Interzona #5: Alfieri & Salieri Band

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Formazione della band: ruggerosolmi, Laura, Fabrizio, Carla, cf05103025, Pamela Canali, Stefano, f.s.

[quel che segue è il collage dei commenti (vedi QUI). Non ho aggiunto una parola, ma combinato, tagliato, incollato, amato]

Alfieri & Salieri Band.

Atto 1°

Vibrala, su: me non vedrai tremante
nutrir la vena mia che or sento piena
io mi schernisco il viso al tuo cospetto
che a fiotti il sangue mi animi la morte.

E la madre insegnò al figlio la paura
ché il padre non usa misericordia

la tavola imbandita esige cura
ma è solitario l’angolo che cresce

come confini della terra, la via
che ricopre il tuo volto senza bocca

la bocca brama l’indaco, la sera
la luna mesce piano ogni languore

perché io sono povero ed infelice
fra gli dei smarrito in soverchie selve

Atto 2°

Inver di Vittorio mio,
caro e diletto zio,
pur tuttavia nepote del magno Benedetto,
che ogni carta aspersa di segni,
celava in suo cassetto,
da lui ancor mi aspetto
che in sogno si manifesti vuoi riveli,
onde più non mi si celi,
il loco remoto e ascoso,
ove ripose la cassetta dei marenghi, porcoboia, che mi avea lasciato in eredità e senza quella non riesco a spuntarla sull’ICI, a sputar lira o euro per cui sentomi affamato anco disperato, dico assetato, e purtuttavia lui tenne per sè mille vigneti coltivati a Nebbiolo e Barbera e,
boiafaus,
son qui all’asciutto,
semidistrutto.

Cotanta intelligenza dispiegata
e piegata alle lettere
costretta e avvinta allo scranno
da un maestro di nodi
Deboli la volontà e la carne
I cavalli nitriscono
rinchiusi nele stalle
donne impazienti e traditrici
invano inviano missive e messaggeri
Ecco finalmente trenta liceali
che hanno l’Adelchi da leggere
ma nel primo trimestre
l’hanno già venduto
senza guardarne un rigo
Si declama in classe
ma loro non ascoltano
preparano matematica
per l’interrogazione
Una pagina dell’Alfieri plana
nel silenzio assoluto,
strappata dal libro della prof
carta buona per alianti

La forza di uno sguardo che decide
La direzione sottesa dalle orbite
Il senso nascosto di tutte le parole.
Ogni suo gesto racchiuso nel guanto
Del corpo, nell’ossessione
Di non poter capire. Goccia
Dopo goccia, stille di giorni
Le ore dell’abbandono.

e io me la portai in ispalla
ispana americana tutta tana
(donna nana), così che avea capito
che a ronzar appiedi pel monte
(come l’omo della frutta)
fui io.
Ei fu dunque la bella lavanderina
che lava i fazzoletti,camicie e camisetas
papel y servillietas.
onde per cui medie poscia la posse
99 nel sessantanove (anno di grazia)
e confidenze e intimità
vennero coi cavalli dall’appennino
i gauchos de noantri.
portace ‘n antro litro, oste de la malora!
urlò, siccome y lebole, dato il mortal defilo, all’inglese ei andò
con nella sacca mille lire al mese
s’io potessi habere
de l’habanera y el tempa.

alfieri, alfieri
e salti di cavalli,
pedoni e lavavetri incarcerati
regine e re
di reggio e recanati
torre del greco
e scacchi sgangherati.

Atto 3°

Dialogo di un fans dei Siouxsie e di una passeggera.

X: con licenza di padre fabrizio, dirò che mario salieri (napoli, 1957) ha dato alle stampe decine di film di argomento unico. ma trattati in vario modus in rebus.
per kevin ghoram, il famoso critico neozelandese, salieri “sposta in là il senso del pudore antonioniano, laddove loach era in grave riff raff. salieri spunta come un fungo atomico nel what’s happening ginsbeghiano, la sua ricerca è rauschenberghiana nella misura in cui(l)restif de la bretonne era un san francesco del protoporno e de sade era il pasolini di leurartri.

Y: Tolto quel “rauschemberghiana” (relativo credo a Rauschemberg artista e non a un omonimo altro regista… spornazzone, ehm … giusto? ) io non c’ho capito niente.

Coro:

alfieri, alfieri
e salti di cavalli,
pedoni e lavavetri incarcerati
regine e re
di reggio e recanati
torre del greco
e scacchi sgangherati.

X: cara Y, l’alfieri era il mario salieri della letteratura di allora. e ho detto tutto.

Y: beh, Y, la prego!

X: senta, per salieri posso approfondire…

Y: Ho capito. Siamo in caduta libera.

X: un grande. ha la lucida e geometrica lentezza di un kubrick post-lolita e prepuzial eyes wide shut. vorrei segnalare anche la grande attrice deborah wells, e il bravo e giovane francesco malcom, due capisaldi del porno salierano.

Y: Sono partita da quel “modus in rebus” e, armata di penna e calcolatrice, ho iniziato a sommare una roba a tocchi di questo calibro: la faccia di padre Fabrizio (una faccia da prete come solo quella di Aldo Fabrizi in b/n) acconsente con un gesto della mano a dare il via all’operazione matematica ( “Prego! ” ) . Autorizzata, inizio con l’illustrissimo signor Ghoran ed il suo cappotto di licheni che “spinge in là” Kim Rossi Stewart e la Sastre (Al di là delle nuvole) proprio in quel punto dove Ken Loach discute per l’ennesima volta con Carlyle se sia il caso o no di darci maggiormente dentro con l’introspezione operaioincazzata. Kim e Inès, lì, nudi come lombrichi non sanno bene cosa fare e iniziano a partecipare alla discussione. Il clou dell’ormai battibecco esplode in un fungo atomico di proporzioni Salieresche. Un attimo prima passa Ginsberg, assolutamente assorto nella sua Plutonian Ode. Con i resti di ciò che è rimasto, sparsi in giro per il pianeta, Salieri si sente Rauschemberg e si lancia in un Combines. Pensa, fico, no? Ma una voce in francese alle sue spalle gli fa capire che boh, forse gli tocca aggiustare il tiro, che… non sa (in fin dei conti, a parlare è un san Francesco aureolato col lupo a destra e una Colombina mezza nuda a sinistra, da bravo protospornazzone quale è. Salieri è confuso. Qui, ci vuole una pausa. Tanto bene, Pasolini e De Sade guizzano da dietro un cespuglio, fanno un fischio ai due e chiedono se per caso prenderebbero un caffé al bar, proprio all’ angolo (un angolo dove finalmente il rimuginìo, i numeri e i protagonisti troveranno un attimo di pace).
Ora, la mia domanda è: qualcuno conosce la prova del nove ?

[Numeri di Interzona]

10 pensieri su “Interzona #5: Alfieri & Salieri Band

  1. Buon giorno, f.s. !
    Avevi ragione. Conveniva avere fede. Gustosissimo, il tuo programma radioeuforico!
    Felice di avervi fatto parte.

    divertitamente
    laura

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  2. Fratello Francis Stone, sei un mito. Un pazzo e un genio, come dice ruggerosolmi – con il quale concordo, ovviamente. Ed è perciò che ti ADORO!

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  3. E’ che mi comparve in sonno la fantasima dello zi’Vittorio mio bello, l’Fiero, come stentoreo lo definia l’avo mio esimio Alessandro, e non mi perdonò l’affronto del dir su di lui midesimo tali sconce locuzioni.
    Per cui, ahimè, mi risvegliai con impronta livida sul volto di ben quattro dita, de la man sua robusta e di gloria onusta.

    MarioB.

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