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	<title>La poesia e lo spirito</title>
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	<description>Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?</description>
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		<title>Vivalascuola. Non facciamo la “scuola dei nonni”</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:00:49 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gli insegnanti sono più esposti a patologie psichiatriche (ed a suicidio) e oncologiche in seguito allo stress-lavoro-correlato della loro helping profession. Il prepensionamento rappresentava per alcuni l’ultima via di fuga per scampare a un destino tutt’altro che felice, e ora non c’è più. (Vittorio Lodolo D&#8217;Oria) Un bambino piccolo ha il diritto ad avere un&#8217;insegnante [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58041&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://b.vimeocdn.com/ts/223/887/223887491_640.jpg" alt="" width="467" height="262" /></p>
<p><em>Gli insegnanti sono più esposti a patologie psichiatriche (ed a suicidio) e oncologiche in seguito allo </em>stress<em>-lavoro-correlato della loro </em>helping profession.<em> Il prepensionamento rappresentava per alcuni l’ultima via di fuga per scampare a un destino tutt’altro che felice, e ora non c’è più. </em>(<a href="http://www.burnout.blogscuola.it/?p=310">Vittorio Lodolo D&#8217;Oria</a>)</p>
<p><em>Un bambino piccolo ha il diritto ad avere un&#8217;insegnante affettuosa e capace, ma piena di energia fisica, di pazienza, che abbia la voglia e la forza di giocare, di sperimentare e di &#8220;</em>abbassarsi<em>&#8221; al suo livello, di permettergli di crescere. </em>(<a href="http://www.retescuole.net/contenuto?id=20120113014159">Franca Valentini</a>)</p>
<p><em><a href="http://www.flcgil.it/scuola/pensioni-scuola-accolto-ordine-del-giorno-alla-camera.flc#odg">Un ordine del giorno</a> riapre la partita sulla &#8220;</em><a href="http://www.flcgil.it/attualita/previdenza/pensioni-una-riforma-strutturale-che-cambia-le-regole-le-tabelle-con-i-nuovi-requisiti.flc">riforma delle pensioni</a><em>&#8220;. L&#8217;</em>iter<em> della legge non si è ancora concluso: dovrà essere discussa al Senato ed è possibile che il decreto, in scadenza il 27 febbraio, subisca ulteriori modifiche e debba tornare a Montecitorio.</em></p>
<p><strong>Non possiamo fare la &#8220;scuola dei nonni&#8221;</strong><br />
di <strong>Giovanna Lo Presti</strong></p>
<p>Esistono crimini contro l&#8217;umanità non contemplati in nessun codice penale e che determinano uno stato di violenza senza spargimento di sangue<span id="more-58041"></span>, un asservimento di fatto degli esseri umani pur in un apparente stato di libertà. Tre di questi crimini continuano ad essere perpetrati in Italia dalla classe dominante: <strong>la rottura del patto tra generazioni</strong> (patto che prevedeva una buona trasmissione ereditaria – in tutti i sensi – da una generazione all&#8217;altra), <strong>la vanificazione della speranza in un futuro migliore, il reiterato ricorso ad argomentazioni evidentemente illogiche, finalizzate a rendere “<em>naturali</em>”, “<em>inevitabili</em>”, “<em>necessari</em>” sia il presunto antagonismo tra generazioni sia il futuro di lacrime e sangue</strong>.</p>
<p>Il governo Monti è il punto d&#8217;approdo di un lungo percorso, caratterizzato dall&#8217;erosione dei diritti conquistati dai lavoratori in lunghi anni di lotta e da una crescente posizione di privilegio da parte del padronato. Il progetto manifesto è quello di ridisegnare i rapporti sociali, sottraendo ulteriori diritti alla gran massa degli individui e confermando, per pochi, spropositati privilegi. Mentre il pianeta rischia la catastrofe ecologica i nostri tecnocrati sproloquiano di aumento del PIL e di sviluppo ed invocano il fantasma dell&#8217;Europa e quello della globalizzazione per convincerci che tutto si decide altrove.</p>
<p>Non è vero: tutto si decide qui ed ora. E&#8217; qui ed ora che deve cominciare la riscossa. <strong>Nessuna guerra è vinta per sempre</strong> – e questo vale anche per i Signori della Borsa. <strong>Recuperare il senso del futuro è un&#8217;urgenza – e non solo per le giovani generazioni che, giustamente, hanno individuato nei “<em>ladri di futuro</em>” i loro antagonisti.</strong> La possibilità di pensare il tempo futuro è la caratteristica che ci rende quel che siamo, e cioè esseri umani. Ma il futuro che ci appartiene è il nostro futuro, non un futuro generico. Inutile pensare sui tempi lunghi, perché, come ci ricordava un economista di statura ben diversa dai nostri Monti e Tremonti, sui tempi lunghi saremo tutti morti.</p>
<p>E&#8217; tempo di giocare il nostro <em>hic et nunc</em> contro l&#8217; <em>hic et nunc</em> di chi ci governa. Il loro è l&#8217;<em>hic et nunc</em> della mancanza di memoria storica, dell&#8217;appiattimento degli eventi, della trasformazione di decisioni umane in decisioni metafisiche, inappellabili, stoltamente “<em>naturali</em>” ( è il <em>leitmotiv</em> del “<em>si deve fare così, perché così vogliono i mercati</em>”). Il nostro deve essere l&#8217;<em>hic et nunc</em> di chi ragiona, si rifiuta di accettare un futuro minaccioso e sente perciò l&#8217;urgenza di un cambiamento positivo. Dice Marc Augé:</p>
<blockquote><p><em>“<strong>La paura di diventare poveri, il senso del tempo che passa, l&#8217;impazienza dell&#8217;adolescente o il pessimismo di chi invecchia, il senso dell&#8217;urgenza, per dirla tutta, sono armi terribili che risvegliano la lucidità</strong>. L&#8217;Illumismo, da questo punto di vista resta il riferimento rivoluzionario più consono, perché aveva puntato sul risveglio delle coscienze individuali che tutto l&#8217;apparato politico e religioso dell&#8217;</em>Ancien Régime<em> intendeva tenere addormentate. Quella battaglia non è mai stata completamente vinta e continua ancora. L&#8217;idea di individuo rimane sovversiva finché significa che il mondo nasce con me e muore con me”.</em></p></blockquote>
<p><strong>Dar senso alla nostra finitezza mantenendo vivi i legami sociali è quello che siamo chiamati a fare</strong>. Contro il conformismo, contro il futuro-minaccia, contro la prospettiva di una crescita esponenziale della diseguaglianza, contro la morte della speranza dobbiamo giocare la carta del dire “<em>no</em>” a tutto quanto vuol rendere la nostra vita peggiore. E&#8217; questo l&#8217;unico modo di batterci anche per i nostri figli. <strong>Oggi i padroni di turno stanno togliendo loro l&#8217;aspettativa di una vita dignitosa; l&#8217;unica, vera eredità che possiamo lasciare alle nuove generazioni è quella della speranza, che si nutre di ragione e che si ribella</strong> – sempre – quando la ragionevolezza viene calpestata in nome del privilegio di pochi.</p>
<p>La classe dominante ci vuole indigenti e precari, dalla culla alla tomba. <strong>Un&#8217;istruzione pessima, un lavoro indecente, gravoso e mal pagato, una pensione da fame, da percepirsi in età avanzata, è tutto quello che ci vogliono offrire.</strong> Quando Monti parla di “<em>equità</em>” della sua manovra dice paradossalmente il vero: non solo i precari, ma anche gli stabilizzati devono patire. L&#8217;allineamento verso il basso è l&#8217;“<em>equità reale</em>” del banchiere Monti. Si tratta di un&#8217;aggressione inaccettabile – eppure non c&#8217;è ancora stata la risposta sociale che queste provocazioni avrebbero richiesto.</p>
<p><strong>Questo è un appello alla mobilitazione dei lavoratori della scuola</strong>, volto ad evitare che, dopo i guasti epocali della “<em>riforma</em>” Gelmini un&#8217;altra piaga venga a martoriare la già devastata scuola italiana. Mettiamo tra parentesi tutte le altre superficialità che il nuovo ministro dell&#8217;istruzione, Francesco Profumo, è riuscito a dire nelle poche settimane del suo mandato e concentriamoci soltanto su una, quella che ha a che fare con l&#8217;acrobatico balzo in avanti dell&#8217;età pensionabile proposto dal governo Monti, un balzo così ardito che, in un sol colpo, è riuscito a fare molto, molto più danno di tutte le precedenti “<em>riforme</em>” del sistema pensionistico ed ha fatto apparire come giochi da dilettanti gli interventi di Amato, di Dini e tutte le diatribe su “<em>scaloni</em>” e “<em>scalini</em>” cui abbiamo assistito negli ultimi anni.</p>
<p><strong>Ci sono molti modi per compromettere il buon funzionamento della scuola pubblica.</strong> Negli ultimi due decenni governi successivi lo hanno fatto attraverso<strong> una continuativa politica di tagli di risorse e di personale, accompagnata da una crescente burocratizzazione del lavoro a scuola, da una messa tra parentesi dei problemi della scuola reale e da un continuo, insopportabile, dilettantesco chiacchiericcio su una scuola virtuale</strong>, esistente solo e soltanto per tecnici, politici e, ahimé!, sindacalisti di professione.</p>
<p>Adesso arriva il colpo finale, il “<em>botto</em>” che chiude i tristi fuochi d&#8217;artificio del ministero Gelmini, in perfetta continuità con la cialtroneria dilettantesca della ministra dedita a propugnare la meritocrazia per tutti gli altri e il percorso facilitato per se stessa. <strong>Il “<em>botto</em>” del governo Monti è quello che ha individuato nell&#8217;innalzamento dell&#8217;età della pensione una delle riforme strutturali richieste dall&#8217; Europa.</strong> Con le belle e illogicissime motivazioni che soltanto così possiamo pensare al futuro dei nostri figli, soltanto così si aumenta l&#8217;occupazione (!). bla, bla, bla.</p>
<p>E&#8217; ora di dire basta a questi riti tribali del capitalismo finanziario nella sua fase marcescente; che l&#8217;Europa non sia quella dei popoli ma quella del finanzcapitalismo, per usare l&#8217;efficace neologismo che ha coniato Luciano Gallino, lo sanno ormai anche i bambini.</p>
<p>Dobbiamo trovare il coraggio di dire un “<em>no</em>” secco ad un&#8217;età della pensione spostata sempre più in avanti, con la scusa di un aumento della vita media. <strong>Andare in pensione alle soglie dei settant&#8217;anni potrà andar bene per qualcuno, ma non per tutti. Non va bene per chi fa un lavoro usurante e faticoso per il fisico, non va bene per chi, ed è il caso degli insegnanti, fa un impegnativo lavoro di relazione, ridotto ormai, sempre più spesso, ad un lavoro di cura.</strong> Non mancano gli studi che hanno messo in evidenza il fenomeno del <em>burnout</em> che colpisce gli insegnanti, categoria che nell&#8217;immaginario collettivo gode di ingiustificati privilegi, ma che nella vita vera fa un lavoro rischioso per la salute fisica e mentale.</p>
<p>Ecco quanto Vittorio Lodolo D&#8217;Oria, il medico milanese che da tempo si interessa del problema, ha scritto, nel novembre 2011, quando in realtà la questione riguardava “<em>soltanto</em>” l&#8217;impedimento ad andare in pensione prima dei quarant&#8217;anni di servizio:</p>
<blockquote><p><em>“La questione di fondo [...] riguarda la salute del cittadino-lavoratore. <strong>L’art. 32 della nostra Costituzione afferma che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.</strong> In aggiunta il nuovo T.U. sulla tutela della salute dei lavoratori (D.L. 81/08) specifica che il datore di lavoro effettua la valutazione di tutti i rischi da </em>stress<em> lavoro correlato, inclusi quelli connessi alle differenze di genere ed età (art. 28) ed ancora che i rischi specifici cui il lavoratore è esposto in base all’attività svolta (</em>stress<em>-lavoro-correlato per i docenti), una volta individuati, devono essere enunciati nel </em>Documento di Valutazione dei Rischi<em>, indicando le contromisure atte a contrastarli (art.17). Più volte e con toni accesi abbiamo segnalato attraverso pubblicazioni scientifiche italiane, europee e di altri Paesi (USA, Giappone) che <strong>gli insegnanti sono più esposti a patologie psichiatriche (ed a suicidio) e oncologiche in seguito allo </strong></em><strong>stress</strong><em><strong>-lavoro-correlato della loro </strong></em><strong>helping profession.</strong><em><strong> Il prepensionamento rappresentava per alcuni l’ultima via di fuga</strong> per scampare a un destino tutt’altro che felice, e ora non c’è più”.</em></p></blockquote>
<p>Questo prima della “<em>riforma</em>” Monti – figuriamoci adesso.</p>
<p><strong>Non possiamo avere la “<em>scuola dei nonni</em>”</strong>; già ora entrare in una sala insegnanti stringe il cuore. <strong>L&#8217;età media è altissima</strong> (si veda l&#8217;ultimo rapporto della Fondazione Agnelli sulla secondaria di primo grado, in cui si sottolinea come <strong>l&#8217;età media dei docenti sia ben oltre i cinquant&#8217;anni e come, anzi, lo scaglione più consistente si attesti attorno ai 58 anni di età</strong>), <strong>la distanza anagrafica dai propri studenti enorme</strong>, drammatica, soprattutto se guardiamo alle scuole materne e alla primaria. Inoltre i giovani docenti non esistono, se non in modo accidentale, vorremmo dire residuale. <strong>Gli stessi precari hanno un&#8217;età media alta (attorno ai quarant&#8217;anni</strong>; basti guardare i dati relativi alle rare immissioni in ruolo). La scuola italiana ha perso una, forse due, generazioni di insegnanti – chi è vessato dal precariato non può svolgere con serenità il proprio lavoro, costretto com&#8217;è a saltabeccare da un posto di lavoro ad un altro, a fare i conti con una retribuzione esigua e discontinua, a non poter vedere i frutti del proprio lavoro, a non essere in condizione di costruire relazioni stabili e confronto reale con i colleghi più anziani.</p>
<p>Al dramma del precariato (e senza precari, ricordiamolo, la scuola italiana non potrebbe funzionare) si aggiunge adesso il dramma di insegnanti trattenuti al lavoro ben oltre i 35 anni di servizio. Aggiungiamo che <strong>la forte femminilizzazione della categoria rende questo provvedimento ancora più ingiusto e cruento</strong>. La massiccia presenza di donne docenti è un dato patologico che meriterebbe un approfondimento; in questa sede basti ricordare che, in un Paese che brilla per l&#8217;assenza di sostegno alle famiglie, quelle <strong>donne docenti hanno dovuto, quasi sempre, conciliare, con fatica, lavoro e accudimento familiare. Dalla cura dei figli sono spesso passate, nel giro di pochi anni, alla cura degli anziani genitori – ma non hanno smesso di fare il loro mestiere</strong>. E, se la scuola italiana si regge ancora in piedi, questo avviene a causa della buona volontà e dell&#8217;impegno dei singoli che provvedono alle carenze del sistema con impegno e buona volontà.</p>
<p>In questo momento persone che hanno iniziato a lavorare tra la fine degli anni Settanta e l&#8217;inizio degli anni Ottanta, accettando un patto che, a fronte di retribuzioni modeste, garantiva un lavoro con una forte vocazione sociale e culturale, un impegno orario limitato nella giornata e la possibilità di ritirarsi in pensione in un&#8217;età non avanzata, <strong>si ritrovano a fare un lavoro svilito dal punto di vista culturale, sempre più gravoso, diventato, in termini di orario giornaliero, quasi a tempo pieno; anche se, fuori dalla scuola, nessuno se n&#8217;è accorto</strong>. E le retribuzione sono ancor più modeste e l&#8217;età per andare in pensione è diventata spropositatamente alta.</p>
<p>Da troppo tempo si è rotto il patto sociale, da troppo tempo i privilegi di quel dieci per cento che detiene metà della ricchezza nazionale sono diventati diritti mentre, parallelamente, i diritti di chi lavora sono divenuti privilegi.</p>
<p>E&#8217; ora di rivendicare i nostri diritti con energia; se i sindacati maggiori tacciono, più o meno sgomenti, facciamo sentire comunque la nostra voce. Facciamo girare il presente appello, raccogliamo firme per sostenere:</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>il ritiro della “<em>riforma</em>” pensionistica varata da Monti;</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>il ripristino dei trentacinque anni come come soglia per aver accesso alla pensione; e che questa sia una pensione dignitosa, non con indebite penalizzaioni;</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>un piano di immissione in ruolo che affronti, finalmente, il problema del precariato; la scuola non può massacrare altre generazioni di insegnanti.</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Frattanto pretendiamo, nelle nostre scuole che lo <em>stress</em>-lavoro-correlato per i docenti venga individuato e denunciato nel Documento di Valutazione dei Rischi e che si mettano a punto le misure per arginarlo</strong>; sarà ben difficile individuare tali misure, ma rientra tra gli obblighi del dirigente. Per noi docenti questo è comunque un modo di far affiorare un problema sommerso e che va portato, con più decisione, a conoscenza dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>A chi ci dovesse accusarci di irrealismo rispondiamo che <strong>irrealista è chi, contro ogni evidenza, ci racconta che andare in pensione più tardi favorisce la creazione di nuovi posti di lavoro e che far entrare un paese in recessione è la via necessaria per lo sviluppo</strong>.</p>
<p>* * *</p>
<p><strong>Cerchiamo di farli riflettere</strong><br />
di <strong>Franca Valentini</strong></p>
<p><strong>Sono un&#8217;insegnante di Scuola dell&#8217;Infanzia e scrivo a nome mio e di tante nella mia stessa condizione: avrò 58 anni di età ad aprile ed ho maturato 36 anni di contributi il 31 dicembre 2011</strong>. Il problema che vorrei sottoporvi, in questo momento dove molti faticano a trovare il pane quotidiano, se prima di quest&#8217;ultima riforma delle pensioni era serio ed importante, ora è altamente preoccupante per noi insegnanti e per i bambini che ci verranno affidati.</p>
<p>Il problema che sollevo è questo:<strong> IL LAVORO DI EDUCATRICE DI NIDI E DI INSEGNANTE DI SCUOLA DELL&#8217;INFANZIA E&#8217; DA CONSIDERARARSI USURANTE (ma lo è anche, per altri motivi, quello dell&#8217;insegnante in genere)</strong>. La manovra che il nuovo governo (cambiamento tanto atteso) ha promulgato non solo alzerà per tutti l&#8217;età pensionabile, non garantendo più nemmeno i 40 anni di contributi, ma costringe molte come me a lavorare ben 43 anni arrivando, nel mio caso, a 64 anni di età.</p>
<p>Se avrete la pazienza di leggere quanto seguirà, capirete perché <strong>sono MOLTO preoccupata per la dignità dei miei alunni e della mia salute mentale e fisica</strong> (una cosa è fare l&#8217;impiegata, altro è fare l&#8217;insegnante di scuola dell&#8217;Infanzia!).</p>
<p>Voglio solo ricordarvi le affermazioni fatte da alcuni a proposito dell&#8217;età pensionabile, dei cosiddetti privilegi di cui le donne non debbano usufruire e della assurdità di inserire il lavoro di insegnanti tra quelli usuranti.<br />
Non tutti sanno, anzi lo sanno in pochi, cosa vuol dire fare l&#8217;insegnante ed in particolare di Scuola dell&#8217;Infanzia.</p>
<p><strong>Ho 36 anni di servizio e solo 57 di età e sono rimasta a lavorare in questo tipo di scuola perché ci credevo, perché insieme ad altre pioniere abbiamo trasformato un servizio che era pura assistenza e sorveglianza in una vera scuola (che tutti ci invidiano)</strong>: abbiamo studiato, sperimentato, imparato a leggere i bisogni, a dare risposte, a progettare, a rapportarci con i genitori ed il territorio. E&#8217; stato difficilissimo e faticoso, ma di grande soddisfazione ma <strong>ero certa (così erano le regole) che quando non ce l&#8217;avrei fatta più a garantire tutto ciò sarei potuta andare in pensione con 35 anni di servizio. Quello non era un patto tra lo stato e me? Se avessi saputo che lo stato avrebbe cambiato i termini, avrei cambiato scuola, o meglio mansione.</strong></p>
<p>Nel frattempo la società e quindi i bambini sono cambiati: 28 individualità per sezione (ora 29!) per 8 ore al giorno. Sì, dico<strong> 29 bambini dai 3 ai 5 anni che passano a scuola molto più tempo che con la loro famiglia: chiedono di star bene, &#8220;<em>pretendono</em>&#8220;, manifestano bisogni che devi soddisfare</strong>. Mai si può riproporre il percorso che era andato bene un anno prima: <strong>c&#8217;è il diversamente abile, ci sono almeno 10 bambini stranieri da &#8220;<em>includere</em>&#8220;, ci sono diversità che aspettano risposte</strong>.</p>
<p>Ma c&#8217;è anche l&#8217;età (la mia e quella del bambino): <strong>un bambino così piccolo ha il DIRITTO ad avere un&#8217;insegnante affettuosa e capace, ma piena di energia fisica, di pazienza, che abbia la voglia e la forza di giocare, di sperimentare e di &#8220;abbassarsi&#8221; al suo livello, di permettergli di crescere</strong>.</p>
<p>Io dentro la scuola ci sto bene e ho fatto di tutto per renderla migliore: sono stata per anni Funzione Obiettivo responsabile dell&#8217;Offerta Formativa, sono collaboratrice di un dirigente reggente, ho sempre partecipato agli organi collegiali, ho acquisito competenza e professionalità e <strong>mi ritengo una buona insegnante, ma alle 4 del pomeriggio quando riesco ad uscire dopo 6 ore di scuola sono sfinita</strong>. Mi accorgo che <strong>con il tempo non sarò più in grado di svolgere il mio lavoro con DIGNITA&#8217;, che i bambini hanno bisogno di forze fresche, di figure più giovani e piacevoli (e non di un gruppo di nonne o peggio ancora di streghe sfinite!)</strong>. Le forze fisiche, dopo anni di questo tipo di lavoro, stanno scemando <strong>(molte di noi hanno problemi alle corde vocali, alla schiena) e la mente perde elasticità, memoria, prontezza: non lavoriamo con delle pratiche ma con bambini molto piccoli e una dimenticanza può risultare fatale</strong>.</p>
<p>Nel frattempo sono stata moglie (ora vedova), madre, figlia, nuora e casalinga: non credete che dopo 36 anni di lavoro (e sono certa di non rubare la pensioni ai giovani che hanno il diritto di lavorare e costruirsela!) sia giusto che riesca ad andare in pensione?</p>
<p>Ma ho &#8220;<em>solo</em>&#8221; 57 anni e si pretende di farmi lavorare altri 7 anni!<br />
Non posso andare in pensione? Se pensate che questo non sia più fattibile (ma se non vado con 36 anni di servizio, quando lavoreranno le mie figlie?), <strong>vorrei avere almeno la possibilità di restare nella scuola (fino ai 40 anni) per supportare i giovani che entreranno: fare il <em>tutor</em>, dare la mia competenza per la progettazione, per lo svolgimento dell&#8217;attività didattica&#8230; ma essere esonerata, al bisogno, dal lavoro con i bambini</strong>.</p>
<p>Se non verrà prevista questa possibilità, molte di noi per problemi fisici e mentali dovranno ricorrere alle Commissioni mediche per essere esonerate dal servizio: &#8220;<em>non più idonea a svolgere il lavoro frontale con gli alunni</em>&#8220;.</p>
<p>Dopo anni ed anni nella scuola affrontati con passione, professionalità, spendendo forze poco riconosciute dall&#8217;opinione pubblica ma apprezzate da bambini e famiglie, ci chiuderanno in un ufficio, occuperemo i posti degli Amministativi senza averne le competenze: non ci possono fare questo anche se senza dubbio è da preferire all&#8217;alternativa di fare del male ai nostri alunni.</p>
<p>Vorrei aggiungere, se si pensa in coscienza, che renderci uguali nell&#8217;età pensionabile sia giusto se uguali, uomini e donne, specialmente in Italia, non lo siamo stati mai. Sicura che leggerete con attenzione la mia lettera e ve ne ricorderete nel momento dei confronti e delle decisioni.<br />
Distinti saluti a mio nome e di tutte quelle nella mia condizione.</p>
<p>* * *</p>
<p><strong>La settimana scolastica</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/istat-divario-salari-prezzi-cosi-alto-crolla-fiducia-consumatori/186595/">I salari crescono, ma cresce il doppio l’inflazione</a>. Diminuisce, quindi, il potere d’acquisto delle famiglie italiane</strong>. Lo dice l’Istat, che ha rilevato come nel 2011 le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate dell’1,4%, mentre i prezzi sono cresciuti del 3,3%. Una differenza pari a 1,9 punti percentuali, la più alta rilevata dall’agosto del 1995.</p>
<p><strong>A</strong><strong>umenti significativamente superiori alla media si registrano per i comparti militari-difesa (+3,3%)</strong>, forze dell’ordine (+3,1%), gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi (+3,0%). Mentre<strong> le variazioni più contenute interessano ministeri e scuola (per entrambi l’aumento è dello 0,2%)</strong>, regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale (0,3% in ambedue i casi).</p>
<p><strong>D&#8217;altra parte lo dice anche un&#8217;<a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_23/nota-ocse-disuguaglianze_e8c9aff4-45df-11e1-9389-b1111b488a17.shtml">indagine Ocse</a>: le disuguaglianze sociali in Italia sono in crescita</strong>.<strong> La disuguaglianza dei redditi in Italia è superiore alla media dei Paesi OCSE</strong>. Nel 2008, il reddito medio del 10% più ricco degli italiani era di 49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro) indicando un aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1 di metà degli anni Ottanta.</p>
<p>Per diminuire le disuguaglianze &#8211; segnala l’Ocse &#8211; <strong>occorrerebbe una riforma delle politiche fiscali e previdenziali</strong>, che costituisce lo strumento diretto per accrescere gli effetti redistributivi. Ma avviene il contrario:<strong> la redistribuzione reddituale attraverso i servizi pubblici è diminuita dal 2000 a oggi</strong>. La sanità, l’istruzione e i servizi destinati alla salute &#8211; che da sempre contribuiscono ad evitare che si accentui il divario tra i più e i meno abbienti &#8211; sono di fatto incapaci di ridurre le disuguaglianza perché la spesa pubblica in questi anni è fortemente diminuita.</p>
<p>Non sono un&#8217;eccezione allora situazioni come questa di <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/24/news/risposta_a_martone_studente_28_anni-28697709/?ref=HREC1-2">Adelmo Monachese</a>:</p>
<blockquote><p><em><strong>Ho 28 anni e ancora non mi sono laureato</strong>. Vivo a Foggia e stavo cercando di laurearmi a Bari in Scienze della comunicazione mantenendomi con vari ed eventuali lavori&#8230;. <strong>sono: studente fuori corso, pendolare, lavoratore saltuario, sottopagato e a nero. Sto mollando l&#8217;Università</strong> (mi mancano quattro esami e ho una media del 28/29, di preciso non la ricordo ma non è inferiore a quanto vi ho indicato) perché <strong>da quando mi sono iscritto le tasse, le tariffe dei treni e i prezzi dei libri sono solo aumentate</strong>. Le borse di studio? Non ne parliamo: sono un traffico così oscuro&#8230;</em></p></blockquote>
<p>Invece il viceministro al Lavoro e alle Politiche sociali, <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/24/news/martone_laureati-28671973/">Michel Martone</a>, parlando alla &#8220;<em>Giornata sull&#8217;apprendistato</em>&#8221; organizzata dalla Regione Lazio, al fine di dare &#8220;<em>messaggi chiari ai giovani</em>&#8221; gli ha dato dello &#8220;<em>sfigato</em>&#8220;:</p>
<blockquote><p><strong><em>&#8220;Dobbiamo dire ai nostri giovani che se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto tecnico professionale sei bravo. Essere secchione è bello, almeno hai fatto qualcosa&#8221;.</em></strong><em></em></p></blockquote>
<p><strong>C&#8217;è chi dice che Martone ha sbagliato solo nello &#8220;<a href="http://27esimaora.corriere.it/articolo/ma-io-sto-con-martone-troppi-28-anni-per-laurearsi/">stile</a>&#8220;</strong> e che, è vero, l&#8217;età della laurea in Europa non arriva a 24 anni, mentre gli studenti italiani <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/24/news/l_et_media_di_laurea_25_anni-28693999/">si laureano in media</a> a 23,9 anni con la triennale, mentre per i laureati specialistici biennali l&#8217;età si contrae fino a 25,1 anni, tendendo presente chi si iscrive all&#8217;università nei termini previsti (età inferiore a 20 anni).</p>
<p><strong>Però &#8220;<em>Non tutti coloro che s&#8217;iscrivono all&#8217;università sono figli di papà</em>&#8220;</strong> replica di Pietro De Leo di <em>Gioventù e Libertà</em>. &#8220;<em>Indignata</em>&#8221; l&#8217;<em>Unione degli Universitari</em>, che ricorda che <strong>gli investimenti per il diritto allo studio in Italia sono i più bassi</strong> d&#8217;Europa, a fronte delle <strong>terze tasse universitarie più alte</strong> in Europa: <strong>logico che il 40% degli studenti universitari faccia un lavoro</strong>, anche in nero, per mantenersi gli studi. La <em>Rete degli studenti</em> chiede le scuse immediate da parte del viceministro. <strong>Disgustato</strong> si dice Claudio Riccio, portavoce della <em>Rete della Conoscenz</em>a: &#8220;<em>E&#8217; vergognoso che il componente più giovane del governo Monti sia anche colui che più offende la nostra dignità di giovani</em>&#8220;. Per <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/messaggi-culturali-michel-martone/186298/">Andrea Pomella</a></p>
<blockquote><p><em><strong>Il “</strong></em><strong>messaggio culturale</strong><em><strong>” di Martone è un’ingiuria, una grettezza ereditata direttamente dagli anni del berlusconismo, dalla politica del linguaggio sboccato, una volgarità gratuita</strong>&#8230; Quello che Martone non sa è che lui stesso rappresenta un messaggio culturale&#8230; Lui, il figlio di papà, il privilegiato, il beneficiario della fortuna che insulta quelli che la fortuna non ce l’hanno (e quindi magari sono costretti a lavorare e rallentare gli studi per pagarsi la retta all’università), lui che dovrebbe occuparsi di politiche sociali, ossia della prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e disagio.</em></p></blockquote>
<p>A conferma dell&#8217;essere &#8220;<em>figlio di papà</em>&#8221; di Michel Martone<strong> la <em>Rete dei ricercatori</em> ne ricostruisce la carriera da &#8220;<em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/cattedra-poco-sfigata/186815/">raccomandato</a></em>&#8220;</strong>. Anche Susanna Turco ne evidenzia il <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-questo-e-il-giovane-al-governo/2172086">percorso</a>:<strong> è figlio di un potente amico di Previti e raccomandato da Sacconi, Brunetta e Montezemolo.</strong></p>
<p><strong>Un&#8217;altra <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/27/news/protesta_per_lauree_governo-28875444/?ref=HREC1-2">discussione</a> è stata innescata dall&#8217;intenzione del governo di abolire il valore legale della laurea</strong>, <strong>sostenuto soprattutto da Confindustria</strong>.</p>
<p><strong>Cosa vorrebbe dire abolire il valore legale della laurea?</strong> Ad esempio che</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>chi bandirà concorsi pubblici &#8211; dagli albi ai ministeri &#8211; potrà chiedere titoli diversi dalla mera laurea: </em><strong>master</strong><em><strong>, specializzazioni, corsi post-laurea, dottorati</strong>, l’aver superato certi esami e non altri. Di più: la richiesta di un «</em>congruo numero di crediti formativi<em>» significa<strong> far valere il diploma di una certa università più di un altro</strong>&#8230; l’accesso ad un concorso per avvocato permesso perfino ad un laureato in economia, purché avesse i «crediti formativi necessari»</em> (vedi <a href="http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/valore-legale-dei-titoli-di-studio-no-all-abolizione-ma-si-cambia.flc">qui</a>).</p></blockquote>
<p>Il mondo universitario, rettori compresi, ha manifestato subito la sua contrarietà, già espressa in occasione delle audizioni per l&#8217;<a href="http://www.universitastrends.info/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=91&amp;Itemid=121&amp;limitstart=40">indagine conoscitiva</a> lanciata dal Senato nei mesi scorsi. Anche <strong>sindacati e associazioni professionali hanno detto no</strong>.</p>
<p>Abolirne il valore legale, come ha avuto modo di dire a Palazzo Madama il presidente della Crui &#8211; la conferenza dei rettori &#8211; Enrico Decleva, &#8220;<em><strong>potrebbe significare liberalizzare la formazione universitaria, lasciando che chiunque possa istituire una &#8216;</strong></em><strong>università</strong><em><strong>&#8216; e che il mercato faccia da regolatore del valore &#8211; sostanziale e non formale &#8211; dei titoli rilasciat</strong>i</em>&#8220;. Per <a href="http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/il-pezzo-di-carta-e-stato-una-leva-per-lo-sviluppo.flc">Guido Fabiani</a>, docente di Politica economica e Rettore dell&#8217;università Roma Tre, &#8220;<strong><em>Con l&#8217;idea di abolire il valore legale si trasmette un messaggio di ingiustizia social</em></strong>e&#8221;.</p>
<p><strong>Sulle stesse posizioni gli studenti.</strong> Così commenta Michele Orezzi, coordinatore dell&#8217;<em>Udu</em> (<em>Unione degli universitari</em>):</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Vogliamo denunciare il grave rischio che implica la mancata valutazione del voto di laurea nei concorsi pubblici. Più che colpire le cosiddette &#8216;</em>fabbriche di titoli<em>&#8216; sembra che questo governo voglia incentivarle inviando un messaggio molto grave agli studenti: <strong>non importa quanto impegno si ripone nel proprio percorso formativo, l&#8217;importante è ottenere una laurea</strong>. <strong>Questo rischia anche una deresponsabilizzazione da parte delle stesse università</strong>, creando un vortice che non pone più al centro la conoscenza e l&#8217;apprendimento, ma solo il traguardo finale&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>Così <a href="http://www.scuolaoggi.org/valutazioni/gi%C3%B9_le_mani_dal_valore_legale_del_titolo_di_studio">Link-Coordinamento Universitario Nazionale</a>:</p>
<blockquote><p><em>“</em><em><strong>Con l’abolizione del valore legale si incentiverà la nascita di atenei di serie A e atenei di serie B</strong> e si favoriranno solo quegli studenti che possono permettersi costosissimi </em>master<em> e decine di corsi di specializzazione post-laurea,<strong> a discapito di chi con fatica e sacrifici è riuscito a terminare gli studi universitari</strong>, nonostante le enormi lacune del sistema di diritto allo studio.”</em></p></blockquote>
<p>Ed è partito un appello &#8220;<a href="http://www.gennarocarotenuto.it/17519-universita-pubblica-appello/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+gc+%28GennaroCarotenuto.it%29">In difesa dell&#8217;università pubblica</a>&#8221; in cui leggiamo fra l&#8217;altro:</p>
<blockquote><p><em>Date le posizioni di partenza degli atenei, diseguali e caratterizzate da sottofinanziamento, <strong>l’unica concorrenza che scatterebbe fra Università sarebbe appunto per le risorse</strong>, con conseguente vantaggio dei gruppi di potere accademico, politico ed economico consolidati che invece, si suppone, dovrebbero essere il bersaglio delle politiche di liberalizzazione nel loro spirito più nobile. <strong>Il ‘</strong></em><strong>valore legale</strong><em><strong>’ tenderebbe semplicemente ad essere sostituito dal valore monetario necessario per conseguire il titolo di studio</strong>.<strong> Le due misure associate produrrebbero un effetto micidiale di stratificazione per censo delle Università</strong>, acuendo i già presenti dislivelli territoriali che caratterizzano il nostro sistema universitario nazionale. </em></p></blockquote>
<p><strong>Il governo per ora dice di aver <a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_29/Il-valore-del-voto-nei-concorsi-Brevi-e-magistrali-equiparate_e02a3b62-4a43-11e1-bc89-1929970e79ce.shtml">rinviato</a></strong> l&#8217;intervento sul tema. <strong>Però</strong> <strong>è cosa fatta che</strong> <strong>il valore del titolo di studio non sarà più determinante</strong> grazie a una norma inserita nel decreto semplificazioni, che per la partecipazione ai concorsi pubblici prevede all’articolo 9 «<em>l’equiparazione dei titoli di studio e professionali nei casi in cui non sia intervenuta una disciplina di livello comunitario</em>». A parte alcuni casi come la laurea in medicina, dove esiste appunto una disciplina comunitaria, <strong><a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_27/calabro-concorsi-diplomi-laurea_2a2ae582-48ae-11e1-b976-995c60acee8e.shtml">la laurea perderà peso</a> nelle selezioni per la pubblica amministrazione. Non ci saranno punti in più a seconda del tipo di laurea e neanche in base al voto</strong>.</p>
<p><strong>C&#8217;è anche chi si domanda che senso abbia laurearsi</strong>, visto che un italiano su quattro è a <a href="http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_29/istat-poverta-famiglie-dati_d27647ac-3212-11e1-848c-416f55ac0aa7.shtml">rischio povertà</a>, in Italia la metà della ricchezza è in mano al <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/01/08/news/i_patrimoni_italiani_in_poche_mani_quasi_la_met_al_10_delle_famiglie-27751433/?ref=HREA-1">10% delle famiglie</a>, il tasso di <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/01/05/news/istat_3_giovani_su_10_sono_senza_lavoro_e_il_tasso_pi_alto_dal_2004-27621391/?ref=HREC1-1">disoccupazione giovanile</a> (15-24 anni) ha superato la soglia del 30%, un milione e mezzo di disoccupati sono <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/01/06/news/istat_scoraggiati-27674195/?ref=HREC1-1">scoraggiati</a> tanto da non cercare più il lavoro.</p>
<p>E&#8217; anche per questo che all’inaugurazione del XX anno accademico dell’Università Roma Tre <strong>gli <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/roma-contestato-ministro-profumo-troppo-vicino-tremonti-gelmini/186747/">studenti hanno contestato il ministro Profumo</a> accusandolo di muoversi in continuità con il ministro Gelmini</strong> ed esponendo cartelli con scritto: “<em>C’è Profumo di vecchio</em>”; “<em>Le nostre lauree diventeranno carta straccia</em>”; “<em>Prestito d’onore uguale regalo alle banche</em>”.</p>
<p><strong>Lo stesso decreto &#8220;<em>semplificazioni</em>&#8221; comprende altri <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/28/news/dl_semplificazioni_novita_scuola_universita-28915066/">interventi per la scuola: </a></strong>l&#8217;elaborazione di un <strong>Piano nazionale dell&#8217;edilizia scolastica</strong>; &#8220;<strong><em>un organico funzionale all&#8217;ordinaria attività e un organico di rete che andranno a completare l&#8217;organico dell&#8217;autonomia dei singoli istituti</em></strong>&#8220;; le iscrizioni all&#8217;università si effettueranno esclusivamente per via telematica. Il ministero curerà presto<strong> un portale unico su tutte le possibilità offerte dagli atenei italiani</strong>, con dati e informazioni per una scelta consapevole del percorso di studi da intraprendere. Sarà <strong>informatizzata</strong> la verbalizzazione e registrazione degli esiti degli esami di profitto e di laurea. Sarà più snello l&#8217;<em>iter di</em> approvazione dei <strong>progetti di ricerca</strong> nazionali e internazionali.</p>
<p><strong>E poi c&#8217;è un articolo nel decreto destinato a fare molto discutere</strong>, quello espressamente dedicato al presunto &#8220;<em>Potenziamento del sistema nazionale di valutazione</em>&#8220;, <strong>che <a href="http://www.orizzontescuola.it/node/22125">attribuisce alle scuole tutta la gestione delle prove Invalsi</a>, quale attività ordinaria</strong>. E&#8217; un modo per aggirare il rifiuto di tali prove da parte di docenti e famiglie, ma con una soluzione assolutamente impropria nell&#8217;assegnare ai docenti la responsabilità di gestire la valutazione esterna che deve spettare &#8211; per essere seria e credibile &#8211; ad un organismo esterno. Proteste da parte di <a href="http://www.retescuole.net/contenuto?id=20120126085235">Gilda degli insegnanti</a> e <a href="http://www.flcgil.it/comunicati-stampa/flc/decreto-semplificazioni-pantaleo-norme-interessanti-ma-anche-aspetti-molto-negativi.flc">Flc-Cgil</a>.</p>
<p>Un&#8217;altra discussione si è svolta in settimana su &#8220;<em><a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/22/news/dibattito_tecnologie_scuola-28579710/">Se a scuola internet rende stupidi</a>&#8220;, a partire da un articolo del linguista <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/23/news/de_simone_scuola_digitale-28643708/">Raffaele De Simone</a>.</em></p>
<p>Ma ci sono problemi urgenti che richiedono pronta soluzione, come quello della <strong><a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2012/01/27/news/la_cittadinanza_ai_figli_degli_immigrati_e_una_follia_e_un_assurdit_non_darla-28850095/?ref=HREC1-[object%20Object]1">cittadinanza italiana</a> ai figli degli immigrati</strong> nati in Italia. Quello dei <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/scuola-singrossa-lesercito-precari-300mila-aspirano-posto-fisso/186963/">300.000 precari</a> della scuola</strong> che aspirano a buon diritto a un posto fisso iscritti alle graduatorie ad esaurimento. E c&#8217;è un tema che ogni tanto ritorna: gli <a href="http://diventareinsegnanti.orizzontescuola.it/2012/01/24/pdl-e-lega-per-gli-albi-regionali-dei-precari-e-chiamata-diretta-dei-docenti-lo-stop-del-partito-democratico/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=pdl-e-lega-per-gli-albi-regionali-dei-precari-e-chiamata-diretta-dei-docenti-lo-stop-del-partito-democratico">albi regionali </a>dei precari e la chiamata diretta dei docenti.</p>
<p><strong>Poi c&#8217;è il problema dei fondi destinati all&#8217;autonomia scolastica</strong>. A questo proposito è bene chiarire: se si dice che 11 milioni di euro andranno direttamente alle scuole per realizzare i progetti del Piano dell&#8217;offerta formativa, 11 milioni possono sembrare una grossa cifra. Se ne coglie la vera dimensione se si pensa che vogliono dire <strong><a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/25/news/fondi_scuole_azzerati-28696764/?ref=HREC2-2">1 euro e mezzo a studente</a> e che in 10 anni tali finanziamenti si sono ridotti del 93%</strong>.</p>
<p>Mentre <strong>i problemi del <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/concorso-dirigente-scolastico-servono-chiarezza-trasparenza/186039/">concorso per dirigenti scolastici</a> eredità dell&#8217;ex ministro Gelmini non accennano a finire</strong>. Il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento monocratico che ha consentito l’ammissione alla prova scritta del 14 e 15 dicembre di candidati che nella prova preselettiva di ottobre avevano totalizzato fino a 5 punti di meno di quanto previsto per essere ammessi allo scritto, a causa degli errori presenti nei test ministeriali. <strong>La regolarità dell’intera procedura concorsuale è in forse.</strong></p>
<p><strong>Un problema, per concludere, ce l&#8217;ha anche il ministro Profumo</strong>: il <strong><a href="http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_29/profumo-clini-poltrone-rizzo_e8050dbc-4a43-11e1-bc89-1929970e79ce.shtml">doppio incarico</a> di ministro dell&#8217;Istruzione e di presidente del Cnr</strong>, mentre per legge un ministro non può «<em>ricoprire cariche o uffici pubblici diversi dal mandato parlamentare e di amministratore di enti locali</em>».</p>
<p>* * *</p>
<p><strong><em>Su ForumScuole tutti <a href="http://www.forumscuole.it/equilibri-instabili/equilibri-instabili/">i tagli all&#8217;istruzione per il 2012</a>.</em></strong></p>
<p><em><strong>Su <a href="http://www.forumscuole.it/estate-pericolosa/estate-pericolosa">ReteScuole</a> le iniziative legislative estive del governo che riguardano la scuola. Su <a href="http://ospitiweb.indire.it/adi/Finanziaria2011/fs1_frame.htm">PavoneRisorse</a> una approfondita analisi delle ricadute sulla scuola della finanziaria di agosto 2011.</strong></em></p>
<p><em><strong>Il decreto Brunetta </strong><a href="//lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2010/11/decreto-brunetta.pdf">qui</a> e <strong>il vademecun della CGIL sulle sanzioni disciplinari</strong> <a href="//www.flcgil.it/scuola/sanzioni-disciplinari-il-nostro-vademecum.-impugnata-la-circolare-88-10″">qui</a>.</em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=26030&amp;action=view">Tutte le &#8220;riforme&#8221;</a> del ministro Gelmini.</strong></em></p>
<p><em>Per chi se lo fosse perso: <strong>Presa diretta</strong>, La scuola fallita<a href="//www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a20d3078-c510-4407-8b63-b616d0695247.html?p=0″"> qui</a>.</em></p>
<p><em><strong>Altre guide </strong>alla scuola della Gelmini <a href="//retescuole.forumscuole.it/superiori/">qui</a>.</em></p>
<p><em>Le <strong>circolari e i decreti ministeriali</strong> sugli organici<a href="//www.nonrubatecilfuturo.it/documenti/circolare/tagli-personale-docente-a-s-2009-2010"> qui</a>.</em></p>
<p><em>M<strong>anuali di resistenza</strong> alla scuola della Gelmini <a href="//lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2010/05/manualeresistenzanaz.pdf">qui</a></em> e <em><a href="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2011/09/vademecum1.pdf">qui</a><strong></strong></em><em><strong>.</strong></em></p>
<p><em>* * *</em></p>
<p><em>Dove trovare il <strong>Coordinamento Precari Scuola</strong>: <a href="//docentiprecari.forumattivo.com/forum.htm">qui</a>; <strong>Movimento Scuola Precaria </strong><a href="//www.forumscuole.it/msp">qui</a>.</em></p>
<p><em>Il sito del <strong>Coordinamento</strong><strong> Nazionale Docenti di Laboratorio</strong> <a href="//www.coordinamentoitp.it/">qui</a>.</em></p>
<p><em>Cosa fanno gli <strong>insegnanti</strong>: vedi i siti di <a href="//www.retescuole.net/">ReteScuole</a>, <a href="//www.flcgil.it/">Cgil</a>, <a href="//www.cobas-scuola.it/">Cobas</a>, <a href="//www.gildains.it/">Gilda</a>, <a href="//www.cub.it/">Cub</a>.</em></p>
<p><em>Finestre sulla scuola: <a href="http://www.scuolaoggi.org/">ScuolaOggi</a>, <a href="http://www.orizzontescuola.it/">OrizzonteScuola</a>, <a href="http://www.aetnanet.org/">Aetnanet</a>. <a href="http://www.didaweb.net/fuoriregistro/index.php">Fuoriregistro</a>&#8230;</em></p>
<p><em><strong>Spazi in rete</strong> sulla scuola <a href="//netmonitor.blogautore.repubblica.it/2008/10/21/petizioni-blog-e-forum-contro-la-legge-133/">qui</a>.</em></p>
<p>(Vivalascuola è curata da Nives Camisa, Giorgio Morale, Roberto Plevano)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58041&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>55. In cambio</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 15:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fabrizio Centofanti]]></category>
		<category><![CDATA[Howard Skempton]]></category>
		<category><![CDATA[La cura]]></category>

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		<description><![CDATA[da qui Perché sei venuta fino a qui? Non ne potevi più dell&#8217;uomo che ti chiedeva un sacrificio: la vita è così breve e ne hai goduta così poca. C&#8217;è un silenzio irreale, tra le piante rade, a tratti, per l&#8217;incendio che ha divorato la pineta. Dimenticavi  il passato mentre ti stringeva e tu dicevi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58713&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/29/55-5/"><img src="http://img.youtube.com/vi/CT4arTGagPs/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CT4arTGagPs">qui</a></p>
<p>Perché sei venuta fino a qui? Non ne potevi più dell&#8217;uomo che ti chiedeva un sacrificio: la vita è così breve e ne hai goduta così poca. C&#8217;è un silenzio irreale, tra le piante rade, a tratti, per l&#8217;incendio che ha divorato la pineta. Dimenticavi  il passato mentre ti stringeva e tu dicevi arriverà qualcuno e lui ma che t&#8217;importa, le stelle erano occhi discreti che fingevano di guardare altrove, gli uccelli notturni conversavano piano, la luna vegliava come una madre preoccupata per i figli.<span id="more-58713"></span>Ricominciare, ripartire dal desiderio che ti senti dentro, a cui non sapresti ancora dare un nome. I pini scrutano la macchia oltre la linea dei cespugli, sentinelle pagate per proteggere gli amanti dagli intrusi. Che ora è? Perché devi pensare all&#8217;ora? Se mi vedono rientrare tardi? Mi vedono, mi vedono: io vedo solo te. La pineta è fatta di colline che si gonfiano e sbocciano in capezzoli verdi di lentisco. Ti sentivi libera, felice. Cos&#8217;è cambiato, da quei giorni?<br />
- <em>Posso esserle utile?</em><br />
Chi è? Ester, sei sola, la pineta è una tomba sigillata dal silenzio. Possibile tu sappia soltanto metterti nei guai? Aspetta, c&#8217;è qualcuno. Lascia stare, baciami, non tornano più questi momenti, basta, andiamo, ho paura a stare qui, finiscila ti ho detto, l&#8217;odore inconfondibile del rosmarino, il fresco che entra e si posa come neve sulla pelle in fiamme.<br />
- <em>Mi ha fatto paura.</em><br />
Dove puoi scappare? Telefonare, non fai in tempo. Tirargli un calcio nelle parti basse e fuggire il più presto possibile. Andiamo, c&#8217;è qualcuno! Smettila, lasciati abbracciare. Il passaggio frusciante della volpe, l&#8217;<em>uh uh</em> del gufo appollaiato sul ginepro.<br />
- <em>Cosa ci fa in un posto così pericoloso?</em><br />
E&#8217; vero: cosa fai? Lo dicevano i tuoi che sei incosciente, e non li hai mai ascoltati. Baciami, smettila di guardarti intorno. Ti ricordi l&#8217;incendio? Il fumo si vedeva da chilometri e chilometri, piangevi: le piante, gli animali, i mendicanti che venivano a dormire in tende di fortuna.<br />
- <em>Ho bisogno di stare qui da sola. </em><br />
Brava: pensi che se ne vada per delicatezza? Magari è un un <em>serial killer</em>. Non irrigidirti, baciami, ti ho detto. Possibile che non pensi ad altro? Ti verrebbe di chiedergli: mi ami? Ma sai che non sarebbe vero, non è più vero niente.<br />
- <em>Qual è la cosa che desidera di più?</em><br />
E&#8217; il genio della lampada? Ester, li incontri tutti tu. Va bene, ti bacio, ma non ci vengo più. Non sai pensare all&#8217;attimo che vivi? Hai sempre la testa da qualche altra parte.<br />
- <em>Vorrei essere felice.</em><br />
Ti divertivi a cogliere i frutti della fillyrea, a masticare le bacche del corbezzolo. Ora glielo chiedo: mi ami? Lo so che pensa solo a quello.<br />
- <em>E cosa daresti in cambio?</em><br />
- <em>In cambio?</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58713&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Vecchie idee per nuovi canterini</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 11:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbaldrati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia e musica]]></category>
		<category><![CDATA[Leonard Cohen]]></category>
		<category><![CDATA[Od ideas]]></category>

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		<description><![CDATA[di Loris Pattuelli Il 31 gennaio uscirà Old ideas di Leonard Cohen. Dieci nuove canzoni a otto anni dall’ultima raccolta di inediti. Attesa neanche poi lunghissima, se consideriamo che la sua discografia non supera la dozzina. Questo lavoro arriva dopo 247 concerti in giro per il mondo, e molto probabilmente non sarebbe mai diventato disco, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58775&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Loris Pattuelli</strong></p>
<p><a href="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/leonard-cohen-100.jpg"><img src="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/leonard-cohen-100.jpg?w=269&#038;h=300" alt="" title="leonard-cohen-100" width="269" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-58776" /></a>Il 31 gennaio uscirà <em>Old ideas</em> di Leonard Cohen. Dieci nuove canzoni a otto anni dall’ultima raccolta di inediti. Attesa neanche poi lunghissima, se consideriamo che la sua discografia non supera la dozzina.<br />
Questo lavoro arriva dopo 247 concerti in giro per il mondo, e molto probabilmente non sarebbe mai diventato disco, se il suo conto corrente non fosse andato in rosso. Il gossip (o <em>koan</em>) promozionale parla di un “pigro bastardo” recluso per cinque anni in un monastero zen nei pressi di Los Angeles e della sua manager che scappa con cinque milioni di dollari.<br />
“Io non scrivo canzoni, solo poesie che corteggiano la musica”, ha detto l’altro giorno a Londra. E poi, sempre più civettuolo, ha pure aggiunto quanto segue: “Vede, per conservare questa voce, devo fumare moltissimo. Ho quasi 78 anni, potrebbe essere pericoloso; però, se smetto, rischio di diventare un soprano”.<br />
<span id="more-58775"></span>La canzone che apre il disco è <em>Going home</em>. Traduco i primi versi: “Amo parlare con Leonard / lui è uno sportivo e un pastore / un pigro bastardo / che vive in un abito elegante”. Mi permetto di segnalare anche il ritornello, uno dei migliori del nostro cavernoso e baritonale cantautore: “Tornando a casa / senza un affanno / tornando a casa / forse domani / tornando a casa / dove è sempre meglio di prima / tornando a casa / senza un fardello / tornando a casa / dietro la tenda / tornando a casa / senza il vestito di ieri”.<br />
La seconda è <em>Amen</em>, una meraviglia. Non sapendo da dove incominciare, trascrivo un frammento: “Dimmi che mi ami, amen”. </p>
<p><a href="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/oldideascover_1327679098.jpg"><img src="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/oldideascover_1327679098.jpg?w=150&#038;h=150" alt="" title="S" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-58777" /></a>Altre due canzoni da ascoltare e riascoltare sono <em>Darkness</em> e <em>Different sides</em>. Una pare un Bob Dylan di fine millennio, l’altra sembra il ritorno a casa di <em>Suzanne</em>.<br />
Le restanti sei sono molto più ordinarie e sembrano fatte apposta per voltare e rivoltare la routine delle giornate uggiose.<br />
Di cosa parla Old ideas è presto detto: Vita, Morte, Mondo, Dio, Amore. Dopo le prime due canzoni, confesso di essermi sentito pronto per un altro paio di variazioni sul tema di Hallelujah. Potrebbe anche diventare, chissà, una “vecchia idea” per il prossimo album. </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58775&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Impressioni lombarde</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 07:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla rete]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Agnoloni]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Tornogiovedì]]></category>

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		<description><![CDATA[di Giovanni Agnoloni da Tornogiovedì Via Monte Sabatino, a Sesto San Giovanni, sembra un piccolo salotto, intimo e silenzioso. Le case sono vicine, proprio davanti alla mia pensione, ma stanno quiete. Porgono le loro finestre socchiuse da tende come occhi stanchi, mostrano gesti misurati, emettono suoni sommessi. In fondo, la ferrovia e l&#8217;illusione di una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58734&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di<strong> Giovanni Agnoloni</strong></em></p>
<p>da <strong><a href="http://www.tornogiovedi.it/2012/01/impressioni-lombarde/">Tornogiovedì</a></strong></p>
<p>Via Monte Sabatino, a Sesto San Giovanni, sembra un piccolo salotto, intimo e silenzioso. Le case sono vicine, proprio davanti alla mia pensione, ma stanno quiete. Porgono le loro finestre socchiuse da tende come occhi stanchi, mostrano gesti misurati, emettono suoni sommessi. In fondo, la ferrovia e l&#8217;illusione di una città. Un grigio accogliente, dopo tutto, come un limbo che non durerà in eterno. Fiondate di meditazione metropolitana mi immergono in un paesaggio intessuto di ragnatele invisibili ma elastiche, sovrastate da nuvole come spugne sudicie e intrise di storia. Ricordi tristi penzolano inerti come bave elettriche. Accenni, inizi, approcci proletari spalmati su orizzonti di periferia. È presto, ma è già tempo di andare.<br />
Cammino per strada col mio trolley al seguito, e mi sembra di tirarmi dietro un esoscheletro rappreso. Il mio. Sono sull&#8217;orlo di una metamorfosi, l&#8217;ennesima. Mi imbevo delle ultime vibrazioni di Sesto, portandole in un luogo oscuro e intimo, dove coveranno trame.<span id="more-58734"></span></p>
<p>Ho preso il treno a Cadorna. Il convoglio è semivuoto, tranne qualche raro pendolare diretto in provincia e un paio di studenti semiaddormentati. La valigia riposa sul sedile di fronte. Non mi sono neanche accorto di essere partito. Fuori scorrono piattaforme grigie di stazioni anonime, come bagni di un manicomio ben tenuto. Treni nell&#8217;altra direzione, carichi di anime compresse, molte in piedi, dirette in città, verso il destino del lavoro. In silenzio, forse per educazione, o perché hanno accettato una condanna.<br />
Un tipo, accanto a me, bofonchia mentre armeggia con un cruciverba. È giovane, ma ha un&#8217;aria svanita. Una donna mi guarda. Magari le piaccio, o mi sta solo registrando col bio-scanner dei suoi occhi. Passa il controllore, e per sbaglio gli do il biglietto della metro. Grugnisce ma non sclera. Ha i capelli lunghi, la barba incolta. Uno di quei tipi barbarici che a volte s&#8217;incontrano al Nord. Tra poco sarà Svizzera, e non ci sarà più spazio per le eccezioni.</p>
<p>Certe volte mi pigliano delle botte di malinconia. Sono tornato a Milano, in zona Navigli. Aspetto in un bar, mentre fuori diluvia. Spioverà, prima o poi.<br />
Gli avventori sembrano presi dagli anni Cinquanta e trapiantati qui. La padrona parla sboccato, senza sussieghi idioti. Mi ha fatto la cioccolata calda.<br />
“Sono solo” penso, e lascio sospesa quell&#8217;idea, mentre tuona e la signora dice che il diavolo gioca a bocce e piscia. E la pioggia continua, uguale, a darle ragione.<br />
Poi mi arriva un&#8217;impressione di futuro, una proiezione incongrua. Qualcuno che mi accompagna. Quel qualcuno che sento nei momenti di silenzio – che il diavolo pisci oppure no. Che lo fa star zitto anche se parla. Lui, il dolore e la solitudine.<br />
Piove, a Milano. Tra poco esco.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58734&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>54. Altre stelle</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/28/54-3/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/28/54-3/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 15:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fabrizio Centofanti]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Guccini]]></category>
		<category><![CDATA[La cura]]></category>

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		<description><![CDATA[da qui - Mi chiamo Peter. Ha qualcosa di strano, te ne accorgi adesso. - Lo vediamo insieme? - Non posso sedere accanto a una donna sconosciuta. - Perché mai? Potevi risparmiarti di bere quelle birre. - Il mio credo non me lo permette. - Quale credo? Guardalo bene: come ti è saltato in mente di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58710&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/28/54-3/"><img src="http://img.youtube.com/vi/FkBPQeJ_AX8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FkBPQeJ_AX8">qui</a></p>
<p>- <em>Mi chiamo Peter.</em><br />
Ha qualcosa di strano, te ne accorgi adesso.<br />
- <em>Lo vediamo insieme?</em><br />
- <em>Non posso sedere accanto a una donna sconosciuta.</em><br />
- <em>Perché mai?</em><br />
Potevi risparmiarti di bere quelle birre.<br />
- <em>Il mio credo non me lo permette.</em><br />
- <em>Quale</em> <em>credo?<span id="more-58710"></span></em><br />
Guardalo bene: come ti è saltato in mente di parlarci?<br />
- <em>Conosce Allah?</em><br />
Allah? Dalia, in che guaio ti sei ficcata?<br />
- <em>Non lo conosco.</em><br />
- <em>Questo è il problema.</em><br />
Problemi? La birra non è il criterio migliore per risolverli. Ne sentirà l&#8217;odore, se ti avvicini troppo. Ti porti una mano sulla bocca.<br />
- <em>Ecco, un altro problema.</em><br />
- <em>Quale?</em><br />
- <em>L&#8217;alcol.</em><br />
Ti ha beccata.<br />
- <em>Lei non beve mai?</em><br />
- <em>No.</em><br />
- <em>Non le sembra esagerato?</em><br />
Sono domande che si fanno?<br />
- <em>Non è affatto esagerato. Semmai la musica: ecco una cosa esagerata.</em><br />
Ti allontani un po&#8217;, per evitare che ti senta l&#8217;alito.<br />
-<em> Allora perché è qui?</em><br />
- <em>Per dovere: sono un giornalista.</em><br />
Vattene, Dalia. Pensi sia maleducato salutarlo?<br />
- <em>Non le piace la musica?</em><br />
- <em>C&#8217;è musica e musica.</em><br />
Perché è così severo? Perché ti senti a disagio, all&#8217;improvviso? E&#8217; l&#8217;unica cosa che riusciva a confortarti: venire qui, seguire le luci delle stelle, Pulcherrima, Denebola, Alkaid.<br />
- <em>A me piace: è l&#8217;unico posto in cui mi trovo bene. </em><br />
Entrate nello stadio, dimentichi di stare a pochi centimetri da lui. I bagliori ti accecano, i fari ammiccanti di Alphecca, di Nekkar, lo sguardo stralunato di una stella che si chiama Arturo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58710&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">fabrizio centofanti</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Nota su Effekappa &#8211; di Andrea Caterini</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/28/nota-su-effekappa-di-andrea-caterini/</link>
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		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 11:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krauspenhaarf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[andrea caterini]]></category>
		<category><![CDATA[Effekappa]]></category>
		<category><![CDATA[franz krauspenhaar]]></category>
		<category><![CDATA[zona editrice]]></category>

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		<description><![CDATA[Leggo le poesie di &#8220;Effekappa&#8221; di Franz Krauspenhaar. Di Krauspenhaar colpisce il modo in cui l&#8217;invettiva sia la bolla che custodisce la propria solitudine: &#8220;Per rabbia consumo chilometri. E&#8217; così. Vite/ appese al collare del diavolo/ si nasce spalancati&#8230;&#8221;. Colpisce, poi, come l&#8217;io, la sua nudità (che è quel &#8220;nascere spalancati&#8221; al quale Franz desidererebbe [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58717&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/effekappa-copertina-2-completa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-58720" title="EFFEKAPPA - copertina 2 completa" src="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/effekappa-copertina-2-completa.jpg?w=300&#038;h=196" alt="" width="300" height="196" /></a></p>
<p>Leggo le poesie di &#8220;Effekappa&#8221; di Franz Krauspenhaar. Di Krauspenhaar colpisce il modo in cui l&#8217;invettiva sia la bolla che custodisce la propria solitudine: &#8220;Per rabbia consumo chilometri. E&#8217; così. Vite/ appese al collare del diavolo/ si nasce spalancati&#8230;&#8221;. Colpisce, poi, come l&#8217;io, la sua nudità (che è quel &#8220;nascere spalancati&#8221; al quale Franz desidererebbe fare ritorno) sia l&#8217;unica arma contro la cecità del mondo. Un&#8217;arma però, che incendia solo se stessa, che in se stessa s&#8217;illumina e s&#8217;accende, che sogna una vita fatta di slanci. Leggo da &#8220;Letteratura&#8221; questi tre versi: &#8220;Insegnami a mirare in alto/ a fare della vita un salto/ verso l&#8217;estremità del cielo&#8221;. Ecco, nel libro si contrappongono continuamente poesie scritte, si direbbe, per rabbia e altre scritte in intimità. Ma se a un primo sguardo si potrebbe pensare che le poesie scritte per rabbia siano quelle nelle quali Franz si rivolge a qualcuno, a un interlocutore preciso e determinato (un soggetto estraneo alla sua persona e quindi fuori da sé), credo però che quelle più intime, scritte come in un ripetuto dialogo con se stesso &#8211; o col se stesso desiderato e nudo &#8211; quasi fossero preghiere, siano invece quelle che più delle altre cerchino occhi capaci di incontrarsi con i suoi. Occhi che finalmente si riconoscono. Occhi che riconoscono l&#8217;uno la solitudine dell&#8217;altro: &#8220;Nessuno/ di caro che si affacci/ dalla vita, un minuto, a guardarmi&#8221;.</p>
<p><strong>Franz Krauspenhaar</strong></p>
<p><strong>Effekappa (Zona Editrice.)</strong></p>
<p><strong>128 pagg. 13 euro.</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58717&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">krauspenhaarf</media:title>
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			<media:title type="html">EFFEKAPPA - copertina 2 completa</media:title>
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	</item>
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		<title>53. Pazienza</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/53-4/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 19:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fabrizio Centofanti]]></category>
		<category><![CDATA[La cura]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchero]]></category>

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		<description><![CDATA[da qui Hai scoperto che è a Berlino. Puoi sapere tutto, Gilda, oggi non ci sono più segreti. Lo troverai? Non è un paese di campagna. E come ti presenti? Con la tua busta di giocattoli? Che cosa è accaduto da quando hai deciso per la prima volta di parlargli? Non sai niente di lui. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58695&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/53-4/"><img src="http://img.youtube.com/vi/UbcYuCScdhI/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>da<a href="http://www.youtube.com/watch?v=UbcYuCScdhI"> qui</a></p>
<p>Hai scoperto che è a Berlino. Puoi sapere tutto, Gilda, oggi non ci sono più segreti. Lo troverai? Non è un paese di campagna. E come ti presenti? Con la tua busta di giocattoli? Che cosa è accaduto da quando hai deciso per la prima volta di parlargli? Non sai niente di lui. Sarà ancora un romanziere? E&#8217; diventato già famoso? Da un po&#8217; di tempo ti agiti per nulla: che sia il segno che qualcosa sta cambiando, che è arrivato il tuo momento? Sull&#8217;aereo sei piena di speranze: tutto ti sembra nuovo, le poltroncine verdi, la pensilina chiara coi soprabiti e i giubbotti accartocciati, che ricordano i pensieri accavallati senza un ordine preciso, i passeggeri che chiacchierano, ridono o tradiscono espressioni preoccupate.<span id="more-58695"></span> Dall&#8217;oblò viene una luce cha ti acceca: una prova che il meglio della vita, il bagliore insostenibile della fortuna ha scelto di posarsi su di te? E se l&#8217;aereo cadesse? L&#8217;hai sempre evitato, della macchina volante non ti fidi, ma ora è per Arturo! Ecco, l&#8217;ala si muove: è un uccello bianco e rosso che prende la rincorsa per portarti dal tuo amore, sfidando le tempeste, disposto a tutto pur di realizzare i desideri che ti porti appresso. Ecco, si alza, che paura! Non si può tornare indietro. La terra si allontana, vorresti riacciuffarla, tirarla per i riccioli degli alberi, gli orecchini e gli anelli delle case, la mano umida del mare. Sei in mezzo alle nuvole: non vedi altro che i batuffoli di zucchero filato, ti chiedi se non sia lo stesso per la città che si è ingoiata lo scrittore coi suoi progetti vaghi, se la vita non sia che un volo cieco in cui nessuno s&#8217;incontra con nessuno, tutti si corre verso un luogo di cui si sa soltanto che c&#8217;è un uomo che si chiama Arturo, uno che s&#8217;inventa la vita perché non riesce più a distinguere un albero da un palo, un fiume da una strada, perché vivere è essere gettati dentro un tunnel di cui non vedi l&#8217;inizio né la fine, ma devi proseguire, sperando che la macchina volante, l&#8217;uccello dalle ali arrugginite resista fino in fondo, non vada in avaria, non si scontri con un altro carico inutile di sogni. Stai calma, Gilda, pensa a quando ce l&#8217;avrai davanti: che gli dirai? Fingi di avere tra le braccia una busta di giocattoli, sei la bambina che ha ricevuto i regali di Natale, qualcuno ti ha voluto bene, si è preso cura di te, puoi presentarti a lui senza paura, chiedergli a che punto è con l&#8217;ultimo romanzo, nascondergli la cosa con Giorgio, con l&#8217;uomo dal soprabito scuro, gli tenderai la mano, lo guarderai con gli occhi lucidi per la corsa sull&#8217;uccello bianco e rosso, ecco, lo sapevi, turbolenza! sembra di stare al luna park, il comandante avverte che sarà una questione di minuti, che i passeggeri non si alzino, che ci scusiamo per il disagio temporaneo e ringraziamo per la vostra pazienza.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58695&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">fabrizio centofanti</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>Scrivere una poesia dopo Auschwitz</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/scrivere-una-poesia-dopo-auschwitz/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/scrivere-una-poesia-dopo-auschwitz/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 15:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rmorresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[giorno della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Jerome Rothenberg]]></category>
		<category><![CDATA[Lyn Hejinian]]></category>
		<category><![CDATA[Rachel Blau DuPlessis]]></category>
		<category><![CDATA[Theodor W. Adorno]]></category>

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		<description><![CDATA[Bozza 52: Midrash &#160; Rachel Blau DuPlessis &#160; “Nach Auschwitz ein Gedicht zu schreiben ist barbarisch” (Theodor Adorno, “Kulturkritik und Geselleschaft” in Prismen) “Quanto più totale la società, tanto più reificato lo spirito e tanto più paradossale la sua impresa di svincolarsi dalla reificazione con le sue sole forze. Persino la più lucida consapevolezza dell&#8217;imminente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58691&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em><strong>Bozza 52: Midrash</strong></em></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Rachel Blau DuPlessis </strong></span></span></p>
<p align="RIGHT">
<p>&nbsp;</p>
<p align="LEFT">“<span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Nach Auschwitz ein Gedicht zu schreiben ist barbarisch”</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">(Theodor Adorno, “Kulturkritik und Geselleschaft” in <em>Prismen</em>)</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">“<span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Quanto più totale la società, tanto più reificato lo spirito e tanto più paradossale la sua impresa di svincolarsi dalla reificazione con le sue sole forze. Persino la più lucida consapevolezza dell&#8217;imminente catastrofe rischia di degenerare in chiacchiera inane. La critica della cultura si trova davanti all&#8217;ultimo stadio della dialettica di cultura e barbarie. Scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie e ciò avvelena la consapevolezza stessa del perché è divenuto impossibile oggi scrivere poesia.”</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">(Theodor Adorno, “Critica della cultura e società”, 1949, pubblicato per la prima volta nel 1951, in <em>Prismi</em> nel 1955) </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">1.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Poesia / Auschwitz / barbarie.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Triangolo obliquo.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Oppure</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">il pattume umano</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">non smette / di essere / creato.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-58691"></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">2.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">e guarda in faccia Cos&#8217;È, quel che è, che questo</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">accadde. E in tal modo. Il dito puntato – </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">tributo inquietante attraverso il sedimento – </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">su un indicibile inenarrabile yod,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">legno, pelle, stoffa, carbone organico, cenere da cenere, e</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">inoltre c&#8217;è la stanchezza</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">di inseguire qualunque cosa</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">come questa. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">3.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La sedia riconosce due punti di informazione.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Con una tale affermazione stava cercando retrospettivamente di modellare la complicata resistenza che doveva poter accadere “prima di Auschwitz” (e “durante Auschwitz”) molto più diffusamente di quanto non accadde a livello ideologico e politico, e tuttavia, non avendo avuto luogo, lei ha deflesso il suo commento e fatto appello, ancorché tardivamente, all&#8217;opporsi al letterario che fu “dopo”?</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Inoltre: in cosa consiste la specifica vulnerabilità della poesia? Perché non dire che fare quadri, sculture, scrivere romanzi, costruire monumenti, fare cinema o teatro, dramma e calliope</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">talia cruda, ottusa, grottesca, sono “un atto di barbarie”?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> Perché fu</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> solo la poesia?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> Solo “una poesia”?</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">4.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Dopo Auschwitz</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">comporre musica, scrivere romanzi, è un atto di barbarie.”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La “poesia” è dunque la sola suppellettile ottimista in questa casa?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ricordini kitsch esposti a prender polvere su un mobile? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Bottoncini madreperla penzolanti da una maglia slabbrata? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Sono le blandizie delle poesie, l&#8217;automatica adesione </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">all&#8217;attrazione, radure di bagliore, omaggi al compleanno, gemiti sui tumuli, </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">fantasmi femminili, il fringuello ciuffolotto che becca il bocciolo di pera,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">i pensieri trasognati su pianeti, stelle e luna – </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">sono la taglia modesta delle poesie, i loro lembi graziosamente acconciati, </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">l&#8217;accento e le posture che ne rimangono fuori, </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">lo status di flautati, eleganti monili</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">(che nascondono feroci, compiaciuti piaceri)</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">che fanno di “una poesia” tal particolare insulto e degrado? </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">5.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Una poesia: simbolo di cultura normale. Cultura: </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">divenuta barbarie. Indi, la poesia: e via dicendo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il sillogismo resta.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">O un altro. Le parole vengono meno all&#8217;esatto accadere di questo. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La poesia è fatta di parole.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Da cui: non scrivere poesie. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Altern.: scrivere poesie in cui le parole non bastano.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">(dunque era una poesia investita di cotanto </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">smisurato risuonare ke essa stare in questo tempo zitta defe?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">era già allora impossibile da subito?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Non possiamo più mai scriverla, tanto meno ora, in più</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">non possiamo più più scriverla per ragione raddoppiata). </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">6.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Perché qualcosa deve essere scritto o no</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">cos&#8217;è una “crisi”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">cos&#8217;è un “evento”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">cos&#8217;è una “politica”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">cos&#8217;è “normale”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">cos&#8217;è “egemonia”</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La poesia ignora la crisi</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">falsifica l&#8217;evento</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">dice &#8216;poco importa la politica&#8217;</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">accetta la norma </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">addobba l&#8217;egemonia?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">quindi, non dovrebbe essere proibita?</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">E da chi, per l&#8217;esattezza? e come farlo bene? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">C&#8217;è un meccanismo di esecuzione </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">che gradirebbe suggerire? </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">7.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Impossibile scrivere poesia perché si riduce a “chiacchiera inane” sul nostro destino, senso del perfetto Terrore della Bomba, oppressione cellulare che segue l&#8217;efficace annientamento. Ogni elemento di ogni cosa trasformato. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Qual è il nome di questa cessazione? 1949 è solo 4 anni dopo</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Hiroshima e Nagasaki. Impossibile scrivere poesia</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">in altri modi da “Auschwitz”, perché la poesia partecipa</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">di una ulteriore corrosione. È stanza sibilante Zyklon B, o</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">incallito, di massa, sistemico sterminio.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">È Hiroshima/Nagasaki lanciate</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">a soluzione: distruzione di massa specifica.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">O forsennate politiche e mucchi d&#8217;ossa </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">nel tempo che passa. E un giorno. E di colpo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Tutti e chiunque stanno in bilico lì</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">sull&#8217;evento.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Qual è, dunque, la misura di questa perdita?</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Oltre il non ritrovamento. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">8.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Veniva (venivamo) da una civiltà </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">che la pensava così. Questo la rese barbarie.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Che avesse il potere di avverare tale</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">genocidio è, pensavamo una volta (pensò), impensabile. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ma molti vi hanno preso parte, abbastanza volentieri, alcuni alacremente,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">alcuni con disgusto ma tecnicamente complici: altri con livore</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">forse per ragioni personali, motivi circoscritti, chi per gli interessi, </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">chi per rancorose convinzioni. Non vorrei omettere nessuno. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Sistematico sterminio nel lungo secolo ventesimo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Le speranze moderniste e i fatti della modernità.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Dover pensare l&#8217;impensabile richiede riassestare</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">etica, ontologia, vita quotidiana, e senso di integrità</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">così massiccio e polverizzante, che, a Stunde Null, lui</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">usa la parola barbarie, a chi non sa guardare in faccia la necessità,</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">e dice, lacerato, Basta Adesso.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Basta scrivere Poesia, ché tanto andare avanti </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">è solo sintomo che non hai capito.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La morte è cambiata. Queste morti hanno cambiato il pensiero.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ora, da allora in poi, tu vivi nella differenza.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Vi sono regimi di Impensabile.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Entriamo nell&#8217;oscuro di questa oscurità</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">senza l&#8217;assistenza di convenzioni quali l&#8217;elegia.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Perciò, basta con la poesia. Non puoi cavartela</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">con liriche che trafficano in trascendenza e abbellimenti.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La poesia si lagna (così le hanno insegnato) troppo facilmente.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Allora niente, non scrivere poema, non scrivere poesia. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">9.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">O forse quel che diceva era:</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">scrivere una qualsiasi poesia adesso è inutile/inadeguato/ridicolo, </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">per una questione di genere. La poesia non è all&#8217;altezza del [compito.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ci serve critica culturale, ci serve una diagnosi analitica. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Queste morti, non solo ontologiche,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">ancora esistono dentro la politica. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Tuttavia “ridacchi sottovoce nella maledizione</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">che chiami 'l'immagine di Adorno'”.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Poiché l'affermazione, fredda e irriducibile,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">crea un gioco intricato di retorica e metafora,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">recitando la poesia contro se stessa. Per così dire.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">10.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Era la persona contro cui la sua cultura si ritorse.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Chiunque sia scampato</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">vive una vita postuma nella sua testa.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Sogna di venire gasato nel 1944,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">al “risveglio” pensa </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">che lui, la vita in cui è dentro, è il sogno</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">di qualcuno che fu ucciso, qualcuno già defunto. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">[…]</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">17.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Porta tutto via,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">via nessuno è </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">ammesso,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">mai sarà, noi mai </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">capimmo, mai fu nulla</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">come questo; niente come qualsiasi</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">altra cosa, eppure altre enormità</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">sono e possono e furono e accadranno</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">spiegate in echi ingenui di parole </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">come da un regno di ombre. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Una ad una</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">le foglie cadono</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">sull&#8217;erba</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">in volate casuali</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">su rotte madide</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">il giorno</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">dedicato</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">a un silenzio </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">non riconciliato</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">così tante foglie, vi erano</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">così tante ossa. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8212;</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Draft 52: Midrash</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> è un poemetto in 27 sezioni incluso in Rachel Blau DuPlessis, </span></span><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Drafts 39-57, Pledge, with Draft, Unnumbered: Précis</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> (Salt Publishing, 2004) e in corso di pubblicazione in italiano per i tipi di Vydia in Rachel Blau DuPlessis, </span></span><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Dieci Bozze</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">, cura e traduzione di Renata Morresi.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il testo ha un ricco apparato di note di cui qui includo solo un estratto:</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">«</span></span></span><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questa poesia non ha dedica, vorrei comunque ringraziare Barrett Watten per la costante riflessione su poesia e negatività, Lyn Hejinian per il saggio “Barbarism”, Andrew Joron per il suo lavoro sulla Via Negativa, Jerome Rothenberg per </span></span><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Khurbn</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">In </span></span><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Khurbn &amp; Other Poems</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> Rothenberg afferma: “Le poesie che cominciai ad ascoltare per la prima volta a Treblinka sono la spiegazione più chiara che io sia mai riuscito a darmi del motivo per cui scrivo poesia. Sono anche una risposta all&#8217;affermazione, di Adorno e di altri, che la poesia non può e non deve più esistere dopo Auschwitz. Da allora in poi quel che ho fatto è stato tentare di andare alle origini della poesia, non solo per una ostinata volontà a voler cominciare da capo, quanto per riconoscere finalmente quelle altre voci, i frammenti di poesie che esse hanno lasciato nel fango.” (</span></span><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Khurbn</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">, New York: New Directions, 1989, p. 4).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">In “Barbarism” Lyn Hejinian scrive : “Tuttavia l&#8217;affermazione di Adorno può essere interpretata anche in un altro modo, non come una condanna del tentativo di fare poesia &#8216;dopo Auschwitz&#8217;, piuttosto come provocazione e come mandato a scriverla. La parola &#8216;barbarie&#8217;, arrivata a noi dal greco </span></span><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">barbaros</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">, significa &#8216;essere stranieri&#8217;, ovvero, &#8216;non parlare la stessa lingua&#8217;, e in quanto tale designa il compito della poesia: non parlare la stessa lingua di Auschwitz. La poesia dopo Auschwitz deve perciò essere barbara; deve essere straniera alla cultura che produce atrocità.”</span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">»</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58691&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Stazione della memoria (Shoah)</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[giorno della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[György Ligeti]]></category>

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		<description><![CDATA[da qui Una scritta sbilenca, come un gioco per bambini a cui servono favole per crescere felici. Un albero stecchito a ricordare che se hai qualcosa di tuo, se t&#8217;illudi d&#8217;essere qualcuno, questa è la prospettiva che smentisce, è l&#8217;indice di tutte le sconfitte, anche quella finale con te stesso. Ma saranno le facce, gli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58745&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/stazione-della-memoria/"><img src="http://img.youtube.com/vi/IqLNih8_DmM/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=IqLNih8_DmM&amp;feature=youtu.be">qui</a></p>
<p>Una scritta sbilenca, come un gioco<br />
per bambini a cui servono favole<br />
per crescere felici.<br />
Un albero stecchito a ricordare<br />
che se hai qualcosa di tuo,<br />
se t&#8217;illudi d&#8217;essere qualcuno,<br />
questa è la prospettiva che smentisce,<br />
è l&#8217;indice di tutte le sconfitte,<br />
anche quella finale con te stesso.<br />
Ma saranno le facce,<br />
gli occhi stupiti di chi non capisce,<br />
l&#8217;attesa opaca dentro le garitte<br />
gelide della sua disperazione,<br />
sarà il binario che avete orientato<br />
verso la porta dell&#8217;inferno a strisce,<br />
saranno quelle tracce<br />
dentro le fosse senza paragone<br />
a dirvi chi vi aspetta,<br />
all&#8217;ultima stazione.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58745&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>LA PAROLA PLURALE. &#8220;Ero(s)diade&#8221; di Antonino Contiliano. Saggio di Marta Barbaro</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Sasso]]></category>
		<category><![CDATA[Antonino Contiliano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58693</guid>
		<description><![CDATA[La parola plurale. Ero(s)diade di Antonino Contiliano. ______________________________ di Marta Barbaro (1) . non dirmi più canto la poesia dell’uomo o l’elegia del virtuale dolore o va dove il verso ti porta delle ali controcorrente per abbattere gli stealth e il silenzio dei radar e delle veline e le vergogne delle zattere e dei gommoni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58693&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;" align="center"><strong><img class="alignleft" title="Ero(s)diade" src="http://retroguardia2.files.wordpress.com/2010/04/erosdiade.jpg?w=192&#038;h=300&#038;h=298" alt="" width="192" height="298" />La parola plurale. <em>Ero(s)diade</em> di Antonino Contiliano.</strong></p>
<p>______________________________</p>
<p style="text-align:left;" align="center">di <strong>Marta Barbaro</strong> (1)</p>
<p style="text-align:left;" align="center">.</p>
<h6 style="text-align:left;" align="center">non dirmi più canto la poesia<br />
dell’uomo o l’elegia del virtuale dolore<br />
o va dove il verso ti porta delle ali<br />
controcorrente per abbattere gli stealth<br />
e il silenzio dei radar e delle veline<br />
e le vergogne delle zattere e dei gommoni<br />
o dei capannoni dell’ospitalità per le stragi<br />
questa è una buona brava guerra!<br />
Buona guerra (2)</h6>
<p>.</p>
<p>Per presentare l’ultima raccolta poetica di Antonino Contiliano, Sergio Pattavina chiama in causa la <em>satura</em> latina della Roma imperiale e, servendosi delle parole di Hegel, punta l’accento sull’«appassionata indignazione» di un animo virtuoso che si trova impotente e adirato contro un mondo che «contraddice alle sue idee di virtù e verità» (3). L’accostamento alla <em>satura</em> si rivela particolarmente felice se si considera, unitamente all’aspetto ideologico e antagonistico, l’esito compositivo dell’<em>Ero(s)diade</em> di Contiliano<em> </em>(Quaderni di “Collettivo R/Atahualpa”, 2010), tenendo a mente la formula, coniata da Edoardo Sanguineti, di coincidenza fra <em>Ideologia e linguaggio</em> (4); la raccolta si presenta, infatti, come una mescolanza di tematiche e di misure espressive, di linguaggi e di discorsi, che sembrano aggredire il lettore per un eccesso di sapori.</p>
<p><span id="more-58693"></span>In <em>Ero(s)diade</em> c’è di tutto: dalle guerre alle migrazioni, dall’invettiva anticlericale alla denuncia dell’economia neoliberista, dalle catastrofi ambientali all’11 settembre, dalla cronaca alla politica, con nomi, cognomi e fatti che interessano la vita italiana e mondiale; e ancora, attingendo dagli slogan della comunicazione televisiva così come dal cinema e dai linguaggi settoriali, e alternando le competenze di astronomia e di fisica quantistica con quelle del mondo informatico e tecnologico, si passa dal macro della storia e della cosmologia al micro delle particelle subatomiche e dei bit digitali. Non solo ogni testo investe un ambito o un problema diverso del nostro presente, così come ci indicano i diversi titoli, ma all’interno di ogni singolo componimento i temi e i codici s’intrecciano e sembrano generarsi gli uni dagli altri.</p>
<p>A condurre questi slittamenti di campo e di senso è un ininterrotto e vertiginoso gioco verbale che, facendosi protagonista e attore, esclude dalle sue trame, dal <em>textum</em>, l’intervento di un io lirico predisposto a filtrare e a disciplinare le informazioni e i saperi. Disarticolando la sintassi e la logica a favore dell’esuberanza del lessico, il poeta occulta la propria regia autoriale e lascia che a comunicare sia la materialità della parola stessa. La metamorfosi semantica si origina, così, per effetto di una manipolazione del significante che, ora insiste sull’ambiguità segnica della parola, ora insegue imprevedibili accostamenti fonici e fonologici dilatando lo spettro delle possibilità paronomasiche (5). Si va dalle combinazioni più semplici</p>
<p style="padding-left:60px;">privato è bello, è religioso mantello</p>
<p style="padding-left:60px;">il tasso è sceso basso, lascia il paradiso</p>
<p style="padding-left:60px;">la classe va in classe, siede e si declassa</p>
<p style="padding-left:60px;">sono pronti, sono protoni, sono plotoni (6)</p>
<p>dove basta aggiungere un prefisso (<em>classe/declassa</em>) o sostituire un fonema (<em>protoni/plotoni</em>) per ottenere uno spostamento di senso; a quelle più ardite, come in questa sequenza del componimento proemiale, dove l’impasto plurilinguistico fa appello all’abilità e alla malizia del lettore:</p>
<p style="padding-left:60px;">giacobino o bolscevico, mai Mao al club</p>
<p style="padding-left:60px;">del G8, may day mai dai venti se sei sei</p>
<p style="padding-left:60px;">good e beds, e n’est pas réseau d’egaux</p>
<p style="padding-left:60px;">nettezza spia e fermenta gli eventi</p>
<p style="padding-left:60px;">e sub-urbana è negotia bicamerale (7)</p>
<p>Se in una simile <em>dispositio</em> anche il lessema più neutro come <em>venti</em> può evocare associazioni non scontate – e perché no, anche alludere al club economico del G20 – va da sé che la decodifica del messaggio non si raggiunge cercando di ricostruire i nessi sintattici, ma si struttura intorno ad alcune parole chiave che orientano, per via subliminale, le inferenze del lettore. In <em>Il serpente di Epidauro</em>, ad esempio, lo scenario si apre sull’ospedale dell’Isola Tiberina, ma l’oscillazione della parola <em>cura</em> in <em>curia</em>/<em>centuria</em>/<em>incuria</em> fa scivolare il discorso verso un altro campo semantico che si va definendo per successive approssimazioni:</p>
<p style="padding-left:60px;">Il serpente di Epidauro ti fu sorgente</p>
<p style="padding-left:60px;">Tiberina, e cura per lebrosi e degenti</p>
<p style="padding-left:60px;">e poi colonna infame, madonna</p>
<p style="padding-left:60px;">e annona di ebrei in grazia di curia</p>
<p style="padding-left:60px;">per centuria e altre bambole di tortura</p>
<p style="padding-left:60px;">quelli che paparé in ghetto incuria</p>
<p style="padding-left:60px;">ha depurato escherichia coli 0157</p>
<p style="padding-left:60px;">l’ano medievale giubilante e ubi</p>
<p style="padding-left:60px;">di preti con omelia e liturgia in reti</p>
<p style="padding-left:60px;">annosi di penía e culomania ora (8)</p>
<p>È come se le parole camuffate – o sabotate – vogliano nascondere il significato, ma così facendo lo restituiscono rafforzato, fino poi a condurre a delle sentenze satiriche che colpiscono con nettezza i propri bersagli polemici:</p>
<p style="padding-left:60px;">nobis ti manca per le morti bianche</p>
<p style="padding-left:60px;">che Ratzinger bianco tutù</p>
<p style="padding-left:60px;">razzola ideologia e morti neri in sacrestia (9)</p>
<p>Gli esempi si potrebbero moltiplicare, ma basti a svelare il meccanismo della raccolta l’insistenza del gioco omofonico sul tema <em>collo</em> che, da un componimento all’altro, dà origine a serie flessive del tipo <em>collo/decolli/colli</em> o <em>decolla/decollato</em> (10), dove <em>decollato </em>è il termine taciuto ma sottinteso già nel titolo <em>Ero(s)diade</em> (11). Contiliano, quindi – in modo più radicale rispetto alle precedenti raccolte poetiche, e con esiti che si avvicinano maggiormente alle prove di poesia collettiva che va sperimentando dal 2003 con <em>Compagni di strada caminando </em>– crea il suo testo come una rete dinamica di rapporti fonici, strutturali e semantici, e fa in modo che, una volta innescato, il processo di significazione scorra quasi da sé, nel suo libero e aperto movimento.</p>
<p>L’effetto d’insieme è quello di un piano sequenza eseguito ad alta velocità (12) che, se può inizialmente frastornare il lettore impedendogli di coglierne gli elementi discreti, riproduce alla perfezione la dimensione percettiva dell’umanità globale e tecnologica, e ci mette di fronte alla complessità del mondo in cui viviamo. La poesia si fa specchio di una realtà intricata e caotica che pare procedere da sola, fuori da ogni nostro controllo: da un lato come una memoria, un archivio dei contenuti espliciti e rimossi del nostro presente – <em>ROM</em>, <em>read only memory</em>, suggerisce il titolo di una poesia di <em>Ero(s)diade</em> – riversa contro il lettore l’orrore degli eventi e il dolore degli uomini; dall’altro, l’interconnessione dei linguaggi e dei piani dell’esistenza globalizzata si palesa direttamente nel <em>dis</em>ordine formale, specchio del disordine teorico, epistemologico e morale.</p>
<p>Il recupero dell’eredità più fertile delle ultime avanguardie – «poesia quale mimesi critica della schizofrenia universale, rispecchiamento e contestazione di uno stato sociale e immaginativo disgregato» (13) – è esplicito, dichiarato, per altro, dal poeta stesso in numerosi interventi di carattere teorico-programmatico:</p>
<p>«L’opposizione della parola poetica allora deve funzionare – come quella di cui parla Stendhal in <em>Rosso e Nero</em> – alla stregua dello specchio che si trova all’interno di una gerla e sulle spalle di un uomo: «uno specchio che uno porta lungo una strada. Ora riflette l’azzurro dei cieli, ora il fango dei pantani. E voi accusereste di immoralità l’uomo che porta lo specchio nella gerla? Il suo specchio mostra il fango, e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto il pantano, e più ancora l’ispettore stradale che lascia stagnare l’acqua e formarsi il pantano».(14)</p>
<p><em>Ero(s)diade</em> ci prospetta, quindi, una discesa in quella che Sanguineti definiva la <em>Palus putredinis</em> (15), non per proclamarne la resa, ma per uscirne «con le mani sporche» e con una nuova consapevolezza. Una mossa conoscitiva che fa leva innanzitutto sul linguaggio e usa il laboratorio linguistico come prassi contestativa e come denuncia di una condizione antropologica:</p>
<p>«La parola poetica, così, già in quanto parola è un’azione in pubblico e volta alla comunicazione quanto all’azione in comune; se poi in quanto parola d’avanguardia artistica ne sovverte il senso comune attraverso i diversi ‘schemi’ compositivi e figurativi, allora si propone anche come un ‘impegno’, un’ipotesi e una promessa d’azione volte a demistificare i sensi dell’omologazione standard che formatta le coscienze e assopisce il dissenso. Come <em>engagement</em> non può d’altro canto, se vuole modificare e orientare gli assetti percettivi e di azione in senso conflittuale e di opposizione, che lavorare sul linguaggio come pratica semiotica e significante dirompente e dissacrante». (16)</p>
<p>I versi citati in epigrafe, tratti dal terzo componimento della raccolta, dal titolo <em>Buona guerra</em>, sono una chiara dichiarazione di poetica, una precisa scelta di campo a favore di una poesia antagonistica, che sia sfida, provocazione, <em>guerra</em> contro la falsificazione del linguaggio e la degradazione dell’umano. Il rifiuto nei confronti di un verseggiare lamentevole e consolatorio, di una poesia elegiaca e del ripiegamento interiore, della fuga nel sogno metafisico, è netto («non dirmi più canto la poesia / dell’uomo o l’elegia del virtuale dolore / o va dove il verso ti porta delle ali»); un tale genere di poesia – afferma Contiliano in altro contesto (17) – che ruota attorno al soggetto “lirico-intimistico” non fa che riprodurre i rapporti di forza e le dinamiche relazionali dell’individualismo capitalistico, cui invano cercherebbe di opporsi. Per essere autenticamente «controcorrente», al discorso poetico s’impone, quale necessità storica, una compromissione con la realtà; il poeta deve sapere affinare lo sguardo e affilare le proprie armi, preparando una strategia d’attacco corazzata contro le astuzie mediatiche, che sappia ad un tempo riscattare la complessità e socialità del linguaggio e sottrarsi alle maglie omologanti del mercato estetico: occorre rispondere alla <em>guerra</em> con la <em>guerra</em>.</p>
<p>Ma di quali guerre parla Antonino Contiliano? Da una parte, delle guerre reali, dei genocidi e delle guerre civili, delle guerre etniche e di religione, delle guerre africane e di quelle esportate dai paesi occidentali in nome della pace e della democrazia, delle stragi operate dalla mafia e dalla fame; delle guerre che, trasmesse in diretta televisiva, diventano spettacolo per nutrire la pena, l’indifferenza e il senso d’impotenza degli uomini di ogni parte del mondo:</p>
<p style="padding-left:60px;">amo questa buona guerra brava</p>
<p style="padding-left:60px;">questa guerra europea pasciuta</p>
<p style="padding-left:60px;">non ultima tra cotanto dis-senno</p>
<p style="padding-left:60px;">per di-visione e tendenza bit in tele-visione</p>
<p style="padding-left:60px;">che fotogramma l’audience e si svena</p>
<p style="padding-left:60px;">per questo sparando pietà di cocco in web</p>
<p style="padding-left:60px;">e tende di profughi morti di fame e vivi</p>
<p style="padding-left:60px;">per libertà non più cara così caro a dirlo (18)</p>
<p>Il poeta, però, non si ferma ad uno scatto d’insofferenza e di ribellione irrazionale, e si serve di una ricca e aggiornata strumentazione teorico-filosofica – Marx e i filosofi della scuola di Francoforte, insieme a Arendt, Lacan, Bauman, Morin, Slavoj Žižek sono i nomi più frequenti nei suoi saggi – per tradurre in versi la sua analisi politico-sociologica e andare dietro, alla radice del disagio postmoderno. Dietro ogni guerra, denuncia Contiliano, vi è la «mano invisibile» del neoliberismo economico e finanziario che, in nome del libero mercato, della “trasparenza” e della “flessibilità”, semina ovunque povertà e distruzione – «crisi economiche e finanziarie virulente, crisi ambientale ed energetica, militarizzazione della vita sociale e criminalizzazione del dissenso politico» (19) – a beneficio dei pochi ricchi e potenti:</p>
<p style="padding-left:60px;">fredda calda evapora calura</p>
<p style="padding-left:60px;">pura la cultura del terrore</p>
<p style="padding-left:60px;">è solo calda ora, la guerra</p>
<p style="padding-left:60px;">il muro del suono è radio-</p>
<p style="padding-left:60px;">azione di fondo… uniforme</p>
<p style="padding-left:60px;">a chi, l’urlo</p>
<p style="padding-left:60px;">di questo macello ininterrotto</p>
<p style="padding-left:60px;">incendio meridiano e parallelo</p>
<p style="padding-left:60px;">infinito massacro di poveri</p>
<p style="padding-left:60px;">a chi la mattanza</p>
<p style="padding-left:60px;">rifiuti e dannati superflui</p>
<p style="padding-left:60px;">collaterali e danni, previsti</p>
<p style="padding-left:60px;">del sacro capitale orbitale</p>
<p style="padding-left:60px;">doge il mare scafista e vitale (20)</p>
<p>La «buona guerra brava» è, in definitiva, la guerra del capitale e del profitto privato, la «rivoluzione globale neoliberista», che per nutrire il proprio sistema parassitario ha bisogno di continuare a sfruttare gli antichi schiavi – nei continenti lontani pre-capitalistici – e di crearne di nuovi, quelli che negli stessi paesi occidentali alimentano l’economia del consumo immateriale e dei linguaggi. Da qui il sottotitolo della raccolta, <em>La binaria dell’asiento</em> (21), sistema postmoderno del mercato schiavistico, e possibile chiave di lettura di un percorso testuale volto a smascherare la natura di una libertà sottratta alle scelte degli uomini, in un mondo in cui l’economia capitalistica si presenta come l’unica scelta possibile.</p>
<p>Il primo verso del testo citato, <em>Buona guerra</em>, è – a nostro giudizio – emblematico: «Della siepe l’oltre elettronico / è muto,<em>…</em>», una citazione leopardiana travestita, e traslata in un presente che non promette nessun <em>dolce naufragio</em>. Il progresso economico e tecnologico, infatti, che oggi ci consente di superare le barriere fisiche (la <em>siepe</em>) grazie alla comunicazione elettronica e digitale, non corrisponde affatto alla proiezione della fantasia e alla liberazione dell’immaginazione: l’<em>infinito silenzio</em> leopardiano è diventato un silenzio <em>muto</em>. Non si tratta di un’invettiva contro le risorse dell’informatica e della rete, di cui Contiliano è piuttosto un abile e consapevole pilota, ma della denuncia di una condizione d’impotenza, di una prigionia intellettuale e sociale, che può essere utile illuminare attraverso una riflessione di Zygmunt Bauman:</p>
<p>«Certamente, noi consideriamo la libertà umana, almeno nella “nostra parte” del mondo, un fatto ovvio e (salvo qualche correzione da apportare qua e là) una questione risolta nel modo più soddisfacente possibile; in ogni caso, non sentiamo il bisogno (di nuovo, a parte la blanda irritazione che ci prende ogni tanto) di scendere in piazza per rivendicare ed esigere una libertà maggiore o più completa di quella che ci sembra di possedere già. D’altro canto, tendiamo a credere con uguale fermezza di non poter fare molto – individualmente, con alcuni altri o tutti insieme – per cambiare il modo in cui vanno o sono fatte andare le cose nel mondo; inoltre, siamo convinti che, se anche riuscissimo a produrre un cambiamento, sarebbe vano, per non dire irragionevole, elaborare insieme l’idea di un mondo diverso da quello esistente e, qualora lo considerassimo migliore di quello in cui viviamo, impegnarci a fondo nella sua costruzione. Come si possa credere l’una e l’altra cosa al tempo stesso è un mistero per chiunque sia avvezzo a ragionare in termini logici. Se la battaglia per la libertà è stata vinta, come si spiega che la capacità umana di immaginare un mondo migliore e di far qualcosa per migliorarlo non è fra i trofei di quella vittoria? E ancora, che genere di libertà è quella che frustra l’immaginazione e tollera l’impotenza delle persone libere nelle questioni che le riguardano?» (22)</p>
<p>Di fronte a questo stato di cose, che priva <em>il cittadino globale</em> della dimensione sociale e politica e, di conseguenza, della stessa possibilità di pensare un futuro collettivo, s’innesca la contromossa rivoluzionaria e utopica propria di ogni avanguardia: contro il silenzio della rassegnazione e del vaniloquio mediatico – e «silenzio» è altra parola chiave della raccolta – si leva la voce del dissenso, alla <em>guerra brava</em> delle armi si oppone la <em>buona brava guerra</em> della parola poetica. E innanzitutto il potere della poesia, proprio per la natura dei suoi segni linguistici, è quello di rompere le catene dell’esistente e «cambiare percezioni, comportamenti e azioni» (23) degli uomini. Non solo agisce come forza critica, eversione esercitata dal linguaggio e sul linguaggio, smontaggio di significati falsi e normalizzati, ma in virtù della polivalenza e della complessità semantica che innesta nel discorso, estende le possibilità costruttive dell’immaginazione.</p>
<p>La rivoluzione è tale, così ha insegnato a noi <em>postumi</em> la tradizione della modernità, a partire dal sogno di un mondo alternativo a quello esistente, da un’idea di felicità possibile e condivisibile; la poesia – e in ciò consiste la sfida di Contiliano – in quanto spazio-tempo utopico per eccellenza, costitutivamente aperto all’imprevedibile e all’impensabile, deve farsi carico di questa istanza di liberazione e rigenerazione. Come ha ben evidenziato Francesco Muzzioli, alla <em>pars destruens</em> si affianca una <em>pars costruens</em>, al conflitto e all’accusa, succede l’utopia e il sogno collettivo: «e perciò a controcanto dell’ideologia della guerra, che sostiene pervicacemente che saremo sicuri solo quando “gli altri” saranno stati tutti eliminati, sta l’utopia della fratellanza, che ribatte la contro-argomentazione che non saremo salvi se non tutti insieme» (24).<em> </em></p>
<p>Se ha ancora senso oggi, in epoca postmoderna (o post-postmoderna?), parlare di poesia d’avanguardia, occorre però aggiornare le nozioni e le strategie, adattandole ai contesti mutati; in questo senso Contiliano persegue la sua <em>doppia utopia </em>– volgendosi congiuntamente, avverte sempre Muzzioli, al corpo della parola e al significato, al tessuto verbale e a quello sociale – mettendo in atto strategie retoriche che fanno proprio il portato innovativo delle scienze e delle tecnologie contemporanee, piegandolo ad un uso poetico. Si comprende, allora, come l’apporto dei saperi e dei linguaggi scientifici nell’impasto lessicale valga anche come apertura a nuove configurazioni epistemiche, e come la compresenza di <em>mondi-modi</em>, evidenziata all’inizio, attivi dentro e fuori dal testo logiche alternative e polisemiche.</p>
<p>Le parole d’ordine sono complicazione (o “complessificazione”) e polifonia, dettate entrambe dalla necessità di trovare una via di uscita al <em>silenzio</em> <em>muto </em>della comunicazione e della vita postmoderne: di ribaltare la complessità come caos indifferenziato nella vitalità delle differenze, la “trasparenza” senza spessore nella concretezza dei fatti, la passività in creatività, l’identità dell’io privato nella pluralità del soggetto politico. Una poesia civile, quella di Contiliano, che vuole essere un’<em>agora</em> contemporanea – tornando ancora una volta a Bauman – spazio pubblico-privato, dell’incontro e del conflitto, spazio politico in cui l’io e il noi rinegoziano i propri significati.</p>
<p>______________________________</p>
<p><strong>NOTE</strong></p>
<p>(1) Nota. Il saggio di Marta Barbaro (<strong>La parola plurale. <em>Ero(s)diade</em> di Antonino Contiliano) </strong>è stato pubblicato sulla rivista “Arenaria- ragguagli di letteratura/cinque” nel mese di luglio 2011. La collana di ragguagli di letteratura moderna e contemporanea è a cura del poeta Lucio Zinna.</p>
<p>(2) Antonino Contiliano, <em>Buona guerra</em>, in<em> Ero(s)diade. La binaria dell’asiento</em>, Quaderni di “Collettivo R/Atahualpa”, 2010, p. 19.</p>
<p>(3) Sergio Pattavina, <em>L’indignazione di Contiliano</em>. <em>Introduzione</em> a A. Contiliano,<em> Ero(s)diade</em>, cit., p. 10.</p>
<p>(4) Edoardo Sanguineti, <em>Ideologia e linguaggio</em>, Feltrinelli, Milano 1965; poi ristampato dallo stesso editore nel 2001.</p>
<p>(5) Sul laboratorio linguistico di Contiliano così si esprime Muzzioli: «Tutte le parole sono come passate dentro una pronuncia che le “mastica” (le manipola e le manomette), innanzitutto per strapparle alla loro banalità convenzionale e alla patina del consumo, e inoltre per scavarle e analizzarle nelle loro ulteriori potenzialità. Che questo avvenga attraverso la spezzatura, con il trattino (…) o con altri strumenti di interruzione, come le barre trasversali e le parentesi; oppure attraverso l’accostamento omofonico della paronomasia (…) fa poca differenza. L’importante è che le parole abbandonino la loro fissità e che, ritornando plastiche, si diano al gioco e all’infinita proliferazione» (Francesco Muzzioli, <em>La doppia utopia di Antonino Contiliano</em>. <em>Introduzione</em> a Antonino Contiliano,<em> Tempo spaginato. Chi-asmo</em>, Edizioni Polistampa, Firenze, 2007, p. 11).</p>
<p>(6) A. Contiliano,<em> Thinks Tanks</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., pp. 39-40.</p>
<p>(7) Id.,<em> Ero(s)diade</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., pp. 15.</p>
<p>(8) Id.,<em> Il serpente di Epidauro</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., p. 66.</p>
<p>(9) <em>ibidem</em>.</p>
<p>(10) «il dolore perde la voce e si abbatte / sui questi tuoi campi complici <em>decolli</em> / e dal <em>collo</em> ai fianchi non sosta / sta migrante ai <em>colli</em> le nude curve» (<em>L’attesa</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., p. 25) e «aggiotaggio enrangés i sanculotti / a mediaset medium l’emozional- / emoticon popular bandoliero <em>decolla</em> / <em>il decollato</em> nazional delle bandere nere / <em>Giovanni</em> cantiere delle libertà aperto / …» (<em>Ero(s)diade</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., p. 15); miei i corsivi.</p>
<p>(11) Non occorre ricordare che nel <em>Vangelo secondo Marco</em>, Erodiade è colei che vuole fare uccidere Giovanni Battista per metterne a tacere la voce e spegnerne per sempre il dissenso. La donna, disposta a tutto pur di rimanere al potere, si serve della figlia, della seduzione della danza di Salomè, per ottenere da Erode la testa del Battista servita su un piatto d’argento. Che già nel titolo della raccolta, Contiliano voglia alludere ad un potere occulto che taglia la testa al dissenso o, come sostiene Pattavina, «alla richiesta della testa del critico, che osi denunciare la trasgressione rispetto all’etica-estetica della tradizione letteraria» (S. Pattavina, <em>L’indignazione di Contiliano</em>, cit., p. 7), ciò che qui importa è che la parola allegorica attiva «una dimensione semantica demistificante e plurale» (A. Contiliano,<em> Tempo Molteplicità Identità</em>, in «Retroguardia» Quaderno elettronico di critica letteraria a cura di Francesco Sasso,<strong> </strong>n°15, 2009,<strong> </strong>p. 31).</p>
<p>(12) A margine, è interessante notare – in ragione del precedente riferimento alle opere di poesia collettiva – come la tecnica compositiva del trittico di lavori formato da <em>Compagni di strada caminando</em> (Edizioni Riccardi, 2003), <em>Marcha hacker/risata cyberfreak</em> (Promopress, 2005) e <em>’Elmotell blues</em> (Navarra Editore, Marsala-Palermo, 2007) non sia più quella del piano sequenza, difficilmente eseguibile a più mani, ma il montaggio di testi scritti da autori diversi, cui Contiliano imprime «una regia individuale molto sostenuta e caratterizzata in senso anarchicamente inventivo» (cfr. Mario Lunetta, <em>Le corporeità plurali di Antonino Contiliano. Introduzione</em> a <em>’Elmotell blues</em>, cit., 2007, p. 5).</p>
<p>(13) Così Alfredo Giuliani nella <em>Prefazione </em>all’antologia de <em>I Novissimi</em>. <em>Poesie per gli anni ’60</em> (1961; Einaudi, Torino, 1965, p. 9).</p>
<p>(14) A. Contiliano,<em> Tempo Molteplicità Identità</em>, cit.,<strong> </strong>p. 7.</p>
<p>(15) Cfr. E. Sanguineti, <em>Laborintus </em>e <em>Poesia informale?</em>, in <em>I Novissimi</em>, cit., p. 95 e 204.</p>
<p>(16) A. Contiliano,<em> Tempo Molteplicità Identità</em>, cit.,<strong> </strong>p. 7.</p>
<p>(17) Cfr. Id.,<em> Per una critica dell’economia poetica dell’Io</em>, in «Retroguardia» Quaderno elettronico di critica letteraria a cura di Francesco Sasso,<strong> </strong>n°18, 2009.</p>
<p>(18) Id., <em>Buona guerra</em>, cit., p. 18.</p>
<p>(19) Id.,<em> Il teorema di Gödel e gli “Intellettuali radicali”. Le lezioni delle “cause perse”</em>, in http://www.vicoacitillo.net/alexanderplatz/index.html, Napoli, 2010.</p>
<p>(20) Id., <em>La veglia dei giorni</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., p. 22. Il testo era già stato pubblicato nell’e-book <em>Calpestare l’oblio. Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale per la resistenza della memoria repubblicana</em>, a cura di Davide Nota e Fabio Orecchini, La Gru. Portale di poesia e realtà in collaborazione con Argo, L&#8217;Unità, Left, 2010, p. 34.</p>
<p>(21) Si cita la nota dell’autore al testo <em>Binaria dark</em>: «(<em>Asiento</em>) Ogni accordo (età moderna) tra lo stato spagnolo e privati assuntori di pubblici servizi, forniture, ecc. In particolare era la convenzione con cui la Spagna concedeva a una compagnia commerciale il monopolio dell’importazione di schiavi neri sulle colonie americane. Con il trattato di Utrecht (1713) il privilegio fu riservato alla britannica Compagnia dei mari del sud che lo mantenne fino alla metà del Settecento, quando il commercio schiavistico divenne sostanzialmente libero» (A. Contiliano, <em>Binaria dark</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., p. 17). Si noti anche come il titolo del testo in questione, <em>Binaria dark</em>, alluda contemporaneamente al titolo dell’intera raccolta (lo conferma il recupero del termine <em>asiento</em> nell’ultima strofa del testo) e al fenomeno astronomico del <em>dark matter</em> (espressione presente al v. 2): un altro esempio di come il discorso poetico di Contiliano fonda <em>mondi-modi</em> distanti per costruire le sue piste di senso.</p>
<p>(22) Zygmunt Bauman, <em>La solitudine del cittadino globale</em>, 1999, Feltrinelli, Milano, 2009, p. 9.</p>
<p>(23) A. Contiliano,<em> Tempo Molteplicità Identità</em>, cit.,<strong> </strong>p. 7.</p>
<p>(24) Francesco Muzzioli, <em>La doppia utopia di Antonino Contiliano</em>, cit., p. 12.</p>
<p><em>______________________________ </em></p>
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		<title>Krishna Biswas e la magia della chitarra acustica</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 07:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla rete]]></category>
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		<description><![CDATA[Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni Da Postpopuli.it Krishna Biswas è un chitarrista elettrico e acustico con all&#8217;attivo quattro CD di composizioni sue proprie, suonate e concepite in uno stile acustico personale. Ha all&#8217;attivo esperienze in gruppi musicali della zona fiorentina e toscana, la presenza come insegnante in scuole di musica privata e la [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=57629&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni</em></p>
<p>Da <strong><a href="http://www.postpopuli.it/">Postpopuli.it</a></strong></p>
<p><a href="http://www.postpopuli.it/wp-content/uploads/2011/12/Foto-Krishna-2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1655" title="Foto Krishna 2" src="http://www.postpopuli.it/wp-content/uploads/2011/12/Foto-Krishna-2-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
<p><strong>Krishna Biswas</strong> è un chitarrista elettrico e acustico con all&#8217;attivo quattro CD di composizioni sue proprie, suonate e concepite in uno stile acustico personale. Ha all&#8217;attivo esperienze in gruppi musicali della zona fiorentina e toscana, la presenza come insegnante in scuole di musica privata e la conduzione di seminari musicali.<br />
Una selezione dei suoi brani e ulteriori dettagli si trovano sul suo <strong><a href="http://www.myspace.com/krishnabiswas">spazio Myspace</a></strong>.</p>
<p>&#8212;</p>
<p><strong>- Parlaci del tuo percorso musicale, di come hai iniziato a suonare, dei tuoi primi maestri.</strong></p>
<p>Provengo da una famiglia che mi ha esposto a stimoli musicali di differente natura, da quella classica occidentale a quella indiana e americana. Ho cominciato a studiare il pianoforte da bambino, a 5 anni credo, con un insegnante classico. Dopo qualche tempo ho cambiato strumento, attratto dalla chitarra classica. Sono stato fortunato a conoscere il mio primo e più influente maestro, <strong><a href="http://www.postpopuli.it/?p=907">Ganesh Del Vescovo</a> </strong>– chitarrista classico e compositore – che poi è diventato amico di famiglia e mio maestro fino ai 15 anni. A quell&#8217;età poi ho subito il fascino della musica afroamericana e sono passato all&#8217;elettrica. Ho riscoperto i suoni acustici successivamente, ma non per esigenze limitate all&#8217;esperienza musicale, ma semmai più vicine a una ricerca di emancipazione dall&#8217;imitazione di esercizi di stile e sonorità ormai conformate, in cui molti musicisti che mi circondano si riconoscono.<span id="more-57629"></span></p>
<p><strong>- Tu hai un rapporto molto speciale con le corde dello strumento. Dicci di come &#8220;senti&#8221; la musica, e di come componi.</strong></p>
<p>Il contatto con la musica che sento più vicina alla mia identità è di matrice umana. Ad un certo punto della mia attività musicale mi sono reso conto di essere intrappolato in una ragnatela di cliché musicali, più o meno sofisticati,ma pur sempre icone codificate. Ho sentito l&#8217;esigenza di connettermi in modo più profondo alla mia persona suonando uno strumento che evocasse suoni della natura acustica, indipendentemente dall&#8217;ausilio di amplificatori e strumenti simili. Ho scelto oltretutto di evitare la consueta impostazione della mani che prima seguivo, per svincolarmi dai gesti meccanici che ogni musicista impara per esprimersi, e di codificare un linguaggio personale mio proprio. Ecco perché il rapporto con la mia musica lo percepisco come connesso in modo stretto alla mia parte più intima.</p>
<p><strong>- Hai apportato anche delle modifiche <em>ad hoc</em> all&#8217;accordatura della tua chitarra. Scelta coraggiosa, per uscire dagli schemi. Com&#8217;è andata?</strong></p>
<p>Le accordature che sfrutto sullo strumento non sono di natura convenzionale. Ho scelto di sfruttare rapporti diversi tra le corde per liberarmi da riti gestuali e per permettermi di utilizzare in modo significativo le corde a vuoto. Suono da solo, senza l&#8217;ausilio di basi né di altri musicisti, il che mi pone di fronte alla necessità di essere polifonico, pur sfruttando una tecnica della mano destra, che abbisogna del plettro. Per scardinare questa catena monodica, ho scelto di sfruttare le corde a vuoto, accordature aperte e un largo uso della tecnica del legato per la mano sinistra, che mi permette di essere percussivo e di avere la mano destra libera di suonare altre voci, groove e polifonia.</p>
<p><a href="http://www.postpopuli.it/wp-content/uploads/2011/01/Foto-Krishna-1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1658" title="Foto Krishna 1" src="http://www.postpopuli.it/wp-content/uploads/2011/01/Foto-Krishna-1.jpg" alt="" width="180" height="135" /></a></p>
<p><strong>- Una tua grande fonte d&#8217;ispirazione è la musica di Keith Jarrett. Che cosa significa per te?</strong></p>
<p>Per ciò che concerne <strong>Keith Jarrett</strong> posso dirti che per me è fonte di ispirazione umana e musicale. Questo significa che l&#8217;impatto della sua produzione di piano solo, per me, al momento è fondamentale. L&#8217;elemento che più mi scuote è la connessione profonda tra il suono e l&#8217;energia vitale che riesce a trasmettermi, la sua presenza e la capacità al contempo di disinnescare il suo IO per un obiettivo di portata universale; come se fosse una sorta di porta per il mondo sottile di cui ci parlano i veri artisti. Un altro elemento che ha un peso importante nella sua musica è che la percepisco come un testamento etico. Le note che sceglie nelle sue improvvisazioni sono figlie di un contatto intimo e spietato con se stesso, feroce. Questo fa sì che non possa ammettere la presenza di ciò che percepisce come superfluo o come un ostacolo alla sua estasi. Va da sé che la selezione delle note, dei climi musicali, dei groove e di quant&#8217;altro si combina con una discriminazione tra ciò che merita di aver vita e ciò che viene scartato. Tutto questo, anche senza un testo scritto, Jarrett riesce a comunicarmi. È ascoltando lui che ho sentito la pulsione di connettere la mia identità umana col suono, un mio suono. Questa la considero una sorta di opera maieiutica.</p>
<p><strong>- La musica, come ogni altra forma d&#8217;arte, è una scelta vocazionale. Tu la vivi così?</strong></p>
<p>La mia musica richiede una dedizione totale della mia persona, sia sotto il profilo superficiale, ovvero la tecnica gestuale per far scaturire i suoni, sia in senso più profondo, ovvero un&#8217;indagine costante e spietata sul mio percorso e le mie esperienze vitali. Il tutto costa delle rinunce in termini di esposizione ad ambienti sociali o a certi tipi di relazioni con il prossimo, ma questo prezzo per il momento non può non essere pagato.</p>
<p><strong>- Quali sono le carte che un musicista-compositore acustico, e per di più solista, ha in Italia, ora come ora? E quali sono i tuoi progetti in corso?</strong></p>
<p>Non posso rispondere se non per me stesso. Il mio rapporto con la musica è svincolato dall&#8217;appartenenza a insiemi e sottoinsiemi con un codice comune più o meno riconosciuto socialmente o sofisticato; posso dirti che ancora devo trovare i canali, sempre che esistano, per espormi al pubblico in situazioni dignitose. Nel frattempo lavoro sulle mie composizioni e pubblicazioni, a cui affianco l&#8217;attività professionale collaborando con un trio di swing ed accompagnando scrittori e lettori nelle loro performance dal vivo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57629/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=57629&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Foto Krishna 2</media:title>
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			<media:title type="html">Foto Krishna 1</media:title>
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		<title>52. Una chitarra</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fabrizio Centofanti]]></category>
		<category><![CDATA[Howard Skempton]]></category>
		<category><![CDATA[La cura]]></category>

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		<description><![CDATA[da qui Uno dopo l&#8217;altro: gioiellerie, supermercati, banche. - Vieni, sbrigati! Passamontagna, calzamaglie, caschi: ma quante te ne inventi, Marius? - Sfondalo, dài, non stare lì come un babbeo. Sei diventato abile: scardini sbarre, mandi in mille pezzi vetrine con cristalli rinforzati, possibile che non ci prendano? Prima o poi capiterà. - Avanti, riempi il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58697&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/26/52-4/"><img src="http://img.youtube.com/vi/3TawsSdbGKY/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=3TawsSdbGKY&amp;feature=related">qui</a></p>
<p>Uno dopo l&#8217;altro: gioiellerie, supermercati, banche.<br />
- <em>Vieni, sbrigati!</em><br />
Passamontagna, calzamaglie, caschi: ma quante te ne inventi, Marius?<br />
- <em>Sfondalo, dài, non stare lì come un babbeo.</em><br />
Sei diventato abile: scardini sbarre, mandi in mille pezzi vetrine con cristalli rinforzati, possibile che non ci prendano? Prima o poi capiterà.<br />
- <em>Avanti, riempi il sacco, fatti dare il codice della cassaforte.<span id="more-58697"></span></em><br />
Le dita scorrono veloci, ricordi quando suonavi la chitarra nella stanza di sopra, col tuo amico, canzoni su canzoni, tutte raccolte in un quaderno, come si chiamava? <em>Via della felicità</em>: sarà quella che stai vivendo, la sfida ostinata col destino?<br />
- <em>Picchialo, fallo ragionare.</em><br />
Perché non hai fatto il cantautore? Folle di giovani in delirio, la musica che ti porta chissà dove, che fine avrà fatto il compagno di mansarda? Dicono sia diventato direttore generale.<br />
- <em>Aiutami, portiamoli via tutti: questi sono i più preziosi.</em><br />
Dove vuoi arrivare? Non sarebbe stato meglio un viaggio nella giungla? Non ti bastavano i serpenti velenosi?<br />
- <em>Dagli un altro calcio, altrimenti chiamerà gli sbirri.</em><br />
Metteva la musica ai tuoi testi, già vi vedevate al Parc De La Courneuve, davanti a una massa urlante al ritmo delle <em>Fender</em>.<br />
- <em>Quanto dura questa storia?</em><br />
- <em>Sei scemo? Ti ho detto di tirargli un calcio.</em><br />
Sarà vero? Direttore di che? Non riesci a immaginarlo, facevate casino, nella classe: la professoressa di latino vi aveva segregato in un banco alla sinistra della cattedra. Che idea balorda!<br />
- <em>Mi sto stancando, Marius.</em><br />
- <em>Non fare il deficiente, ti rendi conto che qui dentro c&#8217;è un tesoro?</em><br />
Cominciaste a recitare mimi che facevano sbellicare gli studenti, la <em>prof</em> stava per piangere.<br />
Perché non arriva mai la polizia? Possibile che non ci abbiano schedato? Erano testi che parlavano d&#8217;amore, di un amore strano, tormentato, perché non esiste un amore che va tutto bene, anche a Parigi, al Parc De La Courneuve, dove ballano e cantano all&#8217;unisono, alzano braccia, sollevano accendini, anche lì non è mica sempre facile, che cosa pensi? cosa vuoi che pensi? mi ami? certo che ti amo, prima o poi scriverai un romanzo su un direttore generale, sul fallimento dei suoi sogni, una soffitta in cui avevi già capito tutto, perché in fondo che cercavi, cosa cercano tutti, se non quella via sempre avvolta nella nebbia, la via dove ti perdi ogni momento, la via &#8211; dillo: non è mica un bestemmia &#8211; della felicità.<br />
Già te lo immagini quando arriveranno, di corsa, le pistole puntate, vi getteranno a terra, stringeranno i polsi, col piede sulla pancia: vi ribellerete o lascerete fare, morirete da eroi o vi porteranno di filato in gattabuia?<br />
Ti venivano senza fatica le parole, il direttore generale sorrideva, aveva già trovato la musica prima che scrivessi l&#8217;ultimo versetto, perché non vi siete lanciati, perché non avete mollato tutto per suonare al Parc De La Courneuve?<br />
- <em>Presto, prima che arrivino.</em><br />
- <em>Sono stanco; Marius: con questi mi ci compro una chitarra.</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58697/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58697&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>51. Diverso</title>
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		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/25/51-5/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 15:00:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fabrizio Centofanti]]></category>
		<category><![CDATA[david sylvian]]></category>
		<category><![CDATA[La cura]]></category>

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		<description><![CDATA[da qui - Con mio fratello è andata bene. - Cioè? - Abbiamo trovato uno scrittore che convincerebbe Fausto a credere ancora ai suoi ideali. - Chi è? - Un mendicante. - Cominciamo bene. - Le persone libere sono fuori dagli schemi. - Cosa scrive? - Romanzi. - E Fausto cambierebbe? - Probabilmente sì. - [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58625&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/25/51-5/"><img src="http://img.youtube.com/vi/EtxQYQCR2-k/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=EtxQYQCR2-k&amp;feature=fvsr">qui</a></p>
<p>- <em>Con mio fratello è andata bene.</em><br />
- <em>Cioè?</em><br />
- <em>Abbiamo trovato uno scrittore che convincerebbe Fausto a credere ancora ai suoi ideali.</em><br />
- <em>Chi è?</em><br />
- <em>Un mendicante.</em><br />
- <em>Cominciamo bene.<span id="more-58625"></span></em><br />
- <em>Le persone libere sono fuori dagli schemi.</em><br />
- <em>Cosa scrive?</em><br />
- <em>Romanzi.</em><br />
-<em> E Fausto cambierebbe?</em><br />
- <em>Probabilmente sì</em>.<br />
- <em>In che modo?</em><br />
- <em>Proverebbe di nuovo il gusto della vita, non avrebbe più bisogno di evasioni.</em><br />
- <em>Neanche di me?</em><br />
- <em>Potrebbe essere.</em><br />
- <em>Dovrei rinunciarci: per che cosa?</em><br />
- <em>Per che cosa?</em><br />
- <em>Voglio dire: io che ci guadagno?</em><br />
- <em>Bisogna sempre guadagnarci?</em><br />
Che ti prende, Ester? L&#8217;uomo dagli occhi dolci non ti sta più bene? Ti sembra che non riesca a leggerti più dentro: che possa indovinare solo i pensieri positivi? Non ti accetterebbe se facessi prevalere i tuoi interessi, se dimenticassi che anche gli altri hanno diritto a essere felici? Perché all&#8217;improvviso ti sembra di essere avvolta nella nebbia? Non vedi più nulla: non riesci a decifrare nemmeno i sentimenti che stai provando adesso. Cosa si sta affacciando alla tua mente? La stanza è piena di gente: la nonna cieca, che parla da sola, tua sorella sempre pronta a soffiarti il ragazzino, tuo padre che torna dal lavoro ed è nervoso: papà, ti prego, non fare così. Smettila, vai via, non vedi che ho da fare? Non mi hai dato neanche un bacio. Vedrai, quando morirò, non avrai da mangiare, non m&#8217;importa di mangiare, voglio una carezza, finiscila, devo sbrigare una pratica importante, papà, sarò vecchia e nessuno mi avrà mai abbracciato, basta, lasciami in pace, Ester, mi hai capito?<br />
- <em>Non ci ho mai guadagnato niente nella vita.</em><br />
Ti sei già stancato? Mi piaci, Ester, ma ho troppo da studiare, il diploma, il lavoro per comprarmi i libri, cerca di capirmi, non puoi andartene così, avevi promesso di sposarmi, sposarti! siamo solo ragazzi, non dicevi così quando mi portavi a letto, Ester, ti prego, non ce la faccio più, sono depresso.<br />
- <em>Stavolta potrebbe essere diverso.</em><br />
Vorrei fare l&#8217;università. Non posso permettermelo, Ester, da quando se ne è andato il babbo non si arriva alla fine del mese. Ma cosa potrò fare nella vita? E io? Pensi che abbia soddisfatto tutti i desideri? Non vedi come sono ridotta? Mamma, la vita è mia, ho diritto di sognare!<br />
- <em>E perché dovrebbe essere diverso?</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58625/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58625&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>STORIA CONTEMPORANEA n.92: Risate a denti stretti. Aa.Vv. &#8220;Riso nero&#8221;, a cura di Graziano Braschi e Mauro Smocovich</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/25/storia-contemporanea-n-92-risate-a-denti-stretti-aa-vv-riso-nero-a-cura-di-graziano-braschi-e-mauro-smocovich/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 11:00:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giuseppepanella</dc:creator>
				<category><![CDATA[Giuseppe Panella]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Graziano Braschi]]></category>
		<category><![CDATA[Mauro Smocovich]]></category>

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		<description><![CDATA[Risate a denti stretti…Aa.Vv. Riso nero, a cura di Graziano Braschi e Mauro Smocovich, Milano, DelosBooks, 2010 ______________________________ di Giuseppe Panella* Il sottotitolo dell’antologia di Braschi e Smocovich recita: “Gialli comici, brividi brevi e comici microcefali. Diversi modi per ridere in noir” e, tutto sommato, alla fine della lettura del libro, mantiene la parola. Non [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58622&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://retroguardia2.files.wordpress.com/2012/01/aa-vv-riso-nero.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5860" title="Aa.Vv. Riso nero" src="http://retroguardia2.files.wordpress.com/2012/01/aa-vv-riso-nero.jpg?w=210&#038;h=300" alt="" width="210" height="300" /></a>Risate a denti stretti…Aa.Vv. <em>Riso nero</em>, a cura di Graziano Braschi e Mauro Smocovich, Milano, DelosBooks, 2010</strong></p>
<p>______________________________</p>
<p>di <strong><a href="http://retroguardia2.wordpress.com/category/panella-giuseppe/">Giuseppe Panella</a>*</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Il sottotitolo dell’antologia di Braschi e Smocovich recita: “Gialli comici, brividi brevi e comici microcefali. Diversi modi per ridere in <em>noir</em>” e, tutto sommato, alla fine della lettura del libro, mantiene la parola. Non farà magari “morire dal ridere” – come ha dichiarato Carlo Lucarelli – ma mette in relazione due aspetti fondamentali dell’esistenza: il riso e la morte in un contesto che non è quello filosofico tradizionale e che ha attraversato tutto il passato Novecento partendo da Bergson per arrivare a Bataille e a René Girard.</p>
<p><span id="more-58622"></span>I più di cinquanta autori che hanno collaborato a questa antologia si sono cimentati in variazioni più o meno lunghe sul tema (i primi venticinque testi pubblicati vengono definiti lunghi e cioè sono oltre le due pagine; gli altri trentaquattro sono più corti e non superano di molto la pagina mentre ci sono poi numerosissimi micro-racconti di tre o quattro righe di lunghezza pubblicati in riquadri a parte, di solito sotto un racconto più lungo). Si va dalla parodia di genere (soprattutto della narrativa poliziesca egemone oggi nella produzione libraria italiana e cioè quella che vede all’opera un commissario più o meno simile a Montalbano) al racconto nero nel solco delle variazioni grottesche iniziate da Edgar Allan Poe e continuate da Ambrose Bierce quando era in stato di grazia. Si lambisce poi la satira di costume e si finisce nello scherzo puro e semplice anche se con potenza allucinatoria (come nel caso della <em>Seduzione</em> del manichino messa in scena da un attonito Carlo Bordoni). Ma anche Graziano Braschi e Mauro Smocovich non scherzano con le loro storie pseudo-horror (e autenticamente orrorose). E poi c’è Alberto Eva, antesignano del genere fin da quando pubblicò, auspice Oreste del Buono, in un Giallo Mondadori del 1980 (primo premio al Gran Giallo Città di Cattolica del 1978) il suo <em>Ve lo assicuro io</em>, un romanzo ironico e narrativamente scattante che avrebbe meritato maggiore fortuna successiva. Altri racconti colgono il segno e si rendono colpevoli di procurato riso o agghiacciano per il misto di comico e di orrore che presentano e paventano. Mario Spezi, giornalista-investigatore di razza e co-autore con Douglas Preston di un fortunato libro su <em>The Monster of Florence</em> (che gli è costato un breve periodo di detenzione in carcere per aver nascosto le sue fonti) si cimenta nella descrizione di un delitto paradossale nell’esecuzione e nei risultati e ambientato su un treno di pendolari fiorentini. Il compianto Roberto Santini insiste sulla rivalità Pisa-Livorno (un tema apparentemente più caro al “Vernacoliere”) e racconta di un killer per caso (un francese innamorato che però ha sbagliato stazione…) e Marilù Oliva, oltre a cimentarsi in alcune brevissime micro-narrazioni, si affida a una storia di equivoci relativi a presentazioni librarie introdotta da un numero scaramantico (<em>Tredici</em> – come i partecipanti all’Ultima Cena di Gesù).</p>
<p>Ciò che caratterizza comunque molti dei testi qui raccolti è la capacità di raccontare storie più o meno articolate nello spazio di poche pagine e l’unico modo per farlo è pigiare il pedale di una velocità espressiva spinta spesso al parossismo. Come recita l’<em>esergo</em> tratto dai <em>Pensieri</em> di Joseph Joubert che apre la seconda sezione dell’antologia:</p>
<p>«La rapidità è come la salsa, stuzzica l’appetito del ridere. Come è noto la brevità, la condensazione, sono le condizioni essenziali del motto di sèpirito; di esso costituiscono la tecnica, cioè quasi tutto» (p. 140).</p>
<p>Questa necessità di un narrare rapido e conciso, anche se riduce, ovviamente, lo spazio per l’approfondimento dei personaggi delle storie raccontate, permette di arrivare rapidamente alla battuta esplosiva (che spesso non è metaforica!) del finale e produrre quell’effetto catartico che dalla narrazione ci si poteva attendere. Merito principale di questa antologia è proprio il suo procedere a sbalzi, scoppiettante di fuochi d’artificio verbali che mimano le azioni violente e spesso feroci che dalla realtà della cronaca filtrano sulla pagina e producono quell’effetto di straniamento e di rivolgimento parodico che rende spesso divertente e comico ciò che sarebbe solo orribile o pauroso nella sua dimensione originaria.</p>
<p><strong>_____________________________</strong></p>
<p><strong></strong><br />
<em></em></p>
<p><em>* Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine</em> <strong>Storia contemporanea</strong><em>. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’</em>affaire<em>Dreyfus. Intitolando</em><strong> Storia contemporanea</strong> <em>questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei</em>. <strong>(G.P)</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58622/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58622&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Theodoros Angelopoulos (Θόδωρος Αγγελόπουλος), regista e poeta, 1935-2012</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 09:05:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>robertoplevano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Film]]></category>
		<category><![CDATA[I grandi]]></category>
		<category><![CDATA[Roberto Plevano]]></category>
		<category><![CDATA[Theo Angelopoulos]]></category>

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		<description><![CDATA[Theo Angelopoulos viene oggi ricordato come un regista cinematografico apprezzato e premiato. 1977: Orso d&#8217;oro a Berlino per I cacciatori, 1988: Leone d&#8217;Argento al Festival del cinema di Venezia per Paesaggio nella nebbia, 1998: Palma d&#8217;oro a Cannes per L&#8217;eternità e un giorno. Angelopoulos è stato in realtà uno dei pochissimi autori la cui arte [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58671&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/25/theodoros-angelopoulos-%ce%b8%cf%8c%ce%b4%cf%89%cf%81%ce%bf%cf%82-%ce%b1%ce%b3%ce%b3%ce%b5%ce%bb%cf%8c%cf%80%ce%bf%cf%85%ce%bb%ce%bf%cf%82-regista-e-poeta1935-2012/"><img src="http://img.youtube.com/vi/lWtZS3Rh-Tc/2.jpg" alt="" /></a></span><br />
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<a href="http://www.theoangelopoulos.com/">Theo Angelopoulos</a> viene oggi ricordato come un regista cinematografico apprezzato e premiato. 1977: Orso d&#8217;oro a Berlino per <a href="http://www.theoangelopoulos.com/hunters.htm">I cacciatori</a>, 1988: Leone d&#8217;Argento al Festival del cinema di Venezia per <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Landscape_in_the_Mist">Paesaggio nella nebbia</a>, 1998: Palma d&#8217;oro a Cannes per <a href="http://www.theoangelopoulos.com/eternityandaday.htm">L&#8217;eternità e un giorno</a>.</p>
<p>Angelopoulos è stato in realtà uno dei pochissimi autori la cui arte abbia travalicato i limiti stessi del linguaggio cinematografico. Il suo è stato un lavoro epico, lirico, in una parola tragico, che ha fatto rivivere il cuore stesso della civiltà greca, inizio dell&#8217;identità di questa turgida parte di mondo che chiamiamo occidentale. Il suo è stato uno sguardo lucido e spietato, mai cinico, carico di <em>pietas</em> per tutti gli esseri umani. </p>
<p>Tutti, davvero tutti i suoi quattordici film consegnano immagini potentissime. Noi spettatori (termine inadeguato) siamo catturati in un ritmo, in una scansione narrativa che riproduce il passaggio delle stagioni naturali e umane, e il tempo del dolore. </p>
<p>La sublime ironia del miliziano fascista che si spoglia di fronte all&#8217;attrice, rimane nudo dimenticandosi i calzini, e si vergogna allora del suo piccolo sesso. L&#8217;intollerabile intensità del piano sequenza fisso sul telone chiuso di un camion fermo sul ciglio della strada: sappiamo che un fatto orribile si sta consumando dietro il telone, ma da lì emerge una bimba seria che pare aver accettato l&#8217;oltraggio come un sanguinoso e inevitabile rito di passaggio, ed è questo il vero dramma. Bosnia, urla e spari nella nebbia, nei Balcani le persone scompaiono quando il paesaggio si offusca. Al posto di frontiera un bambino senza famiglia corre e si rifugia tra le braccia aperte di uno sconosciuto. Lo spettatore non si limita ad assistere, ma viene pro-vocato, deve completare le storie con la sua più personale immaginazione. </p>
<p>Ecco, forse il cinema, se è ottava arte, non può davvero aspirare a niente di meglio. </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58671/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58671&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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