Sei poesie di Liliana Valentini

andrew_wyeth01.jpg

ALLA POESIA

Specchio di luce,

che affondi nel mio buio,

forse non sai

mutare il nero in bianco.

Però mi rechi

dai secoli un tramonto:

non è più sola

la mia nostalgia.

MI RICONOSCI?

Miriconosci?
Siamo fratelli.

Io che a ventanni
persi Dio.

Tu che senti

il padre accanto

o tu che lo sai

astratta Idea.

Chi, genuflesso

chiama il suo Nome

e chi, Senza Nome

lo prega.

Siamo figli

della stessa madre.

Se, per caso

o per dolore,

costretti

a sprofondare

dal sicuro

di usi e regole,

scendiamo

nello scorrere

di sentimento

che forma non trovò,

o che a stento

si piegò

negli schemi consueti,

riconosciamo

la nostra matrice :

umana fragilità.

Siamo figli

della stessa Vita.

ARCO

Arco di poesia

sostieni

l’eterno tramontare.

Arco

sostieni

il declinare

e la speranza

di nuova

esistenza.

Poesia

arco

di pensieri e sogni

ti costruisci

di contraddizione

da cui si apre

il varco

del nuovo movimento.

Arco

che contieni

in ascese e cadute

tutti i toni

dell’animo.

Come

tutti i colori

l’arco in cielo.

RADICI

Se tu cerchi

le radici,

non fermarti

a distinguere

i granelli

del terriccio.

Può la pianta

stare abbarbicata

agli strati

più profondi

della terra.

Aderente,

agli anfratti

delle rocce.

Forse anche

lievitata

dal calore

di un magma

ribollente.

Contorto filo

di vita e tempo.

E tutto è corredo

per convolare.

OTTIMISMO DELLA SPERANZA

Bambino,

crescerai

e crescerai…

Dunque,

tieni aperta

la stanza

della fantasia,

per non bramare

troppo

la stanza

dei bottoni.

TRA ALBERO E CIELO

Lode all’unità
da cui la vita

si dirama!

Sia ceppo, noumeno,

o sorgente.

Ma inafferrabile

per la mente limitata,

che pulsando,

tra il tutto,

il molteplice

e il niente, si aggira.

(Immagine: Christina’s world di Andrew Wyeth)

6 pensieri su “Sei poesie di Liliana Valentini

  1. tra albero e cielo. si- finalmente poetica di/dal – vivo – che percuote – che non ignora l’esistenza dei – suoni.
    una sintesi a moltiplicazione.
    un riepilogo in epistassi di – rivelazioni –
    molto belli. agli altri versi, che non mi hanno dirottato, ma lo dico senza puntiglio alcuno – credo – bidogna portar “pazienza” – forse una maturazione a cui la poetessa sta lavorando certo.

    mi permetto di “prelevare” (chiedendo scusa all’autrice) da ” Ora e sempre”

    La donna si toglie
    il cappello di piume
    o forse i bracciali
    di antiche catene
    da schiava.

    Si toglie antichi
    o recenti monili;
    poi nuda, sola,
    si stacca dal tempo
    e s’affida all’eterno,
    possibile al mondo
    dell’uomo. [cut]

    e aggiungo – la traccia fuori dal rogo di Valentina. le donne che tengono tutto e a nulla si sorprendono già tutto comprendendo.
    il bavaglio di fumo non potè combinare nessun esilio, anzi, vi si adattarono, le femmine
    e si fecero insanguinare per l’unica strada possibile. così vinsero.
    un saluto
    paola

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  2. grazie a te per la risposta. mi accorgo solo ora di aver scritto Valentina non Valentini.
    chiedo scusa.
    un saluto
    paola

    "Mi piace"

  3. La prima poesia(?) che riuscii a mandare ad un concorso fu proprio….”la donna si toglie”…
    forse perche era in terza persona.
    A me piace di parlare di come vengono fuori testi, dal notro rimuginio.
    Quella volta ero pressata da immagini televisive ( verso il 1991 o 92. Dunque IraK?).
    Poi, come situazione di svago seguivo alla tv un pezzo su una cantante, di come si vestiva e travestiva per interpretare i suoi pezzi Mi pare ANNi Lennox . Io propendevo per “svestirci ” di tutti gli orpelli e segni di inconsapevole accettazione. Grazie

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  4. @Liliana
    sono versi molto belli.
    anch’io da poco “cerco” la (mia ) – in terza persona –
    sia come un ponte. poi.
    la mutevolezza femminile è omnicomprensiva.
    si “sveste” per dire l’invisibile.
    si “veste” per proteggere i proverbi
    ogni donna è un gioco a squadre miste.
    ho letto cose tue, si. me le sono andate a cercare. è stato un piacere. a rileggersi
    e grazie ancora a te

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