senza titolo

le parole non sono una meta
e neppure gli uomini e le donne.
allora ti porto sulla punta delle dita
il fosforo del vuoto in cui anneghiamo.
mi piacerebbe che tu mi accogliessi
in una casa buia, con questa smania
e questo fuoco di parole che mi porto
addosso.
mi piacerebbe sentirti imperiosa
intorno a un mio ginocchio
ardimentosa come mai fu alcuna,
io rotula del mondo e tu la luna.
in piedi
davanti alla finestra tu ti schiudi.
non voglio niente del già dato:
io prendo premura delle cose
durante la loro dissolvenza,
vagheggio di sfumare, farmi vento.
sono montate le catene del saluto,
me ne vado e ciò che lascio è salvo.
 guardo la vena che riposa sul tuo collo.

23 pensieri su “senza titolo

  1. Combattuta sul desiderar d’ essere.
    Quelle parole che creano emozioni forti o quella vena che riposa sul collo.
    Ti ritrovo disarmante, come sempre oramai, mentre te ne vai e ciò che lasci è salvo.
    Grazie.

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  2. Caspita Franco, sei molto prolifico!Devo ammettere che quelle che ho letto fino ad ora ho trovato molto intense, anche per questo non commento sempre, per non ripetermi. Ma sono poesie vecchio o nuove? Di quanto? Hai già deciso quanto sarà lunga la tua raccolta? Sezioni? Scusami, non voglio sembrarti invadente, ma sono curioso visto che leggo testi notevoli, penso nell’ottica di una raccolta che secondo me sarà importante! Grazie e a presto
    Un caro saluto

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  3. questa è una poesia di una decina d’anni fa. la raccolta non so quando e come verrà fuori. ho diciotto buste nere, quelle dell’immondizia, piene di versi. e poi anche tre bauli che mio nonno portò al ritorno dall’america. e poi ci sono i files nel computer, circa un centinaio. il guaio è che ogni tanto continuo a scrivere versi, la malattia non è finita.

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  4. hai grande talento
    passione sfrenata
    e un sentire che si
    espande smisurato….

    quel
    “guardo la vena che riposa sul tuo collo.”
    è divino!

    Baci
    carla

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  5. Ti capisco….scrivere versi una malattia agrodolce dura da guarire. Ma davvero vogliamo guarire? 🙂
    Un caro saluto

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  6. xpaola
    nel mio nome porto le armi…
    ma sono disarmato…
    x cinzia
    la tua mail è sbagliata. sono curioso di sapere se sei irpina come il tuo cognome fa pensare.
    x carla
    sei molto generosa e puntuale.
    xlucaariano
    credo che la poesia sia una delle migliori malattie.

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  7. @luca
    ” a patto che non ci trascini “nel gorgo muti” come Pavese….”

    luca, difficile è fare patti quando non c’è cura
    e in certi modi in certi angoli davvero non c’è
    e comunque il gorgo muti di cui parli lo porti dentro da una vita e non lo pubblicizzi certo come la coca cola al massimo lo puoi sorvegliare
    in tutta la quotidianità di cui esso fa parte
    (parlo per chi scrive nel suo gorgo) scrivendo versi
    uno se ne può allontanare facendo altro e cioè scrivendo versi o scrivendo altro o facendo altro
    ma chi scrive comunque non potrebbe mai uscirsene fuori con ” a patto che non ci trascini “nel gorgo muti” come Pavese….”

    perchè non è cosa che possa dominare ma al massimo, finchè ci riesce, sorvegliare

    questo penso.
    un caro saluto
    paola

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  8. ho liquidato in fretta il discorso, luca, ma ci sarebbero tante sumature, tante parole su cui ballare, imbrogliarci, stenderci
    ma tante.
    p.

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  9. Lo farò Paola. Naturalmente ormai essendo diventato un secondo lavoro mi farò pagare…naturalmente in libri!
    🙂 Scherzi a parte Pavese è uno dei miei poeti e scrittori preferiti, l’avrete capito, lo nomino spesso!Posterò. Grazie e se hai altre proposte sono ben accette.
    Un caro saluto

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  10. Ho confuso commenti, scusate. Carla naturalmente e non Paola.

    @Sì, Paola ho intenso. Concordo con te, quello che intevo io è che la poesia, l’arte non hanno mai salvato nessuno, nel senso che se uno ha il male di vivere dentro….Scusate ancora per lo scambio!
    Un caro saluto

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  11. sono stato nel paese a fare delle foto e adesso sono di nuovo qui. in certi giorni non si gira mai a vuoto. vado a fotografare il paese perché è in corso la sua dissolvenza (oltre alla mia ovviamente).

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  12. a volte,
    anche solo una foto può bastare
    a rendere tutta la magia, la purezza, la “dissolvenza”
    del tuo paese.
    Mostracele, quando puoi.

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  13. dissolvenza? forse è solo che aggiungendo si fa sì che si sparisca…o forse si diventa qualcosa altro…rocce dove prima c’era il mare.
    a rileggerti franco
    lisa

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