di Nadia Agustoni
Le storie, come la poesia, non bastano. Bisogna che qualcuno le racconti. Alcune storie si tramandano perché divengano coscienza civile e siano qualcosa di più d’un racconto. Una narrazione è più ampia di un racconto: è il sangue di un paese, un guardarsi e riconoscersi in quelle storie, movimenti, gesti e parole; riconoscersi perché se ne riconosce la gente. Una narrazione ha delle radici. Non può essere inventata, deve avere il genio dei luoghi e del tempo. Deve abitare in noi prima che noi la ascoltiamo. In seguito, l’ascolto e l’attenzione, rafforzano le radici e la voce che narra le cose ci porta alla terra e ai corpi, unisce il passato e il presente, interroga il futuro. Un epos riguarda un popolo, non una semplice famiglia o un solo nucleo di persone, e affiora affidandosi alla materia del caso, alla sua precisione che incastra i tasselli uno ad uno, come nessuna invenzione può fare. Continua a leggere

