Le adorate assenze di Naspini e di altre presenze inquietanti

Il fatto bello delle recensioni on line è di non avere limiti di battute, e la recensione di un romanzo dà la possibilità di parlare della scrittura di un autore e del suo libro.

L’autore

sacha naspini

Toscano, del ’76. Ha pubblicato, tra gli altri, I sassi (Il Foglio 2007), I Cariolanti (Elliot 2009). Il suo sito è http://www.sachanaspini.eu

BANDELLA del romanzo: Due ragazzini scoprono una tomba etrusca e decidono di scavarla di nascosto da tutti dopo la scuola. Vent’anni dopo una bambina viene rapita in America e rinchiusa nella stanza di una pensione, insieme a un gattino di nome Spunky. Cosa unisce i due eventi? Le nostre assenze è il racconto di questi due decenni e degli avvenimenti che hanno coinvolto tre generazioni di una famiglia toscana, di un uomo in fuga dai campi di concentramento, di una donna che ritrova il suo primo amore dopo una vita intera. Continua a leggere

I pesci non chiudono gli occhi – Erri De Luca

erri de luca

Quando hai dieci anni ti pare che tutto il mondo non può fare a meno di riconoscere la tua adultità, la tua bambinaggine adultomorfa. Quando hai dieci anni è come cinquanta anni dopo del non ora, non qui ma nel 1960, a Ischia, e tu ancora non lo sai a dieci anni come ci ripenserai a quella prima stagione della vita – la stagione dei poeti, dicono –, ancora non sai lo scrigno che sei in quell’epoca in cui spighi e decanti la delicatezza che si nasconde nel velluto di una carezza femminile, la crudezza.
Lo saprai soltanto a cinquant’anni.
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Il doppio delitto di Tosca – TransAssassinazione di Desiré, come un canto

Mentre posavi il trucco sul comò
per lapidare occhiaie similmente a una pace
dal viso cacciavi via dalle labbra
il suono assomigliato a noi.
Era canto tuo mia Signora?
O note acuminate di uno strillo?
Pugnale è la gelosia che vantavi
stiletto che affondavi a lama di pennello:
tela tragica rimasuglio di colore occhi gialli
e la tua voce: limone per le mie orecchie
santarelle.
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La legge della natura: punire l’educatore, assolvere l’omofobia

IL FATTO: Il 28.01.2006 l’insegnante Giuseppina Valido di una scuola media di Palermo scopre che due suoi alunni hanno impedito a un terzo, che viene preso spesso in giro per la sua ‘delicatezza’ (lo chiamano Jonathan, un concorrente ‘delicato’ del Grande Fratello), di entrare nel bagno dei maschi dandogli della femmina e del gay.
La professoressa racconta a tutta la classe la situazione accaduta. Illustra le origini del termine gay e spiega che l’episodio è avvenuto perché le cose non si conoscono. Nascono, quindi, da ignoranza, deficienza. Uno dei due bulletti comprende e chiede scusa. L’altro non demorde. L’insegnante gli fa scrivere sul quaderno 100 volte “sono un deficiente” e invia un messaggio al padre del ragazzo, invitandolo a presentarsi a scuola per discutere l’accaduto. Il genitore non si fa vivo. In compenso, la professoressa riceve dal genitore una denuncia per aver ‘traumatizzato suo figlio’ che è ‘dovuto andare in terapia psicologica’.
Dopo un anno, Giuseppina Valido viene processata e assolta dall’accusa di aver abusato di mezzi disciplinari e di aver causato danni psicologici al ragazzo (la sentenza la trovate qua: http://www.movimentoperlagiustizia.it/diritto-penale/520.html). Il padre del ragazzo ricorre in appello. Il PM chiede 14 gg di carcere. In maniera del tutto inaspettata, l’appello vede accogliere le istanze del genitore del ragazzo. La sentenza, tra l’altro, va ben oltre la richiesta del PM: la professoressa è condannata a un anno di carcere con la condizionale (condanna sospesa).
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Istruzioni per un addio

NELLA FAME NELLA SETE

Nico disse al telefono che avrebbe vissuto a lungo in quella casa, che non c’era nulla di cui preoccuparsi, che dopotutto non c’era bisogno di lasciarla. Nico capì anche, nello stesso momento, che il sangue gli scorreva troppo denso nelle vene e fuori qualcosa moriva. L’ombra di Nico si fermò a pensare tutto il suo sudore con un gesto noncurante sulla parete di fronte, un movimento che somigliava a tutta la bellezza dell’altro al telefono, al di sopra dell‘afa. Ma poi Betta la gatta, non smetteva di miagolare. Forse la fame. Certamente la sete e fuori qualcosa cadeva. Nico staccò la sua ombra dalla parete, si girò di spalle e portò il pollice destro alla bocca.
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Salmo della estate che vinse gli amanti

Tra le onde del fare e disfare
gli amanti distrussero il sonno
sul niente andare de la estate che tornava
per addormentarli tra le chele di un granchio
e ne la conchiglia.

E su le rive del male
a uno dei due
girato di spalle certo che no
per nulla tornare nulla soccombere
promise la tiepida notte al tramonto
le ime ninfomanie
dischiuse a le stelle compulsive e disagiate
del dieci agosto di ogni mare e scintillìo.
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I Cariolanti – Sacha Naspini

Risvolto di prima:
Campagna toscana, 1918. Per non partire soldato nella Prima guerra mondiale, un uomo nasconde suo figlio di nove anni e sua moglie in un buco scavato nel bosco. Lì dentro la famiglia passa quasi tutto il tempo, il padre esce solo per prendere l’acqua e per cacciare, ma a volte il cibo non si trova e allora bisogna affondare le dita nella terra umida per vedere se salta fuori un baco o una radice da masticare, oppure rassegnarsi a mangiare carne umana. Inizia così l’avventura di Bastiano, che cerca di riscattare la sua vita solitaria e animalesca innamorandosi di Sara, la figlia del padrone per cui va a lavorare come aiutante stalliere. Ma il fango quasi mai incontra la luce, e allora finirà per sporcarsi totalmente, uccidere colpevoli e innocenti, scappare, trasformarsi in un animale da preda, perdersi, per poi ritrovarsi anni dopo in quella tana in mezzo al bosco, la sua vera casa.
I Cariolanti è un romanzo di deformazione, selvatico e rabbioso, dove la vera protagonista è la bestialità, non la bestialità malvagia e gratuita, ma quella istintiva e viscerale di chi uccide per sopravvivere. Una favola nera in tredici istantanee dove si respirano atmosfere che vanno da Truffaut a Stephen King, alle Fiabe italiane di Calvino.
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