Poesia!

di Pasquale Giannino

Stoisa – “Narciso”, catrame e pittura a olio su pavimento in legno, installazione del 1984 presso la Galleria Tucci Russo

La poesia è come l’amore. Questo pensavo mentre ero “in fila al supermercato col carrello gonfio”. Prima di me c’era una coppia dall’aria insofferente: lui, un tipo “alternativo”, l’evidente calvizie “impreziosita” da un grottesco interminabile codino, i jeans pieni di squarci griffati…

la donna, un’ex ragazza dallo sguardo spento, il volto segnato da una stanchezza congenita, che il vistoso maquillage non riusciva a temperare. Il carrello traboccante di alcolici e consumismo sfrenato. Questo luogo è l’antitesi della poesia – dissi fra me – eppure si potrebbe fare un tentativo: un reading con la musica giusta, non di quelli pallosi… stile rap insomma. Chissà! Magari qualcuno di quegli avventori stressati potrebbe trovarlo interessante e fermarsi un attimo a riprendere fiato, prima di fiondarsi verso l’uscita e iniziare a imprecare poiché non ricorda in che direzione ha lasciato l’auto… E perché no? proporre delle plaquette, qualche silloge di autori senza nome… offrire una chance ai giovani poeti. D’un tratto, l’uomo che scalpitava dietro di me mi diede una spinta leggera ma nevrotica sulla spalla: pagai le mie cose e mi affrettai verso il posteggio. Quando vidi la fiumana di gente intrappolata in quella bolgia di macchine che ringhiavano feroci, pensai bene di indugiare per qualche minuto. Mi guardai intorno e notai, alquanto discosto dall’entrata principale, un giovane con dei jeans un po’ fuori moda e una polo dai colori sbiaditi. Era seduto presso una bancarella appena illuminata da una luce fioca: si poteva intuire che vendesse libri. Il ragazzo appariva assorto nella lettura. Mi avvicinai. “Interessante come iniziativa” dissi. “Grazie!” mi rispose con un ampio sorriso. “Peccato che se ne accorgano in pochi” aggiunse, con una smorfia di rassegnazione. “Ti dispiace se do un’occhiata?” “Prego! Sono qui apposta…” Erano libriccini artigianali, dall’aspetto sobrio ma gradevole e curato, per lo più di poeti sconosciuti alla massa. Uno, soprattutto, destò la mia attenzione, un volumetto dalla copertina rossa e il titolo più che eloquente: “Bitume d’intorno” di Luca Ariano, prefazione di Gian Ruggero Manzoni. Lo acquistai.

Già, la poesia è come l’amore. È un sentimento così profondo e sconvolgente che non puoi pretendere di definirlo, raccontarlo, o semplicemente abbozzarne i contorni senza rischiare di renderlo prosaico… di rovinarlo. Con la silloge di Luca, poi, la sfida è ancora più ardua: non si inganni il lettore dinanzi al ragazzo dal sorriso bonario e disarmante quale viene ritratto nel risvolto di copertina. Ariano è un autore che cela, dietro l’aspetto affabile e mite, una dirompente forza comunicativa, che ha scelto di esprimere attraverso la nobile arma della poesia, quella senz’altro più congeniale al suo temperamento da eterno “fanciullino” – dunque naturalmente incline a una visione poetica del mondo e della vita, persino nelle connotazioni più aride e avvilenti – ma le storie in versi che Luca narra potrebbero costituire benissimo il canovaccio di veri e propri racconti dalla solida intelaiatura storica e sociale. Non a caso le sue pagine sono infarcite di citazioni. Ma non si commetta l’errore di confondere tali richiami alla tradizione letteraria e culturale di cui siamo figli e coevi (fra gli altri Pavese poi, sopra a tutti, Gadda, quindi – e gli accademici storceranno il naso – Guccini, De Gregori e Corto Maltese) con una mera operazione di sfoggio e di maniera. In particolare, la presenza del grande scrittore milanese poi ‘romanizzatosi’ prorompe, titanica e imponente; l’intera silloge ne è pervasa. Non mi riferisco tanto alla lezione plurilinguistica, che Luca ha maturato attraverso un proprio originale percorso, quanto alla capacità – davvero inusitata per un poeta – di scrutare la realtà dai punti di vista più disparati, anziché rifugiarsi in se stesso e magari lasciarsi irretire da soluzioni intimistiche e individualistiche così estreme, da risultare incomprensibili, talvolta, persino al medesimo autore.

Luca Ariano – BITUME D’INTORNO – Edizioni del bradipo, pp. 59, euro 9,00

26 pensieri su “Poesia!

  1. “un’ex ragazza dallo sguardo spento”:
    viva quelli con qualcosa nel cappello (ma loro credono sia un portafortuna) che non saranno mai ex ragazzi.
    E, naturalmente, misericordia per tutti.
    Un caro saluto,
    Roberto

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  2. “La poesia è come l’amore”. Per un attimo l’avevo pensato anch’io e stavo per scriverlo in un commento qualche tempo fa. Mi era però sembrato pazzesco che solo mi avesse sfiorato un pensiero ..simile :)) e ho receduto dal postarlo. Mi era sembrato assurdo aver fatto assurgere la poesia a uno stato di “nobiltà” così puro. Vedo però che non sono sola ad avere avuto questo pensiero ‘fuorviante’.
    Grazie Pasquale, e se così è, come dici, un grande complimento a Luca.
    Ciao a tutti

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  3. @Un grazie a Pasquale e Gian Ruggero!Mi piace Pasquale questo tuo modo originale di parlare di un libro di poesia, del mio libro.
    Ce ne fossero di scrittori che comprano libri di poesia.. 😉
    Ammetto che molti cantaturi (all’elenco aggiungo Vecchioni, Lolli, Piero Ciampi) mi hanno molto più influenzato di molti poeti italiani loro contemporanei che tanti miei coetanei riconosco maestri o comunque fondamentali nella loro poesie.
    Io sono sempre per i nonni o bisnonni come Sinisgalli, Gatto, Parronchi, Pasolini, Bertolucci, ecc.
    Qualche maestro più giovane ce l’ho ma non giunge a grandi circuiti e non può elargire favori come altri della sua generazione. Ci siamo capiti!

    @ Un Grazie a Roberto, Rina, Marco e Stefano per l’attenzione che so hanno sempre anche per le mie poesie.

    Un caro saluto

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  4. “Un Grazie a Roberto, Rina, Marco e Stefano per l’attenzione che so hanno sempre anche per le mie poesie.”

    Sei uno dei miei preferiti, senza retorica, una poesia che si riconosce e si caratterizza e non è poco con tutto il “copia-incolla” che flagella la poesia contemporanea. 😉

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  5. Grazie Marco, davvero!So che sei persona schietta nei tuoi pareri e questa tua affermazione mi lusinga e mi emoziona.
    Diciamo che cerco di scrivere quello che sento, senza ossessioni o ansie varie che putroppo affliggono molti poeti che paiono più essere interessati a tutto quello che c’è attorno alla poesia che alla poesia stessa.
    Il poco edificante spettacolo dato in questi mesi dal Premio Viareggio (ho appena letto il carteggio reso pubblico dalla presidente di giuria: lo trovate su http://bertop.splinder.com/), tanto per fare un esempio, uno dei maggiori premi di poesia italiana, dovrebbe forse farci riflettere su quale sia oggi il senso dello scrivere e del pubblicare poesia e quanto valga entrare in certi ambiti e circuiti. Cosa centra tutto ciò con la poesia?
    Come ho scritto in passato – mi pare proprio in questo blog – mi diverte molto (non nel senso di farmi una risata, ma di piacere, godimento) scrivere e ancor più leggere poesie. Se sarò bravo, dotato e sarà destino che le mie poesie restino bene, sennò amen, mi sarò comunque diverito… Cito un verso sempre verde: “Se son rose fioriranno” sennò ci saranno altri fiori più profumati e colorati.

    Un caro saluto

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  6. Carla sinceramente penso che ognuno abbia poi una sua visione in queste cose. A me la poesia piace molto sia leggerla che sopprattutto scriverla (vedi commenti sopra) però la poesia fa parte della vita, è una delle attività della vita. Per me tutte le cose inerenti alla Vita (con la V maiuscola)in particolare ai rapporti umani sono superiori a qualsiasi poesia o verso: amore, amicizia, affetti, rapporti interpersonali, famigliari, ecc. Non vorrei averti dato una risposta banale ma io la vedo semplicemente così.
    Grazie per l’attenzione!

    Un caro saluto

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  7. per luca ariano.

    un caro saluto.

    io, salutavo tutti
    caramente. e carla
    specialmente.
    era caro, il mio saluto
    talmente caro
    che non costava niente.
    per ogni occasione
    a pasqua, a natale
    a ferragosto, in festa nazional
    un caro saluto
    non si nega a nessun.
    un caro saluto. lo fo a dio
    alla madonna, al padre
    e al figlio. lo fo all’amico
    al poeta, alla puttana.
    al pappa e al papà,
    alla mamma e a choukaharian.

    (inedito).

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  8. Che fatica ‘sto Solmi però… adesso se scrivo per mail “un caro saluto” sembra che invece voglia dire chissà che cosa…

    Però non male l’inedito!

    fem

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  9. Un grazie di cuore to everyone, ma “consentitemi” di rivolgere un plauso particolare a Ruggero Solmi. Che bella poesia, complimenti! Erano anni che non sentivo declamare versi così intensi. Quale afflato! E quale profondità nel messaggio poetico! Però ascolta Ruggero, sii gentile, francamente mi sfugge la chiusa: quel choukaharian e, soprattutto, l’accostamento alla “mamma”…

    Un CARO saluto a tutti voi e – senza offesa per nessuno – un abbraccio grande a Luca, Gian Ruggero, Fabry e un bacione a Rina.

    Pasquale

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  10. Una lettura fatta col cuore, quella di Pasquale, ma allo stesso tempo attenta nel cogliere, del lavoro di Luca, gli aspetti di contenuto quanto la dimensione umana e sociale del suo autore.

    Un saluto ad entrambi

    Giovanni

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  11. Grazie Giovanni per l’apprezzamento verso la mia persona e la mia opera. Sai che la stima è reciproca!

    Un caro saluto

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  12. Ho letto solo ora questo testo di Pasquale Giannino, ed ho, in questi giorni di estate in liquidazione, portato a termine la lettura della bella raccolta di Luca Ariano. E’ un testo importante (quello di Giannino) come è importante “Bitume d’intorno” di Luca. Un’indicazione di lettura che vale la pena seguire.
    Enrico

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