ROSSO MOBBING, di Sandra Palombo

 

Volevo presentare alcuni testi di Sandra Palombo che vive all’isola d’Elba (beata lei) dove è nata, lavora nel Comune di Portoferraio dove si occupa di cultura e turismo, svolge inoltre ricerche storiografiche e, naturalmente, scrive poesie.

Ha pubblicato nel 2004 Iomare, e, nel 2006, Tautogrammi d’amore e d’amarore . Di quest’ultimo libro (i tautogrammi sono testi composti da parole tutte comincianti con la stessa lettera) m’ha colpito il bisogno di darsi a ogni parola un limite, come un sentiero di spilli su cui svolgere una danza aerea, un’urgenza, in tanto artificio, di naturalezza estrema, vivacità, vitalità che sprizza in queste poesie che raccontano, in un caleidoscopio di sfumature, l’amore e l’amarore, l’illusione e la disillusione, nel loro fronteggiarsi e ininterrotto inseguirsi, scavalcando gli ostacoli, sopportando gli spilli, fino a mimare il mistero, il sorriso ineffabile della vita.
Ritrovo tutto ciò anche in Rosso mobbing , il poemetto inedito che qui presento.

 

ROSSO MOBBING

di Sandra Palombo

 

 

 

Ribolle nella pancia, la rabbia
sbatacchia ferro contro ferro
con la speranza che Dike

oda l’urlo di impotenza

e si scagli su chi

mi vuole morta
per mobbing.

*

Da più d’un anno
l’ animo ulula alla luna,
ma, oggi, dal groppo
di tanti giorni tristi
ingoiati in solitudine,
è caduto un lamento
in una grafia stentata
ad allentare la stretta
e così sia.

*

Per vent’anni
non pronunciai parola

contro chi mi ha ferito,
– più d’un amante

andato via per sempre –
un mezzodì di giugno
quando cadde la stima
sul pavimento di graniglia
e i refoli sollevarono
una babele di linguaggi
a disincanto fatto nuvola
e la polvere, esperienza.

*

Fine settimana

Anche questa settimana è passata.
Nessuna novità sul fronte del lavoro.

C’è il sole e pochi turisti per strada.
Presto scivoleremo nel silenzio totale.
Il diminuire dei rumori va di pari passo con lo scemare della luce del giorno.
Settembre però è il periodo più bello.
L’aria è tersa, fa caldo e non c’è afa. Si dorme bene dopo pranzo.
Nel sogno salivo una scala che da una camera da letto portava al piano superiore per terminare su un varco, ad arco.

Chiunque poteva entrare in me e uscirne.
Ecco perché ho vissuto con la paura dentro.
Le ho salite una seconda volta, in compagnia di un’amica.
C’era la porta stavolta, ma tutti avevano la chiave.
Ho pensato che avrei dovuto cambiare il tamburo della serratura.
La casa, di campagna, stava in un grande giardino all’italiana con tanti alberi secolari e salici e lecci e sughere e viali di ghiaino con aiuole di rose, circondato a sua volta, da gialli campi di fieno tagliato che formava un tappeto ispido.

Sogno sempre case strane quando attraverso periodi di particolare tensione.
Case che hanno le fondamenta a falce di luna , come le barche, instabili e oscillanti, case buie sotterranee, case che ho poi rivisto nella realtà, case di campagna e case di città, case italiane e di paesi lontani.
La mia casa interiore non è solida e se colpita da fortunali, traballa e mi appare in sogno.
La più bella che ricordo è una piccola costruzione in pianura. Davanti all’entrata c’era un mare viola, una distesa di lavanda fiorita.
Il mio mare interiore sciaborda.

Ho due giorni di tempo per calmare le acque e recuperare.
Adesso sono stanca.
Quando entrai per la prima volta nell’edificio sede del mio ufficio, vi rimasi chiusa dentro.

Non mi sembrò di buon auspicio, ma non sono superstiziosa, anche se da bambina ripensai spesso a un accidenti inviato a mio padre. Lui stava rientrando a casa. Mamma mi portò via dai giardinetti dove giocavo. Dentro di me gli mandai un accidente. Qualche mese dopo babbo morì in un in un incidente sul lavoro.

Sorrido. Sensi di colpa, innocenti di un’infanzia finita troppo presto.
Il pensiero ritorna all’ufficio.
A che serve studiare e pensare con la propria testa?
Per anni ho lavoravo sodo, sono stata sempre disponibile, sono stata scema.
Per lo stipendio si deve lavorare. Non per altro.
Obbedienza e sottomissione serve, e anzianità di servizio.
Il resto solo parole…parole… parole volanti.
Il sole sta tramontando, l’aria è ferma , il mare una piana.
Spero stanotte di non sognare case.

*

Anche se nello stomaco
mi lima un rimbrotto
– è utile l’etica se riscuote il contrario? -,
nella laringe sigillo la rabbia
che vorrebbe gridare Ingiustizia!

Perderei il sole e il sorriso dei figli
pensando all’impiego passato, presente
e a quello futuro,
estraneo
quanto l’unghia di un pesce.

*

In questa stanza
che non sarà più mia
mi sento un foglio
di carta riciclata
accartocciato

nel cestino.

*

Sul binario di scambio
non riesce a stare ferma la mente.
Pensieri in catena
gonfiano l’ansia e s’incuneano,
come processionarie ai pini
nel ventre e nel cuore,
ora con rabbia, paura e tristezza
ora con fiori, colorati e odorosi.

 

*

Mi mandò, manager,
mendaci messaggi,
mi mortificò
mediante mansioni minori,
magistralmente
mi maltrattò molto,
moralmente.

Montò
malumore
malessere,
malinconia
mestizia.
Marcai malattia.
Meditai.

Morale:
Magistratura?
Macché!
Meglio minimizzare
muoversi, mutare mestiere
magari monotono,
ma meno molesto.

*

Nei tornanti interiori
onde morbide
striate di rosso
scolorano
la rabbia invasiva
che fa perdere
il sonno ed il senno.
Rosso era il mobbing,
rosacqua è la quiete.

5 pensieri su “ROSSO MOBBING, di Sandra Palombo

  1. Ringrazio Claudio per le belle parole con cui mi ha presentata in questo piacevole e vivace sito.

    Abitare all’Elba è un privilegio, ma anche una gabbia perché il mare è un ponte non sempre carrabile. Ad una certa ora il passo viene chiuso e si diventa veramente isola ed anche partecipare ad un ritiro come quello di Camaldoli diventa un’impresa se si ha lavoro e famiglia.
    Mi accontenterò di leggervi sul sito.

    Di quanto ho scritto lascio giudicare gli altri, io non so farlo come non conoscevo il giudizio di Claudio su Rosso Mobbing nato , come rivela il titolo, da un ‘esperienza professionale.

    Saluto tutti

    Sandra

    Mi piace

  2. “Mi mandò, manager,
    mendaci messaggi,
    mi mortificò
    mediante mansioni minori,
    magistralmente
    mi maltrattò molto,
    moralmente.”

    Si, succede così, tutte le aziende, soprattutto le multinazionali, considerano gli over 40 come dei “morti che camminano” o “il pesce che puzza”. Fabio Concato, con oltre il giardino, ha ben reso la questione del mobbing. Succede così anche nella poesia, mi riferisco ai concorsi, sono ammessi solo coloro dai venticinque ai trenta (carne da macello per editorucoli senza scrupoli), solo questi hanno “il vissuto alle spalle”, abbiamo, davvero, raggiunto il delirio della mente umana. Bel testo, Sandra.

    Mi piace

  3. @ A Enrico che parla di democrazia dedico questo tautogramma:

    Democrazia demanda
    demarca diritti, doveri
    deplora demoplutocrazia,
    dandies dannunziani
    dunque de-jure
    difende diversi
    destituisce dittatori
    dissolve differenze
    dimostra dinamismo
    dove dilaga degrado.
    Ditemi: deliro?

    @ Antonella ti ringrazio per la lettura, non è stato facile vivere il mobbing, più facile è stato scriverne. Il mobbing è un’esperienza che distrugge l’autostima e, per una serie di motivi personali, mi ha ferita in profondita perché provocato da chi consideravo amico e che stimavo.
    Chi vive un’esperienza del genere entra in crisi se non in depressione e non ci si aspetta più niente dagli altri e ci si chiude, quindi non ho mai pensato di essere “mobbizzata” nel sito…:-)
    Riguardo a “naturalmente” di Claudio posso solo aggiungere che sono approdata alla poesia casualmente e che sono state persone del campo e che non frequentano il web a definire i miei testi poesia e a spronarmi a continuare.

    @ Marco: ho partecipato solo ad alcuni concorsi che non prevedevano tassa di iscrizione e credo sia difficile riconoscere i concorsi seri. Sul “vissuto alle spalle” sono d’accordo e forse è per questo che i giovani tendono più a una poesia incentrata sulla destrutturazione del testo che è cosa ben diversa dall’ermetismo classico.

    Cari saluti
    Sandra

    Mi piace

  4. Sono una persona che ama la scrittura creativa tra cui la poesia , oggi sando Internet alla ricerca di quel che a me piace,ho raggiunto il suo spazio di scrittura ed ho letto i suoi versi.mi trova d’ accordo e ben inpressionato. Conosco quel tipi di dolore anche detto Mobbing, mi fa inflitto per anni ed anni. E’ l’ abuso del pitere nei confronti dei sittoposti,ma pure altro….

    Le dedico alcuni versi.

    CONTRO IL MOBBING

    Il delirio dei deliri appartiene di dovere ai cosiddetti vip /

    Una plutocrazia ripugnante dirige i dicasteri/

    La loro megalomania e la loro vanita’ e il prepotere

    Da classesociale sociale e/ o gerarchica elitaria /

    Dai tempi degli antichi romani e d ancor prima/

    Virulenti di classismo e lostentaziobe di muscoli/
    E/ o di altre forme/

    Gaudenti di immaunita’ ed un codazzo /
    Di emulii- e- servizievoli

    Passano l’ora passa la class durigente .

    Non amo la guerra io amo la pace /

    Senza la vera giustizia non ci puo’ essere la pace.

    Voi dirigenti maramaldi ce la togliete la pace/
    E voi politici ci togliere la pace/

    Siete una massa di assassini e di corrotti /

    E proprio a noi che cosi’ tanto maltrattate
    Venite a chi dere i voti /

    Far timbrare il cartellino
    e tenere sotto con lo stress continuativo/
    Chi a torto persona ritenuta inferiore

    (invece siamo angelici
    Al vostro confronto
    Pure il l diavolo pare un angelo.

    La vostra data ad intendere : democrazia
    E’ demon – crazia

    La poesia non e’ fattA sole di parole/
    C’ e’ l’ anima
    Quindi non puo’ essere intesa soltanto
    Un prodotto scritto

    L’ anima nostra e la dignita’ che ci negate
    Sono in realta’ i versi miei e di chi merita
    Forse pure l’ emarginazione /
    da parte vostra .

    Creatori di mobbng ng siete /
    Non d io ne n vi voglio affatto bene/.

    Io Voglio bene a voi che soffrite
    ovunque vi trovate
    Sto dalla vostra parte. Coraggio !

    Dal cospuglio degli haikus/ all’ arcobaleno lirico

    O altrimenti pi sia per davvero .

    Corraggiosamente e dignitosamente procedere

    Contro il mobbing .

    P. S. L’ autore si scusa per gli eventuali errori,
    ha problemi di salute che riguardano la vista .

    Vladimiro Rinaldi

    http://www.apo sidi.com

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...