Antonio Bux, La diga ombra

di Rosa Salvia

                                                                La diga ombra

                                      (nottetempo, Milano 2020)

Si entra in questo libro di Antonio Bux con il tremore e timore di chi vìola una sacra privatezza ben sapendo, però, che la porta è lasciata aperta dall’autore perché il fervore dell’ambiguità agisce nel dominio di chi accetta di essere poeta. Si ha l’impressione per ognuna di queste poesie, nate da una forte passione, da un incontro determinante e necessario, di assistere alla registrazione, dal vivo della sua introspezione, di possibilità del pensiero che mobilitano continuamente la lingua in una caccia al sensibile.

Su questa strada si intrecciano cortocircuiti mentali e figurali ognuno dei quali forma il caso di un incontro: Giorni d’acqua, simili a dèi…; il tramonto del sole che non è mai; accecarsi bui / per le strade interrotte dove dio / padre è una pietra, freccia grezza / sulla strada, e noi la meta.

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“Amore migrante e l’ultima sigaretta” di Antonio Nazzaro

Presentiamo due poesie in versione bilingue italiano/spagnolo da “Amor migrante y el último cigarrillo – Amore migrante e l’ultima sigaretta” (RIL editores, Chile – Edizioni Arcoiris, Italia) di Antonio Nazzaro.

1.

Di te so poco:
la lunghezza delle tue braccia
il tempo dei tuoi baci
quelli umidi dell’amore vorace
e quelli lenti dell’amore quotidiano.

Il taglio degli occhi
e l’incedere scalza.

Il movimento dei seni
a cui accordo il respiro
quel gesto tuo
di spostare i capelli
quello che so
è che quando arrivi
e ti siedi in un sorriso
sogno.

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Da che parte

La gioia è nell’unità, dice Gesù a Gabrielle. Le raccomanda, per questo, di sentirsi partecipe della vita dei santi, di tutti coloro che hanno scelto l’amore. Due sono le vie: quella santa dell’amore e quella diabolica dell’odio. Non si può rimanere sulla soglia, bisogna decidere da che parte stare. Non c’è che l’amore, in cielo, e Gesù lo ha portato sulla terra.

Poesia italiana del XXI secolo

Federica Galetto nasce a Torino nel 1964. Poetessa, scrittrice, artista collagista, traduttrice, appassionata di lingua e letteratura inglese e americana. Nel luglio 2010 pubblica per i tipi di Lietocolle Editore la sua prima raccolta poetica “Scorrono le cose controvento” e nel 2011 l’e-book “Silent is the House” (bilingue, Inglese-Italiano), l’e-book “Nell’erba il punto”, La Recherche, 2012 – Poesia, “Stanze del nord”, Onirica Edizioni, 2012 – Poesia, “Assorta la corda vira”, Exosphere Plaquettes 2013-Poesia, la raccolta di racconti “Fuori nevicano rose gialle” scritta con Simonetta Sambiase , 2013, “Improvvisa luce”, Plaquette di traduzioni di testi di Dante Gabriel Rossetti, L’Arca Felice 2013, la silloge Traducendo Einsamkeit, Terra d’Ulivi 2014, il romanzo “Anouk”, flower-ed 2017, la silloge La neve e la libellula, Terra d’Ulivi 2019.

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Al centro

Tieniti al centro di te come il sole allo zenith, e le tue giornate saranno divine, dice il Cristo alla Bossis. È tutto in questa decisione: non lasciarsi sedurre dalla periferia, dalle paure, dai vizi capitali. Vivere ogni cosa con Gesù, che, chiamato, viene, desiderato, appare.

La poesia della settimana. Umberto Saba

Città vecchia

Spesso, per ritornare alla mia casa

prendo un’oscura via di città vecchia.

Giallo in qualche pozzanghera si specchia

qualche fanale, e affollata è la strada.

Qui tra la gente che viene che va

dall’osteria alla casa o al lupanare,

dove son merci ed uomini il detrito

di un gran porto di mare,

io ritrovo, passando, l’infinito

nell’umiltà.

Qui prostituta e marinaio, il vecchio

che bestemmia, la femmina che bega,

il dragone che siede alla bottega

del friggitore,

la tumultuante giovane impazzita

d’amore,

sono tutte creature della vita

e del dolore;

s’agita in esse, come in me, il Signore.

Qui degli umili sento in compagnia

il mio pensiero farsi

più puro dove più turpe è la via.

da Poesia italiana del Novecento, volume secondo, Torino, Einaudi 1971, p. 791s.

Più di Dio?

Certa teologia afferma che Dio non interviene nella storia: ne fa il punto forte dell’evoluzione di un pensiero adulto, scientifico, realista. Il Cristo invita la Bossis ad accorgersi di tutte le volte che si prende cura di lei nella concretezza della vita. Mai pensare che la cosiddetta scienza ne sappia più di Dio.

“Il primo amore” ritorna in libreria

Da oggi 14 ottobre la rivista Il primo amore (Effigie Editore) torna in libreria, con un numero dedicato all’emergenza del pianeta e della specie, tema leopardiano e quanto mai attuale, al di là della pandemia in corso. Propongo l’indice della rivista, alla quale auguro di cuore buona navigazione.

Il primo amore n. 10 – Siamo tutti terrestri

Terrestri
Carla Benedetti Quello che siamo prima di ogni altra cosa
Carla Benedetti e Bruno Latour in dialogo Siamo terrestri
Stefano Caserini I terrestri e l’impensabile del riscaldamento globale
Maria Pace Ottieri Dopo l’eruzione
Davide e Luca Faranda Eventi climatici estremi
Amitav Ghosh e Antonio Moresco in dialogo La cecità e il grido
Flaminia Cruciani La Terra custode della memoria
Giovanni Gugg Irresponsabili o prometeici? Continua a leggere

Il Padre

Bisogna pensare all’amore delicatissimo che il Padre ha per tutti e per ciascuno, ringraziarlo per ciò che sentiamo come bello, che solo noi avvertiamo con quelle sfumature. Stupirci, aggiunge il Cristo alla Bossis, che da sempre ci abbia pensato, col Suo amore singolare e molteplice, immutabile e creativo.

Ho ricevuto

Ci vuole poco per non servire se stessi e corrispondere ai desideri di Gesù: basta un sorriso, senza chiudersi nella torre d’avorio; vedere Lui negli altri e agire in modo congruo a questa convinzione. Anche se rispondessero male, cosa importa? – dice il Cristo alla Bossis: sono Io che ho ricevuto.

Il futuro in una stanza. Dialogo letterario dentro e oltre la pandemia

Ha davvero senso un libro sulla pandemia? Uno fra i tanti, dunque, se non l’ultimo, uno in più. Per onestà, devo essere franco, il dubbio e la domanda sono ineludibili. Da subito, si pone una questione di legittimazione del testo e del libro. Contro questa diffidenza iniziale il primo passe-partout sono gli autori. Daniele Maria Pegorari, questa volta in coppia con sua moglie, Valeria Traversi, non mi lasciano indifferente. Poi, come dovrebbe essere per ogni libro, la chiave di volta è la lettura. Man mano che passo da un capitolo all’altro di questo Dialogo letterario dentro e oltre la pandemia (Stilo Editore, 2020), scandito da sei parole chiave, mi rendo conto che il Coronavirus con questo testo c’entra molto relativamente, resta fuori come pre-testo su come la nostra umanità sta mutando dentro un tempo del tutto nuovo, costruendo così una civiltà inedita. Scrive Daniele, sotto la voce Scienza, “in questa alternativa tra la paralisi dinanzi ad una verità indecifrabile e la rassegnazione ad un destino deciso altrove  si consuma oggi la crisi di rapporto fra scienza e democrazia. (…) E’ un’esperienza che precede le nostre parole e ad esse chiede non solo di essere testimoniata, ma soprattutto di essere trasformata in altro, nella speranza di creare anticorpi dell’intelligenza pronti a vigilare su attacchi più insidiosi. Per ragionare come se occorre l’immaginazione e di questo sono specialisti gli scrittori.” Ecco che accanto all’invocazione alla scienza, nella consapevolezza dei suoi limiti, si rinnova lo struttura costituzionale e la funzione terapeutica della letteratura.

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Quotidiana poesia in giardino: intrecci di voci

Quotidiana poesia in giardino: intrecci di voci

Intrecci di voci poetiche martedì 13 ottobre 2020 alla Casa delle Donne di Milano, Via Marsala 8, dalle 17 alle 19. Nicoletta Buonapace, Laura Canevali, Dorinda Di Prossimo e Marilena Salvarezza presentano le loro poesie e ne parlano con Angela Giannitrapani del gruppo Libr@rsi. Continua a leggere

La parte giusta

Gesù vuole sentirsi a casa, nella nostra anima: il più amato, il più desiderato. Tanti, invece, non lo pensano mai, come non ci fosse. Lui li guarda con tristezza, come nell’orto del Getsemani. Dobbiamo parlare al posto loro, confidare per loro, perché accada che, per miracolo, si rivolgano dalla parte giusta.

Mamre: nel segno dell’ospitalità, di Raffaela Fazio

[Affresco nell’Abbazia di Pomposa]

(Genesi 18,1-15)

L’accoglienza è vita. Non occorrono tempi solenni o momenti straordinari: il luogo in cui avviene è il quotidiano. E l’atteggiamento che la prepara è una quieta vigilanza.

Abramo non si trova né all’interno, né all’esterno della sua casa. Siede sulla soglia, che simboleggia il luogo per eccellenza dell’incontro. Egli è vigile ma anche sereno. È in armonia con ciò che lo circonda. Essendo l’ora più calda, riposa: concilia il suo ritmo a quello della natura.

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