendo l’irreparabile. Leggi il seguito di questo post »
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Pubblicato da bmadeccia su agosto 28, 2009

La notte è più difficile, lo saprà di certo anche lei.
La notte nel silenzio ci sono volte che non la controllo: la parola monta, monta, monta, e poi tracima. Di notte se dormissi sarebbe meglio, è chiaro, ma il problema è che la bionda della volta scorsa non ha capito nulla di tutta la faccenda. Certo che no, si fidi, per questo ha fatto quella gran cagnara da circo, ché se fosse stata zitta un solo momento ad ascoltare, non saremmo qui, né io, né lei.
In verità capiscono di rado. Leggi il seguito di questo post »
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