Francesco Accattoli, Lunga un anno

accattoli

di Alessio Alessandrini

La raccolta Lunga un anno, Sigismundus editore, di Francesco Accattoli, colpisce già per la realizzazione estetica del prodotto, si tratta infatti di un fascicolo di cartoline, 19 per l’esattezza, dove i testi del poeta e le illustrazioni della pittrice Linda Carrara si alternano e donano all’intera raccolta un’aura particolare, preziosa e pregevole. Davvero un lavoro ben fatto. Ovviamente l’involucro sarebbe poca cosa se non avesse lo stesso pregio e la stessa consistenza del contenuto che il lettore attento troverà davvero delizioso in molte sue parti. Con questa plaquette, la terza del nostro, Accattoli dimostra, in primo luogo, che la buona poesia non ha bisogno di canzonieri lunghi, che una ventina di testi possono creare un unicum perfett Continua a leggere

Poesia di strada XIV

 

I have a dream

You have a dream?

He, she, it has a dream

We have some dreams

You have a lot of dreams

They have parecchi dreams

 

Io ho un sogno 

così almeno mi pare quando dormo

è che quando mi sveglio

me lo scordo.

 

***

 

Ma il sogno non è ordigno

 e non sa ticchettare.

Sogno (e son desto) il sogno

 che ci viene a svegliare.

 

(Luigi Socci, “I have a dream”)

 

Premio “Poesia di strada” – XIV edizione

 

REGOLAMENTO 

Art.1. Possono partecipare al Concorso autori italiani o stranieri ovunque residenti.

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La Punta della Lingua 2011

La Punta della Lingua 2011

POESIA FESTIVAL (VI edizione)

Ancona e Parco del Conero 14-21 giugno

Programma

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Vivalascuola. Ma quale scuola?

A luglio “Qualità e merito“, a ottobre si tagliano i fondi per il merito. E per il 2011 c’è una riduzione del 50% dei fondi per la formazione. E se mancano i professori? Mandiamo le maestre! E’ questa la nuova cultura?

Cominciamo col chiamare le cose col loro nome. Quella in corso è una crisi, non un’emergenza educativa. Una crisi nella, non della, educazione. Perché “nella” e non “della”? Perché la scuola è all’interno di un più vasto sistema educativo, che è attraversato da tempo da profondi mutamenti. E perché è altrettanto importante capire che l’alternativa all’educazione non è l’assenza di educazione, ma una diversa educazione. (Girolamo De Michele, La scuola è di tutti)

Tutto da rifare?

A questo punto dovrebbe essere chiaro. La quadratura del cerchio non si può trovare. Forse il problema è stato insistere nel cercarla. Mettere a sistema, pretendere certezza, programmabilità, prevedibilità da un processo così vago, complesso, imprevedibile come la formazione Continua a leggere

Vivalascuola. Un panino alla “Divina Commedia”?

La “riforma epocale” della scuola è basata su tagli di docenti, saperi risorse. Nessuna novità su programmi e didattica. “Di cultura non si vive, vado alla buvette a farmi un panino alla cultura, e comincio dalla Divina Commedia” dice l’on. Giulio Tremonti.

Non si creda che i classici vanno letti perché “servano” a qualcosa. La sola ragione che si può addurre è che leggere i classici è meglio che non leggere i classici (Italo Calvino, Perché leggere i classici?) (vedi anche qui).

Andando oltre i numeri: il vuoto culturale
di Valter Binaghi

Capisco che, in un momento in cui la sopravvivenza stessa della scuola pubblica è minacciata come mai è stata prima, ci si concentri su dati numerici (rapporto docenti/alunni, orari e supplenze, stipendi ecc). Continua a leggere

Vivalascuola. Bambini senza infanzia

C’era una volta il tempo pieno… i programmi del 1985,  nuovi e innovatori, parlavano di una scuola in cui erano previste ore per sviluppare competenze relative ai “linguaggi non verbali”. C’era il gioco, fondamentale strumento per la crescita e il benessere del bambino, c’era la psicomotricità, la musica, il linguaggio grafo-pittorico.

Oggi, una delle conseguenze della riduzione di insegnanti nella scuola elementare, è proprio la scomparsa dei “laboratori”. Ma chi si ricorda a cosa servissero poi questi laboratori? E’ importante ripensare a una scuola in grado di accogliere il gioco e la corporeità del bambino, così intimamente connessi e fondanti la sua specifica modalità di approccio, relazione e conoscenza del mondo. Del resto anche la Carta Internazionali dei Diritti dell’infanzia cita il gioco tra i diritti dei bambini… e forse un motivo ci sarà! (Marina Massenz)

Bambini senza infanzia
di Grazia Honegger Fresco

Osserviamo un gattino che corre dietro a una foglia o che salta intorno alla coda della madre. Ci incantano la gratuità del movimento, il gusto per l’esplorazione. Perché agisce così? Continua a leggere

Vivalascuola. Responsabilità docente

Solidarietà al prof. Francesco Mele, censurato per avere difeso le competenze del Collegio dei docenti dalle prevaricazioni del Dirigente scolastico e aver proposto, assieme alla maggioranza dei componenti il collegio, la votazione di una mozione di critica ai provvedimenti Gelmini /Tremonti che stanno distruggendo la scuola pubblica (firma).

Care maestre e cari maestri… Il mio augurio per il nuovo anno scolastico è questo: NON SENTITEVI MAI DA SOLE E DA SOLI! Prima di tutto ci sono i bambini e le bambine, che devono essere nonostante tutto al centro del vostro lavoro e non finiranno mai di sorprendervi. Non dimenticate che davanti al maestro e alla maestra passa il futuro. Non solo quello della scuola, ma quello di un intero Paese: che ha alla sua base un testo fondamentale e ricchissimo, la Costituzione, che può essere il vostro primo strumento di lavoro. (Mario Lodi)

Ciapà coe bombe
di Lucia Tosi

La scuola io la vedo così, ciapàda coe bombe
Come tutti, credo, quelli che hanno un interesse per le lingue del nostro paese, o almeno per il dialetto della loro terra, “terra” che spesso coincide con una città, un paesello, perché venti chilometri più in là già quel dialetto cambia, suona diversamente, mi chiedo spesso il senso e la provenienza di certe espressioni, Continua a leggere

Vivalascuola. Professione: precario

I precari sono solo zavorra senza qualità?

“Avete trasformato la scuola in un enorme ammortizzatore sociale, assumendo 200 mila precari senza curarvi della qualità degli insegnanti e dell’insegnamento”

(il presidente del consiglio, on. Silvio Berlusconi, nella sua replica al Senato, rivolto all’opposizione).

La preparazione degli insegnanti attualmente iscritti nelle Graduatorie ad Esaurimento è spesso molto elevata avendo, circa la metà di loro, frequentato una specializzazione post laurea di due anni. In buona sostanza, i “precari” hanno 5+2 o 3+2+2 anni di studi universitari alle spalle orientati all’insegnamento. Un insegnante di sostegno ha studiato all’università almeno 5+2+1=8 anni (quasi come un medico) e negli ultimi tre, assieme ai corsi, ha svolto un tirocinio a scuola in contesti appositamente selezionati, cosa che gli ha consentito di essere “pronto subito”. (Paolo Fasce)

Ma perché vuoi fare il professore?
di Francesco Accattoli

… Meglio una fabbrichetta modello Marche
Ricordo che durante il mio tirocinio a scuola, negli anni della SSIS, una ragazzina di quindici anni mi disse: “Ma perché vuoi fare il professore? Guadagni una miseria e aspetti per anni prima d’entrare col posto fisso”. Io le risposi che senza cultura il mondo sarebbe finito di lì a breve – lo dissi per impressionarla – e che il lavoro dei professori è indispensabile per la crescita della società. Continua a leggere

Vivalascuola. Che scuola ci aspetta?

Educazione militare, una scuola pubblica diventa scuola di partito, una scuola di partito prende soldi dallo Stato, menù padano agli alunni, via i disabili

Qui si accompagna il desolante passaggio dalla scuola della Repubblica (statale, laica, pluralista, inclusiva) alla scuola privata (aziendalista, confessionale, “omologata”, discriminante). Qui si vanno a minare definitivamente le basi dello stato sociale come frutto del patto di solidarietà che ispira dalla Carta, e si scongiura ogni possibilità di affidare alla scuola funzioni emancipanti rispetto alle condizioni socioeconomiche di partenza di tutti e di ciascuno. (Marina Boscaino)


Bugie, bugie! Ma che delirio è questo?

di Giovanna Lo Presti

Da troppo tempo ci lamentiamo perché, nel nostro Paese, non viene rispettata la Costituzione, perché le leggi ad personam sono più numerose dei funghi in un bosco dopo un temporale di fine estate, perché l’imbarbarimento della politica è davvero inaccettabile, perché tutti, compresi i bambini di cinque anni, sono costretti a sapere cosa sia una escort (e chi le chiamava così, qualche anno fa?). Continua a leggere

Vivalascuola. Il silenzio degli intellettuali

Anno scolastico 2010-2011. Ancora tagli al personale e ai saperi.

Mancano docenti nelle scuole e nelle università, mancano presidi, manca sicurezza, mancano fondi, mancano investimenti.

Cosa dicono gli intellettuali?

“Rispetto alla sciagurata smemoratezza dilagante nel paese, ai vuoti di memoria che contagiano pesantemente anche la sinistra, allo spirito del tempo celebrato da Berlusconi, la scuola è l’ultima frontiera: le sue strutture, i suoi docenti, i suoi libri di testo rimangono saldamente ancorati alla tradizione storica italiana” (Alberto Asor Rosa, Il grande silenzio. Intervista sugli intellettuali).

All’ordine del giorno c’è il silenzio (ascesa, declino e catastrofe dell’intellettuale)
di Alessandro Cartoni

Il sapere? Buono per la settimana enigmistica
Un collega mi racconta – oggi quasi ridendo – dello sconcerto, della cupa sorpresa che lo colse il giorno in cui un alunno, neanche tra i migliori ma per nulla timido, gli rivelò la sua (diremo la nostra…) completa superfluità. Il ragazzo dichiarò infatti senza giri di parole: “il suo sapere prof, mi scusi se mi permetto, serve solo a una cosa… Continua a leggere

Vivalascuola. A che punto è la scuola

Primo giorno di scuola:
che cosa cambia.
I numeri della
“nuova” scuola.
Le ultime dal governo,
le ultime dalla scuola.

Anno scolastico 2010-2011: rivoluzione a scuola?
di Donato Salzarulo

Giovedì 9 settembre. Compro i soliti giornali. La copertina di SETTE, il magazine del Corriere, ha in prima pagina la fronte e gli occhi verdemiele di un’adolescente mentre scruta un libro aperto all’altezza del volto. Sotto a caratteri cubitali SCUOLA e il sottotitolo: “il manuale della rivoluzione”. Caspita. Sapevo che non era un pranzo di gala, ma far passare per “rivoluzione” ciò che accadrà quest’anno nelle scuole medie superiori è davvero troppo. Le parole possono essere usate per le operazioni più spudorate. Continua a leggere

Vivalascuola. Cittadini a scuola e stranieri in città

Reso noto l’organico dei docenti 2010-2011, scoppia l’emergenza tempo pieno. Con la seconda tranche dei tagli, gli aggiustamenti operati quest’anno dalle singole scuole per garantire il tempo pieno non saranno possibili. A Roma occupata la scuola Iqbal Masih. Sono cifre enormi. A Milano sono 150 le classi trasformate d’ufficio a tempo normale e circa 3.000 i bambini che dovranno essere esclusi. A Roma ci saranno 97 prime a tempo pieno in meno. A Padova 195 classi in meno di quelle richieste. A Firenze resteranno fuori 600 bambini… E alle superiori cominceranno i tagli della “riforma” Gelmini… Si aggiunga che: lo Stato non dà il miliardo che deve alle scuole pubbliche, riduce il sostegno, non finanzia le attività didattiche…

Integrazione a scuola: l’orizzonte fai-da-te
di Francesco Accattoli

La presenza degli alunni stranieri nella scuola secondaria superiore, oggi oramai consolidata, è una realtà che non può prescindere da una analisi attenta circa le strategie didattiche Continua a leggere

Vivalascuola. Bullismo e tabacco

Oggigiorno fuma il 30% dei ragazzi tra i 15 e i 24 anni, percentuale che tende a salire nella fascia successiva, quella tra i 24 e i 44. E secondo l’Istituto Superiore della Sanità, nei Paesi sviluppati circa il 60% del carico di malattia è causato da dieci fattori di rischio principali: il tabagismo si trova al primo posto.

Educazione alla legalità, ipocrisia e moda
di Francesco Accattoli

Nel sistema scolastico italiano la pratica del progettare ha senza dubbio l’obbligo di tenere conto della sua utenza, degli studenti, dei giovani cittadini che intende educare, le sue finalità devono possedere una rara capacità, quella di essere accessibili, fruibili, finanche comprensibili Continua a leggere

Viva la scuola. Il precariato non è un’emergenza, è un’idea di scuola e di società

Precarietà delle strutture, precarietà dei fondi, precarietà dei lavoratori… di precarietà si muore (qui e qui). La legge Finanziaria per il 2009 approvata alla Camera e al Senato conferma i tagli per la scuola. E taglia anche il Ministro. Mentre piovono denaro pubblico sulle scuole private e “sussidi” alle famiglie benestanti. Questa è la foto dell’emergenza, e questa

Precario e mazziato
di Francesco Accattoli

Sin dai tempi della specializzazione all’insegnamento non mi aveva mai spaventato l’idea che dovessi farmi quei quattro o cinque anni di gavetta, di apprendistato, di anticamera. Continua a leggere

Poesie di Luciana MANCO


(S. Motonaga, Untitled, 1962)

Mezzogiorno.

Piccoli tunnel di culle di boccioli e latte di rugiada sono mare a destra,
in righe di quaderno.
La prima parola, tracciata nella terra.
Vieni mezzogiorno a schiacciare di luce le altezze.
A infrangere di miele i tetti.
Vieni ad affamare le corse dei sognatori.
A scongelare le briciole nei campi. Continua a leggere