Sonetto del breve momento – di Vinicius de Moraes

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SONETO DO BREVE MOMENTO

Plumas de ninhos em teus seios; urnas
De rubras flores em teu ventre; flores
Por todo corpo teu, terso das dores
De primaveras loucas e noturnas.

Pântanos vegetais em tuas pernas
A fremir de serpentes e de sáurios
Itinerantes pelos multivários
Rios de águas estáticas e eternas.

Feras bramindo nas estepes frias
De tuas brancas nádegas vazias
Como um deserto transmudado em neve.

E em meio a essa inumana fauna e flora
Eu, nu e só, a ouvir o Homem que chora
A vida e a morte no momento breve.

Belo Horizonte, 31.03.1952

(In Poesia completa e prosa: “Poesias coligidas”)

SONETTO DEL BREVE MOMENTO

Piume di nidi sui tuoi seni; urne

di rossi fiori sul tuo ventre; fiori

lungo tutto il tuo corpo, terso dai dolori

di primavere pazze e notturne.

Pantani vegetali sulle tue gambe

che fremono di serpenti e di sauri

itineranti nei multivari

fiumi di acque statiche ed eterne.

Belve che ululano nelle steppe fredde

delle tue bianche natiche vuote

come un deserto tramutato in neve.

E nel mezzo di quella inumana fauna e flora

io, nudo e solo, ascolto l’Uomo che piange

la vita e la morte nel momento breve.

Nota: mi scuso con i Lettori, ma non ricordo chi ha tradotto questa poesia. L’ho copiata da un libro di Vinicius che ho perso (ahi!). La mia pena comunque l’ho già scontata, tramite lo smarrimento – mio e del libro. FK

9 pensieri su “Sonetto del breve momento – di Vinicius de Moraes

  1. Grazie Franz per questo omaggio al “mitico” Vinicius!Io l’ho scoperto tanti anni fa in quegli Oscar Mondadori che uscivano in edicola a 5.000£. E’ quello il libro? Non mi pare però fosse con testo a fronte…
    Un caro saluto

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  2. E poi, quella di de Moraes, è una poesia piena di passione e amore anche fisico e il dolore io lo trovo, quando c’è, sempre necessario, sempre giustificato, sempre onesto e alto.

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  3. e le canzoni? era un piacere singolare sentire quelle parole e quella voce. Toquinho al confronto scompariva. e perfino la Vanoni riprendeva vita.
    ciao, general.
    fabri

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  4. Ciao Presidente! Verissimo. Aveva una voce profonda da vecchio satiro. Bello davvero quel disco con Toquinho e la Vanoni.
    Le canzoni scritte col maestro Tom Jobim rimangono dei classici della musica di tutti i tempi.

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