35 pensieri su “Onore alle donne e viva il romanzo storico! Mariolina Venezia vince il Campiello.

  1. Con tutta la simpatia pe’ ‘sta ragazza, per quali mai ragioni non premiare Fruttero? Ah, saperlo saperlo.

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  2. Me ne hanno parlato un gran bene di questo libro!Lo leggerò presto assieme alla Agus. Per fortuna il tutto esula di premi letterari…Dai, di che ci stupiamo? Ormai i premi letterari sono come i telegatti – fatte le debite proporzioni… 😉

    Un caro saluto

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  3. ah Chouk, non era un premio alla carriera. L’ultimo Lucentini brillava poco. L’hanno applaudito in piedi come si fa per chi sta lì lì per…. roba da grattarseli. Come quando applaudono chi fa cent’anni perchè ha fatto cent’anni. Bene ha fatto il Lucentini a schermirsi dicendo che non era George Clooney.

    PS
    Perché è sparito il post ad minchiam in cui stronchi Nori?
    Mistero o censura. Boh: Che lo spirito santo o Allah m’illumini.

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  4. Della sparizione di Ad minchiam 6 con la trentina di commenti accumulati mi sono stupito anch’io. Mancanza di rispetto, peraltro, per chi si affatica a commentare…

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  5. lo leggerò al più presto, domani. Non sento la mancanza di ad minchiam su Nori, del post si, dei commenti no. Mistero probabilmente, bisogna aver fede?

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  6. Il post faceva così:

    “[scappare] Un treno che passa in stazione a tutta velocità tutte le volte per me è una cosa che mi vien da scappare.
    [cominciato] Ho cominciato La coscienza di Zeno non mi ricordavo, che fosse così bello. Che era bello me lo ricordavo, ma così bello non mi ricordavo.
    [passato] C’è stata un’estate, a Basilicanova, che abbiamo iniziato a prendere le mosche con le mani.

    P. Nori, La vergogna delle scarpe nuove, Milano, Bompiani, 2007, è 254 pagine scritte così. 7 anni fa, parlando di Le cose non sono le cose, Andrea Cortellessa (l’ottimo Cortellessa, onore a Cortellessa) diceva che questa scrittura rimanda alle “pratiche disumanizzanti del lavoro ‘flessibile’ in epoca postindustriale”. Qua di disumano c’è, sempre con il dovuto rispetto, solo la pazienza richiesta a chi legge questa sbòbba. Anche per ragioni simili non si discute il fatto che Antonio Silva è grande.”

    I commenti, magari, li pubblico sul mio blog, al grido di “Noi la farem vendetta”:- )

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  7. Angelini, scusa il ritardo, perdonami, ero in tutt’altre faccende affaccendato, ma devo dirtelo, una persona come te “merita” questo ed altro: quella che hai pubblicato sul tuo blog è un’ulteriore cialtronata, degna soltanto dell’autore del commento (sic!, nevvèro) n. 13 al post “Tougher than the rest”.

    Non contento, adesso vai cercando altri pretesti per mestare ancora nel torbido e poi correre all’ennesimo duetto “casalingo” col tuo compare di merende.

    Siènt’, ma p’cché nun t’ fai nu poc’ ‘e cazz’ tùje?

    Francesco Marotta

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  8. La cosa divertente è che, pur avendo ragione io (l’attacco gratuito di FK nei miei confronti, la mancanza di rispetto per i commentatori nel caso di Ciukka)c’è sempre qualcuno pronto a schierarsi dalla parte del torto. Quanto ai contenuti del mio blog, se permetti li decido io. Puoi fare a meno di visitarmi, se credi. E di leggermi anche qui, dove, pur avendo rifiutato il ruolo di redattore per mancanza di tempo, ogni tanto ho piacere di lasciare qualche brioso commento.

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  9. I tuoi “briosi” commenti sono delle precise provocazioni, lo sai benissimo; e poi te lo dimostro, con un solo dato, tra i mille possibili, alla mano.

    In quanto a quello che tu chiami “attacco gratuito”, anche un cieco si accorgerebbe della differenza abissale che esiste tra un “sei finto”, riferito a un testo di dubbio gusto, con relativo emoticon depistante, e un “sei un uomo mediocre”: il primo riguarda ciò che è scritto; il secondo è volgare (l’aggettivo, riferito a chi l’ha scritto, sarebbe ben altro, ma mi astengo), perché va al di là di una banalissima disputa in rete, che lascia il tempo che trova, e investe una persona “reale”, che tu, per tua somma sfortuna, nemmeno hai mai avuto il piacere di conoscere: avresti scritto ben altro, te lo assicuro!

    Ora: dire “sei un mediocre scrittore”, “i tuoi libri sono mediocri”, ci sta: pur senza nessuna argomentazione espressa al riguardo, potrebbe sempre passare per un “giudizio letterario”. Ma quello che tu hai scritto, a quale genere è ascrivibile? Secondo me, a pura e semplice volontà di offendere. E io, se permetti, nevvèro (e anche se non permetti), non me ne sto zitto, indipendentemente dall’amicizia, quando vedo accusare qualcuno che conosco di essere l’esatto opposto di quello che è. Ti è chiaro il concetto?

    La “provocazione”, Angelini (come vedi, ti chiamo per nome: il fatto che tu ti rivolga in questo modo solo quando parli ai tuoi “amici”, la dice lunga sul rispetto che mostri per gli “altri” interlocutori: io, non so se l’hai notato, mi sono firmato, due volte): eccola, una delle tante.

    Il 31 agosto, alle h 20.41, rispondendo sul tuo blog a una tua precisa domanda delle h 20.11, Fabrizio spiega in modo molto preciso il perché della scomparsa del post (sic!!!) che ti sta tanto a cuore. Punto e basta, ammesso che fosse tenuto a darti spiegazioni.

    Ora, qui, in questo thread, dove non ci azzecca ‘na mazza, perché continui, fingendo “innocenza” e “cura” (sic!) per i diritti dei commentatori, a chiedere e a investigare sull’argomento? Quale altra ragione, se non quella di tenere il “piatto caldo”, aspettando un ulteriore svacco? Questo, al mio paese, si chiama “mestare nel torbido”.

    Quanto all’altra “chiara e distinta” espressione “di rispetto”, non so se tua o di un tuo sodale, riguardo a un “la poesia e le spiritosaggini”, ebbene, tienitela/tenetevela per voi: alla costruzione di questo sito ho contribuito anch’io, mettendoci più di quello che tu o qualche altro potreste mai immaginare: e non permetto a nessuno di offenderlo!

    La prossima volta, egregio, sparo ad alzo zero, i.e.: uso ben altro linguaggio.

    I miei saluti.

    Francesco Marotta

    Eccola

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  10. Caro Chouk penso anch’io che premiare Fruttero sarebbe stato una sorta di omaggio alla carriera più che un vero riconoscimento alla scrittura, cmq inimitabili lo stile e la simpatia del ‘grande vecchio’. Gli altri due autori maschi (Alessandro Zaccuri, nostro compagno di viaggio, con ‘Il signor figlio’, Mondadori, e Romolo Bugaro, ‘Il labirinto delle passioni perdute’, Rizzoli) per me hanno scritto libri troppo ‘farciti’ e ‘sapienti’, seppure gli argomenti oltremodo diversi fra loro. Milena Agus (‘Mal di Pietre’, Ed. Nottetempo) è quel tanto ‘matta’ che m’ispira (…ancora non ho letto il suo libro, già finalista allo Strega)… poi la romana Nottetempo, di Ginevra Bompiani e Roberta Einaudi, http://www.edizioninottetempo.it/ non è certo la Mondadori, sebbene, oggi, per quel che riguarda la narrativa, e non solo, forse abbia un catalogo più interessante della milanese… quindi due volte onore.

    Anche a me dispiace che l’ultimo post di Chouk sia scomparso visto il come mi ero impegnato a ricordare Nori, Cavazzoni, Il Semplice etc… ma così va la vita quando si bisticcia poi ci si riconcilia.

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  11. questa storia del post di Giovanni sta diventando una leggenda. ringrazio Francesco per l’intervento in difesa di LPELS. non so quali siano le regole per l’utilizzo del materiale pubblicato: forse bisognerebbe chiedere il permesso, vista la precisazione inserita nel blog: “Tutto il materiale qui pubblicato, laddove non diversamente specificato, è da intendersi protetto da copyright”. per quanto riguarda l’atteggiamento di Lucio, credo sia dettato da una vena goliardica che a volte lo spinge fuori del seminato, per cui qualcuno s’incazza di brutto. io ho una pazienza leggendaria quasi quanto il post del Chouka, forse perché prima ero un violento, come fra Cristoforo, e mio padre diceva che mi avrebbero ammazzato con una coltellata. poi ho fatto altre scelte, e ora sono quasi a prova di bomba. aggiungo: mai essere troppo sicuri, però:-)

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  12. Soave Marotta, sei in malafede. Al “finto” di FK mi ero limitato a rispondere “Finta sarà tu nonna”. Poi lui ha alzato il tiro… Non capisco, peraltro, perché Chouka possa dire di Nori “Qua di disumano c’è, sempre con il dovuto ***rispetto*** (?), solo la pazienza richiesta a chi legge questa sbòbba” e io non possa definire mediocre una persona che, senza nulla sapere di me, al momento del mio insediamento come coordinatore del comitato di lettura di Vibrisselibri si è lasciata andare pubblicamente (su Nazione Indiana) a dichiarazioni quali quella da me riportata, che insulta implicitamente anche Giulio Mozzi, definendolo qualcuno che sceglie le persone a seconda di quanto scassano la minchia. Peraltro, se scorri il colonnino dei commenti, noterai che ho subito attenuato l’aggettivo “mediocre” con un generoso “discontinuo nell’impegno e nei risultati”:- /. Proprio di recente, in effetti, di FK ho letto un’opera che mi è parsa tutt’altro che esaltante, così come anche lui ha definito “mediocri” (e tu “cialtronesche”) le produzioni del mio blog. Punti di vista, no? O dobbiamo tutti ricoprirci di complimenti ad ogni piè sospinto? La spiegazione di Fabry era assurda: un post pubblicato il 29 non può scomparire il 31 per “l’uscita temporanea del Chouka, che ora però è rientrato”. Commentare un post costa fatica, e uno non può cancellare 30 commenti solo perché si assenta due giorni. Allora fa a meno di lanciare una provocazione forte (quella sì!)contro un autore che, controversie a parte, ha trovato una propria strada letteraria e generato legioni di imitatori. Quanto al copyright, mi pare che tutto ciò che si pubblica in rete possa essere linkato o citato tranquillamente, e i commenti al post di Giovanni sono – per fortuna – ancora in google. Il copyright ha a che fare con il plagio. Faccio notare, comunque, che Vibrisselibri e gli editori più progressisti hanno optato per il copy-left. Per il momento mi fermo anch’io qui, o fratello Francesco (“fratello”, parola tremante nella notte…):-/

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  13. Lucio, la mia spiegazione non era assurda: Giovanni ha voluto cancellare il post; non quello solo, ma anche tutti gli altri; gli ho detto che non ero d’accordo, ma non potevo imporre la mia volontà. di Marotta tutti conoscono la levatura morale e di Franz tutti sanno che ha talento e che è una splendida persona; non insisterei, al posto tuo, su posizioni che rischiano solo di andare contro ciò che abbiamo segnalato nella colonna di destra: “Il sito è moderato, nel senso che non si accettano commenti che insultino o denigrino l’interlocutore”. so che tu usi un registro ironico, ma non tutti sono pazienti come me, quindi ti potresti trovare “moderato” da un momento all’altro:-)

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  14. Ultima replica: Fabry, a insistere nel vedere solo i miei torti sei tu. La provocazione partì da FK. Punto e basta. Addio alla poesia e soprattutto allo spirito di parte.

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  15. Tornando al libro, sempre che vi interessi, mi spiace dirlo soprattutto perché anche io sono di origini lucane, ma non si capisce proprio come la giuria abbia potuto far vincere un libro del genere. Passino i primi tre capitoli, scritti con stile marqueziano (e anche qui ho come la vaga impressione che in Italia, perse le radici amerinde, il realismo magico sia diventato una sorta di rito celebrativo, ma di cosa poi?), il resto è scritto subito perdendo il polso stilistico e trasformandosi in pura cronaca, manifestando inegualità di scrittura e ispirazione. Boh, io in questa vittoria non ci capisco nulla o, forse capisco tutto (ma solo se le sue ragioni sono metatestuali, ohibò, scusatemi la parolaccia), ma mille anni sono solo noia. Va beh che della Lucania si voleva dire che è una terra senza tempo, ma qui mi pare pure senza storia. E che facciamo girare Levi e Scotellaro nella tomba?

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  16. Caro Antonio come avrai notato certo non ho esaltato trionfalmente il lavoro della Venezia, mi sono limitato a sottolineare che sono felice che abbia vinto una donna e un romanzo di impianto storico, linkando una recensione apparsa in Stradanove… sia perché le donne esistono in arte (e, spesso, nell’oggi, danno ‘paga’ o molti uomini) sia perché in molti avevano detto che il romanzo storico era ‘roba’ andata, quando, invece, nell’oggi, proprio per i motivi d’identità che dici, per me ha, ancora, una grossa valenza (io assertore, da sempre, del genius loci… così che tu possa intendere meglio le mie precedenti affermazioni – cmq gusti miei e mie teorie, ovviamente). Come tutti gli anni gli organizzatori e i ‘lavoranti’ al Campiello hanno elogiato la cinquina di grande valore che ci proponevano… quando sappiamo benissimo quale sia il valore narrativo presente oggi in Italia. Diciamo che la cinquina del Campiello, come poi quella dello Strega etc. (e riguardo ai premi sono della stessa idea di Ariano al #3), è specchio di una realtà (allo Strega, ad esempio, si è fatto di tutto per far vincere Ammaniti…) e della crisi in atto che stiamo vivendo e subendo, quindi non stupiamoci più di tanto. Il romanzo della Venezia è opera nazional popolare. Del resto anche lei, in sede di premiazione, onestamente lo ha detto: ho fatto di tutto (cioè ho costruito un libro) al fine di piacere ai lettori… più chiara di così!? Logico che gente di palato fino (fra cui, modestamente, mi pongo) non sono su quella stessa lunghezza d’onda, ma meglio la Venezia che, magari, può far riavvicinare il pubblico alla lettura che Zaccuri il quale ha scritto un libro di ‘peso’ (nel senso alto del termine) ma più per per me o per te, che per gli sbandati e sbadati lettori italioti… che fa rima con… (?) Grazie del tuo commento. E grazie a chi finora è intevenuto.

    Lucio, Google ha definitivamente cancellato il post di Giovanni, quindi amen, come direbbe e dice Fabry.

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  17. Caro Manzoni,
    in realtà sono molto d’accordo con quanto dici sia sulle scrittrici che sul romanzo storico. E il mio stupore in realtà era piuttosto retorico, ché ormai pur volendo accettare una certa qual intrusione delle case editrici nella lotta per accaparrarsi un premio (Einaudi lo fece, credo nobilmente per Gadda, in terra di Francia), la misura s’è persa e soprattutto l’equilibrio tra valore dell’opera proposta e pressing sui giurati. Il fatto è che forse poi, come giustamente accenni, mi pare, la letteratura sia un po’ come la politica e la tv: pura espressione, nella fattispecie, di chi legge. E questo gli editori e certi critici lo sanno bene e ne abusano con effetto d’ulteriore appiattimento. Ahinoi! anche se io di star sul trespolo a fare la maschera schifata dell’intellettuale che guarda dall’alto in basso l’immondizia, non ce la fo’. E però, poi, come se ne esce?

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  18. @Manzoni
    Ovviamente quando parlo di faccia schifata non mi riferisco affatto a te, ci mancherebbe, anche se quanto ho scritto, rapportato a quanto dici dello Zaccuri, potrebbe farlo pensare.
    Grazie per la risposta #20 e buon lavoro

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  19. angelini, se ne vada. non ha capito che qui non è voluto? se lo dicessero a me – se me lo facessero capire – io sparirei all’istante. ma lei evidentemente pur di apparire farebbe qualsiasi cosa, tipo uccidere sua madre. è ridicolo, tutto questo, lo sai? come è ridicolo quel suo post su fk, ed è ridicolo questo suo scomposto muoversi in rete, dicendo che lei ha ragione quando è a tutti noto (meno che a lei, chissà) che lei è il provocatore number one della rete. ma vada, no? vada…

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  20. Angelini è una ricchezza, mandarlo via una perdita.
    Potreste almeno dedicargli una dedica, una canzone, in nome dell’amore che vi ha uniti…

    VATTENE AMORE (minghi e mietta)

    Vattene amore
    che siamo ancora in tempo,
    credi no, spensierato sei contento,
    vattene amore
    che pace piu’ non avro’ ne’ avrai,
    perderemo il sonno
    credi di no,
    i treni e qualche ombrello,
    pure il giornale leggeremo male caro vedrai,
    ci chiederemo come mai
    il mondo sa tutto di noi,
    magari ti chiamero’
    trottolino amoroso
    “Dudu Dadada”
    e il tuo nome sara’ il nome di ogni citta’,
    di un gattino annaffiato che miagolera’,
    il tuo nome sara’ su un cartellone che fa’,
    della pubblicita’ sulla strada per me
    ed io col naso in su
    la testa ci sbattero’,
    sempre la’ sempre tu…
    ancora un altro po’
    e poi ancora non lo so.

    Vattene amore,
    mio barbaro invasore,
    credi di no,
    sorridente truffatore
    vattene un po’
    che pace piu’ non avro’ ne’ avrai
    e piccoli incidenti caro vedrai
    la stellare guerra che ne verra’,
    il nostro amore sara’ li,
    tremante e brillante cosi,
    ancora ti chiamero’
    trottolino amoroso
    “Dudu Dadada”
    e il tuo nome sara’ il freddo e l’oscurita’,
    un gattone arruffato che mi graffiera’,
    il tuo amore sara’ un mese di siccita’
    e nel cielo non c’e’ pioggia fresca per me
    ed io col naso in su
    la testa ci perdero’
    sempre la’ sempre tu…
    ancora un altro po’
    e poi ancora non lo so

    Ancora ti chiamero’ trottolino amoroso e
    “Dudu Dadada”
    e il tuo nome sara’ il nome di ogni citta’,
    di un gattino annaffiato che miagolera’,
    il tuo nome sara’ su un cartellone che fa’ della pubblicita’
    sulla strada per me ed io col naso in su
    la testa ci sbattero’,
    sempre la’ sempre tu…

    Ghega

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  21. che palle! è proprio vero che i complessi d’inferiorità della gente si misurano dalla lunghezza delle code polemiche che sono capaci di portare avanti.
    un consiglio per tutti…non ti curar di lor ma guarda e passa…

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  22. OT
    E’ che sul post relativo a Nori, si stava intessendo un dialogo tra Andrea Barbieri e me relativo a “prodotto” e “intrattenimento”;
    un po’ mi dispiace che sia sparito,
    ma fa l’istess….

    MarioB.

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  23. e che sarà mai? ho dato un consiglio d’amico a angelini, cinciallegra. la mi creda sulla parola. ma quale nervoso? sono disteso come dopo un trattamento dalla maitresse di fiduscia. l’ha ben capito? e adesso la mi lasci stare, che le liste aumentano.
    saluti
    rs

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  24. Lei povero Angelini è solo un mentecatto. Lo si evince da quel che posta nel suo spazietto delle meraviglie. Sostengo totalmente quello che Marotta scrive di lei. Sparategli a zero oppure ignorate il suo zero così smette di farsi pubblicità. Ma poi chi è questo Angelini? Cosa ha mai fatto in vita sua per poter dare giudizi? E’ un galoppino di Mozzi e niente più.

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  25. Angelini, nel suo blog, ha semplicemente evidenziato la contraddizione tra il proposito di “dare vita a una cultura dell’incontro fraterno e della solidarietà” e la realtà di personaggi che riversano in Lpels commenti astiosi e offensivi quali quelli che si leggono qui sopra.

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  26. un santo. davvero. e tu ti chiami come? imparziale? ma ci sei o ci fai? ma l’hai letto quel blog? è feccia. feccia della feccia.
    saluti,
    rs

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  27. Solmi: aspettiamo con ansia di leggere il suo blog, mancando il termine di paragone non è facile capire cosa sia feccia e cosa no.

    Ghega

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  28. Ruggero Solmi, per le baggianate che propone lei, dovrebbe solo tacere. Ringrazi solo che don Fabrizio accoglie cani e porci.

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  29. Che tristezza!!! Si cerca di parlare di cose serie e comincia il solito tormentone di chi non ha alcunché da fare tutto il giorno se non calunniare, girare la frittata a proprio uso e consumo, ‘cazzeggire’ (poi per nulla in allegria) e via così. Cerchiamo di maturare un po’ e di lasciare rancori, insulti e invidie per un qualcosa di più costruttivo. Grazie.

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  30. Spoetizzante! È un termine che sentivo sempre quando ero piccola a proposito di discorsi scadenti per volgarità. Qui nessuno si offenda, in fondo tutti si impara dai propri errori così come dagli errori degli altri. Si ‘chiacchera’ tutti quanti, e questo vuol dire tante volte far discorsi non proprio di alto livello, ma il non essere ‘seriosi’ a tutti i costi può anche rivelarsi un bene.
    Mi incuriosiva invece, nel ricordo, il termine spoetizzante. Evidentemente alla poesia, e certo alla scrittura, e comunque a ogni forma di espressione che parte da una delicatezza d’animo, è dato da sempre un grande ruolo, non foss’altro che quello di signorilizzare il circostante in cui ci riflettiamo, così leggiamo e intanto -ci- leggiamo.

    Un saluto caro, e affettuoso a Gian Ruggero

    Non ho letto il romanzo in questione. Mi piace molto quella bambina in copertina dagli occhi birbi e ridenti, e la figura dell’anziana donna in contrasto.
    Da un particolare arrivare a curiosare tra le righe e leggere una voce, e magari scoprire immagini reali che ci possono in qualche modo arricchire. Ogni tipo di lettura è di grana grossa se può portare un minimo di contributo al nostro crescere.
    Leggere di tutto, e forse solo così ognuno di noi può fare una cernita personale, relativa al proprio sé, al proprio bisogno di attingere, diverso per ognuno.

    Buon pomeriggio a tutti

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