<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss" xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#" xmlns:media="http://search.yahoo.com/mrss/"
	>

<channel>
	<title>La poesia e lo spirito</title>
	<atom:link href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com</link>
	<description>Potrà questa bellezza rovesciare il mondo?</description>
	<lastBuildDate>Tue, 31 Jan 2012 22:07:13 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.com/</generator>
<cloud domain='lapoesiaelospirito.wordpress.com' port='80' path='/?rsscloud=notify' registerProcedure='' protocol='http-post' />
<image>
		<url>http://s2.wp.com/i/buttonw-com.png</url>
		<title>La poesia e lo spirito</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com</link>
	</image>
	<atom:link rel="search" type="application/opensearchdescription+xml" href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/osd.xml" title="La poesia e lo spirito" />
	<atom:link rel='hub' href='http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?pushpress=hub'/>
		<item>
		<title>57. Quell&#8217;uomo</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/31/57-4/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/31/57-4/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 15:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fabrizio Centofanti]]></category>
		<category><![CDATA[Derek Bailey]]></category>
		<category><![CDATA[La cura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58788</guid>
		<description><![CDATA[da qui Dove trovarlo, Gilda? Perché ti vengono in mente altre domande, mentre cammini in strada e posi lo sguardo sui parcheggi per le biciclette, i sottopassaggi che porteranno chissà dove, le vetrine dei negozi, ognuno con l&#8217;alberello che ricorda una natura diversa dal cemento, dal ferro, dalla plastica? Perché pensi che la vita sia [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58788&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/31/57-4/"><img src="http://img.youtube.com/vi/xxxJGl2UNHU/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=xxxJGl2UNHU&amp;feature=fvwrel">qui</a></p>
<p>Dove trovarlo, Gilda? Perché ti vengono in mente altre domande, mentre cammini in strada e posi lo sguardo sui parcheggi per le biciclette, i sottopassaggi che porteranno chissà dove, le vetrine dei negozi, ognuno con l&#8217;alberello che ricorda una natura diversa dal cemento, dal ferro, dalla plastica? Perché pensi che la vita sia tutta programmata, che i passi sull&#8217;asfalto siano già previsti da qualcuno, che anche se decidi di girare a sinistra e non a destra, qualcuno lo aveva già pensato? Hai scartato all&#8217;improvviso: c&#8217;è una strada dalle case in mattone stile antico, con portici simili a quelli delle città del nord Italia.<span id="more-58788"></span> Dove cercarlo, Gilda? Scarti ancora: sei in una via residenziale, coi paletti in metallo, colonne avvolte dai cartelli elettorali. Perché ti senti strana? Da dove ti proviene l&#8217;impressione d&#8217;esser qui perché qualcuno l&#8217;ha voluto? La staranno provando anche la donna vestita in giallo che trascina il passeggino o la ragazza con la gonna bianca e nera? Sospetteranno che la loro posizione sia studiata per orientarti nei labirinti ignoti di una città che non conosci? Passi vicino a un <em>pub</em> con l&#8217;insegna verde e i colori nazionali dell&#8217;Irlanda: a cosa lo associ? A un uomo seduto davanti a una <em>Guinness</em> chiara bevuta per metà, con un taccuino per prendere appunti: che cosa sta scrivendo? Prova a sbirciare, potresti trovarci l&#8217;indicazione giusta per rintracciare Arturo. Leggi la parola <em>supermarket</em>, proprio ora che ne appare uno nella via dai palazzi bianchi e <em>beige; </em>entrerai? Resterai sulla porta in attesa di capire che funzione può avere in un viaggio di cui non ricordi più il motivo, se non che stai cercando uno scrittore sparito all&#8217;improvviso? Sarà quello del <em>pub, </em>che ora comincia a scrivere più fitto, come preso da una foga incontenibile, l&#8217;ispirazione che raggiunge l&#8217;acme quando sta per succedere qualcosa, uno scarto nel movimento tranquillo dei clienti che posano i prodotti sul ripiano delle casse, la giovane bruna col giubbotto in pelle o l&#8217;anziano ancora incerto tra la sogliola e lo sgombro. Ecco, due uomini con i caschi scuri scivolano più velocemente sul fondo della sala, con le pistole in mano, puntandole verso la cassiera bionda e poi verso il cliente che sembrava sul punto di reagire. Perché decidi di entrare proprio ora? Cosa ti attira nella trappola, pur avendo capito quanto sia rischioso? Forse l&#8217;uomo del <em>pub,</em> che ora suda piegato sul taccuino a scrivere più rapidamente; che magari accenna alla fisionomia dei due rapinatori, uno grosso e l&#8217;altro più esile e impacciato, con una faccia che Gilda ricorda di aver visto, no, non è possibile, incrociano lo sguardo  per un istante solo ma non può sbagliare, l&#8217;uomo con gli occhi da animale in gabbia che inseguono con apprensione ogni mossa del complice, quell&#8217;uomo, Gilda, è proprio Arturo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58788/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58788&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/31/57-4/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>18</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/6a26b4784f421f2aedd3c68e4d104836?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">fabrizio centofanti</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>I versi color amaranto di Krauspenhaar</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/31/i-versi-color-amaranto-di-krauspenhaar/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/31/i-versi-color-amaranto-di-krauspenhaar/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 11:30:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krauspenhaarf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[angelo molica franco]]></category>
		<category><![CDATA[Effekappa]]></category>
		<category><![CDATA[franz krauspenhaar]]></category>
		<category><![CDATA[zona editrice]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58727</guid>
		<description><![CDATA[Lo scrittore milanese nella sua nuova raccolta esplora la realtà attraverso il dramma umano e la fisicità del dolore. di Angelo Molica Franco Se il poetare di Franz Krauspenhaar fosse un colore, sarebbe l’amaranto poiché esso tocca tonalità – cremisi, scarlatto, granata capaci solo di somigliargli. Allo stesso modo, le strofe di “Effekappa” (Editrice Zona, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58727&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/effekappa-copertina-2-solo-prima.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-58728" title="EFFEKAPPA - copertina 2 solo prima" src="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/effekappa-copertina-2-solo-prima.jpg?w=221&#038;h=300" alt="" width="221" height="300" /></a></p>
<p><em>Lo scrittore milanese nella sua nuova raccolta esplora<br />
la realtà attraverso il dramma umano e la fisicità del dolore.<br />
</em></p>
<p>di <strong>Angelo Molica Franco<br />
</strong></p>
<p>Se il poetare di Franz Krauspenhaar fosse un colore, sarebbe l’amaranto poiché esso tocca tonalità – cremisi, scarlatto, granata capaci solo di somigliargli. Allo stesso modo, le strofe di “Effekappa” (Editrice Zona, 2011) sono ammantate da un sentimento che non è solo malinconia, dolcezza, dramma, dolore, bellezza: c’è sempre una traccia che sa sfuggire all’interpretazione del lettore.<span id="more-58727"></span> Eludendo ogni retorica, la silloge scommette sullo strumento base della scrittura: la parola. Un innesto di concreto e astratto, di contemporaneo e classico, il tutto cesellato in una metrica che si sloga tra il topico e l’avveniristico. La drammaticità incontenibile delle odi di Krauspenhaar è solo il velo dietro cui si cela la reale ispirazione dell’autore: il senso della carne, inteso come consapevolezza della fisicità del dolore, di un dolore non solo estatico ma anche del corpo; “lecco il vuoto / delle tue scapole fredde” ci dice in “Dolce sera”. Il versificare è verticale e decostruito quando l’emotività prende il sopravvento per edificarsi agilmente, poi, in un verso prosaico,quasi narrativo e orizzontale. Ma non tutte le poesie sanno restituire al lettore la stessa maturità emotiva. In alcune l’autore indugia troppo in echi modernisti. Non avrei inserito, infine, “Poema H24”: un visionario corpus che ha dell’incomprensibile. Una poesia, però, insieme a molte altre salva la collezione; si tratta di “Sono venuto a dirti della mia pazienza&#8221;, vivido elogio a Gainsbourg. “Venne il tempo dell’alloro. Nelle salse / del nostro scontento. Nelle tazze dell’oro, / nel disdoro disadorno e carso.”. Lontano dal simbolismo posticcio che spopola, Krauspenhaar porge parole che stillano un realismo terribile e bellissimo.</p>
<p>Pubblicato su <strong>Il Corriere Nazionale.</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58727/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58727&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/31/i-versi-color-amaranto-di-krauspenhaar/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/ca3eeabd7a46c90050dbdc3fd735f168?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">krauspenhaarf</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/effekappa-copertina-2-solo-prima.jpg?w=221" medium="image">
			<media:title type="html">EFFEKAPPA - copertina 2 solo prima</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>&#8220;Il mare immobile&#8221;, di Valentina Ferri</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/31/il-mare-immobile-di-valentina-ferri/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/31/il-mare-immobile-di-valentina-ferri/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 07:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla rete]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Agnoloni]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>
		<category><![CDATA[Link]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Scritture]]></category>
		<category><![CDATA[Abusi sessuali]]></category>
		<category><![CDATA[Galaad Edizioni]]></category>
		<category><![CDATA[Il mare immobile]]></category>
		<category><![CDATA[toscana]]></category>
		<category><![CDATA[Valentina Ferri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=57789</guid>
		<description><![CDATA[Recensione di Giovanni Agnoloni Da Postpopuli Un sogno di vacanze passate, un incubo affiorante d&#8217;infanzia rubata. Il mare immobile di Valentina Ferri (Galaad Edizioni) è un romanzo che si potrebbe definire di de-formazione. Racconta la storia di una bambina di dieci anni, Lia, che negli anni Settanta va in vacanza in Toscana con la mamma [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=57789&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Recensione di <strong>Giovanni Agnoloni</strong></em></p>
<p>Da <strong><a href="http://www.postpopuli.it/">Postpopuli</a></strong></p>
<p style="text-align:justify;"><a href="http://www.postpopuli.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-mare-immobile1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1784" title="Il mare immobile" src="http://www.postpopuli.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-mare-immobile1.jpg" alt="" width="148" height="227" /></a>Un sogno di vacanze passate, un incubo affiorante d&#8217;infanzia rubata. <strong><em>Il mare immobile</em></strong> di <strong>Valentina Ferri </strong>(<strong><a href="http://www.galaadedizioni.com/">Galaad Edizioni</a></strong>) è un romanzo che si potrebbe definire di de-formazione. Racconta la storia di una bambina di dieci anni, Lia, che negli anni Settanta va in vacanza in <strong>Toscana</strong> con la mamma e le sorelle più piccole, ma si porta dietro, e dentro, tutto un mondo di ricordi e sensazioni da incubo. La scrittrice evidenzia molto bene i sottili passaggi del suo tormento, che si manifestano nei suoi nervosismi, nei non detti e nelle tensioni sempre latenti e a tratti affioranti nel rapporto con la madre, donna molto bella ma riluttante al contatto e alla dolcezza.<span id="more-57789"></span><br />
Poi viene fuori, un frammento dopo l&#8217;altro, il <strong>boccone caldo</strong> ingoiato e rimasto in gola: il contatto improprio e strisciante con un finto amore, frutto dell&#8217;inganno di un adulto, che viene perfettamente descritto dal punto di vista della giovanissima protagonista.<br />
Ma <strong><em>Il mare immobile</em></strong> non è solo una storia di violenza e un racconto di dolori intimi. È anche un pallido scorcio di speranza; pallido ma reale. E la speranza è che l&#8217;innocenza, sia pur violata, non perda la sua forza di fecondare il mondo; che quel mare non resti per sempre – nelle parole di Lia, che descrivono un suo sogno – <strong><em>“una pellicola (…) incollata come una maschera”</em></strong>, che ricopre la superficie del <strong>mare</strong> e che lei non riesce a perforare, per poter finalmente nuotare. Ce lo dicono i momenti di gioco e di spensieratezza che la bambina ancora sa vivere con le sue amiche, il desiderio di ritrovare il contatto con la sabbia, il salmastro e tutti i desideri impastati di sole che la costa toscana sa regalare.<br />
In questo c&#8217;è molto <strong><em>amarcord</em></strong>, che, se vogliamo, accomuna il romanzo a tanta produzione letteraria italiana minimalista e ambientata in contesti provinciali, che a volte scade in un&#8217;ottica rassegnata e ripiegata sulle “<strong>piccole cose</strong>”. Qui però questo rischio viene scongiurato. Si entra invece sul terreno di una ricerca che non è puramente nostalgica, ma psicologica, direi quasi <strong><em>regressiva</em></strong>, fino alla scoperta della fonte della sofferenza, senza la quale non ci può essere un&#8217;autentica rinascita.<br />
Quell&#8217;<strong>Italia di allora</strong>, ricordata e forse rimpianta, insomma, fa anch&#8217;essa parte del problema. Viene da chiedersi se quella di oggi, da cui la memoria cerca le risposte, faccia parte della soluzione.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8212;</p>
<p><strong>Valentina Ferri</strong>, giornalista, attrice teatrale e musicista, è nata a Milano e vive a Pavia. È autrice del saggio <em>La ineluttabile modalità dell’udibile. Allusioni e strategie musicali nell’Ulisse di James Joyce</em> (Deainedi, 2004). Ha collaborato e scrive su diverse testate femminili, periodici musicali e pagine di cultura (tra cui «Famiglia Cristiana», «Donna Moderna», «Confidenze» e «Il Domenicale»). <em>Il mare immobile</em> è il suo romanzo d’esordio.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/57789/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=57789&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/31/il-mare-immobile-di-valentina-ferri/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/a3b0b4c5b0f1c93fedb053ba6de73e91?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">giovanniag</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://www.postpopuli.it/wp-content/uploads/2011/12/Il-mare-immobile1.jpg" medium="image">
			<media:title type="html">Il mare immobile</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>56. Buono a nulla</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/30/56-4/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/30/56-4/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 19:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fabrizio Centofanti]]></category>
		<category><![CDATA[Howard Skempton]]></category>
		<category><![CDATA[La cura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58743</guid>
		<description><![CDATA[da qui Non ti senti tranquillo, è naturale. Quanti errori avrai fatto nella vita? Ti riesce difficile affondare lo sguardo nella nebbia degli anni. Quando è scattata la molla del potere? Cos&#8217;ha innescato il meccanismo perverso che ti ha ridotto a questo punto? Dovresti fermarti, concentrarti. Tuo padre non ti ha mai stimato, diceva che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58743&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/30/56-4/"><img src="http://img.youtube.com/vi/I8I_rx6u1Rw/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>da<a href="http://www.youtube.com/watch?v=I8I_rx6u1Rw"> qui</a></p>
<p>Non ti senti tranquillo, è naturale. Quanti errori avrai fatto nella vita? Ti riesce difficile affondare lo sguardo nella nebbia degli anni. Quando è scattata la molla del potere? Cos&#8217;ha innescato il meccanismo perverso che ti ha ridotto a questo punto? Dovresti fermarti, concentrarti. Tuo padre non ti ha mai stimato, diceva che eri solo un fannullone, un buono a nulla.<span id="more-58743"></span> E&#8217; il motivo per cui cercavi rifugio nella musica, ti chiudevi nella mansarda col tuo amico a scrivere canzoni, per strappare un surrogato di felicità dall&#8217;esistenza grigia che ti scavava un vuoto in fondo al cuore. Studiavi, ma sentivi la voce di tuo padre: è inutile, dove credi di andare, lavora, piuttosto, porta qualche soldo a casa. Saltavi la cena e sparivi sulle scale. All&#8217;arrivo dell&#8217;amico, guardava male anche lui: un altro perdigiorno, ma quando la smetterete di sognare? Prendevi la chitarra, lui il quaderno; vi capivate al volo, come se un filo vi legasse insieme , il bandolo della matassa ingarbugliata di emozioni represse, orgoglio ferito, desideri di rivalsa. Vi conosceste in colonia, un paese sconosciuto del Piemonte &#8211; come si chiamava? Peveragno -, giocavate nella stessa squadra del torneo, eravate innamorati delle stesse ragazzine. La voce del padre piombava fin lì: non farti illusioni, un incapace è incapace dappertutto. Fammi vedere cosa scrivi. Sei sempre innamorato! Perché, tu no? Ce la faremo a sfondare? Vai a lavorare, te l&#8217;ho detto mille volte. Papà, mi sto per laureare, abbi pazienza. Deficiente. Sì, sono innamorato: è come un fuoco che si accende ogni volta che prendo una penna e scrivo tutto quello che mi viene. Come s&#8217;intitola? Prima finiamola: che musica ci metti? Forse lo hai fatto per tuo padre, per dimostrargli che valevi qualcosa; notti insonni, fino al giorno della tesi, nemmeno glielo hai detto, ed eri già dottore! <em>Via della felicità</em>. Non farà troppo De André? Eccola, papà. Pensi che la laurea risolva ogni problema? Trovati un lavoro, scapestrato. A me piace così. Potremmo inciderla, depositarla alla <em>Siae</em>. Rifacciamola da capo. Cosa dovrei fare per guadagnare la tua stima? Sì, questa è più bella delle altre, ce la potrebbero rubare. Suda, pedala, portami un risultato, una volta nella vita. Fu così che cominciasti a correre da un ufficio all&#8217;altro, da un politico all&#8217;altro, finché diventasti direttore generale. Magari la cantiamo nei locali, per vedere l&#8217;effetto sulla gente. Si sarebbe ricreduto? Mi abbraccerebbe, finalmente? E se andassi a cercare l&#8217;amico di mansarda? Come si chiamava? Ecco, Arturo: così glielo dico che ora che sono il Presidente.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58743/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58743&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/30/56-4/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>26</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/6a26b4784f421f2aedd3c68e4d104836?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">fabrizio centofanti</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Non dimenticare il salvagente</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/30/non-dimenticare-il-salvagente/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/30/non-dimenticare-il-salvagente/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 15:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>matteotelara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Matteo Telara]]></category>
		<category><![CDATA[john gardner]]></category>
		<category><![CDATA[matteo telara]]></category>
		<category><![CDATA[on writing]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura creativa]]></category>
		<category><![CDATA[Stephen King]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58737</guid>
		<description><![CDATA[Trama, emozione, personaggi, tema, stile, ambientazione, dialoghi, disciplina, cura del dettaglio, visione d’insieme: scrivere fiction (e soprattutto buona fiction) “può essere un lavoro difficile e solitario, come attraversare l’Atlantico con una vasca da bagno” dice Stephen King in “On writing, a memoir of the craft”. Ma per quanto negli ultimi decenni il ‘segreto’ di tale [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58737&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/p1020112.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-58741" title="P1020112" src="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/p1020112.jpg?w=300&#038;h=225" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p>Trama, emozione, personaggi, tema, stile, ambientazione, dialoghi, disciplina, cura del dettaglio, visione d’insieme: scrivere <em>fiction</em> (e soprattutto buona <em>fiction</em>) “può essere un lavoro difficile e solitario, come attraversare l’Atlantico con una vasca da bagno” dice Stephen King in “On writing, a memoir of the craft”.<br />
Ma per quanto negli ultimi decenni il ‘segreto’ di tale traversata sia stato rivelato, sviluppato e sviscerato con bussole, mappature, guide, manuali di navigazione assistita e GPS, le vasche da bagno continuano a costituire il mezzo meno indicato ad attraversare gli oceani, soprattutto per chi, a metà strada, scopre di soffrire il mal di mare.<br />
Nel suo “On writers and writing” John Gardner, usando una metafora un po’ più camuffata ma altrettanto autoevidente, dice: “fiction is the only religion I have”. E chi davvero naviga lo sa, che vasche da bagno o meno nessun oceano può essere attraversato senza fede.<span id="more-58737"></span><br />
John Gardner e Stephen King sembrano a prima vista distanti quanto lo sono i loro libri. Eppure, nella bonaccia che alle volte placa le superfici rendendo uniformi le distanze, risultano più avvicinabili di quanto a prima vista si potrebbe pensare.<br />
Quando ero ragazzino il mio allenatore di pallacanestro amava ripetermi che la forza di una squadra e la bellezza di uno sport vanno ricercate nelle differenze tra i loro giocatori. Trasferendo queste parole sul terreno insidioso della scrittura creativa, potremmo dire che è sempre la differenza degli approcci a restituire la corretta visione d’insieme.<br />
John Gardner, controverso personaggio del mondo della letteratura e della cultura americani, è oramai da anni oggetto di dibattiti e polemiche. La sua concezione etica dello scrivere e del ruolo della scrittura in una società, ovvero la sua idea di una letteratura che aiuti l’uomo a cimentarsi con l’immortalità, sanando i conflitti del nostro cuore e le assurdità della vita quotidiana, una letteratura, insomma, che porti con sé una grande componente di responsabilità morale, sono oramai riconosciute e in larga parte condivise.<br />
“True fiction” scrive Gardner “celebrates life.”<br />
Se la vita può spesso sembrare un <em>nonsense</em> impregnato di dolore (almeno quella di noi umani, per quel che ne sappiamo) ci penserebbe l’arte a riscattarla. “È il potere poetico-etico delle storie a salvarci” dice Gardner.<br />
Gardner ha forti radici classiche (e si sente) e in più punti la sua ferma opposizione a una produzione letteraria di puro intrattenimento (che allontana dalla realtà invece di farcela conoscere, o meglio, che ci fa evadere dalla vita per rinchiuderci in una prigione) trova riscontro in una teoria della scrittura volutamente non sistematica, ma sempre articolata, che abbraccia tutti gli aspetti della creazione con continui riferimenti agli autori a lui contemporanei, a lui precedenti e, per quel che è possibile, a lui e a noi futuri.<br />
Questo aspetto, ovvero l’intima relazione tra arte e vita, si può ritrovare in una certa misura anche in King, sebbene nell’autore del Maine il tutto sembri stemperarsi in una visione più leggera (alcuni direbbero più superficiale) dello scrivere e delle sue responsabilità: lasciando da parte le problematiche della teoria e dell’analisi dei testi, King fa riferimento più che altro alla sua personale esperienza di scrittore (si tratta pur sempre di una “memoir” no?) con uno stile più narrativo che saggistico, e con l’idea di fare della sua vita e della sua esperienza un continuo elemento di relazione con la sua concezione dello scrivere, delle scuole di scrittura creativa e degli scrittori che le frequentano. A differenza di Gardner infatti (che ha una grande fiducia nell’insegnamento e nelle possibilità ad esso correlate) King dichiara fin da subito il suo scetticismo nei confronti di tali realtà, spiegando che a suo parere esistono <em>bad writers</em>, <em>competent writers</em>, <em>good writers</em> e <em>great writers</em>. “It is impossibile to make a competent writer out of a bad one” dice, “or a great one out of a good one, but it is possible to make a good writer out of a merely competent one.” E l’annosa diatriba sul <em>creative writing</em> parrebbe quasi potersi riassumere in queste poche righe.<br />
Il segreto, al di là di una predisposizione iniziale che deve comunque esserci, e senza la quale nulla può essere davvero creato (“the equipment comes with the original package” dice King) resta quello di leggere e scrivere tanto. ‘Leggere’ è sia per King che per Gardner il centro creativo nella vita di uno scrittore – e questo vale soprattutto per la flotta di vasche da bagno al largo delle coste italiane (vd anche articolo di Anna Maria Ortese <a href="http://www.minimaetmoralia.it/?p=6068" target="_blank">qui</a>) –: occorre leggere ampiamente e in maniera diversificata, e poi costantemente rifinire il proprio scrivere mentre lo si fa.<br />
Ma Gardner insiste sul valore ‘morale’ di quel che si legge, cioè su una letteratura che sappia investigare l’irriducibile solitudine che costituisce la <em>condition humaine</em>, mentre King sembra optare per qualsiasi cosa attiri il nostro interesse. Nel suo stile informale, King ci parla di stanze e seminterrati, di ricordi, di autori che ama e di strumenti essenziali al comporre (illuminante è il paragone col portattrezzi a più livelli di zio Oren, carpentiere forse mai esistito) dilungandosi sugli avverbi (a suo parere assolutamente – <em>ops</em> – da evitare) ed essenzialità (“keep it simple but meaningful” diceva Hemingway) e ci porta attraverso qualche centinaia di pagine con agilità e abbondanza d’esempi, lasciandoci alla fine con l’idea che se il talento c’è, e abbiamo la forza e la voglia (ma soprattutto “the calling”, la chiamata) per farlo, allora non resta che entrare nella vasca e cominciare a pagaiare.<br />
Tutto così semplice dunque? No.<br />
Ed è Gardner a prendersi la briga di ricordarcelo più spesso.<br />
In “On writing” King è convincente senza scadere nell’entusiastico, piacevole senza perdersi nel superfluo, ma qualcosa nel suo modo di vivere la scrittura appare troppo personale (lo dichiara lui stesso) per poter essere applicato con successo alla folla di volenterosi che vogliono imitarlo. Scrivere, per King, è in primo luogo “great fun”, ovvero un gran bel divertimento, forse la maniera più bella ed emozionante di passare le proprie giornate, qualcosa di differente da quella sorta di “joy” (in senso quasi sant’agostiniano) di cui sembra invece parlare Gardner, e che in quest’ultimo si raggiunge solo al termine di un lungo e travagliato processo di ricerca. Gardner si richiama a Omero, cita i classici, porta esempi articolati, dà l’idea di una letteratura come difficile conquista, una cosciente e assurda fatica di Sisifo che anche quando ‘salva’ impone sacrifici enormi, e che per essere tale deve in primo luogo contenere in sé le ragioni del proprio essere: “the heart of good fiction is always religious” dice Gardner. E ancora, citando Coleridge, “nothing can permanently please that does not contain in itself the reason why it is as it is and not otherwise.”<br />
<em>Great fun</em> o <em>joy</em>, <em>best seller</em> o classici, <em>plot </em>o <em>condition humanine</em> resta la paradossale complementarietà tra due testi e due autori diversissimi, insieme all’idea che – come ne “Il Castello dei destini incrociati” di Calvino (tra l’altro citato dallo stesso Gardner) – abbiamo sempre bisogno gli uni delle carte degli altri per raccontare qualunque storia inclusa la nostra.<br />
Se il terreno in comune tra i due testi allora c’è, va forse (e al di là di tutto) ricercato nella famosa vasca da bagno, e in quella ‘fede’ che ne supporta la ragion d’essere.<br />
King parla di “words, style and magic”.<br />
Gardner di “magic, love and creative force”.<br />
Entrambi insistono sul ruolo importante ma non fondante della tecnica (che comunque è l’unica cosa che in fondo si può imparare): “the truth of what you say” dice Gardner, “is what really matters, and the only importance of technique is that when you say it badly, you haven’t said it.”<br />
“Learn how to use the tools in your toolbox” dice King, come sempre in maniera diretta, usando metafore per visualizzare concetti.<br />
Resta centrale, per entrambi gli autori, il concetto che “riscrivere” è importante quanto “scrivere,” e che decisiva è in questo senso l’onestà dell’artista, ovvero la “relazione morale tra l’artista e il suo materiale” (non a caso Gardner cita spesso Tolstoj) o, per dirla alla King: “as long as you tell the truth, baby.”<br />
Ma spiccate differenze e complementarietà degli approcci a parte (sia King che Gardner sottolineano la natura di ‘chiamata’ dello scrivere a scapito della ‘carriera’: non si scrive per diventare famosi, si scrive per confrontarsi col ‘mistero delle cose’) resta pur sempre quell’oceano da attraversare, e resta il rischio del naufragio; resta la paura degli eventi naturali e l’enormità dei drammi interiori: resta la problematica della ragione profonda per cui si decide d’imbarcarsi.<br />
King dichiara di partire sempre da una ‘situazione’ per poi passare a raccontare una storia – spesso all’oscuro quanto i suoi personaggi di dove questa condurrà – “good fiction always begins with story and progress to theme” dice. Gardner invece organizza una sorta di piano di sviluppo iniziale e si dice convinto che occorra sempre partire dal ‘theme’ per poi passare al racconto. King dichiara di concludere in genere la prima stesura di un romanzo in poco più di tre mesi, e le due successive nei seguenti sei (tempo limite, a suo parere, per non perdere l’entusiasmo e il <em>beat</em> di ciò che si racconta); Gardner invece ha scritto meno e insegnato di più (e non è sopravvissuto a un incidente stradale, a differenza di King) e fa sempre riferimento a ‘tempistiche’ ben più complesse e dilatate.<br />
Intorno a loro si allarga la grande distesa dei ‘prolifici’ (John Creasey, novellista inglese che ha scritto quasi seicento romanzi) dei ‘solitari’ (gli autori di un solo libro, su tutti Harper Lee) dei ‘costanti’ (che con regolarità pubblicano un libro ogni due-tre anni) degli &#8216;incompresi&#8217; (“everything we write is an experiment” dice Gardner, “only if the experiment fails do we call the work experimental”) e di quelli ancora impegnati nella traversata.<br />
Come orientarsi allora?<br />
Viene alla mente Sarah Shun-lien Bynum (di cui tra l’altro si parla <a href="http://www.minimaetmoralia.it/?p=5964" target="_blank">qui</a>) acclamata autrice di “Madelein is sleeping” e “Ms. Hempel Chronicles”, e collocata dal <em>New Yorker</em> tra i venti migliori scrittori americani under 40, ovvero ‘il nuovo che avanza’, che in un’intervista recente, alla domanda “quanto tempo ha impiegato a scrivere il suo primo romanzo?” “Dieci anni” ha risposo.<br />
Pagaiatori in vasche da bagno avvisati.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58737/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58737&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/30/non-dimenticare-il-salvagente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/3bf9c02252fb85e8fa1dd15fb0ff17db?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">matteotelara</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/p1020112.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">P1020112</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Vivalascuola. Non facciamo la “scuola dei nonni”</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/30/vivalascuola-102/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/30/vivalascuola-102/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:00:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>vivalascuola</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Viva la scuola]]></category>
		<category><![CDATA[disuguaglianze sociali]]></category>
		<category><![CDATA[burnout]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanna Lo Presti]]></category>
		<category><![CDATA[Vittorio Lodolo D'Oria]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Profumo]]></category>
		<category><![CDATA[Franca Valentini]]></category>
		<category><![CDATA["riforma" delle pensioni]]></category>
		<category><![CDATA[tutela della salute]]></category>
		<category><![CDATA[Adelmo Monachese]]></category>
		<category><![CDATA[Michel Martone]]></category>
		<category><![CDATA[invecchiamento degli insegnanti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58041</guid>
		<description><![CDATA[Gli insegnanti sono più esposti a patologie psichiatriche (ed a suicidio) e oncologiche in seguito allo stress-lavoro-correlato della loro helping profession. Il prepensionamento rappresentava per alcuni l’ultima via di fuga per scampare a un destino tutt’altro che felice, e ora non c’è più. (Vittorio Lodolo D&#8217;Oria) Un bambino piccolo ha il diritto ad avere un&#8217;insegnante [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58041&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter" src="http://b.vimeocdn.com/ts/223/887/223887491_640.jpg" alt="" width="467" height="262" /></p>
<p><em>Gli insegnanti sono più esposti a patologie psichiatriche (ed a suicidio) e oncologiche in seguito allo </em>stress<em>-lavoro-correlato della loro </em>helping profession.<em> Il prepensionamento rappresentava per alcuni l’ultima via di fuga per scampare a un destino tutt’altro che felice, e ora non c’è più. </em>(<a href="http://www.burnout.blogscuola.it/?p=310">Vittorio Lodolo D&#8217;Oria</a>)</p>
<p><em>Un bambino piccolo ha il diritto ad avere un&#8217;insegnante affettuosa e capace, ma piena di energia fisica, di pazienza, che abbia la voglia e la forza di giocare, di sperimentare e di &#8220;</em>abbassarsi<em>&#8221; al suo livello, di permettergli di crescere. </em>(<a href="http://www.retescuole.net/contenuto?id=20120113014159">Franca Valentini</a>)</p>
<p><em><a href="http://www.flcgil.it/scuola/pensioni-scuola-accolto-ordine-del-giorno-alla-camera.flc#odg">Un ordine del giorno</a> riapre la partita sulla &#8220;</em><a href="http://www.flcgil.it/attualita/previdenza/pensioni-una-riforma-strutturale-che-cambia-le-regole-le-tabelle-con-i-nuovi-requisiti.flc">riforma delle pensioni</a><em>&#8220;. L&#8217;</em>iter<em> della legge non si è ancora concluso: dovrà essere discussa al Senato ed è possibile che il decreto, in scadenza il 27 febbraio, subisca ulteriori modifiche e debba tornare a Montecitorio.</em></p>
<p><strong>Non possiamo fare la &#8220;scuola dei nonni&#8221;</strong><br />
di <strong>Giovanna Lo Presti</strong></p>
<p>Esistono crimini contro l&#8217;umanità non contemplati in nessun codice penale e che determinano uno stato di violenza senza spargimento di sangue<span id="more-58041"></span>, un asservimento di fatto degli esseri umani pur in un apparente stato di libertà. Tre di questi crimini continuano ad essere perpetrati in Italia dalla classe dominante: <strong>la rottura del patto tra generazioni</strong> (patto che prevedeva una buona trasmissione ereditaria – in tutti i sensi – da una generazione all&#8217;altra), <strong>la vanificazione della speranza in un futuro migliore, il reiterato ricorso ad argomentazioni evidentemente illogiche, finalizzate a rendere “<em>naturali</em>”, “<em>inevitabili</em>”, “<em>necessari</em>” sia il presunto antagonismo tra generazioni sia il futuro di lacrime e sangue</strong>.</p>
<p>Il governo Monti è il punto d&#8217;approdo di un lungo percorso, caratterizzato dall&#8217;erosione dei diritti conquistati dai lavoratori in lunghi anni di lotta e da una crescente posizione di privilegio da parte del padronato. Il progetto manifesto è quello di ridisegnare i rapporti sociali, sottraendo ulteriori diritti alla gran massa degli individui e confermando, per pochi, spropositati privilegi. Mentre il pianeta rischia la catastrofe ecologica i nostri tecnocrati sproloquiano di aumento del PIL e di sviluppo ed invocano il fantasma dell&#8217;Europa e quello della globalizzazione per convincerci che tutto si decide altrove.</p>
<p>Non è vero: tutto si decide qui ed ora. E&#8217; qui ed ora che deve cominciare la riscossa. <strong>Nessuna guerra è vinta per sempre</strong> – e questo vale anche per i Signori della Borsa. <strong>Recuperare il senso del futuro è un&#8217;urgenza – e non solo per le giovani generazioni che, giustamente, hanno individuato nei “<em>ladri di futuro</em>” i loro antagonisti.</strong> La possibilità di pensare il tempo futuro è la caratteristica che ci rende quel che siamo, e cioè esseri umani. Ma il futuro che ci appartiene è il nostro futuro, non un futuro generico. Inutile pensare sui tempi lunghi, perché, come ci ricordava un economista di statura ben diversa dai nostri Monti e Tremonti, sui tempi lunghi saremo tutti morti.</p>
<p>E&#8217; tempo di giocare il nostro <em>hic et nunc</em> contro l&#8217; <em>hic et nunc</em> di chi ci governa. Il loro è l&#8217;<em>hic et nunc</em> della mancanza di memoria storica, dell&#8217;appiattimento degli eventi, della trasformazione di decisioni umane in decisioni metafisiche, inappellabili, stoltamente “<em>naturali</em>” ( è il <em>leitmotiv</em> del “<em>si deve fare così, perché così vogliono i mercati</em>”). Il nostro deve essere l&#8217;<em>hic et nunc</em> di chi ragiona, si rifiuta di accettare un futuro minaccioso e sente perciò l&#8217;urgenza di un cambiamento positivo. Dice Marc Augé:</p>
<blockquote><p><em>“<strong>La paura di diventare poveri, il senso del tempo che passa, l&#8217;impazienza dell&#8217;adolescente o il pessimismo di chi invecchia, il senso dell&#8217;urgenza, per dirla tutta, sono armi terribili che risvegliano la lucidità</strong>. L&#8217;Illumismo, da questo punto di vista resta il riferimento rivoluzionario più consono, perché aveva puntato sul risveglio delle coscienze individuali che tutto l&#8217;apparato politico e religioso dell&#8217;</em>Ancien Régime<em> intendeva tenere addormentate. Quella battaglia non è mai stata completamente vinta e continua ancora. L&#8217;idea di individuo rimane sovversiva finché significa che il mondo nasce con me e muore con me”.</em></p></blockquote>
<p><strong>Dar senso alla nostra finitezza mantenendo vivi i legami sociali è quello che siamo chiamati a fare</strong>. Contro il conformismo, contro il futuro-minaccia, contro la prospettiva di una crescita esponenziale della diseguaglianza, contro la morte della speranza dobbiamo giocare la carta del dire “<em>no</em>” a tutto quanto vuol rendere la nostra vita peggiore. E&#8217; questo l&#8217;unico modo di batterci anche per i nostri figli. <strong>Oggi i padroni di turno stanno togliendo loro l&#8217;aspettativa di una vita dignitosa; l&#8217;unica, vera eredità che possiamo lasciare alle nuove generazioni è quella della speranza, che si nutre di ragione e che si ribella</strong> – sempre – quando la ragionevolezza viene calpestata in nome del privilegio di pochi.</p>
<p>La classe dominante ci vuole indigenti e precari, dalla culla alla tomba. <strong>Un&#8217;istruzione pessima, un lavoro indecente, gravoso e mal pagato, una pensione da fame, da percepirsi in età avanzata, è tutto quello che ci vogliono offrire.</strong> Quando Monti parla di “<em>equità</em>” della sua manovra dice paradossalmente il vero: non solo i precari, ma anche gli stabilizzati devono patire. L&#8217;allineamento verso il basso è l&#8217;“<em>equità reale</em>” del banchiere Monti. Si tratta di un&#8217;aggressione inaccettabile – eppure non c&#8217;è ancora stata la risposta sociale che queste provocazioni avrebbero richiesto.</p>
<p><strong>Questo è un appello alla mobilitazione dei lavoratori della scuola</strong>, volto ad evitare che, dopo i guasti epocali della “<em>riforma</em>” Gelmini un&#8217;altra piaga venga a martoriare la già devastata scuola italiana. Mettiamo tra parentesi tutte le altre superficialità che il nuovo ministro dell&#8217;istruzione, Francesco Profumo, è riuscito a dire nelle poche settimane del suo mandato e concentriamoci soltanto su una, quella che ha a che fare con l&#8217;acrobatico balzo in avanti dell&#8217;età pensionabile proposto dal governo Monti, un balzo così ardito che, in un sol colpo, è riuscito a fare molto, molto più danno di tutte le precedenti “<em>riforme</em>” del sistema pensionistico ed ha fatto apparire come giochi da dilettanti gli interventi di Amato, di Dini e tutte le diatribe su “<em>scaloni</em>” e “<em>scalini</em>” cui abbiamo assistito negli ultimi anni.</p>
<p><strong>Ci sono molti modi per compromettere il buon funzionamento della scuola pubblica.</strong> Negli ultimi due decenni governi successivi lo hanno fatto attraverso<strong> una continuativa politica di tagli di risorse e di personale, accompagnata da una crescente burocratizzazione del lavoro a scuola, da una messa tra parentesi dei problemi della scuola reale e da un continuo, insopportabile, dilettantesco chiacchiericcio su una scuola virtuale</strong>, esistente solo e soltanto per tecnici, politici e, ahimé!, sindacalisti di professione.</p>
<p>Adesso arriva il colpo finale, il “<em>botto</em>” che chiude i tristi fuochi d&#8217;artificio del ministero Gelmini, in perfetta continuità con la cialtroneria dilettantesca della ministra dedita a propugnare la meritocrazia per tutti gli altri e il percorso facilitato per se stessa. <strong>Il “<em>botto</em>” del governo Monti è quello che ha individuato nell&#8217;innalzamento dell&#8217;età della pensione una delle riforme strutturali richieste dall&#8217; Europa.</strong> Con le belle e illogicissime motivazioni che soltanto così possiamo pensare al futuro dei nostri figli, soltanto così si aumenta l&#8217;occupazione (!). bla, bla, bla.</p>
<p>E&#8217; ora di dire basta a questi riti tribali del capitalismo finanziario nella sua fase marcescente; che l&#8217;Europa non sia quella dei popoli ma quella del finanzcapitalismo, per usare l&#8217;efficace neologismo che ha coniato Luciano Gallino, lo sanno ormai anche i bambini.</p>
<p>Dobbiamo trovare il coraggio di dire un “<em>no</em>” secco ad un&#8217;età della pensione spostata sempre più in avanti, con la scusa di un aumento della vita media. <strong>Andare in pensione alle soglie dei settant&#8217;anni potrà andar bene per qualcuno, ma non per tutti. Non va bene per chi fa un lavoro usurante e faticoso per il fisico, non va bene per chi, ed è il caso degli insegnanti, fa un impegnativo lavoro di relazione, ridotto ormai, sempre più spesso, ad un lavoro di cura.</strong> Non mancano gli studi che hanno messo in evidenza il fenomeno del <em>burnout</em> che colpisce gli insegnanti, categoria che nell&#8217;immaginario collettivo gode di ingiustificati privilegi, ma che nella vita vera fa un lavoro rischioso per la salute fisica e mentale.</p>
<p>Ecco quanto Vittorio Lodolo D&#8217;Oria, il medico milanese che da tempo si interessa del problema, ha scritto, nel novembre 2011, quando in realtà la questione riguardava “<em>soltanto</em>” l&#8217;impedimento ad andare in pensione prima dei quarant&#8217;anni di servizio:</p>
<blockquote><p><em>“La questione di fondo [...] riguarda la salute del cittadino-lavoratore. <strong>L’art. 32 della nostra Costituzione afferma che la Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività.</strong> In aggiunta il nuovo T.U. sulla tutela della salute dei lavoratori (D.L. 81/08) specifica che il datore di lavoro effettua la valutazione di tutti i rischi da </em>stress<em> lavoro correlato, inclusi quelli connessi alle differenze di genere ed età (art. 28) ed ancora che i rischi specifici cui il lavoratore è esposto in base all’attività svolta (</em>stress<em>-lavoro-correlato per i docenti), una volta individuati, devono essere enunciati nel </em>Documento di Valutazione dei Rischi<em>, indicando le contromisure atte a contrastarli (art.17). Più volte e con toni accesi abbiamo segnalato attraverso pubblicazioni scientifiche italiane, europee e di altri Paesi (USA, Giappone) che <strong>gli insegnanti sono più esposti a patologie psichiatriche (ed a suicidio) e oncologiche in seguito allo </strong></em><strong>stress</strong><em><strong>-lavoro-correlato della loro </strong></em><strong>helping profession.</strong><em><strong> Il prepensionamento rappresentava per alcuni l’ultima via di fuga</strong> per scampare a un destino tutt’altro che felice, e ora non c’è più”.</em></p></blockquote>
<p>Questo prima della “<em>riforma</em>” Monti – figuriamoci adesso.</p>
<p><strong>Non possiamo avere la “<em>scuola dei nonni</em>”</strong>; già ora entrare in una sala insegnanti stringe il cuore. <strong>L&#8217;età media è altissima</strong> (si veda l&#8217;ultimo rapporto della Fondazione Agnelli sulla secondaria di primo grado, in cui si sottolinea come <strong>l&#8217;età media dei docenti sia ben oltre i cinquant&#8217;anni e come, anzi, lo scaglione più consistente si attesti attorno ai 58 anni di età</strong>), <strong>la distanza anagrafica dai propri studenti enorme</strong>, drammatica, soprattutto se guardiamo alle scuole materne e alla primaria. Inoltre i giovani docenti non esistono, se non in modo accidentale, vorremmo dire residuale. <strong>Gli stessi precari hanno un&#8217;età media alta (attorno ai quarant&#8217;anni</strong>; basti guardare i dati relativi alle rare immissioni in ruolo). La scuola italiana ha perso una, forse due, generazioni di insegnanti – chi è vessato dal precariato non può svolgere con serenità il proprio lavoro, costretto com&#8217;è a saltabeccare da un posto di lavoro ad un altro, a fare i conti con una retribuzione esigua e discontinua, a non poter vedere i frutti del proprio lavoro, a non essere in condizione di costruire relazioni stabili e confronto reale con i colleghi più anziani.</p>
<p>Al dramma del precariato (e senza precari, ricordiamolo, la scuola italiana non potrebbe funzionare) si aggiunge adesso il dramma di insegnanti trattenuti al lavoro ben oltre i 35 anni di servizio. Aggiungiamo che <strong>la forte femminilizzazione della categoria rende questo provvedimento ancora più ingiusto e cruento</strong>. La massiccia presenza di donne docenti è un dato patologico che meriterebbe un approfondimento; in questa sede basti ricordare che, in un Paese che brilla per l&#8217;assenza di sostegno alle famiglie, quelle <strong>donne docenti hanno dovuto, quasi sempre, conciliare, con fatica, lavoro e accudimento familiare. Dalla cura dei figli sono spesso passate, nel giro di pochi anni, alla cura degli anziani genitori – ma non hanno smesso di fare il loro mestiere</strong>. E, se la scuola italiana si regge ancora in piedi, questo avviene a causa della buona volontà e dell&#8217;impegno dei singoli che provvedono alle carenze del sistema con impegno e buona volontà.</p>
<p>In questo momento persone che hanno iniziato a lavorare tra la fine degli anni Settanta e l&#8217;inizio degli anni Ottanta, accettando un patto che, a fronte di retribuzioni modeste, garantiva un lavoro con una forte vocazione sociale e culturale, un impegno orario limitato nella giornata e la possibilità di ritirarsi in pensione in un&#8217;età non avanzata, <strong>si ritrovano a fare un lavoro svilito dal punto di vista culturale, sempre più gravoso, diventato, in termini di orario giornaliero, quasi a tempo pieno; anche se, fuori dalla scuola, nessuno se n&#8217;è accorto</strong>. E le retribuzione sono ancor più modeste e l&#8217;età per andare in pensione è diventata spropositatamente alta.</p>
<p>Da troppo tempo si è rotto il patto sociale, da troppo tempo i privilegi di quel dieci per cento che detiene metà della ricchezza nazionale sono diventati diritti mentre, parallelamente, i diritti di chi lavora sono divenuti privilegi.</p>
<p>E&#8217; ora di rivendicare i nostri diritti con energia; se i sindacati maggiori tacciono, più o meno sgomenti, facciamo sentire comunque la nostra voce. Facciamo girare il presente appello, raccogliamo firme per sostenere:</p>
<blockquote>
<ul>
<li><strong>il ritiro della “<em>riforma</em>” pensionistica varata da Monti;</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>il ripristino dei trentacinque anni come come soglia per aver accesso alla pensione; e che questa sia una pensione dignitosa, non con indebite penalizzaioni;</strong></li>
</ul>
<ul>
<li><strong>un piano di immissione in ruolo che affronti, finalmente, il problema del precariato; la scuola non può massacrare altre generazioni di insegnanti.</strong></li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Frattanto pretendiamo, nelle nostre scuole che lo <em>stress</em>-lavoro-correlato per i docenti venga individuato e denunciato nel Documento di Valutazione dei Rischi e che si mettano a punto le misure per arginarlo</strong>; sarà ben difficile individuare tali misure, ma rientra tra gli obblighi del dirigente. Per noi docenti questo è comunque un modo di far affiorare un problema sommerso e che va portato, con più decisione, a conoscenza dell&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>A chi ci dovesse accusarci di irrealismo rispondiamo che <strong>irrealista è chi, contro ogni evidenza, ci racconta che andare in pensione più tardi favorisce la creazione di nuovi posti di lavoro e che far entrare un paese in recessione è la via necessaria per lo sviluppo</strong>.</p>
<p>* * *</p>
<p><strong>Cerchiamo di farli riflettere</strong><br />
di <strong>Franca Valentini</strong></p>
<p><strong>Sono un&#8217;insegnante di Scuola dell&#8217;Infanzia e scrivo a nome mio e di tante nella mia stessa condizione: avrò 58 anni di età ad aprile ed ho maturato 36 anni di contributi il 31 dicembre 2011</strong>. Il problema che vorrei sottoporvi, in questo momento dove molti faticano a trovare il pane quotidiano, se prima di quest&#8217;ultima riforma delle pensioni era serio ed importante, ora è altamente preoccupante per noi insegnanti e per i bambini che ci verranno affidati.</p>
<p>Il problema che sollevo è questo:<strong> IL LAVORO DI EDUCATRICE DI NIDI E DI INSEGNANTE DI SCUOLA DELL&#8217;INFANZIA E&#8217; DA CONSIDERARARSI USURANTE (ma lo è anche, per altri motivi, quello dell&#8217;insegnante in genere)</strong>. La manovra che il nuovo governo (cambiamento tanto atteso) ha promulgato non solo alzerà per tutti l&#8217;età pensionabile, non garantendo più nemmeno i 40 anni di contributi, ma costringe molte come me a lavorare ben 43 anni arrivando, nel mio caso, a 64 anni di età.</p>
<p>Se avrete la pazienza di leggere quanto seguirà, capirete perché <strong>sono MOLTO preoccupata per la dignità dei miei alunni e della mia salute mentale e fisica</strong> (una cosa è fare l&#8217;impiegata, altro è fare l&#8217;insegnante di scuola dell&#8217;Infanzia!).</p>
<p>Voglio solo ricordarvi le affermazioni fatte da alcuni a proposito dell&#8217;età pensionabile, dei cosiddetti privilegi di cui le donne non debbano usufruire e della assurdità di inserire il lavoro di insegnanti tra quelli usuranti.<br />
Non tutti sanno, anzi lo sanno in pochi, cosa vuol dire fare l&#8217;insegnante ed in particolare di Scuola dell&#8217;Infanzia.</p>
<p><strong>Ho 36 anni di servizio e solo 57 di età e sono rimasta a lavorare in questo tipo di scuola perché ci credevo, perché insieme ad altre pioniere abbiamo trasformato un servizio che era pura assistenza e sorveglianza in una vera scuola (che tutti ci invidiano)</strong>: abbiamo studiato, sperimentato, imparato a leggere i bisogni, a dare risposte, a progettare, a rapportarci con i genitori ed il territorio. E&#8217; stato difficilissimo e faticoso, ma di grande soddisfazione ma <strong>ero certa (così erano le regole) che quando non ce l&#8217;avrei fatta più a garantire tutto ciò sarei potuta andare in pensione con 35 anni di servizio. Quello non era un patto tra lo stato e me? Se avessi saputo che lo stato avrebbe cambiato i termini, avrei cambiato scuola, o meglio mansione.</strong></p>
<p>Nel frattempo la società e quindi i bambini sono cambiati: 28 individualità per sezione (ora 29!) per 8 ore al giorno. Sì, dico<strong> 29 bambini dai 3 ai 5 anni che passano a scuola molto più tempo che con la loro famiglia: chiedono di star bene, &#8220;<em>pretendono</em>&#8220;, manifestano bisogni che devi soddisfare</strong>. Mai si può riproporre il percorso che era andato bene un anno prima: <strong>c&#8217;è il diversamente abile, ci sono almeno 10 bambini stranieri da &#8220;<em>includere</em>&#8220;, ci sono diversità che aspettano risposte</strong>.</p>
<p>Ma c&#8217;è anche l&#8217;età (la mia e quella del bambino): <strong>un bambino così piccolo ha il DIRITTO ad avere un&#8217;insegnante affettuosa e capace, ma piena di energia fisica, di pazienza, che abbia la voglia e la forza di giocare, di sperimentare e di &#8220;abbassarsi&#8221; al suo livello, di permettergli di crescere</strong>.</p>
<p>Io dentro la scuola ci sto bene e ho fatto di tutto per renderla migliore: sono stata per anni Funzione Obiettivo responsabile dell&#8217;Offerta Formativa, sono collaboratrice di un dirigente reggente, ho sempre partecipato agli organi collegiali, ho acquisito competenza e professionalità e <strong>mi ritengo una buona insegnante, ma alle 4 del pomeriggio quando riesco ad uscire dopo 6 ore di scuola sono sfinita</strong>. Mi accorgo che <strong>con il tempo non sarò più in grado di svolgere il mio lavoro con DIGNITA&#8217;, che i bambini hanno bisogno di forze fresche, di figure più giovani e piacevoli (e non di un gruppo di nonne o peggio ancora di streghe sfinite!)</strong>. Le forze fisiche, dopo anni di questo tipo di lavoro, stanno scemando <strong>(molte di noi hanno problemi alle corde vocali, alla schiena) e la mente perde elasticità, memoria, prontezza: non lavoriamo con delle pratiche ma con bambini molto piccoli e una dimenticanza può risultare fatale</strong>.</p>
<p>Nel frattempo sono stata moglie (ora vedova), madre, figlia, nuora e casalinga: non credete che dopo 36 anni di lavoro (e sono certa di non rubare la pensioni ai giovani che hanno il diritto di lavorare e costruirsela!) sia giusto che riesca ad andare in pensione?</p>
<p>Ma ho &#8220;<em>solo</em>&#8221; 57 anni e si pretende di farmi lavorare altri 7 anni!<br />
Non posso andare in pensione? Se pensate che questo non sia più fattibile (ma se non vado con 36 anni di servizio, quando lavoreranno le mie figlie?), <strong>vorrei avere almeno la possibilità di restare nella scuola (fino ai 40 anni) per supportare i giovani che entreranno: fare il <em>tutor</em>, dare la mia competenza per la progettazione, per lo svolgimento dell&#8217;attività didattica&#8230; ma essere esonerata, al bisogno, dal lavoro con i bambini</strong>.</p>
<p>Se non verrà prevista questa possibilità, molte di noi per problemi fisici e mentali dovranno ricorrere alle Commissioni mediche per essere esonerate dal servizio: &#8220;<em>non più idonea a svolgere il lavoro frontale con gli alunni</em>&#8220;.</p>
<p>Dopo anni ed anni nella scuola affrontati con passione, professionalità, spendendo forze poco riconosciute dall&#8217;opinione pubblica ma apprezzate da bambini e famiglie, ci chiuderanno in un ufficio, occuperemo i posti degli Amministativi senza averne le competenze: non ci possono fare questo anche se senza dubbio è da preferire all&#8217;alternativa di fare del male ai nostri alunni.</p>
<p>Vorrei aggiungere, se si pensa in coscienza, che renderci uguali nell&#8217;età pensionabile sia giusto se uguali, uomini e donne, specialmente in Italia, non lo siamo stati mai. Sicura che leggerete con attenzione la mia lettera e ve ne ricorderete nel momento dei confronti e delle decisioni.<br />
Distinti saluti a mio nome e di tutte quelle nella mia condizione.</p>
<p>* * *</p>
<p><strong>La settimana scolastica</strong></p>
<p><strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/istat-divario-salari-prezzi-cosi-alto-crolla-fiducia-consumatori/186595/">I salari crescono, ma cresce il doppio l’inflazione</a>. Diminuisce, quindi, il potere d’acquisto delle famiglie italiane</strong>. Lo dice l’Istat, che ha rilevato come nel 2011 le retribuzioni contrattuali orarie sono aumentate dell’1,4%, mentre i prezzi sono cresciuti del 3,3%. Una differenza pari a 1,9 punti percentuali, la più alta rilevata dall’agosto del 1995.</p>
<p><strong>A</strong><strong>umenti significativamente superiori alla media si registrano per i comparti militari-difesa (+3,3%)</strong>, forze dell’ordine (+3,1%), gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi (+3,0%). Mentre<strong> le variazioni più contenute interessano ministeri e scuola (per entrambi l’aumento è dello 0,2%)</strong>, regioni e autonomie locali e servizio sanitario nazionale (0,3% in ambedue i casi).</p>
<p><strong>D&#8217;altra parte lo dice anche un&#8217;<a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_23/nota-ocse-disuguaglianze_e8c9aff4-45df-11e1-9389-b1111b488a17.shtml">indagine Ocse</a>: le disuguaglianze sociali in Italia sono in crescita</strong>.<strong> La disuguaglianza dei redditi in Italia è superiore alla media dei Paesi OCSE</strong>. Nel 2008, il reddito medio del 10% più ricco degli italiani era di 49.300 euro, dieci volte superiore al reddito medio del 10% più povero (4.877 euro) indicando un aumento della disuguaglianza rispetto al rapporto di 8 a 1 di metà degli anni Ottanta.</p>
<p>Per diminuire le disuguaglianze &#8211; segnala l’Ocse &#8211; <strong>occorrerebbe una riforma delle politiche fiscali e previdenziali</strong>, che costituisce lo strumento diretto per accrescere gli effetti redistributivi. Ma avviene il contrario:<strong> la redistribuzione reddituale attraverso i servizi pubblici è diminuita dal 2000 a oggi</strong>. La sanità, l’istruzione e i servizi destinati alla salute &#8211; che da sempre contribuiscono ad evitare che si accentui il divario tra i più e i meno abbienti &#8211; sono di fatto incapaci di ridurre le disuguaglianza perché la spesa pubblica in questi anni è fortemente diminuita.</p>
<p>Non sono un&#8217;eccezione allora situazioni come questa di <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/24/news/risposta_a_martone_studente_28_anni-28697709/?ref=HREC1-2">Adelmo Monachese</a>:</p>
<blockquote><p><em><strong>Ho 28 anni e ancora non mi sono laureato</strong>. Vivo a Foggia e stavo cercando di laurearmi a Bari in Scienze della comunicazione mantenendomi con vari ed eventuali lavori&#8230;. <strong>sono: studente fuori corso, pendolare, lavoratore saltuario, sottopagato e a nero. Sto mollando l&#8217;Università</strong> (mi mancano quattro esami e ho una media del 28/29, di preciso non la ricordo ma non è inferiore a quanto vi ho indicato) perché <strong>da quando mi sono iscritto le tasse, le tariffe dei treni e i prezzi dei libri sono solo aumentate</strong>. Le borse di studio? Non ne parliamo: sono un traffico così oscuro&#8230;</em></p></blockquote>
<p>Invece il viceministro al Lavoro e alle Politiche sociali, <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/24/news/martone_laureati-28671973/">Michel Martone</a>, parlando alla &#8220;<em>Giornata sull&#8217;apprendistato</em>&#8221; organizzata dalla Regione Lazio, al fine di dare &#8220;<em>messaggi chiari ai giovani</em>&#8221; gli ha dato dello &#8220;<em>sfigato</em>&#8220;:</p>
<blockquote><p><strong><em>&#8220;Dobbiamo dire ai nostri giovani che se a 28 anni non sei ancora laureato sei uno sfigato, se decidi di fare un istituto tecnico professionale sei bravo. Essere secchione è bello, almeno hai fatto qualcosa&#8221;.</em></strong><em></em></p></blockquote>
<p><strong>C&#8217;è chi dice che Martone ha sbagliato solo nello &#8220;<a href="http://27esimaora.corriere.it/articolo/ma-io-sto-con-martone-troppi-28-anni-per-laurearsi/">stile</a>&#8220;</strong> e che, è vero, l&#8217;età della laurea in Europa non arriva a 24 anni, mentre gli studenti italiani <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/24/news/l_et_media_di_laurea_25_anni-28693999/">si laureano in media</a> a 23,9 anni con la triennale, mentre per i laureati specialistici biennali l&#8217;età si contrae fino a 25,1 anni, tendendo presente chi si iscrive all&#8217;università nei termini previsti (età inferiore a 20 anni).</p>
<p><strong>Però &#8220;<em>Non tutti coloro che s&#8217;iscrivono all&#8217;università sono figli di papà</em>&#8220;</strong> replica di Pietro De Leo di <em>Gioventù e Libertà</em>. &#8220;<em>Indignata</em>&#8221; l&#8217;<em>Unione degli Universitari</em>, che ricorda che <strong>gli investimenti per il diritto allo studio in Italia sono i più bassi</strong> d&#8217;Europa, a fronte delle <strong>terze tasse universitarie più alte</strong> in Europa: <strong>logico che il 40% degli studenti universitari faccia un lavoro</strong>, anche in nero, per mantenersi gli studi. La <em>Rete degli studenti</em> chiede le scuse immediate da parte del viceministro. <strong>Disgustato</strong> si dice Claudio Riccio, portavoce della <em>Rete della Conoscenz</em>a: &#8220;<em>E&#8217; vergognoso che il componente più giovane del governo Monti sia anche colui che più offende la nostra dignità di giovani</em>&#8220;. Per <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/25/messaggi-culturali-michel-martone/186298/">Andrea Pomella</a></p>
<blockquote><p><em><strong>Il “</strong></em><strong>messaggio culturale</strong><em><strong>” di Martone è un’ingiuria, una grettezza ereditata direttamente dagli anni del berlusconismo, dalla politica del linguaggio sboccato, una volgarità gratuita</strong>&#8230; Quello che Martone non sa è che lui stesso rappresenta un messaggio culturale&#8230; Lui, il figlio di papà, il privilegiato, il beneficiario della fortuna che insulta quelli che la fortuna non ce l’hanno (e quindi magari sono costretti a lavorare e rallentare gli studi per pagarsi la retta all’università), lui che dovrebbe occuparsi di politiche sociali, ossia della prevenzione e riduzione delle condizioni di bisogno e disagio.</em></p></blockquote>
<p>A conferma dell&#8217;essere &#8220;<em>figlio di papà</em>&#8221; di Michel Martone<strong> la <em>Rete dei ricercatori</em> ne ricostruisce la carriera da &#8220;<em><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/cattedra-poco-sfigata/186815/">raccomandato</a></em>&#8220;</strong>. Anche Susanna Turco ne evidenzia il <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/e-questo-e-il-giovane-al-governo/2172086">percorso</a>:<strong> è figlio di un potente amico di Previti e raccomandato da Sacconi, Brunetta e Montezemolo.</strong></p>
<p><strong>Un&#8217;altra <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/27/news/protesta_per_lauree_governo-28875444/?ref=HREC1-2">discussione</a> è stata innescata dall&#8217;intenzione del governo di abolire il valore legale della laurea</strong>, <strong>sostenuto soprattutto da Confindustria</strong>.</p>
<p><strong>Cosa vorrebbe dire abolire il valore legale della laurea?</strong> Ad esempio che</p>
<blockquote><p>&#8220;<em>chi bandirà concorsi pubblici &#8211; dagli albi ai ministeri &#8211; potrà chiedere titoli diversi dalla mera laurea: </em><strong>master</strong><em><strong>, specializzazioni, corsi post-laurea, dottorati</strong>, l’aver superato certi esami e non altri. Di più: la richiesta di un «</em>congruo numero di crediti formativi<em>» significa<strong> far valere il diploma di una certa università più di un altro</strong>&#8230; l’accesso ad un concorso per avvocato permesso perfino ad un laureato in economia, purché avesse i «crediti formativi necessari»</em> (vedi <a href="http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/valore-legale-dei-titoli-di-studio-no-all-abolizione-ma-si-cambia.flc">qui</a>).</p></blockquote>
<p>Il mondo universitario, rettori compresi, ha manifestato subito la sua contrarietà, già espressa in occasione delle audizioni per l&#8217;<a href="http://www.universitastrends.info/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=91&amp;Itemid=121&amp;limitstart=40">indagine conoscitiva</a> lanciata dal Senato nei mesi scorsi. Anche <strong>sindacati e associazioni professionali hanno detto no</strong>.</p>
<p>Abolirne il valore legale, come ha avuto modo di dire a Palazzo Madama il presidente della Crui &#8211; la conferenza dei rettori &#8211; Enrico Decleva, &#8220;<em><strong>potrebbe significare liberalizzare la formazione universitaria, lasciando che chiunque possa istituire una &#8216;</strong></em><strong>università</strong><em><strong>&#8216; e che il mercato faccia da regolatore del valore &#8211; sostanziale e non formale &#8211; dei titoli rilasciat</strong>i</em>&#8220;. Per <a href="http://www.flcgil.it/rassegna-stampa/nazionale/il-pezzo-di-carta-e-stato-una-leva-per-lo-sviluppo.flc">Guido Fabiani</a>, docente di Politica economica e Rettore dell&#8217;università Roma Tre, &#8220;<strong><em>Con l&#8217;idea di abolire il valore legale si trasmette un messaggio di ingiustizia social</em></strong>e&#8221;.</p>
<p><strong>Sulle stesse posizioni gli studenti.</strong> Così commenta Michele Orezzi, coordinatore dell&#8217;<em>Udu</em> (<em>Unione degli universitari</em>):</p>
<blockquote><p><em>&#8220;Vogliamo denunciare il grave rischio che implica la mancata valutazione del voto di laurea nei concorsi pubblici. Più che colpire le cosiddette &#8216;</em>fabbriche di titoli<em>&#8216; sembra che questo governo voglia incentivarle inviando un messaggio molto grave agli studenti: <strong>non importa quanto impegno si ripone nel proprio percorso formativo, l&#8217;importante è ottenere una laurea</strong>. <strong>Questo rischia anche una deresponsabilizzazione da parte delle stesse università</strong>, creando un vortice che non pone più al centro la conoscenza e l&#8217;apprendimento, ma solo il traguardo finale&#8221;.</em></p></blockquote>
<p>Così <a href="http://www.scuolaoggi.org/valutazioni/gi%C3%B9_le_mani_dal_valore_legale_del_titolo_di_studio">Link-Coordinamento Universitario Nazionale</a>:</p>
<blockquote><p><em>“</em><em><strong>Con l’abolizione del valore legale si incentiverà la nascita di atenei di serie A e atenei di serie B</strong> e si favoriranno solo quegli studenti che possono permettersi costosissimi </em>master<em> e decine di corsi di specializzazione post-laurea,<strong> a discapito di chi con fatica e sacrifici è riuscito a terminare gli studi universitari</strong>, nonostante le enormi lacune del sistema di diritto allo studio.”</em></p></blockquote>
<p>Ed è partito un appello &#8220;<a href="http://www.gennarocarotenuto.it/17519-universita-pubblica-appello/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+gc+%28GennaroCarotenuto.it%29">In difesa dell&#8217;università pubblica</a>&#8221; in cui leggiamo fra l&#8217;altro:</p>
<blockquote><p><em>Date le posizioni di partenza degli atenei, diseguali e caratterizzate da sottofinanziamento, <strong>l’unica concorrenza che scatterebbe fra Università sarebbe appunto per le risorse</strong>, con conseguente vantaggio dei gruppi di potere accademico, politico ed economico consolidati che invece, si suppone, dovrebbero essere il bersaglio delle politiche di liberalizzazione nel loro spirito più nobile. <strong>Il ‘</strong></em><strong>valore legale</strong><em><strong>’ tenderebbe semplicemente ad essere sostituito dal valore monetario necessario per conseguire il titolo di studio</strong>.<strong> Le due misure associate produrrebbero un effetto micidiale di stratificazione per censo delle Università</strong>, acuendo i già presenti dislivelli territoriali che caratterizzano il nostro sistema universitario nazionale. </em></p></blockquote>
<p><strong>Il governo per ora dice di aver <a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_29/Il-valore-del-voto-nei-concorsi-Brevi-e-magistrali-equiparate_e02a3b62-4a43-11e1-bc89-1929970e79ce.shtml">rinviato</a></strong> l&#8217;intervento sul tema. <strong>Però</strong> <strong>è cosa fatta che</strong> <strong>il valore del titolo di studio non sarà più determinante</strong> grazie a una norma inserita nel decreto semplificazioni, che per la partecipazione ai concorsi pubblici prevede all’articolo 9 «<em>l’equiparazione dei titoli di studio e professionali nei casi in cui non sia intervenuta una disciplina di livello comunitario</em>». A parte alcuni casi come la laurea in medicina, dove esiste appunto una disciplina comunitaria, <strong><a href="http://www.corriere.it/economia/12_gennaio_27/calabro-concorsi-diplomi-laurea_2a2ae582-48ae-11e1-b976-995c60acee8e.shtml">la laurea perderà peso</a> nelle selezioni per la pubblica amministrazione. Non ci saranno punti in più a seconda del tipo di laurea e neanche in base al voto</strong>.</p>
<p><strong>C&#8217;è anche chi si domanda che senso abbia laurearsi</strong>, visto che un italiano su quattro è a <a href="http://www.corriere.it/economia/11_dicembre_29/istat-poverta-famiglie-dati_d27647ac-3212-11e1-848c-416f55ac0aa7.shtml">rischio povertà</a>, in Italia la metà della ricchezza è in mano al <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/01/08/news/i_patrimoni_italiani_in_poche_mani_quasi_la_met_al_10_delle_famiglie-27751433/?ref=HREA-1">10% delle famiglie</a>, il tasso di <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/01/05/news/istat_3_giovani_su_10_sono_senza_lavoro_e_il_tasso_pi_alto_dal_2004-27621391/?ref=HREC1-1">disoccupazione giovanile</a> (15-24 anni) ha superato la soglia del 30%, un milione e mezzo di disoccupati sono <a href="http://www.repubblica.it/economia/2012/01/06/news/istat_scoraggiati-27674195/?ref=HREC1-1">scoraggiati</a> tanto da non cercare più il lavoro.</p>
<p>E&#8217; anche per questo che all’inaugurazione del XX anno accademico dell’Università Roma Tre <strong>gli <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/26/roma-contestato-ministro-profumo-troppo-vicino-tremonti-gelmini/186747/">studenti hanno contestato il ministro Profumo</a> accusandolo di muoversi in continuità con il ministro Gelmini</strong> ed esponendo cartelli con scritto: “<em>C’è Profumo di vecchio</em>”; “<em>Le nostre lauree diventeranno carta straccia</em>”; “<em>Prestito d’onore uguale regalo alle banche</em>”.</p>
<p><strong>Lo stesso decreto &#8220;<em>semplificazioni</em>&#8221; comprende altri <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/28/news/dl_semplificazioni_novita_scuola_universita-28915066/">interventi per la scuola: </a></strong>l&#8217;elaborazione di un <strong>Piano nazionale dell&#8217;edilizia scolastica</strong>; &#8220;<strong><em>un organico funzionale all&#8217;ordinaria attività e un organico di rete che andranno a completare l&#8217;organico dell&#8217;autonomia dei singoli istituti</em></strong>&#8220;; le iscrizioni all&#8217;università si effettueranno esclusivamente per via telematica. Il ministero curerà presto<strong> un portale unico su tutte le possibilità offerte dagli atenei italiani</strong>, con dati e informazioni per una scelta consapevole del percorso di studi da intraprendere. Sarà <strong>informatizzata</strong> la verbalizzazione e registrazione degli esiti degli esami di profitto e di laurea. Sarà più snello l&#8217;<em>iter di</em> approvazione dei <strong>progetti di ricerca</strong> nazionali e internazionali.</p>
<p><strong>E poi c&#8217;è un articolo nel decreto destinato a fare molto discutere</strong>, quello espressamente dedicato al presunto &#8220;<em>Potenziamento del sistema nazionale di valutazione</em>&#8220;, <strong>che <a href="http://www.orizzontescuola.it/node/22125">attribuisce alle scuole tutta la gestione delle prove Invalsi</a>, quale attività ordinaria</strong>. E&#8217; un modo per aggirare il rifiuto di tali prove da parte di docenti e famiglie, ma con una soluzione assolutamente impropria nell&#8217;assegnare ai docenti la responsabilità di gestire la valutazione esterna che deve spettare &#8211; per essere seria e credibile &#8211; ad un organismo esterno. Proteste da parte di <a href="http://www.retescuole.net/contenuto?id=20120126085235">Gilda degli insegnanti</a> e <a href="http://www.flcgil.it/comunicati-stampa/flc/decreto-semplificazioni-pantaleo-norme-interessanti-ma-anche-aspetti-molto-negativi.flc">Flc-Cgil</a>.</p>
<p>Un&#8217;altra discussione si è svolta in settimana su &#8220;<em><a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/22/news/dibattito_tecnologie_scuola-28579710/">Se a scuola internet rende stupidi</a>&#8220;, a partire da un articolo del linguista <a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/23/news/de_simone_scuola_digitale-28643708/">Raffaele De Simone</a>.</em></p>
<p>Ma ci sono problemi urgenti che richiedono pronta soluzione, come quello della <strong><a href="http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2012/01/27/news/la_cittadinanza_ai_figli_degli_immigrati_e_una_follia_e_un_assurdit_non_darla-28850095/?ref=HREC1-[object%20Object]1">cittadinanza italiana</a> ai figli degli immigrati</strong> nati in Italia. Quello dei <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/27/scuola-singrossa-lesercito-precari-300mila-aspirano-posto-fisso/186963/">300.000 precari</a> della scuola</strong> che aspirano a buon diritto a un posto fisso iscritti alle graduatorie ad esaurimento. E c&#8217;è un tema che ogni tanto ritorna: gli <a href="http://diventareinsegnanti.orizzontescuola.it/2012/01/24/pdl-e-lega-per-gli-albi-regionali-dei-precari-e-chiamata-diretta-dei-docenti-lo-stop-del-partito-democratico/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=pdl-e-lega-per-gli-albi-regionali-dei-precari-e-chiamata-diretta-dei-docenti-lo-stop-del-partito-democratico">albi regionali </a>dei precari e la chiamata diretta dei docenti.</p>
<p><strong>Poi c&#8217;è il problema dei fondi destinati all&#8217;autonomia scolastica</strong>. A questo proposito è bene chiarire: se si dice che 11 milioni di euro andranno direttamente alle scuole per realizzare i progetti del Piano dell&#8217;offerta formativa, 11 milioni possono sembrare una grossa cifra. Se ne coglie la vera dimensione se si pensa che vogliono dire <strong><a href="http://www.repubblica.it/scuola/2012/01/25/news/fondi_scuole_azzerati-28696764/?ref=HREC2-2">1 euro e mezzo a studente</a> e che in 10 anni tali finanziamenti si sono ridotti del 93%</strong>.</p>
<p>Mentre <strong>i problemi del <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/01/24/concorso-dirigente-scolastico-servono-chiarezza-trasparenza/186039/">concorso per dirigenti scolastici</a> eredità dell&#8217;ex ministro Gelmini non accennano a finire</strong>. Il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento monocratico che ha consentito l’ammissione alla prova scritta del 14 e 15 dicembre di candidati che nella prova preselettiva di ottobre avevano totalizzato fino a 5 punti di meno di quanto previsto per essere ammessi allo scritto, a causa degli errori presenti nei test ministeriali. <strong>La regolarità dell’intera procedura concorsuale è in forse.</strong></p>
<p><strong>Un problema, per concludere, ce l&#8217;ha anche il ministro Profumo</strong>: il <strong><a href="http://www.corriere.it/politica/12_gennaio_29/profumo-clini-poltrone-rizzo_e8050dbc-4a43-11e1-bc89-1929970e79ce.shtml">doppio incarico</a> di ministro dell&#8217;Istruzione e di presidente del Cnr</strong>, mentre per legge un ministro non può «<em>ricoprire cariche o uffici pubblici diversi dal mandato parlamentare e di amministratore di enti locali</em>».</p>
<p>* * *</p>
<p><strong><em>Su ForumScuole tutti <a href="http://www.forumscuole.it/equilibri-instabili/equilibri-instabili/">i tagli all&#8217;istruzione per il 2012</a>.</em></strong></p>
<p><em><strong>Su <a href="http://www.forumscuole.it/estate-pericolosa/estate-pericolosa">ReteScuole</a> le iniziative legislative estive del governo che riguardano la scuola. Su <a href="http://ospitiweb.indire.it/adi/Finanziaria2011/fs1_frame.htm">PavoneRisorse</a> una approfondita analisi delle ricadute sulla scuola della finanziaria di agosto 2011.</strong></em></p>
<p><em><strong>Il decreto Brunetta </strong><a href="//lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2010/11/decreto-brunetta.pdf">qui</a> e <strong>il vademecun della CGIL sulle sanzioni disciplinari</strong> <a href="//www.flcgil.it/scuola/sanzioni-disciplinari-il-nostro-vademecum.-impugnata-la-circolare-88-10″">qui</a>.</em></p>
<p><em><strong><a href="http://www.tecnicadellascuola.it/index.php?id=26030&amp;action=view">Tutte le &#8220;riforme&#8221;</a> del ministro Gelmini.</strong></em></p>
<p><em>Per chi se lo fosse perso: <strong>Presa diretta</strong>, La scuola fallita<a href="//www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-a20d3078-c510-4407-8b63-b616d0695247.html?p=0″"> qui</a>.</em></p>
<p><em><strong>Altre guide </strong>alla scuola della Gelmini <a href="//retescuole.forumscuole.it/superiori/">qui</a>.</em></p>
<p><em>Le <strong>circolari e i decreti ministeriali</strong> sugli organici<a href="//www.nonrubatecilfuturo.it/documenti/circolare/tagli-personale-docente-a-s-2009-2010"> qui</a>.</em></p>
<p><em>M<strong>anuali di resistenza</strong> alla scuola della Gelmini <a href="//lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2010/05/manualeresistenzanaz.pdf">qui</a></em> e <em><a href="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2011/09/vademecum1.pdf">qui</a><strong></strong></em><em><strong>.</strong></em></p>
<p><em>* * *</em></p>
<p><em>Dove trovare il <strong>Coordinamento Precari Scuola</strong>: <a href="//docentiprecari.forumattivo.com/forum.htm">qui</a>; <strong>Movimento Scuola Precaria </strong><a href="//www.forumscuole.it/msp">qui</a>.</em></p>
<p><em>Il sito del <strong>Coordinamento</strong><strong> Nazionale Docenti di Laboratorio</strong> <a href="//www.coordinamentoitp.it/">qui</a>.</em></p>
<p><em>Cosa fanno gli <strong>insegnanti</strong>: vedi i siti di <a href="//www.retescuole.net/">ReteScuole</a>, <a href="//www.flcgil.it/">Cgil</a>, <a href="//www.cobas-scuola.it/">Cobas</a>, <a href="//www.gildains.it/">Gilda</a>, <a href="//www.cub.it/">Cub</a>.</em></p>
<p><em>Finestre sulla scuola: <a href="http://www.scuolaoggi.org/">ScuolaOggi</a>, <a href="http://www.orizzontescuola.it/">OrizzonteScuola</a>, <a href="http://www.aetnanet.org/">Aetnanet</a>. <a href="http://www.didaweb.net/fuoriregistro/index.php">Fuoriregistro</a>&#8230;</em></p>
<p><em><strong>Spazi in rete</strong> sulla scuola <a href="//netmonitor.blogautore.repubblica.it/2008/10/21/petizioni-blog-e-forum-contro-la-legge-133/">qui</a>.</em></p>
<p>(Vivalascuola è curata da Nives Camisa, Giorgio Morale, Roberto Plevano)</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58041/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58041&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/30/vivalascuola-102/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
	
		<media:content url="http://1.gravatar.com/avatar/91947c83b5ac2f001a9e97e52cc0c8cc?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F1.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">vivalascuola</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://b.vimeocdn.com/ts/223/887/223887491_640.jpg" medium="image" />
	</item>
		<item>
		<title>55. In cambio</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/29/55-5/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/29/55-5/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 15:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fabrizio Centofanti]]></category>
		<category><![CDATA[Howard Skempton]]></category>
		<category><![CDATA[La cura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58713</guid>
		<description><![CDATA[da qui Perché sei venuta fino a qui? Non ne potevi più dell&#8217;uomo che ti chiedeva un sacrificio: la vita è così breve e ne hai goduta così poca. C&#8217;è un silenzio irreale, tra le piante rade, a tratti, per l&#8217;incendio che ha divorato la pineta. Dimenticavi  il passato mentre ti stringeva e tu dicevi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58713&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/29/55-5/"><img src="http://img.youtube.com/vi/CT4arTGagPs/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=CT4arTGagPs">qui</a></p>
<p>Perché sei venuta fino a qui? Non ne potevi più dell&#8217;uomo che ti chiedeva un sacrificio: la vita è così breve e ne hai goduta così poca. C&#8217;è un silenzio irreale, tra le piante rade, a tratti, per l&#8217;incendio che ha divorato la pineta. Dimenticavi  il passato mentre ti stringeva e tu dicevi arriverà qualcuno e lui ma che t&#8217;importa, le stelle erano occhi discreti che fingevano di guardare altrove, gli uccelli notturni conversavano piano, la luna vegliava come una madre preoccupata per i figli.<span id="more-58713"></span>Ricominciare, ripartire dal desiderio che ti senti dentro, a cui non sapresti ancora dare un nome. I pini scrutano la macchia oltre la linea dei cespugli, sentinelle pagate per proteggere gli amanti dagli intrusi. Che ora è? Perché devi pensare all&#8217;ora? Se mi vedono rientrare tardi? Mi vedono, mi vedono: io vedo solo te. La pineta è fatta di colline che si gonfiano e sbocciano in capezzoli verdi di lentisco. Ti sentivi libera, felice. Cos&#8217;è cambiato, da quei giorni?<br />
- <em>Posso esserle utile?</em><br />
Chi è? Ester, sei sola, la pineta è una tomba sigillata dal silenzio. Possibile tu sappia soltanto metterti nei guai? Aspetta, c&#8217;è qualcuno. Lascia stare, baciami, non tornano più questi momenti, basta, andiamo, ho paura a stare qui, finiscila ti ho detto, l&#8217;odore inconfondibile del rosmarino, il fresco che entra e si posa come neve sulla pelle in fiamme.<br />
- <em>Mi ha fatto paura.</em><br />
Dove puoi scappare? Telefonare, non fai in tempo. Tirargli un calcio nelle parti basse e fuggire il più presto possibile. Andiamo, c&#8217;è qualcuno! Smettila, lasciati abbracciare. Il passaggio frusciante della volpe, l&#8217;<em>uh uh</em> del gufo appollaiato sul ginepro.<br />
- <em>Cosa ci fa in un posto così pericoloso?</em><br />
E&#8217; vero: cosa fai? Lo dicevano i tuoi che sei incosciente, e non li hai mai ascoltati. Baciami, smettila di guardarti intorno. Ti ricordi l&#8217;incendio? Il fumo si vedeva da chilometri e chilometri, piangevi: le piante, gli animali, i mendicanti che venivano a dormire in tende di fortuna.<br />
- <em>Ho bisogno di stare qui da sola. </em><br />
Brava: pensi che se ne vada per delicatezza? Magari è un un <em>serial killer</em>. Non irrigidirti, baciami, ti ho detto. Possibile che non pensi ad altro? Ti verrebbe di chiedergli: mi ami? Ma sai che non sarebbe vero, non è più vero niente.<br />
- <em>Qual è la cosa che desidera di più?</em><br />
E&#8217; il genio della lampada? Ester, li incontri tutti tu. Va bene, ti bacio, ma non ci vengo più. Non sai pensare all&#8217;attimo che vivi? Hai sempre la testa da qualche altra parte.<br />
- <em>Vorrei essere felice.</em><br />
Ti divertivi a cogliere i frutti della fillyrea, a masticare le bacche del corbezzolo. Ora glielo chiedo: mi ami? Lo so che pensa solo a quello.<br />
- <em>E cosa daresti in cambio?</em><br />
- <em>In cambio?</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58713/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58713&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/29/55-5/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>27</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/6a26b4784f421f2aedd3c68e4d104836?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">fabrizio centofanti</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Vecchie idee per nuovi canterini</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/29/vecchie-idee-per-nuovi-canterini/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/29/vecchie-idee-per-nuovi-canterini/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 11:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mbaldrati</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia e musica]]></category>
		<category><![CDATA[Leonard Cohen]]></category>
		<category><![CDATA[Od ideas]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58775</guid>
		<description><![CDATA[di Loris Pattuelli Il 31 gennaio uscirà Old ideas di Leonard Cohen. Dieci nuove canzoni a otto anni dall’ultima raccolta di inediti. Attesa neanche poi lunghissima, se consideriamo che la sua discografia non supera la dozzina. Questo lavoro arriva dopo 247 concerti in giro per il mondo, e molto probabilmente non sarebbe mai diventato disco, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58775&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di <strong>Loris Pattuelli</strong></p>
<p><a href="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/leonard-cohen-100.jpg"><img src="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/leonard-cohen-100.jpg?w=269&#038;h=300" alt="" title="leonard-cohen-100" width="269" height="300" class="alignleft size-medium wp-image-58776" /></a>Il 31 gennaio uscirà <em>Old ideas</em> di Leonard Cohen. Dieci nuove canzoni a otto anni dall’ultima raccolta di inediti. Attesa neanche poi lunghissima, se consideriamo che la sua discografia non supera la dozzina.<br />
Questo lavoro arriva dopo 247 concerti in giro per il mondo, e molto probabilmente non sarebbe mai diventato disco, se il suo conto corrente non fosse andato in rosso. Il gossip (o <em>koan</em>) promozionale parla di un “pigro bastardo” recluso per cinque anni in un monastero zen nei pressi di Los Angeles e della sua manager che scappa con cinque milioni di dollari.<br />
“Io non scrivo canzoni, solo poesie che corteggiano la musica”, ha detto l’altro giorno a Londra. E poi, sempre più civettuolo, ha pure aggiunto quanto segue: “Vede, per conservare questa voce, devo fumare moltissimo. Ho quasi 78 anni, potrebbe essere pericoloso; però, se smetto, rischio di diventare un soprano”.<br />
<span id="more-58775"></span>La canzone che apre il disco è <em>Going home</em>. Traduco i primi versi: “Amo parlare con Leonard / lui è uno sportivo e un pastore / un pigro bastardo / che vive in un abito elegante”. Mi permetto di segnalare anche il ritornello, uno dei migliori del nostro cavernoso e baritonale cantautore: “Tornando a casa / senza un affanno / tornando a casa / forse domani / tornando a casa / dove è sempre meglio di prima / tornando a casa / senza un fardello / tornando a casa / dietro la tenda / tornando a casa / senza il vestito di ieri”.<br />
La seconda è <em>Amen</em>, una meraviglia. Non sapendo da dove incominciare, trascrivo un frammento: “Dimmi che mi ami, amen”. </p>
<p><a href="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/oldideascover_1327679098.jpg"><img src="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/oldideascover_1327679098.jpg?w=150&#038;h=150" alt="" title="S" width="150" height="150" class="alignleft size-thumbnail wp-image-58777" /></a>Altre due canzoni da ascoltare e riascoltare sono <em>Darkness</em> e <em>Different sides</em>. Una pare un Bob Dylan di fine millennio, l’altra sembra il ritorno a casa di <em>Suzanne</em>.<br />
Le restanti sei sono molto più ordinarie e sembrano fatte apposta per voltare e rivoltare la routine delle giornate uggiose.<br />
Di cosa parla Old ideas è presto detto: Vita, Morte, Mondo, Dio, Amore. Dopo le prime due canzoni, confesso di essermi sentito pronto per un altro paio di variazioni sul tema di Hallelujah. Potrebbe anche diventare, chissà, una “vecchia idea” per il prossimo album. </p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58775/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58775&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/29/vecchie-idee-per-nuovi-canterini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/a6eb90c0cabd7a13b30446d61a89069a?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">mbaldrati</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/leonard-cohen-100.jpg?w=269" medium="image">
			<media:title type="html">leonard-cohen-100</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/oldideascover_1327679098.jpg?w=150" medium="image">
			<media:title type="html">S</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Impressioni lombarde</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/29/impressioni-lombarde/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/29/impressioni-lombarde/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 07:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giovanniag</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dalla rete]]></category>
		<category><![CDATA[Giovanni Agnoloni]]></category>
		<category><![CDATA[Letture]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Tornogiovedì]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58734</guid>
		<description><![CDATA[di Giovanni Agnoloni da Tornogiovedì Via Monte Sabatino, a Sesto San Giovanni, sembra un piccolo salotto, intimo e silenzioso. Le case sono vicine, proprio davanti alla mia pensione, ma stanno quiete. Porgono le loro finestre socchiuse da tende come occhi stanchi, mostrano gesti misurati, emettono suoni sommessi. In fondo, la ferrovia e l&#8217;illusione di una [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58734&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>di<strong> Giovanni Agnoloni</strong></em></p>
<p>da <strong><a href="http://www.tornogiovedi.it/2012/01/impressioni-lombarde/">Tornogiovedì</a></strong></p>
<p>Via Monte Sabatino, a Sesto San Giovanni, sembra un piccolo salotto, intimo e silenzioso. Le case sono vicine, proprio davanti alla mia pensione, ma stanno quiete. Porgono le loro finestre socchiuse da tende come occhi stanchi, mostrano gesti misurati, emettono suoni sommessi. In fondo, la ferrovia e l&#8217;illusione di una città. Un grigio accogliente, dopo tutto, come un limbo che non durerà in eterno. Fiondate di meditazione metropolitana mi immergono in un paesaggio intessuto di ragnatele invisibili ma elastiche, sovrastate da nuvole come spugne sudicie e intrise di storia. Ricordi tristi penzolano inerti come bave elettriche. Accenni, inizi, approcci proletari spalmati su orizzonti di periferia. È presto, ma è già tempo di andare.<br />
Cammino per strada col mio trolley al seguito, e mi sembra di tirarmi dietro un esoscheletro rappreso. Il mio. Sono sull&#8217;orlo di una metamorfosi, l&#8217;ennesima. Mi imbevo delle ultime vibrazioni di Sesto, portandole in un luogo oscuro e intimo, dove coveranno trame.<span id="more-58734"></span></p>
<p>Ho preso il treno a Cadorna. Il convoglio è semivuoto, tranne qualche raro pendolare diretto in provincia e un paio di studenti semiaddormentati. La valigia riposa sul sedile di fronte. Non mi sono neanche accorto di essere partito. Fuori scorrono piattaforme grigie di stazioni anonime, come bagni di un manicomio ben tenuto. Treni nell&#8217;altra direzione, carichi di anime compresse, molte in piedi, dirette in città, verso il destino del lavoro. In silenzio, forse per educazione, o perché hanno accettato una condanna.<br />
Un tipo, accanto a me, bofonchia mentre armeggia con un cruciverba. È giovane, ma ha un&#8217;aria svanita. Una donna mi guarda. Magari le piaccio, o mi sta solo registrando col bio-scanner dei suoi occhi. Passa il controllore, e per sbaglio gli do il biglietto della metro. Grugnisce ma non sclera. Ha i capelli lunghi, la barba incolta. Uno di quei tipi barbarici che a volte s&#8217;incontrano al Nord. Tra poco sarà Svizzera, e non ci sarà più spazio per le eccezioni.</p>
<p>Certe volte mi pigliano delle botte di malinconia. Sono tornato a Milano, in zona Navigli. Aspetto in un bar, mentre fuori diluvia. Spioverà, prima o poi.<br />
Gli avventori sembrano presi dagli anni Cinquanta e trapiantati qui. La padrona parla sboccato, senza sussieghi idioti. Mi ha fatto la cioccolata calda.<br />
“Sono solo” penso, e lascio sospesa quell&#8217;idea, mentre tuona e la signora dice che il diavolo gioca a bocce e piscia. E la pioggia continua, uguale, a darle ragione.<br />
Poi mi arriva un&#8217;impressione di futuro, una proiezione incongrua. Qualcuno che mi accompagna. Quel qualcuno che sento nei momenti di silenzio – che il diavolo pisci oppure no. Che lo fa star zitto anche se parla. Lui, il dolore e la solitudine.<br />
Piove, a Milano. Tra poco esco.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58734/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58734&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/29/impressioni-lombarde/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/a3b0b4c5b0f1c93fedb053ba6de73e91?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">giovanniag</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>54. Altre stelle</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/28/54-3/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/28/54-3/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 15:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fabrizio Centofanti]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Guccini]]></category>
		<category><![CDATA[La cura]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58710</guid>
		<description><![CDATA[da qui - Mi chiamo Peter. Ha qualcosa di strano, te ne accorgi adesso. - Lo vediamo insieme? - Non posso sedere accanto a una donna sconosciuta. - Perché mai? Potevi risparmiarti di bere quelle birre. - Il mio credo non me lo permette. - Quale credo? Guardalo bene: come ti è saltato in mente di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58710&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/28/54-3/"><img src="http://img.youtube.com/vi/FkBPQeJ_AX8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=FkBPQeJ_AX8">qui</a></p>
<p>- <em>Mi chiamo Peter.</em><br />
Ha qualcosa di strano, te ne accorgi adesso.<br />
- <em>Lo vediamo insieme?</em><br />
- <em>Non posso sedere accanto a una donna sconosciuta.</em><br />
- <em>Perché mai?</em><br />
Potevi risparmiarti di bere quelle birre.<br />
- <em>Il mio credo non me lo permette.</em><br />
- <em>Quale</em> <em>credo?<span id="more-58710"></span></em><br />
Guardalo bene: come ti è saltato in mente di parlarci?<br />
- <em>Conosce Allah?</em><br />
Allah? Dalia, in che guaio ti sei ficcata?<br />
- <em>Non lo conosco.</em><br />
- <em>Questo è il problema.</em><br />
Problemi? La birra non è il criterio migliore per risolverli. Ne sentirà l&#8217;odore, se ti avvicini troppo. Ti porti una mano sulla bocca.<br />
- <em>Ecco, un altro problema.</em><br />
- <em>Quale?</em><br />
- <em>L&#8217;alcol.</em><br />
Ti ha beccata.<br />
- <em>Lei non beve mai?</em><br />
- <em>No.</em><br />
- <em>Non le sembra esagerato?</em><br />
Sono domande che si fanno?<br />
- <em>Non è affatto esagerato. Semmai la musica: ecco una cosa esagerata.</em><br />
Ti allontani un po&#8217;, per evitare che ti senta l&#8217;alito.<br />
-<em> Allora perché è qui?</em><br />
- <em>Per dovere: sono un giornalista.</em><br />
Vattene, Dalia. Pensi sia maleducato salutarlo?<br />
- <em>Non le piace la musica?</em><br />
- <em>C&#8217;è musica e musica.</em><br />
Perché è così severo? Perché ti senti a disagio, all&#8217;improvviso? E&#8217; l&#8217;unica cosa che riusciva a confortarti: venire qui, seguire le luci delle stelle, Pulcherrima, Denebola, Alkaid.<br />
- <em>A me piace: è l&#8217;unico posto in cui mi trovo bene. </em><br />
Entrate nello stadio, dimentichi di stare a pochi centimetri da lui. I bagliori ti accecano, i fari ammiccanti di Alphecca, di Nekkar, lo sguardo stralunato di una stella che si chiama Arturo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58710/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58710&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/28/54-3/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>28</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/6a26b4784f421f2aedd3c68e4d104836?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">fabrizio centofanti</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Nota su Effekappa &#8211; di Andrea Caterini</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/28/nota-su-effekappa-di-andrea-caterini/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/28/nota-su-effekappa-di-andrea-caterini/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 28 Jan 2012 11:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>krauspenhaarf</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[andrea caterini]]></category>
		<category><![CDATA[Effekappa]]></category>
		<category><![CDATA[franz krauspenhaar]]></category>
		<category><![CDATA[zona editrice]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58717</guid>
		<description><![CDATA[Leggo le poesie di &#8220;Effekappa&#8221; di Franz Krauspenhaar. Di Krauspenhaar colpisce il modo in cui l&#8217;invettiva sia la bolla che custodisce la propria solitudine: &#8220;Per rabbia consumo chilometri. E&#8217; così. Vite/ appese al collare del diavolo/ si nasce spalancati&#8230;&#8221;. Colpisce, poi, come l&#8217;io, la sua nudità (che è quel &#8220;nascere spalancati&#8221; al quale Franz desidererebbe [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58717&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/effekappa-copertina-2-completa.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-58720" title="EFFEKAPPA - copertina 2 completa" src="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/effekappa-copertina-2-completa.jpg?w=300&#038;h=196" alt="" width="300" height="196" /></a></p>
<p>Leggo le poesie di &#8220;Effekappa&#8221; di Franz Krauspenhaar. Di Krauspenhaar colpisce il modo in cui l&#8217;invettiva sia la bolla che custodisce la propria solitudine: &#8220;Per rabbia consumo chilometri. E&#8217; così. Vite/ appese al collare del diavolo/ si nasce spalancati&#8230;&#8221;. Colpisce, poi, come l&#8217;io, la sua nudità (che è quel &#8220;nascere spalancati&#8221; al quale Franz desidererebbe fare ritorno) sia l&#8217;unica arma contro la cecità del mondo. Un&#8217;arma però, che incendia solo se stessa, che in se stessa s&#8217;illumina e s&#8217;accende, che sogna una vita fatta di slanci. Leggo da &#8220;Letteratura&#8221; questi tre versi: &#8220;Insegnami a mirare in alto/ a fare della vita un salto/ verso l&#8217;estremità del cielo&#8221;. Ecco, nel libro si contrappongono continuamente poesie scritte, si direbbe, per rabbia e altre scritte in intimità. Ma se a un primo sguardo si potrebbe pensare che le poesie scritte per rabbia siano quelle nelle quali Franz si rivolge a qualcuno, a un interlocutore preciso e determinato (un soggetto estraneo alla sua persona e quindi fuori da sé), credo però che quelle più intime, scritte come in un ripetuto dialogo con se stesso &#8211; o col se stesso desiderato e nudo &#8211; quasi fossero preghiere, siano invece quelle che più delle altre cerchino occhi capaci di incontrarsi con i suoi. Occhi che finalmente si riconoscono. Occhi che riconoscono l&#8217;uno la solitudine dell&#8217;altro: &#8220;Nessuno/ di caro che si affacci/ dalla vita, un minuto, a guardarmi&#8221;.</p>
<p><strong>Franz Krauspenhaar</strong></p>
<p><strong>Effekappa (Zona Editrice.)</strong></p>
<p><strong>128 pagg. 13 euro.</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58717/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58717&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/28/nota-su-effekappa-di-andrea-caterini/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/ca3eeabd7a46c90050dbdc3fd735f168?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">krauspenhaarf</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://lapoesiaelospirito.files.wordpress.com/2012/01/effekappa-copertina-2-completa.jpg?w=300" medium="image">
			<media:title type="html">EFFEKAPPA - copertina 2 completa</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>53. Pazienza</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/53-4/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/53-4/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 19:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fabrizio Centofanti]]></category>
		<category><![CDATA[La cura]]></category>
		<category><![CDATA[Zucchero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58695</guid>
		<description><![CDATA[da qui Hai scoperto che è a Berlino. Puoi sapere tutto, Gilda, oggi non ci sono più segreti. Lo troverai? Non è un paese di campagna. E come ti presenti? Con la tua busta di giocattoli? Che cosa è accaduto da quando hai deciso per la prima volta di parlargli? Non sai niente di lui. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58695&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/53-4/"><img src="http://img.youtube.com/vi/UbcYuCScdhI/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>da<a href="http://www.youtube.com/watch?v=UbcYuCScdhI"> qui</a></p>
<p>Hai scoperto che è a Berlino. Puoi sapere tutto, Gilda, oggi non ci sono più segreti. Lo troverai? Non è un paese di campagna. E come ti presenti? Con la tua busta di giocattoli? Che cosa è accaduto da quando hai deciso per la prima volta di parlargli? Non sai niente di lui. Sarà ancora un romanziere? E&#8217; diventato già famoso? Da un po&#8217; di tempo ti agiti per nulla: che sia il segno che qualcosa sta cambiando, che è arrivato il tuo momento? Sull&#8217;aereo sei piena di speranze: tutto ti sembra nuovo, le poltroncine verdi, la pensilina chiara coi soprabiti e i giubbotti accartocciati, che ricordano i pensieri accavallati senza un ordine preciso, i passeggeri che chiacchierano, ridono o tradiscono espressioni preoccupate.<span id="more-58695"></span> Dall&#8217;oblò viene una luce cha ti acceca: una prova che il meglio della vita, il bagliore insostenibile della fortuna ha scelto di posarsi su di te? E se l&#8217;aereo cadesse? L&#8217;hai sempre evitato, della macchina volante non ti fidi, ma ora è per Arturo! Ecco, l&#8217;ala si muove: è un uccello bianco e rosso che prende la rincorsa per portarti dal tuo amore, sfidando le tempeste, disposto a tutto pur di realizzare i desideri che ti porti appresso. Ecco, si alza, che paura! Non si può tornare indietro. La terra si allontana, vorresti riacciuffarla, tirarla per i riccioli degli alberi, gli orecchini e gli anelli delle case, la mano umida del mare. Sei in mezzo alle nuvole: non vedi altro che i batuffoli di zucchero filato, ti chiedi se non sia lo stesso per la città che si è ingoiata lo scrittore coi suoi progetti vaghi, se la vita non sia che un volo cieco in cui nessuno s&#8217;incontra con nessuno, tutti si corre verso un luogo di cui si sa soltanto che c&#8217;è un uomo che si chiama Arturo, uno che s&#8217;inventa la vita perché non riesce più a distinguere un albero da un palo, un fiume da una strada, perché vivere è essere gettati dentro un tunnel di cui non vedi l&#8217;inizio né la fine, ma devi proseguire, sperando che la macchina volante, l&#8217;uccello dalle ali arrugginite resista fino in fondo, non vada in avaria, non si scontri con un altro carico inutile di sogni. Stai calma, Gilda, pensa a quando ce l&#8217;avrai davanti: che gli dirai? Fingi di avere tra le braccia una busta di giocattoli, sei la bambina che ha ricevuto i regali di Natale, qualcuno ti ha voluto bene, si è preso cura di te, puoi presentarti a lui senza paura, chiedergli a che punto è con l&#8217;ultimo romanzo, nascondergli la cosa con Giorgio, con l&#8217;uomo dal soprabito scuro, gli tenderai la mano, lo guarderai con gli occhi lucidi per la corsa sull&#8217;uccello bianco e rosso, ecco, lo sapevi, turbolenza! sembra di stare al luna park, il comandante avverte che sarà una questione di minuti, che i passeggeri non si alzino, che ci scusiamo per il disagio temporaneo e ringraziamo per la vostra pazienza.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58695/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58695&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/53-4/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>23</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/6a26b4784f421f2aedd3c68e4d104836?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">fabrizio centofanti</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Scrivere una poesia dopo Auschwitz</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/scrivere-una-poesia-dopo-auschwitz/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/scrivere-una-poesia-dopo-auschwitz/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 15:01:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>rmorresi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Poesia]]></category>
		<category><![CDATA[giorno della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[Jerome Rothenberg]]></category>
		<category><![CDATA[Lyn Hejinian]]></category>
		<category><![CDATA[Rachel Blau DuPlessis]]></category>
		<category><![CDATA[Theodor W. Adorno]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58691</guid>
		<description><![CDATA[Bozza 52: Midrash &#160; Rachel Blau DuPlessis &#160; “Nach Auschwitz ein Gedicht zu schreiben ist barbarisch” (Theodor Adorno, “Kulturkritik und Geselleschaft” in Prismen) “Quanto più totale la società, tanto più reificato lo spirito e tanto più paradossale la sua impresa di svincolarsi dalla reificazione con le sue sole forze. Persino la più lucida consapevolezza dell&#8217;imminente [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58691&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><em><strong>Bozza 52: Midrash</strong></em></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"><strong>Rachel Blau DuPlessis </strong></span></span></p>
<p align="RIGHT">
<p>&nbsp;</p>
<p align="LEFT">“<span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Nach Auschwitz ein Gedicht zu schreiben ist barbarisch”</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">(Theodor Adorno, “Kulturkritik und Geselleschaft” in <em>Prismen</em>)</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">
<p align="LEFT">“<span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Quanto più totale la società, tanto più reificato lo spirito e tanto più paradossale la sua impresa di svincolarsi dalla reificazione con le sue sole forze. Persino la più lucida consapevolezza dell&#8217;imminente catastrofe rischia di degenerare in chiacchiera inane. La critica della cultura si trova davanti all&#8217;ultimo stadio della dialettica di cultura e barbarie. Scrivere una poesia dopo Auschwitz è un atto di barbarie e ciò avvelena la consapevolezza stessa del perché è divenuto impossibile oggi scrivere poesia.”</span></span></p>
<p align="LEFT">
<p align="LEFT"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">(Theodor Adorno, “Critica della cultura e società”, 1949, pubblicato per la prima volta nel 1951, in <em>Prismi</em> nel 1955) </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">1.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Poesia / Auschwitz / barbarie.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Triangolo obliquo.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Oppure</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">il pattume umano</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">non smette / di essere / creato.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span id="more-58691"></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">2.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">e guarda in faccia Cos&#8217;È, quel che è, che questo</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">accadde. E in tal modo. Il dito puntato – </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">tributo inquietante attraverso il sedimento – </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">su un indicibile inenarrabile yod,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">legno, pelle, stoffa, carbone organico, cenere da cenere, e</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">inoltre c&#8217;è la stanchezza</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">di inseguire qualunque cosa</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">come questa. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">3.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La sedia riconosce due punti di informazione.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Con una tale affermazione stava cercando retrospettivamente di modellare la complicata resistenza che doveva poter accadere “prima di Auschwitz” (e “durante Auschwitz”) molto più diffusamente di quanto non accadde a livello ideologico e politico, e tuttavia, non avendo avuto luogo, lei ha deflesso il suo commento e fatto appello, ancorché tardivamente, all&#8217;opporsi al letterario che fu “dopo”?</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Inoltre: in cosa consiste la specifica vulnerabilità della poesia? Perché non dire che fare quadri, sculture, scrivere romanzi, costruire monumenti, fare cinema o teatro, dramma e calliope</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">talia cruda, ottusa, grottesca, sono “un atto di barbarie”?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> Perché fu</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> solo la poesia?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> Solo “una poesia”?</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">4.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>“<span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Dopo Auschwitz</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">comporre musica, scrivere romanzi, è un atto di barbarie.”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La “poesia” è dunque la sola suppellettile ottimista in questa casa?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ricordini kitsch esposti a prender polvere su un mobile? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Bottoncini madreperla penzolanti da una maglia slabbrata? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Sono le blandizie delle poesie, l&#8217;automatica adesione </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">all&#8217;attrazione, radure di bagliore, omaggi al compleanno, gemiti sui tumuli, </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">fantasmi femminili, il fringuello ciuffolotto che becca il bocciolo di pera,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">i pensieri trasognati su pianeti, stelle e luna – </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">sono la taglia modesta delle poesie, i loro lembi graziosamente acconciati, </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">l&#8217;accento e le posture che ne rimangono fuori, </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">lo status di flautati, eleganti monili</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">(che nascondono feroci, compiaciuti piaceri)</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">che fanno di “una poesia” tal particolare insulto e degrado? </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">5.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Una poesia: simbolo di cultura normale. Cultura: </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">divenuta barbarie. Indi, la poesia: e via dicendo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il sillogismo resta.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">O un altro. Le parole vengono meno all&#8217;esatto accadere di questo. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La poesia è fatta di parole.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Da cui: non scrivere poesie. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Altern.: scrivere poesie in cui le parole non bastano.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">(dunque era una poesia investita di cotanto </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">smisurato risuonare ke essa stare in questo tempo zitta defe?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">era già allora impossibile da subito?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Non possiamo più mai scriverla, tanto meno ora, in più</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">non possiamo più più scriverla per ragione raddoppiata). </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">6.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Perché qualcosa deve essere scritto o no</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">cos&#8217;è una “crisi”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">cos&#8217;è un “evento”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">cos&#8217;è una “politica”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">cos&#8217;è “normale”</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">cos&#8217;è “egemonia”</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La poesia ignora la crisi</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">falsifica l&#8217;evento</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">dice &#8216;poco importa la politica&#8217;</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">accetta la norma </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">addobba l&#8217;egemonia?</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">quindi, non dovrebbe essere proibita?</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">E da chi, per l&#8217;esattezza? e come farlo bene? </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">C&#8217;è un meccanismo di esecuzione </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">che gradirebbe suggerire? </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">7.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Impossibile scrivere poesia perché si riduce a “chiacchiera inane” sul nostro destino, senso del perfetto Terrore della Bomba, oppressione cellulare che segue l&#8217;efficace annientamento. Ogni elemento di ogni cosa trasformato. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Qual è il nome di questa cessazione? 1949 è solo 4 anni dopo</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Hiroshima e Nagasaki. Impossibile scrivere poesia</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">in altri modi da “Auschwitz”, perché la poesia partecipa</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">di una ulteriore corrosione. È stanza sibilante Zyklon B, o</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">incallito, di massa, sistemico sterminio.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">È Hiroshima/Nagasaki lanciate</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">a soluzione: distruzione di massa specifica.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">O forsennate politiche e mucchi d&#8217;ossa </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">nel tempo che passa. E un giorno. E di colpo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Tutti e chiunque stanno in bilico lì</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">sull&#8217;evento.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Qual è, dunque, la misura di questa perdita?</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Oltre il non ritrovamento. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">8.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Veniva (venivamo) da una civiltà </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">che la pensava così. Questo la rese barbarie.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Che avesse il potere di avverare tale</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">genocidio è, pensavamo una volta (pensò), impensabile. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ma molti vi hanno preso parte, abbastanza volentieri, alcuni alacremente,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">alcuni con disgusto ma tecnicamente complici: altri con livore</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">forse per ragioni personali, motivi circoscritti, chi per gli interessi, </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">chi per rancorose convinzioni. Non vorrei omettere nessuno. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Sistematico sterminio nel lungo secolo ventesimo.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Le speranze moderniste e i fatti della modernità.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Dover pensare l&#8217;impensabile richiede riassestare</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">etica, ontologia, vita quotidiana, e senso di integrità</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">così massiccio e polverizzante, che, a Stunde Null, lui</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">usa la parola barbarie, a chi non sa guardare in faccia la necessità,</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">e dice, lacerato, Basta Adesso.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Basta scrivere Poesia, ché tanto andare avanti </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">è solo sintomo che non hai capito.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La morte è cambiata. Queste morti hanno cambiato il pensiero.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ora, da allora in poi, tu vivi nella differenza.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Vi sono regimi di Impensabile.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Entriamo nell&#8217;oscuro di questa oscurità</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">senza l&#8217;assistenza di convenzioni quali l&#8217;elegia.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Perciò, basta con la poesia. Non puoi cavartela</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">con liriche che trafficano in trascendenza e abbellimenti.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">La poesia si lagna (così le hanno insegnato) troppo facilmente.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Allora niente, non scrivere poema, non scrivere poesia. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">9.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">O forse quel che diceva era:</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">scrivere una qualsiasi poesia adesso è inutile/inadeguato/ridicolo, </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">per una questione di genere. La poesia non è all&#8217;altezza del [compito.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Ci serve critica culturale, ci serve una diagnosi analitica. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Queste morti, non solo ontologiche,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">ancora esistono dentro la politica. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Tuttavia “ridacchi sottovoce nella maledizione</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">che chiami 'l'immagine di Adorno'”.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Poiché l'affermazione, fredda e irriducibile,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">crea un gioco intricato di retorica e metafora,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">recitando la poesia contro se stessa. Per così dire.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">10.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Era la persona contro cui la sua cultura si ritorse.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Chiunque sia scampato</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">vive una vita postuma nella sua testa.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Sogna di venire gasato nel 1944,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">al “risveglio” pensa </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">che lui, la vita in cui è dentro, è il sogno</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">di qualcuno che fu ucciso, qualcuno già defunto. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">[…]</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">17.</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Porta tutto via,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">via nessuno è </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">ammesso,</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">mai sarà, noi mai </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">capimmo, mai fu nulla</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">come questo; niente come qualsiasi</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">altra cosa, eppure altre enormità</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">sono e possono e furono e accadranno</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">spiegate in echi ingenui di parole </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">come da un regno di ombre. </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Una ad una</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">le foglie cadono</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">sull&#8217;erba</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">in volate casuali</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">su rotte madide</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">il giorno</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">dedicato</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">a un silenzio </span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">non riconciliato</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">così tante foglie, vi erano</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">così tante ossa. </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">&#8212;</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Draft 52: Midrash</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> è un poemetto in 27 sezioni incluso in Rachel Blau DuPlessis, </span></span><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Drafts 39-57, Pledge, with Draft, Unnumbered: Précis</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> (Salt Publishing, 2004) e in corso di pubblicazione in italiano per i tipi di Vydia in Rachel Blau DuPlessis, </span></span><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Dieci Bozze</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">, cura e traduzione di Renata Morresi.</span></span></p>
<p><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Il testo ha un ricco apparato di note di cui qui includo solo un estratto:</span></span></p>
<p><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">«</span></span></span><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Questa poesia non ha dedica, vorrei comunque ringraziare Barrett Watten per la costante riflessione su poesia e negatività, Lyn Hejinian per il saggio “Barbarism”, Andrew Joron per il suo lavoro sulla Via Negativa, Jerome Rothenberg per </span></span><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Khurbn</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">In </span></span><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Khurbn &amp; Other Poems</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;"> Rothenberg afferma: “Le poesie che cominciai ad ascoltare per la prima volta a Treblinka sono la spiegazione più chiara che io sia mai riuscito a darmi del motivo per cui scrivo poesia. Sono anche una risposta all&#8217;affermazione, di Adorno e di altri, che la poesia non può e non deve più esistere dopo Auschwitz. Da allora in poi quel che ho fatto è stato tentare di andare alle origini della poesia, non solo per una ostinata volontà a voler cominciare da capo, quanto per riconoscere finalmente quelle altre voci, i frammenti di poesie che esse hanno lasciato nel fango.” (</span></span><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Khurbn</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">, New York: New Directions, 1989, p. 4).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">In “Barbarism” Lyn Hejinian scrive : “Tuttavia l&#8217;affermazione di Adorno può essere interpretata anche in un altro modo, non come una condanna del tentativo di fare poesia &#8216;dopo Auschwitz&#8217;, piuttosto come provocazione e come mandato a scriverla. La parola &#8216;barbarie&#8217;, arrivata a noi dal greco </span></span><em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">barbaros</span></span></em><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">, significa &#8216;essere stranieri&#8217;, ovvero, &#8216;non parlare la stessa lingua&#8217;, e in quanto tale designa il compito della poesia: non parlare la stessa lingua di Auschwitz. La poesia dopo Auschwitz deve perciò essere barbara; deve essere straniera alla cultura che produce atrocità.”</span></span><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">»</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58691/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58691&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/scrivere-una-poesia-dopo-auschwitz/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/0b28e9a27106f4df7bcdb5c5269ba6ca?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">rmorresi</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>Stazione della memoria (Shoah)</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/stazione-della-memoria/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/stazione-della-memoria/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>fabrizio centofanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Annunci]]></category>
		<category><![CDATA[giorno della memoria]]></category>
		<category><![CDATA[György Ligeti]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58745</guid>
		<description><![CDATA[da qui Una scritta sbilenca, come un gioco per bambini a cui servono favole per crescere felici. Un albero stecchito a ricordare che se hai qualcosa di tuo, se t&#8217;illudi d&#8217;essere qualcuno, questa è la prospettiva che smentisce, è l&#8217;indice di tutte le sconfitte, anche quella finale con te stesso. Ma saranno le facce, gli [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58745&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/stazione-della-memoria/"><img src="http://img.youtube.com/vi/IqLNih8_DmM/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>da <a href="http://www.youtube.com/watch?v=IqLNih8_DmM&amp;feature=youtu.be">qui</a></p>
<p>Una scritta sbilenca, come un gioco<br />
per bambini a cui servono favole<br />
per crescere felici.<br />
Un albero stecchito a ricordare<br />
che se hai qualcosa di tuo,<br />
se t&#8217;illudi d&#8217;essere qualcuno,<br />
questa è la prospettiva che smentisce,<br />
è l&#8217;indice di tutte le sconfitte,<br />
anche quella finale con te stesso.<br />
Ma saranno le facce,<br />
gli occhi stupiti di chi non capisce,<br />
l&#8217;attesa opaca dentro le garitte<br />
gelide della sua disperazione,<br />
sarà il binario che avete orientato<br />
verso la porta dell&#8217;inferno a strisce,<br />
saranno quelle tracce<br />
dentro le fosse senza paragone<br />
a dirvi chi vi aspetta,<br />
all&#8217;ultima stazione.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58745/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58745&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/stazione-della-memoria/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>19</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/6a26b4784f421f2aedd3c68e4d104836?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">fabrizio centofanti</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>LA PAROLA PLURALE. &#8220;Ero(s)diade&#8221; di Antonino Contiliano. Saggio di Marta Barbaro</title>
		<link>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/la-parola-plurale-erosdiade-di-antonino-contiliano-saggio-di-marta-barbaro/</link>
		<comments>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/la-parola-plurale-erosdiade-di-antonino-contiliano-saggio-di-marta-barbaro/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:00:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>francesco sasso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Critica letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[Francesco Sasso]]></category>
		<category><![CDATA[Antonino Contiliano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/?p=58693</guid>
		<description><![CDATA[La parola plurale. Ero(s)diade di Antonino Contiliano. ______________________________ di Marta Barbaro (1) . non dirmi più canto la poesia dell’uomo o l’elegia del virtuale dolore o va dove il verso ti porta delle ali controcorrente per abbattere gli stealth e il silenzio dei radar e delle veline e le vergogne delle zattere e dei gommoni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58693&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;" align="center"><strong><img class="alignleft" title="Ero(s)diade" src="http://retroguardia2.files.wordpress.com/2010/04/erosdiade.jpg?w=192&#038;h=300&#038;h=298" alt="" width="192" height="298" />La parola plurale. <em>Ero(s)diade</em> di Antonino Contiliano.</strong></p>
<p>______________________________</p>
<p style="text-align:left;" align="center">di <strong>Marta Barbaro</strong> (1)</p>
<p style="text-align:left;" align="center">.</p>
<h6 style="text-align:left;" align="center">non dirmi più canto la poesia<br />
dell’uomo o l’elegia del virtuale dolore<br />
o va dove il verso ti porta delle ali<br />
controcorrente per abbattere gli stealth<br />
e il silenzio dei radar e delle veline<br />
e le vergogne delle zattere e dei gommoni<br />
o dei capannoni dell’ospitalità per le stragi<br />
questa è una buona brava guerra!<br />
Buona guerra (2)</h6>
<p>.</p>
<p>Per presentare l’ultima raccolta poetica di Antonino Contiliano, Sergio Pattavina chiama in causa la <em>satura</em> latina della Roma imperiale e, servendosi delle parole di Hegel, punta l’accento sull’«appassionata indignazione» di un animo virtuoso che si trova impotente e adirato contro un mondo che «contraddice alle sue idee di virtù e verità» (3). L’accostamento alla <em>satura</em> si rivela particolarmente felice se si considera, unitamente all’aspetto ideologico e antagonistico, l’esito compositivo dell’<em>Ero(s)diade</em> di Contiliano<em> </em>(Quaderni di “Collettivo R/Atahualpa”, 2010), tenendo a mente la formula, coniata da Edoardo Sanguineti, di coincidenza fra <em>Ideologia e linguaggio</em> (4); la raccolta si presenta, infatti, come una mescolanza di tematiche e di misure espressive, di linguaggi e di discorsi, che sembrano aggredire il lettore per un eccesso di sapori.</p>
<p><span id="more-58693"></span>In <em>Ero(s)diade</em> c’è di tutto: dalle guerre alle migrazioni, dall’invettiva anticlericale alla denuncia dell’economia neoliberista, dalle catastrofi ambientali all’11 settembre, dalla cronaca alla politica, con nomi, cognomi e fatti che interessano la vita italiana e mondiale; e ancora, attingendo dagli slogan della comunicazione televisiva così come dal cinema e dai linguaggi settoriali, e alternando le competenze di astronomia e di fisica quantistica con quelle del mondo informatico e tecnologico, si passa dal macro della storia e della cosmologia al micro delle particelle subatomiche e dei bit digitali. Non solo ogni testo investe un ambito o un problema diverso del nostro presente, così come ci indicano i diversi titoli, ma all’interno di ogni singolo componimento i temi e i codici s’intrecciano e sembrano generarsi gli uni dagli altri.</p>
<p>A condurre questi slittamenti di campo e di senso è un ininterrotto e vertiginoso gioco verbale che, facendosi protagonista e attore, esclude dalle sue trame, dal <em>textum</em>, l’intervento di un io lirico predisposto a filtrare e a disciplinare le informazioni e i saperi. Disarticolando la sintassi e la logica a favore dell’esuberanza del lessico, il poeta occulta la propria regia autoriale e lascia che a comunicare sia la materialità della parola stessa. La metamorfosi semantica si origina, così, per effetto di una manipolazione del significante che, ora insiste sull’ambiguità segnica della parola, ora insegue imprevedibili accostamenti fonici e fonologici dilatando lo spettro delle possibilità paronomasiche (5). Si va dalle combinazioni più semplici</p>
<p style="padding-left:60px;">privato è bello, è religioso mantello</p>
<p style="padding-left:60px;">il tasso è sceso basso, lascia il paradiso</p>
<p style="padding-left:60px;">la classe va in classe, siede e si declassa</p>
<p style="padding-left:60px;">sono pronti, sono protoni, sono plotoni (6)</p>
<p>dove basta aggiungere un prefisso (<em>classe/declassa</em>) o sostituire un fonema (<em>protoni/plotoni</em>) per ottenere uno spostamento di senso; a quelle più ardite, come in questa sequenza del componimento proemiale, dove l’impasto plurilinguistico fa appello all’abilità e alla malizia del lettore:</p>
<p style="padding-left:60px;">giacobino o bolscevico, mai Mao al club</p>
<p style="padding-left:60px;">del G8, may day mai dai venti se sei sei</p>
<p style="padding-left:60px;">good e beds, e n’est pas réseau d’egaux</p>
<p style="padding-left:60px;">nettezza spia e fermenta gli eventi</p>
<p style="padding-left:60px;">e sub-urbana è negotia bicamerale (7)</p>
<p>Se in una simile <em>dispositio</em> anche il lessema più neutro come <em>venti</em> può evocare associazioni non scontate – e perché no, anche alludere al club economico del G20 – va da sé che la decodifica del messaggio non si raggiunge cercando di ricostruire i nessi sintattici, ma si struttura intorno ad alcune parole chiave che orientano, per via subliminale, le inferenze del lettore. In <em>Il serpente di Epidauro</em>, ad esempio, lo scenario si apre sull’ospedale dell’Isola Tiberina, ma l’oscillazione della parola <em>cura</em> in <em>curia</em>/<em>centuria</em>/<em>incuria</em> fa scivolare il discorso verso un altro campo semantico che si va definendo per successive approssimazioni:</p>
<p style="padding-left:60px;">Il serpente di Epidauro ti fu sorgente</p>
<p style="padding-left:60px;">Tiberina, e cura per lebrosi e degenti</p>
<p style="padding-left:60px;">e poi colonna infame, madonna</p>
<p style="padding-left:60px;">e annona di ebrei in grazia di curia</p>
<p style="padding-left:60px;">per centuria e altre bambole di tortura</p>
<p style="padding-left:60px;">quelli che paparé in ghetto incuria</p>
<p style="padding-left:60px;">ha depurato escherichia coli 0157</p>
<p style="padding-left:60px;">l’ano medievale giubilante e ubi</p>
<p style="padding-left:60px;">di preti con omelia e liturgia in reti</p>
<p style="padding-left:60px;">annosi di penía e culomania ora (8)</p>
<p>È come se le parole camuffate – o sabotate – vogliano nascondere il significato, ma così facendo lo restituiscono rafforzato, fino poi a condurre a delle sentenze satiriche che colpiscono con nettezza i propri bersagli polemici:</p>
<p style="padding-left:60px;">nobis ti manca per le morti bianche</p>
<p style="padding-left:60px;">che Ratzinger bianco tutù</p>
<p style="padding-left:60px;">razzola ideologia e morti neri in sacrestia (9)</p>
<p>Gli esempi si potrebbero moltiplicare, ma basti a svelare il meccanismo della raccolta l’insistenza del gioco omofonico sul tema <em>collo</em> che, da un componimento all’altro, dà origine a serie flessive del tipo <em>collo/decolli/colli</em> o <em>decolla/decollato</em> (10), dove <em>decollato </em>è il termine taciuto ma sottinteso già nel titolo <em>Ero(s)diade</em> (11). Contiliano, quindi – in modo più radicale rispetto alle precedenti raccolte poetiche, e con esiti che si avvicinano maggiormente alle prove di poesia collettiva che va sperimentando dal 2003 con <em>Compagni di strada caminando </em>– crea il suo testo come una rete dinamica di rapporti fonici, strutturali e semantici, e fa in modo che, una volta innescato, il processo di significazione scorra quasi da sé, nel suo libero e aperto movimento.</p>
<p>L’effetto d’insieme è quello di un piano sequenza eseguito ad alta velocità (12) che, se può inizialmente frastornare il lettore impedendogli di coglierne gli elementi discreti, riproduce alla perfezione la dimensione percettiva dell’umanità globale e tecnologica, e ci mette di fronte alla complessità del mondo in cui viviamo. La poesia si fa specchio di una realtà intricata e caotica che pare procedere da sola, fuori da ogni nostro controllo: da un lato come una memoria, un archivio dei contenuti espliciti e rimossi del nostro presente – <em>ROM</em>, <em>read only memory</em>, suggerisce il titolo di una poesia di <em>Ero(s)diade</em> – riversa contro il lettore l’orrore degli eventi e il dolore degli uomini; dall’altro, l’interconnessione dei linguaggi e dei piani dell’esistenza globalizzata si palesa direttamente nel <em>dis</em>ordine formale, specchio del disordine teorico, epistemologico e morale.</p>
<p>Il recupero dell’eredità più fertile delle ultime avanguardie – «poesia quale mimesi critica della schizofrenia universale, rispecchiamento e contestazione di uno stato sociale e immaginativo disgregato» (13) – è esplicito, dichiarato, per altro, dal poeta stesso in numerosi interventi di carattere teorico-programmatico:</p>
<p>«L’opposizione della parola poetica allora deve funzionare – come quella di cui parla Stendhal in <em>Rosso e Nero</em> – alla stregua dello specchio che si trova all’interno di una gerla e sulle spalle di un uomo: «uno specchio che uno porta lungo una strada. Ora riflette l’azzurro dei cieli, ora il fango dei pantani. E voi accusereste di immoralità l’uomo che porta lo specchio nella gerla? Il suo specchio mostra il fango, e voi accusate lo specchio! Accusate piuttosto il pantano, e più ancora l’ispettore stradale che lascia stagnare l’acqua e formarsi il pantano».(14)</p>
<p><em>Ero(s)diade</em> ci prospetta, quindi, una discesa in quella che Sanguineti definiva la <em>Palus putredinis</em> (15), non per proclamarne la resa, ma per uscirne «con le mani sporche» e con una nuova consapevolezza. Una mossa conoscitiva che fa leva innanzitutto sul linguaggio e usa il laboratorio linguistico come prassi contestativa e come denuncia di una condizione antropologica:</p>
<p>«La parola poetica, così, già in quanto parola è un’azione in pubblico e volta alla comunicazione quanto all’azione in comune; se poi in quanto parola d’avanguardia artistica ne sovverte il senso comune attraverso i diversi ‘schemi’ compositivi e figurativi, allora si propone anche come un ‘impegno’, un’ipotesi e una promessa d’azione volte a demistificare i sensi dell’omologazione standard che formatta le coscienze e assopisce il dissenso. Come <em>engagement</em> non può d’altro canto, se vuole modificare e orientare gli assetti percettivi e di azione in senso conflittuale e di opposizione, che lavorare sul linguaggio come pratica semiotica e significante dirompente e dissacrante». (16)</p>
<p>I versi citati in epigrafe, tratti dal terzo componimento della raccolta, dal titolo <em>Buona guerra</em>, sono una chiara dichiarazione di poetica, una precisa scelta di campo a favore di una poesia antagonistica, che sia sfida, provocazione, <em>guerra</em> contro la falsificazione del linguaggio e la degradazione dell’umano. Il rifiuto nei confronti di un verseggiare lamentevole e consolatorio, di una poesia elegiaca e del ripiegamento interiore, della fuga nel sogno metafisico, è netto («non dirmi più canto la poesia / dell’uomo o l’elegia del virtuale dolore / o va dove il verso ti porta delle ali»); un tale genere di poesia – afferma Contiliano in altro contesto (17) – che ruota attorno al soggetto “lirico-intimistico” non fa che riprodurre i rapporti di forza e le dinamiche relazionali dell’individualismo capitalistico, cui invano cercherebbe di opporsi. Per essere autenticamente «controcorrente», al discorso poetico s’impone, quale necessità storica, una compromissione con la realtà; il poeta deve sapere affinare lo sguardo e affilare le proprie armi, preparando una strategia d’attacco corazzata contro le astuzie mediatiche, che sappia ad un tempo riscattare la complessità e socialità del linguaggio e sottrarsi alle maglie omologanti del mercato estetico: occorre rispondere alla <em>guerra</em> con la <em>guerra</em>.</p>
<p>Ma di quali guerre parla Antonino Contiliano? Da una parte, delle guerre reali, dei genocidi e delle guerre civili, delle guerre etniche e di religione, delle guerre africane e di quelle esportate dai paesi occidentali in nome della pace e della democrazia, delle stragi operate dalla mafia e dalla fame; delle guerre che, trasmesse in diretta televisiva, diventano spettacolo per nutrire la pena, l’indifferenza e il senso d’impotenza degli uomini di ogni parte del mondo:</p>
<p style="padding-left:60px;">amo questa buona guerra brava</p>
<p style="padding-left:60px;">questa guerra europea pasciuta</p>
<p style="padding-left:60px;">non ultima tra cotanto dis-senno</p>
<p style="padding-left:60px;">per di-visione e tendenza bit in tele-visione</p>
<p style="padding-left:60px;">che fotogramma l’audience e si svena</p>
<p style="padding-left:60px;">per questo sparando pietà di cocco in web</p>
<p style="padding-left:60px;">e tende di profughi morti di fame e vivi</p>
<p style="padding-left:60px;">per libertà non più cara così caro a dirlo (18)</p>
<p>Il poeta, però, non si ferma ad uno scatto d’insofferenza e di ribellione irrazionale, e si serve di una ricca e aggiornata strumentazione teorico-filosofica – Marx e i filosofi della scuola di Francoforte, insieme a Arendt, Lacan, Bauman, Morin, Slavoj Žižek sono i nomi più frequenti nei suoi saggi – per tradurre in versi la sua analisi politico-sociologica e andare dietro, alla radice del disagio postmoderno. Dietro ogni guerra, denuncia Contiliano, vi è la «mano invisibile» del neoliberismo economico e finanziario che, in nome del libero mercato, della “trasparenza” e della “flessibilità”, semina ovunque povertà e distruzione – «crisi economiche e finanziarie virulente, crisi ambientale ed energetica, militarizzazione della vita sociale e criminalizzazione del dissenso politico» (19) – a beneficio dei pochi ricchi e potenti:</p>
<p style="padding-left:60px;">fredda calda evapora calura</p>
<p style="padding-left:60px;">pura la cultura del terrore</p>
<p style="padding-left:60px;">è solo calda ora, la guerra</p>
<p style="padding-left:60px;">il muro del suono è radio-</p>
<p style="padding-left:60px;">azione di fondo… uniforme</p>
<p style="padding-left:60px;">a chi, l’urlo</p>
<p style="padding-left:60px;">di questo macello ininterrotto</p>
<p style="padding-left:60px;">incendio meridiano e parallelo</p>
<p style="padding-left:60px;">infinito massacro di poveri</p>
<p style="padding-left:60px;">a chi la mattanza</p>
<p style="padding-left:60px;">rifiuti e dannati superflui</p>
<p style="padding-left:60px;">collaterali e danni, previsti</p>
<p style="padding-left:60px;">del sacro capitale orbitale</p>
<p style="padding-left:60px;">doge il mare scafista e vitale (20)</p>
<p>La «buona guerra brava» è, in definitiva, la guerra del capitale e del profitto privato, la «rivoluzione globale neoliberista», che per nutrire il proprio sistema parassitario ha bisogno di continuare a sfruttare gli antichi schiavi – nei continenti lontani pre-capitalistici – e di crearne di nuovi, quelli che negli stessi paesi occidentali alimentano l’economia del consumo immateriale e dei linguaggi. Da qui il sottotitolo della raccolta, <em>La binaria dell’asiento</em> (21), sistema postmoderno del mercato schiavistico, e possibile chiave di lettura di un percorso testuale volto a smascherare la natura di una libertà sottratta alle scelte degli uomini, in un mondo in cui l’economia capitalistica si presenta come l’unica scelta possibile.</p>
<p>Il primo verso del testo citato, <em>Buona guerra</em>, è – a nostro giudizio – emblematico: «Della siepe l’oltre elettronico / è muto,<em>…</em>», una citazione leopardiana travestita, e traslata in un presente che non promette nessun <em>dolce naufragio</em>. Il progresso economico e tecnologico, infatti, che oggi ci consente di superare le barriere fisiche (la <em>siepe</em>) grazie alla comunicazione elettronica e digitale, non corrisponde affatto alla proiezione della fantasia e alla liberazione dell’immaginazione: l’<em>infinito silenzio</em> leopardiano è diventato un silenzio <em>muto</em>. Non si tratta di un’invettiva contro le risorse dell’informatica e della rete, di cui Contiliano è piuttosto un abile e consapevole pilota, ma della denuncia di una condizione d’impotenza, di una prigionia intellettuale e sociale, che può essere utile illuminare attraverso una riflessione di Zygmunt Bauman:</p>
<p>«Certamente, noi consideriamo la libertà umana, almeno nella “nostra parte” del mondo, un fatto ovvio e (salvo qualche correzione da apportare qua e là) una questione risolta nel modo più soddisfacente possibile; in ogni caso, non sentiamo il bisogno (di nuovo, a parte la blanda irritazione che ci prende ogni tanto) di scendere in piazza per rivendicare ed esigere una libertà maggiore o più completa di quella che ci sembra di possedere già. D’altro canto, tendiamo a credere con uguale fermezza di non poter fare molto – individualmente, con alcuni altri o tutti insieme – per cambiare il modo in cui vanno o sono fatte andare le cose nel mondo; inoltre, siamo convinti che, se anche riuscissimo a produrre un cambiamento, sarebbe vano, per non dire irragionevole, elaborare insieme l’idea di un mondo diverso da quello esistente e, qualora lo considerassimo migliore di quello in cui viviamo, impegnarci a fondo nella sua costruzione. Come si possa credere l’una e l’altra cosa al tempo stesso è un mistero per chiunque sia avvezzo a ragionare in termini logici. Se la battaglia per la libertà è stata vinta, come si spiega che la capacità umana di immaginare un mondo migliore e di far qualcosa per migliorarlo non è fra i trofei di quella vittoria? E ancora, che genere di libertà è quella che frustra l’immaginazione e tollera l’impotenza delle persone libere nelle questioni che le riguardano?» (22)</p>
<p>Di fronte a questo stato di cose, che priva <em>il cittadino globale</em> della dimensione sociale e politica e, di conseguenza, della stessa possibilità di pensare un futuro collettivo, s’innesca la contromossa rivoluzionaria e utopica propria di ogni avanguardia: contro il silenzio della rassegnazione e del vaniloquio mediatico – e «silenzio» è altra parola chiave della raccolta – si leva la voce del dissenso, alla <em>guerra brava</em> delle armi si oppone la <em>buona brava guerra</em> della parola poetica. E innanzitutto il potere della poesia, proprio per la natura dei suoi segni linguistici, è quello di rompere le catene dell’esistente e «cambiare percezioni, comportamenti e azioni» (23) degli uomini. Non solo agisce come forza critica, eversione esercitata dal linguaggio e sul linguaggio, smontaggio di significati falsi e normalizzati, ma in virtù della polivalenza e della complessità semantica che innesta nel discorso, estende le possibilità costruttive dell’immaginazione.</p>
<p>La rivoluzione è tale, così ha insegnato a noi <em>postumi</em> la tradizione della modernità, a partire dal sogno di un mondo alternativo a quello esistente, da un’idea di felicità possibile e condivisibile; la poesia – e in ciò consiste la sfida di Contiliano – in quanto spazio-tempo utopico per eccellenza, costitutivamente aperto all’imprevedibile e all’impensabile, deve farsi carico di questa istanza di liberazione e rigenerazione. Come ha ben evidenziato Francesco Muzzioli, alla <em>pars destruens</em> si affianca una <em>pars costruens</em>, al conflitto e all’accusa, succede l’utopia e il sogno collettivo: «e perciò a controcanto dell’ideologia della guerra, che sostiene pervicacemente che saremo sicuri solo quando “gli altri” saranno stati tutti eliminati, sta l’utopia della fratellanza, che ribatte la contro-argomentazione che non saremo salvi se non tutti insieme» (24).<em> </em></p>
<p>Se ha ancora senso oggi, in epoca postmoderna (o post-postmoderna?), parlare di poesia d’avanguardia, occorre però aggiornare le nozioni e le strategie, adattandole ai contesti mutati; in questo senso Contiliano persegue la sua <em>doppia utopia </em>– volgendosi congiuntamente, avverte sempre Muzzioli, al corpo della parola e al significato, al tessuto verbale e a quello sociale – mettendo in atto strategie retoriche che fanno proprio il portato innovativo delle scienze e delle tecnologie contemporanee, piegandolo ad un uso poetico. Si comprende, allora, come l’apporto dei saperi e dei linguaggi scientifici nell’impasto lessicale valga anche come apertura a nuove configurazioni epistemiche, e come la compresenza di <em>mondi-modi</em>, evidenziata all’inizio, attivi dentro e fuori dal testo logiche alternative e polisemiche.</p>
<p>Le parole d’ordine sono complicazione (o “complessificazione”) e polifonia, dettate entrambe dalla necessità di trovare una via di uscita al <em>silenzio</em> <em>muto </em>della comunicazione e della vita postmoderne: di ribaltare la complessità come caos indifferenziato nella vitalità delle differenze, la “trasparenza” senza spessore nella concretezza dei fatti, la passività in creatività, l’identità dell’io privato nella pluralità del soggetto politico. Una poesia civile, quella di Contiliano, che vuole essere un’<em>agora</em> contemporanea – tornando ancora una volta a Bauman – spazio pubblico-privato, dell’incontro e del conflitto, spazio politico in cui l’io e il noi rinegoziano i propri significati.</p>
<p>______________________________</p>
<p><strong>NOTE</strong></p>
<p>(1) Nota. Il saggio di Marta Barbaro (<strong>La parola plurale. <em>Ero(s)diade</em> di Antonino Contiliano) </strong>è stato pubblicato sulla rivista “Arenaria- ragguagli di letteratura/cinque” nel mese di luglio 2011. La collana di ragguagli di letteratura moderna e contemporanea è a cura del poeta Lucio Zinna.</p>
<p>(2) Antonino Contiliano, <em>Buona guerra</em>, in<em> Ero(s)diade. La binaria dell’asiento</em>, Quaderni di “Collettivo R/Atahualpa”, 2010, p. 19.</p>
<p>(3) Sergio Pattavina, <em>L’indignazione di Contiliano</em>. <em>Introduzione</em> a A. Contiliano,<em> Ero(s)diade</em>, cit., p. 10.</p>
<p>(4) Edoardo Sanguineti, <em>Ideologia e linguaggio</em>, Feltrinelli, Milano 1965; poi ristampato dallo stesso editore nel 2001.</p>
<p>(5) Sul laboratorio linguistico di Contiliano così si esprime Muzzioli: «Tutte le parole sono come passate dentro una pronuncia che le “mastica” (le manipola e le manomette), innanzitutto per strapparle alla loro banalità convenzionale e alla patina del consumo, e inoltre per scavarle e analizzarle nelle loro ulteriori potenzialità. Che questo avvenga attraverso la spezzatura, con il trattino (…) o con altri strumenti di interruzione, come le barre trasversali e le parentesi; oppure attraverso l’accostamento omofonico della paronomasia (…) fa poca differenza. L’importante è che le parole abbandonino la loro fissità e che, ritornando plastiche, si diano al gioco e all’infinita proliferazione» (Francesco Muzzioli, <em>La doppia utopia di Antonino Contiliano</em>. <em>Introduzione</em> a Antonino Contiliano,<em> Tempo spaginato. Chi-asmo</em>, Edizioni Polistampa, Firenze, 2007, p. 11).</p>
<p>(6) A. Contiliano,<em> Thinks Tanks</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., pp. 39-40.</p>
<p>(7) Id.,<em> Ero(s)diade</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., pp. 15.</p>
<p>(8) Id.,<em> Il serpente di Epidauro</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., p. 66.</p>
<p>(9) <em>ibidem</em>.</p>
<p>(10) «il dolore perde la voce e si abbatte / sui questi tuoi campi complici <em>decolli</em> / e dal <em>collo</em> ai fianchi non sosta / sta migrante ai <em>colli</em> le nude curve» (<em>L’attesa</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., p. 25) e «aggiotaggio enrangés i sanculotti / a mediaset medium l’emozional- / emoticon popular bandoliero <em>decolla</em> / <em>il decollato</em> nazional delle bandere nere / <em>Giovanni</em> cantiere delle libertà aperto / …» (<em>Ero(s)diade</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., p. 15); miei i corsivi.</p>
<p>(11) Non occorre ricordare che nel <em>Vangelo secondo Marco</em>, Erodiade è colei che vuole fare uccidere Giovanni Battista per metterne a tacere la voce e spegnerne per sempre il dissenso. La donna, disposta a tutto pur di rimanere al potere, si serve della figlia, della seduzione della danza di Salomè, per ottenere da Erode la testa del Battista servita su un piatto d’argento. Che già nel titolo della raccolta, Contiliano voglia alludere ad un potere occulto che taglia la testa al dissenso o, come sostiene Pattavina, «alla richiesta della testa del critico, che osi denunciare la trasgressione rispetto all’etica-estetica della tradizione letteraria» (S. Pattavina, <em>L’indignazione di Contiliano</em>, cit., p. 7), ciò che qui importa è che la parola allegorica attiva «una dimensione semantica demistificante e plurale» (A. Contiliano,<em> Tempo Molteplicità Identità</em>, in «Retroguardia» Quaderno elettronico di critica letteraria a cura di Francesco Sasso,<strong> </strong>n°15, 2009,<strong> </strong>p. 31).</p>
<p>(12) A margine, è interessante notare – in ragione del precedente riferimento alle opere di poesia collettiva – come la tecnica compositiva del trittico di lavori formato da <em>Compagni di strada caminando</em> (Edizioni Riccardi, 2003), <em>Marcha hacker/risata cyberfreak</em> (Promopress, 2005) e <em>’Elmotell blues</em> (Navarra Editore, Marsala-Palermo, 2007) non sia più quella del piano sequenza, difficilmente eseguibile a più mani, ma il montaggio di testi scritti da autori diversi, cui Contiliano imprime «una regia individuale molto sostenuta e caratterizzata in senso anarchicamente inventivo» (cfr. Mario Lunetta, <em>Le corporeità plurali di Antonino Contiliano. Introduzione</em> a <em>’Elmotell blues</em>, cit., 2007, p. 5).</p>
<p>(13) Così Alfredo Giuliani nella <em>Prefazione </em>all’antologia de <em>I Novissimi</em>. <em>Poesie per gli anni ’60</em> (1961; Einaudi, Torino, 1965, p. 9).</p>
<p>(14) A. Contiliano,<em> Tempo Molteplicità Identità</em>, cit.,<strong> </strong>p. 7.</p>
<p>(15) Cfr. E. Sanguineti, <em>Laborintus </em>e <em>Poesia informale?</em>, in <em>I Novissimi</em>, cit., p. 95 e 204.</p>
<p>(16) A. Contiliano,<em> Tempo Molteplicità Identità</em>, cit.,<strong> </strong>p. 7.</p>
<p>(17) Cfr. Id.,<em> Per una critica dell’economia poetica dell’Io</em>, in «Retroguardia» Quaderno elettronico di critica letteraria a cura di Francesco Sasso,<strong> </strong>n°18, 2009.</p>
<p>(18) Id., <em>Buona guerra</em>, cit., p. 18.</p>
<p>(19) Id.,<em> Il teorema di Gödel e gli “Intellettuali radicali”. Le lezioni delle “cause perse”</em>, in http://www.vicoacitillo.net/alexanderplatz/index.html, Napoli, 2010.</p>
<p>(20) Id., <em>La veglia dei giorni</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., p. 22. Il testo era già stato pubblicato nell’e-book <em>Calpestare l’oblio. Cento poeti italiani contro la minaccia incostituzionale per la resistenza della memoria repubblicana</em>, a cura di Davide Nota e Fabio Orecchini, La Gru. Portale di poesia e realtà in collaborazione con Argo, L&#8217;Unità, Left, 2010, p. 34.</p>
<p>(21) Si cita la nota dell’autore al testo <em>Binaria dark</em>: «(<em>Asiento</em>) Ogni accordo (età moderna) tra lo stato spagnolo e privati assuntori di pubblici servizi, forniture, ecc. In particolare era la convenzione con cui la Spagna concedeva a una compagnia commerciale il monopolio dell’importazione di schiavi neri sulle colonie americane. Con il trattato di Utrecht (1713) il privilegio fu riservato alla britannica Compagnia dei mari del sud che lo mantenne fino alla metà del Settecento, quando il commercio schiavistico divenne sostanzialmente libero» (A. Contiliano, <em>Binaria dark</em>, in <em>Ero(s)diade</em>, cit., p. 17). Si noti anche come il titolo del testo in questione, <em>Binaria dark</em>, alluda contemporaneamente al titolo dell’intera raccolta (lo conferma il recupero del termine <em>asiento</em> nell’ultima strofa del testo) e al fenomeno astronomico del <em>dark matter</em> (espressione presente al v. 2): un altro esempio di come il discorso poetico di Contiliano fonda <em>mondi-modi</em> distanti per costruire le sue piste di senso.</p>
<p>(22) Zygmunt Bauman, <em>La solitudine del cittadino globale</em>, 1999, Feltrinelli, Milano, 2009, p. 9.</p>
<p>(23) A. Contiliano,<em> Tempo Molteplicità Identità</em>, cit.,<strong> </strong>p. 7.</p>
<p>(24) Francesco Muzzioli, <em>La doppia utopia di Antonino Contiliano</em>, cit., p. 12.</p>
<p><em>______________________________ </em></p>
<p><img class="alignleft" title="pdf" src="http://retroguardia2.files.wordpress.com/2009/01/pdf-ico4.gif?w=34&#038;h=34&#038;h=34" alt="" width="34" height="34" /><a href="http://retroguardia2.files.wordpress.com/2012/01/la-parola-plurale-erosdiade-di-antonino-contiliano-di-marta-barbaro.pdf" target="_blank">Scarica e leggi l’intero saggio<em> <strong></strong><strong></strong><strong>LA PAROLA PLURALE. Ero(s)diade di Antonino Contiliano </strong><strong></strong></em>di Marta Barbaro in formato PDF</a></p>
<p>______________________________</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/lapoesiaelospirito.wordpress.com/58693/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=lapoesiaelospirito.wordpress.com&amp;blog=621013&amp;post=58693&amp;subd=lapoesiaelospirito&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2012/01/27/la-parola-plurale-erosdiade-di-antonino-contiliano-saggio-di-marta-barbaro/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
	
		<media:content url="http://0.gravatar.com/avatar/e26ef9d2fbd8fc93335cd9e57e58d126?s=96&#38;d=http%3A%2F%2F0.gravatar.com%2Favatar%2Fad516503a11cd5ca435acc9bb6523536%3Fs%3D96&#38;r=G" medium="image">
			<media:title type="html">francesco sasso</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://retroguardia2.files.wordpress.com/2010/04/erosdiade.jpg?w=192&#38;h=300" medium="image">
			<media:title type="html">Ero(s)diade</media:title>
		</media:content>

		<media:content url="http://retroguardia2.files.wordpress.com/2009/01/pdf-ico4.gif?w=34&#38;h=34&#38;h=34" medium="image">
			<media:title type="html">pdf</media:title>
		</media:content>
	</item>
	</channel>
</rss>
