Le scarpe di don Bosco, di Maurizio Soldini

scarpe
le scarpe sono specchio di una vita
e parlano di un uomo e delle vie
che ha calpestato tra le spine

si vede dalle suole logore e bucate
se ha fatto del cammino una preghiera
e dalle rughe in viso alla tomaia

la polvere che riga il suo colore
e il tacco sbieco dall’usura che consuma
nell’andatura fiera che non stanca

le scarpe sono specchio del carattere
perché ci sono scritte le virtù e i vizi
e un santo si riconosce dalla testa ai piedi

[l’immagine è tratta da qui]

Le voci del Pretorio (Una storia incredibile). La prima risposta del romanzo epistolare di Angelo Ascoli e Pasquale Vitagliano

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Prima risposta

Mio caro Daniele,

la tua lettera mi aspettava sul tavolo, in redazione, in mezzo ai giornali e ad altre buste. Ho riconosciuto subito la tua scrittura, eppure l’ ho tenuta lì, chiusa, per giorni. Non avevo bisogno di aprirla per avere la notizia della tua partenza: mentre ero a Milano mi aveva cercato, trovato, interrogato il mio direttore, chiedendomi se sapevo, perché così all’improvviso, se era vero che… Né volevo aprirla: è rimasta lì, per giorni; a lungo mi ha tentato l’idea di gettarla via, di tagliare per sempre l’ultimo filo che mi legava a te. Di non sapere. Di dimenticare te, quelle chiacchierate con le voci impastate dall’insonnia, il nostro tempo che sembra già passato, “quell’altra storia.”

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il sogno di Wapee

di Antonio Sparzani
crochi
I Piedi Neri sono una tribù di nativi abitanti di una regione dell’America del Nord, al confine tra Stati Uniti e Canada. Di quelli, insomma che poi, i “visi pallidi” scelsero di chiamare “pellerossa”. Hanno conservato un grande patrimonio di storie della loro gente e della natura nella quale questa gente è da sempre cresciuta. La vicinanza alla natura, così tipica di queste popolazioni, si fa sentire anche nel modo in cui l’aspetto degli elementi della natura viene spiegato.
Wapee era figlio di un Capo e per entrare nella maturità doveva passare quattro giorni e quattro notti da solo sulla cima di una collina isolata, finché non avesse avuto una visione dell’adulto che sarebbe diventato. Continua a leggere

SUL TAMBURO 2

Paolo Di Paolo, Portami tanta vitaPaolo Di Paolo, Portami tanta vita, Milano, Feltrinelli, 2013

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di Giuseppe Panella

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Il personaggio principale del romanzo, Piero Gobetti, appare quasi all’improvviso, così descritto fin dalle prime pagine dell’opera nel pieno della sua attività di provocatore:

«A questo punto il più smilzo – svettava per altezza, con una nuvola di ricci chiari sulla testa – si è alzato di colpo, ha raccolto il libro che poco prima aveva fatto cadere e l’ha infilato in una tasca già sformata della giacca. Al collo portava una cravattina a nodo fisso e i polsini di celluloide, sul naso un paio di occhiali tondi che in quella luce grigia brillavano. Sulle labbra, un sorriso malizioso, quasi di scherno. Illustre professore, ha spiegato, in verità si tratta di un’azione di protesta contro la sua persona, oltre che del tentativo di svegliare dal sonno la sua platea. Molti hanno nascosto le risate portandosi la mano alla bocca. E’ passato un interminabile minuto di silenzio. Il professore guardava fisso davanti a sé, come raggelato. Ha aperto la bocca senza che ne uscisse alcun suono. Poi, le prime parole sono state Quasi smarrito. Cominciava con questa ammissione la sua replica alla protesta?»(1).

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LA PUNTA DELLA LINGUA, POESIA FESTIVAL (X ed.)

punta della lingua

LA PUNTA DELLA LINGUA
POESIA FESTIVAL (X ed.)

la baia della poesia
Ancona e Portonovo, 13-18 luglio 2015

Lunedì 13 luglio
Portonovo – Chiesa di S. Maria
ore 18.00 Cerimonia di apertura del Festival

ore 18.45 Reading di Adam Zagajewski
Il poeta e saggista polacco di fama mondiale porterà ad Ancona una vasta scelta della sua produzione già conosciuta (edita in Italia da Adelphi) e, in anteprima, alcuni testi recenti non ancora pubblicati in Italia
con il Patrocinio dell’Istituto Polacco di Roma
in collaborazione con Associazione Italo-Polacca e Fai Marche Continua a leggere

Perché di questo si tratta. 8.

labirinto
B) Sono tanti i livelli di lettura che È la scrittura, bellezza!, Yehoshua e Stelle offrono, colpisce la stratificazione di senso. Sembrano dei labirinti, all’interno dei quali ogni lettore – e questo si nota soprattutto nel blog perché la reazione è più immediata – segue un suo filo personale per trovare l’uscita, diverso da tutti gli altri e al tempo stesso complementare e indispensabile a tutti gli altri. In Stelle, nella seconda parte dal titolo Fofner, scrivi che il lettore deve fare la sua parte, è lui che mette insieme i pezzi, le tessere sparse del mosaico che si va definendo a poco a poco. Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo 293

Un pensionato sulla SUA panchina, quella col sole all’ora giusta e l’ombra idem, sta tentando di uccidere un ragno pericoloso che ha osato invadere i suoi confini, e magari pensa persino di farci la tela, fra schienale e seduta, sulla SUA panchina.
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Marino Magliani, “Il Canale Bracco”

magliani_braccoMarino Magliani, Il Canale Bracco, Fusta Editore coll. Bassa Stagione, 2015, pp. 127, euro 12,00.

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di Andrea B. Nardi

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Ogni tanto bisogna tornare a Magliani. Come dopo un vino cattivo, uno spumante da poveri del cenone triste cui c’eravamo fatti convincere invece di starcene a casa coi nostri cani: il giorno dopo si ha voglia solo di acqua pulita e fredda, quelle fonti in mezzo ai prati d’alta montagna che mentre bevi senti attorno l’alito del fieno. Magliani è quella fonte; ripulisce via tutto, disseta e sazia, depura ogni nostro errore, riporta in equilibrio le nostre precarie fantasie.
La domanda odiata da ogni scrittore: «un romanzo di che tipo?». La domanda che dovrebbe essere odiata da ogni lettore: «di che parla?».
Un romanzo diventa letteratura solo se non è così codardo da chiudersi dentro un tipo (poliziesco, giallo, rosa, d’avventura, per ragazzi, per adulti, thriller, vegano, senza glutine, pastorizzato o di fantascienza): Anna Karenina che cos’è, un romanzo d’amore? E Raskol’nikov si muoverebbe dentro un legal-noir? Balle.
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Nel rispetto del cielo, di Paolo Ottaviani

Ottaviani
Un poeta gentile

di Augusto Benemeglio

1. L’Umbria

Molte cose mi legano a Paolo Ottaviani , autore del libro Nel rispetto del cielo, poemetti, haiku e poesie, puntoacapo editrice, 2015. Direi che mi trovo in sintonia con lui a partire dal titolo stesso di quest’opera, Nel rispetto del cielo , “quello spazio immenso /fra qui e l’orlo/ del cominciamento/ quando le spine dorsali / stanno tutte distese”, e nel rispetto profondo della mite Umbria gentile (“Chissà quale mistero mi portò dentro la tua leggerezza antica,/ in quel confuso fiume di parole/ senza miraggio di foce nel mare…”) che per moltissimi anni , ad ogni stagione estiva, venivo a visitare, ri-scoprire e ri-amare, in particolare Assisi (mia moglie è terziaria francescana) , con i suoi sentieri e il suo respiro francescano, ( “Respirano i sassi/sangue di giustizia/ d’acque, faggi e sassi/ sono già letizia”), la sua luce tagliente e la gioia silente , Giotto , il fondatore della lingua pittorica, le chiese gotiche, con le sue linee in tensione e lo slancio verso l’alto, e poi le sue vie strette e linde che fanno musica di liuto e di bandiere distese. Continua a leggere

L’artista e la croce. Caravaggio e Pasolini, di Gabriella Sica

sica

Gabriella Sica, poeta e scrittore (www.gabriellasica.com) dedica un serrato e originale confronto tra Pasolini e Caravaggio nell’arte e nella vita, pubblicato nel suo libro Sia dato credito all’invisibile. Prose e saggi, uscito presso Marsilio nel 2000. Solo Cesare Garboli in un ricordo di Roberto Longhi (pubblicato su “Nuovi Argomenti”, aprile-giugno 1970), aveva dedicato alcune righe a questo stesso parallelismo (vedi http://www.italialibri.net/dossier/pasolini/paralleli4.html).

Riproponiamo per la prima volta online questo testo di Gabriella Sica che ha avuto una notevole circolazione.

L’accostamento di Pasolini a Caravaggio è senza dubbio spericolato per la distanza che li separa, anche se nell’eterno ritorno delle cose e della poesia una giustificazione in più si può trovare.
Tutto è nato in modo casuale, e tuttavia suggestivo. Mentre lavoravo a Roma con il regista Gianni Barcelloni al montaggio di un filmato sulla vita e le opere di Pier Paolo Pasolini, nell’estate del 1998, mi capitò di tornare alla mia antica passione per Caravaggio. L’occasione fu la commemorazione della morte di Caravaggio che sempre si ripete a Porto Ercole, dove vado in vacanza, ogni 18 luglio. Quell’anno ne parlava Marco Bona Castellotti di cui era appena uscito Il paradosso di Caravaggio. Sempre, in queste serate appassionate e popolari, ormai tradizionali, si aggiungono studi e dettagli e risultati delle più varie ricerche per precisare i contorni di quella morte e degli ultimi misteriosi giorni di vita. Una morte avvenuta, pare, sulla spiaggia di Porto Ercole, che apparteneva in quel 1610 allo Stato dei Presidi, appena ai confini dello Stato pontificio da cui il pittore era fuggito, in attesa della grazia e della via libera per Roma. Morì di malaria, ma qualcuno azzardò ucciso da qualche inseguitore, forse quando già il perdono era arrivato. Certamente morì lontano da riflettori e da palazzi, lui che era il più grande artista del suo tempo, solo, come accade a molti uomini semplici.

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Letture. Beppe Sebaste, FALLIRE: Storia con fantasmi.

di
Roberto Plevano

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Il nuovo libro di Beppe Sebaste Fallire: storia con fantasmi (Amazon Media EU, 2015. € 2,99) si legge, per ora, soltanto con l’app kindle. Il titolo nel margine superiore di ogni pagina porta la dicitura (ITALIAN EDITION). Messa lì per esigenze di catalogazione? Auspicio di prossima traduzione? Sul sito Amazon sta riscuotendo un certo successo: a qualche giorno dalla pubblicazione raggiunge l’alta classifica di vendita nel genere Fantascienza, Horror e Fantasy.

E davvero questo è un libro infallibilmente italiano: Continua a leggere

CRESTOMAZIA 3: Corrado Costa (da “Pseudobaudelaire”)

Corrado Costa (da Pseudobaudelaire, 1964)

I due passanti: quello distinto con il vestito grigio
e quello distinto con il vestito grigio, quello con un certo
portamento elegante e l’altro con un certo portamento
elegante, uno che rideva con uno che rideva
uno però più taciturno e l’altro
però più taciturno, quello con le sue idee
sulla situazione e quello con le sue idee
sulla situazione: i due passanti: uno improvvisamente
con gli attrezzi e l’altro improvvisamente nudo
uno che tortura e l’altro senza speranza
una imprecisabile bestia una imprecisabile preda:
i due passanti: quello alto uguale e quello
altro uguale, uno affettuoso signorile l’altro
affettuoso signorile, quello che si raccomanda e
quello che si raccomanda.

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Perché di questo si tratta. 7.

Scrivere
B) In È la scrittura, bellezza! proponi una riflessione, ironica ma anche un po’ amara, sulla scrittura e sulla letteratura, sul mondo dell’editoria e quello degli ambienti letterari di tendenza che animano il web e non solo, sugli snobismi intellettuali, nonché sulle scuole di scrittura e l’aspetto più commerciale di questa pratica. Il rischio, mi pare di capire, è che, tra le altre cose, ci si dimentichi che scrivere può anche essere una passione disinteressata, grazie alla quale chi scrive riesce, o almeno ci prova, a dare una forma e una consistenza al mondo e a se stesso. La scrittura, quindi, come processo creativo.
Dopodiché è vero che si scrive per essere letti, nessuno intende certamente negarlo. Così come nessuno intende affermare d’essere immune dalla vanità. Continua a leggere

Ai bordi dell’estate – poesia inedita di Max Ponte

affiche poesia

Siamo tachicardici
ai bordi dell’estate
in anfratti notturni e respiri del corpo
in caffé aperti tutta la notte siamo
parentesi tonde e quadre radici
sempre meno radicate e amianto
respirato a scuola tirato sù
filamenti argentei e mortali
che si mixano alla cheratina
siamo messaggi resettati e
oblio a buon prezzo accensioni
tensioni punti proiezioni altrove
siamo disordini casalinghi e
oggetti non identificati carte Continua a leggere

Fin dentro il mattino, di Floriana Porta

floriana porta
Una sinfonia della grazia

di Augusto Benemeglio

1. Venaria

Con la sua silloge di poesie, Fin dentro il mattino – Fondazione Mario Luzi Editore , 2015 –, Floriana Porta mi riconduce indietro di anni, quando vivevo a Venaria Reale ( allora ancora si chiamava così), ed ero un bambino spaurito, traumatizzato, annichilito dalla perdita della madre. Continua a leggere

Perché di questo si tratta. 6.

Lpels
B) È la scrittura, bellezza! (2012), Yehoshua (2013) e Stelle (2012), sono accomunati da una caratteristica: la sovrabbondanza. Mi riferisco ai tanti personaggi, agli intrecci, alle citazioni e ai riferimenti letterari. Insomma, per il lettore non è sempre facile mantenere la rotta. Questi tre romanzi, pubblicati a puntate sul blog La poesia e lo Spirito, come la maggior parte dei tuoi testi, hanno suscitato molti commenti. C’è stata molta partecipazione, al tempo stesso, però, hanno anche ricevuto critiche di incomprensibilità. Continua a leggere