Intervista a Sara Bini: “I figli di Lilith”

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

I figli di Lilith. Un tributo a Isolde Kurz e al Divino in ogni donna (Lilit Books) è un libro di grande spessore, opera di Sara Bini, scrittrice, cantautrice ed esperta di lingua e letteratura tedesca (e non solo), nato come tesi universitaria di ricerca e divenuto un saggio accademico – e sia pur scritto in un linguaggio accessibile e invitante per tutti i lettori – imperniato sul poema di Isolde Kurz (da lei tradotto e commentato) I figli di Lilith. L’opera ruota attorno alla figura di Lilith, tradizionalmente considerato come “demone” (per ragioni in gran parte legate al dominio maschile sulle idee e sulla cultura, protrattosi per secoli), ma in realtà archetipo del Femminile, da intendersi come lato creativo e, in quanto tale, elemento dirompente dell’ordine “borghese” del mondo.

Entriamo più nel merito di questi temi in un’intervista con l’Autrice (rimando inoltre al video di una sua presentazione, in cui illustra nel dettaglio le tematiche trattate nel volume). Continua a leggere

D’Arrigo compie cent’anni

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Il sole tramontò quattro volte sul suo viaggio e alla fine del quarto giorno, che era il quattro di ottobre del millenovecentoquanrantatre, il marinaio, nocchiero semplice della fu regia Marina ’Ndrja Cambrìa arrivò al paese delle Femmine, sui mari dello scill’e cariddi.

Imbruniva a vista d’occhio e un filo di ventilazione alitava dal mare in rema sul basso promontorio. Per tutto quel giorno il mare si era allisciato ancora alla grande calmerìa di scirocco che durava, senza mutamento alcuno, sino dalla partenza da Napoli: levante, ponente e levante, ieri, oggi, domani e quello sventolio flacco flacco dell’onda grigia, d’argento o di ferro, ripetuta a perdita d’occhio.

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La poesia della settimana. Maria Luisa Spaziani

Chi ritorna da un viaggio lunghissimo
non è più la sua stessa persona.
Ha raccolto colori, paesaggi,
temperature, odori, inverni e sole.

Pare che una cicogna sia passata
ieri sul Centro storico. Saliva
dal Vittoriano, sfiorava la mia casa
e puntava laggiù verso San Pietro.

Anche lei, a ogni viaggio, è diversa?
Ma io stessa lo sono, sembra strano
da quella che scriveva poco fa,
sì, dieci versi fa.

Maria Luisa Spaziani, La luna è già alta, Lo Specchio, Mondadori, 2006, p. 157.

CRESTOMAZIA 33: “Intimazione” di Marguerite Yourcenar

Intimazione di Marguerite Yourcenar

La morte si avvicina, e il suo rumore:
Fratello, Amico, Ombra, cosa importa?
È la morte la nostra unica porta
per uscire da un mondo dove tutto muore.
(1963)

Intimation

La mort approche, et sa rumeur:
Frère, Ami, Ombre, que t’importe?
La mort est nostre seule porte
Pour sortir d’un monde où tout meurt.
(1963)

da I doni di Alcippe (trad. Manrico Murzi, Bompiani, 1987, pag.143)

CRESTOMAZIA

Ornithology 48. Govoni


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Dove stanno bene gli uccelli

Le rondini, sui fili del telegrafo.
Le candide colombe, sulle gronde.
I falchi, in mezzo a le rovine e sulle cattedrali.
I corvi, sopra il capo degli impiccati.
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Dove viene il regno di Dio

di Giampaolo Centofanti

“Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: «Eccolo qui», oppure: «Eccolo là». Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!” (Lc 17, 20-21).

Qualche decennio addietro nella comunione osservavo nella Chiesa un certo possibile astrattismo, poi notai forse un passaggio verso un qualche spiritualismo.

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anacoreta (inedite)

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Esplodono i fuochi, anacoreta,
Tacciono i canti della tua novena,
Questa mappata di case si fa meta
Di fiera fine d’estate, per poco stagione piena.
*
Questo andare e tornare
Per terre e per mare,
Non contavamo treni navi
Strade aeroplani,
Contavamo un pezzo di paesaggio
A nostra salvezza
Uno schizzo di onda
Nella storia che affonda.
Del resto, non contavamo un cazzo.
*
Dopo il sentiero Continua a leggere