Ieri è morto Luciano Pavarotti… fu vera gloria?

Se vi ricordate, nel 2000 il tenore fu investito dallo scandalo fisco poi patteggiò col ministro di allora, Ottaviano Del Turco, in diretta tv come fosse un ‘eroe’ (sconcertante!).

Secondo i magistrati aveva preso fittizziamente la residenza a Montecarlo per evadere le leggi italiane. All’uscita dal Ministero, davanti a un centinaio di italioti idioti plaudenti (che come al solito nulla intendono e nulla comprendono), ai microfoni spianati di TV e Radio, così si espresse ironicamente: “Mi sento più leggero nell’animo e non solo…”. Era il 28 luglio di quell’anno e aveva finalmente sborsato 25 miliardi di lire a chiusura di un lungo duello con gli agenti delle tasse. Non per questo evitò il processo, ma alla fine venne assolto, un anno dopo, e poi in appello, nel 2004. “Non doversi procedere perché i reati sono estinti per prescrizione”: fu questa la sentenza della Corte di Appello di Bologna al processo che vedeva Pavarotti accusato di dichiarazione infedele dei redditi (cioè frode fiscale). In primo grado era stato il giudice di Modena Carla Ponterio, il 19 ottobre 2001, a mandarlo assolto: “perché il fatto non è più previsto dalla legge come reato”. “Ma – scrisse il magistrato nel verbale – la condotta complessiva di Pavarotti, che ha trasferito la sua residenza anagrafica in un paradiso fiscale e che conta i giorni di permanenza negli Stati Uniti per non rischiare di dover pagare le imposte sui redditi mondiali, non pare compatibile con la descrizione dell’artista distante e scevro da interessi materiali. La sua condotta e le sue scelte non mi paiono per niente affidate al caso, anzi mi sembrano, almeno in parte, sorrette da strategie mirate e non proprio suggerite da nobili fini”. La seconda sezione della Corte di Appello di Bologna aveva accolto la richiesta del procuratore generale Eleonora De Marco, che aveva chiesto il non doversi procedere per prescrizione. Ma anche la De Marco aveva comunque sottolineato nel verbale: “le difficoltà nell’accertare la residenza fiscale di Pavarotti”, ricordando ai posteri che: “c’è buio sull’entità del suo patrimonio”. Secondo l’accusa formulata dalla Procura di Modena, Pavarotti aveva preso la residenza anagrafica fittiziamente nel principato di Monaco – uno dei paradisi fiscali – in un appartamento di 150 metri quadrati, in cui in realtà non avrebbe mai abitato. Per l’accusa Pavarotti, che il 21 gennaio ’83 si era iscritto all’anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero, aveva trasferito la residenza a Monaco per eludere ed evadere il sistema fiscale italiano, mantenendo a Modena il suo centro di interessi di maggior importanza. In questo modo non avrebbe denunciato al fisco italiano, dall’89 al ’95, 35-40 miliardi di lire. Ma uno dei suoi avvocati, Massimo Leone, aveva ricordato che in realtà il vero centro di interessi del tenore era negli Usa: lì c’erano il suo manager, il suo produttore, il suo fiscalista, i suoi medici e lì si era svolta gran parte della sua attività operistica. In base al capo di imputazione formulato a Modena, Pavarotti, ad esempio, nel ’90 dichiarò 2.666.000 lire contro un reddito accertato di 7.954.660.000, nel ’95 la somma di 19.562.000 contro 10.296.826.000. Ma il tenore, con l’assegno al ministro Del Turco sventolato davanti ai soliti italioti idioti, già prima del processo, aveva saldato (patteggiando… cioè ricorrendo ad una formula forfettaria) il suo debito col fisco italiano, così da non finire in galera.
Stesso meccanismo pare sia sempre stato messo in atto durante il “Pavarotti & Friends” (che vedeva la nuova moglie del tenore, la Mantovani, quale deus ex machina), iniziativa per raccogliere fondi per i bambini ‘affamati e morenti’ in Africa, Medio Oriente e Asia. La cifra a loro inviata (soldi sborsati dagli sponsor e da vari Enti più o meno privati o pubblici) era la ‘rimanenza’ (definiamola così) di ciò che restava dopo aver pagato gli ospiti, l’organizzazione, la logistica e via così… (ma forse queste, sul “P. & Friends”, sono solo voci di alcune fra le tante malelingue che imperversano in web… oppure no? Mah! Non ho trovato conferme, anche se tutto può essere, vedi:  http://www.ufficiostampa.rai.it/UFFICIO_STAMPA_MAIN_DETTAGLIO_NEWS.aspx?IDSCHEDAARCHIVIONEWS=15582 ). Dopo quella di Crovi, alla Giustizia Divina anche l’anima del nostro Lucianone e comunque vada  sia pace anche per lui. A quando il tu x tu con l’Assoluto del mio ex mito Valentino Rossi e degli infiniti altri che, giulivi per le tasche piene, scorrazzano per il Bel Paese alla faccia di chi si fa 8 ore in fabbrica e non può raccontare balle in televisione e alla Finanza?

117 pensieri su “Ieri è morto Luciano Pavarotti… fu vera gloria?

  1. è morto un uomo: pace all’anima sua. che Dio, se ne abbiamo uno in cui credere, abbia pietà di lui e di noi.

    buona giornata

    elena f

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  2. Beh, qualcuno può sempre dire che l’arte e chi la pratica son due cose diverse. E dice il vero. E si potrebbe citare Céline, che tutto quello che è interessante accade nell’ombra… Ma è pur vero che, oggi come ieri (ma molto più di ieri), l’arte (certa arte, in tal caso la voce di Pavarotti) produce soldi, business e… tentazioni. Nessuno dice che l’artista deve per costituzione morir di fame (e big Luciano proprio anoressico non pareva) ma, insomma, si potrebbe pretendere che lo scalino tra uomo e talento (tra ciò di cui si può render grazie a Dio e ciò che è di Cesare) sia un tantino meno brusco. E sui «lacci e lacciuoli» messi ai talentuosi in pro della ragion (in tal caso leggi casse) di stato già ne cogitava il Machiavelli. Ma si vede che è cambiato poco. Complimenti per il controcorrente proposto. Quanno ce vo’ ce vo’!

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  3. Un evasore fiscale di merda, e un grande cantante.
    Maradona era un dio col pallone tra i piedi, e fuori dal campo un tossico penoso. Dov’è il problema?
    La volete capire che l’arte è solo la grazia di un corpo addestrato, indice di Bellezza che strappa un applauso, ma non salva nessuno?

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  4. Pace a Pavarotti (che però era grande ma non era eccelso, e secondo me di fronte a un Corelli e a un Del Monaco non regge). Il conflitto tra arte e moralità è antico quanto i tempi. La storia è piena di grandi artisti dal comportamento moralmente discutibile e dalla vita privata dissoluta e disastrosa. Mi viene subito in mente, per restare nel mondo della lirica, Wagner e il suo folle amore per il lusso (ma potrei citare esempi infiniti).

    Piuttosto, mi sorge un problema circa il comportamento della Chiesa. Pavarotti ha divorziato dalla prima moglie e sposato la segretaria, praticando quella poligamia in sucessione temporale oggi assai diffusa tra i comuni cittadini e visibilissima nei politici (Berlusconi, Casini ecc. ecc.)che non corrisponde propriamente all’ideale del matrimonio cristiano. Funerali in duomo. Su questo ci sarà una parola? Che penseranno i comuni fedeli di fronte a questi modelli?

    Infine: i media piangono Pavarotti, ma la televisione le opere liriche non le trasmette mai…

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  5. O Binaghi, via, questo lo sanno pure i muri e non lo contesto. Pure, questo mi pare pregiudizio romantico, se non si riequilibra con l’altro binomio arte e business. Con tutte le ricadute buone e cattive del caso. Non ho capito: se le tasse non le paga uno che investe in borsa tutti si stizziscono e se non le paga Pavarotti chissenefrega? Ah, ma già, eccolo l’altro pregiudizio: ilgiocatore avrebbe solo delle abilità, invece Pavarotti la Sacra Fiamma dell’Arte, per cui il primo produce soldi sporchi e il secondo solo Arte (i soldi, va beh, son risulato secondario della sua attività: che si fa, si bada al capello?).
    La vera contrapposizione non è Maradona/Pavarotti (se si buca Maradona o Garrincha finisce alcolizzato cavoli loro, ma tutto fa mito), ma Pavarotti/Fisco (e qui altro che mito e poesia, c’è solo molta prosa!).

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  6. è una cosa trita, ma ricordo che la chiesa ha concesso funerali religiosi a Pinochet, e non ad altri di certo meno sanguinari. ancora abbiamo come riferimento la chiesa e quello che fa? mah!

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  7. Quest’episodio (ma anche altri precedenti di Big Luciano) ispirarono questi versi a Guccini:

    “E andate chissà dove per non pagar le tasse, col ghigno e l’ignoranza dei primi della classe […]”

    Come ho scritto per Crovi, nel bene e nel male le persone andrebbero ricordate come erano da vive. Putroppo l’ipocrisia è insita nell’uomo e nella nostra società è una metastasi!

    Un caro saluto e bel post Gian Ruggero!

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  8. L’uomo Pavarotti non fu all’altezza dell’artista e questo basta almeno per non trasformarlo in un modello di italiano, come è stato definito dal ministro Rutelli (ma perché poi si devono intervistare i ministri su una faccenda del genere???). Spiacente per lui e per gli altri cantanti e calciatori e industriali ecc. ecc. ma il nostro bisogno è bisogno di uomini con la U maiuscola più che di grandi professionisti e lui non lo fu. In un mondo normale il disonore di uno che guadagni così tanto e fugga il fisco con così miseri escamotage dovrebbe precedere di gran lunga la sua fama e inghiottirla nel buco nero dell’infamia, qualunque arte o mestiere eserciti.

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  9. Sul mio blog c’è un “coccodrillo” per Luciano Pavarotti. Un breve e sentito ricordo, come è d’uso fra le persone che, davanti alla morte, hanno un atteggiamento di rispetto.

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  10. Il problema è la scelta del momento da parte dell’autore del post. Domandarsi a cadavere ancora caldo se quella del Pavarotti fu vera gloria(del Pavarotti cantante, suppongo, visto che nessuno lo ha mai esaltato come contribuente) e poi suggerire un bel no perché non pagava le tasse mi è parso davvero esecrabile. Altro che bel post! Ripeto: la poesia e lo sciacallo.

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  11. Avvoltoi in volo a cerchio sciò, sciò….

    Metti sul palcoscenico chi fa otto ore in fabbrica, fa attaccare l’orchestra e digli canta… sù., sù…. canta e vediamo cosa fa. Vediamo. La demagogia del demi monde. Basta. Via. Non ce n’è una di voce uguale. Big in quel corpo grosso, con le sopracciglia da mefistofele sopra occhi dolci, ne aveva una di voce che era una scala di nuvole verso lassù. Con una squilla di clarina d’angeli che magari un’opera non la reggeva tutta, ma faceva ad istanti vibrare corde, cor – cordis, Cuori. Aveva messo su un circo Barnum di &friends e concorsi ippici e tre tenori. Aveva sposato la segretaria. Avuto un bimba, gemella di una morta per rara sindrome. Sofferenze ce ne sono per tutti. Calmi. Moralisti di ritorno eccovi qua. Ma quel Male, il Male, si prende tutti senza guardare arte e parte. Era un uomo di una simpatia calda Big, bisognava parlarci per saperlo. Si prendeva due posti in aereo per la mole e ci rideva. Quando si salvò da un incidente aereo fece voto di cantare alla Messa di Natale nel Duomo di Modena ogni anno. Mai mancò. Lì tacerà il corpo martoriato alla sua di Messa, note non più, notte per noi che si resta, quaggiù. Ma lo so per certo lassù ora lui se la ride sornione con gli altri lassù. Di parole troppe e conti di peccati non c’è più necessità. Lassù io penso che ridano molto ma molto di quaggiù. Non c’è lassù, diranno i miei piccoli lettori? Non ci metterei una mano sul fuoco.

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  12. Qui nessuno è irrispettoso di nulla (e del resto col suo comportamento Pavarotti è stato molto più irrispettoso di me che le tasse devo, sottolineo, pagarle, perché lo stato sa anche quando sbadiglio). A me pare invece che, attraverso un esempio (vogliamo parlare di Valentino Rossi che morto non è? bene! cambia qualcosa?), si potesse astrarre e lasciarsi dietro l’esempio medesimo. Però poi io sento puzza di zuffa e non mi va. Comunque sia, quel che pensavo l’ho detto e se si vuole ci si può riflettere attorno.
    Un abbraccio a tutti

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  13. Sì, esiste questo doppio registro, o doppia vita,doppio essere, in un artista e uomo- o donna, possibile, che sconcerta spesso.
    Resta il personaggio simbolo, anche perché fuoriuscì, per motivi di successo, dall’ambiente nazionale (tipico italiano apprezzare meglio, dopo);e la potente voce, più nazional popolare, di altri, per motivi mediali anche simbolo, della gente che ama i cantanti lirici come personaggi a dimensione del sogno..
    La t.v. italiana poi, si diverte ad onorare(l’opera lirica, in questo caso),sempre più post mortem, cioé “ora fa più notizia”..

    Tuttavia, e nonostante: un uomo che abbandona questa terra lascia sempre un’ impronta, la sua ombra da rimembranza..

    Maria Pia Q.

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  14. A leggere certi commenti verrebbe da dire che l’invidia è una piaga sociale dilagante nella nostra povera italietta. Leggetevi, prima, le varie commemorazioni degli artisti (prima tra tutte le esternazioni di Bono), direttori d’orchestra, etc,etc, che hanno lavorato con lui. Cosa pretendevate? Che anche un Luzi fosse ricordato da Al Jaziira? Pensate che la poesia (il bello stile) possa avere una risonanza come il bel canto? Permettetemi questa piccola provocazione.

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  15. Il fantasma ricompare a braccio con la morte: artista o uomo, uomo o artista. Difficile, quasi impossibile che i due elementi coincidano: grande artista e grande uomo è una rarità. Anche in chi artista non è.
    I soldi poi; hanno la grande capacità di trasformare qualunque persona, di plasmarla, deformarne gli arti e costringerla a posture insolite. Scelte obbligate? Scelte che trascinano giudizi?

    E’ morto, rimarranno le sue liriche, assieme alle tasse evase e ai canti, la domenica, nella basilica di Modena. E’ morto.

    Blackjack.

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  16. grande interprete, le corde vocali non bastano a fare un grande artista.

    non pagava le tasse? sinceramente ce n’è talmente tanti che uno più uno meno …

    ma l’ascolto è un’estasi.

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  17. Su questo magico violino verde
    vorrei ancora sonare, se le mani
    non brancolassero.
    Quanti propositi vani,
    che sicumera farnètica e buffa
    e che sussulti di passero.
    Indosserò tuttavia il vecchio frac,
    che sa di muffa,
    chiamerò la mia claque,
    perché coi suoi applausi nasconda
    le stecche e le stonature.
    O vita confusionale,
    o barcollante baraonda
    di piatti e alloppiati fantasmi,
    di angeli falsi, o imposture
    da Puvis de Chavannes.
    Ma voi, claquers, ditemi immantinente
    se resterà almeno un filo
    dei miei concerti o se, tranne
    la spuma dei vostri entusiasmi,
    di fatto non c’era niente.
    Sonerò ancora lo splendido violino verde,
    finché le mani ce la faranno.
    Sento però che la mia destrezza si perde
    e crescono il disinganno e l’affanno.
    Ma voi, claquers, assicuratemi
    che di me durerà almeno un rigo,
    che delle mie sconsolate sonate
    qualcosa resterà vivo.

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  18. IL SONATORE DI VIOLA

    Il sonatore di viola riverbera
    schegge di stelle nelle lunette
    dei suoi bianchi occhiali da farmacista.
    Ha i capelli allisciati come siepi d’un parco di Vienna
    e una farfalla di neve sul collo, pronta a dissolversi.
    Egli abbraccia il gonfio manichino,
    sfiorandone i fianchi maldestri,
    la lunga criniera di stoppa.
    Come un attore giapponese, muove
    il fantoccio pesante senza ciglia,
    ma appena vi posa l’archetto, la bambola
    si desta dal suo sonno, si discioglie
    dalla polposa e lucida pigrizia
    e con un secco sgangherìo di armadi,
    con un fischio di porte sgretolate,
    con lo strepito di rozze traccole,
    con un frastuono di oche spaventate
    sprigiona dal ventre barocco
    un irsuto concerto di Janácek.
    Il sonatore cerca inutilmente
    di frenare il rauco vaniloquio
    della viola sudata e linguacciuta.
    L’angoloso fragore deforma
    come un gioco di specchi le figure,
    cozzano le parole come ghiacci,
    l’universo vacilla e si schianta,
    e della viola paffuta non resta
    che un cernecchio di fumo, un mucchietto
    sparpagliato dal vento della musica.

    Angelo Maria Ripellino

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  19. così, a caldo, questo post non mi piace proprio, Gian Ruggero. anche perché rifuggo dal mettere davanti i peccati degli altri. poi, in questo momento, Luciano Pavarotti è un debole, che non può difendersi. mi sento di difendere non solo l’artista, ma anche l’uomo che ha sbagliato, come sbagliamo tutti. bisogna difendere i poveri, e chi paga le tasse da uno stipendio fisso, e chi non arriva alla fine del mese e viene messo dentro se ruba una mela. ma lo dico a un vivo, a uno che mi può rispondere, che ne può rispondere.

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  20. Caro Gian Ruggero la tua analisi non fa una grinza, e le “otto ore in fabbrica” della chiusa funzionano (finale populistico dirà qualcuno, ma chi se ne frega). Penso tuttavia che il “fenomeno” Pavarotti non possa essere liquidato in termini manichei (gli evasori fiscali all’inferno, i lavoratori da “cartellino” in paradiso). La materia mi pare un tantino più complessa. Guardiamo al Pavarotti artista. Beh, ieri ho rivisto il concerto di Caracalla, e sono stato inondato dalle emozioni. Anzitutto ho rivissuto l’estate dei miei diciott’anni, e non aggiungo altro perché quello che per me è forse il periodo più bello della mia vita penso che poco o punto vi possa interessare. Poi ho provato un senso di fastidio per il commento noioso, pedante, monotono e scontato dell’attuale direttore di RAI Uno, ma anche qui restiamo nell’ambito del privato e del personale (abbiate pazienza, anche io ho un cuore…). Per quanto attiene alla performance, analizzerei almeno tre aspetti (sorvolo sull’orchestra e sul simpatico direttore indiano): potenza, timbro, comunicativa. Sul primo punto credo che non vi siano dubbi: il giovane Carreras non regge il confronto con la “stazza” e il diaframma dei due colleghi più anziani: ineguagliabile la resistenza di Domingo nel registro acutissimo di “E lucean le stelle”, eseguita dalla prima all’ultima nota a voce piena anziché in falsetto, come nell’interpretazione ai mondiali d’oltreoceano di José, quattro anni dopo, o dello stesso Luciano quando era ormai prossimo alla fine (pur conservando una voce sorprendentemente limpida e giovanile); immortale l’urlo di “Nessun dorma” con cui il nostro ha mandato in visibilio il pubblico romano, fino allora piuttosto freddo e ingessato. Il timbro. Qui l’istrionico Placido perde qualche punto: di gran lunga Pavarotti lo batte negli acuti, chiari e squillanti, ma anche nei toni medi, grazie a quei suoni armonici che lo rendono unico e inimitabile; e i toni medi sono il punto di forza di Carreras, quella voce calda e rotonda, talora appena sussurrata, che lo avvicina ai grandi Crooner americani. Bene, la comunicativa o, per meglio dire, la presenza scenica. Domingo supera abbondantemente la sufficienza, per quanto i suoi modi potrebbero apparire talvolta un po’ datati, direi quasi ottocenteschi. Il suo collega spagnolo appare piuttosto impacciato, soprattutto all’inizio, e non riesce a controllare una serie di fastidiosi tic facciali. Che dire di Lucianone? Con quella mole imponente ma non goffa, a volte persino “leggera”, quel sorriso tipicamente italiano, quel modo di “abbracciare” il pubblico è senz’altro il numero uno (e non a caso ha conquistato la simpatia del mondo intero). Bene, questo era il giudizio di un ex zingaro-musicante. Ora cerchiamo di tornare nei ranghi, se no mi accusate di andare fuori tema. Pavarotti era un evasore, dichiarava pochi milioni anziché miliardi. Per i lavoratori dipendenti, categoria a cui appartengo, lo sappiamo… le trattenute sono fatte a monte, sulla busta paga: non sfugge neanche un centesimo. Tuttavia mi domando: fra coloro che hanno la possibilità di ricorrere a qualche escamotage, qualche espediente per pagare di meno (o non pagare affatto), percentualmente quanti saranno i “santi” che non si lasciano indurre in tentazione? In fondo, non è proprio il danaro, l’argent, per dirla con Balzac, il motore del mondo? O, se vogliamo essere più completi, il prestigio e il potere (che facilmente inducono anche all’evasione fiscale)? Ecco, personalmente non pretendo che gli artisti siano dei filantropi e, vi confesso, fra uno speculatore di borsa e un suo “collega” evasore che ha saputo trasmettere cultura ed emozioni – impegnandosi in qualche modo anche in attività benefiche – beh, io il primo lo manderei al rogo; il secondo, al massimo, lo affiderei ai servizi sociali. Del resto, lo hanno fatto persino con Previti…

    Un caro saluto.
    Pasquale

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  21. Per quanto mi riguarda ho avuto occasione di criticare Pavarotti anche da vivo, ma non penso che mi abbia ascoltato o risposto, giustamente se n’è fregato delle mie critiche. Ci mancherebbe! Ribadisco: quello che pensavo quando era vivo lo penso anche da morto. Come artista non voglio discuterlo, però per questo fatto se ne può parlare o sbaglio? Vero anche che in Italia siamo pronti a condonare tutto, a passare sopra ad ogni cosa perchè in fondo poi tutti si arrangiano e tirano acqua al proprio mulino. Una botta al cerchio ed una alla botte.
    Sinceramente la mia non è è invidia da poeta (se Luzi avesse evaso le tasse l’avrei criticato da vivo e da morto) solo mi hanno sempre un po’ urticato le commemorazioni ipocrite post mortem, tipiche di una certa cultura anche religiosa che impera nel nostro paese. I capidi di stato lo hanno osannato? Quando faceva comodo osannavano anche Bin Laden e Saddam Hussein ed oggi Putin o la cina perchè fa comodo! Bono? So che ha avuto anche lui qualche problemino in irlanda inerente l’acquisto di un albergo a Dublino. Fa una vita da nababbo e poi dà lezioni sulla povertà! Mah….Io, per altro, amo molto la musica degli U2. Appresso tantissimo Valentino Rossi ma sul fisco….Questo è un mio pensiero, liberi di pensarla diversamente.

    Un caro saluto a tutti

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  22. tutto quello che volete. ma, davanti alla morte, almeno per un giorno, tacere no? non sarebbe il caso di ricordarsi che non siamo nulla, non sarebbe il caso di rispettare chi piange un caro, le lacrime di chi gli ha voluto bene? tutte queste parole sono disumane. perché bisogna rispettare il dolore per poter essere chiamati umani. bisogna rispettare chi piange un caro. non credo che voi non piangereste vostro padre perché ha evaso le tasse. non credo che il dolore sarebbe minore. quindi abbiate compassione. tacete. almeno per oggi.

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  23. Portia il dolore umano va sempre rispettato e penso che quello dei suoi famigliari e delle persone care, che gli hanno voluto bene, nessuno lo metta in dubbio e tutti lo rispettino però ci sono tantissimi dolori nel mondo causati da molti “potenti” (e ci siamo capiti!) che ora piangono come dei coccodrilli! Non è ipocrisia questa? Io il senso di questo post l’ho inteso così ma penso che Gian Ruggero ci spiegherà meglio.

    Un caro saluto

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  24. no. qui il dolore non è rispettato. perché parlare di tasse e controtasse e fisco nel giorno in cui altri sono straziati dalla perdita non è rispettare il dolore. poi liberi di farlo. ma almeno siatene consapevoli, solo questo volevo dirvi. e ve lo avrei detto lo stesso, anche se invece che di un uomo famoso si fosse trattato di un emerito sconosciuto.

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  25. Mi aspetto Gian Ruggero che tu scriva il prossimo post sugli orrori della guerra in Irak e del suo mandante, sublime artista nell’arte del Risiko, che forse le tasse le paga ma mai potrà indennizzare le famiglie delle migliaia di morti che ha già provocato. Ti sto parlando di un vivo.

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  26. Marco nel mio ultimo intervento (#25) proprio a questo mi riferivo!Vedere Bush che fa tanto il commosso lacrimevole per Pavarotti (legittimo, per carità) mi ha dato un senso di fastidio: non penso che si commuova tanto facilmente davanti ai morti causati dalla guerra in Iraq sia civili iracheni che soldati americani. E i morti di cancro dovuti alle multinazionali che hanno sostenuto la sua campagna elettorale? Proprio a quello mi riferivo! Ci siamo capiti… 😉

    Un caro saluto

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  27. Celine, visto che è stato tirato in ballo, diceva: “Meglio avvoltoio (…sciacallo) che ipocrita”, e Celine, per come si era mosso in vita, rischiò la pena di morte (pena già sentenziata… fu salvato da Sartre e da altri intellettuali francesi comunisti ai quali, per coerenza, neppure disse grazie, visto che la pena di morte l’aveva già messa in conto a seguito delle sue scelte di vita… e Celine per nulla è da paragonare a Pavarotti per grandezza, visto che nei suoi confronti il buon Luciano era piccola cosa… e con ciò pace all’anima sua, comunque). Da ricordare che Celine curava, da medico, i poveri gratuitamente… seppure, a suo carico, avesse sulle spalle, come risultanza del processo per collaborazionismo coi nazisti e i fascisti francesi oltre 1200 casi di delazione nei confronti di ebrei. Celine è stato tradotto in Italia per la prima volta da Gianni Celati negli anni ’70… e Celati (che battagliò al fine che venisse editato) si beccò critiche su critiche per tale scelta, ma tirò avanti per la sua strada, e giustamente, tirando anche in ballo la coerenza dell’uomo, assieme alla grandezza dell’artista (ovviamente riconoscendo la ‘follia’ del suddetto, che ben poco folle comunque era, almeno secondo la sua visione etica… e qui entra in ballo un altro elemento: il relativismo etico).

    Secondo il mio modesto punto di vista (che sempre ho sostenuto) l’arte e la vita si intersecano sempre, ma posso sbagliare… cmq mi piace pensare che un artista debba essere sempre coerente con quel che fa, dice, professa, sostiene, enuncia e via così… del resto Fiodor Dostoevskij mai ha negato il suo demone e mai nulla ha fatto per passare quale stinco di santo.

    Giotto era un usuraio… e affrescò, a Padova, una cappella per il figlio di un usuraio, Scrovegni, al fine che l’anima del padre del suo committente potesse accedere dal Purgatorio al Paradiso (forse non pensando che, per chi crede a un simile aldilà, lo Scrovegni padre, viste le tante malefatte in vita, già dimorasse tra le fiamme dell’inferno)… Giotto è stato un grande, ma il Vasari non ha risparmiato di definirlo: usuraio dei peggiori. Quindi? Ovvio che la sua arte non venne messa in discussione, ma, bensì, in discussione fu messo l’uomo (ma visto che, sempre per me, le due cose collimano, non posso che dire: Giotto è stato un bastardo). Però quale ‘discolpa’ di Giotto bisogna anche riferire che in vita mai si è preso la briga di raccogliere fondi (dalle tasche di altri) per sfamare i figli dei servi della gleba… anzi, pare che scacciasse da un podere di sua proprietà un contadino con moglie e sette figli perché gli aveva domandato se poteva pagare il dovuto un mese dopo la data definita. Ovviamente, e sempre secondo il mio modesto parere (e i preti mi vengano in aiuto), se Giotto non si è pentito in punto di morte delle sue malefatte (grande fortuna per chi è cattolico, meno per chi è calvinista) dovrebbe bruciare assieme allo Scrovegni padre là dove ben sappiamo… o mi sbaglio? Quindi Giotto era coerente… e per questo lo assolvo (in base, sempre, al mio modesto parere), ma lo metto, da novello Dante, tra i peccatori… altro non posso fare, sebbene il riconoscerlo uomo di continuità.

    Ieri è morto un uomo che si diceva un benefattore e che si prodigava e si mostrava pubblicamente come tale… e ci teneva… ma, guarda caso, pare che non fosse benefattore di tasca sua ma di tasca d’altri (del resto pagare le tasse significa, anche, far sì che si possa comprare un polmone d’acciaio al fine che un bambino se non iracheno ma italiano – senza bisogno, quindi, di uscire dai confini patrii – non si trovi sul letto di un obitorio).

    Nel 2000, Pavarotti ancora in vita, sulla rivista “Origini”, tirai in ballo questo discorso (arte e vita, coerenza, anche nel ‘diabolico’, possibile pentimento, ma credibile, quindi ammenda, oppure perseveranza nel diabolico, con tanto di cappello, e senza moralismi o demagogie da bar etc.etc.) facendo il nome del tenore, di Jovanotti, di Bono definendoli dei finti… perché il loro comportamento era da finti, e che altro se no?! Io non ho mai predicato bene e razzolato male… ho sempre predicato male e razzolato male, oppure, per certuni, predicato bene e razzolato bene, mai, però, una via di mezzo (ma poco importa, visto che sono ben poca cosa), ma quel che dico sono, questo sì, questo me lo riconosco e davanti alla morte ho rispetto solo per chi ha vissuto in favore degli altri o in pieno sfavore, perciò senza giocarla da finto, perché, in definitiva, conoscendo bene la morte, so che a lei porto rispetto, come idea oggettiva e livellante (alla Totò), senza quindi farmi un’idea della stessa a mio uso e consumo. La morte è… ed è per tutti, ciò non mi conforta come mortale, visto che dovrò morire anch’io, ma come uomo di logica mi esalta, considerato che, sempre la morte, mi concede la possibilità di essere vero (ma forse sto facendo un discorso troppo complicato… meglio restare, in questo caso, al piano ‘materiale’ e non ‘trascendetal-metafisico’, visto che il denaro ha ben poco di spirituale). Inoltre, considerandomi anche un uomo della ‘tradizione’ (la nostra, ovviamente), comprendo quel che il sacerdote Fabrizio dice, ma sacerdote io non lo sono, e quindi, da laico-logico, seppur credente in un Assoluto (Giusto), reputo che il buon Luciano, e sia sempre pace all’anima sua (ovunque egli si trovi), sia stato in vita un finto (come poi finti ce ne sono tanti, in particolare fra coloro che si battono il petto in chiesa, in sinagoga, in moschea etc.etc.).

    Un abbraccio dal vostro Savonarola… il quale, dal rogo, continuò a raccontarla ai Medici, fin quando il fumo non gli seccò i polmoni.

    E che questo sia “il giorno dello sciacallo”… se il domani potrà essere “il giorno dell’unicorno”, oppure peste per tutti 🙂 e finalmente ciao… a tutte le miserie umane (perché non se ne può più di questi balletti da avanspettacolo, altro che opera lirica!… non vi pare?).

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  28. #Portia. Il dolore ce lo portiamo tutti dentro in vita… ed è in vita che bisogna essere… quindi del dolore su una tomba non so che farmene, visto che di tombe ne ho contato infinite, finora, e ancora se ne conteranno, e chi si dice cristiano, cioè credente nel verbo di Cristo, penso abbia inteso ciò che ora ho affermato. Ad esempio qualcuno di voi si è forse fatto impietosire dal pianto dei famigliari di Milosevic quando è morto (o lo hanno ammazzato) nel carcere dell’Aja? Se allora avessi scritto che Milosevic era stato un delinquente mi avreste forse richiamato al dolore dei suoi famigliari (per i quali, invece, era stato un difensore della sua patria) oppure avreste solo annuito?

    #Saya. Questo mondo è tutto un pianto di squali e coccodrilli… è in vita, e lo ripeto, che bisogna essere degni. Quando è morta Madre Teresa di Calcutta (donna anch’essa dibattuta dal dubbio, almeno secondo le ultime rivelazioni) non mi è parso che tutto il mondo abbia piagnucolato come ieri e oggi. Ma forse Madre Teresa era donna di parte (cioè cattolica) e non sapeva cantare l’opera… al contrario Pavarotti era di tutti… così come tutti reputano che il fare i furbi sia consentito (arabi e cinesi che si sia). Mah! Quanti pesi e quante misure quando tutti sappiamo molto ma molto bene che ne esistono solo due: vita e morte. C’è chi la vita la dà e chi la toglie… così come c’è chi uccide la poesia e chi la conserva in petto. Il resto sono sempre le solite idiozie umane.

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  29. Scusami Gian Ruggero, ma la tua mi sembra una banalissima predica ( è arduo sentenziare su chi è stato più o meno degno in questa vita terrena) e poi non parli del Pavorotti artista, le solite citazioni su altri. Siamo in un blog e puoi dire ciò che vuoi, ma se fossi stato in una redazione di qualsivoglia quotidiano sicuramente saresti stato più attento a scrivere certe affermazioni e questo tu lo sai benissimo!

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  30. ‘per un tenore è necessaria anche la voce’ quest’affermazione.. che non conosceva, riferita credo da carreras spiega il tutto gr.
    come tenore pavarotti è stato di certo di grande mestiere, per l’emozione proveniente da una voce al paragone mi emozionano di più tante altre ma questo è un mio sentire e non dubito che abbia generato grandi emozioni. sull’uomo, gr, soprassederei. il fatto che sia morto è già segno d’infelicità.
    che poi in italia al contrario di altri paesi civili il mancato pagamento delle tasse non è considerato un furto e che dire ed ineffetti se ciò non fosse che paese delle banane saremmo.

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  31. “Celine per nulla è da paragonare a Pavarotti per grandezza, visto che nei suoi confronti il buon Luciano era piccola cosa”.

    Scusa, Gian Rodomonte, ma ci fai o ci sei?

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  32. Quello che dico anch’io Medioman. E non paghi di aver tirato fuori Celine abbiamo tirato in ballo anche Milosevic. Mah. Lasciamo perdere, parlare qui di com-passione per i morti e chi li piange non è proprio il caso.

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  33. Gian Ruggero so bene che non sei uno sciacallo ma uno con gli “attributi”, uno che non sopporta – come io non sopporto – gli ipocriti e i loro sorrisi infidi e innaturali, sulla cui etica i nostri nuovi padroni-sacerdoti del “verbo” neoliberista hanno fondato la “morale” del terzo millennio. Che il maestro Pavarotti fosse un “finto” si capiva già da quella tintura esageratamente corvina della barba e dei capelli – che strideva coi segni lasciati dal tempo sul faccione, rendendoli persino più evidenti e impietosi – ancor prima di assistere al “reality” del patteggiamento col sindacalista-ministro. Dunque, da un punto di vista etico il giudizio mi pare oggettivo. Riguardo all’aspetto legale mi sembra che, prima di andarsene, il tenore abbia chiuso definitivamente i suoi conti con la giustizia (quella terrena). Per quanto concerne l’artista ho già espresso il mio modesto parere. A questo punto il discorso è un altro. Nel mondo che sappiamo, dove i nostri padroni-faccendieri al massimo devono sopportare qualche mese di arresti domiciliari – poverini, sono costretti a non allontanarsi dalle loro ville faraoniche, anche se hanno umiliato e rovinato migliaia di famiglie di comuni risparmiatori (quelli che tu stesso citi delle otto ore in fabbrica – aggiungo: otto ore mal pagate e “precarie”) – dopodiché se ne fregano e continuano a rimpinguarsi come porci senza scrupoli coi loro intrallazzi legalizzati… dicevo, in un mondo del genere cosa possiamo aspettarci dagli artisti? Ma davvero ci illudiamo che gli artisti e uomini di cultura, in quanto più “sensibili”, siano immuni da certe “mode”? Gian Ruggero, quel che dici è chiarissimo e ineccepibile da un punto di vista ideale. Ma, appunto, parliamo di ideali… Per quanto riguarda il discorso della morte “livellatrice”, ahimè, pur essendo pazzo del principe De Curtis devo dirti che non sono per nulla d’accordo. La morte non è una “livella”, se non per le sue conseguenze meramente biologiche. La morte è l’evento più razzista e antidemocratico in cui ti possa imbattere nel corso della vita. Se sei un poveraccio, forse i tuoi figli e nipoti si ricorderanno di te per qualche decennio, e non lasceranno che la tua lapide sia soffocata dalle erbacce. Se sei un potente, invece, e hai fatto parlare di te il mondo intero – nel bene o nel male – ti sei assicurato un cantuccio di immortalità (per quanto si possa considerare “immortale” il popolo terrestre che, non dimentichiamolo, ha una vita complessiva che è una finestrella temporale infinitesima rispetto a quella del mondo [il nostro mondo, fatto di massa-energia spazio-tempo e carica, il quale ha pure lui una durata e una estensione finita per quanto “immensa” – so, Gian Ruggero, che tu credi nell’oltre, nell’assoluto… e in effetti neanche io sono sicuro che nell’aldilà non ci sia niente, ma ti garantisco che qualunque entità si trovi oltre i confini del “nostro” universo, non è fatta né di massa-energia né di spazio-tempo né di carica]). E questa “immortalità” vale se ti chiami madre Teresa di Calcutta, come vale se ti chiami Caligola Hitler Stalin Pinochet Bush… E credo che varrà anche per un illustre personaggio italiano del Novecento, il cui prestigio e danaro nulla hanno potuto contro il male inesorabile che lo ha devastato, spegnendo per sempre la sua inimitabile arte: Luciano Pavarotti.

    Pasquale

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  34. Senza entrare nel merito dell’argomento del post, se non in modo tangenziale, a me la lettura dei commenti del post, di alcuni in particolare, ha suggerito una riflessione, sotto forma di domanda. La lascio qui, per quello che vale.

    Nell’ultimo mese sono morti, in Italia, una trentina di operai. Sul lavoro. Come mai, mi chiedo, nessuno ha mai sentito il bisogno (ricordo, tanto per fare un esempio en passant, che il giorno in cui, qui, si discuteva “amabilmente” di aperitivi, concerti e panorami variamente assortiti, ne morirono cinque) di intervenire e invitare al rispetto per il dolore dei familiari? Cos’è, era un dolore trascurabile, di seconda categoria? Come mai quegli “omicidi”, quello stillicidio quotidiano di vite, non ha mai mosso nessuna mano pietosa a richiamare, attraverso un commento scritto in un blog, al rispetto della propria e dell’altrui umanità?

    Eppure, quelle morti, ben altre devastazioni aggiungevano al dolore dei congiunti (sempre e comunque da rispettare, in ogni caso e per chiunque), soprattutto quando si trattava dell’unica fonte di sostentamento per un’intera famiglia.

    Quale era la molla che tratteneva, in quel caso, dallo scrivere, dall’invitare li altri a esimersi dal presunto oltraggio? dalla presnta mancanza di pietas? La trasparenza di fantasmi di quelle vite in bilico? Il fatto che non avessero mai organizzato concerti benefici insieme al fighettino irlandese in odore di santità? Il fatto che non fossero mai apparsi in televisione, nemmeno come comparse plaudenti, nei programmi che dispensano milioni, alla faccia della povertà di migliaia e migliaia di famiglie? Il fatto che non fossero dei potenti a cui tutto è concesso, anche il privilegio di comprarsi, non appena sarà in vendita (e non manca molto), la macchina che trasforma fama, soldi e potere in immortalità in terra?

    Nel frattempo, visto che pure è emerso, qualcuno si informi su quali e quante guerre hanno contribuito a finanziare, ad esempio, i proventi dell’ultimo raduno oceanico pro Africa. Lo ricordate, no? Anche lì ad organizzare il tutto, in mondovisione, c’era un altro fighettino irlandese (deve essere un fattore genetico-antropologico, chissà) in odore di santificazione. Ci si informi: così si scoprirà in quali mani sono finiti quei soldi.

    fm

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  35. Il ‘nessun dorma’ di Pavarotti vale una vita d’arte e la sua storia personale non mi riguarda. Pace all’anima sua, se anima c’e’, grazie Luciano degli splendidi momenti che hanno arricchito la vita anche mia. RIP.

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  36. Invocare pietas per un essere umano che se n’è appena andato non significa escludere tutti gli gli altri. Tantomeno gli operai(e io di operai sono figlia quindi so di che cosa si parla, ma questo è un puro accidente). Siamo seri, una volta di più vedo che ho sbagliato blog. qui di spirituale non c’è proprio niente, in compenso c’è molto di disumano. a mai più.

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  37. Io Pavarotti o non Pavarotti mi sento di condividere questo ultimo commento di Francesco in toto!Putroppo sai anche tu come funziona l’informazione e la società e mi ricollego a quanto hanno scritto Pasquale e Gian Ruggero. Oggi della vita della “povera gente” poco importa!Guardate il delitto di Garlasco: si parla di quella ragazza di 26 anni uccisa barbaramente e del dolore di chi perde una figlia così? No, fa più notizia, odiens spettacolo lo squallido reality-show che è stato creato! Di cosa ci stupiamo? Meno Francesco c’è ancora chi si stupisce e indigna!

    Un saluto caro

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  38. una semplice questione di serietà: è il secondo post (cfr Crovi) dove persone appena defunte – illustri o meno – vengono attaccate “a freddo”; se del caso, preferirei “a caldo”. Viola

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  39. Caro Luca,della vita della povera gente non gliene frega niente neppure e soprattutto ai politici che, ahimè, abbiamo votato. 😉 Cosa fanno per le morti bianche, per la mafia, etc,etc?

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  40. Se siamo noi che dobbiamo provvedere alla povera gente visto che le persone che abbiamo delegato non sono in grado di farlo allora dobbiamo avere le palle per scendere nelle piazze. LORO, solo con le nostre parole, ci si puliscono i…piedi.

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  41. Nulla Marco, putroppo nulla!!!Hai ragione, io ho votato questo govero e ne sono amaramente pentito e siccome in vita mia non voterò mai a destra alle prossime politiche (ma non solo) me ne starò a casa a guardarmi una partia della Juventus! ;-)Finchè però abbiamo ancora la forza e la voglia di indignarci e di incazzarci caro Marco facciamolo, sennò davvero dimentiamo anche noi puri automi! 😦

    Un saluto caro

    P.S.Viola dai lo sciacallaggio vero e proprio è altrove. Basta accendere certi Tg e guardare certi programmi e leggere certi giornali. Qui si chiacchiera e si discute magari veementemente ma non vedo toni da reality…

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  42. Marco al commento #43: in linea teorica hai ragione solo ho paura che oggi la gente scende in piazza solo per la finale di qualche evento sportivo o per le selezioni a qualche reality! 🙂

    Un saluto caro a tutti

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  43. Mi sia consentito il dire che:
    chi muore si giace
    e chi vive si da pace,
    e perlomeno cerca di farlo…
    se può, se ci riesce.
    Poi, a volte, chi ha molti denari si da pace di più.

    E speriamo che gli eredi del detto tenore paghino la successione,
    visto che già ci fu vistosa evasione.
    MarioB.

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  44. X Ariano: neanch’io…sarà anche perchè non vedo reality(non per snobismo ma è che sono noiosi) ma anche se non li vedo intuisco quando la misma cultura, inconsapevolmente, si diffonde oppure si rimane all’epoca di epater le bourgeois. Un caro saluto, Viola

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  45. Egregia signora Portia,

    una mano invisibile e pietosa, non so se nei miei o nei suoi confronti, ha appena cancellato un mio commento. Lo ricordo, parola per parola, ma, dopo mezzora, non sento più il bisogno di riscriverlo.

    Non tema:
    nessun insulto, tanto meno l’utilizzo di termini vicini all’area semantica del suo “disumano”.

    Credo che il fatto che lei non leggerà mai quanto le offrivo, e non era poco, sia una punizione sufficiente per la volgarità del suo termine e, soprattutto, per la sua farisaica pietas, degna di miglior fortuna che la vetrina effimera di un blog, sia pure prestigioso; magari più consona a una esternazione a telecamere accese e duomo stracolmo di fans e autorità (sic!) col vestito buono della domenica.

    Le facevo dire qualcosa da mio nonno, un vero esperto in materia: qualcosa riguardante la pietà cristiana per i defunti, quella vera…

    Peccato. Soprattutto perché non ci sarà una prossima volta.

    Le lascio, infatti, dal profondo della mia “disumanità”, i miei migliori auguri e un sincero, affettuoso addio.

    fm

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  46. # 31 Saya. Gente come me non potrà mai scrivere sui giornali, caro Marco… ciò vorrebbe dire che il mondo nel vero è cambiato. Cmq, qualora avessi potuto scrivere questo post su di un quotidiano lo avrei fatto senza alcun problema, e per chi mi conosce di persona e in arte sa bene quel che dico (certo non ho la notorietà del Luciano, e per fortuna, visto che il buon Luciano l’ha avuta da questo mondo… e da capo ci risiamo, considerato che come si muovono o ragionano molti uomini in questo mondo non mi piace). Altro non aggiungo. Io sono qui, sempre a disposizione, visto che la mia faccia ce l’ho sempre messa in prima persona e sempre ho detto quel che penso… considerato che reputo di vivere, e non di esser morto prima della mia ora… perché chi non è sé stesso o finge, infine è già morto prima ancora di nascere, a mio parere, e nulla è, anche se mi canta il “Nessun dorma”… in un mondo che volutamente, il più delle volte, fa l’addormentato. Peccato che per Pavarotti e Crovi io non abbia mai dormito. E non solo per loro. Ah, dimenticavo, se parlare di etica relativa, di coerenza, di arte-vita, di giustizia è una banalissima predica, di cosa ti stupisci, Saya, di chi bombarda l’Iraq? Vogliamo fare un po’ di ‘filosofia’ o ‘teologia’ anche su questo? Pensi che Pavarotti o Bush ne uscirebbero bene?

    # 33 Medioman. Sì, Celine è più grande di Pavarotti oltre che per coerenza anche perché Celine ha creato, Pavarotti ha solo interpretato ricco di un dono che gli ha dato la natura: la voce. Cosa ha mai composto il nostro tenore? Ha forse mutato un qualcosa in arte? Ha forse messo in discussione qualcosa proponendoci altro? Ma ci fate voi, o dite seriamente?! Indubbiamente medioman di nome e di fatto… ma quanti come te = per Portia (quando non si capiscono gli argomenti messi in ballo meglio tacere… hai forse detto un qualcosa in favore del dolore dei congiunti di Milosevic quando è morto? Ti sei forse indignata quando tutti i giornali del mondo scrissero che era morto un delinquente e giustizia era stata fatta? Milosevic c’entra, come c’entriamo tutti noi in queste faccende del + o del -… così come dello sparare giudizi suggestionati dall’andazzo generale. Ma imparate a ragionare con la testa e non con i piedi. Hai notato, Portia, che mentre tutti i telegiornali per 15 se non 20 minuti davono spazio alla Mantovani piangentemente ricca e famosa e furba le borse di tutto il mondo hanno perduto in media 2 punti e nulla fa pensare che possa andare meglio domani? Tutto è collegato, amici miei, e non c’è tempo per piangere uno che se l’è vissuta come meglio gli pareva. Pavarotti, Celine, Milosevic… Bush, Agnelli, Madre Teresa di Calcutta, l’operaio, pinco e pallino… tutti collegati, e imparate a tirare le fila e non a ragionare per scomparti o su di un’onda emotiva o tramite prese di posizione smontabili in 3 secondi o in base al vostro orecchio operistico). Io ho riportato dei fatti, ritrovabili sui verbali della procura di Modena e Bologna, tutto qui, e ho espresso un giudizio critico sul come si è mosso un uomo e sul come va il mondo… (ciò non rientra in un discorso etico?… l’etica, per chi non lo sapesse, è una delle basi su cui poggia la spiritualità o stimolo per affrontare un discorso su di esso).

    # 35 Pasquale. Può anche essere che nell’aldilà si sia tutti uguali… vale, cmq, che nell’aldiqua non lo si è… e esistono pesi e misure diverse… tutto qui (“ed è molto quel tutto qui”, e in questo ti vedo d’accordo, o sbaglio?).

    # 36 – 49 Francesco Marotta. Inutile che ci diciamo altro, ci siamo già bene intesi… del resto parliamo, il più delle volte, lingue molto ma molto simili. Grazie per la lucidità.

    # 41 Viola Amarelli. E qualora se ne dovesse presentare l’occasione farò anche il tris (sempre se prima non verrò buttato fuori dal blog… vorrà dire che me ne aprirò un altro di mio, se ne avrò voglia… ma non credo, penso di chiudere definitivamente bottega, visto il come non si vuole mai giungere, in web, o non si riesce mai a raggiungere, qui, il cuore del problema, rimanendo, appunto, all’epoca di ‘epater le bourgeois’… ? Mah! E i mah si rincorrono). A caldo i soggetti in questione li ho già attaccati in vita, quindi leggete bene quel che scrivo. Nessun rispetto per la morte di un personaggio pubblico, visto che pubblicamente si è posto, dal pubblico ha avuto fortuna, potere, soldi e fama, e tutti i media ne stanno facendo il canto funebre per distogliere, anche, da problemi ben più grossi del pur grosso Pavarotti. Ma non vi ha sfiorato neppure l’anticamera del cervello che quando, nel periodo in cui lui contrattava da evasore con lo Stato la cifra che lo avrebbe ‘alleggerito’, magari tre bambini della Basilicata sono morti perché l’ospedale in cui erano ricoverati non possedeva la TAC causa la mancanza di fondi pubblici (cioè dei soldi che noi versiamo al fine che le cose possano andare bene per tutti? Sempre quei soldi che poi vanno a pagare la pensione di chi ha lavorato tutta una vita 8 ore inchiodato a un tornio – …e non sono il Bossi della situazione, anche se a volte ci becca anche lui). Ma fatemi il piacere! Di fronte alla scomparsa di Hitler, Stalin, Mussolini, Milosevic, Arkan, Saddam e chi altro… forse Al Capone, forse Barra ò animale, tutti hanno detto in male e nessuno (se non i loro sodali) ha mosso un dito e non si è detto indignato e rispettoso della morte e del dolore dei loro famigliari (e lo ripeto). Ma che rispettosi! Lo siamo, forse, per il milione di uomini che ora stanno morendo di cancro in Cina causa l’inquinamento mentre le telecamere del pianeta stanno riprendendo il loculo dove verrà tumulato Pavarotti? Come poter estirpare l’imbecillità? Trasferendo tutti gli umani in quel loculo? Disumano in questo? Sì, e che Dio mi fulmini quando smetterò di essere ‘disumanamente’ coerente e sempre contro ad ogni forma di opportunismo, arrivismo, ipocrisia e finzione.

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  47. fm senta, cosa vuole da me? ho chiesto semplicemente di aver rispetto per i morti neanche ancora seppelliti e nient’altro. disumano, sì. lo ribadisco. è disumano parlare di fisco, tasse e denaro con un cadavere nella bara e nemmeno seppellito. qui sono state tirate fuori morti bianche, operai, Milosevic. Io sono rimasta molto imdietro. Ho parlato semplicemente della Morte. Di quanto la Morte esigerebbe magari un momento di riflessione. Non volevo nemmeno commentare oggi. L’ho fatto per le lacrime di quella vedova, per le lacrime di chi voleva bene a quell’uomo. Se qualcuno si fosse permesso di accusare per gli sbagli in vita un operaio(perché tutti sbagliamo e possono sbagliare anche gli operai) il giorno stesso della sua morte o poco dopo, avrei usato le medesime parole anche in quel caso. Lei è libero di rimanere della sua idea come io della mia. Non pretendevo di convincerla. E con le consure non ho niente a che fare. Il fatto che dopo tutto quel che è stato detto lei tenti di insultare me e si inalberi perché ho parlato di mancanza di umanità è, a dir poco, paradossale. Comunque grazie, il suo addio mi rincuora.

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  48. Tanto per non dimenticare dove stiamo andando…

    Un altro venerdì nero per le borse europee
    Bruciati in una sola seduta 193 miliardi
    Non va meglio a Wall Street che perde quasi il 2%

    MILANO – Pesante chiusura per le piazze finanziarie europee che hanno bruciato in una seduta circa 193 miliardi di capitalizzazione dell’indice Dj Stoxx 600, il paniere che sintetizza i principali titoli del Vecchio Continente. Infatti le principali piazze finanziarie perdono tutte intorno al 2%. Dopo i pessimi dati sull’occupazione Usa Milano ha lasciato sul terreno il 2,07%, Francoforte il 2,43%, Parigi il 2,63% e Londra l’1,93%. E non va meglio a Wall Street dove il Dow Jones chiude in ribasso dell’1,87% e il Nasdaq perde l’1,86%.

    Tonfo dei titoli bancari. Chiusura di settimana in forte rosso, seppure meno pesante rispetto a mercoledi scorso, per la nostra Borsa. Su Piazza Affari aleggia ancora lo spettro dei mutui ‘subprime’. Il Mibtel ha lasciato sul terreno il 2,07% a 30.193 punti e lo S&P/Mib il 2,39% a 38.494 punti. Tonfo dei bancari con Capitalia, Unicredit e Intesa SanPaolo. I conti non aiutano Telecom, Seat Pg e Piaggio. Pochi i titoli che si salvano dalle vendite. Nel paniere principale, è il caso di Enel che guadagna a l’1,09% ancora sulla scia della semestrale migliore delle attese e dell’outperform di Chevreux. Prosegue il rally Seat Pg, maglia rosa a +1,1%. Replica la bella vigilia Bulgari (+0,98%). Azzera invece quasi tutti i guadagni Eni (-0,12%), condizionata dal contenzioso in atto col governo Kazako. Positivi anche i titoli petroliferi, grazie al prezzo del greggio.

    Perdite anche a Wall Strett. Non va meglio a Wall Street. Il listino di New York, negativo durante tutta la seduta, chiude con il Dow Jones che perde l’1,87% a 13.113,38 punti e il Nasdaq che cede l’1,86% (a quota 2.565,70). Una conferma del trend negativo che ha coinvolto tutte le piazze del Vecchio Continente. E sulla giornata nera delle borse ha inciso sicuramente il pessimo dato sugli occupati non agricoli negli Usa, che evidenzia il primo calo in quattro anni: in agosto si sono perse 4mila unità a fronte di 100mila nuovi posti attesi.

    Persi 352 miliardi in due sedute. Quello di oggi è un risultato ancora più pesante di quello di due giorni fa, quando il pesante tonfo per le borse europee costò 159 miliardi di euro di capitalizzazione alle borse del vecchio continente.

    (tratto da http://www.repubblica.it)

    Buona notte!

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  49. Egregia signora Portia, ma si sente bene? E’ ancora sicura di saper leggere? Ancora in grado di rileggersi, prima di far comparire, con un clic, la schermata delle sue elucubrazioni da sindrome persecutoria? Le auguro di sì, perché veda, in caso anche di una sola risposta negativa, non sarei proprio in grado di aiutarla: non riesco nemmeno ad aiutare me stesso, si figuri un po’.

    Ma si rende conto di quello che sta scrivendo? Io ho postato un commento, il n. 36, nel quale ponevo, “tangenzialmente”, una questione di ordine generale, senza far riferimento a nessuno, tantomeno a lei e ai suoi commenti (tanto basta leggerne uno: e avanza). Lei, ripeto, mai tirata in ballo nel mio scritto, ci tiene subito a specificare, per il colto e l’inclita (cfr. n. 38 e n. 39), che io sarei/sono “disumano” (bontà sua!). Io le rispondo, molto educatamente, che, dal mio punto di vista, preferisco la mia “disumanità” al suo fideismo farisaico, e lei mi ritorna alla carica, adesso, accsandomi di “offenderla”???

    Guardi, Madame, che è tutto scritto qua sopra e, se non scompare, chiunque può verificare chi è che farnetica in questo thread. Suvvia, da brava, prenda la sua buona tisana, faccia un sospirone e cerchi di riposare in pace: la caccia ai fantasmi è sempre una cattiva consigliera; così come vedere ombre alle proprie spalle, proprio quando si è soli, è tutto illuminato in casa, e si sta soltanto rimirando la propria immagine allo specchio.

    Le auguro una serena notte.

    fm

    p.s.

    Che bel sorriso, Angela. Complimenti!

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  50. Senta fm, nel post lei faceva, senza fare nomi, riferimento alla pietas e all’umanità che erano proprio il tema dei miei post. in quello successivo si rivolge a me dicendo della mia “pietà farisaica”. Quindi la smetta con qusti giochini e non si permetta di sproloquiare sul mio conto. Non soffro di alcuna sindrome persecutoria e se lei non mi avesse chiamata in causa non mi sarei mai curata di risponderle, perché ho di meglio a cui pensare.

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  51. giornata movimentata: un morto contestato, un post che sparisce (con incazzato nero) e uno che ritorna (con rilassato Bianco).
    vi do la buonanotte con questo testo che amo.

    Nell’anno ’99 di nostra vita
    io, Francesco Guccini, eterno studente
    perché la materia di studio sarebbe infinita
    e soprattutto perché so di non sapere niente,
    io, chierico vagante, bandito di strada,
    io, non artista, solo piccolo baccelliere,
    perché, per colpa d’altri, vada come vada,
    a volte mi vergogno di fare il mio mestiere,

    io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
    riflettori e paillettes delle televisioni,
    alle urla scomposte di politicanti professionisti,
    a quelle vostre glorie vuote da coglioni…

    E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
    alle diete per mantenersi in forma smagliante
    a chi parla sempre di un futuro trionfale
    e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
    alle magie di moda delle religioni orientali
    che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
    ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
    che squittiscono ad ogni ora un nuovo “vero”
    alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
    alle loro modelle senza umanità
    alle sempiterne belle in gara sui calendari,
    a chi dimentica o ignora l’umiltà…

    Io, figlio d’una casalinga e di un impiegato,
    cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
    che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
    io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
    io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
    due soldi d’elementari ed uno d’università,
    ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
    dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà…

    Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
    a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
    o sceglie a caso per i tiramenti del momento
    curando però sempre di riempirsi la pancia
    e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
    ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
    alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
    al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
    a chi si dichiara di sinistra e democratico
    però è amico di tutti perché non si sa mai,
    e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
    ed è anche fondamentalista per evitare guai
    a questo orizzonte di affaristi e d’imbroglioni
    fatto di nebbia, pieno di sembrare,
    ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
    di lotterie, l’unica fede in cui sperare…

    Nell’anno ’99 di nostra vita
    io, giullare da niente, ma indignato,
    anch’io qui canto con parola sfinita,
    con un ruggito che diventa belato,
    ma a te dedico queste parole da poco
    che sottendono solo un vizio antico
    sperando però che tu non le prenda come un gioco,
    tu, ipocrita uditore, mio simile…
    mio amico…

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  52. Fabry sai Guccini è uno dei miei preferiti:
    Buona notte con Libera nos Domine! 😉

    Da morte nera e secca, da morte innaturale,
    da morte prematura, da morte industriale,
    per mano poliziotta, di pazzo generale,
    diossina o colorante, da incidente stradale,
    dalle palle vaganti d’ ogni tipo e ideale,
    da tutti questi insieme e da ogni altro male,
    libera, libera, libera, libera nos Domine!

    Da tutti gli imbecilli d’ ogni razza e colore,
    dai sacri sanfedisti e da quel loro odore,
    dai pazzi giacobini e dal loro bruciore,
    da visionari e martiri dell’ odio e del terrore,
    da chi ti paradisa dicendo “è per amore”,
    dai manichei che ti urlano “o con noi o traditore!”,
    libera, libera, libera, libera nos Domine!

    Dai poveri di spirito e dagli intolleranti,
    da falsi intellettuali, giornalisti ignoranti,
    da eroi, navigatori, profeti, vati, santi,
    dai sicuri di sé, presuntuosi e arroganti,
    dal cinismo di molti, dalle voglie di tanti,
    dall’egoismo sdrucciolo che abbiamo tutti quanti,
    libera, libera, libera, libera nos Domine!

    Da te, dalle tue immagini e dalla tua paura,
    dai preti d’ ogni credo, da ogni loro impostura,
    da inferni e paradisi, da una vita futura,
    da utopie per lenire questa morte sicura,
    da crociati e crociate, da ogni sacra scrittura,
    da fedeli invasati d’ ogni tipo e natura,
    libera, libera, libera, libera nos Domine,
    libera, libera, libera, libera nos Domine…

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  53. Non intervengo sulla persona Pavarotti ma sulla questione dell’esecuzione come forma d’arte. Reputo le esecuzioni vocali di Maria Callas o di Carmelo Bene, così come le esecuzioni pianistiche di Vladimir Ashkenazy (grande, grandissimo genio) delle vere e proprie “variazioni su tema”: tradizione come traduzione e come tradimento.
    La voce (che in realtà non ha nome nè padrone) di Pavarotti è un’opera d’arte. Il corpo in cui è nata non ci deve interessare. Il corpo di Caravaggio era un assassino.
    L’opera d’arte è soprattutto espiazione.

    Davide

    *

    “…di per sé la musica non esiste, o meglio esiste nel momento in cui si oggettivizza, quando cioè diventa suono, dalla prima all’ultima nota poi, ancora, cessa di essere reale per tornare foglio, notazione, ricordo. […] Credo si possa affermare senza ragionevoli dubbi che la musica si avvale di due dimensioni complementari: lo scritto, ciò che è fissato per sempre, quello che per il momento diremo racchiudere il volere reale dell’autore, e la sua realizzazione sonora. Il foglio racchiude l’idea, lo scheletro della meditazione sonora, racchiude cioè una realtà che è solo potenziale: non può contenere la musica perché della musica essa rappresenta un supporto mnemonico. […]
    Poiché quindi è l’esecuzione ad essere l’effettiva realizzazione di questa arte, ed è per questo che l’ottica, in questo dibattito, si sposta da ciò che di reale si riflette nell’opera a come essa esiste tra materialità e immaterialità. Bisognerà chiarirsi su un punto: cos’è materia in musica? Il testo e il suono, ciò che si realizza nell’esecuzione dando vita ad un’opera che esiste tra la dimensione passata del testo e la dimensione attuale della vita entro cui l’opera riprende a realizzarsi.
    […]
    Interpretare è di per sé un termine che rivela una alterazione del testo. Come può comprendere uno studio oggettivo come quello descritto? [..] Persino la più semplice o meccanica nozione fa capo alla persona ed è interpretazione. Per questo è essenziale capire che interpretare non vuol dire suonare o, peggio, essere in grado di suonare, ma è un lavoro di personalizzazione delle questioni testuali, che fanno capo al testo, e tecniche, che fanno capo allo strumento (per questo la ripetizione seppur pratica non è mai meccanica).
    […]
    Analizzare l’esecuzione pubblica vuol necessariamente dire analizzare il rapporto tra l’interprete e il pubblico, tra ciò che viene suonato e chi ascolta: cos’è che il pubblico ascolta?
    […]
    Si dirà che la fantasia va stimolata e quando ciò è ben fatto produce degli ottimi risultati. Ma senza lo stimolo cosa succede? Si arriva allo stereotipo: Schubert si suona tutto alla stessa maniera; per Bach la tendenza adesso è questa; peggio, la tecnica per il cantante è una (cioè la foniatria non il bel suono o l’espressione) e altre banalità simili. Bisognerà allora affermare che in questo senso i manuali tecnici non sono necessari, anzi lanciando una provocazione dirò che tutto dovrebbe già essere nell’istinto visto che spesso gli stessi manuali consigliano per alcune questioni di appellarsi essenzialmente al buon gusto.
    L’errore che la scuola tramanda è l’esattezza a costo della bruttura. È molto più facile trovare un pianista che suoni Chopin correttamente più che uno che suona uno Chopin bello. Come del resto è assai più probabile incontrare strumentisti tecnicamente superbi che personalità artistiche di rilevante spessore. Potrei fare un esempio. Lo scimmiottare una interpretazione sebbene sia didatticamente utile è artisticamente inaccettabile. Su questo, credo, chiunque sarebbe d’accordo. Ma, a pensarci un attimo, anche la messa in pratica di regole in maniera pedissequa ed automatica in fondo significa copiare, reprimere cioè l’originalità. La filologia, lo dico per quanti ricercano incoerenze, è un bisogno per penetrare il testo, non una maniera di suonare, un carattere interpretativo.”

    A.Tabili, da “L’esecuzione” (La Biblioteca di Babele n.6)

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  54. Un successo grandioso, internazionale, come quello di Pavarotti porta inconsciamente a idealizzare una figura umana. Di tanti -grandi- si tende a ‘scordarne’ i difetti, assumendo fattezze di superdotati anche nella persona, con giustificazioni e assoluzioni per ogni peccato.
    In realtà non c’è stato mai uomo sulla terra senza peccato, ..persino santi con un passato non proprio da altare.
    L’Uomo NON è perfetto, il difetto, il vizio non è altro che il limite umano, che è universale.
    -Pavarotti tenore acclamato. Pavarotti deceduto. Pavarotti visto nella misura di uomo mortale.
    Sotto questo profilo qualsiasi tipo di commozione sincera post-mortem può essere accettata, e dovrà essere rispettata.
    -Pavarotti uomo, con difetti umani. Sotto questo profilo ci si dovrebbe astenere da qualsiasi giudizio.
    Qui è venuto fuori sapientemente, un documentato comportamento che offende tanti e tanti altri uomini, e siccome il marcio, in generale, =deve= essere rintuzzato, partendo da un uomo, dall’errore di un uomo si può combattere perché non si ripeta. Ideale fantascientifico sembra perché l’uomo è personificazione del peccato, si deve comunque però cercare di fermarlo.
    Quindi qui , tralasciando il processo all’uomo Pavarotti perché non ci compete, è giusto che si sia aperto un dialogo su questioni e ‘delitti’ che riguardano l’umanità più a largo raggio.
    E allora bisogna dire grazie a chi ci apre gli occhi. Tante cose, che peraltro ci riguardano, non si sanno, non le vediamo, forse non riusciamo neanche a immaginarle. Tante cose, come sottolineava qualcuno, riguardano persone di potere, ecco perché non si entra in quello schema mentale con naturalezza, perché non si vive in quell’ambito.
    Il vero nemico è il potere!?

    Buonanotte a tutti ..o buongiorno:)

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  55. Credo che nelle due canzoni di Guccini sopra riportate, ‘anarchicamente’ ci sia tutto, e ringrazio Fabrizio e Luca per avermele fatte ricordare e rigustare. Come si potrà notare il “gesto d’accusa” del cantautore modenese è a 360°, e così deve sempre essere, nella piena obiettività, senza ‘santificare’ alcuno. Così come Guccini, soprattutto nella prima, richiama a chiare lettere il potere della poesia, che va oltre ogni deficienza e imbecillità umana. E lì sta il centro di quella circonferenza (a 360°)… il poeta, quello vero, quello che può e deve dire, come lo fu Luzi, visto che avete citato anche lui sopra… quando il Nobel, invece che a lui, lo diedero a Fo… altra porcata immane. E Luzi abitava in un piccolo appartamento, campava della sua pensione (non certo coi diritti maturati dai suoi libri… visto che se ne vendevano al massimo 3000 copie), e mai si è sognato di chiedere la Bacchelli, come, invece, hanno fatto tanti altri piangi la mamma che neppure erano e sono un mezzo dito del poeta fiorentino (e presto ne farò una lista)… e in ciò la coerenza di Luzi che, magari, non può piacere a tutti come autore, ma che ha fatto della sua arte anche vita e viceversa. Ma qui sto parlando di un signore… di un vero signore, e di signori, come lui, ne vedo sempre meno in questa società di puttane, intriganti, egoisti, aridi, furbi, approfittatori, mentecatti e ladri.

    Rina dice: “In realtà non c’è stato mai uomo sulla terra senza peccato, ..persino santi con un passato non proprio da altare.” – Verissimo, ma proprio perché ‘santi’, quindi ‘venerabili’, è giusto che di loro si sappia tutto e si rifletta sul come hanno gestito la loro vita. Io sono il primo fra i più infimi peccatori, ed è dal mio peccato (tramite esso) che capisco gli altrui peccati… e con la bontà che è anche in me (sebbene possa sembrare, qui, il contrario) comprendo l’altrui bontà: questo lo specchiarsi negli altri uomini anche per riconoscersi e migliorarsi.
    Sempre Rina: “Il vero nemico è il potere!?” – NO, il potere può essere gestito anche a fini di bene. Gandhi aveva un potere, quello dato dalla parola, dall’esempio, dalla scelta, dal non accusare vanamente, dal predicare la pace, dal perdonare (anche gl’inglesi), dal dire la verità sempre e comunque, ed era seguito dalle masse (…e non ho tirato fuori Gesù perché sarebbe stato fin troppo scontato… con Lui si tocca l’Assoluto)… i media di allora si interessavano di lui… tutti, sul pianeta, sapevano e sappiamo chi era e chi ancora è e chi per sempre sarà Gandhi, e proprio perché uomo con un potere lo hanno ucciso, altrimenti se fosse stato un induista fra i tanti nessuno se lo sarebbe filato… comunque Gandhi ha gestito quel potere e quella popolarità come ben conosciamo… e altri, anche se in situazioni non così eclatanti, hanno fatto lo stesso, perché non schiavi del DENARO e di ciò che in questa società il DENARO rappresenta (anche la Chiesa, recentemente, ha detto che bisogna pagare le tasse… più di così! Perché non pagarle significa rubare ai propri simili in un tipo di società come questa, cioè repubblicana e ‘democratica’… esternazione del Cardinal Bertone (poi del Papa) che ha generato un ‘fottio’ di polemiche… ma Bertone ha detto il giusto: chi non paga le tasse è un ladro e incide sulla qualità della vita altrui, e pecca, pecca di brutto, cioè non poco). Che quindi si smetta tutto ‘sto can can per un tenore. Pavarotti è morto come tutti gli atri uomini muoiono. Punto. Pavarotti ha cantato bene? Bene per chi lo ha ascoltato. Punto. Pavarotti è stato una gloria per l’Italia (come ha detto ieri Napolitano)…? NO, perché per evadere le tasse italiane si era finto anche monegasco, cioè aveva rinnegato la sua italianità a fini di lucro, e come lui ce ne sono altri… e ulteriormente NO perché, come sempre, gli italiani, in base a questi esempi, continueranno a fare gli italiani (…e non solo qui ma anche nel mondo). Pavarotti è stato un esempio? NO. Falcone e Borsellino lo sono stati: SI’. E’ giusto dedicare una piazza a Pavarotti? NO. E’ giusto dedicarla a Gramsci, morto nelle galere fasciste perché coerente, uomo che già sosteneva lo strappo da Mosca, uomo morto per portare il benessere alle masse di disgraziati che allora abitavano l’Italia? SI’. E’ giusto dedicarla a Giovanni XXIII, il Papa che ha dato il via alla svolta, poi concretizzatasi con Paolo VI e Giovanni Paolo II? SI’. E via così. Non è semplice capire chi sono i bravi e chi, invece, sono gli ambigui? Volete che continui a fare delle liste? E’ di esempi che abbiamo bisogno, e mi dispiace per lui ma Pavarotti, uomo in vista, uomo che poteva dare l’esempio, ancora una volta ha dato il cattivo esempio, e quei 25 miliardi (e non 250 o 25 milioni) che ha versato nelle casse statali dopo il patteggiamento so bene che se li sarebbe tenuti volentierissimo in saccoccia se la magistrutura di Modena e Bologna non lo avessero tirato per un orecchio. Perché fino a quel giorno aveva fatto di tutto per tenerseli in saccoccia… mica li aveva usati per adottare 25O.000 o, meglio, 2.500.000 bambini del Ciad, visto il come costa poco la vita là. Punto.

    Quindi spegnete quei riflettori e amen. Tumulatelo e che finisca anche ‘sto tormentone di inizio autunno… o fine estate. Preparatevi, piuttosto, alla mazzata di tasse che il governo di ‘mortadella’ vi darà. E che venisse tumulato anche lui, assieme al Berluska, nella stessa tomba di famiglia, visto che leggono entrambi dallo stesso libro… dal vademecum di chi “si arrangia” (altra battuta di Totò).

    # 60 Nota. L’esecuzione sarà una forma d’arte (a parte che Bene ha anche scritto molto di suo così come quell’ebreo di Ashkenazy), ma, personalmente, amo definire arte ciò che viene creato per essere eseguito anche e poi da altri, o letto, o guardato, o ascoltato etc. Quindi che non si dia all’interprete la valenza del creatore… c’è un po’ di differenza… o pare a me? Sebbene, oggi, si tenda a centrifugare tutto senza più fare le dovute differenze. Cmq grazie per i frammenti che hai inserito nel tuo commento. Leggerò il libro che hai segnalato.

    Amen, amen, amen… la Messa per me è finita… anche se non sono un sacerdote vi do il permesso di andare, di lasciare il cimitero, visto che io me ne vado e chiudo qui la ‘predica’.

    Grazie a tutti coloro che sono intervenuti. Un po’ di sana provocazione non fa mai male… o dobbiamo sempre fare i coccodrilli di turno? Perché se così è… attenti alle mie fauci… ho mandibole romagnole, volitive, che difficilmente mollano la presa. Sono uomo di campagna anch’io, di provincia, di quella calda… arroventata… dove il coltello regolava, spesso, le dispute… così che i meridionali non pensino che fosse solo prerogativa loro il tirar fuori la lama all’occorrenza.

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  56. Al di la’ del circo mediatico, di Pavarotti resta -oltre al “nessun dorma” del ’90 che lo lancio’ a livello pop- almeno il Nemorino giovanile (di inizio anni ’70, procuratevi qualche registrazione: opera L’Elisir d’Amore, Donizetti). Sul discorso creazione/interpretazione, non sono molto d’accordo con te Gian, per il semplice motivo che l’interpretazione da’ vita al personaggio e quel Nemorino e’, a detta di molti esperti, una vetta della storia operistica del novecento. Tanto basta a farne una vita d’arte degna di essere elogiata, pur con gli eccessi da circo di questi giorni.

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  57. Gian Ruggero come sai Luzi come POETA non è tra i miei preferiti ma come UOMO e come DIGNITà UMANA e spessore culturale non oso discuterlo!Ho avuto il piacere di conoscerlo e non posso che parlarne bene.
    Quando dovetti fare la tesi contattai sia lui che Crovi. Quest’ultimo – recentemente scomparso – mi trattò a pesci in faccia con arroganza e supponenza, Luzi invece fu assai gentile e disponibile come se fosse stato il mio professore del Liceo. Serve altro? Ci siamo capito…
    Chiudo qui la parentesi

    Un caro saluto a tutti e pace alle anime morte

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  58. Vedo che qui nessun dorm(a)e, evidentemente c’è un bisogno di capire estremo. Accettare ‘senza farsi domande’ non cambia mai uno stato di cose. Il DENARO, se ne è deviata l’attenzione, può diventare la matrice deteriore di infime bassezze. Aggiungo la FALSITÀ, che può appartenere anche a chi denaro non ha.
    ..scusate ma questa seconda cosa a me sembra peggiore della prima.
    Ora vado a controllare le mie risorse monetarie:), ma prima un grazie e un augurio di un buon fine settimana a tutti

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  59. # 64 GiusCo. Accetto la tua osservazione, in particolare perché so che mai le spari a vanvera. Ascolterò quel Pavarotti. Farò un post riguardo creazione – interpretazione, così ne discuteremo. Bene. Alle 15 ci sarà la diretta RAI 1 del funerale del tenore, mandata tramite satellite in tutto il mondo (orami neanche un Papa è stato così celebrato… mah!). Comunque un ciao anche a Pavarotti… ci rivedremo nell’aldilà… sempre se non saremo in gironi (infernali) diversi 🙂

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  60. Il rispetto per i morti, per tutti.

    Lo sguardo e la coscienza siano vigili, sempre. Guardando gli errori e le miserie altrui al pari delle nostre. Trovando la forza di tradurre il male, la follia, la cattiveria, i soprusi, il cinismo con cui conviviamo ogni giorno in qualcosa di positivo, di costruttivo per noi e per tutti, affinché i sentimenti che ci bruciano dentro non siano vani, non ci avvelenino lentamente.

    Condivido molte delle cose che ho letto.

    Un abbraccio

    Giovanni

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  61. Su ali d’aquila
    (salmo 90)

    1. Tu che abiti al riparo del Signore
    e che dimori alla Sua ombra
    di al Signore : “Mio rifugio,
    mia roccia in cui confido”.

    E ti rialzerà, ti solleverà
    su ali d’aquila, ti reggerà
    sulla brezza dell’alba
    ti farà brillar come il sole,
    così nelle sue mani vivrai.

    2. Dal laccio del cacciatore ti libererà
    e dalla carestia che distrugge.
    Poi ti coprirà con le sue ali
    e rifugio troverai.

    E ti rialzerà, ti solleverà
    su ali d’aquila, ti reggerà
    sulla brezza dell’alba
    ti farà brillar come il sole,
    così nelle sue mani vivrai.

    3. Non devi temere i terrori della notte
    né freccia che vola di giorno
    mille cadranno al tuo fianco,
    ma nulla ti colpirà.

    E ti rialzerà, ti solleverà
    su ali d’aquila, ti reggerà
    sulla brezza dell’alba
    ti farà brillar come il sole,
    così nelle sue mani vivrai.

    4. Perché ai Suoi angeli
    ha dato un comando
    di preservarti in tutte le tue vie
    ti porteranno sulle loro mani
    contro la pietra non inciamperai.

    E ti rialzerò, ti solleverò
    su ali d’aquila, ti reggerò
    sulla brezza dell’alba
    ti farò brillar come il sole,
    così nelle mie mani vivrai.

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  62. Non dimenticate

    se anche parlassi la lingua degli uomini e degli angeli

    ma non avessi l’amore,

    sarei come un bronzo che risuona

    o un cembalo che tintinna,

    e se avessi il dono della profezia

    e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza

    e possedessi la pienezza della fede

    così da trasportare le montagne

    ma non avessi l’amore, non sarei nulla

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  63. Sono felice per chi ama… io amo mia figlia… spero, un giorno, quando morirò, forse anche domani, che mia figlia possa dire ha sempre detto con coerenza, ha sempre fatto con coerenza, ha sempre pagato i suoi debiti con coerenza, non si è mai sottratto, con coerenza, ai suoi compiti da uomo, non ha mai delegato, con coerenza, altri per lui, non ha mai operato, con coerenza, per il male altrui, e quando ha ucciso, lo ha fatto ben sapendo cosa stava facendo, pagandone il conto, sempre, seppure, a ragione storica, chi ha ucciso andava ucciso, perché pericolo per lui, pericolo per tutti voi e pericolo per la sua tradizione… anche se uccidere significa uccidersi. Amen a me.

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  64. In arte infinitamente capace.
    In fisco, tentò, di essere velocissimamente fugace.
    Ma per Prodi è probabilmente un esempio da seguire.

    La chiesa deve essere, per statuto, sempre infinitamente misericordiosa, ma forse la messa in Duomo, le condoglianze di Sua Santità etc, etc, lasciano un pò sconcertati. A Piergiorgio Welby non fu concessa neppure la messa.

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  65. # Roberto. Verissssssssimo!!!!!!!! Ma che ci voi fà… la va così… almeno qualcuno ha detto contro, seppure sia io ben poca cosa e questo spazio non sia certo il Corriere della Sera o Repubblica. Magra consolazione? NO, ora mi sento meglio, e non è cosa da poco. Grazie dell’intervento e della poesiola più che pertinente e verisssssima anche quella… visto che è al VERO che miriamo.

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  66. Gian Ruggero, pensa ai milioni e milioni di liberi professionisti che evadono il fisco con le loro belle barche, (quella di D’alema la più bella) e per di più non sono neppure degli artisti. 😉 Ci sono tante realtà-verità…

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  67. marco pensa ai dipendenti pubblici che fanno l’indebito doppio lavoro che non fatturano, se la fattura dei liberi professionisti non può essere scaricata a nessuno passa per la capa di chiedere fattura,basterebbe rendere deducibile dalle tasse tali esborsi e tutti i contribuenti chiederebbero fattura è cosa semplicissima ma al ‘trono’ non ci arrivano eppure è così semplice.
    certo poi ci sono i ‘fortunati’ professionisti che per committenze pubbliche o per sostituti d’imposta o chi per poco altro è obbligato ad essere onesto;) e la fortuna non è certo di tutti..

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  68. Prodi ha 70 anni: ma davvero ci aspettiamo che dica e faccia cose innovative? L’alternava era il Berlusca…che non è certo di primo pelo e conosciamo la sua storia e come ha (non) governato per 5 anni.
    Non voglio sembrare qualunquista ma la 300.000 firme di ieri al V-Day(tra cui la mia) di Beppe Grillo dovrebbe fare quantomeno riflettere i politici e la società italiana. Dite che cambierà qualcosa? Non ricordo (dai tempi di Leone) un inchiesta che indigni l’opinione pubblica e scuota scranni. E vabbè..

    Un caro saluto

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  69. @ Gian Ruggero (# 50), non sono d’accordo sul paragone tra Céline e Pavarotti, per il semplice fatto che stai accostando due forme d’arte eterogenee, dunque non confrontabili, e non mi pare giusto sminuire le forme interpretative in quanto non attinenti alla creatività (sarebbe come dire che Maria Callas ma anche Arturo Benedetti Michelangeli, Maurizio Pollini o Herbert von Karajan non possano raggiungere le vette di Céline, Proust, Tolstoj, Dostojevski…).

    Riguardo a: “Può anche essere che nell’aldilà si sia tutti uguali… vale, cmq, che nell’aldiqua non lo si è… e esistono pesi e misure diverse… tutto qui (”ed è molto quel tutto qui”, e in questo ti vedo d’accordo, o sbaglio?)”. Mah, cosa vuoi che ti risponda? Il socialismo reale – dicono gli esperti – è stato sconfitto dalla storia. Io mi domando, però: a fronte di una sconfitta del comunismo (ma non trascuriamo Cuba, la Cina e quei segnali – tutt’altro che deboli ed effimeri – che vanno diffondendosi in america latina come un’alternativa interessante – da non sottovalutare – sia al vetusto e fallimentare modello sovietico sia all’endemico imperialismo delle multinazionali amplificato dalla politica di Bush Junior e dalle sue “puritane” pulsioni di esportazione “democratica”, che ci viene spacciato per “neoliberismo”)… ecco, siamo sicuri che, nel lungo termine, sarà questo neoliberismo a prevalere come unico modello possibile? Io non lo sono. E mi ostino a rimanere un cocciuto inguaribile socialista libertario.

    Un caro saluto e grazie per le tue “sane” e intelligenti provocazioni.
    Pasquale

    P.S. Riguardo ai coltelli (# 63)… conosco un prete giù in Calabria che li usa con un virtuosismo oserei dire “artistico”…

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  70. PORQUE SIEMPRE ,PERO SIEMPRE LOS MEDIOCRES, LOS TONTOS SACAN A RELUCIR PROBLEMAS ECONOMICOS ANTE LA MUERTE DE UN GRANDE COMO PAVAROTTI???
    EL REY DEL CANTO HA MUERTO….viva el rey del canto!!!
    a los criticones no los recordara nadie, PAVAROTTI VIVIRA PARA TODA LA ETERNIDAD A QUE EN PAZ DESCANSE Y SIGA VIVIENDO A TRAVES DE SUS GRABACIONES Y VIDEOS!!!!

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  71. Qualcuno ha citato Arturo Benedetti Michelangeli.
    Ben gli colga. Ricordo che il suddetto “esiliò” di sua spontanea volonta in Svizzera perche qualcuno, in italia, ben penso di pignorargli anche il pianoforte, se ben ricordo.
    Ora non penso di offendere Pavarotti confrontandolo con Benedetti Michelangeli, ma mi chiedo, perchè l’uno è stato sbattuto nel fango e l’altro per sempre in trionfo celebrato? So benissimo che la giustizia non è di questa terra, però paludo ai “cervelli saltati” che scorgono qualche “incongruità”.

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  72. sulla prima dissento pasquale, i due gruppi non possono raggiungere le stesse vette perdonami, amo la musica e amo la letteratura e non posso che riconoscere che hanno origine geologica diversa e quindi configurazioni ed altezze diverse. sai è come dire che uno che sa copiare benissimo masaccio è grande quanto masaccio.non funziona, non ti pare.:)

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  73. interpretare un’opera musicale non è copiare

    hai mai sentito dire che mozart suonasse tutti gli strumenti dell’orchestra contemporaneamente e che contemporaneamente intonasse le parti di tutti i cantati per eseguire, che so io, il Don Giovanni?

    seonda considerazione, hai mai ascoltato dalla viva voce di eschilo e di shakespeare un’opera teatrale?

    interpretare è fare arte, anche se non tutti ci riescono, esattamente come mettere dei versi in fila non significa fare necessariamente poesia , ma quando accade si può parlare di esecuzione unica come se fosse una prima mondiale assoluta.nessuna musica esiste senza l’arte dell’interprete.

    buona serata
    elena f

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  74. la voce di eschilo la sento leggendo eschilo così come quella di tutti gli altri che usano una penna per farmi sentire la loro voce. non ho mai detto che l’interpretazione non sia arte anch’essa delle volte lo è, ma rimane una differenza tra chi produce e chi riproduce tra chi produce un atto creativo e chi lo fa suo per riproporlo.e poi sai per me ci sono brani di mozart che pure interpretati da un joubox sono dei capolavori. credo che siano differenze sottili quelle che qualificano le cose nella loro diversità. pur non togliendo rispetto e dignità a qualsiasi di queste cose 🙂

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  75. Cfr. allo scambio di opinione fra Elena e Angela. E’ un’impressione mia o avete notato anche voi come le donne in questo blog si dimostrino, in genere, molto più misurate, educate e raffinate degli uomini e maggiormente disposte ad andare incontro all’altro? Sono cose che dovrebbero farci riflettere.

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  76. mi dispiace angela ma l’eschilo che senti quando leggi eschilo è indissolubilmente legato all’interpretazione mentale che “angela d.n.” fa di eschilo perchè angela non è uno strumento passivo della lettura dello stesso.
    per ciò che riguarda la musica, da musicista, ti posso assicurare che leggere uno spartito non basta bisogna ricreare un mondo,interpretare è una sinergia poietica che ogni volta dice necessità di ri-fare ex novo, perchè la musica è un fatto fisico, non esiste sulla carta, quei segni per molti incomprensibili che sono chiavi, note, pause ecc sono solo il simbolo di qualcosa che dev’essere evocato, tirato fuori ri-creato e solo l’interprete, il vero artista può tanto, solo il vero artista è in grao di fare dell’ascoltatore una cassa di risonanza in cui quel mondo vive nuovo e di nuovo ogni volta.
    siamo abituati ai cd, ma la musica vera è quella sofferta della sala da concerto e del teatro:
    bisogna starci nella musica per comprenderne il mistero.

    buona serata

    elena f

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  77. che l”interpretazione’ sia all’interno del processo di comprensione che in quello di esternazione della comprensione acquisita, di certo è cosa importantissima. e quando leggo eschilo che entrino in gioco tutte le angele che mi compongono anche questo è verissimo. che in tutte le cose bisogna starci dentro per comprenderne il mistero è altrettanto vero: solo alle sciocchezze puoi guardare da fuori.
    però elena io gioco con le pietre e montare o smontare pietre è comunque molto faticoso però che io monti pietre in un sistema di relazioni che io trovato è altra cosa dal montare pietre con relazioni che altri hanno pensato. nel mettere assieme quelle pietre la fatica è identica. ma il risultato è per me molto diverso.

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  78. e chi l’ha detto ? non dirmi che non hai mai giocato a fare musica con i sassolini, non ci posso credere elena, è che lì avete tutte spiagge 🙂
    notte a tutti che i refusi di sopra sono già segno di eccesso di stanchezza

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  79. # 85-86 Cuccuruccucù paloma Borsotti… o chi tu sia… dopo a sciacallo, disumano, cretino, babbeo etc.etc. anche asino 🙂 Ciò significa che ho colto nel segno? Ho colto!… e comincio a capire anche Elena F. Oltre che fine intellettuale (quando vuole) forse musicista… o cantante lirica? Ciò spiegherebbe molto dei perché e dei percome. Cmq interessante questo dire-dibattere su creazione e interpretazione. Un grazie anche ad Angela che non può capire, ma non importa.

    # 84 Pasquale. Non reputo ci siano differenze di genio-talento fra le varie discipline espressive… quando genio-talento c’è, naturalmente. Sarei in grado di formularti una linea di paragone-connessione anche tra Picasso e Joyce… ad esempio riguardo visione dello spazio o del concetto che avevano del tempo o dell’ assoluto, così come dell’esistenza etc. perché erano due grandi e la grandezza è unica… meno sarei in grado tra Moliere e Metastasio, perché uno era un grande l’altro no.

    Ultime notizie ANSA. Pare che nel suo testamento Pavarotti (è c’è già battaglia fra gli eredi… alla faccia che sono io lo sciacallo) abbia estromesso la Mantovani dall’eredità. Che in punto di morte il tenorone si fosse infine reso conto di chi si era preso come seconda moglie? 🙂 Meglio tardi che mai… non vi pare? 🙂 Certo avrebbero meno da azzuffarsi i miei di eredi qualora dovessi tirare le cuoia 🙂 Cmq si dice anche: Dio li fa poi li accompagna. Che li avesse nel vero accompagnati? Temo di sì.

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  80. prego gr, è sempre un piacere.
    oh!
    Casta diva
    Casta diva che inargenti
    Queste sacre queste sacre
    Queste sacre antiche piante
    A noi volgi il bel sembiante
    A noi volgi a noi volgi
    A noi volgi il bel sembiante
    Senza nube e senza vel
    Casta diva…
    Tempra o diva
    Tempra tu de’ cori ardenti
    Tempra ancora tempra ancora
    Tempra ancora lo zelo audace
    Casta diva…
    E senza vel

    🙂

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  81. Gian Ruggero, conosco anche figli di operai che per 50 euro, se potessero, farebbero dei propri genitori dei sacchi neri di spazzatura. Leggiamo la cronaca,please!

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  82. @Elena. Senza dubbio è arte. E riguardo alla querelle concordo con Elena, l’interprete è un artista. Forse questa cosa è più chiara ed evidente a chi la musica la frequenta con assiduità e la fruisce spesso “dal vivo”. Grazie per questo link, dopo migliaia di ascolti, ancora, sempre nello stesso punto, arriva il groppo alla gola. Merito di chi l’ha scritto, ma merito anche di chi la esegue.

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  83. caro matteo, tutto ciò che l’uomo fa può essere ‘arte’. ma non tutte le arti sono uguali. solo questa la mia querelle. e mi sono pure già stancata, a dire il vero, ma giusto per chiudere..certo la musica come qualsiasi altra cosa la si apprezza sempre di più dal vivo, vuoi mettere. anche se devo confessarti che quando non posso dal vivo mi accontento pure della radio pur di ascoltarla, ma si sa, si fa quel che si può 🙂

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  84. @matteo

    merito della musica la misteriosa arte che esiste solo quando l’aria è percossa o sfiorata dalle vibrazioni di corpi armonici, per questo Pitagora parlava di armonie celesti, per questo il cultore di quest’arte non si stanca di fare musica o di ascoltarla, non è l’orecchio ma il corpo tutto che partecipa di questo mondo straordinario.

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  85. Questa frase di Elena mi ha fatto recuperare un buon 50% riguardo il Pavarotti cantante (sull’uomo non ne parlo più, l’altra notte, sui RAI 1, ore 3.40 circa, hanno mandato una vecchia intevista di Marzullo al tenore e anche in quella non mi ha convinto, soprattutto quando ha tirato in ballo Dio… lo percepivo oltremodo svicolante e ‘vischioso’… ma la chiudo qui).

    Riportiamo la frase di Elena: “merito della musica la misteriosa arte che esiste solo quando l’aria è percossa o sfiorata dalle vibrazioni di corpi armonici, per questo Pitagora parlava di armonie celesti, per questo il cultore di quest’arte non si stanca di fare musica o di ascoltarla, non è l’orecchio ma il corpo tutto che partecipa di questo mondo straordinario.”. Stupenda, ed è in queste che riconosco la classe di Elena F. Grazie. Grazie anche a Matteo per le parole e per il link. Finalmente il riscatto dell’arte sulla banalità, sulla mediocrità, sulle brutture umane … ed è qui che vi volevo (ciò non toglie che la penso sempre alla stessa maniera: cioè chi chiamato a fare arte, chiamato dal sublime, da quell’assoluto, deve essere coerentemente ‘sublime’ anche come uomo… se propugnatore-fautore dell’antisublime, lo sia anche nel suo essere umano – sono le contraddizione che non mi piacciono, in particolare negli artisti – se ancora non si fosse capito – giustifico le contraddizioni nell’uomo che non si cimenta con l’assoluto, ma chi ‘invaso’ da esso e sostenitore d’esso, non può scivolare, deve attenersi a un codice… al codice, perché poi io lo penso eguale per tutti… consideranto l’etica come fattore oggettivo, non soggettivo).

    Angela. Sei sempre donna di grande misura e signorilità. Grazie anche a te.

    Marco (Saya). In effetti !!! Nulla da dire. E’ vero. Non c’è cifra che tenga… a freno.

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  86. Per dovere di cronaca:

    A Nicoletta tutti i diritti
    Royalties, case e maneggio

    BOLOGNA – Vi è un’eredità spirituale, che Luciano Pavarotti lascia dietro di sé e che egli stesso ha indicato, nelle sue ultime parole: “Voglio essere ricordato come un cantante d’opera”. E vi è un’eredità concreta e materiale, un vasto patrimonio costruito sulla sua voce meravigliosa. Quanto ampio, forse non si saprà mai con certezza. Cento milioni di euro, come si disse all’epoca del contenzioso con il fisco italiano? Ogni cifra è stata smentita.

    Non lo è stata, invece, la notizia secondo la quale Luciano Pavarotti ha lasciato un testamento, redatto a New York nell’estate 2006, alla vigilia dell’intervento per l’asportazione del tumore al pancreas. In queste sue ultime volontà, avrebbe destinato i propri beni non soltanto alla moglie Nicoletta, alle figlie Lorenza, Cristina, Giuliana e Alice, e alla sorella Gabriella, ma anche a persone che gli sono state vicine e care: il fedele assistente Tino, la storica segretaria Veronica, l’autista di sempre, “Pannocchia”.

    Luciano e Nicoletta avevano scelto il regime della separazione dei beni. Tuttavia la moglie avrebbe già acquisito i diritti d’autore che Luciano deteneva: le royalties sulle incisioni discografiche e i diritti d’immagine televisiva e online, capitolo tutt’altro che marginale, poiché include anche i materiali registrati del Pavarotti & Friends, che negli anni fruttarono, in sole donazioni all’Unhcr, 7 milioni di dollari.

    Non sono più le ricchissime royalties dell’epoca d’oro della Decca (oltre 100 milioni di dischi venduti), ma pur sempre un piccolo impero che si calcola ammonti a 200 milioni di euro. Cui si aggiungono le proprietà: il complesso Europa 92 (ristorante, maneggio, azienda agricola, residenza) a Modena, la villa di Pesaro, l’appartamento su Central Park a New York e quello al Park Saint-Roman di Montecarlo.

    (tratto da: http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/persone/pavarotti-ricoverato-uno/diritti-nicoletta/diritti-nicoletta.html)

    Un caro saluto

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  87. Grazie Luca… in effetti anche TGCOM questa sera ha confermato la notizia che alla Mantovani andranno Royalties, case e maneggio. Di soldi nessuno ne parla perché non si sa quanti siano e dove siano depositati. Cmq pace a tutti… che altro dire?

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  88. CVD… alla faccia che lo sciacallo sono io. I media ci stanno sguazzando nello stagno Pavarotti & C. come ssero dei barracuda tenuti a dieta per 6 mesi. Dopo aver pianto, tutti, lacrime da coccodrillo, adesso lo stanno facendo a pezzi, e con lui la Mantovani & C. Che potessi, nel vero, scrivere sulle pagine del Corriere? Ho solo anticipato… poi in parte pentendomi (perché infine sono un buono)… quello che sta imperversando su giornali e in TV. Ma che mi facciano il piacere!… i giornalisti italiani, ovviamente, non voi. Che ipocrisia dilagante!!!

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  89. Stamattina vado in libreria e trovo una pigna di libri (di soltio capita con Camilleri, Ken Follet, Smith, ecc.): “Pavarotti: la vera storia”. Caspita che record!!!!!Ma ce l’avevano già in caldo o l’hanno scritto e stampato in una settimana? Che tristezza…….

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