Walter Angelici

Gli Emigranti hanno una fissità che incede. Tutto è immobile eppure tutto si muove. Il figlio incastonato al ventre della madre, appendice bluastra e compimento. Il gallo, portato in braccio come un povero vessillo, che grida dalla cresta fiammeggiante tra i volti prosciugati di silenzio.
Il colore di Angelici ferisce. Nell’aureola solare in cui la Martire annega e dissolve una corporeità già quasi trasfigurata, nelle nervature melanconiche e spente di un Gelsomoro che ha l’eminenza fiera e stanca del sopravvissuto. Continua a leggere

LA CASTA di G.A. Stella e S. Rizzo

casta

Dove sei stato, figlio dagli occhi tristi, dove te ne sei andato mio prediletto?

Sono stato in un paese dove i trentenni guadagnano 500 euro al mese e non possono mettere su casa, ma i rimborsi elettorali sono 180 volte più alti delle spese sostenute.
Dove 35 anni di lavoro non bastano più a un operaio per andare in pensione
ma a un politico ne bastano 5 per una pensione a quattro zeri
Dove nelle scuole manca la carta per fotocopie e spesso la carta igienica ma gli aerei di Stato volano 37 ore al giorno per portare Sua Eccellenza a una festa a Parigi
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L’incanto di pagina 49 (di Luca Tassinari)

lincanto.jpgNon potrebbe la vita essere tutta un sogno? In termini più precisi: c’è un criterio sicuro per distinguere il sogno dalla realtà, il fantasma dall’oggetto reale? [A.Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, pag. 49]

Ordunque lei mi chiede, egregio professor Schopenhauer, se non sia possibile che la vita tutta sia sogno. Se cioè l’uomo sia in grado di distinguere ciò che egli rappresenta alla propria coscienza in istato di veglia da ciò che gli appare quasi fantasmaticamente durante il riposo notturno. La domanda non è banale e richiede una risposta articolata e fondata su documenti di sicuro prestigio e autorità.

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Inedito di Giancarlo Tramutoli

INTOSSICAZIONI

Ancora aggrappato alla grappa
o a quel che trovo
tanto fa lo stesso
anche se non sono ancora le undici
perché qualcuno ti fa sentire
l’ultimo degli stronzi
ridacchiandoti in faccia
e tu sai che proprio quello
che sto facendo ora
s c r i v e r e
alla fine è proprio quello
che sempre si frappone
fra me e le persone
e penso che allora era meglio
che l’evitavo la letteratura
che son più simpatici gli eroinomani
che il mondo è più paziente e buono
coi tossici che con i poeti
che alla fine può essere pure
che son più stronzi loro, i poeti.
Sicuro più tossici, mi dice lei.

29.6.07

Pasquale Giannino – In viaggio (inedito)

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In viaggio

L’uomo che ho di fronte ha la faccia di un mastino. Non ha voglia di parlare. Del resto anch’io sto pensando ai fatti miei… “È libero?” mi chiede un signore attempato con un largo sorriso. “Certo, si accomodi” rispondo. Dinanzi a lui siede sua moglie. L’uomo aggrotta la fronte, la smorfia della bocca diviene ancora più marcata. “Andiamo a Modena, la nostra città” mi dice il nuovo passeggero sempre gioviale. “Bene” rispondo con un cenno del capo. “Andiamo a trovare un cugino” interloquisce la moglie, una donna piccola e minuta. “Abbiamo lavorato tanto, sa” prosegue il marito. “Non abbiamo avuto figli… ora siamo pensionati e quando è possibile facciamo qualche viaggetto.” Annuisco. L’uomo-cane guarda dal finestrino come se cercasse qualcosa all’orizzonte, poi apre la borsa e ne trae nervosamente un quotidiano. “Ho lavorato tanto” ribadisce il signore che ho di fianco. “Ho fatto mille mestieri… I primi anni sono stati duri: in Belgio, nella miniera… Poi ho conosciuto lei, ci siamo sposati… Ne ho visti ammalarsi di silicosi!… Continua a leggere

“Vivere e morire nell’ombra di Sylvia Plath” di Daniela RAIMONDI

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Si poteva credere che tutto fosse già stato scritto sulla vita di Sylvia Plath e di Ted Hughes. Ma una recente biografia, uscita in Gran Bretagna alla fine del 2006, fa luce su un lato oscuro dell’infelice matrimonio della Plath con il poeta inglese. Il libro, intitolato ‘A Lover of Unreason’, che traduce: ‘Un’amante Irragionevole”, è stato scritto da due giornalisti israeliani, Yehuda Koren ed Eilat Negev, e narra la tragica vita di Assia Wevill Gutman. Assia viene menzionata nelle biografie di Sylvia Plath come la donna che causò la rottura del suo matrimonio ed è spesso accusata di essere stata la causa principale del suicidio della poetessa americana. Continua a leggere

La Rosa e L’Usignolo: dodici quartine di Omar Khâyyam

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Ho sempre letto mistici, ma la mistica non fa per me. Così, quando un autore è disputato tra i mistici e i non mistici, propendo per il campo di questi ultimi. Tra una pienezza in cui l’io si annulla e un vuoto in cui l’io si annulla, il risultato è sempre l’annullamento del soggetto. Un’anticipazione della morte. Filothanathos, va’ per la tua strada. Sia felice chi in ciò vede la sua felicità. La mia è nel vento sul volto, nel raggio di sole, nel bagliore delle scaglie di un pesce. E nella coppa di Omar Khâyyam io vedo materiale, autentico vino. Continua a leggere

SPOT / Le mépris

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LE MEPRIS. Un film di JEAN LUC GODARD. Del 1963. Scaricatelo sul vostro computer con EMULE. E’ un film straordinario. E’ a colori. E’ tratto dal godibile romanzo “Il disprezzo” di Alberto Moravia. Ci sono MICHEL PICCOLI, BRIGITTE BARDOT, JACK PALANCE, FRITZ LANG, GIORGIA MOLL. E’ un film multilingue. Musiche di GEORGES DELERUE.

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Il canto nero delle sirene

di Mauro Baldrati

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Sirene è un romanzo breve di fantascienza nera, nera e crudele come solo le scrittrici, quando s’impegnano a fondo, riescono a produrre. Ci cala in atmosfere buie, dove il ritmo metodico della normalità – nel dolore, nella morte – ci ricorda il primo film di David Lynch, Eraserhead, angosciante, eppure così normale nell’angoscia criptata in un bianco e nero forte e allucinato.
Riportiamo, come riassunto della trama, il passo di una recensione in forma di appunti di Tiziano Scarpa apparsa su il primo amore il 23 maggio:
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Addio a Luigi Meneghello

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THIENE – Era il suo paese d’origine Malo, in terra vicentina. E lui l’ha raccontato in un romanzo che è uno dei capolavori del secondo Novecento italiano, Libera Nos a Malo, letto in tutto il mondo. A pochissimi chilometri dal paese dell’infanzia, nella sua casa di Thiene, stamattina Luigi Meneghello è stato trovato privo di vita.

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Il silenzio secondo Vito Mancuso

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Il silenzio interiore e l’esperienza dello spirito

L’importanza del tema
Attribuisco un’importanza decisiva al tema del silenzio. Esso è legato alla vita interiore, alla dimensione contemplativa della vita, e se ha un senso la religione è esattamente quello di educare alla vita interiore: “Una sola è la cosa di cui c’è bisogno” (Luca 10, 42).
La via privilegiata per giungere alla vita interiore è il silenzio, come mostrano unanimi tutte le scuole spirituali, induismo (yoga come disciplina del silenzio), buddhismo, sapienza greca (Pitagora imponeva 5 anni di silenzio a chi voleva essere accolto come suo discepolo), il deserto nella tradizione cristiana.

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