Oltraggio alla rosa


Röslein, Röslein, Röslein rot,
Röslein auf der Heiden
(Goethe)

Piccola rosa rossa, piccola rosa
non di bosco o giardino ma di serra,
non avevi profumo, e il tuo colore
era così pomposamente rosso…

Non era terra quella che ti ha cresciuta,
non conoscevi il sole,
la pioggia non ti ha mai bagnata.

Il tuo rosso sfrontato,
piccola rosa rossa fuori stagione,
rosa insipiente e orgogliosa,
era un’offesa al pallore
dell’amante che medita vendette.

Ora che ti ho stritolata fra le dita,
piccola rosa contusa,
hai più colori di un arcobaleno.
Sei rossa amaranto violacea
ciclamino lilla bluastra.
Somigli ad orbite peste
di occhi che hanno pianto.

L’oltraggio ha spremuto quel profumo
che non volevi concedere, o vanitosa.
Ora posso spargere i tuoi petali
sul salmone rosa ben grigliato.

14 pensieri su “Oltraggio alla rosa

  1. Ognuno ha una sua Röslein, Marina. Spine comprese. Le rose sono sempre belle, non tutte profumano, ma tutte sono delicate.
    E io sono un uomo cattivo.

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  2. Giovanni, mica sei tanto cattivo: un cannibale romantico, al più!

    Anna, grazie di esistere lo si dovrebbe dire a tutti anche al compagno benzinaio che ti fa il pieno. grazie di esistere, Anna!

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  3. Cara Marina, mi fa piacere dirti che i benzinai (e le benzinaie!) sono una trave portante della mia poetica. Peraltro Giovanni non può non sapere che nel suo letto si dorme troppo bene (mamma mia quanta pubblicità che ti faccio, carissimo romantico col pizzetto! Sono proprio un cane sciolto poetico, và là…)

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  4. Qui ti esponi ai commenti, perfido giovanni (cfr ultima discussione). A casa tua no, in casa d’altri sì.
    Complimenti anche per la raffinatezza culinaria.

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  5. ehmm… Anna, non facciamolo sapere alle mie fidanzate…

    Sappiamo dei tuoi benzinai, sappiamo… (“QUARTINE DI LARGO MURANI” potresti postarla qui, anche se chi non ha mai visto una cabina telefonica non capirebbe gli ultimi versi).

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  6. Gesù, capirei ancora non avere mai visto una gallina, ma una cabina telefonica… Siamo già a questi punti di non ritorno??? 🙂

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  7. Caro Giovanni
    E’ la terza volta che passo di qui e la leggo, la rileggo…
    adesso mi sento di dire che ci sono entrato, dentro.
    Pare ‘na poesia facile, con ‘sta rosa buttata lì, un po’ pesta, invece il suo cuore/gsmbo è arduo da svoltolare dall’involto di carta d’argento,
    e punge sottile,

    bravo!

    MarioB.

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