Come comportarci?

       

Il primo piccolo nucleo di fedeli della “nuova poi unica e vera religione” nata alla Mecca era costituito dalla moglie del Profeta, Khadigia, dal suo domestico Zaid e dal cugino undicenne Ali. In seguito vi si unirono l’onesto mercante Abu Bekr, la mano di ferro d’Arabia, Omar il giusto, il riservato uomo d’affari Othman, il coraggioso zio del Profeta, Hamza, e lo schiavo nero Bilal. Semplicemente essi furono conquistati dalla magica SPADA dell’umile Profeta d’Arabia. La piccola comunità di fedeli fu presto esiliata dalla Mecca, e costretta a riparare a Yathrib, che da lì in poi si sarebbe chiamata, semplicemente, Medinat-al-Nabi, città del Profeta, o Medina. Gli emigranti della Mecca portarono la SPADA con loro. La forza magnetica di questa continuò ad attrarre uomini e donne, fino a che l’intera Arabia si riconobbe nella nuova poi unica e vera fede. Paragonata alla popolazione mondiale, quella dell’Arabia costituiva una piccola minoranza. Una frazione di questa minoranza decise di portare la SPADA dal deserto arabico ai potenti stati del Mediterraneo, fino alle isole delle Indie Orientali. Un popolo dopo l’altro si arrendeva a questa SPADA e si univa alla Fede. Noi sappiamo che la lama di questa SPADA era affilata: essa conquistava i cuori; i corpi partecipavano automaticamente. Essa era la SPADA della Verità, la cui brillantezza elimina la falsità così come la luce spazza via le tenebre. Questa SPADA è oggi scomparsa? No di certo. Ancora oggi essa continua a conquistare i cuori di innumerevoli uomini e donne – a dispetto dello sforzo indomito di coloro che hanno interesse a far prevalere le tenebre e a far disperdere il bene che è in ogni uomo. (da uno dei tanti siti in italiano per la diffusione della Parola Islamica)

128 pensieri su “Come comportarci?

  1. “infatti la parola di Dio è viva , effiace e più tagliente di una spada a doppio taglio: essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore.(Eb,4,12 )

    L’immagine della Parola di Dio come SPADA AFFILATA è molto diffusa nella Bibbia canonica ma anche negli scritti apocrifi veterotestamentari e nei targumin, è un’ immagine che fa parte della cultura del tempo in cui gli scritti sacri e la diffusione della fede delle tre grandi religioni monoteistiche sorsero (la più antica l’ebraica da cui le altre due, con diverse modalità, sorsero). dunque non fa meraviglia che un racconto sulla diffusione della fede nel profeta possa usare ques’immagine che per me è chiaramente allegorica. il problema è stabilire quanto avanti sia la cultura islamica nell’interpretazione simbolica dei propri testi, perchè sappiamo che l’interpretazione letterale dei testi sacri è la fonte di tanti troppi fondamentalismi

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  2. Detto, senza disprezzo, credo che l’Islam viva in un altro secolo rispetto all’Occidente: Elena ha individuato bene uno dei tratti che distinguono l’una e l’altra cultura religiosa. Letteralismo e interpretazione simbolica sono ben più che alternative esegetiche: individuano stadi diversi di consapevolezza. Posta così la questione, la convivenza si presenta come molto difficile: possiamo sperare che, come già accadde in Maometto, l’assimilazione di elementi biblici ed evangelici sia foriera di evoluzione spirituale. Perchè questo accada, però, occorre che la Chiesa sia fedele a sè stessa, evitando le ambiguità di un ecumenismo malinteso. “Se il sale perde il suo sapore….”

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  3. Ieri Casini sosteneva che le moschee sono un ritrovo di terroristi, che L’Eurasia della Fallaci l’abbia contagiato? Come comportarci di fronte ai Casini & C.? 🙂

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  4. Elena sei, come sempre, oltremodo precisa. Condivido l’analisi di tipo simbolico-metaforico-allegorica (perché noi siamo abituati a leggerla in tal modo – a parte i Testimoni di Geova, certe congreghe-chiese nord americane e certe frange di calvinismo integralista). Resta il fatto, come anche tu dici, di quanto, nel mondo islamico, si vogliano interpretare i testi sacri con la giusta cognizione o li si affidino ai fedeli così, come si leggono. Sappiamo che molte scuole coraniche (sempre più – in particolare quelle in Europa) stiano scegliendo la seconda ipotesi, cioè quella fondamentalista-letterale, anche e soprattutto per mantenere ‘salda’ un’identità cultural-religiosa nel mondo islamico definiamolo della ‘diaspora’ e sempre viva una fede (unica e vera per loro) che infine funge, a tutti gli effetti, quale collante per la comunità e fra le tante comunità ormai sparse fra noi (cioè in Occidente). Ricordiamoci, inoltre, che il livello culturale della maggior parte degli islamici è oltremodo basso, non tanto perché siano privi di cervello (Dio me ne liberi dal pensare ciò), quanto, perché, in molti dei loro paesi d’origine la scuola è spesso disertato oppure fa capo esclusivamente al mondo religioso-coranico. In effetti gli unici aculturati sono quegli islamici nati in paesi aventi una netta impostanzione laica… ma anche in quelli, sempre più, sta passando la linea integral-fondamentalista, quale reazione ai ‘falsi valori’ che l’Occidente propone. A suo tempo molto mi colpì come Saddam (ateo fino al midolo) cominciò a ‘spingere’ sulla Parola di Allah per tentare di mantenere le redini dell’intero Iraq e per chiamare alle armi i suoi. Lo stesso sta avvenendo nel mondo palestinese, sempre più nell’area magrebina e via così (anche là dove la ‘teocrazia’ era sempre stata messa da parte). Per quel che riguarda l’Oriente e l’estremo Oriente Islamico sempre si è interpretata la Parola del Profeta come legge, questo anche perché più ci si allontana dalle aree-città di culto sempre più si radicalizza l’interpretazione del culto stesso (la storia delle religioni insegna).

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  5. Ognuno, trascinato dalla corrente, tira i remi in barca. Così la fioritura di interpretazioni radicalizzanti si deve anche ad una politica “occidentale” aggressiva, ma sopratutto, come ben diceva il mio amico Nassim allo scarso interesse nel coltivare lo spirito critico e la conoscenza, modus operandi delle religioni che per quanto consolatorie, si nutrono di paura.

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  6. Di nuovo qui mi sembra che il blog faccia fatica a contenere problemi così grandi e complessi. Il titolo è: come comportarci? a me sembra che noi occidentali stiamo facendo grandi pasticci.
    Primo perché conosciamo talmente poco noi stessi da non riuscire a dire chi siamo agli “altri” e non riusciamo ad affermare alcun principio se non quello della guerra. Secondo perché nel mondo globalizzato le differenze culturali e sociali che prima c’erano ma rimanevano distanti ci ritroviamo a doverle affrontare nella quotidianità e non siamo attrezzati. Si vede da come gestiamo questioni ‘banali’ come quelle del “velo”, figuriamoci il resto.

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  7. Qui gladio ferit gladio perit ..non sarà come dire: Chi nega la Verità della Parola etc…?

    ..certo non poteva essere più adeguato questo post: oggi che è domenica:)

    p.s. quando si studia a fondo la religione ..perlomeno io, ci si sente più peccatori.

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  8. modus operandi delle religioni che per quanto consolatorie, si nutrono di paura.

    Ecco, in una sola frase: pressapochismo, sbrigativa partigianeria, fondamentalismo culturale, fideismo (scientista)
    Non c’è bisogno del musulmano, per avere lo zotico.

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  9. Quello religioso non è potere, è autorità.
    Tranne che in una teocrazia.
    Ne siamo ben lontani, da secoli.
    La religione è un modo di relazione tra l’uomo e Dio, bisogna vedere chi è l’uomo, che cosa realmente è oggetto d’adorazione.
    Trattare una religione come un altra è peggio che trattare una donna come un’altra, madre, figlia, sposa o puttana.
    E’ imperdonabilmente stupido.

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  10. @9: Perché prima del mio intervento pensava fosse un privilegio dell’Islam? Macché, noi zotici abitiamo ogni religione e ci piace essere insultati senza un motivo ben preciso. Sul pressapochismo e sbrigativa partigianeria la pregherei di non scommetterci, sul fondamentalismo culturale, dovremmo seguire qualcosa insieme, e sul fideismo (scientista) non capisco. Se fossi fideista crederei che non con la ragione, ma con la fede, potrò conoscere le verità supreme, se con scientista intende con “fede nella scienza”, be’ non sono neanche di quelli, io credo in Dio e nell’uomo e mi piace conoscere dei fatti del mondo le ragioni e cercar di avere spirito critico. Cresco come posso. Non ho risposte pronte in tasca, né mi piace confezionare opinioni, giudizi, epiteti, per usi immediati; per quanto zotico io sia mi lascio del tempo per imparare.
    Dimenticavo: Si, per ora penso che la religione sia fondata sulla paura (non sono l’unico e se vuole ho un po’ di bibliografia) , guardi bene, per quanto sia connessa al tessuto culturale se ne discerne bene la trama.

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  11. 11:
    la religione o il credo dovrebbero essere solo INTERIORI.
    le donne lasciale stare, sono solo CREATURE come te.
    autorità e potere qui, nel mondo, sono, ormai, la STESSA cosa. e, forse, è SEMPRE stato così!

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  12. comportarsi con amore, come sapevano Rumi, e Francesco e Milarepa, e Tagore, poi per i fanatici d’ogni tempo e luogo la “fede” è un’ottima scusa, buona come un’altra; fiducia, forse ci vorrebbe, candida e cruda, ad averla, come un soffio di grazia, Viola

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  13. Io non sono cristiano, nè amo le religioni del Libro, ma siccome mi picco di conoscere le Scritture abbastanza bene, penso che da un certo punto in poi le gerarchie cattoliche abbiano teso a diffondere una figura edulcorata del Cristo, per cui incollo qui un brano del Evangelo:
    “Non pensate che io sia venuto a mettere pace sulla terra; non sono venuto a mettervi la pace, ma la spada. Perché io sono venuto a mettere disaccordo tra figlio e padre, tra figlia e madre, tra nuora e suocera, e i nemici dell’uomo saranno quelli di casa sua. Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me….”
    (Mt. 10:34-39)
    A quanto pare il Cristo non era poi tanto pacifico se prese a nerbate i mercanti nel Tempio, che facevano solo dei poverazzi ambulanti che esercitavano un mestiere più che consentito e vendevano vari animaletti da offrire e sacrificare.

    Penso proprio che parte dell’Islam sia davvero indietro di un secolo o due, e faccia ancora mescola di faccende spirituali con ammenicoli vari di costume e nazionalità. Faccio ancora presente che Sunniti e Sciiti ( dove possono)portano la spada tra di loro, più per motivi tribali, etnici che ideologici.
    E chissà dov’era il Signore quando per dieci anni gli Iraniani islamici e gli Iraqueni islamici si scannarono tra di loro causandosi più di un milione di morti?
    Altro che il Signore: vinse la nequizia, la morte e il dolore.
    MarioB.

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  14. ecco cosa vuol dire non saper leggere le Scritture, ma pazienza. ci vuole il coraggio dell’umile per confrontarsi con i testi sacri.

    buona serata

    elena f

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  15. Bene, Elena, però queste parole di Cristo sono state prese alla lettera dai cristiani per secoli, sai benissimo quanto e quando.
    L’ultima interpretazione è sempre quella che conta, così…

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  16. la religione, le religioni sono il SANGUE di ogni cosa umana. la serietà dei/per disperati quali noi tutti siamo. il sorriso incluso. l’arte inclusa, la conoscenza inclusa, ecc.

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  17. cf05103025

    la storia delle colpe è nota e mi guardo bene dal negarla, ma sarebbe ora di ricordare anche il bene e non solo il male, e soprattutto lasciare che i morti seppelliscano i loro morti e apprezzare lo sforzo di chi,( non tutti è vero, ma molti di noi lo stanno facendo), di quelli che cercano la verità in quegli scritti , di quelli che cercano di comprendere e di vivere al di là della lettera, perchè la lettera è morta ed è lo spirito che dà la vita.

    il fardello del passato è pesante, ma non possiamo impedirci di pensare ad un presente e ad un futuro migliore per le colpe dei nostri padri, non possiamo tornare a credere che i figli debbano scontare per i peccati dei padri. no? allora è bene guardare al passato per non commettere gli stessi errori, e al futuro per cercare, nel limite della nostra imperfezione, di renderlo migliore.

    buona serata

    elena f

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  18. Di nuovo molti spunti, alcuni hanno azzardato una soluzione… spero che anche altri lo facciano, visto come “urge il problema”. Come comportarci? Tolleranza, attenzione, prepararsi al possibile scontro, anticipare lo scontro, confidare (ancora) nel dialogo (spesso tra sordi), cercare in-dentro noi per poi trasmettere all’altro (da sé-noi), capire-comprendere loro e il loro, affidarsi al ‘buonismo’ e quel che venga venga, contrastare con altre parole di Verità (senza imporre la propria Verità come unica – al contrario, a mio avviso, di quello che stanno pensando-facendo molti tra gl’islamici), considerarli, come si è detto sopra, indietro 3 secoli da noi, quindi portarli a un piano di ‘ragionamento’ più attuale, perciò aiutarli a ‘crescere’ (…un tempo si diceva – e speriamo non più di numero, ma solo in coscienza – ma poi siamo sicuri di essere noi a poter fare scuola a loro? Oppure sono loro che possono farla a noi?), “attendere i barbari”, come scriveva Kavafis, indossando il nostro vestito migliore e imbellettandoci le gote… e via via via così (senza andare troppo a ritroso nelle colpe) ? Penso che tentare (seppure l’argomento ‘ostico’) di dare una ricetta in questo caso non sia un male (sebbene le infinite pagine e parole già spese in tal senso che nulla finora hanno portato… almeno a mio modesto avviso).

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  19. ma quale ‘religione’ ha la ricetta per giudicarne un altra, quale fine lettura delle Lettere può aiutare cosa e chi? temo queste affermazioni, temo le tracotanze che si armano per andare ad ‘aiutare’. ma il ‘fondamendalismo’, e tutte le religioni ne hanno espressione anche se sotto varie forme, in chi ha presa? ma davvero pensate che sia preda dell’errata lettura dei sacri dettami più o meno bene interpretati? ma risulta a qualcuno che arabi ricchi e colti si imbottiscano di tritolo per saltare insieme agli infedeli in braccio ad allah ? il colto arabo può forse esserne la mente ma in aria a saltare sono ragazzi e uomini e donne che forse non hanno mai intravisto il senso della vita, ma c’è senso in una vita di umiliante povertà. ma noi siamo buoni offriamo aiuti umanitari, l’occidente si prodiga con le sue camionette di viveri scaduti a soccorrere la fame che protegge il petrolio. tanto di rispetto ai volontari a quelli che sinceramente hanno creduto e credono nell’aiuto umanitario tanto da rimetterci la vita. ma signori siamo seri. la guerra non è tra le religioni la guerra è tra gli uomini. uomini tracontanti che per lo spreco e l’ingordigia succhiano vita ad altri uomini.

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  20. L’unica vera religione, rivelata a me personalmente da Dio, è questa:

    “Chiunque si permetta di millantare a uno o più consimili di essere stato investito personalmente da me – Dio – come profeta o mediatore del rapporto fra Dio e l’Uomo è un impostore”.

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  21. Tutte le religioni nascono dall’ignoranza. Non esiste una religione migliore di un’altra, esistono aspetti positivi (preti di strada, impegno nel sociale etc. etc.) e aspetti che farebbero impallidire il più grande “zotico” di tutti i tempi. Le recenti uscite del vaticano su embrioni ibridi ed eutanasia si commentano da sé. Ma ancor più eloquente è la sottomissione “teocratica” dei nostri “civili” e democratici parlamentari (per fortuna non tutti). Lo scontro da auspicare non è fra le religioni, ma fra la “civiltà” e ogni forma di superstizione ammantata di belle parole.

    Pasquale
    P.S. Condivido in toto il # 26 di Angela.

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  22. Concordo con il commento #26 di Angela ed in parte con quello di Pasquale.
    Le uscite della Chiesa Cattolica ormai si commentano da sole…

    Pasquale io sono ateo, però penso che le religioni non nascano tanto dall’ignoranza, quanto da una paura atavica che ha l’uomo di sapere che dopo la morte non ci sarà nulla. Nell’illusione di dare un senso alla propria esistenza, di credere che non può finire così ha sentito il bisogno di creare religioni, da sempre.
    L’ignoranza invece fomenta il fanatismo e l’intolleranza.
    Non penso che con più cultura le religioni sparirebbero o ci sarebbe un mondo migliore; se forse l’uomo iniziasse a vivere in pace con la natura e a smetterla di credere di essere l’animale eletto da un dio e di poter fare scempio del pianeta, dei suoi simili con una naturalità disarmante.
    Per quanto mi riguarda le religioni per me sono tutte uguali e le intendo secondo l’etimolia: religio (superstizione).
    Non me ne voglia Fabrizio!

    Un caro saluto

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  23. Meno male che vi ho letti, ragazzi.
    Stavo quasi per rientrare nel blog.
    Definitivamente saluto: due così potrei solo prenderli a pesci in faccia.

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  24. Non in quanto atei, sia chiaro, ma in quanto veramente stupidi.
    Ed è qualcosa che attribuisco raramente al mio prossimo.
    Nel senso che gli do implica malafede.
    Non vedere cosa ha portato il cristianesimo alla civiltà di cui si fruisce, e metterlo sullo stesso piano di mitologie sanguinarie e settarismi saberranti, per un uomo di media cultura è pura malafede.

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  25. ad angela e pasquale non vale la pena di rispondere perchè i loro commenti parlano da soli.

    a luca dico due cose:

    1) sei glià morto per dirci con certezza-scientifico-empirica-falsificabile che non esiste se non questa vita terrena che tocchiamo con mano?

    la seconda cosa è doverosa per amore della lingua più che della fede

    religio ha vari significati e possibilità etimologiche ma nessuna, dico nessuna, rimanda al significato di superstizione
    ecco per fare un po’ di cultura:

    Religione

    lat religione(m) che propr. vale “considerazione o cura riguardosa”; da un verbo religere composto da particella RE che accenna a frequenza e LEGERE scegliere e fig. cercare, guardare con attenzione onde viene il senso di avere riguardo, aver cura
    Altri da RE-LIGARE unire insieme, quasi legame che unisce gli uomini nella comunità civile sotto le stesse leggi e nello stesso culto.

    buon pomeriggio

    elena f

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  26. wikipedia :Etimologia [modifica]
    Il termine religione deriva dal latino relìgio, la cui etimologia è ancora incerta: secondo Cicerone (De natura deorum II, 28, 72) la parola deriva dal verbo relegere, ossia “rileggere”, intendendo una rilettura degli eventi naturali come opera di entità soprannaturali. Al contrario Lattanzio (Divinae institutiones IV, 28), ripreso da sant’Agostino (Retractationes I, 13) sostiene che la parola deriva da un altro verbo, religàre, cioè “legare, vincolare”, nel significato di legare l’uomo alla divinità. Altre possibili etimologie, benché meno probabili, fanno risalire la parola ai verbi relegàre (“allontanare, dividere”, che sottolinea la separazione tra le cose sacre e profane), religere (“considerare diligentemente” gli dei), religàre (vincolare gli uomini nella comunità sotto le stesse leggi e lo stesso culto) e re-eligere (scegliere ancora, effettuare una nuova scelta).

    Anche sulla definizione del termine religione vi sono notevoli diversità tra le proposte dagli studiosi. Indicativamente possono essere delineate due definizioni generali: in senso stretto, la religione si riferisce al rapporto tra l’uomo e una o più divinità[2]. Corrisponde alla definizione del senso comune di religione. In tal modo però non viene considerata religione il buddhismo primitivo. In senso lato, la religione viene intesa come via di salvezza naturale e/o soprannaturale[3]: questo includerebbe anche le “religioni atee” come appunto il buddhismo primitivo, ma renderebbe indefinito il confine semantico del termine permettendo di inglobare in esso fenomeni come la magia o anche il comunismo, solitamente non considerate religioni vere e proprie.

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  27. e senza tanta fatica nè certezza se dobbiamo proprio dirla allora diciamola se non proprio tutta ma quasi tutta. non spacciamo parziali stralci a nostro compiacimento, eh no..non si fa 🙂

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  28. @Valter io non ti ho mai offeso ma il se il tuo tono è questo e sai discutere solo così non so che dirti, peggio per te. Evidentemente hai dei grossi problemi relazionali e sociali. Volevi rientrare nel blog? Che io sappia le mele marce non sono ben gradite. Sei uscito proprio perchè insultavi graituitamente i componenti della redazione.
    Chiudo qui perchè non ho voglia di perdere tempo con un poveraccio come te…

    @Ad Elena:

    1) Sei stata in Paradiso o all’Inferno (il Purgatorio è invenzione medioevale ormai conclamata) e sei tornata indietro per essere così sicura dell’esistenza? Hai parlato direttamente con Santi, Beati, ecc.?

    2) Tratto dal dizionario Calonghi e dal Castiglioni-Mariotti.
    Elena hai fatto studi di filogia latina per essere così sicura del significato? Se vuoi chiedo ad amici che insegnano all’Università Latino così ne riparliamo?

    Ti ringrazio per le tue lezioni di catechismo ma ho già dato da bambino…

    rĕlĭgĭo
    rĕlĭgĭo, religionis

    s. f. III decl.|n. f. III décl.|s. f. III decl.

    superstizione (s.f.)
    religione (s.f.)
    religiosità (s.f.)
    fede (s.f.)
    vincolo (s.m.)
    scrupolo (s.m.)

    1 scrupolosità, coscienziosità, esattezza, puntualità, lealtà, onestà, scrupolo di coscienza
    2 rispetto, timore degli dei, scrupolo religioso
    3 religiosità, fede, pietà, devozione, sentimento religioso
    4 superstizione, timore superstizioso
    5 religione, culto
    6 rito, cerimonia, pratica o usanza religiosa
    7 obbligo, vincolo religioso, sacro dovere
    8 santità, venerabilità, carattere sacro
    9 sacrilegio, profanazione, maledizione, offesa contro la religione
    10 immagine, luogo, oggetto sacro o di culto
    11 prodigio divino, presagio celeste

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  29. grazie angela. anche l’ateismo sarebbe da annoverare fra le religioni allora in quanto presa di posizione fideistica- non sottoponibile a dimostrazione scientifica- dell’inesistenza di Dio (l’esistenza di Dio o la sua inesistenza non sono scientificamente dimostrabili)
    è un “area semantica” davvero interessante!

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  30. poi sai elena trovo assolutamente adorabili le cose che parlano da sole, che non hanno necessità di stucchevoli certezze vestite di colti fronzoli, ma si sa i ‘senza perdono’ siamo deplorevoli ..che vuoi farci tolleraci dall’alto della tua bontà e perdonaci se esistiamo

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  31. tutte le religioni dovrebbero, ANCORA, imparare una cosetta fondamentale: la PACE! ma tutte le cose religiose sono dell’umanità, ben poca speme quindi è e sarà

    p.s. valter non è un poveraccio luca, lo siamo tutti

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  32. @Luca Ariano
    seminarista veltroniano
    cervellucolo
    autore di post rubacchiati alle antologie di liceo
    distributore di cari saluti al cianuro
    uriah heep dietro affettata cortesia
    quando penso che per la metempsicosi
    a cui un troglodita dello spirito come te può anche credere
    potevo anche cascare in una faccia come la tua
    mi ridàò una bella rivalutata
    e profondamente godo

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  33. @Luca

    grazie infinite degli approfondimenti etimologici di cui terrò sicuramente conto.

    quanto alla tua domanda di rimando, la mia provocazione andava nel senso della fede. tu CREDI che non ci sia altra vita che questa , ma non puoi dimostrarlo e tuttavia tratti con sufficienza (Nell’illusione di dare un senso alla propria esistenza- sono parole tue)
    chi al contrario di te CREDE che questa vita non si conclude con la morte.
    quanto ai santi e ai beati ti assicuro che ne conosco personalmente almeno uno ancora vivente, anche se solo per un vero e proprio miracolo a cui sei liberissimo di non credere.

    @angela
    non è la prima volta che mi accusi neanche troppo velatamente di essere prsuntuosa, aggressiva, superba e quant’altro. pazienza, vuol dire che mi vedi così.

    buon pomeriggio

    elena f

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  34. Caro Luca, se ci fosse meno ignoranza le religioni probabilmente non sparirebbero, ma non sarebbero oggetto di strumentalizzazioni mostruose e, forse, il cammino verso una convivenza civile e pacifica di un popolo giovane e inesperto come quello che occupa (bistrattandolo – e qui sono d’accordo col papa) il nostro pianetino, sarebbe meno impervio e accidentato. E se la ricerca scientifica fosse lasciata libera di esplorare i misteri del “creato”, forse si vivrebbe e si morirebbe tutti – credenti agnostici e atei – in maniera più civile e dignitosa.

    Ciao.
    Pasquale

    P.S. Valter sono pronto. Avanti, fammi vedere come mi prendi a pesci in faccia! Però preferirei che me lo mostrassi dal vivo. Il mio coltello è ben affilato. Avanti, se hai le palle, intellettuale di ‘sta coppula i minchia!!!

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  35. “«Porgi l’altra guancia». Non la passività morbosa di chi non sa reagire, ma una precisa iniziativa: non chiudere, riallaccia la relazione, fa’ tu per primo un primo passo, perdonando, ricominciando, amando senza aspettare d’essere riamato. Amore fattivo, quello di Gesù, amore di mani, di tuniche, di prestiti, di verbi concreti. Amore non c’è senza un «fare»”.

    queste cose, tra l’altro per me opinabili, non s’imparano. o si hanno dentro, per pedagogia genitoriale, o al massimo si sbandierano come proprie non avendole, chissa per quale motivo. questo reca molti danni. poi coloro che si gonfiano come mantici, non si rendono conto che son superbi, e si scordano che la terra verrà ereditata dagli umili: così è stato detto.

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  36. grazie domenico, parole sante ma su un punto sbagli, si impara col tempo e anche quando si è imparato nulla impedisce che si cada nell’errore di nuovo.siamo esseri umani che quotidianamente si scontrano col proprio limite, io per prima.

    buon pomeriggio

    elena f

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  37. uau pasquale ma sei sicuro che la chiusa sia calabra 😉

    elena mi dispiace contraddirti ma non ti vedo, sono definizioni tue fatte da te ma visto che le viste sono sviste forse sarebbe opportuno che per un pò ci si ignori. forse le diottrie si sistemano, altrimenti amen e cosi sia.

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  38. Saccenteria e pigrizia intellettuale niente a che spartire con umiltà. Maestro nostro scacciò pure a frustate mercanti dal tempio. Ribadisco in toto quanto sopra, passo e chiudo.

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  39. Ragazzi, per favore calmatevi. (Detto da me, fa senso, sì). Binaghi e Ariano, qui abbiamo voglia di vedervi assieme marciare. Uno è ateo e ama i cari saluti e l’altro è credente e ama i pesci in faccia. E allora? Viva la differenza, no? Sai che noia un blog fatto di gente tutta uguale? Il bello di Lpels è proprio la varietà.
    Ciao!
    Franz

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  40. Franz sì il bello sono le diversità, è vero. Io però con Binaghi non ho nulla da spartire e non ci voglio certo marciare assieme. Io non ho mai insultato nessuno e tu lo sai, ho sempre rispettato tuttti, se però uno mi offende…Il buon senso sarebbe stato almeno chiedere scusa ma visto che lui procede con la sua maleducazione e arroganza io vado avanti per la mia strada. Stanotte dormirò lo stesso… 😉

    Un caro saluto

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  41. Alla faccia che si doveva parlare del rapporto tra noi (Occidentali + o – cristiani… o atei…) e il mondo islamico. A parte le dotte digressioni sul termine religione (che penso non vadano di certo a mitigare le idee belliche di Bush o del Presidente Iraniano), qui nessuno dice, seppure belligerante o pacifista a parole, come evitare uno scontro o fomentarlo con 1 miliardo e 200.000 persone (di cui un 10.000, oggi, filo-occidentali, e concordo, leggi Emiri,Sceicchi & c., visto che ne hanno tutto l’interesse – seppure anche loro bugiardissimi e pronti a cambiare alleanze in un quarto di secondo – tipico degli arabi – e la storia insegna) che delle vostre pur dotte digressioni reputo che ben poco se ne interessino. Semplifico ulteriormente il quesito (visto che USA e Iran pare si stiano divertendo ad arrotare i coltelli – con tanto di Israele che non vede l’ora di fare una ventina di blitz contro l’ex Persia): sarà guerra o ancora c’è spazio x un discorso di pace?

    E ora dico la mia: guerra sarà, non ci sono i presupposti perché la questione possa risolversi pacificamente-diplomaticamente. Unica possibilità e che realtà come la Cina o la Russia diano un segnale forte all’Occidente… e il segnale forte è quello di appoggiare anche solo uno dei paesi arabi definiti da noi ‘canaglie’ (leggi Iran, Siria, Pakistan). Il problema per i russi è l’avere come minimo 5 ex Repubbliche Sovietiche a maggioranza islamica con arsenali nucleari attivi (paesi ai confini, che ancora ruotano attorno a Mosca per scambi economici etc.), quindi impossibile che i russi possano appoggiarci, anzi, il recuperare credito nel mondo islamico li favorirebbe a nostro svantaggio. Per i cinesi che si vinca noi o i russi poco importa, visto che poi vinceranno cmq la guerra economicamente (sia contro di noi che contro i russi)… resta il fatto che i cinesi hanno bisogno di greggio (seppure molto meno di noi, visto che già stanno lavorando al fine di avviare catene produttive che non si basano sul petrolio)… cmq per ora hanno ancora necessità di greggio, ma a loro poco importa chi glielo venderà (vedi il come hanno reagito alla guerra afghana e iraquena… lavandosene le mani perché noi occidentali gli abbiamo garantito di fornirli di petrolio a prezzo inferiore dell’OPEC). Quindi, per me, guerra ci sarà, e sarà il primo passo verso una mezza catastrofe planetaria. Scontro tra religioni-culture-civiltà: sì, perché le tre cose sono oltremodo connesse. Se Benedetto XVI chiamasse a una nuova Crociata tutto l’Occidente cristiano risponderebbe, antipopisti compresi, visto il consenso che oggi riscuote la Santa Sede anche nel mondo Riformato, proprio perché il Papa ha chiaramente detto che con il mondo islamico non si parli (più) di teologia, visto che non ci sono i presupposti, ma solo di questioni inerenti il sociale (diritti umani, donne, pena di morte, povertà, etc.etc.). Guerra ci sarà.

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  42. Premessa che non ho molta simpatia per Ratzinger che sento assai lontano e se dovessere bandire una crociata non mi muoverei ma mi difenderei solo se attaccato penso anche io che, vista la situazione economico-politico-sociale attuale, una guerra sia, ahimè inevitabile. Gli scenari putroppo stanno prendendo quella piega anche se io, mi auguro, che si arrivi ad una soluzione indolore. L’Occidente è comunque allo sfacelo sotto tutti i punti di vista, l’Islam è sotto gli occhi di tutti, per cui penso che si potrebbe andare verso la catastrofe planetaria chiunque dovesse vincere un eventuale guerra. Chi vivrà, se vivrà, visto i cambiamenti climatici sempre più repentini e nocivi, vedrà…

    Un caro saluto

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  43. No, o dio, non perdonarci,
    perdonati tu ‘sta volta se sei capace,
    visto che già ‘na volta avesti il coraggio di dire:
    Mi pento di aver fatto l’uomo….( Genesi, 6)

    E dire che parevi onniscente!
    Ma non potevi pensarci prima, dico io,
    uno che sa pure il futuro si dovrebbe dire poi quelli lì mi sporcano il pianeta e mi rubano la mia bella mela profumata!
    Caro dio, mi sa che sei un po’ sadomasochista,
    però noi ci patiamo di più, ti dico,
    tu sei immortale, ci hai gli arcangeli che ti sventolano,
    invece noi ci abbiamo un caldo bestiale,
    un casino di malattie e la morte poi, che ci annulla.
    Ecco, ti dico, era meglio se creavi un’altra razza di bovini così non ti rompevamo le scatole, tanto per dire.
    caro dio degli eserciti,
    credo che adesso diventerò apostata
    e pregherò Mercurio e Giunone che almeno sono normali…..
    però tu non incazzarti come al solito,
    scusa nè….

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  44. la miglior guerra è quella fredda, stiamo riprendendo quella via, non vedo, a mio avviso, tragedie così imminenti…Le uniche tragedie sono state, ad esempio gli uragani che hanno distrutto new Orleans, lì vivevano gli “sporchi” negri e gli yankeee hanno ringraziato il loro Dio bianco.

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  45. quando mi dicono che Dio non esiste non oppongo nessuna resistenza. continuo a godermi la tranquilla certezza di sentirmi amato. è così che qualcuno, alla fine, ci crede. perché se non difendo nulla, vuol dire che qualcosa esiste indipendentemente dalla mia volontà. questa, secondo il mio infimo parere, è l’unica prova possibile dell’esistenza di Dio.
    detto questo, spirò.

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  46. # 61 Marco. Ma fra chi questa guerra fredda? Fra noi e gl’islamici, fra noi e ancora i russi, fra noi e i cinesi… fra noi e gli eschimesi… ? Fra noi, i russi e i cinesi potrei anche crederci, seppure l’Occidente, prima o poi, dovrà dare ‘risposte’ all’avanzata della Cindia in campo economico. Ma fra noi e gl’islamici, visto come loro la pensano religiosamente e politicamente (cmq le 2 componenti sono spesso connesse… sempre meno qui da noi, e questo è sotto agli occhi di tutti, e ciò ci penalizza in fatto di aggressività fideistico-ideologica, infatti stiamo facendo combattere i mercenari alle frontiere, considerato che gli altri tirano a spassarsela a Riccione o a Malibù)… dicevo, visto come la pensano e come la pongono mi sembra un po’ difficile (poi la guerra fredda poggia su un equilibrio dovuto al contrapposto schieramento di armi di distruzione di massa… quelle che ancora la maggioranza degli islamici non hanno – perciò andrà una guerra convenzionale, o similconvenzionale, con una qualche farcitura di nuovi ritrovati distruttivi, una guerra come sempre sporca, senza un fronte preciso, come poi è successo nella ex Jugoslavia) e buonanotte. Inoltre sono dell’idea che se certi islamici avessero le atomiche non ci penserebbero due volte a lanciarle… lo stesso lo avrebbe fatto anche Hitler, se ci fosse arrivato. Lo hanno fatto anche gli americani… quindi non consoliamoci troppo confidando sul buon senso… sulla ragione umana… sul grando di ‘civiltà’ raggiunto. La guerra è anche-ancora se non soprattutto questione irrazionale (ancestarle, arcaica, archetipica), quindi rientrante nelle categorie del ‘trascendente’ (se non del ‘magico’ primario), detto questo, detto tutto. Rientra nei misteri, quel tanto, oggi, antropologicamente, psicologicamente o istintivamente spiegabili (un 40%), ma, per il resto, insondabili (il 60%), nonostante le analisi del buon vecchio Marx (e le mie precedenti). Bene e male che si contrappongono… che si danno battaglia… vecchio motivo conduttore di questa dimensione dell’essere. Vecchia questione presente in tutte le credenze, le filosofie, gli estorerismi etc. del pianeta. Si tratta di vedere chi rappresenta il bene e chi il male. Ovviamente per me, uomo di tradizione e di radice, siamo noi i buoni… quegli occidentali degni… quei pochi rimasti, quelli che, prima di soccombere, daranno filo da torcere ai ‘mori’ (quegli occidentali che hanno già combattutto e resistito a Rodi – per poi doverla abbandonare con destinazione Malta – e consentitemi questi ‘mitologemi’… perché ben poco ci rimane d’altro).

    # 62 Fabry. Quasi un aforisma… molto ma molto profondo.

    # 60 Mauro. Quando la metti così mi fai sudare… freddo.

    # 59 Enrico. Molto ebraica come buttata, ma efficace.

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  47. PS. Come mai Pavarotti non ha lasciato alcunchè in eredità ai bambini del Kosovo e del Darfur, oppure agli orfani del Santa Caterina di Modena o al Convento delle Carmelitane di Rubbiera (che seguono e mantengono quasi 200 bambini poveri portatori di handicap), o all’Ostello Santa Teresa per ‘mostruosità’ della natuta (perchè così sono… inutili chiamare quei poveri esseri deformi in altro modo… sarebbe ipocrita…) posto in Ravenna (una sorta di ex Cotolengo), là dove abita il Cardinal Tonini in una piccola stanza con letto, comodino, sedia, scrivania, armadio, inginocchiatoio, crocefisso e basta (lo posso dire perché me l’ha fatta visitare)? E perdonatemi ma non ce la faccio a trattenermi. Matteo-Portia me la passi, così Elena F. In questo caso non son capace di tacere… non ci riesco.

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  48. Grazie Fabrizio: per un ateo, come me, che non ha ansie proselitistiche (non devo portare nessuno nel caruggio – come dicono qui a Genova – del mio ateismo – tra l’altro non ci si sta neanche troppo bene) ma solo spirituali, quello che dici è vitale.

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  49. @ fabry
    quando dicono che Dio esiste o non esiste poco male è un problema di chi crede o non crede, ma quando ti dicono che sei poco meno di un’imbecille superstizioso che si illude di dare un senso alla sua vita, che sei un fondamentalista perchè dai ascolto alle sacre scritture, che sei un ignorante perchè tutte le religioni nascono dall’ignoranza beh, se permetti e anche se non permetti, questo importa e come, perchè chiude ogni possibilità di incontro e dialogo. oltretutto non mi pare che qui ci sia qualcuno disposto a chiedersi o a chiederti, che significa quel sentirsi amato al punto da esserti giocato e da giocarti quotidianamnte l’esistenza per quest’amore. Dio non ha certo bisogno d’essere dimostrato, il rispetto di cui tanto si riempiono la bocca certi atei quello si, è ancora tutto da dimostrare.

    buon giornata

    elena f

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  50. Bello il commento numero 62 di Fabry. L’avrei voluto più lungo, oppure molto più corto. E invece se ne va in giro così sghembo, sfrontato, senza nessuno che lo segue e senza nessuno che lo precede.

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  51. Penso che nessuno davvero conosca le possibilità evolutive insite in un sistema complesso come quello attuale, i “colpi di reni” che possono essere nascosti (o meno) in una strutturazione pressoché inimmaginabile, descrivibile quasi soltanto attraverso proiezioni “fisiognomiche” su qualcuna delle sue infinite sfaccettature. Quali interessi prevarranno, quali prezzi si pagheranno (dando ai due termini il loro senso più generale) sembrano valutazioni totalmente “fuori scala” rispetto alle capacità intellettive del singolo individuo. La risposta rimane quindi celata nell’intelligenza “implicita” di sistemi interagenti che possono improvvisamente “decretare” aggiustamenti sanguinosissimi e profondamente ingiusti a livello individuale. C’è solo da sperare che nel loro procedere a tentoni rilevino le catastrofi in tempo sufficiente ad aggirarle. Non capisco però cosa c’entri (e qui mi riferisco alle premesse del dialogo – quale forza efficiente è ovvio che vada considerata) la religione: se Dio c’è allora nulla può realmente essere perso (quindi ci si metta il cuore in pace) se Dio non c’è nulla può realmente essere salvato (e ci si metta il cuore in pace “as well”). Un’eventuale fede non dovrebbe interferire con i tentativi di comprendere una realtà che Egli [qualunque “cosa” sia, il Tutto o l’inconcepibile Nulla] ha [con schiacciante evidenza] deciso di lasciar correre sulle proprie gambe. Se interferenza c’è significa che il confronto è andato insensibilmente a porsi su basi epistemologiche sbagliate.

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  52. # 70 Elena. Il 68 l’ho capito e condivido quasi in toto (in particolare quando chi si professa ateo spinge su certi tasti ormai logori – usa termini non consoni – offende – almeno che si tirassero in ballo argomenti + originali al fine di dirsi e di dire chi è credente – non basta buttarla sulla superstizione… poi, se volete la mia verità fino in fondo, a me sta simpatica anche la superstizione, perché etnicamente è un’appartenenza anche quella… ma sono fattori miei che magari affronterò in un altro post), però meno il 70. Potresti, Elena, approfondire meglio? A seguito di quel che ha scritto Fabry forse che il rispetto degli atei non sia necessario vista quella sorta di passività ‘contemplativ-avvolgente’ espressa dal nostro sacerdote? Avresti voluto una dichiarazione più forte da parte sua? A me, come ho scritto sopra, non è dispiaciuta come l’ha messa giù (o su)… forse mi sarebbe andata meglio (in questo caso specifico) una presa di posizione + netta in favore dell’Assoluto, più ‘combattiva-militante’, ma anche così l’accetto. In effetti non tutti hanno una visione della divinità simile… così come del Suo Amore, o dell’Amore in genere. Lo stesso lo si può dire delle ritualità-cerimonie che ogni volta sanciscono un’Alleanza con Essa.

    # 69 Lorpat. Il Nulla dietro e il Nulla davanti?

    # 67 Domenico. Già il bisogno di spiritualità è molto. Tendi l’orecchio e sentirai dell’altro.

    # 64 Rina. Possiamo tentare…

    MA CI SARA’ GUERRA O NO?

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  53. @Profondissimo il commento #62 di Fabry. Se tutti i credenti di tutte le religioni la pensassero così le cose sicuramente andrebbero meglio. Purtroppo ci sono oltranzisti e fanatismi e tanta mancanza di rispetto di accettare l’altro. Grande Fabry, davvero!!!!

    @Gian Ruggero: basta sparare sulla Croce Rossa… 🙂 Scherzi a parte su Pavarotti ormai è chiaro a tutti chi fosse e come agisse solo i miopi fingono di vederla diversamente. Hai proprio centrato il problema. Con questo pace all’anima sua e, ahimè, il suo testamento non aiuterà tanti bisognosi.
    Ho massima stima di Toninini, seppur non sempre in accordo con lui, ma ce ne fossero di persone così….

    Un caro saluto

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  54. # 71 Elio. Che bello leggerti e ritrovarti!!! Estremamente logica e scarnificante la tua posizione. Resta il fatto che scannarsi per un dio (non per Dio) e sostenuti da questi mentre scanni perché “sua mano” è molto più letterario che scannarsi per nulla (a questo sono approdato, negli ultimi tempi, da buon esteta)… anche se il Nulla forse concede di più al fine dello scannamento, visto che il Nulla non implica un’etica oggettiva quale origine o di tipo comportamentale. Chi scanna (e fatemi passare questo termine truculento… ma è così) perché crede che Nulla sia è ancora più tremendo di chi lo fa per una divinità… per questi la vita umana e zero… o sotto zero… almeno io la penso così (all’infuori che quel Nulla non assuma una connotazione anch’essa di stampo ‘religiosa’… vedi nazismo, comunismo e avanti così – allora, in questo caso, di nuovo la faccenda diventa oltremodo interessante… almeno esteticamente… sempre se può esistere un’estetica dello scannamento… del Nichilismo sì, esiste, il ‘900 insegna alla grande).

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  55. @Gianruggero

    basta leggere certi commenti per rendersi conto che per l’ateo il rispetto è solo quello che gli è dovuto dal credente e non viceversa. così se crediamo in un Dio crocifisso per amore allora è giusto far notare le incongruenze di certi atteggiamenti (#68) senza però pretendere d’essere compresi(#70).

    buona giornata

    elena f

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  56. “Il nulla dietro e il nulla davanti?”, mi chiede Gian Ruggero Manzoni. Non lo so. Io volevo soltanto dire che le parole di Fabry mi hanno colpito e, per un attimo, sono anche riuscite a camminare insieme a me. Sinceramente non mi sono accorto di cosa ci fosse davanti e cosa ci fosse dietro di noi. Eravamo in viaggio, e questo è tutto. A volte penso che saranno proprio le strade che non portano da nessuna parte a riportarci a casa. Ma il bel post parla di ben altro. E io adesso mi scopro a canticchiare questo vecchio spiritual: “Sometimes i feel like a motherless child. A long, long way from home…………………………………….

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  57. Premetto che la religione mi interessa molto, in particolare il cristianesimo, l’ho piuttosto approfondita e ci ho anche scritto un libro.
    Per quanto mi riguarda sento stretta persino la definizione di “atea”, perché mi pone già troppo in relazione con una questione che non mi tocca. Io credo all’esistenza di Dio tanto quanto a quella dell’unicorno: che cosa sono, “aunicorna”? Perché uno deve essere costretto a dichiarare se crede o non crede in Dio, avallando perciò stesso una qualche forma di esistenza del suddetto, se non altro come ipotesi? Porre sul tavolo l'”ateismo” mi pare già una forma di presunzione da parte dei credenti.
    Detto ciò, ho apprezzato molto l’intervento di Fabrizio. Credo però che il nocciolo della fede cristiana sia credere in senso letterale e fisico nella resurrezione di Cristo. Se no, è voglia di amore, senso della trascendenza, spiritualità, chi più ne ha più ne metta, tante belle cose, ma il nucleo specifico del cristianesimo è quello là. O no? Tanti saluti seri e rispettosi

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  58. questa affermazione “il nocciolo della fede cristiana sia credere in senso letterale e fisico nella resurrezione di Cristo” è quantomeno imprecisa e fuorviante perchè sarx-carne ha un significato così complesso nella teologia dei vangeli che non si può ridurre al significato antropomorfico di corpo-fisico. basta leggere le lettere di Paolo e il vangelo di Giovanni per rendersi conto della complessità dell’argomento. credere nella risurrezione dlla sarx significa credere che l’amore è il contrario della morte, che dare la vita non significa perderla ma trovarla, che l’eternità si gioca tutta sul dono di sè in questa vita terrena. significa credere che ” Alla fine solo l’amore rimane”(S.Paolo) ed è nell’amore che si dà risurrezione. Dunque come dice una lettera di Giovanni: chi sta nell’amore è da Dio perchè Dio è amore.
    questo è lo specifico cristiano.

    buona giornta

    elena f

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  59. certo che la fede cristiana ha dei risvolti interpretativi un po’ complessi per la massa; non c’è il rischio di uno “sdoppiamento”? un’elite di esegeti che coglie il significato ad esempio di sarx-carne, e quant’altro, e una grande massa ignorante che non è in grado di farlo, ma che si nutre di semplicità? il cristianesimo non ha perso, forse, la sua originaria semplicità, propria dei primi cristiani? – basta ascoltare il papa attuale per rendersene contro. Dato che le redini li tiene chi “capisce”, non è che tutto questo poi porta a un atteggiamento snob nei confronti della massa, una certo atteggiamento che può diventare poi reazionario? – mi viene in mente ad esempio la messa al bando della teolgia della liberazione in sudamerica da parte della Chiesa.

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  60. la mia è, per così dire, una deformazione professionale. ho sempre a che fare con poveri (veri), tossicodipendenti, malati mentali. devo gettare ponti anche dove sembra che non ci siano approdi. il vangelo, credo, ha la capacità di costruire questi ponti. Gesù il nazareno era continuamente accusato di frequentare cattive compagnie, si trovava sempre nei posti sbagliati e con le persone sbagliate. un rabbino non poteva parlare con le donne, non poteva mangiare con i pubblicani, non poteva toccare i lebbrosi o i morti. sembra che per raggiungere l’altro non si possa far altro che trasgredire qualche divieto. io ho imparato questo. in genere si tratta del divieto di vivere e di accettare che l’altro viva. un incontro tra le religioni, a mio parere, può fondarsi solo su un’accettazione profonda della vita.
    vi ringrazio tutti, un abbraccio a Loris.
    Domenico, ho apprezzato molto la tua scelta di lasciare tutto per il dottorato: te l’avevo scritto, ma forse il messaggio si è perso.

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  61. @ Gian Ruggero (# 57)

    “Quindi, per me, guerra ci sarà, e sarà il primo passo verso una mezza catastrofe planetaria. Scontro tra religioni-culture-civiltà: sì, perché le tre cose sono oltremodo connesse. Se Benedetto XVI chiamasse a una nuova Crociata tutto l’Occidente cristiano risponderebbe, antipopisti compresi, visto il consenso che oggi riscuote la Santa Sede anche nel mondo Riformato, proprio perché il Papa ha chiaramente detto che con il mondo islamico non si parli (più) di teologia, visto che non ci sono i presupposti, ma solo di questioni inerenti il sociale (diritti umani, donne, pena di morte, povertà, etc.etc.). Guerra ci sarà.”

    Gian Ruggero ho parecchie obiezioni da farti. Andiamo con ordine. Prevedi lo scoppio di una guerra planetaria. Ti sbagli caro amico, la guerra planetaria è scoppiata da un pezzo: da quando la Germania nazista invase la Polonia nel 1939, e non si è mai conclusa. Certo, so bene che gli “umanisti” che affollano questo sito stanno arricciando il naso, ma ritengo di poter addurre argomentazioni valide. Hitler sognava un mondo popolato di ariani atletici alti biondi e muscolosi, e soltanto lui – il Fuhrer – l’unico moro basso piccolo e dal sembiante tutt’altro che ariano. Questo più o meno ci hanno raccontato gli storici, ma non è così. Hitler voleva sterminare gli ebrei per un motivo anzitutto economico e finanziario: essi costituivano una lobby pericolosa e “terribile” per l’economia della nazione. Il fatto ideologico fu prettamente strumentale all’attuazione del suo piano scellerato. Il nostro Duce che, tutto sommato, fra purghe e manganellate varie era riuscito anche a realizzare qualcosa di buono per il suo popolo oltre che per se medesimo, commise l’errore fatale di credere a quel pazzo – a partire dalle vergognose leggi razziali (non se ne parla ma anche l’Italia ebbe i suoi campi di internamento, tanto per citarne uno: il Ferramonti di Tarsia giù in Calabria) – errore che pagò caro, e gli costò una morte ben diversa da quella che sarebbe toccata molti anni dopo al suo collega spagnolo. Il gruppo di scienziati incaricati dal Terzo Reich di costruire l’atomica – sotto l’egida del prof. Heisenberg – non riuscì ad arrivare prima dei tragici eventi di Hiroshima e Nagasaki; in caso contrario, probabilmente, la storia sarebbe stata scritta in un modo diverso… A secondo conflitto mondiale “apparentemente” finito fu attuata la spartizione di Jalta. In realtà la guerra non era terminata. Fra di voi ci saranno dei professori di storia, non mi dite che insegnate questo ai vostri alunni ché vi organizzo un vaffaday contro la scuola italiana e il corpo docente che manco ve l’immaginate… La guerra non è mai finita, è stato tutto un susseguirsi di minacce, spionaggi, controspionaggi e puntamenti di testate nucleari. I missili non partirono mai per il semplice fatto che i padroni del mondo sapevano che non ci sarebbe stata un’altra Jalta, che non ci sarebbe stato più nulla da spartire… C’è mancato poco, nel ’62, quando quel simpaticone di Krusciov ne regalò alcuni al comandante Castro. Per fortuna la crisi non degenerò. Subito dopo ci fu il Vietnam. I giovani di mezzo mondo sognavano di portare la fantasia al potere, ma non sapevano che l’imminente gravissima crisi petrolifera avrebbe allontanato per sempre la loro utopia. Il resto è storia abbastanza recente, chi è nato negli anni di piombo come il sottoscritto dovrebbe averne un ricordo più o meno diretto: l’Armata Rossa invade l’Afghanistan, l’America finanzia i talebani per ricacciare i bolscevichi nella steppa, e arma il dittatore “laico” Saddam Hussein contro l’Iran fondamentalista del “grande vecchio” Khomeini. Il crollo del muro segna la fine della guerra fredda ma ne sancisce l’inizio di una “bollente”, combattuta a colpi di missili e pozzi di petrolio in fiamme. Il resto – Twin Towers, guerra dell’America ai “terroristi” afghani (sperando di non bissare il clamoroso insuccesso dei sovietici né tanto meno l’inutile spargimento di sangue del Vietnam), seconda guerra del golfo contro armi di distruzione di massa che non saranno mai trovate… – tutto ciò è cronaca dei nostri giorni, e il nuovo “ruolo” dei talebani, di Bin Laden e l’immagine di Saddam con un cappio al collo hanno fatto il giro del mondo e non necessitano di commenti. Ora, Gian Ruggero, in tutto questo marasma di interessi economico-finanziari (come se non bastasse ci si mette anche il terremoto dei mutui), tu ipotizzi uno scontro di religioni-culture-civiltà? Ma dai, in tutto ciò il fatto religioso c’entra né più né meno come c’entrava quello della razza ai tempi di Hitler. Gian Ruggero, tu sei un intellettuale di spessore. Certe conclusioni ovvie e banali lasciale a quei professorini da quattro soldi che spengono il cervello dei nostri ragazzi (e poi si lamentano del bullismo).

    Un caro saluto.
    Pasquale

    P.S. Fabry sei un mito!

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  62. sì, Fabrizio, non mi ricordo se ti avevo risposto, ma mi ha fatto molto piacere il tuo incoraggiamento. non sai che fatica psicologica ho dovuto affrontare per far collimare lascio un lavoro fisso-mutuo-matrimonio-futuro-(figli: sì, recentemente stiamo pensando – o meglio la proposta è mia – di fare un figlio. ho pensato che è giusto, che è un altro gesto di speranza, una speranza che non vedo molto fra i miei coetanei; e come se volessi dire: “guardate, si può fare, anzi bisogna FARE). Ho avuto un risveglio spirituale vero e proprio, con questa vitalità devo andare avanti. poi ad ogni momento i suoi bisogni. grazie ancora,

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  63. Caro Pasquale che la guerra ci sia sempre stata dall’inzio dell’umanità è fuori discussione… anche adesso c’è, scopri l’acqua calda. Io sto parlando di un qualcosa di ben più grosso (parabile, solo, se certi interessi economici cominciano a girare anche in altro verso, non solo nel nostro… ma forse anche per questo è ormai troppo tardi). Un solo esempio così che tu capisca bene (ma già ho detto al punto #63)… la guerra nell’exJugoslavia scoppia quando la Germania e la Sante Sede riconoscono, con ancora il Parlamento Federale Jugoslavio insediato a Belgrado, le libere e indipendenti Repubbliche della Slovenia e della Croazia, Cattoliche e da sempre filo-occidentali (nonché schierate, durante il secondo conflitto mondiale, a fianco di Germania e Italia contro il Comunismo). La Serbia non ci sta perché gli unici pozzi petroliferi che la Jugoslavia aveva erano nella ex Pannonia slava (ai confini con la Romania), area di influenza sloveno-croata. Quello è il pretesto… ma poi la guerra si trasforma in ben altro, visto che altri interessi non c’erano, se non 4 capre e 2 abeti, e dilaga, fino ad arrivare alla Macedonia e al Kosovo, trasformandosi in guerra tra etnie, tra religioni, tra tutto ciò che va oltre qualsiasi lettura di stampo materialista-marxista. Questo come lo spieghi? E se non fossimo arrivati noi ancora si starebbero scannando, come di nuovo succederà quando i caschi blu se ne andranno (seppure una punta maggiormente occidental-europeista stia prendendo forma e cultura anche in Serbia… ma i Cetnici serbo-ortodossi sono ancora lì, così come gli Ustascia ultranazionalisti cattolici croati e via così… poi mettici i musulmani bosnjaci e albanesi e avanti… con tanto che ogni famiglia ha avuto almeno un morto in casa, per lo più sgozzato a seguito della pulizia etnica di questo o quell’altro… anche messa in atto, se non soprattutto, dallo stesso vicino di casa). E lo stesso avverrà in scala più vasta… troppe le sacche belligeranti (leggi Cecenia, Kurdistan, Libano, Yemen, Somalia, Eritrea, Indonesia, India, Pakistan, Afghanistan, Iraq, Siria, Iran, Algeria, Ciad, Mauritania, Mali… vuoi che continui?) in cui gl’interessi economici non eistono per motivare scontri all’ultimo sangue. L’umanità è giovane, Pasquale, e non finirò mai di dirlo. Siamo solo nel 2007 dell’era cristiana, nel 1400 dell’era islamica, nel 5500 (se non erro) o 5400 dell’era ebraica, nel 15000 dell’era cinese… quindi?!? Credi che si faccia la guerra, là, per un pozzo di petrolio o per una fonte d’acqua? Questo è il pretesto (vecchio come il mondo pur esso) ma poi s’innesta (perché è nel nostro più profondo, scolpito nel nostro DNA di animali pensanti) quel 60% che dicevo sopra… quel 60% che non ha nulla di materiale, ma poggia sul ‘sangue’, sulla razza, sull’appartenenza, sull’identità, sulla fede, sul ‘tribale’, su usi, consuetudini, ‘forze’ ed ‘energie’ trascendentali, e sulle verità che si materializzanno di seguito a ciò.
    Hitler scatena una guerra che se letta come solo di espansione-aggressione risulta molto riduttiva (già la questione dell’arianesimo insegna… appunto)… una guerra che vede a confronto una visione celtico-sassone-germanica (energitico-animista-magica dell’esistenza, del mondo, con una visione giudaico-cristiana della vita, del sociale. Attenzione, quindi, a dare semplici letture di stampo scientista-materialista. Il tutto funzione anche basandosi su ben altre ‘leggi’ (o ‘energie’ – a tuo piacimento). E presto ci sarà il regolamento di conti (già è in atto) definitivo tra la visione giudaico-cristiana (uscita infine vincitrice dalla seconda guerra mondiale) e quella islamica. E’ scritto, e non si scappa. Con il ceppo cino-coreano-nipponico (Confuciano) che forse starà a guardare. Tu, Pasquale, ragioni come un occidentale che ha una laurea, legge il giornale tutti i giorni, conosce Eistein, vede in TV culi e tette nonché politici da vomito, e ascolta anche Grillo… gli altri no… gli altri (gl’islamici) hanno altri valori, quelli che noi abbiamo perso ormai da tempo sostituendoli con i McDonald’s e il capitalismo selvaggio… e che non si creda che gl’islamici vogliano quello, come noi tentiamo di addomesticarli… anche se poi, per onor del vero, alcuni di quelli che sono ormai fra noi desiderano la Ferrari (…sono uomini, deboli, anch’essi, davanti alla ‘tentazione’), ma i più stanno ben attaccati al loro credo, ai loro usi e costumi… e se i giovani sgarrano, finiscono come la ragazza pakistana sgozzata dal padre e dallo zio. Te l’hanno dimostrato anche in Francia. Una contestazione partita da richieste lecite di ordine sociale poi trasformatasi in uno scontro razziale tra Polizia e Magrebini. E sempre più sarà così. Il ‘demone’ serpeggia, la ‘divinità’ è latitante, mia nonna direbbe: questa è l’Era dell’Anticristo… e anch’io mi sento di dirlo (con tutte le metafore e allegorie che ciò contiene.

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  64. I testi canonici solo il risultato di una lotta di potere, non sono il frutto di una ricerca euristica.
    Si sono imposti. Oggi, incominciano a proliferare gli altri.
    Non c’è nessun storico del cristianesimo che ha mai trovato valide ragione di tipo euristico per escluderli
    Il Cristianesimo è da reinterpretare.
    L’islam contemporaneo si trova nella fase di lotta interpretativa.
    Il sacro e la violenza sono sempre stati indissolubilmente avvinghiati.
    Solo Gesù propone di rompere questo legame ed è per questo che è il Messia (e non figlio di Dio, che come qualunque ebreo, teologo e storico sa, non significa quello che sembra a noi cristiani dire perché così falsamente ci è stato insegnato dalla Chiesa)

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  65. @domenico

    solo per precisione la mia era una risposta indirizzata non alla “Massa” ma ad una persona che si è presentata così:

    “Premetto che la religione mi interessa molto, in particolare il cristianesimo, l’ho piuttosto approfondita e ci ho anche scritto un libro.”

    buon pomeriggio

    elena f

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  66. in genere chi cerca trova, questo vale soprattutto per chi è in cerca di Dio.(anche se il più delle volte è da Lui trovato)

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  67. scusa gian ruggero, c’è mai c’è stata l’Era di Cristo ? ovviamente nel senso in cui tu parli di Era dell’Anticristo, a mia memoria non ne viene nessuna ma può essere che qualcosa nella storia dei millenni mi sia sfuggita.

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  68. Caro Gian Ruggero grazie dell’approfondimento. Permangono tuttavia alcune perplessità nella mia mente senz’altro più scientifica che storica – ma anzitutto di una persona che si interroga, dubita, chiede, non dà mai nulla per scontato, cerca di esaminare le sfumature più impercettibili delle cose nella misura in cui tenta di coglierne l’essenza, il filo conduttore, quel canovaccio di base che si ripete uguale nel corso dei millenni e rimarrà immutato persino quando riusciremo a compiere viaggi intergalattici (ammesso che una delle tante guerre che ancora dovremo sopportare, economico-finanziaria o cultural-religiosa non ha importanza, non ci avrà sterminato molto prima di quel tempo) – dicevo, permangono alcune perplessità che spero tu possa aiutarmi a sviscerare. La vicenda dei Balcani, che non ho vissuto come te in prima persona e che conosco solo per quanto ho potuto leggere e sentire, posso tuttavia immaginare quanto sia complessa. D’altra parte, dopo la morte di Tito, la scomoda e ingombrante ”eredità” lasciata dall’impero turco-ottomano doveva in qualche modo esplodere. E così è stato, come per altri eventi e deflagrazioni di quel periodo cruciale della nostra storia che hanno reso vieppiù abnormi le macerie del muro, già macabro ricordo di un secolo di morte e dolore. Tu dici: “La Serbia non ci sta perché gli unici pozzi petroliferi che la Jugoslavia aveva erano nella ex Pannonia slava (ai confini con la Romania), area di influenza sloveno-croata. Quello è il pretesto… ma poi la guerra si trasforma in ben altro, visto che altri interessi non c’erano, se non 4 capre e 2 abeti, e dilaga, fino ad arrivare alla Macedonia e al Kosovo, trasformandosi in guerra tra etnie, tra religioni, tra tutto ciò che va oltre qualsiasi lettura di stampo materialista-marxista”. Mi pare condivisibile. D’altra parte – tu mi insegni – la guerra una volta scoppiata ha ben poco di razionale. Di “razionale” – perdonami l’uso improprio dell’aggettivo – c’è qualche parvenza semmai nella fase diplomatico-preventiva, quando questa – effettiva o pretestuosa poco importa – non venga del tutto bypassata. Dopodiché, una volta accesa la miccia mi pare ovvio che si inneschi una sorta di risonanza (nel senso fisico del termine) dove ogni genere di odi, rancori, “diversità” (e non a caso evidenzio tale sostantivo, perché è questo il cuore del problema che la popolazione terrestre così giovane e immatura non ha ancora risolto, in molti casi non si è neanche sforzata di farlo) esplodono in maniera incontrollabile e difficile da smorzare. Ma attenzione, fin qui mi trovi d’accordo. Quello che non condivido è una “sfumatura” tutt’altro che minima: la consequenzialità degli eventi; il rapporto tra causa ed effetto. Tale concetto è fondamentale tanto per capire una legge fisica quanto per analizzare un fatto di cronaca, un avvenimento o un intero periodo storico. Se non condividiamo questo elementare principio credo che sarà difficile, da un punto di vista “logico” – non umano (sulla tua umanità e sul tuo modo di essere “uomo d’onore” ti ho più volte manifestato privatamente come in pubblico la mia stima e il mio rispetto, che ti rinnovo) – se non conveniamo su questo punto credo che sarà inutile continuare il nostro dialogo (intendo dire in questo post; se poi Fabry o qualcun altro della redazione deciderà che l’agnostico-scientista-ingegnere irriverente e anche triviale se qualcuno lo fa incazzare [non ho mai detto che io sia un signore] deve essere condannato al rogo o semplicemente togliere il disturbo io saprò ritirarmi onorevolmente, ché l’ho già ricordato altrove: il senso dell’”onore” dalle mie parti non è ancora morto). La guerra, caro amico, i soldati non l’hanno mai voluta. Sono i padroni del mondo che la vogliono, o quanti vorrebbero prendere il loro posto. Quello che accade dopo è lapalissiano. Come diceva il compianto Pierangelo Bertoli: “Perché a stare in trincea sono gli uomini normali / non i capi di Stato o i generali / Perché a stare in trincea sono gli uomini normali / non i vescovi e neanche i cardinali”.

    I miei omaggi.
    Pasquale

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  69. Caro Pasquale non ho certo negato quella che tu definisci (del resto giustamente): la consequenzialità degli eventi; il rapporto tra causa ed effetto. Assolutamente.
    Altro esempio, così che tu capisca ulteriormente.
    Durante l’ultima fase della guerra nei Balcani, quando gli USA ci sostennero dal cielo (evitarono di venire a terra perché le avrebbero buscate come in Vietnam, Iraq, Afghanistan – infatti il lavoro sporco dovemmo farlo noi europei… casa per casa, stanza per stanza) …se ricordi bene centrarono con un razzo aria-terra l’ambasciata cinese a Belgrado (?) adducendo che avevano mappe di 5 anni prima (ma chi ci crede!) e la rasero al suolo. Bene. Solo 40 anni fa sarebbe scoppiato un conflitto planetario, invece i cinesi, dopo un po’ di ‘gnole’ e una richiesta formale di scuse, finiro la storia lì (o, almeno, molti credono che la storia sia finita lì; io invece so che la storia non è finita lì… ma ne ho già parlato in altre occasioni, magari ce la racconteremo fra noi, quindi non la faccio lunga). Ora, i cinesi ‘ragionarono’, come tu dici, perché ben altri interessi erano in ballo, così da non dichiarare guerra. Meno hanno ragionato gli islamici che hanno fatto saltare in aria le ambasciate USA in Kenia e in Sudan (altri due posti caldi). Detto ciò, la guerra può essere non fatta ragionandoci su, come, invece, può essere fatta tramite ragionamento.
    Nella Prima e nella Seconda guerra Mondiale l’entrata in guerra degli USA (almeno per quel che riguarda l’Europa) fu questione molto riflettuta. Nella Prima Guerra Mondiale avrebbero potuto starsene anche a casa loro, ma per un motivo di antico (e bada bene – la radice qui torna) rapporto con la Gran Bretagna e per fermare l’espansionismo tedesco, in nome del concetto di repubblica e di democrazia giustamente arrivarono e combatterono (da volontari). Lo stesso fu per la Seconda Guerra Mondiale. Se non ci fosse stato Pearl Harbor con espansione del Giappone nel Pacifico forse non sarebbero venuti in Europa (non si mossero dopo la disfatta di Dunkerque perché stavano riflettendoci su, così come lasciarono passare un altro anno per decidersi, e per fortuna loro la Gran Bretagna non era stata occupata, altrimenti dove trovare un’altra portaerei così grande in mezzo all’Atlantico?) – cmq, dopo Pearl ragionarono, anche, che il nazismo avrebbe soffocato buona parte del pianeta, quindi si mossero (e non perché i Giap erano alleati con Berlino e Roma… altrimenti avrebbero combattuto solo i Giap, con meno dispendio di energie, mezzi e uomini… ma per dei valori, definiamoli così, frutto della ragione… figli della ragione occidentale). Ecco due esempi non da poco per dirti che le guerre possono essere frutto della ragione come possono anche non essere frutto della stessa… così come la ragione le può evitare come la ragione le può scatenare… ma c’è un però: ti ho fatto degli esempi che riguardano gli USA, quindi l’Occidente, e i cinesi, civiltà millenaria (che la sa lunga), non gli altri 3 quarti del pianeta. In quei 3 quarti basta molto ma molto meno per imbracciare le armi… o forse molto di più. Sono oltre 30 i conflitti tribali in atto in Africa, in India scoppiano casini ogni volta che gl’indù, i sick e i musulmani s’incrociano, in centro-sud America, fino a 40 anni fa, scoppiava una rivoluzione o avveniva un colpo di stato solo a un battere di ciglia o perché un colonnello si era svegliato storto una mattina… etc.etc.

    Chiudo per ora qui perché impegnato… tornerò più tardi. Non lasciatemi. Grazie.

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  70. Grazie Gian Ruggero (rif.#74). L’estetica dello scannamento, il carattere universale degli “orrori della guerra” (ai quali la modernità ha fornito, secondo me, un’amplificazione di scala, ma non di essenza) sarebbe un tema davvero interessante, che abbiamo talvolta già sfiorato.

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  71. # 88 Angela. Sì, viaggia al di sopra dell’Era dell’Anticristo (come poi l’Assoluto) e tocca qua e là qualche donna e qualche uomo fortuni. Del resto il ‘Maligno’ ha casa nella materia (cioè in questo mondo), il Figlio del Falegname di Nazareth già è stato qui, ora viaggia raso terra, senza più toccarla, entra ed esce nei/dai cuori, poi decolla stratosfericamente e là ci attende pazientemente… così dice il mio vecchio prete di San Lorenzo… e l’immagine mi convince… è bella.

    Interessanti queste 2 frasi di Luminamenti all’ #84: L’islam contemporaneo si trova nella fase di lotta interpretativa. – Il sacro e la violenza sono sempre stati indissolubilmente avvinghiati.

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  72. @gianruggero

    O lògos sàrx egèneto: questo significa che la materia non è la casa del maligno, significa che la materia è salva in forza dell’incarnazione. significa che Dio salva tutto dell’uomo, perchè nulla dell’uomo con l’incarnazione è più estraneo a Dio, neppure la morte e il peccato “Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo trattò da peccato in nostro favore, perchè noi potessimo diventare per mezzo di Lui giustizia di Dio.” (2Cor. 5,18) La materia non è più dominio del maligno purchè sia intrisa, innervata di spirito, purchè sia vivificata dall’amore .
    it tempo dell’anticristo è il tempo della lotta fra bene e male il tempo delle scelte in cui è ancora, o meglio di nuovo, possibile la caduta, il no all’amore, perchè la tenebra è la distanza assoluta dall’amore.

    buona serata

    elena f

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  73. caspita gr da come descritto è una sorta di spiderman 🙂
    la mia non è molto convincente ma la tua di certo bella. convengo sull’amplificazione di scala e non di essenza che elio ribadisce e trovo anch’io interessante il rilancio del tema.

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  74. Trovare linee comuni tra credi diversi? E perdippiù senza voler rinunciare ognuno al suo..
    Non è facile, piuttosto è possibile? Che poi il punto di arrivo ci aiuti.. ma come mi chiedo.
    Per capire di più continuo a leggere:)

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  75. # 94 Elena. Sempre precisa e netta, come in quest’ultima battuta: “…il tempo delle scelte in cui è ancora, o meglio di nuovo, possibile la caduta, il no all’amore, perchè la tenebra è la distanza assoluta dall’amore”… chissà se gl’Islamici hanno una concezione dell’Amore come noi Cristiani… a sentire alcuni di loro sì… per altri no. http://www.ecologiasociale.org/pg/dum_fem_islam3.html

    # 95 Angela. In effetti ho sempre avuto una visione di Gesù come una sorta di Super Eroe.

    # 96 Rina. Qual è il punto di arrivo, per te, Rina?

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  76. @gianruggero

    bell’articolo, grazie della lettura. ma non è detto che dove il velo è stato gettato la condizione della donna sia per questo tanto diversa. nel post di mancuso ho già detto in proposito e non mi voglio ripetere, dico solo che il nome dell’Amore fra uomo e donna anche da noi (con tutte le differenze del caso) è ancora sconosciuto.

    buona giornata

    elena f

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  77. Grazie Elena, ho letto il tuo commento da Mancuso e condivido. Ancora molto c’è da scoprire, o, meglio, da vivere per dirsi assieme nel nome dell’Amore. Così come c’è ancora molto da fare, per poterci intendere con gl’islamici, ma, e lo ribadisco, temo che il tutto stia precipitando sempre più rovinosamente. Ci vorrebbe, nel vero, l’intervento concreto del Cristo… ma non è detto che ciò non possa avvenire… del resto ci ha abituati a ‘performance’ ben più esaltanti. Rimane il fatto che se il peggio dovesse andare, in molti siamo pronti e, confido, da Lui benedetti.

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  78. Bene Gian Ruggero, visto che sul discorso della consequenzialità ci siamo intesi il dialogo può continuare. Nondimeno gradirei proseguirlo dal vivo, magari da te in Romagna, compatibilmente con i nostri impegni, ma più che la guerra mi piacerebbe che mi aiutassi a “capire” cosa intendi tu per “assoluto”. Ha forse a che fare con l’assoluto di Hegel? Spero di no perché in tal caso reputo che non riuscirei a seguirti. Potremo anche discorrere sull’avanzata economica della “Cindia”, e ti dimostrerò – non certo in maniera accademica, ma in quanto lo vivo ogni giorno da anni sulla mia pelle, data la mia condizione di lavoratore transnazionale – come questa non è altro che l’avanzata “sporca” della nostra “superiore” civiltà. In definitiva, è la vera guerra che sta dilaniando il pianeta, e le nuove “crociate” contro i saraceni hanno come unico fine quello di procurarci il propellente necessario per innescare le nostre “superiori” e terrificanti deflagrazioni.

    Grazie e a presto.
    Pasquale

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  79. Possibilissimo, Pasquale… non lo escludo affatto, del resto negli ultimi 30anni ne ho visto di tutti i colori, quindi non mi stupirei che ci fossero manovre occulte “in funzione di” che per ora neppure immaginiamo. Cmq l’attenzione e la guardia devono sempre stare alte, per poterci dire quel tanto protagonisti, non solo ‘vittime’.

    Riguardo ASSOLUTO vedi immagine in testa al post… mi ci ritrovo completamente.

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  80. Beh, a quanto pare le nostre idee sull’assoluto non sono poi così distanti. L’unica differenza è che per me rappresenta una condizione “asintotica”: in altre parole uno stato cui possiamo tendere “idealmente” all’infinito, senza poterlo mai effettivamente raggiungere.

    Un abbraccio.
    Pasquale

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  81. @gianruggero

    di quell’immagine così contraddittoria- assolutismo assolutorio sembrano assolutamente inconciliabili- scelgo un particolare punto di vista, l’Assoluto o è liberante o non è Assoluto, dunque è assolutorio. il perdono, secondo me, è la forma più alta e difficile di libertà.

    buon pomeriggio

    elena f

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  82. Pasquale. “…in altre parole uno stato cui possiamo tendere “idealmente” all’infinito, senza poterlo mai effettivamente raggiungere”… una frase che mi piace e che condivido, anche se credo che si possa entrare in contatto con l’Assoluto anche in vita (tramite pratiche di meditazione o, perché no, di preghiera-evocazione… e in questo può ricarderci anche la poesia letta a voce alta, la musica, il bel canto, le celebrazioni liturgiche etc. cioè tutto ciò che tende l’uomo verso, appunto, un Assoluto dell’essere e del divenire, per poi osmoticamente viverne la Totalità)… così come in morte… cioè, morta la carne, ecco che lo spirito (anima, energia…) si ricongiunge all’Intero, all’Origine. Quindi, l’Assoluto, non è irraggiungibile… anzi… e l’arte è una delle forme/dei linguaggi/dei ‘riti’ che ci riportano ad Esso.

    Elena. In effetti delle derivazioni quella che maggiormente mi interessa è: assolutorio (e ci troviamo d’accordo)… anche se un Assolutismo dell’Assoluto non è male… seppure, lanciandola così, la ‘vena’ integral-fondamentalista possa anche far capolina da sotto la pelle.

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  83. I miei punti di partenza sull’etica dello scannamento sarebbero questi due:

    1 – l’analisi della distruttività umana di Fromm: è la “sistemazione” migliore che io abbia finora incontrato, alla quale sembra mancare soltanto un’integrazione delle idee di Girard – controverse ma in qualche modo ormai irrinunciabili. Il “carattere” quale sostituito degli istinti mancanti mi pare una chiave esplicativa formidabile, in grado di “spiegare” la forza soverchiante di una cultura sull’individuo (senza peraltro negare le attitudini “innate”). Ricordo, con una certa vertigine di proiezioni, l’etica dei Dobu [NB: sono parole che ho già proposto in rete, però mi sembrano contenere un’essenza, per lo meno l’essenza di tutte le teorie dei giochi che contemplano la figura dello “scroccone”] : “Se vogliamo uccidere un uomo lo accostiamo, mangiamo, beviamo, dormiamo, lavoriamo e riposiamo con lui, magari per parecchie lune. Aspettiamo il momento giusto. Lo chiamiamo amico”.

    2 – un frammento da un sito che ho peraltro già segnalato: questa è la memoria di un decapitatore, sopra la quale mi risulta straordinariamente facile proiettarmi (almeno tentando un minimo di astrazione dalla mia gualdrappa culturale) forse perché anch’io sono stato comandante di plotone – anche se, per mia immeritata fortuna, soltanto in tempo di pace. Secondo me sono parole da leggere con grande attenzione: http://www.centurychina.com/wiihist/confess/hirodm1.html
    E dunque: fossi stato al posto suo avrei forse rigettato la parte che mi spettava, accollandomene la vergogna dinanzi agli occhi dei miei sottoposti? Temo proprio di no, e temo anche che questo (mi) spieghi (quasi) tutto.

    Ok, spero che di questo discorso si capisca qualcosa (almeno Gian Ruggero) altrimenti pazienza, andrà meglio in un’altra occasione.

    Ciao

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  84. TOMINAGA SHOZO… e quanti di lui sui tanti scenari di guerra che ha visto e che vede e che vedrà la storia dell’umanità? Ho capito cosa intendi, Elio, benissimo. Esiste anche un dare l’ ‘esempio’ per quel che riguarda l’uccidere (con brutalità), e non solo fisicamente, ma anche psicologicamente. Ora bisognerebbe dare una definizione di ‘carattere’, per quel che concerne l’umano (sostituente l’aggressività istintual-originaria tipica di alcune razze… o, meglio, specie animali)… ovviamente intendendo l’uomo come animale evolutosi tramite un cervello (che funziona tramite scariche elettriche) che lo ha portato ed essere al vertice di una catena evolutiva (e alimentare), che lo ha portato ad avere coscienza di Sé (materia pensante… materia che ragiona su sé stessa, come spesso ho scritto), che s’interroga sulla dimensione in cui vive (o crede di vivere), sulla possibilità che possa esistere una divinità e sui concetti di Bene e Male.

    Di solito, volendo sintetizzare le caratteristiche di una persona, dobbiamo riferirci almeno a tre componenti: il fisico, l’intelligenza, il carattere. Tutti e tre hanno uno sviluppo nel tempo. Come si sviluppa il fisico nel tempo così si sviluppano intelligenza e carattere; come si costruisce il fisico nel tempo così si costruiscono intelligenza e carattere. Per il fisico si è fatto molto. La medicina ha permesso di superare molti ostacoli, l’educazione fisica di potenziarlo al massimo. Anche per l’intelligenza si è fatto molto. Essa ha trovato nella scuola la sua palestra migliore. Dall’infanzia alla vecchiaia le capacità intellettuali arrivano a vette altissime grazie all’esercizio scolastico e al nutrimento culturale. Per il carattere, invece, a mio avviso si sta facendo poco. Alla sua costruzione provvedono, fino a una certa età, le famiglie responsabili e affettuose, ma dall’adolescenza in poi al carattere il giovane deve pensarci da solo con l’aiuto della società che lo circonda. Per questo il giovane, secondo gli ultimi dati, ha educatori privilegiati: nel 67% gli amici, il partner, i fratelli; nel 37% i genitori, raramente gli insegnanti e i preti; il 20% finisce per risolvere i propri problemi da solo. E la situazione di non raggiunta maturità lo lascia in balia di chiunque. La psicologia ha attualmente metodi per aiutare tale crescita (che avviene a ogni età). Da essa trarrò pochi accenni sul carattere, sul suo sviluppo e sui metodi per formarlo. Cos’è il carattere? E’ l”energia’ vitale che ci accompagna nel corso dell’esistenza: la nostra affettività, la nostra capacità di decisione, la nostra costanza nel perseguire gli ideali, la nostra coscienza morale; è l’insieme degli interessi, delle tendenze che danno gioia alla vita, che portano a scegliere una professione: interesse per il lavoro, per la musica, per l’arte, per la famiglia; ma anche per il denaro, per l’imbroglio, per la droga; è la capacità di rapportarsi agli altri, l’affettività, la sessualità, la socialità: secondo alcuni in modo passivo e dipendente, secondo altri in modo competitivo o prepotente; secondo alcuni in modo egoistico o egocentrico, secondo altri in modo transitivo e solidaristico; è la modalità di reagire agli altri o alle circostanze: ora con aggressività o con reazioni di difesa, ora con capacità di adattamento o con serenità. Espressioni di carattere sono: la sicurezza di sé, la risolutezza, la coerenza; o, anche, il timore e l’incoerenza. Volendo riassumere: il carattere è costituito da quelle ‘forze’ che utilizzano l’intelligenza e il fisico dell’individuo per la sua realizzazione nella società. Sono forze che crescono con l’individuo, si formano con lui attraverso l’infanzia, la prepubertà, l’adolescenza, fino all’età adulta. La crescita del carattere si identifica con lo sviluppo socio-affettivo. La maturità del carattere si identifica con l’adeguatezza dello sviluppo socio-affettivo all’età raggiunta. Come si sviluppa il carattere? Possiamo esaminarlo in alcune sue espressioni: la coscienza morale, gli interessi e le tendenze, l’affettività e la sessualità, la socialità. La coscienza morale: debole nel bambino, accettata dapprima perché formata dai genitori o da altra persona d’autorità, è poi elaborata in proprio dal giovane che identifica nel bene (o nel male) l’ideale che si è proposto di realizzare. Di solito l’adulto rivede i suoi ideali attenuando il rigorismo etico. Gli interessi, le tendenze: nel bambino piccolo c’è interesse alle favole, a sé stesso e a chi gli dà affetto; c’è tendenza a distruggere. Dai cinque anni c’è tendenza a imparare. Le tendenze ideali si esprimono nella prepubertà con l’opposizione ai genitori. Nel giovane si assestano. E l’uomo con la maturazione della sua volontà abbraccia un suo ideale. L’affettuosità, la sessualità: nell’infanzia condizionate dal complesso di Edipo, dal pudore. Nel giovane maschio l’impulso erotico è enorme. La giovane donna in un primo tempo sfugge; quindi si dona. La conclusione matura del rapporto con l’altro sesso è la convivenza matrimoniale e il bisogno di avere figli (almeno in quella che cosideriamo una società evoluta che si basa su dei principi cosiddetti ‘borghesi’). La socialità: nel bambino appare dal gioco: individuale fino a 4 anni, con coetanei e con bambini più anziani di lui successivamente. Dai nove anni i ragazzi tendono a stare con coetanei dello stesso sesso. Più avanti il giovane tende ad associarsi con altri giovani intorno alle proprie idee e dichiara guerra a chi procede per altre vie.

    Dice Mingone, già condirettore della rivista “Psicoterapia e Scienze Umane”: “…per trattare di un argomento così vasto devo riprendere alcune considerazioni che avevo scritto tempo fa per la voce Carattere di un volume di una enciclopedia Treccani [L’universo del corpo. Roma: Istituto della Enciclopedia Italiana, 1999, Vol. II, pp. 581-583], dove avevo parlato del carattere come psicologia dei tratti. Infatti, mentre nella tradizione psicoanalitica si è sempre cercato di comprendere il significato psicodinamico e inconscio del carattere, di individuare una sua struttura intrapsichica che rendesse conto dei sintomi, in genere in psicologia si è studiato il carattere come un insieme di tratti esterni, descrittivi. Un aspetto del carattere, per sua natura stabile nel tempo, in psicologia viene definito tratto (oppure anche fattore o dimensione) in contrapposizione a stato, termine usato per definire una condizione relativamente temporanea (ad esempio ansia, depressione, ecc.) e non raramente scatenata da eventi esterni. In determinati casi, quando uno o più tratti o stati deviano sensibilmente dalla norma (ma qual è la norma?), si parla di disturbo mentale: nel caso di tratti abnormi, si può parlare di caratteropatìa o disturbo della personalità; nel caso invece di stati abnormi, si parla di sindrome clinica (ad esempio depressione maggiore, ansia generalizzata, etc.). La differenziazione tra sindromi cliniche (che possono essere circoscritte e avere durata limitata) e disturbi di personalità (per loro natura stabili e caratterizzanti la persona nel corso di tutta la vita, e che a loro volta possono coesistere con le sindromi cliniche influenzandole negativamente) è stata ufficialmente sancita dalle ultime tre edizioni del Manuale Diagnostico e Statistico (DSM) della American Psychiatric Association che è il sistema diagnostico più usato oggi in psichiatria, dove le sindromi cliniche (come ad esempio la schizofrenia, la depressione, l’ansia, ecc.) e i disturbi di personalità sono stati collocati in due assi diversi, rispettivamente l’asse I e l’asse II…”

    Scrive Liotti, dell’Università di Firenze: “L’uomo è un essere soggetto totalmente alle sollecitazioni esterne, poiché costretto a vivere e a muoversi in un sistema dal quale ne dipende in maniera completa e assoluta. Ai bisogni codificati dalla scienza economica si sono, via via, aggiunti in modo particolare quelli di carattere sociale e conoscitivo, frutto più di spinte esterne che di vera e propria forza intrinseca. Vi è tuttavia una serie di bisogni del tutto particolari, delicatissimi, di recente scoperta: quelli psicologici. Uno dei sogni dell’uomo, consiste nel cosiddetto controllo delle menti (il potere). Il cosiddetto lavaggio del cervello, l’ipnosi, l’impiego di sostanze per neutralizzare la volontà o carpire informazioni e segreti, imporre comportamenti mediante l’asservimento invisibile della mente. Tali rappresentano però esclusivamente soluzioni tipicamente individuali. Quando l’obiettivo ha le dimensioni di un gruppo abbastanza numeroso, quale per esempio una nazione o un gruppo di popolazioni, le procedure menzionate divengono impraticabili. Da qui il bisogno di ricorrere a metodologie sistemiche di tipo diverso, in grado di agire sull’intero tessuto connettivo che s’intende aggredire. L’insieme delle operazioni, delle azioni, delle iniziative tendenti a conseguire l’obiettivo di assumere il controllo di grandi strati di masse e di pilotarne le opinioni, i giudizi e le conseguenti manifestazioni, agendo sulla ricettività istintiva, sull’emotività nonché sul processo formativo delle valutazioni, si definisce Guerra Psicologica. Per non allontanarsi dall’obiettivo di focalizzare una definizione di guerra psicologica, si deve subito precisare che per guerra non s’intende solo il conflitto armato, ma tutto l’ampio ventaglio di guerra, nel quale il confronto militare è soltanto l’ultimo aspetto. Possiamo ancora definirla, in via generale, come l’impiego da parte di una nazione di tutte le sue risorse, nonchè azioni, allo scopo di creare una situazione di pace, o di guerra (non guerreggiata), rispondente alle esigenze politiche della nazione”…

    e da qui, Elio, penso si possa continuare a ragionarci su…

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  85. Caro Gian Ruggero (# 105), il discorso energetico mi interessa. La tua ipotesi di entrare in contatto con l’assoluto un po’ meno, se non a livello di una suggestione che può anche risultare affascinante – in fondo la nostra corteccia cerebrale possiede circa un milione di miliardi di sinapsi… – ma è “assolutamente” infondata. Chiarisco: è assolutamente infondata in questo nostro universo fatto di massa-energia spazio-tempo e carica che ha avuto origine circa quindici miliardi di anni fa da un’abnorme esplosione primigenia. Questo nostro universo è retto da leggi all’apparenza complesse e difficili da decifrare, in tutta la storia dell’homo sapiens iniziata appena centomila anni or sono, solo da qualche secolo (da Galileo in poi) si è azzeccato il metodo, o per meglio dire si è trovata la chiave necessaria (secondo me anche “sufficiente”) per decodificare il linguaggio del mondo. Siamo solo all’inizio. Il progresso degli ultimi decenni – più tecnologico che scientifico – potrebbe farci illudere di aver raggiunto chissà quali avveniristici traguardi, ma non è così. Siamo solo agli albori della conoscenza, però una cosa è certa: abbiamo capito finalmente quale sia la strada giusta da percorrere. Siamo solo agli inizi, e non mi stancherò mai di ripeterlo. Pensiamo soltanto agli elettroni. La nostra vita oggi è invasa dagli elettroni. Noi possiamo comunicare su questo blog da ogni anfratto del pianeta grazie a essi. Milioni di fidanzatini da ogni angolo del mondo si possono dire in qualsiasi momento quanto si vogliono bene (tvb tvtb e amenità varie) a colpi di SMS, ma questi messaggini d’amore viaggiano grazie agli elettroni e alle onde elettromagnetiche. Le onde elettromagnetiche sono state comprese in maniera esaustiva solo nell’Ottocento grazie a Maxwell. Il loro impiego come “vettori” di informazione è stato intuito poco più di un secolo fa da quel geniaccio di Marconi. Sulla struttura dell’atomo e sugli elettroni abbiamo iniziato a capire qualcosa soltanto all’inizio del secolo scorso grazie agli strumenti “prodigiosi” della meccanica quantistica, se no col cavolo che eravamo qui ad accapigliarci sull’eterna diatriba tra scienza e fede. Il DNA è stato scoperto solo nel ’53! L’altro ieri! Il DNA racchiude probabilmente il segreto della vita, i biologi stanno iniziando solo ora a interpretarlo e dovremmo impegnarci tutti – dico tutti – credenti atei agnostici poeti scienziati filosofi netturbini cristiani buddisti ebrei musulmani anarchici comunisti fascisti nazisti democristiani affinché questi signori possano lavorare in pace ed efficacemente per il bene di noi tutti!… Il discorso energetico mi interessa, non a caso amo Einstein alla follia. Egli a un certo punto dei suoi studi introdusse nei calcoli un’equazione piccola piccola (che molti confondo con la teoria della relatività): E = mxcxc. Traduco: l’energia di un corpo è uguale alla sua massa moltiplicata per la velocità della luce al quadrato. Questa equazioncina piccola piccola vuol dire che l’energia dell’universo attuale è proporzionale alla sua massa “attuale” secondo un fattore di proporzionalità dato dal quadrato della velocità della luce. I conti li lascio a voi come utile esercizio: mi farete sapere quanti Joule vengono. Ma c’è un’altra legge straordinaria: il principio che sancisce la conservazione della massa-energia. Questo vuol dire che allorquando la massa dell’universo era una cosa infinitesima – ai tempi del big bang – l’energia racchiusa là dentro era ancora più abnorme! E nel momento in cui il mondo collasserà fino a ritornare un “puntino” impercettibile – quando sarà il tempo del big crunch – saremo “risucchiati” dalla stessa incommensurabile energia! Come fai a non andare in estasi dinanzi a un’opera d’arte così bella e titanica! Come fai a non rabbrividire dinanzi a una rappresentazione del mondo così sobria e perfetta! In definitiva, Einstein ha dimostrato e descritto l’assoluto. Per voi credenti: ha dimostrato e descritto Dio.

    Pasquale

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  86. GRM ti ho lasciato un messaggio sotto alla tua scheda personale. Nei profili di voi redattori. Spero tu mi dia una risposta.

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  87. @ Giannino: “affinché questi signori possano lavorare in pace ed efficacemente per il bene di noi tutti!… ”

    siamo sicuri di questo? ed è giusto delegare come al solito al genio, scienziato, taumaturgo la nostra vita, sperando che egli infine faccia anche i nostri interessi? ci vorrebbe una conoscenza e partecipiazione migliori per ovviare a questo problema. giorno dopo giorno si brevettano ad esempio i nostri geni – con proteine e tutti i derivati possibili – per un uso industriale: siamo sicuri che questo sia “il bene di noi tutti”. io credo di no.

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  88. Caro Domenico, sotto l’attento e vigile controllo di uno Stato di diritto – perché no? – “etico”, ma rigorosamente “laico”. Se poi i credenti non intendono avvalersi dei risultati della scienza facciano pure. Ma i testimoni di Geova non possono pretendere una legge dello Stato che vieti le trasfusioni.

    Ciao.
    Pasquale

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  89. Ho letto con piacere e stimolo gli ultimi interventi. Visto che interessa molto il lato energetico, che per esempio interessò molto Nietzsche e successivamente Bergson e Deleuze, vorrei segnalare un libro raro: Energetica dei sistemi viventi di Maurice Mussat della Marrapese Editore 1984. Un libro veramente fuori dal comune perché basato sulla trascrizione binaria con tre termini (e non due)che conduce ai trigrammi prefigurati dalla scrittura a tripletta fino all’apparizione logica delle quattro basi amminiche vitali: adenina, guanina, citosina, timina. E il più recente Dolore ed energia che raggruppa vari autori di fama internazione, edito dalla Mattioli, con un’interessantissimo lavoro del fisico Emilio Del Giudice.
    Non dimenticherei però che il dogma del flusso informativo da DNA a RNA non è più tale, ma esiste un flusso inverso.
    A proposito del carattere vorrei spostare l’attenzione sui lavori presso il Keck Laboratory for functional Brain Imaging and Behavior dove sono state saggiate scientificamente da scienziati di fama mondiale come Davidson e Ekman, abituati al rigore metodologico, le capacità sviluppate da praticanti di meditazione, con risultati veramente incoraggianti e spesso inaspettati, come il riflesso di trasalimento e l’empatia. Una raccolta di questi studi è uscita in un volume della Mondadori: Emzioni Distruttive. Oggi ci sono le prove che è possibile liberarsi da emozioni negative se fin da piccoli si applicassero determinate tecniche di sviluppo della personalità. In questo senso i paradigmi educativi sono da rivedere ampiamente alla luce delle scoperte delle neuroscienze. Si attende in questo senso una vera rivoluzione sociale che raggiunga le masse.
    Il lavoro sulla mente della psicologia buddista è veramente profondo e finora tutti gli esperimenti fatti seguendo il progetto di indagine di Francisco Varela e e Goleman hanno dato esiti molto positivi. Si tratta di avere il coraggio di investire su un nuovo approccio alla natura delle relazioni umane

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  90. Il Dogma centrale recita: il DNA produce le proteine tramite gli RNA (transfert, messanger, ribosomiale) e riproduce se stesso, le proteine non si riproducono e non hanno possibilità di modificare il DNA che le ha istruite. In altre parole l’informazione va dal DNA all’RNA alle proteine, ma non torna indietro dalla proteine al DNA. Questo principio escludeva perentoriamente che le vicende delle proteine potessero avere qualche effetto sul DNA, cioè che i caratteri acquisiti, di lamrckiana memoria, potessero entrare nel circolo ereditario. Oggi sappiamo che questo flusso inverso esiste. Un capitolo a parte poi sarebbe la teoria ribotipica all’interno del modello evoluzionistico

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  91. RNA è l’acido ribonucleico. Dovendo dare una spiegazione concettuale per immagine, è un acido che codifica in maniera speculare (come se si guardasse allo specchio)a uno stampo di DNA.
    Codifica significa che porta una informazione. Detto altrimenti, legge l’informazione contenuta nel DNA (in genere questa informazione è la produzione di una proteina)dapprima formando un’immagine rovesciata (come allo specchio)dell’informazione originaria contenuta dal DNA, poi un secondo tipo di RNA si adatta al primo stampo dell’RNA rovesciando nuovamente l’informazione originaria, che verrà poi materialmente trasformata nella sintesi effettiva di quella proteina a livello dei ribosomi, strutture anch’esse fatta da un altro tipo di RNA. Ho semplificato molto e non sicuro di essere stato chiaro. Insomma, porta un messaggio che dà l’ordine di sintetizzare una proteina.

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  92. Vorrei sapere come GRM riesce a gardarsi allo specchio del suo DNA dopo quello che ha fatto nei paese dov’è andato a fare il sicario…………

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  93. Solo una precisazione, non vorrei lasciare cose imprecise per quanto scritte nel lasso di una pausa caffè e non rilette. Il principio di conservazione cui mi riferisco nel # 108 è in realtà la conservazione della “materia”-energia. C’è una sottile differenza rispetto al concetto di massa. So che questo chiarimento non vi cambierà la vita ma io intanto ci provo… 😉

    Buona serata.
    Pasquale

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  94. # 119 Diablita (che bel nome da diva del porno). Ti ho risposto sotto la mia nota personale. Riesco benissimo a ‘gardarmi’ (…ti trema forse la mano quando scrivi queste storie?) allo specchio del mio DNA. Potevi anche aggiungere mercenario-sicario, già altri me l’hanno detto. Ma per sapere ‘ste robe eri forse con me… allora? Se tu fossi stata/o con me avresti inteso molto dei perché si è dovuto fare quel che si è fatto. Certo non ballo sui tavoli pensando ad allora, ogni tanto vado a trovare il mio amico ‘strizza’, passo molte notti insonni e mi sono beccato una malattia cronica, questo sì, ma ciò è quel che devo pagare, visto che togliere una vita ti segna a vita. Ma è nel conto. Non me ne lamento. Del resto non avevo un granchè di scelta. Quindi non sicario, ma soldato sì… e c’è un po’ di differenza.

    Ma veniamo alle belle cose.

    # 108 Pasquale. Un bell’intervento, grazie, poi seguito da altrettanti stupendi interventi. In effetti hai tracciato un’immagine stupenda di quel che può essere anche un dio.

    # 110 Lombardini. Mette il dito nella piaga… e fa bene. Domanda non da poco, la sua.

    # 112 Luminamenti. Super interessante questo tuo commento, in particolare là dove dici: “A proposito del carattere vorrei spostare l’attenzione sui lavori presso il Keck Laboratory for functional Brain Imaging and Behavior dove sono state saggiate scientificamente da scienziati di fama mondiale come Davidson e Ekman, abituati al rigore metodologico, le capacità sviluppate da praticanti di meditazione, con risultati veramente incoraggianti e spesso inaspettati, come il riflesso di trasalimento e l’empatia. Una raccolta di questi studi è uscita in un volume della Mondadori: Emzioni Distruttive. Oggi ci sono le prove che è possibile liberarsi da emozioni negative se fin da piccoli si applicassero determinate tecniche di sviluppo della personalità. In questo senso i paradigmi educativi sono da rivedere ampiamente alla luce delle scoperte delle neuroscienze. Si attende in questo senso una vera rivoluzione sociale che raggiunga le masse”. Grazie per le indicazioni e per le notizie, poi sostenute da una dottissima spiegazione al # 116. In parte sapevo, in parte no. Dove si possono trovare altre fonti… altre pubblicazioni in proposito? E in rete? Ancora grazie se me-ce le indichi, altrimenti vedrò di mio.

    Quindi, un domani, potremmo essere ‘liberati’ dalla tendenza aggressiva che alberga nella nostra specie?

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  95. Quindi, un domani, potremmo essere ‘liberati’ dalla tendenza aggressiva che alberga nella nostra specie?

    No, Gian No, non solo la tendenza, ma di fatto la bestia che soggiorna non verrà di certo eliminata con libri ben scritti e con analisi approvate.
    La vita è, ahimè, ben altra cosa, dentro e fuori dalle parole.
    Benvengano le analisi e le notizie utili per l’educazione alla specie, ma vivere in Prima linea è tutta un’altra storia.
    Di certo la consapevolezza, si quella si ma …No Gian la liberazione non sarà raggiunta, ne oggi ne domani.

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  96. Io ho il sospetto che la grande illusione – benché possa essere in se stessa alquanto nobile – sia proprio quella di poter mettere tutto il male da una parte e tutto il bene dall’altra. Come se all’ecosistema non fossero necessari anche gli organismi patogeni e le zanzare. Son cose che ci travalicano, che vengono molto prima di noi. Un uomo privo di aggressività non saprebbe sostenersi nel mondo – quelli che possono permettersi l’esperimento di rimuoverla e sopravvivere lo fanno certo in virtù di una loro accorta sistemazione in nicchie protette – principalmente dalla brutalità altrui, dalla coalizione globale di interessi. Proprio come noi, quando facciamo il pieno alle nostre auto maledicendo al contempo gli americani, che sono proprio coloro che, a causa dei loro complessi culturali, sono disposti a riconoscere ai nostri prodotti “di qualità” delle enormi sopravvalutazioni “simboliche”. Come lo stesso slogan “potrà questa bellezza ribaltare il mondo?”: come se non fosse il lercio carnaio del mondo a costellare le sue proprie isole di bellezza, per quanto effimera. Lo scrisse anche padre Turoldo: “M’impaura la verità volutamente taciuta: / il sospettato accordo di Lui e dell’Altro, / del nero Vagabondo: / segno che di necessità è il Male / perché siano completate le ragioni dell’Essere.” Ma senza gli infantili paradisi di risarcimento dal male il quadro si fa tetro, per quanto rimanga, specie a pericolo distante, sicuramente bellissimo.

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  97. Il testo che ho indicato ha una ricca bibliografia, certo molto specialistica.
    In quanto ad altri testi, è uscito il recente Mindfulness nella Bollati Boringhieri.
    Inoltre ti segnalo Riprendere i Sensi di Kabat Zinn e l’ultimo di Goleman, Intelligenza sociale, che illustra tutte le scoperte delle neuroscienze sociali.
    Vorrei aggiungere che dovremmo ripensare profondamente alle pratiche educative da coltivare sin da piccoli.
    Domando: che senso ha andare oggi a scuola, quando le nuove tecnologie consentono l’accesso a tutte le informazioni che vogliamo?
    Non sto dicendo di abolire la scuola, ma piuttosto di spostare il suo ruolo all’educazione delle relazioni interpersonali e con se stessi.
    Andrebbero applicate le teorie di Morin e quelle di Danilo Dolci, i cui libri sono ancora da scoprire.
    Trovo impressionante e devastante l’arretratezza delle scuole di fronte alla montagna di nuove informazioni che abbiamo sulla natura umana e che ancora non circolano così diffusamente e insistentemente come meriterebbero.

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  98. # 122 Paola. Sentenza dura, la tua, inappellabile. Ne sei così certa? Sopra si è parlato anche di amore… so che hai anche un figlio… che infine non si possa mai essere liberi dal Male… da quella schiavitù?

    # 123 Elio. Ben più complessa è la tua visione… oppure semplice, nel suo tragico epilogo non dicotomico, non manicheo, ma omologante energie che vanno a generare un ‘equilibrio’. L’esistenza del Male sostiene il Bene/Bello e viceversa. Dio… il divino non sarebbe se non ci fosse il Demone… il nero vagabondo. Amore non ci sarebbe se non ci fosse Odio. L’estetica del Male (fascinoso mitologema conturbante, attraente, perché ombra e oscuro – mistero più del mistero) s’intreccia con l’estetica del Sublime (o di ciò che c’illudiamo che sia tale) – Apollo e Dioniso alla conquista di Tebe – forse ci vorrebbe nel vero un guerra, così da accorgeci cosa conta? Questa ‘pace’ trascinata o, meglio, strascicata in cui ci dibattiamo come occidentali pingui e imbelli, stupide carpe in uno stagno che si sta seccando, ammorba l’esistenza di chi nato per dominare. Che sia la dominazione ciò che il Male c’indica, al fine di sfidare in primo luogo Dio, per trovare una nostra dimensione dell’essere… un nostro ruolo? In questo l’estetica dello scannamento… ancora il dare Morte, per sentirsi vivi e protagonisti. Forse nel dare/darsi Morte l’unica libertà?

    # 124 Luminamenti. Più che vero quel che affermi. Ormai la scuola è fuori dalla scuola stessa… che si ritorni al vecchio inno goliardico ‘fascista’: “Valga più la scuola di strada del banco imbelle?”.

    Grazie a tutti. Diamo continuità. Grazie in particolare a Luminamenti per la gentilezza.

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  99. Caro Gian
    certo l’amore che ci appartiene è grande, i figli poi, figuriamoci, ma è proprio a questi figli che vivono un epoca così moderna, dove per rendere libero l’uomo si insegna la modalità di amore, camuffando e celando altre dimensioni.
    Permetterci il lusso di libera parola, libera opinione.
    La mia non vuole essere una sentenza inappellabile, ma la vita, quella che combatti quotidianamente, è carica di male, di violenza, dall’uomo oggi il latente che non bilancia mai col bene.
    Buona giornata Gian.

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  100. Beh, in linea di principio, stando così le cose, ovvero l’essere soltanto delle ombre effimere che ben presto rientrano nel nulla (lasciando tutt’al più qualcosa di ancora più fantasmatico ad ombre altrettanto effimere) tutte le direzioni diventano in un certo modo indifferenti, o meglio: saranno determinate da gradienti locali, eredità varie, cocktail ormonali, e chi più ne ha più ne metta. Io mi trovo sostanzialmente d’accordo con il “se Dio non c’è allora tutto è permesso” però, per come mi ritrovo fatto, non avvertirei alcuna libertà supplementare o elevazione particolare nel dare la morte (e quanto al darsela senza una qualche ben straziante ragione mi sembrerebbe una vera assurdità, considerata la possibilità di accorgersi, in ogni momento, di quanto sia straordinario il solo fatto di essere venuti all’esistenza.) Ma ritornando al “come comportarsi” io concluderei con un “stiamo a vedere”, dato che la situazione appare terribilmente complicata e nessuno sa come si configureranno i terremoti del suo inevitabile riequilibrio. Chissà che questo inedito “sistema nervoso” globale non sia capace di fornire gradualmente alla super-bestia collettiva delle qualità crescenti di “autocoscienza” e delle capacità evolutive ancora insospettate. Grazie Gian Ruggero, attendo il tuo finale e ti saluto. Alla prossima.

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  101. “Mi lecco le labbra pensando a come si ridurranno le loro città. Colonne di fuoco alte come grattacieli torri crollanti in un orizzonte sconvolto, il cielo brucia sopra New York (…) Non saranno eterni santuari le città yankees combuste dilaniate. VEDO i grattacieli di acciaio sotto un diluvio di fiamme…”.

    Da LA DISTRUZIONE, prima edizione Mondadori 1970; riedito da PeQuod nel 2003; romanzo del ‘profeta’ Dante Virgili, nato a Bologna nel 1928 e morto a Milano nel 1992.

    Ecco il manifesto dell’ “estetica dello scannamento”… leggetelo, poi mi direte. E finisco qui.

    Grazie a tutti, siete come sempre bravissimi.

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