Sogno come vita o come fuga da essa?

Matisse, Il sogno, 1940

Sogno, fenomeno affascinante, carico di mistero, fonte di grande suggestione con l’evocazione del sovrannaturale nella tradizione mitologica e religiosa e di alta e profusa ispirazione in quella artistica e letteraria; accreditato, inoltre, di un potere magico, divinatorio, passibile di essere svelato, e quindi di grande presa nella cultura popolare delle varie civiltà, dalle più antiche alle più recenti, fino ai nostri giorni. Poi, in seguito all’opera di Freud, strumento della psicoanalisi per penetrare nel profondo dei segreti della psiche, e infine oggetto di grande interesse nella ricerca neurofisiologica che ha aperto nuovi orizzonti per documentare, nella veglia e nel sonno, lo svolgimento dell’attività cerebrale e per meglio comprendere le manifestazioni della mente che da questa derivano. A voi la parola: “Sogno come vita o come fuga da essa?”.

72 pensieri su “Sogno come vita o come fuga da essa?

  1. Buongiorno. Per me “sogno come vita”. Chiarificatore della vita stessa. La mia, più volte ne è stata costellata. In quelle occasioni è stato come se qualcuno mi avesse preso per mano per aiutarmi ..proprio così. Ritengo, convinta, che sia per noi una porta aperta al Cielo.

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  2. Bella domanda GRM. Potrei giocare un po’ con la parole e dire che il sogno per me – parlo proprio per me – è fuga dalla vita, e dunque vita che si sostituisce alla vita; in questa “vita ulteriore” (la letteratura?) si riversano spesso le scorie maldigerite della vita vera, che, in un’operazione di vero riciclaggio, diventano qualcosa di – si spera – più nobile.

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  3. Sono convinto che se ci fosse, in qualche via di qualche città del mondo, un portone che conducesse per sempre dentro un sogno perenne, ci sarebbe un afflusso oceanico e continuo. Fuga e libertà definitiva, dalla vita. Non sarebbe peraltro fenomeno eticamente e socialmente apprezzabile (fuga dalla responsabilità, dalla storia, dalle domande ultime, dagli affetti e dagli amori; in teoria, tutti aderendo, la fine dell’umanità).
    Troppo divagare?
    Antonio

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  4. Sogno,dalla silloge Lettera.
    Senza il quale non potrei svegliarmi al mattino.

    La notte più bella

    Sogno
    infilo uno straccetto
    da noia ma è bello

    dispongo
    apparecchio per Morfeo
    un banchetto nuziale

    sistemo lo straccetto
    si adagia al corpo

    manca nell’aria
    profumo
    senza l’assenza di presenza

    lo straccetto
    è gradito

    agl’occhi
    al tatto
    alla presa sicura

    sogno
    non ricordo

    l’aurora desta
    tutta l’attesa
    nel risveglio profumato
    la perfezione infila le pantofole
    quel senso
    silenzioso come un felino
    echeggia sulla bellezza
    dell’epidermide
    sogno
    e tu
    così vicino
    lo sai
    ora lo sai
    ti racconto un Sogno
    l’hai già interpretato
    tenendomi sul tuo petto
    senza fretta
    sentirmi debitrice
    di un sogno
    farmi creditrice
    di forti emozioni.

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  5. Sto vivendo un momentaccio, forse mi licenziano… Ho tirato troppo la corda, ho sbandierato la mia dialettica in un mondo dove l’unica logica ammessa è quella binaria (1 0 0 0 1 1 0 1 …). Fra un po’ devo andare dal mio capo. Sì, il mio capo (in gergo capetto). Sono fighi ‘sti posti, ci si dà del tu, in teoria ci sono “responsabili” non capi, non esistono titoli… Ma quando ti debbono inchiappettare lo fanno dandoti del tu, e magari ti chiedono anche di sorridere… Ma questa è gente che sorride coi denti non con gli occhi. E riesce a farlo anche se in quel momento vorrebbe solo avere un kalashnikov tra le mani. Non so cosa mi dirà il mio capetto, ma qui l’aria è pesante e io sono un bersaglio facile. Perché non mi va di essere anonimo, di fare il bravo ragazzo, a cuccia fra torme di impiegati fantozziani. Quando è in atto una ristrutturazione aziendale (le chiamano joint venture: che figata!), vuol dire una cosa molto semplice: via i giovani a progetto, via i vecchi (mobilità a tutto spiano), e se questo non basta si innesca un altro meccanismo che coinvolge i dipendenti con pochi anni di anzianità, ampiamente utilizzato da questi mostri del profitto. Ma nessuno ne parla, c’è un’omertà spaventosa, perché è subdolo, impalpabile (non se lo subisci, però: non ci dormi la notte…): si chiama mobbing. Ti affidano incarichi sempre più dequalificanti (anche se fino a poco prima ti mandavano persino all’università a tenere seminari gremiti di ricercatori, professoroni, e studenti in visibilio perché finalmente vedevano qualcosa di concreto), incarichi per di più tediosi, pieni di rogne… Ti fanno saltare di palo in frasca, negano al tuo lavoro ogni tipo di continuità. E se provi a protestare ti umiliano: un ingegnere deve saper fare tutto!… E quando passi nei corridoi senti un sacco di apprezzamenti sul tuo conto (pazzo, terrone, culattone…) da gente che non ha neanche il coraggio di guardarti in faccia. Non so proprio come andrà a finire. Ci manca solo che scoprano questo commento. Ma tutto sommato, forse sarebbe meglio così. Potrei fare finalmente lo scrittore a tempo pieno, potrei dare una spolverata al mio vecchio clarinetto e andare a suonare in centro a Milano. Certo, non lo tocco da anni, ma dopo una settimana di note lunghe, scale cromatiche e arpeggi riuscirei a recuperare la mia abilità di zingaro-musicante. L’artista di strada senza il becco di un quattrino: ecco ciò che ho sempre sognato…

    Un abbraccio.
    Pasquale

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  6. fregali se ti mobbizzano, scrivendo durante l’orario di lavoro: magari scriverai tanto da raggiungere quel nobel che in un altro post hai confessato di sognare!

    in bocca al lupo!

    saluto tutti
    elena f

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  7. Non conosco Pasquale, ma so perché ha scritto.
    E mi tocca, lo capisco.Il sogno è quello delle ultime righe, o delle prime, di fare saltare prima il meccanismo che ci scaccia sempre più dal sociale dignitoso, dalla vita stessa, etc.
    E cosa elabori poi, diventi artista di strada,se va bene, ma è vero che Milano sta diventando un cantiere di mobbing ininterrotto dove vivere è l’ultimo dei sogni possibili??
    Io sono ad es. dagg.: isolata dal server deficiente – di mediaset,(così imparo, per avere rubrica senza limiti a passare sotto berlus), ma non soltanto: sono isolata perchè ho scelto di scrivere: e di vivere, di diventare madre, di amare la vita.. sono tutti diventati sogni scomodi,da NON realizzare, illusioni, miraggi. .lussi.
    Lo so che tu, Gian, vuoi risposte serie; il sogno ti dirò, allora, che fa parte della vita, della persona del suo dna, ma pure del vivere,l’inconscio ci aiuta a vivere,digerire rifiorire, ha ragione Franzk, ma lo sapevi già..
    e tu cerchi di più, sfidi (uffa gli arieti).
    Che il sonno “lava la mente” , lo diceva Mario Luzi.
    Oppure, che “la vita è sogno” ,Calderon della Barca.
    Di fatto, per i poeti, è una struttura portante del linguaggio e del vivere, sia in bene che in male, come le travi; è matematica pura e visione.(Matte Blanco)
    Che tutto là si alchimizzi..Come faceva sennò Leopardi a scrivere A SILVIA, e poi infine, “il limitare di gioventù SALIVI , se non anagrammava?!
    Un abbraccio, coraggio che il sogno di cacciare i cinesi, poi i rom, qui fa sognare le guardie padane, e i loro balletti verdi!!
    Ad ognuno basta poco: tu vuoi la luna, un altro la pulizia etnica..e così via-
    Maria Pia Q.

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  8. Per Platone il sogno comunica la verità. Per Lieh-tzu l’uomo è sciolto nel sogno e legato nella veglia. Per Muhammad il sogno consente a Dio di comunicare direttamente all’uomo la Parola. Per Freud il sogno è la realizzazione trasfigurata di un desiderio rimosso…

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  9. il sogno è esperienza e conoscenza di sè e conseguentemente degli altri, è un compagno di strada scomodo perchè quando per anni si naviga negli oceani dell’inconscio, diviene chiaro che come Ulisse, non si avranno che approdi di fortuna, naufragi, salvataggi in extremis, e mare e ancora mare e terre inesplorate e pericoli e avventure senza neppure mettere il naso fuori dalla porta di casa e che quando ci si avventurerà nel mondo, quel mondo e i suoi abitanti appariranno diversi da come si vedevano prima, da come si vedono essi stessi. questo può indurre a forme di estremo orgoglio di superiorità o ad uno sguardo compassione, e non sempre è possibile fare una scelta definitiva fra i due atteggiamenti che si alternano senza sosta.
    il sogno è il luogo in cui la vita, quella che abbiamo ricevuto, che viene da lontano,e tende oltre la vita, oltre la nostra piccola bellissima-terribile esistenza, si manifesta nelle sue profondità nei suoi misteri, è lì che scopriamo il limite dell’Io che è come un occhio di bue puntato sul buio del palcoscenico, dà un cerchio di luce che illumina l’attore, ma non fa sparire ciò che c’è intorno, è lì che veniamo in contatto con la nostra verità. passioni in lotta fra loro, ma anche semi di infinite possibilità creative abitano questo luogo che si svela nel corso di tutta l’esistenza.
    dai sogni riceviamo impulsi vitali, intuizioni, i sogni ci dicono se la strada intrapresa è buona per noi o meno, ma non è sempre facile comprenderli, c’è bisogno di lasciarli parlare, e spesso l’Io pretende di “capirli”, ma un sogno parla un linguaggio diverso da quello della ragione e ha bisogno di spazi di silenzio per potersi dispiegare.
    quando si incontra questa realtà allora anche i sogni diurni, ovvero i desideri e le speranze possono mutare direzione,e scoprire nuovi spazi. è possibile , ma questo dipende sempre dalle scelte che si fanno, perchè come diceva Jung, la coscienza, che pure è solo la punta di un iceberg emersa dall’oceano dell’inconscio, resta il luogo delle scelte e del moto direzionale del nostro vissuto.

    il sogno è la vita che può trasformarsi e crescere e riportarci a

    ITACA

    se per itaca volgi il tuo viaggio
    fà voti che ti sia lunga la via,
    e colma di vicende e conoscenze.
    Non temere i Lestrìgoni e i Ciclopi
    o Posidone incollerito: mai
    troverai tali mostri sulla via,
    se resta il tuo pensiero alto, e squisita
    è l’emozione che ti tocca il cuore
    e il corpo. Nè Lestrìgoni o Ciclopi
    nè Posidone asprigno incontrerai.
    Se non li rechi dentro il tuo cuore
    se non li drizza il cuore innanzi a te.
    Fa voti che ti sia lunga la via
    e siano tanti i mattini d’estate
    che ti vedano entrare (e con che gioia
    allegra!) in porti sconosciuti prima.
    Fa scalo negli empori dei Fenici
    per acquistare bella mercanzia
    madrepore e coralli, ebani e ambre,
    voluttuosi aromi d’ogni sorta
    quanti più puoi voluttuosi aromi.
    Recati in molte città d’Egitto,
    a imparare imparare dai sapienti.

    Itaca tieni sempre nella mente.
    La tua sorte ti segna quell’approdo.
    Ma non precipitare il tuo viaggio.
    meglio che duri molti anni, che vecchio
    tu finalmente attracchi all’isoletta,
    ricco di quanto guadagnasti in via,
    senza aspettare che ti dia ricchezze.

    Itaca t’ha donato il bel viaggio.
    senza di lei non ti mettevi in via.
    non ha da darti più.

    E se la trovi povera, Itaca, non t’ha illuso.
    reduce così saggio, così esperto,
    avrai capito che vuol dire Itaca.

    (Kostantino Kavafis, in antologia della poesia greca contemporanea, crocetti , p.39,40)

    scusate la prolissità

    saluto tutti

    elena f

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  10. eraclito diceva che morte è ciò che vediamo da svegli, sogno ciò che vediamo dormendo. ma per lui saremmo anche ciechi, dunque va a sapere cosa vediamo veramente. ma per non ingarbugliarmi in contorte riflessioni cercherò di sintetizzare una mia opinione e niente di più. penso di trovarmi d’accordo in qualche modo con quello che dice eraclito. morte è ciò che vediamo, e i sogni, pure, i desideri, verità o finzioni, parole o numeri o segni, qualunque essi siano, sono il progetto di questa morte. dunque la morte è sogno, no la vita. a meno che non siano queste, vita e morte, i due diversi nomi di una medesima cosa, e in effetti, sì, lo sono. inoltre, anche se inutile, fuggire è come dividersi, ma anche sognare lo è. perché in realtà noi fuggiamo più dal sogno che dalla vita (anche se in questo caso lo chiameremmo incubo), e lo si fa per quell’istinto innato che ci porta a ricongiungerci.

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  11. Io sogno tantissimo nel sonno. A volte li ricordo anche. Sono proiezioni delle cose che mi accadono di giorno: spesso vivo nel sonno vicende già vissute o simili a quelle accadutemi di giorno. Bello, a volte, sognare ad occhi aperti…sognare di migliorare la nostra epoca, di lottare per quello in cui si crede, anche se, ogni giorni muoiono migliaia di sogni! Bel post Gian Ruggero.
    Un caro saluto

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  12. Ce l’ho fatta, non mi hanno licenziato e sono riuscito ad avere un incarico un po’ più decente per i prossimi mesi. Ovviamente la guardia deve rimanere alta, ma io difficilmente l’abbasso: dovrebbero prendermi nel sonno, però anche lì avrebbero vita dura perché mi desto facilmente.
    Grazie di cuore per la solidarietà mostratami e scusate l’intrusione. Vi lascio alle vostre discussioni oniriche. Continuerò a seguirvi in silenzio e sognando insieme a voi.

    Pasquale

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  13. Volevo ringraziare per il quesito sul “sogno” in continua ricerca di aggiornate soluzioni e per le argomentate risposte.
    Pasquale con la realtà del suo licenziamento ha come d’improvviso cancellato i sogni, diventati inefficaci per comprare il pane, pagare l’affitto, vestirsi; i sogni vengono frantumati dalla contingenza, vengono sgonfiati dalle quotidiane necessità: eppure senza un sogno anche piccolo le cose che abbiamo diventano quasi inutili, perché i sogni ci aiutano ad “essere” un po’ di più , sono piccoli aerostati con cui sorvolare la dura e desertica radura d’ogni giorno. Un saluto a tutti . mariarita

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  14. Mi ha sempre lasciato un po’ perplesso il doppio significato della parola sogno, in quanto fra le mie esperienze oniriche, che ricordo invariabilmente (e rimugino un poco, affascinato, ogni santo giorno) e quelle fantasie o progetti di vita che chiamiamo ugualmente “sogni” (ad occhi aperti) io riscontro uno scarso rapporto. Nessuna delle teorizzazioni sul sogno mi convince appieno, anche se cattura di certo un proprio frammento di verità. Se confronto i sogni che mi vengono raccontati con quelli che faccio io, trovo i miei più strani e caotici, ma forse è soltanto perché per raccontarli bisogna razionalizzarli, perdendo quasi tutte le connotazioni, ovvero quelle aure emotive che nel sogno sono invece la cosa principale. I miei sogni assomigliano infatti ad un flusso ininterrotto di emozioni travestite (certe volte alla buona, certe volte con un’abilità davvero diabolica) da immagini, ed articolate entro script anche tenaci, ma troppo cangianti. Comunque preferisco lo stato di veglia: i sogni più angoscianti sono quelli in cui credo di essermi svegliato mentre in seguito una realtà bizzarra ed incostante mi dimostra il contrario. Cerco allora disperatamente di svegliarmi, fino a che ci riesco, con il cuore in tumulto.

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  15. In quel bel giorno un raggio di sole illuminò quella pianura infinita. La terra cominciò a tremare, a sussultare, a ingobbirsi e infine ad aprirsi in squarci sparsi qua e là. Fu da quelle aperture che uscirono Loro. Loro erano le “creature sognanti” i capostipiti di tutti gli uomini e le donne e di tutte le specie animali e vegetali che avrebbero in seguito popolato il mondo. Molti di essi erano esseri giganteschi, altri avevano dimensioni più ridotte. Avevano caratteristiche umane ma nello stesso tempo similitudini con varie specie animali e vegetali oppure con fenomeni naturali come il vento o il fuoco, simbolo di purificazione e di rinnovamento della Natura. Da essi nacque, come detto, la vita delle varie specie ma prima di tutto andava forgiata la dimora che avrebbe accolto quelle vite future. Fu dalle diverse azioni che compirono – Tjukuritja nella lingua di Kooky – che si delinearono i contorni di quella immensa dimora: i paesaggi e le molteplici manifestazioni naturali in essi presenti. Mentre vagavano da un territorio all’altro quelle creature ancestrali “crearono” l’ambiente accompagnando ogni loro gesto con dei canti che avrebbero dato ai loro discendenti gli insegnamenti da seguire nei tempi a venire, le regole per vivere fra le meraviglie che essi stavano plasmando per loro. Essi, quindi, scrissero nel territorio le loro leggi imprimendo in esso gli effetti delle loro azioni: un lago dove avevano scavato per trovare l’acqua, una spaccatura dove qualcuno di loro aveva scagliato una lancia combattendo o cacciando, e così via. La loro permanenza sulla terra fu costellata da miriadi di avventure che dettero vita a tante leggende, leggende che sono tuttora fatte rivivere dai loro discendenti attraverso i vari rituali e le pitture. Nel loro girovagare quegli esseri mitologici tracciarono quindi dei percorsi cantando il nome di ogni cosa che incontravano, la terra non sarebbe mai stata quella che è adesso senza quei canti. I componenti dei vari clan delle tribù Aborigene australiane sono considerati quindi i diretti discendenti di quegli avi. Come tali sono suddivisi a seconda dell’essere totemico a cui appartengono: dall’Antenato Coccodrillo provengono i clan degli “Uomini Coccodrillo”; dall’Antenato Formica provengono i clan degli “Uomini Formica”; dall’Antenato Emu provengono i clan degli “Uomini Emu” e così via… tutti figli di quelle antiche Entità iniziatrici del mondo. Un giorno la loro opera di creazione terminò; molti tornarono nuovamente nelle viscere della terra da cui erano venuti mentre altri rimasero dov’erano pietrificandosi, lasciando che le molecole che formavano i loro corpi si fondessero con l’ambiente circostante. Secondo alcuni miti ci fu anche chi salì sopra, oltre le nuvole, fino a raggiungere le stelle. Ogni clan ha la sua leggenda, ogni clan ha il suo ciclo di canti, ogni clan ha il suo proprio sito sacro, cioè il luogo in cui il rispettivo progenitore compì qualcosa di memorabile ed eroico e lasciò le sue “cellule vitali” che generarono i discendenti. Ogni clan ha dunque il suo Sogno. Un Sogno da celebrare periodicamente attraverso riti ripetuti da millenni. La geologia considera le bizzarre forme rocciose che ovunque si possono osservare sulla terra come frutto dell’azione erosiva degli agenti atmosferici ma non è così per gli Aborigeni australiani; essi considerano quelle manifestazioni naturali come testimonianze tangibili del passaggio di quegli esseri ancestrali e dei loro Sogni. Ciò che viene comunemente definita “struttura di un territorio” si può perciò guardare come una grande mappa sulla quale sono immortalati i percorsi e le azioni di quelle epiche creature. Anche un singolo sasso, allora, può avere una storia da raccontare; anche un singolo sasso è dunque parte vitale, seppur immobile, del corpo e dell’anima di quegli uomini ai quali appartiene la terra dove esso è posto. Anche un singolo sasso fa parte di quel Sogno.

    Questo è il sapere degli Aborigeni australiani, chiamati “Il Popolo del Sogno”.

    Noi non siamo proprietari della terra – la terra è la nostra padrona. La terra è la nostra madre – mia madre è la mia terra.

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  16. Il Tempo di Sogno è il tempo della creazione, per gli aborigeni.
    L’essenziale non è che SIA STATO, ma che SIA, ogni volta che il rito apre la soglia del passaggio.

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  17. Freschezza, Solididità, Abbandono. Queste le sensazioni che mi danno le variegate forme rocciose.
    Ascolto con benevolenza l’archeologo che dice: “i sassi non taceranno mai”.
    Il sogno ad occhi aperti mi fa tenerezza, da qualunque parte provenga.

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  18. La Bibbia può essere vista come il libro che racconta i sogni che Dio ha fatto per l’uomo? A partire dalla creazione, a Sua immagine e somiglianza, si passa a un nuovo sogno che Dio ha fatto per l’umanità dopo il peccato di Adamo ed Eva. Con Gesù Dio sogna un uomo che possa volere fino in fondo la volontà di Dio, anche nel momento della sofferenza.Infine nell’Apocalisse possiamo vedere il sogno finale, la Gerusalemme Celeste, un mondo in cui tutto sarà perfetto, e la luce di Dio inonderà tutte le nazioni. Nel sogno della Genesi: Poi Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, conforme alla nostra somiglianza, e abbia dominio sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutta la terra e su tutti i rettili che strisciano sulla terra”. Dio creò l’uomo a sua immagine; lo creò a immagine di Dio; li creò maschio e femmina. Dio li benedisse; e Dio disse loro: “Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra”. Dio disse: “Ecco, io vi do ogni erba che fa seme sulla superficie di tutta la terra, e ogni albero fruttifero che fa seme; questo vi servirà di nutrimento. A ogni animale della terra, a ogni uccello del cielo e a tutto ciò che si muove sulla terra e ha in sé un soffio di vita, io do ogni erba verde per nutrimento”. E così fu. Dio vide tutto quello che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Fu sera, poi fu mattina: sesto giorno. Poi Gesù nell’orto degli ulivi: Allora Gesù andò con loro in un podere, chiamato Getsèmani, e disse ai discepoli: “Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare”. E presi con sé Pietro e i due figli di Zebedèo, cominciò a provare tristezza e angoscia. Disse loro: “La mia anima è triste fino alla morte; restate qui e vegliate con me”. E avanzatosi un poco, si prostrò con la faccia a terra e pregava dicendo: “Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice! Però non come voglio io, ma come vuoi tu!”. Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano. E disse a Pietro: “Così non siete stati capaci di vegliare un’ora sola con me? Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spirito è pronto, ma la carne è debole”. E di nuovo, allontanatosi, pregava dicendo: “Padre mio, se questo calice non può passare da me senza che io lo beva, sia fatta la tua volontà”. Quindi “La Gerusalemme celeste”: Le dodici porte erano dodici perle e ciascuna era fatta da una perla sola. La piazza della città era d’oro puro, simile a cristallo trasparente. Nella città non vidi alcun tempio, perché il Signore, Dio onnipotente, e l’Agnello sono il suo tempio. La città non ha bisogno di sole, né di luna che la illumini, perché la gloria di Dio la illumina, e l’Agnello è la sua lampada. Le nazioni cammineranno alla sua luce e i re della terra vi porteranno la loro gloria. Di giorno le sue porte non saranno mai chiuse (la notte non vi sarà più); e in lei si porterà la gloria e l’onore delle nazioni. E nulla di impuro né chi commetta abominazioni o falsità, vi entrerà; ma soltanto quelli che sono scritti nel libro della vita dell’Agnello. Poi mi mostrò il fiume dell’acqua della vita, limpido come cristallo, che scaturiva dal trono di Dio e dell’Agnello. In mezzo alla piazza della città e sulle due rive del fiume stava l’albero della vita. Esso dà dodici raccolti all’anno, porta il suo frutto ogni mese e le foglie dell’albero sono per la guarigione delle nazioni. Non ci sarà più nulla di maledetto. Nella città vi sarà il trono di Dio e dell’Agnello; i suoi servi lo serviranno, vedranno la sua faccia e porteranno il suo nome scritto sulla fronte. Non ci sarà più notte; non avranno bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.

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  19. pensare l’Amore significa pensare un organismo unito con un nesso assoluto inscindibile:l’Amore è la Tuttunità universale.ma allo stesso tempo questo Amore è fragile. L’Amore è una relazione introncabile e del tutto assente. L’Amore riesce ad essere presente in modo che l’amato, se vuole, può sperimentarlo solo come pura assenza. L’Amore abbraccia la persona amata, ma allo stesso tempo non la trattiene, la lascia libera.

    L’Amore ama, ma l’amato può farne a meno; c’è ma non si impone. L’Amore non distrugge l’amato perchè è inseparabile dalla libertà:l’Amore include la libertà. non esiste amore se non nella libetà e, viceversa, il vero significato della libertà si coglie soltanto nell’amore. Separare l’amore dalla libertà significa sopprimere l’amore e la libertà. La libertà, come dimensione interiore dell’amore ,è proprio quella dimensione che rende l’amore eterno….il riconoscimento dell’altro è infatti così radicale che, nel caso che questo amore venga rifiutato, non distrugge l’amore. Proprio la libertà è la realtà che rende possibile l’amore all’amore il riconoscimento dell’altro, di modo che l’altro resti libero, accolga o non accolga l’amore – e l’amore in nessun caso cessa di amare.(M.I. Rupnik)

    questo è il Sogno-veglia per cui vale la pena di vivere: amare così.

    saluto tutti

    elena f

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  20. Il poeta non è mai un poveraccio, Marina. Il poeta ha un dono che è anche una condanna: il sentire… Timbrare il cartellino ti può permettere di arrivare alla fine del mese (non sempre, però) ma questo non vuol dire che non sia un “poveraccio”. Spesso poveraccio lo è chi è ricco al punto tale da non sapere neanche lui quanti soldi ha. Poveraccio lo è chi nella vita ha pensato solo ad accumulare soldi e potere e se ne è fottuto dell’amicizia, dell’affetto… dell’amore. Poveraccio lo è chi non riesce più a sognare.

    Pasquale

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  21. @pasquale

    condivido e sottoscrivo, concordo( toto corde)…e aggiungo all’ultima frase:

    e non sopporta di vedere gli altri credere nei sogni e nella vita e cerca (inutilmente)in tutti i modi di soffiare su di loro il venefico alito mortifero e mortificante dell’umano.

    saluto tutti

    elena f.

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  22. Molti spunti… molta carne al fuoco… più che interessante. Nessuno dà risposta in chiave psiconalitica alla mia domanda?
    Sforzatevi, amici miei, che poi, come sempre, dirò anch’io. Un abbraccio a tutti in toto… in particolare a Elio-c che era da un po’ che non leggevo.

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  23. gianruggero

    sulla chiave psicanalitica dei sogni ci vorrebbe un trattato a parte, perchè come dicevo all’#11, anche se non ce ne rendiamo conto il sogno è un ospite assiduo e ineliminabile della nostra esistenza. ancora oggi non sono in molti a credere nel loro potere di modificare e ampliare la coscienza e l’Io, eppure il mondo dei sogni è parte integrante della nostra vita come la notte lo è per il corso del tempo. l’inconscio, almeno secondo Jung, che ha approfondito e modificato molto il modo di intenderlo e con esso di intendere il sogno rispetto a Freud, si è formato con l’uomo, e noi oggi siamo i portatori di una conoscenza appunto inconscia che proviene da lontano. possiamo dire che l’inconscio è più antico dell’uomo perchè l’uomo nasce con la presa di coscienza di sè come separato dal mondo e dunque con la presa di coscienza del mondo stesso. ma il mondo archetipico, che abita gli abissi dell’inconscio è in continuo movimento e sempre tenta di tornare a galla e di dare voce a quelle istanze che l’IO non ascolta. per Jung tutti noi indossiamo inconsapevolmente una maschera che è il nostro modo di mostrarci al mondo, ma tanto più quella maschera è impietrita dura e netta tanto più in ombra si muoveranno quegli aspetti dell’umano rifiutati dalla coscienza, così, solo per fare un esempio macroscopico, il moralista avrà un enorme ombra lussuriosa, il dissoluto un immensa ombra angelica, e questi aspetti se non riconosciuti ed Integrati,(dove per integrazione non si intende necessariamente lo sfogo delle proprie pulsioni, o degli archetipi che assumono o possono assumere le forme più terrificanti, ma appunto consapevole gestione matura)possono condurre l’uomo ad ammalarsi,perchè come era già chiaro ai sapienti asceti di duemila anni fa, nell’anima dell’uomo si agitano fantasmi, mostri,immagini di violenza, ma anche aspetti delicati e angelici.
    il sogno è uno dei rivelatori di questo mondo arcano, il cui linguaggio è simbolico e non deve mai essere considerato di facile presa per la ragione, che come tale tende sempre a ridurre a schematizzare, perchè teme la forza dell’energia che si sprigiona da quelle immagini.
    a tale proposito vale ricordare che l’energia psichica modulata dall’incoscio è potente sia in negativo che in positivo, o meglio di per sè è neutra, ma se non incanalata può essere distruttiva. le nevrosi e tutte le forme di turbe psichiche hanno, secondo queste teorie, alla loro base un ingorgo di energia psichica, ovvero sono manifestazioni di un inconscio lasciato troppo in ombra.

    potrei continuare all’infinito ma per il resto rimando all’opera completa del grande C.G.Jung, bollati boringhieri.

    saluto tutti

    elena f

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  24. 30. Pasquale Giannino:
    le rare volte che, nel dormiveglia, riesco anche a sognare, divento un feto ancora più infelice!
    marina
    p.s.:
    il poeta è da SEMPRE un poveraccio!

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  25. Gian Ruggero, tu pretendi troppo da me, non sono che un povero ingegnere… È già tanto che riesca a esprimermi in italiano più o meno corretto: ci sono certi miei colleghi che… lasciamo perdere. Ovviamente non parlo di Gadda, Musil, Dostoevskij… Sono tematiche enormi per me. Ripeto: preferisco ascoltarvi e sognare insieme a voi.

    Elena, non sarai mica diventata una mia fan? Dopo tutto quello che ci siamo detti in altri post? 😉

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  26. @pasquale

    la solidarietà va oltre le divergenze di pensiero, o no ? e poi si può pensarla diversamente su alcuni argomenti e nello stesso modo su altri, siamo esseri umani mica statue!
    pensa che concordo persino col senso francescano del #36! e aggiungo che tutti noi in un modo o nell’altro siamo poveri (o poveracci se preferite) e bisognosi di tutto perchè la vita non ce la diamo da noi stessi e come diceva pascal siamo poca cosa rispetto alla forza dell’universo che ci può schiacciare in ogni istante, ma abbiamo una cosa che l’universo non ha : noi ne siamo coscienti…ma questo è un discorso lungo e ho già invaso abbastanza il post.

    saluto tutti

    elena f

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  27. Io vedo davanti a me una distesa luminosa, bianca come lo può essere solo la schiuma del mare, venata perché palpita di vitalità (e lo sento), ma è calma come il mare in una sera d’estate (vi percepisco un’attesa molto tranquilla). Forse somiglia a un mare di ghiacchio, che non ha neppure un orizzonte, non ci vedo niente, ma dentro, lo so, c’è tutto quanto io desidero.
    Questa visione mi appaga.
    ..temo di non appartenere alla schiera di sognatori.
    Aiutatemi a capire.
    Un abbraccio a tutti

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  28. siamo, se lo siamo, se vogliamo esserlo, coscienti della vita. nè i mammiferi nè alcun altro animale lo è.
    possiamo coscientemente rifiutare la vita e morire e regalare morte. a noi la scelta.

    voglio vivere e Vivo!e voglio morire Viva. voglio dare parole di vita e combattere la morte con la vita (se ci sarò riuscita solo Dio lo sa)

    saluto tutti

    elena f

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  29. @ rina

    quello che meraviglia dell’acqua è che al di sotto della crosta di ghiaccio è ancora possibile che la vita viva: spesso dimentichiamo di cercare nelle profondità, ma è lì celato il segreto della vita.

    un abbraccio

    saluto tutti

    elena f

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  30. “L’uomo che non cambia, alleva i rettili della mente”(William Blake)Ecco perché dobbiamo e possiamo sognare..
    (freud e jung hanno scritto montagne di cose sui sogni, anche un bel libro di Rosita Copioli, credo BUR, parla del sogno tutto il tempo)
    Io sogno moltissimo, a colori, e li ricordi quasi tutti, ma nei periodi bui ricordo pochissimo.
    Bravo Pasquale Giannino, che non conosco, per essersi salvato. Così che si fa. restando fedeli ai sogni..
    Maria pia Q.

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  31. e come la mettiamo con il sogno meta di una vita , bella domanda gr..scusa gr ma è come dire voglio morire tra le braccia del sogno o meglio adesso tra le tue braccia sogno potrei anche morire 🙂 beh ineffetti potrebbe essere un bellissimo modo per riconciliarsi con la vita, se si è pronti a morire si è pronti a vivere.
    ritornerò un pò meno stanca e chi sa che non comprenda meglio la tua domanda con le sue maiuscole 🙂

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  32. Ciao Gian Ruggero. Ci hai chiesto a proposito del sogno- o del Sogno addirittura. Ma più di qualcuno pare cascare dalle nuvole… eppure ci hai chiesto di gran parte del nostro tempo- per quanto mi riguarda un buon 50%. Il tempo del sogno, il tempo nel sogno, il sogno semplicemente come andare. Lo si confonde spesso come quella parte di tempo utile per ricominciare il giorno dopo. Come se andare a dormire è morire- o sganciarsi per un po’ dalle proprie responsabilità. e che altro? come che altro? Come se del tempo della veglia ci fosse così poco da dire: che ci vergognamo? Raccontiamo quache bel sognino, dai? che poi si parte con le interpretazioni. Sempre che non ci si addormenti semplicemente, stanchi, stanchissimi del giorno, del lavoro, del tran tran. E quest’ultimo passaggio spiega perché non possiamo parlare del sogno. Non si può parlare del sogno- per i più- perchè non si sono aperte le porte del sogno. Il sogno però è molto più grande di quello che sappiamo- e che sappiamo? Il sogno dev’essere molto più grande di tutto quello che abbiamo visto- e che abbiamo visto? Mi spiego meglio: ci sono molti più pianeti, molti più colori, molte più responsabilità, molta più libertà, molti più sentimenti, e violenza e bellezza… c’è la vita che continua se ne siamo capaci… ma non si può avere tutto dalla vita. L’esistenza degli sciamani. Loro ascoltano e dicono, in alcune società, e gli operai lavorano e li sostentano. Nella nostra si da da mangiare ai bifolchi invece, sarà il progresso che è andato male. Qualcuno sa impiegare il proprio tempo diversamente- e di conseguenza la propria energia. Siamo fatti di energia non di pezzi di carne ed ossa. Se c’è energia possiamo fare delle cose, sia di giorno che di notte… o meglio sia durante la veglia che durante il sogno. Ci sono libri che narrano queste esperienze. e mie esperienze personali. C’è da dire che tutto sta nell’utilizzo della propria energia… ch’è alla base di tutto. Ed il principale nemico dei viaggi paralleli è il lavoro… che nientifica e distrugge il proprio tempo, nostra vera dimora… piena di meraviglie. Recuperando tutto il proprio tempo- e qui è l’ingippo: se ne vale la pena o no- possiamo permetterci di vivere le nostre esperienze in maniera totalmente differente. Per esempio, se avessimo 24 ore a nostra disposizione, come affronteremmo il momento del sonno- sogno? Tengo a precisare che gli sciamani avevano a disposizione tutto il loro tempo, da utilizzare solo per le “visioni”, per lo sregolamento dei propri sensi, sregolamento o affinamento che non può avvenire se non ci si lavora- e si casca così nel banale: come dire, durante il sogno si sogna!Alla faccia, che scoperta! Dai, che c’è dell’altro! Dai che se arrivano i marziani ne sanno più di noi sul nostro sogno-sonno. E dai, che tutto si collega col problema della verità e della libertà. Dai! Cos’è il sogno?
    Orodè

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  33. Domanda, Orodè, che, circolarmente, ritorna… bella ‘sta chiamata agli sciamani… indubbiamente c’è ancora molto da dire sul sogno, e dirò di nuovo, intanto, magari, come suggerisce Orodè, perché non ci raccontiamo un qualche nostro sogno ricorrente?

    Un bacio ad Angela.

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  34. Dimenticavo: come primo frammento di poesia che ‘esce’ nella home del sito di Maria Pia Quintavalla (www.mariapiaquintavalla.com) – poeta che amo particolarmente (vedi commento 43) – troviamo un bellissimo rimando al sogno…

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  35. Non dimenticare mai che esistiamo, in qualunque momento, in qualsiasi occasione. Molte volte succede che sorvoliamo, distratti dalla dedizione agli altri, ad altro.
    Ebbene, siccome si nasce in prima persona, e in prima persona si muore, vederci come mezzo di fondamentale importanza in questa vita, considerare la nostra vita un valente potenza, che può e deve modellarsi per una ragion d’essere, secondo me, è il nostro primo dovere …il nostro primo sogno.

    Un Grazie a Elena

    Un “mai lasciarsi soccombere” a Pasquale. Resistere, come hai fatto.

    ..quantificare i sogni, classificarli, stabilirne la priorità ..ma che senso ha?! Il Sogno di una Vita, di cui parla GR, non può essere universale. Ognuno ha il suo, e ognuno di questi Sogni Unici, è importante. Non importa qui stare a sciorinarli..

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  36. Il sogno è fatto di… pratica frequente. Voglio dire questo. Che da molto non è un fumo, una realtà meno palpabile della vita da svegli. Ho praticato il sogno come allontanamento da me e sono riuscito a spostarmi in sogno- questo fino ad un paio d’anni fa almeno. Una parte del sogno è incredibilmente fisica, costruttiva: se si scardinano quelle porte. Ne ho usufruito senza sviluppare alcun altro beneficio che soddisfare i miei piaceri ma ero nel campo dell’esperimento e finché ho potuto ho visto… poi con l’incontro di Keybee ho detto basta, anche perché il mio stile di vita è cambiato e con esso il consumo della mia energia quotidiana, il livello dell’attenzione. Tutto quello che facciamo da svegli condiziona i nostri sogni, certo. Cominciando a fare- per salvarmi- una vita più regolare non ho più potuto viaggiare nei sogni, mi è stato fisicamente vietato. come dire ero spompato dalla vita. arrivavo al momento del sogno in una maniera totalmente diversa. aspettavo quel momento e m’ero inventato un giochetto. avevo modificato i cosiddetti sogni erotici, le cosiddette fantasie erotiche. m’ero organizzato differentemente. sfruttavo la mia energia sessuale, la mia eccitazione come carburante per toccare altri corpi. Quello che avvenne non è pubblicizzato, quindi se altri ne sanno qualcosa mi farebbe bene parlarne. Aspettavo il momento del passaggio dal dormiveglia al sonno e la chiave era lì. concentrato su alcune figure femminili che mi eccitavano molto, senza toccarmi, conservavo quelle immagini. Non so quanto sia facile o meno ma per me era meccanico, era una scoperta casuale che divenne meccanica: conservare delle situazioni nel passaggio nel mondo dei sogni e continuarle da regista. Quello che mi meravigliò sin dall’inizio era uno scarto energetico, come un cambio di sceneggiatura, e la sensazione chiara di vedermi sognare… in poche parole dormivo e non solo. Avevo imparato a condurre le persone desiderate nei miei sogni. La sceneggiatura era mia. Più persone contemporaneamente facevano lo stesso sogno. Per quanto fossimo immagini eravamo anche corpi. Da quel momento m’illuminai un po’ sui sogni. Perchè a distanze enormi si possono toccare altri corpi che al mattino ricordano benissimo tutto e parlandomene, anche a distanza di tempo, mi fanno sapere che nopn semplicemente sognato. Su questo mi piacerebbe scrivere di più se ci riesco ma ora il mio turno di portiere di notte è finito. Questo che faccio per campare lascia spazio al momento del sonno-sogno che non sfrutterò, che utilizzerò solo per riposare, sicuramente come la maggior parte delle persone…
    Ore 8.50. il tempo di prendere un autobus e di andare a letto….
    Orodè
    .

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  37. i sogni ricorrenti sono troppo importanti … tutti i sogni lo sono,sono confessioni di un sè tutto da conoscere… inviolabili come lo è il mistero che li fa emergere, almeno per me.

    saluto tutti

    elena f.

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  38. “La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?”

    Gigi Marzullo

    Ancora grazie a chi continua a essermi vicino dopo questo drammatico momento che per fortuna ho superato. Almeno per ora. Volete sapere un mio sogno ricorrente in questo periodo?: mobbing e licenziamento… Cmq fra un po’ vado in Calabria e cercherò di rifocillarmi a colpi di Cirò e rosamarina.

    Ciao.
    Pasquale

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  39. Primo o poi sapevo che saltava fuori Marzullo… me l’aspettavo, visto le domande che vi sto rivolgendo… ma fa parte, anche questo, del nostro gioco verso il sapere; verso, si spera, una sorta di rivelazione comune 🙂
    Bene, adesso vi espongo ciò che ho sognato quasi tutte le notti per circa un 2 anni, dopo essere tornato da un viaggio in Terra Santa. Ve lo racconterò al presente.

    Immaginate una casa senza finestre che guardano l’esterno, ma, solo, verso un cortile interno. Prima che entri, ecco apparire i due leoni schiena a schiena chiamati “ieri”, Osiris, e “domani”, Shu. Essi portano il sole dei due orizzonti nel tempo indefinibile, quello eterno. Poi ecco il toro, il “Kerubim”, che tiene in mano la spada fiammeggiante davanti alla porta del mondo dell’Eden, quindi la Sfinge, dal corpo di toro e dalla testa umana, che simboleggia, per me, la legge dei misteri che proteggono l’entrata nel regno della conoscenza. A seguito di un tuono, in uno sfolgorio abbagliante, appare, in cielo, la lettera ebraica “Nun” (*) che, via via, cala al suolo. Tale lettera è il punto di partenza universale d’ogni creazione. È l’energia che si polarizza manifestando ciò che era solamente un suono e un luciore. È il potere prima della manifestazione, la luce del giorno, la luce di notte, o i due principi che formeranno il terzo: il movimento. Di seguito, entrato nell’edificio del tutto spoglio di mobili e altro, appare un telai a cui sta lavorando un vecchio uomo. Ora s’immagini che la lettera Nun sia ciò che, nella tessitura, dà lo spirito col filo, cioè conduce la navetta. Come questa, non si fissa mai, stampa il movimento, deposita il filo e si ritira avendo fatto il suo lavoro, ma lascia la sua firma col disegno creato. Direi che il nostro spirito è come il tessuto. Nella tessitura, i fili sono tesi in lunghezza; ciò è l’ordito. Il filo portato dalla navetta s’intreccia da destra a sinistra e viceversa. Nel nostro pensiero, la direzione che daremo ai fili alternati può produrre l’illusione della tessitura quando questa direzione si smarrirà e devierà. Il carattere del tessuto è 1’incrociarsi del mobile, vale a dire il filo attraverso il fisso. La funzione del filo è l’andirivieni del mobile portato dalla navetta. Il motivo è ciò che fissa l’ordito e gli dà la sua tensione. Così deve andare il nostro pensiero che non deve scostarsi dalla radice. Come nel telaio del vecchio tessitore che può fissare materialmente l’ordito con un peso fissato in terra, il nostro pensiero non deve scostarsi dalla sua radice. La lettera quindi va, e diviene navetta, ricamando il restante alfabeto. Tutto ciò può apparire molto astratto, ma, riflettendo, sognare un telaio in azione mi ha fatto molto riflettere. Il rito e la gestualità sono una preparazione a una sorta di rivelazione, a una realizzazione. Nel praticare internamente ed esternamente, la” realizzazione” si fa nello spirito dell’uomo. Ogni gesto produce una forza con le onde che libera. Il grafismo è incarnato da quella gestualità, che oserei definire liturgica. È un supporto di meditazione. Si segue col gesto un grafismo. Si può fare un incantesimo cantando ritmicamente, in cui la ripetizione di certe strofe suscita una forza occulta con “la magia del suono”. Ancora odo, quando sogno. Non so se a voi sia mai capitato.

    (*) Il 14 è un numero la cui singolarità è di indicare un punto limite, grazie al quale si può procedere in un terreno nuovo: quello della manifestazione del divino. Ciò può essere chiarito se si tengono in considerazione alcuni importanti fattori: il significato misterioso che si scopre pieno di sorprese nella lettera Nun, che occupa il quattordicesimo posto nell’alfabeto ebraico ed ha il valore numerico 50. Il valore numerico 50 della quattordicesima lettera ebraica Nun, per la sua simbologia Kabbalistica, va oltre l’idea di tempo. Tutto ciò che rientra nel concetto di tempo è, per il mondo ebraico, compreso entro il concetto del 40. Si parla infatti dei 40 giorni di peregrinazione di Elia sull’Horeb, dei 40 anni di Mosè nel deserto, dei 40 giorni di digiuno ect. Il concetto del 40 si estende, ovviamente, fino al 49, poi incomincia un altro mondo. E’ un mondo in cui si accede a una conoscenza superiore. Tale conoscenza è l’accoglimento di qualcosa di completamente nuovo: la rivelazione dello spirito di verità. Quest’ultima è espressa nel cristianesimo in una festa che cade il 50° giorno dopo Pasqua che, proprio per questo motivo, è denominata Pentecoste.

    Grazie, ancora, per i vostri interventi. Vedo che Orodè ha da raccontarci.

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  40. @ Orodè (# 47) “L’esistenza degli sciamani. Loro ascoltano e dicono, in alcune società, e gli operai lavorano e li sostentano. Nella nostra si da da mangiare ai bifolchi invece, sarà il progresso che è andato male.”

    Orodè, abbi rispetto degli operai e dei bifolchi! Non ti invito a sciacquarti la bocca quando parli di loro, ma per lo meno guarda i fatti di cronaca più recenti.

    Gian Ruggero, tu conosci i quadri di Vincenzo Guerrazzi? Lì dentro di visioni oniriche ce n’è a iosa. Ma il sogno del maestro-operaio non è mai avulso dalla realtà quotidiana. Essa irrompe lungo un asse temporale immaginario dove scorrono drammaticamente le ingiustizie che la stragrande maggioranza della popolazione di ogni epoca ha subito e continua a subire da parte di quei pochi fortunati che hanno persino il tempo di sognare. Tutto questo non c’entra nulla con gli sciamani né con le tue seppur dotte disquisizioni. Scusa se sono andato fuori tema.

    Un saluto.
    Pasquale

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  41. “…poi incomincia un altro mondo. E’ un mondo in cui si accede a una conoscenza superiore. Tale conoscenza è l’accoglimento di qualcosa di completamente nuovo: la rivelazione dello spirito di verità.”
    Gianruggero! Vuol dire che dopo i cinquanta il percorso è tutto in salita verso la saggezza?
    Auguri a te, anche se posticipati, ma tu ..ormai saggio.. capisci e perdoni.

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  42. Complimenti Gian Ruggero, il tuo post è molto bello e pieno. Io ho molto da aggiungere a proposito ma serve attenzione essendo in un posto lavorativo-ora!
    ci proverò più tardi.

    Per quanto riguarda il commento 55: Nel mio commento mi riferivo agli attuali politici che, in scala, ma molto piccola, sono- dovrebbero essere- i nostri rappresentanti… li paragonavo alle guide spirituali di altre società. Ma il discorso sugli operai mi riguarda molto e me ne sciacquo la bocca, questo pianeta è andato a farsi benedire per via degli operatori senza coscienza e al primo posto ci sono proprio gli operai- considerata la maggioranza- e i mercenari tutti vale a dire forze dell’ordine e soldati. La mia stupidità è irreale e fuori luogo ma ognuno deve scegliere come operare, la maggior parte si arrende e non risolve il problema: tutta la crisi è qui: in questa mancanza di responsabilità per arrabattare qualcosina, per arrivare a fine mese, per pagare tutti i propri errori: questo è abominevole! Per la fine del pianeta ci sono dei responsabili e rari, molto rari innocenti. Tutto questo ha a che fare col discorso sul sogno: la giusta punizione per una vita condotta male è l’ignoranza, io con la mia ignoranza ci combatto a morsi e fino ad oggi stiamo pareggiando, un pugno a testa. è un caro pianeta il nostro in cui pare che nessuno è colpevole. La situazione invece è gravissima. Ma lo show conntinua. Io devo sognare. meglio ancora: I am a dream! I am a dream! I am a dream! E bisogna scegliere! Ogni secondo è spazio!
    Orodè

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  43. -Il sogno come vita-
    Chi vuole comunicare con te da lassù lo fa, e mi consta.
    Mentre dormi o mentre sei sveglio.

    = Un notte ho sognato una persona cara che avevo perso, che mi faceva una comunicazione. Al risveglio ho telefonato e ne ho avuto conferma.
    Mi è stato detto: -ma tu come fai a saperlo?- ..non ho risposto.

    = Ho visto una bambina, trucidata in tempo di guerra, bellissima e viva, l’ho sentita giocare, ha attirato così la mia attenzione; era alla finestra, una finestra spalancata al primo piano di una villetta in riva al fiume; le ho rivolto la parola, le ho chiesto qualcosa, ma non mi ha risposto.
    Quando l’ho riferito, mi è stato detto che si fa vedere solamente dalle donne che ne avranno una entro l’anno ..cosa che si è verificata.
    Perdippiù mi hanno spiegato che quella casa era disabitata; son tornata subito lì, finestre e porte erano chiuse ed era in uno stato di abbandono totale.
    Il mio è stato un “Sogno” bellissimo.

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  44. ..anche se triste. Comunque quella bambina rimarrà viva nel mio cuore per sempre, e la cosa strabiliante è che il suo volto mi è così nitido che se ne fossi capace ne farei il ritratto.

    Un saluto caro a tutti

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  45. Le persone nel sonno hanno una cerniera. Con alcune è facile giocare, con altre è difficile e con una minoranza è impossibile. Non si lasciano giocare, toccare, sgusciano e ritornano nel “nulla” da cui volevo prenderle… mi lasciano al buio, a mani vuote. Primo tentativo, secondo tentativo, ennesimo tentativo… tutto cade nel buio. Penso alla facilità con cui alcune donne-energie accettano l’invito. è un po’ come nella vita reale, visto a posteriori. Alcune ci stanno subito altre no, altre mai. Mentre dormiamo la nostra energia- quello che siamo- è ben materializzata… non dorme mai la nostra energia. Nei libri di Castaneda si parla di individui che riescono a vedere l’aurea. Io ho immaginato ch’è l’aurea che di notte fa da cerniera, da filtro.Quest’aspetto materiale del sogno cambia, in me, le regole del “gioco” del sogno. Ho smesso gli esperimenti praticati per più di dieci anni perché la vita è troppo grande ed io ho bisogno anche di altro. è come un libro troppo complesso… ci tornerò da vecchio o con una guida.
    Mentre il nostro corpo dorme noi viaggiamo. Il sogno è innanzitutto viaggio. Se io sono riuscito a spostarmi e a cercare altre creature che dormono… lo stesso può succedere a me e a chiunque. Immagino l’aria abitata dall’energia di altri, mentre siamo indifesi nel letto. Oltretutto negli spostamenti nel sogno non c’è distanza, si pensa qualcuno e si è lì.
    La vita è troppo grande e gli aspetti delle cose sono infiniti. Il sogno inteso così materialmente credo che faccia integralmente parte della vita. è semplicemente un aspetto fisiologico non curato, forse dimenticato… nessuno vuole istruici perché il sogno non produce denaro ed è sicuramente un’arma contro i potenti. Mi viene da pensare a quei monaci che si ritirano e impiegano il proprio tempo e la propria energia per salvare il mondo, concentrandosi, pregando. Ora io credo nel lavoro di quelle persone. Perchè l’energia comunica all’istante. Quei monaci sono come il pensiero costante di una madre vera sul figlio.
    Orodè

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  46. Orodè ha tirato in ballo l’aura (misticamente anche aureola), e mi sembra oltremodo pertinente quando si parla di sogno o, meglio, di “uscita da esso” per entrare in un’altra dimensione.

    A tal proposito scattono queste domande, qualora si parli con studiosi dell’aura: Di che colore sei? Giallo, viola, rosso, verde, blu o bianco? Infatti dietro al nostro colore si nasconde il nostro carattere, la nostra energia, il modo di concepire la vita e la nostra missione. Si tratta dell’aura, l’emanazione energetica che circonda il nostro corpo fisico e che oggi, grazie a un congegno ad alta tecnologia, si può anche fotografare. Aura Video Station è l’unico macchinario che “fissa” l’aura intorno alle persone e visualizza i cosiddetti 7 chakra. Già conosciuto in America, il programma è stato portato in Italia da Roberto Simone, italiano di adozione nato a Toronto, che fino a un anno fa era un pittore che si interessava di energia, poi ha avuto una sorta di ‘illuminazione’ (definiamola così), che l’ha portato a studiare l’energia in modo più approfondito fino a farne la sua missione di vita. “Leggendo una rivista ho scoperto che negli Usa esisteva questa macchina – egli dice -. In uno dei miei viaggi ho deciso di andare a Los Angeles e comprarla. E’ da lì che ho iniziato a studiare l’aura, l’energia e i chakra”. Simone ha quindi fondato Aura Photo, l’azienda che distribuisce sul territorio nazionale la macchina, e da un anno partecipa a fiere e incontri con lo scopo di far conoscere l’unicità di questo programma sia agli appassionati, ma soprattutto a medici e terapisti. Il programma è stato creato da Johaness R. Fisslinger e realizzato da Inneractive. Per la sua realizzazione ci sono voluti circa 100 pranoterapeuti ed è stata utilizzata una tecnologia all’avanguardia. Questo computer è il primo al mondo che fotografa i 7 chakra, i colori intorno alle persone, e vede il rapporto di armonia-disarmonia che c’è fra fisico, mente e spirito. In America è largamente usato in medicina alternativa con lo scopo di vedere la causa alla base del sintomo e agire a un livello più profondo. Ma gli studi continuano e nei prossimi mesi è in uscita la seconda generazione di questo programma con un’analisi più approfondita dei chakra. L’Aura Stazione Video misura il livello di energia attraverso i sensori del Biofeedback, che è collegata con specifici stati di energia e emotività. “Il programma funziona grazie a un bio-senser – spiega Simone -. La persona inserisce le dita della mano in un macchinario collegato al computer che misura e trasforma in frequenze le vibrazioni del nostro corpo che corrispondono a un colore. Questo è legato a un livello spirituale e caratteriale e ha una spiegazione sulla nostra vita”. L’analisi dura 5 minuti e la spiegazione è contenuta in circa 10 pagine. Da qui emerge lo stato grafico generale del corpo e della mente, il livello di rilassamento fisico e poi l’analisi e la spiegazione del colore della propria aura, che corrisponde alla personalità e ai chakra. Ad esempio, una persona “rossa” è razionale, ha una grande forza di volontà, è competitiva e portata per professioni a fare l’imprenditore o il promotore. Chi è “arancione-giallo” è invece un intellettuale, orientato sui particolari, onesto e perfezionista, il “verde” è una persona sociale e con una grande comunicatività, mentre “blu” è la persona che ama aiutare e servire gli altri. E poi c’è l’aura bianca, che è quella dei guaritori, degli illuminati e delle persone che vivono un forte collegamento spirituale. Ma cos’è esattamente l’aura? In fisica è ormai noto da tempo che nell’universo tutto è energia e che ogni cosa, oltre alla parte materiale visibile, possiede un proprio campo energetico (o elettromagnetico o bioplasmatico), comunemente denominato aura. Si tratta dell’emissione energetica del nostro corpo ed è connessa con l’energia universale: è una sorta di nube che circonda e compenetra il corpo fisico e tanto più si estende intorno al corpo e verso gli altri (ed è luminosa) tanto maggiore sarà il benessere ma anche l’equilibrio e la consapevolezza superiore del suo possessore. L’aura racconta complessivamente il nostro stato energetico che si può anche leggere, in maniera più dettagliata attraverso i chakra. Fino a oggi è possibile affermare che l’aura umana è formata da almeno sette strati, ognuno dei quali ha un proprio nome, un proprio colore ed è relazionato con un particolare chakra. Esistono, poi, una miriade di canali energetici, comunemente chiamati meridiani, che percorrono e collegano tutte le parti e tutti gli organi del nostro corpo e costituiscono parte integrante del nostro sistema energetico. La parola “chakra” deriva dal sanscrito e significa ruota, vortice. Possiamo immaginarli come dei vortici di energia, che hanno lo scopo di assorbire energia universale, alimentare le aure e rilasciare energia all’esterno. Secondo il Tantra, l’antica dottrina indiana, i chakra sono i punti d’energia vitale presenti nel corpo umano che producono anche i SOGNI. Non sono visibili, non sono organi fisici, quindi la scienza occidentale non ne riconosce l’esistenza. Eppure sono in grado di influenzare il nostro benessere corporeo e la nostra ‘emanazione’ onirica. Come? Armonizzando i due poli energetici: positivo/negativo, spirituale/materiale. Ogni chakra è relazionato a particolari organi fisici e ghiandole, oltre che ad alcune corrispondenze, come i colori, le note, i cibi, i pianeti, i cristalli e, sul piano psicologico, alle aree più importanti della nostra esistenza. I principali sono sette, detti “maestri”. Il primo si trova alla base della spina dorsale, il settimo sulla sommità del capo, gli altri lungo il canale energetico (nadi Sushumna) che passa attraverso la colonna vertebrale e che, nell’anatomia occidentale, corrisponde all’asse cerebro-spinale. Pensieri, parole, sentimenti, azioni…e,oppunto, SOGNI influiscono sui 7 chakra maestri, tutto si ripercuote in modo positivo o negativo su di essi, influenzando la nostra vita. In condizioni di equilibrio, l’energia dovrebbe scorrere nei chakra ininterrottamente: il benessere è un vero benessere che comprende non soltanto il corpo, ma anche la nostra parte ‘sottile’ (quella più profonda, quella che noi occidentali definiamo ‘psiche’). Quando invece sopravvengono malattie, blocchi o malesseri psicosomatici, anche a livello energetico si crea una situazione di squilibrio, vale a dire che il flusso energetico non è più equilibrato.

    Vero, non vero? Io all’AURA credo (anche perché, a prescindere dal macchinario made in USA, ormai la scienza e in particolare la medicina moderna occidentale confermano la sua esistenza)… ma può essere tale AURA mezzo per entrare ed uscire dal mondo reale in quello onirico e viceversa? o che altro? Oppure anche tutto questo è ‘sogno’ e nulla più?

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  47. e finalmente c’è LAURA … per buonapace di biagio antonacci quello che cantava “L’AURA NON C’Eeeeeeeee’ è andata viaaaaaaaaa….”…. tanti anni fa…

    (scusami gian ma come avrai capito da qui in poi non ti seguo più)

    buone esplorazioni new age… io ho ben altri intenti…

    saluto tutti

    elena f

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  48. Rina, mi piacciono i tuoi interventi, garbati e sensibili, mai gridati. Ricchi di understatement… In fondo, non è anche questa una maniera per richiamare il sogno?

    Orodè, apprezzo il tuo chiarimento. Nella vita si può bestemmiare in tanti modi… Io non sono un buon cristiano dunque non posso dire che ti abbia perdonato. Però ammiro la tua onestà intellettuale.

    Gian Ruggero, io i miei sogni li faccio a occhi aperti, perché di notte dormo poco e male. Soprattutto in questo periodo. Sai cosa sogno? Che si realizzi un giorno la centralità dell’uomo, che il merito principale sia riconosciuto agli artigiani del vivere e del sapere e non già a coloro che gestiscono furbescamente la loro arte, lasciando cadere appena qualche briciola dai sontuosi banchetti allestiti di boria e tracotanza. A questi pranzi partecipano soltanto “gli intelligenti”, sono assenti gli operai (quelli di una volta con la quinta elementare e i loro figli muniti di laurea…), i separati, gli esclusi, gli ultimi della classe. Proprio come si vede nei quadri di Vincenzo. Ecco, io sogno pranzi un po’ più sobri, quella cucina povera di un tempo che adesso piace anche ai ricchi… Ma sogno di assistere a un gran convivio dove ognuno sia apprezzato per ciò che è e sa fare. E le briciole siano lasciate agli uomini di maggior talento: i manager, gli imbonitori e i venditori di fumo.

    Pasquale

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  49. @ carla…

    grazie… il mondo della musica leggera (o cosiddetta tale) non è il mio forte…
    evidentemente!…

    un abbraccio

    elena f

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  50. a me questo fotografo-computer sa molto di oracolo munito di sofisticatissimi sensori, visto che noi ne siamo sempre più privi (o a certi livelli sensoriali per natura non possiamo arrivarci), e a cui affidiamo noi stessi per farci dire chi (o quello che) siamo a seconda del colore della nostra aura. mi sembra semplicemente pazzesco. il discorso è senza dubbio molto affascinante anche se, considerata pure la millenaria tradizione indiana, sa già di sentito, o meglio, secondo me è lo stesso discorso in evoluzione e adattamento. e non eravamo forse anche nel medioevo “biliati” per così dire a seconda dell’umore del momento? il discorso-nodo che sembra essersi spostato da dentro a fuori, dal fegato alchemico alla pelle elettrica attorno a cui, come su un filo di rame, orbitano gli elettroni, continuamente traccia la sua invisi-bile circonferenza. per portarci in un’altra dimensione, onirica forse, astrale, o chissà che altro, ognuno gli dia il nome che preferisce, e anche là mettersi a caccia di sogni o essere sognati.
    ma così come nelle foto dove non veniamo mai allo stesso modo, non abbiamo sempre la stessa luce né la stessa forza, nemmeno quest’oracolo potrà dirci la verità.

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  51. @ Elena F. : io non sono assolutamente un seguace della new age e mi pare di averlo sempre dimostrato. Ho solo seguito uno spunto lanciato da Orodè per spaziare ulteriormente nel campo del Sogno e lanciare nuovi quesiti. Credo all’Aura Energetica perché è comprovato che ogni essere vivente emana energia elettromagnetica, quindi nulla di nuovo sotto il sole. Che poi ancora non si sappia quali siano gl’influssi di tale energia (in particolare in ambito relazionale, seppure si facciano ipotesi anche possibili) è un altro paio di mani. reputo, perciò, che tu mi possa ancora seguire visto che i tuoi interventi sono per tutti noi linfa salutare.

    Un grazie veloce anche agli altri amici… visto che sono un po’ preso. Tornerò stasera.

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  52. @gianruggero

    non volevo offenderti, solo che il discorso sull’aura è un discorso che resta nell’ambito del materiale e spesso è confuso con lo spirituale (per questo ho citato la new age)
    e resta un discorso che non m’interessa.
    in più non mi dispiaceva fare una battuta… ogni tanto serve ad alleggerire (soprattutto me che sono sempre così “professorale”).

    ti ringrazio di cuore per la stima che sempre mi dimostri, stima che di nuovo mi sento di ricambiare toto corde. come ho detto a pasquale, si può essere d’accordo su certi argomenti e non su altri e rimanere amici. il riferimento al new age non era a te ma all’argomento che si stava introducendo…

    (ma forse in quanto battuta, la mia, non era poi un granchè!

    mi sta meglio l’abito “maestrale” con occhialino stile Rottermeier- 😉
    sono più riconoscibile!)

    saluto tutti

    elena f

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  53. Assolutamente no, Elena!
    a me le tue battute piacciono molto,
    e non voglio che mi privi del leggerle, ogni tanto!
    ciao cara
    Heidi

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  54. Condivido appieno riguardo le battute di Elena. Ci siamo sempre intesi e reputo continueremo a farlo. La stima mia nei vostri confronti è superlativa, così come superlativo è il come affrontate gli argomenti. Un caro saluto.

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  55. grazie a carla e grazie a gianruggero , certa anch’io che ciò che conta sia cercare comprendersi anche, anzi soprattutto quando si hanno idee diverse,o momenti di incomprensione, equivoci o tensioni: in fondo, come in musica, l’ accordo non è che un’insieme di note diverse, a volte dissonanti… saperle fondere è arte che si apprende nel tempo… siamo qui e possiamo imparare, è un’opportunità da non sprecare

    saluto tutti

    elena f

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  56. sono daniela (anzi dany) piacere…
    sogno…il sogno è qualcosa che va al di là di noi ,una delle poche cose che nn si potranno mai controllare,è un dono..la possibilità di vivere una seconda vita nellla vita..e su questo misterioso tema tutti avrebbero di che fantasticare, ci sono gli sconfitti , prima o poi lo saremo tutti,il tutto sta come prendere la sconfitta e ritornare a vivere,azione che nessuno a mai pensato fpsse facile e che sempre meno persone si accingono a compiere per paura di essere schiacciati dalla società! Perchè dare la propria vita in mano a persone che non la meritano..gliel’avete dato voi un senso alla vita..non penso se vi state ancor chiedendo cosè un sogno, perchè è entrambe le cose..è tutto uno sfuggire alla realtà per poter cogliere l’essenza vera.non mi sto a dilungare troppo se no divento (o forse lo sono già ;-)) noiosa! e quindi voglio comunicarvi una cosa..non siate degli inetti(Svevo insegna signori/e) credete in voi in quello che siete e sarete e in ciò che volete e quindi potete raggiungere!la vita è una nn la sprecate i soldi hanno un ruolo principale nel mondo ..ma l’amore è l’inizio di tutto ,ma dobbiamo crederci ,chiudete gli occhi e pensate ,”voglio lasciare un segno di me in questo duro ma malgrado affascinante mondo..quello che vi viene in mente sarà uno dei vostri SOGNI più nascosti,dategli vita seguiteli,e se nn riuscirete (capita) ,non avrà importanza..perchè lo avete vissuto nella sua virtualità ci avete creduto e questo è quanto basta per poter dire ho voluto dare un senso alla mia vita e ci ho provato ..non mi sono arreso ancora prima di tentare!…questo manca a noi ,LA SPERANZA DEI SOGNI!AMATEVI GENTE FATEVI FORZA ,SARETE SEMPRE SPECIALI PER QUALCUNO, NN SARETE MAI SOLI SE NN VORRETE ESSERLO,APRITE LO SPIRITO AI SOGNI! buona vita gente e tutta la fortuna del mondo..

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