Remo Pagnanelli (1955-1987)

*

L’hidalgo è stanco.
Il suo orizzonte è senza fondali,
se pure non erano parvenze quelle architetture,
e il copione già di per sé imprevedibile
non serve al suo futuro di trovarobe.
Così l’hidalgo stanco
non traccia più chimere
nell’arco del cielo e tutto
si riconnette – l’ora, il rosa
in uno smerigliato ma tenace
fluire, anche la sua bianca allegria
che pure gli sembrava prodigio inattaccato.

*

mi godo questa luce ultima
della fine senza fine.
Profonda
quanto più nel ritrarsi
pare scalfire.
Che non possiede,
che spossessa le cose e te,
riducendo all’osso e al bianco.
Quant’altra sotto ne dorme
che la pioggia non offusca.

I lari

mi si affollano intorno per darmi conforto.
Ma nulla possono col loro affannoso perorare,
quando tutti vedono che stanno fermi e addormentati,
non divorano più le offerte e zitti ributtano
qualsiasi voto

*

tra un tentativo e l’altro (suicidario), scrivo un saggio di sudario
su Viaggio d’inverno, preparo un libro dal titolo Atelier d’inverno
(sussidiario). L’inverno è in me, certamente. Parcamente mi con-
solo in tombeaux di autori celebri. Anche qui, vedete, conati (clo-
nazioni), disperazioni disperanti, dispersioni.

*

una volta da giovane sognai l’arbor vitae,
in versione tra junghiana e pubblicitaria,
(da erborista integrale), chioma verdebruna,
radici come il Laocoonte, sotto una viva sorgente.

oh, da giovane una volta sognai l’arbor vitae,
(vi corrispose un periodo di scarsi orrori).

Tutte le poesie sono tratte da: “Tutte le poesie”, a cura di Daniela Marcheschi, Il Lavoro Editoriale, 2000.)

Remo Pagnanelli nasce Macerata nel 1955 ed è morto, togliendosi la vita, nel 1987. Sono da ricordare gli studi su Sereni La ripetizione dell’esistere (Milano, Sheiwiller 1981) ed inoltre la monografia su Fortini (Ancona, Il lavoro editoriale). Tra i vari studi (si è occupato in particolare di Montale, Bertolucci, Giudici, Caproni), moltissimi hanno perlustrato il panorama della poesia italiana del secondo dopoguerra e sono stati raccolti in un volume cospicuo a cura di D. Marchesi per l’editore Mursia di Milano nel 1990 con il titolo Scritti critici.
Insieme a G. Garufi ha fondato e diretto la rivista “Verso” e curato l’antologia Poeti delle Marche (Forlì, Forum, 1982).
Per la poesia ha esordito con la raccolta Dopo (Forlì, Forum, 1982) a cui hanno fatto seguito Musica da viaggio, (Macerata, Olmi, 1984), Atelier d’inverno (Treviso, Accademia Montelliana, 1986) Preparativi per la villeggiatura (postumo e lasciato in pulito, edito da, Amadeus, 1988). Epigrammi dell’inconsistenza (Grottammare, Stamperia dell’arancio, 1992, curato da E. De Signoribus che raccoglie testi anteriori a Dopo).

(tratta da: http://www.cultura.marche.it/CMDirector.aspx?id=5712)

20 pensieri su “Remo Pagnanelli (1955-1987)

  1. ricordo quando Remo se ne andò, tragicamente.
    l’hidalgo era stanco, troppo stanco, forse.
    grazie, anche per la Guidacci, Luca.
    fabrizio

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  2. Non lo conoscevo, naturally. Versi pieni di dolore stemperati da un’ironia – e autoironia – pungentissima, che io trovo finanche struggente. Voglio approfondire. Grazie sempre a Luca per i poeti di ieri e di oggi che mi fa scoprire.

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  3. Grazie, Luca,
    per queste rilettura.Riprendere la poesia di Pagnanelli e le sua posizione critica sul mondo, e poetica, è balsamo per questo presente.
    MariaPia Quintavalla

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  4. “mi godo questa luce ultima
    della fine senza fine.”

    Splendidi versi e, come sempre, complimenti per le scelte!

    Ciao
    Marco

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  5. Che non possiede,
    che spossessa le cose e te,
    riducendo all’osso e al bianco.

    l’essenziale, o ancora di più, una spoliazione di luce che è poesia che si dona.

    grazie

    saluto tutti

    elena f

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  6. Lascio un sos che può parere stolto, ma sono con la posta bloccata da jumpy, da sabato, e me ne sono accorta solo oggi, rientrando.
    Ad amici jumpiani,(come Berto) la cortesia, poiché non entra né esce nulla dalla mia mail: farmi sapere se a loro il server funziona..(lavoro spedito per nulla, idem)
    La poesia mi perdona, perché sono inzaccherata di lavoro, e non possumus..nulla.
    MPia Quintavalla

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  7. Scusate se intervengo solo ora ma sono influenzato. Spero domani di essere più in forma per intervenire. Ringrazio tutti e sono contento abbiate apprezzato Pagnanelli!
    Un caro saluto

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  8. Sono contento che Luca Ariano abbia proposto in questo blog le poesie del mio indimenticato amico Remo, che presto celebreremo a Macerata – la sua, la nostra città -. Lieto, e molto, anche dell’apprezzamento che i suoi versi suscitano ancora (e come potrebbe essere diversamente?). Un abbraccio.

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  9. Rieccomi per un attimo fuori dal letargo;

    @Fabry molto toccante la tua testimonianza. Grazie anche per la Guidacci.

    @Franz se questo mio piccolissimo “lavoro” nel blog può servire a far conoscere ed apprezzare poeti che amo, sono proprio contento!Grazie.

    @Grazie Enrico. Sì, penso che quella generazione meriti di essere riscoperta. Non credo alla poesia “generazione” ma putroppo certa critica ha liquidato un po’ il tutto così. Ben venga una rilettura!

    @Grazie a Marco per la costante attenzione!

    @Grazie anche a Maria Pia che so sempre, oltre che poetessa, lettrice acuta.

    @Berto, come vedi, i nostri gusti sono sempre affini; mi fa piacere ti sia venuta voglia di approfondire Pagnanelli.

    @Matteo: si sente che lo ami molto. Sono contento che ci siano miei coetanei, come te, che lo stimano e ammirano.

    @Grazie Filippo Davoli! Sono contento che a Macerata celebrerete Pagnanelli, doveroso omaggio. Tu che l’hai conosciuto hai sicuramente molto da raccontare. Hai ragione: i grandi poeti, nel tempo, prima o poi, suscitano sempre interesse e ritornano.

    Un caro saluto e tutti.
    Torno al mio letargo come Cavalcante Cavalcanti… 🙂

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  10. Mi fa piacere Macerata ricordi Pagnanelli, e anche che le nuove generazioni lo leggano sempre meglio.
    Io lo conobbi tramite De Signoribus, erano amici..ne aprlammo al Cittadella; i poeti pensanti non piacciono sempre, sembra di no.
    Pensate per mutare sul primaverile,che da sette anni , miracolosmanete, vado d’estate a Sirolo, dove sul Conero, continuo ad amare le Marche, terra poetica e di poeti,e piena di girasoli.
    Mi fa piacere anche se tu Luca guarisci(prenditi le spremute, e dormici su, come dicevano i nostri nonni..)
    Qui il letargo è meglio, spesso(leggiti il post di G.Ruggero sui sogni, quando stai meglio)un abbraccio da Maria Pia Quintavalla

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  11. Grazie Maria Pia per la tua testimonianza su Pagnanelli!Eh, putroppo sono dovuto ricorrere alla scienza e agli antibiotici: erano 9 anni che non li prendevo…per fortuna!Non ci sono più le influenze di una volta… 😉
    Letto il post di Gian Ruggero: in questi giorni con la febbre alta ho fatto sogni stranissimi..
    Un caro saluto

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  12. Luca, non so come raggiungerti, il server di jumpy è orrendamente in tilt da giorni.
    Ne approfitto per salutarti, e per avvisarti che, se mi ha scritto nei giorni scorsi, probabilmente si è perso tutto.
    Intanto vado avanti col lavoro che sai, sono in piena bagarre con i poeti tra il 1500 e il 1750, ma quante sorprese !
    Un poetico abbraccio.

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  13. Pingback: Vincitori e vinti « Cronache Maceratesi

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