“La carta del burro”, di Paola Maccario

Estratti da La carta del burro di Paola Maccario (ed. arabAFenice, 2019)

LA CARTA DEL BURRO

Prologo

In una Livorno di inizio novecento, due giovani, Iole ed Egisto si innamorano: lei è di religione cattolica, lui di religione ebraica, l’unione è osteggiata dalle famiglie ma ai due giovani non importa della religione, sono spiriti ribelli, Egisto si dichiara apertamente anarchico.

Un giorno d’estate decidono di fuggire insieme, scelgono Genova perché lì Egisto può facilmente trovare lavoro ai cantieri navali Ansaldo dato che è un disegnatore tecnico alla San Giorgio di Livorno.

Una convivenza di inizio secolo è uno scandalo cui prima o poi devono porre rimedio, almeno con una unione civile. Da questa unione  nascono quattro figli: Lida, Leda, Antonio e Alcibiade. Continua a leggere

La rete del cacciatore

Restare con Gesù, anche quando siamo fuori, presi da altro. Lui vuole l’esclusiva: teme le nostre distrazioni e quando vede che ci stiamo allontanando, come confida alla Bossis, vorrebbe gettare la rete del cacciatore su di noi, per tenerci attratti al suo ricordo.

Discrezione

Gesù è umile e sensibile, mai si imporrebbe. Durante la giornata ci aiuta in tanti modi, ma con grande discrezione, come se non ci fosse. Sta a noi vederlo, accorgerci di Lui. Non vuole sovrapporsi alle mille cose che gli anteponiamo. Ci sarà spazio per la sua presenza? Se solo lo chiamassimo, gli slegassimo le mani piene di grazie, la nostra vita si cambierebbe in un miracolo.

Ornithology 18. Erba, Ottaviani e Marcoaldi

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Grafologia di un addio

Questo azzurro di luglio senza te
è attraversato da troppi neri rondoni
che hanno un colore di antenne
e il taglio, il guizzo della tua scrittura.
Si va dal «caro» alla firma
dal cielo alla terra
dalla prima all’ultima riga
dai tetti alle nuvole.

Luciano ERBA, in L’ippopotamo
“Collezione di poesia”, Einaudi, Torino, 1989
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La Presenza


Gesù è tutto, fuori di Lui non c’è esistenza, se non una triste condizione di morti. Per questo è così importante entrare in contatto, ricordarlo, appassionarsi della sua presenza. A volte è uno straniero cui nessuno bada, e allora fa succedere qualcosa perché capiamo che è lì, vicino a noi. Uno pensa: è un caso. Un altro, invece: è Lui!

Calvario

Qualcuno ha detto che Gesù è in croce fino alla fine del mondo: è vero, perché il Padre vede tutto nello stesso istante. Ecco perché possiamo pregarlo offrendogli la scena del Calvario: cosa non farà, un Padre come Lui, di fronte a questo appello? Possiamo pregare per i cuori più induriti, porgendo al Padre le parole di suo Figlio: perdona loro, perché non sanno quello che fanno. Abbiamo idea della potenza di questa intercessione, rivolta a un Padre che ama come nemmeno possiamo immaginare?

Traghettare

Chi ha detto che il cristiano non può avere i suoi momenti difficili, gli attacchi di sconforto, i giorni in cui la depressione gli appare invincibile, e tutto il deposito di fede, gioia, speranza sembrano andare in fumo? Segna il passo, tieni duro, dice il Cristo alla Bossis. Ricordiamolo, se toccasse a noi. È la parola che traghetta oltre.

La fonte

È l’amore che trasfigura, che fa vedere le persone e le cose in una luce diversa, quella giusta. Dunque, bisogna andare sempre alla sorgente, dice il Cristo alla Bossis: da dove viene quell’atto, quel pensiero? Le fonti sono due: Dio e il demonio; sta a noi scegliere il frutto, come fu in origine. Dio è in tutte le maniere di amare; satana in tutte le maniere di ferire. Possiamo scegliere Gesù, uno stato abituale d’amore, il cammino diretto che, attraverso la morte, porta a Lui.

Mondo nuovo

Lo Spirito, dice il Cristo alla Bossis, dà una forma nuova ad ogni cosa. Niente di più vero, io l’ho provato. È un altro mondo, il mondo nuovo di Dio. A don Mario, il mio santo padre spirituale, piaceva molto un canto che aveva proprio questo titolo: “Mondo nuovo”. È con lui che ho conosciuto il senso diverso che rinnova l’anima, come per miracolo.

Ornithology 17. Loi e Lamarque

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Da Secondo le fasi lunari

Se un colombo vola, subito dietro un altro, e un altro
dalla gronda allarga le ali, e l’ultimo
che col becco si solletica e ad altro
sembra che pensi, o che lo chiami, dimmi e spiegami,
sì, tu, dio degli inferni, cosa mai gli pesa,
cosa gli lega l’ala, se triste come un flirt stanco,
lì, che sembra stia per levarsi in volo, guarda una siepe
di uccelli di passo dove garruli si allontanano?
Oh quanto cielo! quanta aria! quanta rovina!
Saper volare, saper cantare, ed è vana
ogni sapienza se nessuno ti chiama.

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Il denaro

Sai chi è il mio nemico? Il denaro, dice il Cristo alla Bossis. Esso indurisce il cuore, inaridisce. Si pensa che Dio schiacci le persone, e invece il sacrificio alleggerisce, è un giogo leggero, come si legge nel Vangelo. Solo Gesù dà gioia, è capace di riempire il cuore. Dovremmo nominarlo più spesso, nei nostri dialoghi con gli altri, perché ciò aprirebbe le anime, le menti, farebbe comprendere meglio cosa sia l’amore.

Frammenti di Cinema # 11

 

Nel cinema la meteorologia è importante e non è mai casuale. Emblematica è la pioggia continua e interminabile in Blade Runner  (1982) di Ridley Scott. Per un maestro del cinema come John Ford, invece, il cinema è il vento che soffia tra gli alberi. Di recente la neve è divenuta lo scenario suggestivo di molti film, legati tra loro da due fili, la memoria e il thriller.

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lettera di Daniel Pennac a Cesare Battisti

di Antonio Sparzani

Ho orrore della campagna d’odio scatenata da troppi dei nostri giornali contro Cesare Battisti, in puro stile “sbatti il mostro in prima pagine”. E questo naturalmente indipendentemente dalla colpevolezza o meno di Battisti, peraltro accusato, non dimentichiamo, dalla parola di un solo “collaboratore”.
Nel maggio 2004 è uscito in Francia un libro molto utile per capire i contorni del quadro Battisti, dal titolo La verité sur Cesare Battisti, pubblicato dalla nota scrittrice francese Fred Vargas, edito da “Viviane Hamy”. Si tratta quasi solo di una raccolta di documenti, testimonianze di giudici, avvocati, parenti a proposito della questione allora scottante: l’allora presidente francese Jacques Chirac stava venendo meno alla parola data dal suo predecessore François Mitterand di non estradare alcuno degli italiani inseguiti dalla giustizia italiana che si erano rifugiati in Francia. Continua a leggere

L’unione delle anime

Gesù ama l’unione delle anime, che è una forma di carità. Quando gli affidiamo qualcuno, come potrebbe restare indifferente? È bello sapere che, almeno in parte, le anime non siano abbandonate anche per noi. Il Cristo non vede l’ora di venirci incontro, di esaudirci. È fatto così, anche se fatichiamo a rendercene conto.

Unici

Ognuno di noi può dare a Gesù un amore unico. Quando moriremo, nessuno lo amerà come lo hai amato tu, come l’ho amato io. Per questo è urgente dargli tutto, stare vicino a Lui, come il discepolo che amava nella Cena; non pensare soltanto ai nostri affari, di cui non resterà che polvere.