Un poeta astigiano: Padre Franco Mazzarello

A cura di Luigi Maria Corsanico

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Vorrei ricordare una persona a me molto cara, che negli anni della mia adolescenza rappresentó, oltre che maestro spirituale, un esempio di vita e di grande amore per la natura e per la letteratura: il Padre Franco Mazzarello, nato a Costigliole d’Asti il 5 settembre 1913 e deceduto ad Aosta il 25 ottobre 1995. Continua a leggere

57. Triadi

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Tutto procedeva verso l’essenziale. Nelle omelie tornava spesso il tema del bene che fa via via cadere le maschere e i lustrini di uno stile di vita auto illusorio. La triade che il Signore ci consigliava di chiedere in preghiera prendeva più sostanza: purezza, amore e umiltà diventavano i valori che più cercavamo di integrare nella nostra esperienza quotidiana. Mi sentivo in sintonia col finale del racconto L’Orlando pazzo per amore, di Italo Calvino, in cui il protagonista conclude l’avventura con questa sentenza folgorante: “ho fatto tutto il giro e ho capito: il mondo si legge all’incontrario”. Quanto più la società inseguiva i suoi ideali taroccati – il sesso, il denaro, la carriera -, quanto più raccoglievamo, davanti al volto di Cristo, il frutto di un silenzio fecondo, udivamo la voce di uno che grida nel deserto per preparare la via d’uscita dalla catastrofe imminente. I fronti si ampliavano: dal Santuario e dal Centro giovanile a un mondo sull’orlo di una guerra che in me suscitava il ricordo della Piana di Meghiddo: il grande scontro tra il bene e il male, il celebre Armagheddon, era alle porte.

LA LETTERA SCARLATTA. Rivelazioni, recensioni, recuperi, rigetti, rassegne, rarità, rotture e altro di Pasquale Vitagliano

 

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Dio, lo Sport e i Vampiri

 

 

Non credo più in nulla. “Dio è morto, Marx pure ed io non mi sento tanto bene”, sentenziava Woody Allen. Non sono d’accordo. Personalmente confido ancora nello sport. Credo che in questa attività gli esseri umani riescano ancora ad esprimersi al meglio dei propri valori (al netto del doping). Pensate che questa sia retorica? Un po’ sì. Tuttavia, credo che ogni epoca di “ricostruzione” necessiti di una dose giusta di retorica.

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“AVVENTURE DI UN TEPPISTA”, DI MAURO BALDRATI

Recensione di Giovanni Agnoloni

da Lankenauta

Mauro Baldrati, Avventure di un teppista, ed. Transeuropa, 2016

teppistaAvventure di un teppista è un romanzo di un’ottima penna, Mauro Baldrati, scrittore che in qualche modo ne è anche il protagonista. Non solo perché Toni Rinaldi, il bambino e poi ragazzino di cui seguiamo le vicissitudini, in quel di Mezzaluna, nella Bassa Romagna, nella copertina è idealmente trasposto su di lui, ritratto in una foto d’infanzia. Il fatto più importante, piuttosto, è che Baldrati si è perfettamente trasfuso nel punto di vista, di percezione e di memoria dell’io narrante, facendo di quest’opera un particolarissimo ibrido tra il romanzo di formazione e il diario. Romanzo di formazione (o magari di de-formazione), perché racconta la vita della famiglia e il percorso stralunato di un monello destinato a diventare, appunto, un teppista. Diario, in un senso molto speciale: i capitoli si succedono infatti con titoli che sembrano piccoli eserghi, o comunque voci introduttive di pagine di un almanacco. E ogni singola “fetta” di questa sequenza di strati giustapposti è densa di sapori caratterizzanti, direi quasi di essudati di ricordo. Continua a leggere

O que será

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Ti coprono, t’ignorano, t’insultano,
ma tu sei sempre là, col tuo bambino
in braccio. La violenza della terra
non può nulla, nemmeno la tenacia
crudele dell’inferno: resti intatta,
Vergine della vita indistruttibile,
Regina dei poeti deliranti,
dei santi senza patria, dei profeti
ubriachi, e dei cantanti.

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Caterina DAVINIO, Alieni in safari. Recensione di Narda Fattori.

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Caterina Davinio, Alieni in safari, edizioni Robin&Sons, 2016 (poesia e fotografia)

 

Caterina torna a stuzzicarci con nuovo libro ibrido perché oltre alle poesie ospita un discreto numero di fotografie inerenti ai temi affrontati; il bianco/nero usato fa emergere da lontananze storiche le immagini, che invece sono attuali e colgono la quotidianità di paesi poveri e distanti dal consueto nostro panorama da sembrare alieni.

Nelle poesie né nelle fotografie c’è alcuna forma di compiacimento e/o di ricerca estenuata del limite.

La Davinio ha conosciuto la vita sotto molteplici aspetti e molte forme dolenti e autolesioniste; non sarebbe da lei ora tendere la mano e indicare lo squallore che si apre davanti al suo sguardo; non cerca pietismo, non è interessata allo stupore; che il suo sguardo sia vicino e premuroso lo afferma la scelta dei soggetti, sempre umani: bambini, vecchi, folla. Continua a leggere

Terrae Motus

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Saremmo partiti senza indugio,
ti ricordi? Come smaniavi, sempre,
sulla sedia, che turgida di luci
procedeva a zig zag, tra le poltrone
e il comò infarcito di statuine
di Gesù e Padre Pio. Ma stamattina
preghiamo tutti e due, fra cielo e terra,
per gli amici di Norcia, di Amatrice,
per la storia che trema, le avvisaglie
di un’epoca che Dio sta partorendo.

Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 18

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A cura di Luigi Maria Corsanico

POETA A NEW YORK
III. STRADE E SOGNI
a Rafael R. Rapún
Un uccello di carta sul cuore
dice che non è arrivato il tempo dei baci.

VICENTE ALEIXANDRE

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Politically correct

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Il vero problema del credo cristiano, oggi, è il politicamente corretto. Gesù parlava secondo verità, e non guardava in faccia a nessuno. Oggi si guarda prima la faccia del destinatario e ci si regola di conseguenza, togliendo o aggiungendo a seconda della convenienza o del quieto vivere. In questo stile non c’è nulla del Vangelo, della parresia del cristianesimo, del compromettersi fino all’effusione del sangue. Se Gesù avesse voluto andar d’accordo con tutti, avrebbe fatto una brillante carriera. Non è stato così: si è inimicato i potenti, per sostenere i deboli, è stato giustiziato, per avere predicato un Dio che è amore integrale e non un idolo a compartimenti stagni, a sezioni intercambiabili. Il credente politicamente corretto si illude due volte: primo, di essere un discepolo di Cristo; secondo, di raggiungere qualche esito valido, con la sua edulcorazione del messaggio. In realtà riceve solo la paga di un intimo disprezzo, il sorriso ironico di chi conserva la propria identità e non la svende per nessun motivo.

L’angelo

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Pape satàn, pape satàn Aleppo.
Perché le tue ragioni non ci stanno
nella mente di un altro. Le occasioni
di fare e poi disfare questa vita,
di partorire e uccidere non hanno
fine. Non c’è speranza per chi ammette
la mattanza dei piccoli, chi appresta
il cappio per la vita che si affaccia,
che ti guarda negli occhi come un angelo
caduto dal suo volo troppo breve.

Vent’anni dopo, una “Anteprima mondiale” di Aldo Nove

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Di Guido Michelone

Nel 1996, Woobinda, un libricino scritto dal poeta ventinovenne Antonello Satta Centanin, con il buffo pseudonimo di Aldo Nove – a quanto pare è ricavato da “Aldo dice 26×1“, frase in codice del comunista Pietro Secchia per dare il via alla Liberazione del 25 Aprile – viene pubblicato, con successo di pubblico e critica, dal giovane Alberto Castelvecchi, linguista ed editore romano, che in quegli anni vuole colmare un vuoto obiettivo nella bibliografia nazionale sui fenomeni pop di strettissima attualità. Continua a leggere

La Madonna coperta

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Al meeting ciellino di Rimini hanno coperto la Madonna: avrebbe potuto offendere le altre religioni. Un gesto simile offende, in realtà, la sola intelligenza. Per l’Islam, Maria è la Madre del Profeta di Nazaret, dunque non c’è nulla da nascondere. Ma anche fosse una provocazione, sarebbe un buon motivo per toglierla di mezzo? Temo che la Vergine sia invece sparita dal cuore di qualcuno. Il simbolo fecondo di una maternità che salva è troppo stridente in tempi di aridità spirituale, di cedimento al politically correct. La verità di una fede che valorizza il corpo, restituendolo alla purezza di una comunicazione reale, stona col dilagare della virtualità, in cui si è perso il senso di una vicinanza vitale e calorosa. Coprire la Madonna significa nascondere la vita, privarsi della via d’uscita a una violenza senza freni. Coprire Maria vuol dire esporre in bella mostra i nervi scoperti di una civiltà al tramonto.

Lettera tardiva a Mia Martini

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di Michele Caccamo

Potessi aspetterei duemila o più di tremila anni pur di poterti cercare. Per poterti chiedere come sei poi riuscita a levarti di dosso la polvere dell’ostilità umana.

Per chiederti come adesso vedi gli asini e gli sciocchi: proprio quelli che hanno pianto quando sei partita, quelli che ti hanno creduta Donna illegittima; proprio quelli che ti hanno riempita di amaro le narici e le vene; quelli che ti hanno portato in dono le coppe colme di acido zecchino.

Per chiederti se il vento dall’universo abbia saputo rendere più dolce il tuo morire.

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Il football secondo Marc Augé

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di Guido Michelone

Si tratta di un ‘vecchio’ articolo per la rivista “Le debat“, apparso nel 1982 e ora riesumato come libriccino (davvero minuscolo, 36 pagine di testo in corpo 13), apparso per gli Europei di calcio, ma da leggersi anche ora, vista l’attualità che il gioco del pallone riveste in Italia 365 giorni su 365. Continua a leggere

La libertà è un’altra cosa

gabbiaSono veramente perplessa e dispiaciuta dal tipo di prese di posizione sulla questione “burkini” che ho letto sulle bacheche di Facebook di gloriose femministe, compagne, amiche. Al di là del goffo editto francese (che mi pare più manipolatorio e dettato da un desiderio di ridicola “vendetta”, che non da un progetto politico), è piuttosto inquietante per me sentire impugnato un valore di “libertà” per la questione, come se questa libertà esistesse, ma soprattutto come se l’argomento non facesse parte di diritti costituzionali sui quali non è legittimo a mio avviso accettare alcun compromesso. Il rispetto delle culture non può eliminare quei valori morali, etici e politici che sono il frutto di 200 anni di cammino illuministico e oltre 100 anni di lotte femministe. Tollerare che a una donna sia imposto dalla propria convenzione sociale (che lei la possa “accettare” o meno è un’altra questione: la verità è che non ha possibilità di scelta pena l’esclusione dal suo gruppo di appartenenza) una copertura che non protegge la sua libertà, ma tutela unicamente il timore del suo Patriarca (chiunque sia: marito, fratello, padre, nonno, capo della comunità) di perderne, foss’anche per una mera fantasia sessuale, il suo esclusivo possesso e sottomissione. Di questo si tratta.
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La luna e i calanchi. Dal 20 al 25 agosto il Festival della Paesologia di Aliano (MT)

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Dal pomeriggio del 20 agosto alla mattina del 25 agosto ad Aliano, in provincia di Matera, si svolge LA LUNA E I CALANCHI, quarta edizione della Festa della paesologia.
Ad Aliano fu esiliato Carlo Levi, autore del bellissimo Cristo si è fermato ad Eboli. Il paese è circondato da un paesaggio suggestivo, unico in Italia. Ma è anche un paese che ha investito con molta decisione sulla cultura. Aliano è tra le ventuno località che si sono candidate a capitale italiana della cultura per il 2018.
La festa è ideata e condotta da Franco Arminio, autore di diversi libri sulla paesologia, disciplina da lui stesso inventata. Arminio in Lucania si occupa anche della strategia nazionale delle aree interne. È referetente tecnico della Montagna Materana, l’area prescelta come progetto Pilota. Questo per dire che non si tratta solo di un evento estivo, ma di un’azione che si incrocia con altre azioni in atto in Basilicata.
La caratteristica indiscutibile della festa è la sua originalità. Uno spazio insieme politco e poetico. Una festa della letizia pensosa, perché c’è pensare ai luoghi e alle persone, bisogna mettere sogno e ragione nelle nostre giornate fitte di incontri, ma povere di senso.

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Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcia Lorca. 17

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a cura di Luigi Maria Corsanico

FEDERICO È VIVO!

A ottant’anni dall’uccisione di Federico García Lorca,
fucilato all’alba del 19 agosto 1936.

«Federico García Lorca fu una creatura straordinaria. Creatura questa volta significa più che uomo. Federico infatti ci metteva in contatto con la creazione, con questo tutto primordiale dove risiedono le fertili forze. Quell’uomo era prima di tutto sorgente, freschissimo zampillo di sorgente, trasparenza originaria alle radici dell’universo». Continua a leggere

I gatti di Bukowski

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di Guido Michelone

Linda Lee Bukowski vedova del bizzarro scrittore americano (1920-1994), l’anno scorso dà alle stampe un nuovo libro postumo del marito, On Cats, che raccoglie poesie e frammenti sull’animale da loro più amato, al punto da arrivare a possederne nove esemplari nella piccola villetta californiana. Continua a leggere