Vivalascuola. L’insegnamento della Fisica: una bella gatta da pelare

Siamo un Paese surreale, lo ribadisce il nuovo report del portale della Commissione Europea Eurydice. Un Paese che offende e affama i suoi insegnanti e dove si chiama “riforma un atto senza valore giuridico che contiene il peggio del Paese: parola di un’insegnante dello stesso partito del premier. Un Paese dove ogni finanziaria è un bollettino di guerra contro la scuola e le promesse elettorali “favole belle di cui non render mai conto. Un Paese che se si regge è anche grazie alla scuola e al lavoro spesso volontario e non retribuito di chi insegna, che è consapevole di avere il compito della formazione del Paese di domani. Un Paese dove insegnare è ancora un esercizio di libertà e dove comunque sarebbe doveroso un grazie all’insegnante che volontariamente regala il suo tempo oltre all’orario dovuto per ricercare e domandarsi come insegnare meglio la sua disciplina. E grazie, poiché anche questo è un lavoro gratuito, a tutti quelli che rendono possibile vivalascuola. Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi e gli insegnanti: felice il popolo che non ha bisogno di eroi

“Gli insegnanti oggi sono degli eroi” (Matteo Renzi, 20, 5, 2014)

“Ridare dignità al lavoro dell’insegnante”, “rivalutare gli insegnanti” , “rimettere al centro gli insegnanti”, “valorizzare il lavoro dei docenti”… Apprezzamenti da fuochi d’artificio (“Gli insegnanti sono degli eroi”) che nascondono un profilo lavorativo scarsamente considerato dal punto di vista economico. Queste belle espressioni, prese in prestito da qualche libro di pedagogia, diventano, se rapportate al nostro contesto lavorativo, una presa per i fondelli e quindi irritanti (vedi qui). Chi ci governa chiama “eroi” gli insegnanti per poter continuare a chiedere loro atti di eroismo: avere per 10 anni lo stesso stipendio, non avere scatti stipendiali legati all’anzianità, accettare come “premio” una diminuzione della retribuzione, lavorare in scuole non sicure, insegnare in classi pollaio, fare esami di Stato gratis… Del “Buon Insegnante” di Matteo Renzi parlano in questa puntata di vivalascuola Lucio Ficara e Donata Miniati. Sullo sfondo, l’insegnante com’è adesso, visto attraverso recenti inchieste. Continua a leggere

Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: schiava dell’azienda Matteo la creò

Quindi: la Confindustria fa cento proposte per una riforma del sistema dell’educazione e la ministra Stefania Giannini vi trova “parole chiave e temi che sono anche la linea guida del rapporto ‘La buona scuola‘ presentato dal governo“. Cosa chiedono gli industriali? “Riformare i meccanismi per l’immissione in ruolo dei docenti; abolire le graduatorie per anzianità; assumere per concorso e per chiamata diretta premiando il merito“. E ancora: “rimodulare la retribuzione in base a orario servizio, funzioni, conseguimento obiettivi; potenziare l’Invalsi; abolire il valore legale del titolo di studio”. Insomma, Renzi e Giannini lavorano alla scuola di Confindustria, la quale al contempo falsa dati pubblici per screditare la scuola italiana e renderla ancora più conforme alle esigenze del mondo economico. Ne parlano in questa puntata di vivalascuola Alvaro Berardinelli, Bruno Moretto, Emanuele Rainone.
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Vivalascuola. La “Buona Scuola” di Renzi: la risposta della scuola

Dunque, la “Buona Scuola” di Renzi prevede: blocco dei contratti dal 2007 al 2015 (e poi?), abolizione degli scatti d’anzianità, il 34% dei docenti con la prospettiva dello stesso stipendio a vita, abolizione delle supplenze brevi, tagli di personale di segreteria, taglio di 5.000 lavoratori Ata, tagli per 900 milioni all’istruzione, di cui 400 milioni all’università, mentre si progetta l’abolizione dei docenti di sostegno, vengono dimezzati i fondi per l’alternanza scuola-lavoro su cui tanto insistono le linee guida di Renzi… Si è ormai compreso che, con la “riforma” Renzi, la scuola, gli studenti e gli insegnanti staranno peggio sia dal punto di vista giuridico, con meno diritti e più doveri, sia dal punto di vista economico… Stanti così le cose, come stupirsi se la scuola dice no? Lo dice con sondaggi, firme, scioperi, proposte alternative. Continua a leggere

Vivalascuola. A.s. 2013-2014: fumo e niente più

Questa è l’ultima puntata di vivalascuola dell’anno scolastico 2013-2014, a meno di necessità impreviste la rubrica riprenderà il prossimo settembre. Concludiamo con un bilancio dell’anno scolastico di Tullio Carapella, ricordando che su vivalascuola si può leggere un bilancio degli anni scolastici da Gelmini a Giannini: 2008-2009, 2009-2010, 2010-2011, 2011-2012, 2012-2013. Un grazie di cuore a collaboratori e lettori e l’augurio di una buona estate a tutti. Continua a leggere

Vivalascuola. Il punto sulla valutazione

A partire da una conversazione con Andrea Gavosto e dal Rapporto della Fondazione Agnelli, Donata Miniati fa il punto sulla valutazione. Mai come quest’anno la valutazione a quiz è risultata essere non solo contestata dagli insegnanti e boicottata dagli studenti, ma criticata aspramente da accademici di tutto il mondo. Inoltre, mentre la ministra dell’Istruzione ne vuole fare il perno per premiare e punire gli insegnanti, la stessa presidente dell’Invalsi definisce i quizdomande trabocchetto“. C’è davvero da augurarsi che questo sia stato l’ultimo anno di queste prove! Continua a leggere

Vivalascuola. I nuovi serali: una scuola al 70%

Dopo 7 anni di annunci, rimandi, ripensamenti, sperimentazioni, a settembre 2014 dovrebbe partire la “riforma” dell’istruzione degli adulti che istituisce i CPIA. La logica è sempre la stessa: “riformare” per, in nome dell’efficienza, tagliare il servizio. Il quadro orario si attesta sulle 23, 24 ore settimanali: alcune materie vengono drasticamente ridimensionate (italiano, matematica, le lingue), altre quasi scompaiono (storia, diritto). L’orario viene ridotto al 70% dei corrispondenti corsi diurni e la definizione dell’organico viene subordinata al vincolo di 10 docenti per 160 studenti. Lo Stato, tagliando un 30% del curriculum, prevede di tagliare anche un 30% del personale. Continua a leggere