Igor De Marchi, “Resoconto su reddito e salute”

Igor De Marchi è il poeta che cercavo.
Asciutto, concreto, cattivo. Anzi spietato.
A trentadue anni parla in poesia di cose che più impoetiche non si potrebbe: il mutuo da pagare, la polizza sulla vita, l’allacciamento del metano. Il climatizzatore. Nessuna improbabile metafora, nessun recondito grumo di senso. Sono solo le cose che popolano i nostri giorni, tutti. Compongono il sociale corredo d’ansia e frustrazione di ogni esistenza media. Raccolte sotto un titolo indisponente, che sembra l’intestazione di un’indagine Istat, le poesie di De Marchi non suggeriscono, non ammiccano, non ricercano un’aggettivazione accattivante. Semplicemente, raccontano. Se raccontano la morte, è attraverso il corpo gonfio d’un gatto sepolto in mezzo all’erba, o al massimo per mezzo d’un annuncio di dimissioni che, sul giornale, somiglia a un necrologio. Se raccontano l’amore, è attraverso i gemiti soffocati dei vicini al piano di sotto. E il lavoro non è che una sequenza d’istruzioni da eseguire, di finte relazioni da intrecciare, inconsistenti come ali di farfalla. E’ la vita dell’agente di commercio, perennemente in ansia, e in coda: al semaforo, dietro un tir, al casello autostradale. Con troppo poco tempo per se stesso, e con troppo tempo per pensare a quanto ne spreca in attesa che scatti il verde, che la fila si smaltisca, che si possa finalmente accelerare. Ma per non sentirsi così non basta scegliere un’altra professione. E io, che ho sempre visto quel lavoro come il più triste del mondo, che piuttosto resto disoccupata, mi scopro all’improvviso agente di commercio. A percorrere una strada che non è la mia, per motivi che non sono i miei, per andare dove non vorrei. Se si preme sul pedale, nei versi di questo Resoconto, se ci si avventura in un sorpasso, non è per correre verso una possibile intravista via di fuga, è semmai per scartare un camion di maiali coi grugni incastrati tra le sbarre, consolandosi con un poco convinto “io non sono come loro”. Ma senza addentrarsi in schizofrenici raccordi, caotiche tangenziali, è sufficiente il breve tragitto in motorino necessario per portare a casa i libri presi in prestito dalla biblioteca cittadina; libri opachi e sgualciti, che racchiudono tra le pagine i colori giustapposti di mille evidenziatori, “emergenze di senso” di chi prima di noi, con discente mania, li ha sottolineati, illudendosi così, e con soddisfazione, di aver impresso a fuoco nella mente un gheriglio irrinunciabile di significato. Io, lo confesso, tra questi versi, qualcosa ho sottolineato: “l’etica del castoro”, “attesa – comica pena corale”, “male non ammortizzabile”. Ma soprattutto, qualcosa che ho sempre sospettato, ma che solo un ottimo poeta cattivo poteva ricordarmi a dovere: “non rimane che far torto o patirlo”. A quelli che me lo chiederanno in prestito raccomanderò di usare la matita.

Cristina Babino

Igor De Marchi è nato nel 1971 a Vittorio Veneto, dove vive. Ha pubblicato La Terra del Fuoco (Campanotto, 1996) e Resoconto su reddito e salute (Nuova Dimensione, 2003). Altre sue poesie sono apparse nelle antologie L’Opera Comune (Atelier, 1999) e Transiti (Amos Edizioni, 2001).

4 pensieri su “Igor De Marchi, “Resoconto su reddito e salute”

  1. Fisco, pensioni e salute sono da anni al centro dei pensieri di (quasi) tutti noi, perenne contorno a casa, trasporti e lavoro. Sono ‘pane quotidiano’, materie spesso fonte di accese discussioni e schieramenti, addirittura quanto l’amore e i sentimenti(!). E’ dunque assolutamente logico che diventino oggetto poetico, pur con tutte le difficoltà tecniche e stilistiche legate ai linguaggi specialistici d’appartenenza.
    “Se si abbassasse l’aliquota inflessibile/ almeno di quel tanto che è possibile/ per far studiare anche l’altro figlio/ per consentire il cambio delle gomme/ per un regalo almeno ai compleanni/ per non comprare tutto dai cinesi/ (e meno male che ci sono quelli)/ per una gita che non ricordo più/ o il libro di poesie che amo di più.”
    Antonio

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  2. Interessante questa tua analisi critica. Mi hai incuriosito. De Marchi lo conoscevo solo di nome. In futuro, magari, potresti postare qualche sua poesia? Mi piacerebbe leggerlo. Questa raccolta cercherò di procurarmela presto. Grazie
    Un saluto a tutti

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  3. Per te Luca, e per chi fosse interessato, una raccolta di De Marchi e’ uscita non molto tempo fa su Absolute Poetry. Basta cercarlo sotto la sezione Poesia. Cari saluti a tutti, Cris

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  4. Pingback: Nazione Indiana » » Raccoannti di un uomo invisibile. Su Fortune, di Igor De Marchi

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