E. M. Cioran, da “Lacrime e santi”

Come mai i santi scrivono così bene? Soltanto perché sono ispirati? Fatto sta che, appena descrivono Dio, hanno uno stile. Per loro è facile scrivere, l’orecchio teso ai suoi sussurri. Le loro opere sono di una semplicità sovrumana, ma, poiché non trattano del mondo, non possono avere l’appellativo di scrittori. Non li riconosciamo come tali perché in loro non ci ritroviamo.

[a cura di Sanda Stolojan, Adelphi, 2002, 4a ed.]

6 pensieri su “E. M. Cioran, da “Lacrime e santi”

  1. Un tempo i mistici avevano uno stile, a trascriverli usciva della letteratura, oggi è molto raro, se qualcuno ne conosce uno gradirei sapere nome e cognome.
    Il libro di teresa di lisieux è uno dei più venduti nella storia delle patrie lettere

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  2. nec scire sed sapere cupio (Seneca)

    porta a scrivere di meno e a vivere di più.
    la scrittura del mistico è traccia di una vita superiore. Non si legge secondo le categorie dell’interessante o del gradevole.
    La mistica presuppone di essere innamorati più del porto che del viaggio. Inconcepibile per la scrittura borghese, che non ha mai superato l’Odissea.
    Cioran non appartiene al salotto borghese della letteratura ma sbraita dall’abbaino.
    Quello che fa a pezzi, è comunque l’unica cosa che conosce. Illuminismo negativo, il logos che divora se stesso.

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  3. Esistono i Santi?
    Che non siano solo fanti, tanto per fare rima, dell’esercito che non-qualcosa?

    @ binaghi
    quale vita superiore? e dove si colloca quella inferiore? io non lo so, così come non so quale scrittura, tra le nostre d’occidente, non sia borghese, visto che solo i borghesi scrivono, foss’anche solo schiocchezze come questa mia nota, e visto inoltre che di soli borghesi (che scrivano o meno) questo nostro occidente è abitato.
    —————————————

    “ma, poiché non trattano del mondo, non possono avere l’appellativo di scrittori.”

    Falso.
    Ogni opinione è nel mondo, dunque anche dio.

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  4. Ardenti, rovesciamo il discorso.
    Secondo te l’estasi d’amore di Teresa D’Avila e pornoromantica o Madame Bovary parlano della stessa cosa?

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  5. la stessa cosa è l’enigma dell’umano…
    certo Teresa può apparire più convincente, ma nel quotidiano la povera Madame!

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  6. – “i santi sono vittoriosi”, come dice Fortini nell’intervista a Ferdinando Camon (ne “Il mestiere di poeta”, Garzanti)
    – su Cioran concordo con VB

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