Nomadi / Francesco Guccini – Dio è morto (1967)

Ho visto
la gente della mia età andare via
lungo le strade che non portano mai a niente
cercare il sogno che conduce alla pazzia
nella ricerca di qualcosa che non trovano
nel mondo che hanno già
dentro le notti che dal vino son bagnate
dentro le stanze da pastiglie trasformate
dentro le nuvole di fumo
nel mondo fatto di città
essere contro od ingoiare
la nostra stanca civiltà

È un Dio che è morto
ai bordi delle strade, Dio è morto
nelle auto prese a rate, Dio è morto
nei miti dell’estate, Dio è morto.

M’han detto
che questa mia generazione ormai non crede
in ciò che spesso han mascherato con la fede
nei miti eterni della patria e dell’eroe
perché è venuto ormai il momento di negare
tutto ciò che è falsità
le fedi fatti di abitudini e paura
una politica che è solo far carriera
il perbenismo interessato
la dignità fatta di vuoto
l’ipocrisia di chi sta sempre
con la ragione e mai col torto.

È un Dio che è morto
nei campi di sterminio, Dio è morto
coi miti della razza, Dio è morto
con gli odi di partito, Dio è morto.

Ma penso
che questa mia generazione è preparata
a un mondo nuovo e a una speranza appena nata,
ad un futuro che ha già in mano,
a una rivolta senza armi,
perché noi tutti ormai sappiamo
che se Dio muore è per tre giorni
e poi risorge,
in ciò che noi crediamo Dio è risorto,
in ciò che noi vogliamo Dio è risorto,
nel mondo che faremo Dio è risorto…

23 pensieri su “Nomadi / Francesco Guccini – Dio è morto (1967)

  1. Un tuffo al cuore questa canzone…avevo 13 anni quando la cantavano. Grazie, non mi volto mai a ricordare il passato però ogni tanto fa piacere e poi la canzone è sempre attuale. Sandra

    "Mi piace"

  2. E che dire di quest’altra canzone scritta nello stesso periodo? Vista l’ecatombe odierna è tragicamente attuale….Ecco questa sì sarebbe bello non fosse più attuale, documento di un’epoca lontana, un po’ come i morti di peste nell’Occidente!
    Un caro saluto

    CANZONE PER UN’AMICA

    Lunga e diritta correva la strada
    l’auto veloce correva
    la dolce estate era già cominciata
    vicino lui sorrideva.

    Forte la mano teneva il volante
    forte il motore cantava
    non lo sapevi che c’era la morte
    quel giorno che ti aspettava.

    Non lo sapevi che c’era la morte
    quando si e’ giovani e’ strano
    poter pensare che la nostra sorte
    venga e ci prenda per mano.

    Non lo sapevi ma cosa hai pensato
    quando la strada e’ impazzita
    quando la macchina e’ uscita di lato
    e sopra a un’altra e’ finita.

    Non lo sapevi ma cosa hai sentito
    quando lo schianto ti ha uccisa
    quando anche il cielo di sopra e’ crollato
    quando la vita e’ fuggita.

    Dopo il silenzio soltanto e’ regnato
    tra le lamiere contorte
    sull’autostrada cercavi la vita
    ma ti ha incontrato la morte.

    Vorrei sapere a che cosa e’ servito
    vivere amare e soffrire
    spendere tutti i tuoi giorni passati
    se presto hai dovuto partire.

    Voglio però ricordarti com’eri
    pensare che ancora vivi
    voglio pensare che ancora mi ascolti
    e che come allora sorridi.

    FRANCESCO GUCCINI

    "Mi piace"

  3. “La notte, udite, sta per finire, ma il giorno ancora non è arrivato,
    sembra che il tempo nel suo fluire resti inchiodato…
    Ma io veglio sempre, perciò insistete, voi lo potete, ridomandate,
    tornate ancora se lo volete, non vi stancate…

    Cadranno i secoli, gli dei e le dee, cadranno torri, cadranno regni
    e resteranno di uomini e di idee, polvere e segni,
    ma ora capisco il mio non capire, che una risposta non ci sarà,
    che la risposta sull’ avvenire è in una voce che chiederà:

    Shomèr ma mi-llailah, shomèr ma mi-lell…”

    a che punto è la notte?

    Guccini come Heidegger?

    "Mi piace"

  4. Beh Carla, è inquietante di sicuro… Come singer vale la omonima macchina da cucire… Sì, so di dire delle cose grosse per la maggioranza sia silenziosa che canterina, più d’uno m’ha detto che non capisco niente, che quella di Guccini è una voce, come si suol dire, particolare. Mah.

    "Mi piace"

  5. In un panorama di voci tutte uguali, stessi toni, stessi colori, stessa in/dizione, stessa melodia, Francesco Guccini è una rarità da salvaguardare, come un panda (mi verrebbe da dire). Tra tanta sciatteria e ciarpame pseudoculturale, un cantautore colto, che conosce la metrica, che rispetta la poesia, non credo che si possa disprezzare. Mi sembra inoltre che in questi ultimi quarant’anni, alcuni cantautori (De André, Paoli, Conte, Vecchioni, De Gregori, Lolli, Capossela, Bertoli, Graziani e altri) abbiano riempito egregiamente il vuoto lasciato dalla poesia.
    Quanti di noi si ricordano a memoria poesie di quarant’anni fa? Si arriva a una decina di testi? Ed erano davvero, tranne rarissime eccezioni, più vive (anche poeticamente) dei testi di Guccini o De André?
    Io me lo domando spesso…

    Enrico

    "Mi piace"

  6. Sono d’accordo anche se in parte con quello che dice Enrico.

    Credo che la canzone d’autore abbia spesso i meriti che la poesia non ha: tocca le corde di chi l’ascolta grazie alla musica (se c’è un arte perfetta è la musica che ha tutte le parole senza dirne nessuna).

    Però non so se la poesia abbia lasciato un vuoto. Manca l’attenzione alla poesia – in questo forse una responsabilità ce l’hanno i poeti stessi che spesso abbisognano di una grande smitizzazione, di comprendere che la poesia come tutto il resto è funzionale – è solo un modo di guardare le cose (Prendi una penna e impara a guardare diceva la Rosselli).

    Poesia e canzone d’autore sono strade che s’incontrano e s’influenzano ed è bene che sia così – ma non credo che l’una prenda veramente il ruole dell’altra – semplicemente la canzone la si ascolta, la poesia la si legge poco … e a volte la si legge poco perchè merita poco, è noiosa, poco autentica, i poeti si prendono troppo sul serio.

    Guccini scrive le canzoni ma passa la giornata con i vecchi di Pavana a giocare a carte.

    Lo dovrebbero fare anche molti poeti, secondo me. Briscola, scopa e tressette.

    "Mi piace"

  7. Leopardi, affermava che fu “funesta separazione della musica dalla poesia e della persona del musico da quello di poeta, attributi anticamente, e secondo la primitiva natura di tali arti, indivise e indivisibili” (Zibaldone)e condivido quasi in toto quanto il recanatese affermava 170 e più anni fa.
    Per precisare quanto intendevo dire: La poesia non può essere sostituita dalla canzone d’autore ma deve comunque riacquistare un suo senso, una sua dignità. A che serve la poesia non letta da nessuno? Su cosa può incidere? Dei migliaia di libri che escono ogni anno (amici a parte) a chi interessa qualcosa? Centinaia di libri, anche validi, non vendono 10 copie!
    Certo che i poeti dovrebbero passare le giornate anche a giocare a carte con i vecchi delle varie “Pavana”, forse apprenderebbero che la lingua della “gente” è lontana da loro anni luce, che non si può aver la pretesa di parlare a tutti in un gergo chiuso, specialistico in cui si osannano i ghirigori delle sinestesie, delle metafore contorte, e si perde completamente, o quasi, di vista il senso. Siamo otto-sette-seicenteschi e pretendiamo un pubblico!
    Sarebbe bene ricominciare a parlare anche di questo. La forma non può essere un dogma!

    Mi sono dilungato, mi scuso
    Enrico

    "Mi piace"

  8. Io so giocare. Si accusano i tre assi i tre due e i tre tre, poi le napoletane (da noi in Romagna le cricche) cioè l’asso il due e il tre dello stesso colore. I punti si contano: asso vale uno, ogni tre figure vale uno. Ecco qua. Buon divertimento.

    "Mi piace"

  9. me lo ricordo nel 1982, guccini. a pàvana. lui banfava, era sulla cresta dell’onda. a pochi passi di distanza un gruppo di ragazzini schitarranti intonò “dio è morto”. lui agli amici lì accanto disse “che vergogna, ma cos’è? chi l’ha scritta? de gregori?”.

    irazoqui

    "Mi piace"

  10. Questa canzone è veramente bella……..e pensare che è stato grazie per un mio amico che io ‘ho sentita visto che prima nn sapevo neanche che esistesse e adesso mi ritrovo qui a scaricarla e a scrivere questo commento!!!!!! Nn mi rimane altro che ringraziare il mio amico per avermi fatto conoscere una canzone bellissima da tutti i punti di vista e ricca di significato che ti fa per un attimo assentarti dalla vita reale catapuntandoti in un altro mondo………ke in poke parole è il tuo pensiero……la tua fantasia…….grazie per questa bella canzone!!!!!!!

    "Mi piace"

  11. GUccini, mi sento un tuo fratello che ha perso la via.
    Figlio dell’arte di imparare vivere tra il cielo e la terra.
    Eccomi ancora qui, con la testa fra le mani, la solitudine vicina utopie abbandonate per la via. A sorseggiare un bicchiere di amara ipocrisia, dimenticare quel che ero, sputare contro il vero. Eroe del mio tempo, soldato della notte, guardiano della luna e degli amanti in festa. Blasfemo creatore di canzoni, esiliato comunista, menestrello senza patria andiamo via.
    A lottare senza armi, a soffrire il freddo inverno a morire per un’idea….. (Spero che Guccini possa leggerla).

    "Mi piace"

  12. Ragazzi ho bisogno di una mano..mi servirebbe un contatto di guccini..dovrebbe venire a cantare qui a lecce, e volevo sapere quanto mi verrebbe a costare..se sapete qualkosa contattatemi a qsto indirizzo alessia.andrioli@hotmail.it..vi ringrazio.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.