Somiglianza


I padri sono felici quando si dice loro che i figli gli assomigliano; così è per Gesù, se cominciamo a essergli simili. Pensiamo al suo amore, liberiamo la fede, la speranza. Liberiamo la Verità che è in ciascuno di noi. Solo così possiamo essere felici.

SUL TAMBURO n.77: Marco Fagioli – Stefano Lanuzza, “Marginalia intorno a Louis-Ferdinand Céline”

Marco Fagioli – Stefano Lanuzza, Marginalia intorno a Louis-Ferdinand Céline, Firenze, AION Edizioni, 2018

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di Giuseppe Panella*

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Non sono certo marginali i problemi, le connessioni e i rapporti intellettuali e letterari sollevati da Fagioli e Lanuzza a proposito dell’opera di Louis-Ferdinand Céline, soprattutto rispetto ai suoi scritti più controversi e combattuti come le Bagatelles pour une massacre o i romanzi “autobiografici” del grande scrittore francese. Così come non sono marginali gli interrogativi morali suscitati da questioni ancora scottanti come il “forsennato” antisemitismo di Céline o quelli estetici legati al suo rapporto con le altre arti (la pittura, il cinema, la musica, la canzone).

Céline è ancora tutto un continente letterario e storico da esplorare nonostante la gran quantità di inchiostro versato sulla sua vita e sulla sua opera e la grande battaglia critica e politica combattuta in suo nome. Forse per nessuno degli altri grandi scrittori del Novecento lo schieramento si è diviso in maniera così netta tra chi lo voleva relegato nell’enfer degli scrittori pericolosi e funesti, da evitare o da boicottare (si pensi alla severa quanto infondata condanna di Sartre che pure aveva attinto a piene mani dalla sua proposta letteraria e dal suo laboratorio stilistico) e chi, invece, tendeva a giustificare tutto di lui, ogni suo scritto compresi i pamphlet antisemiti più accesi, in nome della supremazia della scrittura e dello stile. Il fatto è che anche nel caso Céline, anche se ammetto che è molto difficile, bisogna distinguere tra le asprezze dell’uomo e le sue vicende personali e il risultato della sua proposta di scrittura e la sua rivoluzione stilistica.

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Aprire


Ricordiamoci di Giovanni il Battista: non aveva nulla, desiderava solo il Regno e il Messia. Tante rinunce e sofferenze, ma Dio lo ha ben ricompensato. Desideriamo Gesù, soltanto Lui; chiediamogli il suo Spirito sicuri che Lui ci esaudirà, perché ama dare, più di ogni altra cosa. Apriamo il cuore, più che possiamo, per ricevere il suo dono.

“I BISCOTTI AL GINGER”, DI HELENA MOLINARI

“I BISCOTTI AL GINGER”

(dal romanzo Emma di Helena Molinari)

I rintocchi dell’Ora Media non furono sufficienti a destarla, ma la sconosciuta voce di un uomo, l’insistente bussare all’uscio sì, molto dopo, quasi all’imbrunire, a Vespro cominciato d’un feriale sfollato, dove la sua assenza si fece ancor più notare.

«Emma, Emma, apri ! Emma stai bene?»

«Arrivo, arrivo!» Ciao Emma… Padre mi dica…

«Emma, sono padre Eugenio, priore di questa piccola comunità da molto poco.»

«Oh padre mi scusi davvero, il tempo è volato ed io ho mancato i Salmi.»

«Non temere Emma, non sono qui per questo; solo per sincerarmi che tu stia bene, per ascoltare da te il racconto dell’anima e di questo luogo, dove a lungo, mi dicono, tu hai risieduto, quando ancora ero un semplice novizio in cammino. Insomma se vorrai io ci sarò, disse impavido e mosso da quella perfetta letizia tipica del francescanesimo.»

Non una parola di più e rapido ridiscese la scalinata, che ingombra di autunno accompagnò il suo commiato rumorosamente, come un crepitio vivace di fuoco.

Oramai del sole un pallore a glassare di poco quelle tante foglie, nella piazzetta antistante l’alloggio.

Quella visita e quello spettacolo agli occhi la trattennero un po’ sulla soglia, confusa quasi imbambolata, nonostante il freddo fuori. Continua a leggere

Pregare troppo


Non dobbiamo temere di pregare troppo. Il Cristo è abbandonato: chi pensa davvero di lasciare ogni altra cosa per seguirlo, sperimentando che è il suo Tutto? Gesù è un “povero amore”, come dice Lui stesso alla Bossis. Trascurato, incompreso, lasciato solo troppe, troppe volte. Ecco perché non dobbiamo temere di stancarlo, non deve sfiorarci in alcun modo il dubbio di pregare oltremisura.

Il Nome


Il Nome di Gesù è miracoloso. È il più potente che esista: Jehshuah, Dio salva. Un nome che guarisce, che consola. Per conoscere la gioia profonda, occorre affidarsi integralmente ad Esso, alla tenerezza di cui necessitiamo, alla salvezza che agisce solo in questo Nome santo e glorioso. Sentiamoci suoi, e nulla ci farà paura.

Frammenti di Cinema # 7

 

Il cinema si è spesso occupato di controllo sociale. Esso stesso, come mezzo di comunicazione di massa, è stato – oggi molto meno, sostituito da strumenti più invasivi – un’arma di manipolazione collettiva. Un film molto intenso su questo tema è Le vite degli altri di Florian Henckel. Racconta le vicende di un gruppo di intellettuali dissidenti nella Germania dell’Est, quotidianamente spiati da un agente della Stasi, la polizia politica. Dopo la caduta del Muro di Berlino e la fine del Comunismo in Europa, il protagonista dedicherà il suo libro alla spia che anonimamente aveva deciso di salvarlo. Continua a leggere

I tratti che restano


Amiamo la verità naturalmente, perché così Dio ci ha creati. Lui è verità, e al di fuori c’è il nulla del peccato, la perversione che sfigura l’Immagine, la caricatura che perde i lineamenti del Modello. Ogni nostro atto ha un’eco in Cielo o all’inferno: tutto, di là, prende i tratti che restano per sempre.

Maria


Per noi abbiamo il Re del Castello, ma anche sua Madre. Ha sofferto per farci nascere al cielo, vedendo morire suo Figlio. Chi soffre di piu, più ama. Maria ha vissuto per Dio: lasciamo che lo insegni anche a noi. La vita spirituale è complessa, faticosa, segnata da alti e bassi: chi ci aiuterà a ricevere la grazia necessaria per percorrere il cammino? Maria, I Santi. Stiamo con Lei, stiamo con Gesù, con loro sentiamoci in famiglia.

Vivalascuola. Non si può educare se non si ha una grande visione

Iniziamo il nuovo anno scolastico 2018-2019 proponendo su vivalascuola non un cahier de doléances fin troppo risaputo e nemmeno i conti della serva del governo. Non possiamo accontentarci dei piani di sciur padrun, buoni per addestrare studenti come se fossero garzoni e far andare la scuola come se fosse na fabrichèta. Per gentile concessione della redazione de “Gli Asini“, che ringraziamo, proponiamo un testo di Franco Lorenzoni, uscito sul n. 54-55 della rivista, che contiene una visione ampia e progettuale quale richiede sempre l’insegnamento. Seguono delle note di lettura di Giovanna Lo Presti. Sappiamo per scienza ed esperienza ciò che davvero serve alla scuola perché sia un luogo di educazione e istruzione, e ne terrà conto, quando lo avremo, un governo che meriti di essere chiamato tale. Per intanto buona lettura e buon anno scolastico a tutti.
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Guido Ceronetti, 1927-2018

Ceronetti_Ti saluto

 

Solo stamattina ho saputo che due giorni fa – il 13 settembre – è morto Guido Ceronetti, “filosofo ignoto”, traduttore di Giobbe e di Isaia, dei Salmi e del Cantico dei Cantici, scrittore (vertiginoso-divagante, onnisciente-onnivoro), poeta (aspro e diseguale), aforista (ineguagliabile), stilista e stilita, polemista, giornalista, marionettista, uomo di teatro, vegetariano, apocalittico amico di Cioran, innamorato delle donne (purché non indossino pantaloni), profeta in pectore e molto altro ancora. Continua a leggere

L’atomo


Vivere d’amore, con uno sguardo d’amore, per cominciare a capire. Occorre volere solo questo: respirare col respiro di Cristo, attendere tutto e solo da Lui, convincersi che al di fuori della sua Persona nulla ha valore. Ma con Lui, anche l’atomo più insignificante è come l’oro purissimo, la perla più preziosa che esista.

Tom Waits e la corazzata Kotiomkin

In questi giorni il cantautore statunitense Marc Ribot ha fatto uscire una cover di Bella ciao cantata da Tom Waits. Un mio contatto su Facebook ha pubblicato il link al pezzo salutandolo con gioia, come alternativa all’originale che sarebbe a suo avviso un “nenia tediosa”. Questa persona non è certamente schierata a destra eppure ha ritenuto opportuno, persino in tempi come questi, dare quel tocco un po’ fantozzianamente liberatorio al suo post, come Bella ciao fosse una novella Corazzata Kotiomkin. Continua a leggere

Pensiero positivo?


Casa c’è di più bello dell’unità dei cuori? Con Gesù è così. E Lui pensa a noi, povere creature bisognose d’aiuto. Il pensiero positivo ci fa un baffo: uniti al Cristo è impossibile non pensare bene. Vive perché noi siamo felici, sicuri, riempiti di una Vita senza fine.

Carte da navigar

TRITTICO_Reveries_800

 

«Quando studiavo all’Accademia di Belle Arti di Venezia ho fatto una lunga ricerca sulle carte da navigar, le carte nautiche veneziane medievali, che Marco Polo chiamava anche mapemondi des mariner. Continua a leggere

Che conta?


Abbiamo una grande chance: fare per Gesù, offrire per Lui. Dichiariamolo all’inizio del giorno: sarà tutto per Te. E ripetiamolo, nelle ore successive: per Te, per Te. È questa la nostra ricchezza, la vera gioia. Fare per Lui e come Lui. Il resto che conta?

Time machine: scritto nel 2011 ma ancora attuale? Giudicate voi….

La discussione in rete (e non solo) sulla rete sta negli ultimi giorni tornando ad agitare i pomeriggi afosi di chi ha appena finito le vacanze. Internet continua a essere la nuova frontiera, il grande universo rigirato che vive dietro gli indici cliccanti di milioni di persone. Il buco del coniglio è uno schermo sempre più piatto, dove a detta di molti si potrà scendere sempre più in profondità, con orizzonti e confini tutt’ora impossibili da delineare. È una vera e propria ‘corsa all’ovest’ dove alle terre si sostituiscono i ‘domini’ e dove ognuno, come nella migliore tradizione pionieristica, può crearsi una nuova identità a cavallo della quale rifarsi un’altra vita.
Si cercano regole. Si parla di buon senso. Regole e buon senso che difficilmente potranno essere trovate, se pensate sulla base dei parametri del mondo, cosiddetto, reale. La prima regola del mondo-internet, infatti, è che non pare esserci distinzione tra reale e immaginario, in una sorta di paradossale ricostituzione delle tre unità aristoteliche secondo la quale tutti possono essere (quasi) chiunque, in (quasi) ogni luogo e (quasi) nel medesimo tempo. Continua a leggere

They come di Ha Jin (China,1956)

Sometimes when you’re walking in the street,
returning home or leaving to see a friend,
they come. They emerge from behind pillars and trees
approaching you like a pack hounding a sheep.
You know it’s no use to hide or flee,
so you stop and light a cigarette, waiting for them.

Sometimes when you’re eating in a restaurant,
your soup served and your dish not ready yet,
they come. A steady hand falls upon your shoulder.
You are familiar with such a hand
and don’t need to turn around to meet the face.
The scared diners are sneaking out,
the waitress’s chin is trembling when she speaks,
but you are sitting there waiting for the bill.
After settling it you’ll walk out with them. Continua a leggere

Più


A volte siamo preoccupati: di perdere questo o quello, di non saper risolvere un problema. Ma non dobbiamo mai dimenticare che Gesù è lì, ci segue passo passo, conosce ciò che è bene e opportuno per il nostro cammino,
Piuttosto, cerchiamo le cose che ci accomunano con Lui: più gli somigliamo, più sul nostro volto appariranno i suoi tratti, più il Padre ci colmerà dei veri beni.