LO SPIRITO DELL’AUTORE (se senti lo vedi)

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L’autore nel suo libro deve essere come Dio nel suo universo, dovunque presente e in nessun luogo visibile.

[Gustav Flaubert]

Nel suo universo implica: l’intero spaziotempo esistente. Implica: scandire il ritmo in più luoghi. Implica: donarsi per farsi eco. E l’uno si complica e si moltiplica: si divide. Ecco lo spirito dell’autore, lo spettro che rimane all’ombra di se stesso. Uno spiccato in due e con-fuso in altro: dove il textus – quale mano ha filato? E quale ha firmato? Verba volant di corda in corda e quale cuore ha intonato? Il LA – la nota di partenza la stazione per un treno [che ha un altro capo per condurre il tuo corpus].
Qui finisce il mio cappello introduttivo ed inizia il suo Chapeau [esclamativo]. Un applauso per introdurre le parole che Paolo Pilo mi ha regalato e con voi con-divido.

Chiara Daino

«Paolo Pilo nato nel dicembre 1965 musicista da subito musicista da sempre.
Si esibisce da più di vent’anni nei locali con una formula semplice chitarra e voce spaziando e spazzando generi a 360 gradi

Giocoliere e incantautore prende fa forca e disfa le parole le lancia in aria talvolta le riprende altre volte lo riprendono

La scrittura esigenza quotidiana perché in mezzo a gente che non ha mai un cazzo da dire a volte è meglio dire

Scrive canzoni ma non necessariamente scrive e questo è quello che conta

Canzone che avrebbe voluto scrivere: foolsom prison di J.Cash

Canzone che non avrebbe voluto scrivere: tutte il giorno dopo

Compare dal nulla nell’ultimo lavoro di Baccini e nel nulla rimane

Come si vive all’ombra? Penso sia il posto più desiderato nelle giornate di sole, per vedere bene ci si fa ombra sugli occhi quindi come si vive?
Bene a volte ci si immagina ma la meritocrazia non è contemplata nella mente dei più

La soddisfazione più grande? Quando una capisce quello che volevo dire quando scrivo

Ultima canzone scritta : sempre ieri che non è un titolo ma la certezza che ogni giorno scrivo»

Paolo Pilo

http://www.myspace.com/pilopaolo
http://www.palbertmusic.com/
P.s. [c.d.] parole per dire “tutto quello che”.

6 pensieri su “LO SPIRITO DELL’AUTORE (se senti lo vedi)

  1. Brava Chiara,
    ammiro chi esalta il talento, perchè capace di sentirne il battito, recondito e insistente…

    se senti lo vedi,
    se guardi lo senti.

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  2. “Trovarsi” – non è mai semplice, ma chi con-sente, con-divide.
    E non si perde più.

    Un abbraccio nel grazie che sia.
    Il non detto che dichiara.

    Elena, Carla: siete.

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  3. E’ difficile, direi quasi impossibile, non apprezzare, anche senza conoscerlo, anche senza averlo mai ascoltato, chi, da musicista, o da semplice amante della musica, avrebbe voluto scrivere “Folsom prison blues” di Johnny Cash.

    E magari, almeno una volta, ha anche sognato di aver realizzato, dalla prima all’ultima nota, dalla prima all’ultima parola, tutto “Better tears”.

    Io l’ho sognato per anni. E, di tanto in tanto, ancora mi succede.

    Grazie, Chiara, per averlo portato da noi.

    fm

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  4. Diceva un foglio bianco come la neve: “Sono stato creato puro, e voglio rimanere così per sempre. Preferirei essere bruciato e finire in cenere che essere preda delle tenebre e venir toccato da ciò che è impuro”. Una boccetta di inchiostro sentì ciò che il foglio diceva, e rise nel suo cuore scuro, ma non osò mai avvicinarsi. Sentirono le matite multicolori, ma anch’esse non gli si accostarono mai. E il foglio bianco come la neve rimase puro e casto per sempre – puro e casto – ma vuoto.
    [Kahlil Gibran]

    a te Francesco che sai donare e riconoscere la purezza del cuore – quando è SPARTITO: il suono condiviso, il sogno che ci col-lega al reale che tentiamo di incidere.

    E mentre coloriamo – Folsom prison blues, intona…

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  5. ben detto, ben scritto, ben fatto, ben VISSUTO: Chiara – la scrittura precisa (cuore e potenza di Eco: la voce); Paolo – la dignità, senza la quale nulla ha *valore*; la dignità più bella: quella che non si gonfia non si vanta. Grandi, grandi – grazie

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