Odisseas Elitis

elitis.jpg

A cura di Elena F. Ricciardi

*
V

Se ne andarono gli occhi ma precedevano le nostre anime
Al loro incontro nei cieli
Brillò attimo puro
Ansioso tremolìo
Specchio fedele delle nostre viscere

Più in alto
Nella solitaria unità delle sue stelle
Regna la Quiete

Perchè la liberammo dal nostro corpo
Perchè la svuotammo delle nostre speranze
Perchè le portammo in voto la nostra Idea

Rigenera sentimenti

(da Orione)

*
XIX

La carne del salice il fuoco primigenio della gioventù
La loquela intonsa del profumo della terra
La radice la favilla il fulmine la nube

Scavo infinito con sudore e gioia
Nelle miniere del cuore
Nelle viscere insanguinate del dolore
Tu passa attraverso gli stretti del ricordo
Più lontano sempre più lontano più in là
Là dove il deserto cancella la sua forma.

(da Orientamenti 1940)

*
Laconica

L’angoscia della morte tanto m’incendiò, che il mio bagliore si riverbe-
rò nel sole.

Quello adesso m’invia nel pieno accordo della pietra e dell’aria

E dunque, quello che cercavo, sono.

Estate di limo, riflessivo autunno

Inverno minimo

La vita reca l’obolo della foglia d’ulivo

Entro la notte degli stolti con un piccolo grillo riconvalida la norma del-
l’Inaspettato

(da Sei rimorsi più uno per il cielo, 1960)

*
Intrepido, Fiducioso, Audace

Ora io guardo alla barca che arriverà sempre vuota
Ovunque tu salga; a un Cimitero lontano sul mare
Con Korai di pietra che stringono fiori in mano. Sarà notte e agosto
Quando cambiano la guardia le stelle. E le montagne leggere
Piene di vento buio sono appena sopra la linea dell’orizzonte
Intorno odore di erba bruciata. E una pena di ignota stirpe
Che dall’alto
scende in un rivo sul mare addormentato

Risplende dentro di me tutto quel che ignoro. E tuttavia risplende

Ah bellezza anche se mai ti concedesti intera
Qualcosa sono riuscito a carpirti. Parlo di quel verde della pupilla che
per la prima volta
Entra nell’amore e dell’oro che ovunque lo posi è fuoco di luglio.
Ritirate i remi voi usi ad una vita dura. Portami là dove vanno gli altri
Vassallo del cielo chiedo di tornare di nuovo là
Nei miei diritti. Lo dice anche il vento
Da piccolo lo stupore è fiore e quando cresce è morte
Ah bellezza tu mi consegnerai come Giuda
Sarà notte e agosto. enormi arpe si udranno di tanto in tanto e
Con il poco turchino della mia anima l’Oxo Petra comincerà
A emergere dal buio. Piccole dee , da sempre giovani
Frigie o Lidie con corone d’argento e ali verdi intorno a me si radu-
neranno cantando
Quando le pene di ognuno saranno scontate
Con colori di amari ciottoli: tanto
Con fibule di dolore tutti i tuoi amori: tanto
La torba della roccia e l’orrendo crepaccio del tuo sonno non recinto:
due volte tanto

Finché una volta il fondo del mare con tutto il suo plancton invaso di
luce
Si rovescerà sulla mia testa. E altre cose fino ad allora non svelate
Appariranno come viste attraverso la mia carne
Pesci dell’aria, capre dall’esile corpo erto contro le onde scampanio di
San Demetrio il Profumato
Mentre in fondo lontano continuerà a girare la terra con una barca nera
perduta a largo e vuota.
*
Per quanto io sia povero e Ostaggio della divinità
Dolce è la vita e cerchiato di vento Dio

Le potenze celesti ascendono con qualcosa preso dalla terra
afferri qua o là una briciola di basilico o la scintilla che viene nell’incendio
Che sta per svelarsi molti anni dopo il tuo primo tatto
Brucia da un lato il falso ma dall’altro lato
Dello specchio diventa acqua
Lo sa il buondio. Tira fuori dall’allodola rami a dieci foglie
E dai laghi delle ombre tutte migliaia di sussurri
Viene assegnato come primo premio un narciso
Ma anche se dev’esserci un errore
Non rimane vuoto il suo posto. Come prolungato
Lamento un suono sovrano da una lira corrugata
Rimedia alle tascuratezze della memoria. Ed ecco!
L’ira funesta di antiche imprese scoppia di nuovo e la mente mezza mor-
ta lotta
O qui l’ingiustizia volta in oro o lì la fortuna persa
Anzi no. La corrente continua anche nel corso contrario delle acque
con reperti di luna e frammenti di guance di una piccola Giacinta
Ogni cosa ammette alla fine una lettura
Il misterioso cammino della formica e il ronzio dell’ape
Che vuoi!Tutti noi passiamo le Simplegadi
Alcune strette nel giallo e tutte nerissime col rosso
si erga una vergine screziata di baci immacolata.

*

XXV

UNA TRASLITTERAZIONE DEL SUONO fatta dallo sciabordare
delle piccole onde quando la luna si allontana e la casa
si avvicina alla riva, ci potrebbe rivelare molte cose. Sulle
vette dei sensi prima di tutto . Dove la gentilezza arriva
sempre prima, scavalcando la forza: un lunimoso celeste
color pistacchio, il ciottolo incandescente, passi solitari del
vento sulle foglie . O altrimenti : una metopa una cupola
che rendono lineare la natura come lo sciabordio rende
universale la lingua greca.

Imapara a pronunciare bene la realtà.

(da Incenso al migliore)

*

III

Uomo, tuo malgrado
Malvagio- per poco non è altra la tua sorte.
Se almeno davanti a un fiore sapessi
Comportarti
Giustamente, avresti tutto. Perchè dal poco,
Anche dall’uno talvolta – come nell’amore –
Conosciamo il resto. Ma la folla resta
Solo sulla superficie delle cose
Tutto vuole e prende e non le rimane nulla.

E’ già arrivato il pomeriggio
Sereno come a Mitilene o in un quadro
Di Theofilos, fin là a Eze,a Cap-Estel,
Insenature dove il vento assesta bracciate
Una tale trasparenza
Che tocchi le montagne e continui a vedere l’uomo
Che era passato ore prima
indifferente e che ormai dev’essere arrivato.
Dico: sì, devono essere arrivati
Al loro termine la guerra e il Tiranno nella sua caduta
E la paura dell’amore davanti alla donna nuda.
Sono arrivati, sono arrivati e solo noi non vediamo
A tentoni ci scontriamo di continuo con i nostri fantasmi.

Angelo tu che voli qui intorno
Sofferente e invisibile , prendimi per mano
Sono dorate le trappole degli uomini
Ed io non posso che restare con quelli di fuori.

Perchè anche l’Invisibile lo sento presente
L’unico che io chiami Principe, quando
La casa tranquillamente
Ancorata nel tramonto
Manda bagliori
E come in un assalto un pensiero
S’impone d’un tratto mentre altrove andavamo.

(da I Fratellastri 1974)
Odisseas Elitis, (pseudonimo di Alepudelis), nacque a Iraklion (Creta), nel 1911, da famiglia originaria dell’isola di Lesbo. Soggiornò a lungo a Parigi (una prima volta dal 1948 al ’52, una seconda dal 1969 al ’71), dove entrò in contatto con i maggiori animatori della vita culturale: Breton, Eluard, Tzara, Ungaretti, Matisse, Giacometti, Picasso. Ricoprì incarichi di prestigio, come quello di presidente dell’Ente radiofonico greco, di membro dell’Unione internazionale dei critici d’arte e di membro della Société Européenne de Culture, ottenne numerosi riconoscimenti in Europa e negli Stati Uniti, e molte lauree honoris causa dai piú prestigiosi atenei del mondo. Nel 1979 fu insignito del Premio Nobel per la Letteratura.
Raccolte poetiche: Orientamenti (1940); Sole il Primo (1943); Canto eroico e funebre per il sottotenente caduto in Albania (1945); Dignum est (1959); Sei rimorsi piú uno per il cielo (1960); L’albero di luce e la quattordicesima bellezza (1971); Sole sovrano (1971); Morte e resurrezione di Costantino Paleòlogo (Parigi, 1971); Monogramma (Bruxelles, 1971); Gli R di amore (1972); I fratellastri (1974); Maria Nefeli (1978); Tre poesie sotto bandiera ombra (1982); Diario di un invisibile aprile (1984); Piccolo marinaio (1985); Elegie di Oxòpetra (1991); A occidente del dolore (1995); Da vicino (1998, postumo).
Scrisse anche importanti saggi autobiografici o letterari, raccolti nei volumi Carte scoperte (1975); Nel bianco (1992); Il giardino degli inganni (1995); 2 x 7 e (1996). Le sue traduzioni (dalle opere di Saffo, Ungaretti, Majakovskij, Eluard, Jouve, Lorca) sono raccolte nel volume Riscrittura.
È stato tradotto in tutte le lingue europee, oltre che negli Stati Uniti, in Giappone, in Israele. Del solo Axion estí (Dignum est) si contano decine di traduzioni nelle principali lingue del mondo. Oltre al presente volume (1997), Crocetti ha pubblicato anche Diario di un invisibile aprile (1990, in questa collana, Lèkythos 12).
È morto ad Atene, nel 1996.

(Biografia tratta da “Antologia della poesia greca contemporanea, F.M.Pontani cur., Crocetti Editore,

i testi da Id., e da Odisseas Elitis “E’ presto ancora” P.M.Minucci cur., Donzelli)

31 pensieri su “Odisseas Elitis

  1. Inevitabilmente poesie a quattro mani, il passaggio della traduzione in poesia equivale in pratica ad una vera e propria riscrittura. E questo rende la faccenda complicata, affascinante…

    Cosa giudico, giudicando questa poesia?
    Riesco a coglierne l’essenza attraverso una traduzione?
    Se non conosco la lingua di partenza, posso giudicare la traduzione?
    A chi attribuire le poesie? All’autore? Al traduttore? O a entrambi? E in che percentuali?

    E soprattutto: quante seghe mentali mi sto facendo stamattina?

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  2. @stefano

    sollevi un problema che non ha trovato ancora risposte definitive e forse non le troverà.

    non potendo conoscere tutte le lingue e tutti gli idiomi mondiali la traduzione resta un modo per entrare in contatto con culture diverse
    certo sempre che il tra-duttore sia tale e non un tra-ditore del testo 🙂

    buona giornata

    elena f

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  3. Cari amici,
    una provocazione delle mie solite:
    anche i traditori hanno un posto in questo mondo, spesso più rilevante di quello degli umili traduttori
    (personalmente appartengo ad entrambe le categorie).
    Un caro saluto,
    Roberto

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  4. FK come puoi dire certe cose??La traduzione e fatta malissimo,ma apparte questo,non sei nella posizione di giudicare queste poesie..A noi in Grecia lo insegnano a scuola questo Grande poeta..

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  5. Conosco pochissimo il greco moderno, ma vi assicuro che ho sentito leggere in lingua originale le poesie di Elitis: sono davvero musica. Un canto caldo e struggente. Non è un caso che i versi di Elitis, e di altri grandi poeti greci, siano stati spesso musicati.

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  6. Cara Blumy,
    grazie per aver posto l’attenzione su un poeta che (almeno io) non conoscevo. A una prima lettura (da approfondire-riconoscimenti a parte), mi sembra che la sua, non sia una poetica radicata sul nulla.

    “Anche l’Invisibile lo sento presente…”

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  7. Certo, Ritsos, Kavafis… e poi mille altri. Che bello avere ancora tante cose da scoprire, e che angoscia la consapevolezza che non basta una vita per scoprirle tutte…

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  8. Nessuna angoscia per questo…siamo nani, non giganti.
    Non ci sono insegnamenti, se non quelli già millenari.
    Se non quelli segnati sulla “pelle”.

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  9. ciao, Paola !
    a chi si pone il problema della traduzione: le poesie di Elytis sono state tradotte prevalentemente da Crocetti, che è nato in Grecia ed è un grande stimatore della poesia di O. Elytis.

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  10. Un poeta innamorato, che dispiega senza timidezze il suo amore per la natura, per la vita.
    Nomina il divino apertamente, senza reticenze, con i linguaggi che gli appartengono.
    Ciao Blumy, è bello incontrarsi anche qui!

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  11. nota sui traduttori.

    la raccolta di questo articolo è tratta (come risulta in calce)
    dall'”antologia della poesia greca contemporanea” edita da crocetti (traduttore filippo maria pontani – nella stessa antologia anche di kavafis,sikelianòs, e seferis ) e dalla raccolta “è presto ancora…” edita da donzelli con la traduzione di paola maria minucci.

    (altri traduttori della raccolta sono nicola crocetti per i testi di ritsos e fostieris,
    maurizio de rosa per mondis, charalambidis e pierìs-
    caterina carpinato per vaghenàs)

    elena f

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  12. Salve a tutti.
    Riporto alla luce questo vecchio post per chiedere a chi di Elitis ne sa più di me un’informazione: non riesco a capire se la sua opera dal titolo originale “Axion Esti” sia pubblicata in traduzione in Italia. Mi sembra di aver capito che il titolo è tradotto come “Dignum Est”, ma non riesco a trovarne traccia nelle librerie.
    Mi sapreste aiutare?
    Un ringraziamento a tutti!

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  13. axion esti non è stato mai pubblicato in italiano. ho consegnato anni fa ad un editore la traduzione che ne avevo fatto io ….nessuna risposta. preciso che non sono un professionista del ramo ma solo un grande innamorato della grecia e della sua cultura anche recente per questo ho tradotto per me un grande numero di poemi di vari autori greci, ritsos,elytis, libaditis, ecc..peccato che non esista un interesse maggiore per la letteratura neogrca!

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  14. Per Edoardo ed Ettore.
    L’Axion Esti lo si trova tradotto dal neoellenista Mario Vitti, Presidente dell’Associazione Nazionale Studi Neogreci, nel volume della collana UTET dei premi Nobel dedicato a Elitis.
    Su Internet ci sono testo e traduzione della parte di poema musicata da Theodorakis. Magnifica opera cantata e recitata, Ha un tono da tragedia greca “viva”.

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  15. A chiunque sia interessato, suggerisco di visitare il sito di Maremagnum.com. Personalmente vi ho trovato molti volumi fuori catalogo ormai introvabili. Un esempio recente: “Un secolo di poesia belga” edito nel 1958 dalla casa editrice Maia a cura di Gianni Montagna. Un testo davvero unico, che propone un mondo tutto da scoprire per noi ma che agli inizi del ‘900 ha influenzato e non poco la nascente nuova poetica crepuscolare post-dannunziana.
    Ho letto questi post proprio perché, dopo la lettura dello spazio dedicato dalla rivista Poesia di Crocetti ad Elitis, mi sono imbattuto in questo sito cercando notizie – e libri, del Nostro.

    In merito al tradurre… penso che anche la lettura in una lingua condivisa presenti i trabocchetti che si propongono costantemente nal lavoro del traduttore. Il passaggio di un onda di pensiero e di immagini da una mente ad un’altra presuppone un filtro che può distorcere o sfalsare a volte in modo pià disastroso. Questo perché la traduzione impone una ricerca ed un’attenzione maggiore. Credo che sia da questa facilità con cui a volte affrontiamo i nostri autori nazionali che determini il famoso fraintendimento: a volte il lettore scopre cose che neppure l’autore sospetterebbe… chissà poi se l’autore in questione ha mai espresso un parere in merito.

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  16. poeta che non conoscevo e che, anche nella traduzione, rivela una ricchezza di immagini, di colori e di pensiero tali da suscitare forti emozioni. Tutto quello che la poesia esclusivamente sperimentale, che per altro leggo e apprezzo quando non è solo esercizio stilistico, in genere non dà. Grazie per averlo proposto
    Lucia Pacchioni

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  17. …Mi dispiace sentire commenti così penosi su un autore,Elitis,insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1979.Capisco che ognuno di noi ha i propri gusti,su tutto,ma definire”orrende”le sue poesie,e tutte, mi sembra un’offesa alla poesia stessa,al poeta e ai giurati dell’Accademia che lo hanno votato e scelto assegnandogli l’ambito e prestigioso premio(per me,meritatissimo).Un poeta difficile,forse,non conosciuto ai più,mai pubblicato in Italia(Peccato!),ma è un poeta che,in Grecia,viene insegnato a scuola.Caro FK,un motivo ci sarà pure.Forse sei abituato a leggere soltanto quelle poesie che vengono pubblicate su Facebbok,d’amore,semplici,facili d’ascoltare.Continua a leggerle, molte sono davvero belle.Ma,ti prego,non credo tu sia non sia in grado di comprendere certa poesia e dare giudizi su un autore i cui versi sono stati addirittura cantati, musicati e recitati….”L’angoscia della morte tanto m’incendiò,che il mio bagliore si riverberò nel sole”,…..”Scavo con sudore e gioia nelle miniere del cuore,nelle viscere insanguinate del dodore”….e ancora…”Risplende dentro di me tutto quel che ignoro.E tuttavia risplende”..”Anche l’invisibile lo sento presente”….Sono soltanto alcuni bellissimi versi delle poesie di Elitis.Che dire!Grazie Elitis,per la poesia che ci hai regalato;Peccato che non sei più con noi!…..Tony Spallino.

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  18. Seguo il commento de ILGrecο, μι μιλατε καθολου! τι λεω! ο πεδια… μι μιλατε, δεν ξερετε τι ειναι ο Ελιτις, δεν ξερετε τη ειναι η Ελλαδα, η Ελλενηκη γλοσσα,εγο ειμαι ελλινο/ιταλιδα, μιλαο πολυ καλα την ιταλακη γλοσσα και μιλαω πολυ καλα την ελλενηκη γλοσσα αλλα δεν ξερο να γραφω πολι καλα, τελιονο, πιος εισαι εσυ για να μιλας ετσι… σε παρακαλω.
    Oh, Oh, Oh mi dispiace che tu non abbia capito… Perchè? Perchè c’è scritto in greco?!?!, quello che voglio dirti, va bene il contraddittorio tra scrittura in lingua originale e traduzione ma mi sempre blasfemo dire che le poesie di Elitis o Kavafis siano brutte, leggitele prima in greco se è quello il problema, non sai il greco? Imparalo. Io per leggere orgoglio e pregiudizio della Austen me lo sono letto prima in lingua orginale. W Ellada, la culla della civiltà, della cultura. Ελπισω εσυ καταλαβενισ πεδι

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  19. Giorni fa ho partecipato ad una conferenza della Professoressa P.M.Minucci ,mia conterranea,e la ringrazio per avermi avvicinato a questo straordinario poeta, che lei ha tradotto,conoscendo il greco e avendo studiato e pertanto vissuto in Grecia.L’insegnate ha studiato Jung per comprendere l’autore, ed Elitis si rammaricò con lei, in una visita studio fatta a casa sua ,per non averlo conosciuto perché scomparso da pochi mesi . Bosogna,a parer mio, conoscere anche la biografia dell’autore per sbilanciarsi e dare giudizi gratuiti. Io ,lo trovo straordinario,e non è semplice scrivere come ha fatto Lui.
    In Francia,dopo aver conosciuto gli autori che hanno fatto la storia della letteratura mondiale,Lui ,alla ricerca di una Poesia più nuova e giovane e bella … leggeva Platone. Soltanto trovare nell’anima delle similitudini e tradurle in parole:questa è poesia, superiore. C’è chi coglie la raffinatezza e chi la critica ,ma la poesia non va giudicata, va solo apprezzata, non tutti siamo capaci di vincere un Nobel! E,indipendentemente dalle idee politiche,anche Dario Fo,per chi conosce le sue opere, sia letterarie che dipinte ,ha fatto cose straordinarie.Ma come dicevo prima :c’è chi le sa cogliere e chi no, e giudica!
    Ma bisogna anche rispettare quei piccoli autori che ci provano,se qualcuno scrive è perché ha qualcosa da dire. Pensate voi ad una poesia inventata da un bambino:non è tenerezza e musica per le orecchie …

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  20. Sto traducendo la sua raccolta di saggi critici “Anichta chartià” (Carte scoperte) e dire che non lo trovo ostico e duro da leggere e tradurre sarebbe una bugia…Ho anche le “Elegie”, edite da Crocetti editore (collana Lekynthos): che dire, entrambi i testi sono difficili, ma da essi promana una sensazione di bellezza e mistero surreale, mediterraneo, che mi fa comunque amare questo poeta…A proposito, grazie mille per aver condiviso queste stupende poesie, Elena! 😉

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  21. Pingback: Odisseas Elitis | controappuntoblog.org

  22. buonasera sto cercando un brano del poeta che mi ha citsto un ragazzo greco il quale mi disse che era di Odisseas Elitis ma che purtroppo non riesco a ritrovare. il verso recitava (credo) “Dio quanto azzurro che spendi per nasconderti alla nostra vista”. Sapete se sia proprio di Elitis. E se si quale é la poesia da cui è estratto? Grazie anticipatamente.

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