Vivalascuola. Dossier diplomifici: fermare l’incultura e il malaffare

La scuola paritaria è uno dei punti del sistema che funziona meglio: parola della ministra dell’Istruzione Stefania Giannini. Pertanto “scuole statali e scuole paritarie devono avere uguali diritti“. In realtà chi conosce la scuola sa che le scuole “paritarie” sono quelle che hanno risultati peggiori alle indagini Ocse e – in molti casi – sono un covo di illegalità e malaffare. Lo sappiamo perché ci abbiamo insegnato, perché certi annunci sono sotto gli occhi di tutti, perché certe trasmissioni tv sono indimenticabili. E così certi scandali da nord a sud. Adesso un dossier di Paolo Latella sui diplomifici giace sul tavolo della ministra. Noi non smetteremo di documentare e denunciare questa vergogna, per intanto ci domandiamo, con Marina Boscaino: “Cosa si aspetta a intervenire?“.

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Vivalascuola. Bambini a rischio? A rischio di che?

Un bambino di 4 anni è ritenuto troppo violento per restare nella sua classe della scuola materna e così viene cacciato dalla scuola. Nel verbale del consiglio di classe del 4 marzo 2014, si legge: “il suo bambino dice parolacce, corre in classe, non ascolta gli insegnanti, colpisce con violenza gli altri piccoli, si rifiuta di stare seduto, sale su tavoli e sedie, si sdraia a terra e stacca l’estintore del corridoio. Non le sembra quindi una buona idea quella di mantenere, per un periodo limitato, suo figlio lontano dalla classe…?” (vedi qui). Bambini a rischio. A rischio di che? Ce lo spiega in questa puntata di vivalascuola Donata Castiello, che ci suggerisce come cogliere i segnali del rischio e quali strategie educative sia possibile attivare, mentre Marina Massenz ci aiuta a capire le paure dei bambini e la loro funzione nell’età evolutiva, e Daniele Novara ci mette in guardia dalle insidie della medicalizzazione: quando la discriminazione assume le parvenze di una diagnosi medica. Continua a leggere

Vivalascuola. La scuola degli altri: in Germania

Vivalascuola presenta un’intervista di Donata Miniati a un docente tedesco che insegna in una scuola elementare di Dresda. Una intervista effettuata allo scopo di conoscere pregi e difetti di un sistema scolastico diverso dal nostro situandolo all’interno del proprio contesto. Non per operare paragoni inopportuni e forzature ideologiche, ma per avviare un confronto che stimoli alla riflessione critica, su principi, assunti, forme organizzative, pratiche. E’ anche un modo per ampliare l’orizzonte, uscire da prospettive chiuse, dal disastroso cabotaggio pseudoriformatore degli ultimi anni, coltivando l’esile speranza che un giorno si torni a pensare alla scuola con coraggio, razionalità e visione complessiva. Continua a leggere

Vivalascuola. Incantesimi a scuola

Incantesimi a scuola
di Mauro Germani

Da qualche anno propongo ai miei alunni di scuola secondaria di primo grado un’attività di scrittura creativa finalizzata alla realizzazione di brevi testi fantastici o del mistero, che sappiano creare atmosfere d’inquietudine o di paura partendo da situazioni di normale quotidianità, oppure testi in grado di sorprendere il lettore, magari con un colpo di scena finale. I ragazzi solitamente accettano la sfida con impegno ed entusiasmo perché mettono in gioco la loro fantasia e la loro creatività. I risultati raggiunti sono spesso sorprendenti, come credo dimostrino i brevi racconti qui presentati. Continua a leggere

Vivalascuola. Il canto di una classe

Poi succede qualcosa
in un momento preciso della giornata:
il canto di una classe dietro ai vetri
interroga tutti i nostri destini.
(Sebastiano Aglieco)

Scrivere poesie che parlano degli studenti, in molti casi dei propri studenti – bambini, ragazzi – è un’operazione pericolosissima: il rischio è infatti quello di sommare alla difficoltà di accesso che la poesia spesso porta in sé quella atmosfera paternalistica, o moralistica, che deriva dal fatto di insegnare, trasmettere qualcosa o almeno sforzarsi di farlo. Allora sgombriamo subito il campo dalle congetture, dicendo che nei testi raccolti in seguito ciò non accade. (Francesco Tomada)

Ai miei bambini maestri
di Chandra Livia Candiani

Io vi conservo il camminare
incollo ogni passo a terra
resto
per voi mi sveglio
disegno la faccia
sotto l’acqua e le dita
io vi conservo le parole
come pane inzuppato Continua a leggere

Vivalascuola. Asini e carrozze

Si succedono appelli in difesa della cultura umanistica, dell’insegnamento della Filosofia, della Geografia, della Storia dell’Arte, della Educazione Musicale. Appelli in difesa del liceo classico (qui, qui). Il sapere non specificamente aziendalistico sta sparendo dalle nostre scuole? E la ministra Carrozza cosa dice? Leggiamo il suo Atto di indirizzo 2014 e troviamo ancora: digitalizzazione, potenziamento dell’istruzione tecnico-professionale, raccordo dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro. Inoltre: un anno in meno di scuola, e comunque una scuola per imparare a lavorare, una scuola fatta di stage e tirocini! La scuola della “alternanza scuola-lavoro” che piace tanto a Confindustria! A chi giova la diffusione di un’idea di sapere rivolto esclusivamente al profitto? A chi il potenziamento dell’analfabetismo? Poniamo il problema a partire dal libro di Nuccio Ordine L’utilità dell’inutile su cui riflette Donato Salzarulo.
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Vivalascuola. Insegnare e apprendere Storia con la rete

In Italia solo il 53% usa regolarmente internet, contro una media Ue del 70%, mentre il 38% non l’ha addirittura mai usato (22% nella Ue a 28). La Scuola 2.0 è ancora un’utopia nella maggior parte degli istituti scolastici italiani. L’OCSE in un suo recente rapporto sulla scuola italiana (marzo 2013) dimostra come a questo ritmo di investimenti la scuola italiana avrebbe bisogno di 15 anni per colmare il gap con i Paesi più avanzati. Anche la ministra Carrozza ha la digitalizzazione tra i punti del suo Atto di indirizzo 2014. Ci si domanda come faranno le scuole dove manca la carta per le fotocopie, dove piove nelle palestre e dove molti servizi di base non esistono, a trovare i soldi per la digitalizzazione. Meno del 10% delle scuole italiane sono cablate in Banda Larga. Un tablet per ogni studente (promessa di Profumo) non l’abbiamo visto. Il registro elettronico ha fatto flop… Ciononostante la ricerca didattica prosegue e alcuni docenti provano a capire se la digitalizzazione può giovare all’insegnamento. Della Storia, ad esempio. E Silvana Citterio relaziona su un’esperienza. Continua a leggere

Vivalascuola. Parlano di inclusione e praticano la separazione

Si predica l’inclusione e si pratica la separazione. Nell’anno in cui si parla di BES (Bisogni Educativi Speciali), si allestiscono classi separate per studenti stranieri realizzando nelle scuole una odiosa apartheid: classi-ghetto a Bologna, come prima ad Alte Ceccato (Vicenza), a Costa Volpino (Bergamo), a Landiona (Novara)… La Lega Nord ne approfitta per riproporre leclassi separate per i bambini stranieri che non sanno l’Italiano”, ignorando quanto dicono linguisti ed esperienze: che la migliore integrazione si realizza sui banchi di scuola. In questa puntata di vivalascuola Marina Boscaino fa un quadro della problematica dell’inclusione degli studenti stranieri nella scuola italiana, Carmelo Cassalia avanza alcune proposte, Beatrice Damiani esprime il disagio dell’insegnante quando la scuola diventa un ghetto.

Parlano di inclusione e praticano la separazione
di Marina Boscaino

I minori rappresentano 1/5 di tutti i migranti: sono circa 1 milione, con un trend di aumento di 100.000 unità l’anno. Occorrerà fare presto e sensatamente i conti con questi dati. Continua a leggere

Vivalascuola. Venire al mondo

ee73d1ed9fe20ed474a169ccf89009c0251fa6e3_mVivalascuola partecipa alle suggestioni natalizie presentando un bellissimo testo sulla nascita di Paola Scavello, tratto dal n. 12/13 della rivista “Gli Asini“, che ringraziamo per la gentile concessione. La sua lettura può essere utile anche in una prospettiva educativa, poiché ci richiama quanto ricorda Grazia Honegger Fresco: “Da quando sarebbero attive condizioni di particolare ricettività, finalizzate a rendere permanenti gli apprendimenti di base, essenziali per ogni essere umano? Dalla nascita, afferma Montessori in base alle sue osservazioni“. Un grazie di cuore a collaboratori e lettori e a tutti auguri di buone feste e buon anno 2014.

Venire al mondo
di Paola Scavello. A cura di Chiara Scorzoni
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Vivalascuola. Sì alla scuola dell’infanzia statale!

A volte i principi s’incontrano con i bisogni concreti e non possono essere elusi. Succede oggi nel caso della scuola dell’infanzia. I principi dell’art. 33 della Costituzione s’incontrano con i bisogni reali delle famiglie. La crisi economica rende più difficile sostenere le quote richieste dalle scuole private, che in alcune città godono una situazione di monopolio, allora si fa pressante la richiesta della istituzione di scuole dell’infanzia statali. Questo ci dicono l’esito del referendum di Bologna e varie iniziative in corso in varie città d’Italia. In questa puntata di vivalascuola Silvia Bodoardo, Francesco Cappelli, Antonia Guerra, Bruno Moretto, Carlo Salmaso, Antonia Sani, Sergio Tamborrino ci parlano della situazione a Torino, Milano, Bari, Bologna, Padova, Roma, Firenze. Continua a leggere

Vivalascuola. Ridiamo i BES alla didattica

Una direttiva nel dicembre 2012, una circolare nel marzo 2013, una nota del giugno 2013, una nota di chiarimento il 22 novembre 2013: in 11 mesi il Miur è tornato 4 volte sul tema per annunciare, chiarire, chiarire i chiarimenti. L’unica cosa chiara è che la “rivoluzione” dei BES (Bisogni Educativi Speciali) si è sgonfiata. Succede spesso in Italia con le rivoluzioni annunciate. Il Miur tranquillizza le scuole: con i BES non cambia nulla, continuate a fare quello che avete sempre fatto. Tutto come prima? No: si è messa in moto una “strategia della gradualità” rivolta: a giustificare un nuovo taglio di insegnanti di sostegno, come appare evidente dalle anticipazioni sulla spending rewiew; e a deprimere la didattica, come mostra Alain Goussot nell’intervista rilasciata a Marina Boscaino che proponiamo in questa puntata di vivalascuola. Continua a leggere

Vivalascuola. “Se non ti piace obbedire, cambia lavoro”

Presentiamo in questa puntata di vivalascuola le voci di Flavio Maracchia, Andreana Deledda, Giordano Mancastroppa, docenti fatti oggetto di sanzioni disciplinari da parte dei dirigenti scolastici perché colpevoli di aver difeso la libertà d’insegnamento dalle pretese e dall’invadenza delle prove Invalsi. E le riflessioni di Cinzia Olivieri sullo svuotamento degli organi collegiali, di Vincenzo Pascuzzi sul sistema Invalsi, di Roberta Roberti sul sentire oggi diffuso nelle scuole. Sono casi paradigmatici dell’obiettivo perseguito dagli ultimi governi: ridurre la residua democrazia nelle scuole-aziende rafforzando il potere dei dirigenti-manager. “La mia scuola è un luogo senza parole“, dice Roberta Roberti. Ed è storia che prosegue in queste settimane: prima la notizia di una legge delega rivolta a rendere solo consultivi gli organi collegiali, poi le reazioni e le proteste del mondo della scuola, poi l’annuncio del Miur: il contenuto della legge delega diffuso “è superato“: “superato“, non “negato” e non “abolito“. “È bene che tutta la scuola stia in ascolto…” (qui)

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Vivalascuola. Senza oneri per lo Stato

Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico! Quest’ultimo è il metodo più pericoloso, la fase più pericolosa di tutta l’operazione. (Piero Calamandrei)

Si era presentata come una paladina della scuola pubblica, poi ha indicato una scuola “paritaria” come un “modello da seguire“, adesso propone un emendamento alla legge di stabilità perché si diano 274 milioni alla scuola “paritaria“. Aveva promesso una Costituente dell’Istruzione per coinvolgere tutto il mondo della scuola, adesso si appresta a fare calare dall’alto come collegato alla Legge di Stabilità un provvedimento che interviene su alcuni punti fondamentali per la scuola – stato giuridico, salari, riforma degli organi collegiali. Il tutto “senza dibattito parlamentare e senza particolare informazione delle parti interessate: lavoratori della scuola, studenti, famiglie” (qui). In questa puntata di vivalascuola Corrado Mauceri ricostruisce le tappe dell’attacco alla scuola pubblica: ma bisogna scrivere il seguito di questa storia con le iniziative della ministra Carrozza…
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Vivalascuola. Una scuola dell’altro mondo

Vivalascuola propone un reportage di Matteo Telara sulla scuola in Nuova Zelanda, Paese che ha uno dei sistemi scolastici migliori al mondo. Un sistema capace di stupirci e un esempio di cosa può essere la scuola in un Paese da anni al primo posto nelle classifiche internazionali per assenza di corruzione, ai primi posti anche come nazione più pacifica del mondo (Global Peace Index) e per la qualità della vita. L’Italia invece continua a collocarsi tra i paesi più corrotti, mentre peggiora la qualità della vita. E nell’ultimo mese si registra ancora un record di scandali e inchieste. Date queste premesse, non stupisce che l’Italia sia agli ultimi posti anche per le spese per l’istruzione, per la qualità del suo sistema scolastico, per le competenze degli adulti. E’ proprio necessario avere “in cima alla propria agenda la trasformazione dello stato di cose esistente: senza questa trasformazione è illusorio sperare di cambiare la scuola”. (Girolamo De Michele) Continua a leggere

Vivalascuola. Nonni a scuola

“Anche in tempi di crisi, si può fare “buona scuola”. Noi nonni, acciacchi permettendo, siamo pronti a offrire il nostro contributo culturale ed educativo, a incontrare tutti i nostri nipoti di sangue o non di sangue, da qualsiasi luogo provengano, per esplorare insieme i mondi passati, scoprire le radici del presente e mettere i germogli di un futuro, lo speriamo per loro, felice e meno opprimente. Tutto bene allora? Sì, se il contributo che si chiede alle famiglie è questo. Se, invece, si chiede loro di mettere mano obbligatoriamente al portafoglio e di contribuire economicamente al funzionamento della scuola perché questa coi tagli che subisce non riesce a garantire più neanche la famosa carta igienica, il discorso si fa diverso. Le famiglie non possono supplire ai doveri dello Stato di finanziamento della scuola pubblica. Le tasse già le pagano a monte, come suol dirsi”. (Donato Salzarulo). Di nonni a scuola parlano, in questa puntata di vivalascuola, Donata Castiello, Gianpiero Cattaneo, Donato Salzarulo. Continua a leggere

Vivalascuola. Perché la campanella suona alle 8?

Abbiamo letto increduli una domanda inserita nel test di ammissione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia di quest’anno. E’ proprio vero che certe verità si insinuano in un testo senza che gli autori lo vogliano, e il testo dice più di quanto sia nell’intenzione dei suoi autori. Questa domanda costituisce un esempio davvero prezioso per capire quale sia la valutazione della scuola e degli insegnanti che circola in certi ambienti. Ci sarebbe da chiedersi: chi ha scritto questi “test“? Ed è stato anche pagato per farlo?

Perché la campanella suona alle 8?
di Giovanna Lo Presti

Dal test di ingresso alla facoltà di Medicina e Chirurgia, anno 2013: questo è il primo quesito per la sezione di Cultura generale e Ragionamento logico Continua a leggere

Vivalascuola. Che Bes pasticcio!

Il susseguirsi, a ogni cambio di ministro, di riforme, circolari, direttive, decreti, distrugge quello che non si è nemmeno finito di costruire. Ogni proclama si ferma allo stadio di annuncio, senza che trovi la strada della realizzazione. Il ministero emette le sue direttive, sempre più approssimative dal punto di vista teorico: compito degli insegnanti realizzarle, senza risorse e senza strumenti. Con aumento di carichi di lavoro e della burocratizzazione. E poiché molti insegnanti prendono sul serio il loro lavoro, soffrono nell’impresa di Sisifo di realizzare quanto lo stesso ministero distruggerà quanto prima. Questo è non solo uno dei motivi del burn out degli insegnanti, ma un ostacolo alla pratica didattica e un danno per gli allievi. E’ quanto è successo quest’anno con i BES: annunciati come una grande rivoluzione, hanno messo in allarme le scuole; poi una circolare annunciata pare ridimensionare l’ennesima “riforma epocale“. In questa puntata di vivalascuola ne parlano, su posizioni diverse, Carlo Avossa, Tullio Carapella e Luisa Formenti. Continua a leggere

Vivalascuola. Vent’anni dopo

Ci avviamo al tramonto del ventennio berlusconiano, allora è il tempo di domandarci: come si è trasformata la scuola italiana in questo periodo? Quali sono state le parole più usate? Quali sono state le continuità? E discontinuità, ce ne sono state? O c’è qualche filo rosso che attraversa il periodo? Ci riflette Giovanna Lo Presti con uno sguardo che abbraccia l’inizio e la fine del ventennio. Con qualche sorpresa. O forse no.

La tragicommedia della scuola italiana nel ventennio berlusconiano
di Giovanna Lo Presti

Da D’Onofrio a Carrozza
Certo non siamo come Ireneo Funes, Funes el memorioso, quel personaggio borgesiano dotato di una prodigiosa e analitica memoria. Continua a leggere

Vivalascuola. Precariato nuova schiavitù

L’istruzione richiede continuità, cura e perseveranza. Anche il governo dell’istruzione. In Italia invece un governo cade prima che sia riuscito ad approvare una legge – il decreto L’istruzione riparte - a prescindere dai meriti della legge. La precarietà è una situazione tipica della scuola italiana, che non riesce a essere una scuola “normale“, così come l’Italia non riesce a essere un Paese “normale“. Insomma, Italia precaria, scuola precaria. In questa puntata di vivalascuola Carlo Seravalli legge i numeri annunciati dal ddl L’istruzione riparte, indice di una politica che non risolve la precarietà ma la crea; Emanuele Rainone riflette sulla condizione dell’insegnante precario; Marina Boscaino presenta la precarietà come la nuova schiavitù. Continua a leggere