Nella rete…

Rete

Sarà col crescere del mondo e delle parole, più onnipresenti e fuggevoli. Sarà l’ingigantirsi illimite dell’io, di milioni e milioni di uomini che migrano verso lo spazio infinito, del web, per ritrovarsi di nuovo, e poi di nuovo, ancora, con battesimale parola: “id…” “Madre, da questo luogo remoto e vicino io scrivo, mi disvelo come mai avrei creduto, per smentirmi, magari, poco dopo, per dichiararmi e prendere forma, davanti a una platea di occhi invisibili, silenti, che vedono e non vedono, come nell’abisso d’un oceano. Osservo come un possidente i miei poderi sconfinati, di parole, di immagini e di suoni; e il ripetersi del nome, il mio, come eco infinita; e le messi dei commenti per aver forza di nutrire, poi, altri poderi, e avere nuove messi, ancora, da riversare; sono qui sospeso, mano nella mano, assieme ad altri; contandoci, ogni volta, per scoprirci più lontani o affiatarci, dopo oasi di silenzio e solitudine: per la parola di troppo, od omessa, per un saluto apparso poco autentico, per la mia riga in meno nel dirti di me, o di te, per la risposta disguidata e perdutasi, per i contatti diradati nelle feste, e nelle ferie, a cui ho rinunciato da tempo, immerso, ormai, in un altro mondo; non surrogato di vita ma altra vita, raduno forse di presenze poco definite, di pochi pixel; non meno luminose nello scarto di tempo, nella fisicità che manca. Rimettimi alla luce un’altra volta, madre, sopra il pelo d’acqua sospingimi, ogni tanto; fuori da questa vita anfibia, da questa prossemica malata; ritorni pure l’aura all’esatto contorno del mio viso, e tuoni immediata la parola, non echeggi; e mi rispondano gli amici per le rime, guardandomi negli occhi, scuotendomi, con mani d’ulivo.

E’ l’alba sul mio schermo, mi sveglio sgranchendomi le dita sopra i tasti. Il primo pensiero va al mio blog Dentrolasiepe: per registrare un sogno, ricorrente, lo spunto per una discussione. Rileggo i commenti di ieri accumulatisi fino a tarda notte: quattro i temi ancora aperti. Letto il numero di accessi, frugo, dopo, in ogni angolo, come sul pavimento d’un teatro o di un cinema, dopo lo spettacolo: carte, spiccioli, oggetti buttati, o dimenticati. Rispondo ai commenti che m’intrigano, o mi defilo occupandomi d’altro. Posto una foto, altre ne tolgo, già vecchie, inserisco un brano musicale, una didascalia efficace; modero Tommy, impiegato, da tre mesi appolpatosi al mio blog, all’inseguimento di Mary, sposata, ocheggiante, scontenta. Ridimensiono Ronny, autopromossosi mio vice, che bacchetta ogni parola forte. Cancello sproloqui e bestemmie, come da netiquette. Cerco su Google di un tal Gasperini Ugo, insegnante in pensione e poeta; contesta che sia stata un’abbuffata, come alcuni affermano, a uccidere Leopardi. Centododici i commenti, e l’ultimo: “che c’azzecca la Poesia con chi la scrive?” Chiarisca, mi chiede Gasperini, che le sudate carte non ammisero stravizi, chiarisca o la boccio sul mio blog Poesiacosìsia… E chiarisco, dopo dodici ore: Era goloso, risulta, ma non si rimpinzava. Mai… Chiarisco sul mio e su altri blog. Chiarisco senza chiarirmi, ancora, a cinquant’anni, mia madre oltre la porta che mi spia, che parla ormai da sola. E’ notte all’improvviso sullo schermo, due stelle brillano.

11 pensieri su “Nella rete…

  1. I due frammenti, qui revisionati, erano inseriti in un articolo dedicato ai blog, pubblicato l’estate scorsa sulla rivista on line ORG.
    Gianni

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  2. Molto bello, Giovanni. Da rileggere più volte. Una scheggia per nulla impazzita, forse, di un possibile “diario di un blognauta”. Ciao, buona domenica.

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  3. Grazie, Franz. Sono situazioni paradossali e patologiche ma nelle quali, per più di un aspetto, credo che in molti ci si ritrovi, tra chi gestisce o frequenta blog e siti. E’ una realtà straordinaria, una fonte illimitata di conoscenza e di espressione individuale, ma che impone ovviamente dei limiti, ed un nuovo equilibro con la vita (vera!?) e con le fonti tradizionali di conoscenza.
    Una buona domenica anche a te.
    Gianni

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  4. Pensiero attuale e pensiero poetico in una forma che mi interessa.
    Caro Giovanni, sì, ciò che dici ci riguarda. La strada da compiere è ancora lunga perché nei blog si parla agli amici, spesso girando le spalle agli sconosciuti. La gente parla solo perché si conosce già. E invece c’è bisogno di una vera koiné di voci, che è anche rivoluzone umana, e non è un caso che questo sia un progetto spirituale, non di una letteratura nuova. Questa viene dopo. Pienezza di vita genera pienezza di poesia. Perché il blog come diario credo non esista più. Si è evoluto. Chiama in causa, chiama gli altri e li invita.
    Sebastiano

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  5. Tra prosa poetica e originale testimonianza, Giovanni da conto di una piega quotidiana dell’esitenza, che tutti ci accomuna, noi frequentatori/promotori di blog. Faccio mie le considerazioni e gli inviti di Sebastiano (c’è bisogno di una vera koinè di voci).
    Antonio

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  6. sottoscrivo l’appello di Sebastiano e ringrazio Giovanni di questo spaccato di vita in rete. è strano, ad esempio, come posizionarsi davanti a un altro computer, in un altro luogo, faccia sembrare il tutto almeno un po’ diverso. la realtà virtuale è ancora in gran parte da scoprire e ben venga ogni nuova presa di coscienza.
    fabrizio

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  7. Come non condividere…

    Sebastiano. E’ vero quanto dici sulla circolarità chiusa di ascolto e di favori; condivido che si ritrovi un’etica comune e fondante di una nuova società civile e letteraria; quest’ultima, infatti, mostra di avere gli stessi vizi, le stesse debolezze della prima;

    Antonio e Fabrizio. Temo che la realtà superi a volte la più fervida fantasia. Ho letto, e credo lo sappiate, di centri di disintossicazione per internauti in overdose…
    E’ necessario, ripeto, un equilibrio che, in una società in continuo cambiamento, diversamente che in altri tempi, è inevitabilmente dinamico, e soggettivo.

    Gianni

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  8. Bello Gianni, e proverò a raccogliere l’appello ed avviare una discussione sui naufragi virtuali con un prossimo post.

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  9. La tecnologia,a mio avviso, la si può tranquillamente controllare e non esserne fagocitati. Secondo aspetto non trascurabile la visibilità non necessariamente passa nelle maglie della rete.

    Un saluto
    Marco

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  10. Gian Ruggero, Valter e Marco: grazie, e un saluto.

    Marco, condivido. Ma si è fragili, spesso, questo è il punto; e del resto la misura, l’equilibrio (nell’uso della tecnologia e, più ancora, nel lavoro, negli obblighi sociali) implicano dei valori di riferimento, un sogno, un paradiso intravisto.

    Gianni

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