Lezione di canto

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di Elena F. Ricciardi

Il baricentro dev’essere basso. In qualunque posizione ti trovi, deve essere basso. Che tu stia seduta o sdraiata, che tu debba attraversare il palco camminando o correndo, devi fare in modo che il tuo baricentro sia perfettamente perpendicolare al centro della terra. Non esiste altro modo per ancorare il suono, che proviene da luoghi inaccessibili alla mente, lontani dalla terra, impossibili da raggiungere se il suono stesso non si è impastato della tua sostanza nel momento esatto del concepimento, alla terra.

Il respiro deve attraversare le narici. Devi inspirare lentamente stando attenta a percepirne il calibro, la sostanza, il lungo percorso che ha compiuto provenendo da epoche remotissime. Devi trovare dentro di te il varco, l’antro da cui s’insinua quell’afflato passato attraverso la storia dell’universo. Lo devi sentire condensarsi e fondersi con la sofferenza e la gioia che il lamento e il sorriso dei miliardi di uomini e donne, la cui vita non ha lasciato traccia visibile nei libri e nella memoria, hanno inciso nelle pieghe misteriose delle ere. Deve raccogliersi in te, nel tuo cuore incarnato, come in un alambicco di maestro alchimista. Attraversarti come un fiume di ghiaccio infuocato, accenderti al passaggio di vena in vena, di capillare in capillare, di cellula in cellula, fino a invadere atrii e ventricoli. Devi avere l’esatta percezione del suo mescolarsi col sangue vivente. Lo devi raccogliere come si raccoglie, con mani grate, un dono prezioso e poi lasciarlo andare, nel rimbalzo atletico del diaframma, proiettato con forza dal ventre alla gola. Nefesh, la parola che dice la tua debolezza, la tua mortalità. La parola che manifesta il tuo bisogno, la tua dipendenza dallo spirito, dal respiro che non si sa bene come sia stato possibile all’inizio. Nefesh, ricordalo, è la tua gola, luogo di pasaggio di tutto ciò che di materiale ti necessita per vivere: cibo, acqua, aria. Luogo di passaggio di tutto ciò che attraverso la materia si fa spirito nel tuo dire, nel tuo creare linguaggi, nel tuo dare corpo ai suoni. Tutti pensano alla gola del cantante come ad un luogo di potenza e vigore, ma non è vero. La gola, e con essa le corde vocali sono esili canne sempre a rischio di disfatta. Occorre molta cura. Occorre molta attenzione e pazienza. Occorre fede per credere che sarà possibile rendere udibile quel canto che tu sola senti scorrere e fremere nelle membra. Occorre molta forza, la forza della mansuetudine, che sa domare ogni indisciplina, che sa incanalare il flusso possente della vita in un fiume di voce che ti squasserà fin dentro l’utero. Cerca dentro di te quello spazio segreto che apre il passo al tuo luogo misterioso. E’ lì che riposa nascosto alla consapevolezza di ciascun vivente il vento astrale dell’incipit che fu l’esplosione primordiale. Cerca in silenzio. Non usare la mente. Nessuno può dirti dove sia quel luogo dentro di te. Affidati all’energia vitale che ti abita e ti respira indipendentemente dalla tua volontà. Cerca ancora e solo quando avrai trovato la scintilla dell’incipit, quella che scoccando diede inizio all’universo, solo allora potrai dare inizio al canto.

Fa di te stessa lo spazio interstellare per poter vibrare insieme al suono.

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66 pensieri su “Lezione di canto

  1. “un fiume di voce che ti squasserà fin dentro l’utero.”

    Per quello consiglio assolutamente altre pratiche.

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  2. Al di là di certe perplessità su alcune espressioni (ad esempio lo squassamento dell’utero) che non trovo consone alla tematica e alle questioni profonde che vengono affrontate, non capisco cosa intenda Marina Pizzi quando dice che questo scritto sembra una “minaccia settaria”. La minaccia di quale setta? Quella dei cantanti? Di quelli che amano la musica alla follia(tanto per dirlo banalmente)? Di quelli che nella musica e nel canto sentono il respiro dell’universo?

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  3. caro perpluto al di là di un linguaggio metaforico un po’ forte forse, bisogna aver tentato un acuto o un sovracuto per capire che un cantante soffre, sente , patisce e gioisce fisicamente la potenza della voce. inoltre, parlando di utero, mi dispiace un po’ doverlo spiegare, l’idea era quella di toccare la metafora della nascita.

    grazie anche a te

    elena f

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  4. @perpluto Ps:
    quanto alla signora pizzi io non la chiamerei a spiegare il suo commento dal momento che, è evidente, le sue parole non erano rifetite alla pagina scritta ma alla mia persona . se ti fai un giretto fra i commenti ti accorgerai che per la suddetta io sono un po’ come il gatto nero per un superstizioso: la quintessenza di tutte le paure e di tutte le ombre senza nome (anche se per lei il nome esiste e si chiama chiarezza di pensiero e fede) da cui doversi difendere con vari riti apotropaici fra cui l’invettiva, la critica malevola fino all’offesa personale.
    ma Dio è grande e anche questo blog (con le dovute proporzioni 😉 ) e c’è spazio davvero per chiunque.

    buona domenica

    elena f

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  5. gentile signora Elena F (anonima nei commenti e postata sempre dal gestore): di lei non me ne frega proprio niente. e mi lasci in pace e non usi il mio nome per concetti da INQUISIZIONE
    latenti/e o espliciti/o.
    ripeto: Lezione di canto è una minaccia settaria, a lei decidere il nome della setta.
    mi stia bene e mi dimentichi.

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  6. Signora Marina Pizzi quella che fa pensare all’Inquisizione è lei, perché è stata lei a parlare di “minaccia settaria”. Come persona che ama la musica trovo le sue affermazioni molto tristi. Le auguro di riuscire ad avvicinarsi alla musica prima o poi, così potrà forse innamorarsene anche lei e capire il senso di certi post.
    Per quanto riguarda l’anonimato: siamo su un blog, non in tribunale. Non c’è bisogno di mostrare i documenti per essere autentici anzi, si può essere più autentici sotto nick perché non si è obbligati a blandire gli amici. Spesso qui l’autenticità è solo presunta perché, pur firmandosi con nome e cognome, o proprio in virtù di questo, non si vuol dispiacere agli amici e ci si spende in elogi perché si sa(anche inconsciamente), che poi toccherà a noi postare e quindi… Ci sono i casi in cui il nick è usato per mettere un po’ sale su certe pietanze sciape, e anche quello mi pare un uso legittimo. Se si usa il nick per offendere quello no, non lo condivido. L’onestà prescinde dal nome, mi meraviglio che bolgger così navigati ancora non l’abbiano capito.
    Elena F. con quella metafora un po’ forte ho compreso bene cosa intendeva, e niente da dire sul contenuto. Ci sono espressioni che a volte “ci suonano male”, è un problema d’orecchio, tanto per rimanere in tema ;-).

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  7. F puntato anche se si firma riesce sempre ad essere anonima, banale e piena di presunzione. Velenosa come nessuno sotto la finta benevolenza ecumenica. Vanesia. Furba nello recensire gli amici degli amici per attirarsi benevolenza. Penosa nello stile e nella sua inutile prosopopea.

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  8. cari tutti il mio nome è Elena F. Ricciardi che sia il mio nome anagrafico o uno pseudonimo questo non ha alcuna importanza nè qui nè per le legge italiana

    http://it.wikipedia.org/wiki/Pseudonimo

    quanto alla signora pizzi. non ho bisogno di dimenticare chi per me non esiste.

    per il califfo vale quanto sopra. offendere è uno sport che non pratico. ma vedo che ha moltissimi adepti.

    buona domenica

    elena f

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  9. Califfo, dài! Non sono d’accordo. Elena F. non la conosco affatto ma mi sento qui di spezzare più di una lancia a suo favore (anche se non ne ha bisogno). Nel post qui sopra vengono espresse sensazioni e stati d’animo di grande profondità e quindi degni di rispetto anche da parte di chi è sordo a certi richiami. A volte si scambia la passione per presunzione, mi rendo conto. Non capisco il perché di tanto livore, o forse lo capisco. Il blog è un microcosmo, banale come la vita a volte, dove le persone si amano e si odiano così, anche senza tanti perché.

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  10. @perpluto

    grazie del sostegno, non è vero che non se ne ha bisogno. fa piacere incontrare un po’ di umanità in mezzo a tanto livore ingiustificabile

    grazie ancora

    elena f

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  11. Elena F. Ricciardi lei per me NON ESISTE, non l’ho detto prima per educazione e pietà per lei.

    Lei è una OPPORTUNISTA almeno nelle recensioni.

    Vada a messa e si faccia SCOMUNICARE per CATTIVERIA!

    e basta, intende?

    Lei è la vera perenne incurabile SCHIAVA di più cose e, almeno, sempre del MASCHIO!

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  12. marina pizzi, in un post mesi fa lei affermò che era meglio essere un aborto che mio figlio. il post era di davide nota, ora non più redattore di questo blog, il quale cancellò le sue inqualificabili cattiverie dai commenti ma io non ho dimenticato. quella che deve farsi perdonare non da me ma da se stessa è lei e la sua disperazione che in tutti i modi cerca di rovesciare su chi accoglie la vita come un dono. questa sua affermazione l’ho memorizzata e ora sarà mio compito vedere se ci sono gli estremi per una denuncia nei suoi riìguardi per diffamazione.

    mi stia bene

    elena f

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  13. Ma quale livore, diritto di critica.

    Se persone diverse le dicono cose simili cominci a pensare che qualcosa di vero ci possa essere. Altrimenti resti pure qui con le sue lezioni di canto e quant’altro, piena di se e dei suoi acuti e sovracuti che crede di essere l’unica a saper emettere nel nome di Dio, che è grande sì, ma non solo lei è il suo Profeta.

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  14. faccia pure, vada a srivere la sua minestrina buona (pessima) per tutti i palati.
    maestra minestrina e non mi scriva più.
    mi mandi pure la denuncia, l’aborto si riferiva al figlio lettura, capito? intendi? ADDIO

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  15. io non sono profeta di nessuno. sono una che dice quello che pensa e questo da fastidio a molti te compreso, califfo, che pure fai lo stesso, dici quello che pensi. è una strana democrazia quella della libertà di pensiero e parola a senso unico.

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  16. Eh Califfo. Va bene il diritto alla critica. Ma la critica non dovrebbe contemplare gli insulti. “vanesia” “penosa”etc. non mi sembrano critiche. La forma conta. Allora se non le è piaciuto lo scritto può dire che lo stile è un po’ manieristico, ad es. C’è modo e modo. Non è facile criticare in modo costrittivo ma abbiamo il dovere di cercare di farlo, per onestà intellettuale. E l’onestà intellettuale non è benevolenza, è fonte di credibilità.

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  17. marina io un figlio ce l’ho, grande abbastanza da leggere queste pagine e da capire quello che c’è scritto. lesse anche lui i tuoi commenti: alla tua sensibilità immaginare quello che provò.poi ti puoi rigirare la frittata come vuoi ma quello che dicesti non aveva a che fare con la lettura. non fare la santarellina, non con me.
    comunque è davvero ora di finirla qui. tutto questo è nauseante.

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  18. La critica costruttiva, che ridere. F. è talmente piena di se che non corregge nemmeno gli spazi prima delle virgole, che gli fu detto e ridetto. Si figuri il resto.

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  19. Elena F.
    alla luce di quel che ho letto se avessi un figlio questo blog non glielo farei leggere. Volano parole tremende, di una ferocia inaudita, non l’avrei mai pensato. mi spiace.

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  20. Califfo, va bene. Mi permetto di avere una visione diversa della sua, con tutto il rispetto.

    Buona domenica a tutti

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  21. @luciana

    è sempre il solito sport: l’offesa per l’offesa.
    se il gestore lo accetta, chiunque gli sottoponga un testo perchè sia pubblicato, deve fare lo stesso.

    anche se il colonnino in alto a destra canta questa canzone qui:

    Questa non è una testata giornalistica. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ex L.627/3/2001. Tutto il materiale qui pubblicato, laddove non diversamente specificato, è da intendersi protetto da copyright. Il sito è moderato, nel senso che non si accettano commenti che insultino o denigrino l’interlocutore.

    faccio presente che la signora pizzi è redattrice di questo blog collettivo e come tale dovrebbe avere ben chiare le regole del medesimo.
    vedremo se si prenderanno o meno provvedimenti in tal senso. altrimenti pazienza è prevista la sopportazione delle persone moleste.

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  22. Meno male che lei invece non è redattrice di questo blog, anche se liscia e lecca per diventarlo e sparge veleno nascosto da paroline dolci dappertutto.

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  23. @luciana
    mio figlio ha quattordici anni a quell’età si è curiosi ed è un bene. grazie a Dio ci sono anche tante cose belle in questo blog, ed è bene che le legga. quando capitano questi momenti se ne parla e si cerca di capire.

    grazie ancora della mano che mi tendi

    elena f

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  24. @califfo

    non sono redattrice per scelta, avrei potuto esserlo ma ho preferito di no,per motivi miei che a lei non devono minimamente interessare. dopo questo suo ultimo commento mi pare chiaro che probabilmente a lei non è riuscito di farsi pubblicare qui e se la prende con chi collabora con una certa assiduità.
    mi dispiace per il suo fegato.

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  25. @Elena F

    è vero, l’importante per i ragazzi è non essere lasciati a se stessi davanti a certe cose. Parlare e cercare di capire, anche di fronte a parole feroci, è fondamentale per formare il senso critico e imparare a rispettare l’interlocutore. Tutto questo richiede un grande impegno ma ne vale la pena.

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  26. signor califfo, mia in quanto io ci credo,parlando con lei non potevo dire nostra, giacchè non mi pare che ne condividiamo i principi.oltretutto non mi riguarda ciò in cui crede lei. a ciascuno le sue responsabilità.

    buona giornata

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  27. Direi che a questo punto questo delizioso scambio di gentilezze può chiudersi qui. Avverto che alla prossima “gamba tesa” sarò costretto a passare l’aspirapolvere. In questo sito non si accettano nè cambiali nè insulti.
    Buona domenica.
    Franz

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  28. caro fk io metterei OFF i commenti, pensa un po’! o il “successo” si ottiene in tutti i modi?

    con OFF ai commente questo blog “collettivo” diventerebbe un po’ più SOSTANZIOSO e saporito!

    "Mi piace"

  29. caro fk perché fai così con i poveracci che cingono innocenza di sabbie (mobili)? nessuna classe è permessa nei commenti? o solo in alcuni? a già, qua e qui si fa alta cultura interclassistica e per tutti! dimenticavo!
    ho il DIRITTO di replica e fino all’ultimo! o no?
    Ti pregherei di cancellare TUTTI i miei commenti a questo post e presso TUTTI gli altri post.
    grazie infinite, un affetto

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  30. Metti tutti in OFF, dato che NON è possibile fare altrimenti.
    e, intanto, cancella, per favore, tutti i miei commetti in questo blog.
    grazie infinite.
    NON commenterò più! ma, a livello informatico, fallo tu, escludimi dai commenti, escludi TUTTI dai commenti o BUTTATEMI fuori dal blog!
    un affetto

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  31. Io non faccio proprio nulla, Marina. Chiedilo a Fabrizio, io sono CONTRO la censura al thread. Per me non ci sono gli estremi, qui; quindi non cancello niente. Chiedilo a lui, cortesemente. Grazie, un saluto,
    Franz

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  32. Non l’ho cancellato io, è ovvio. Adesso calmati, che non è successo nulla di irreparabile. Spegni il computer.
    Un saluto,
    Franz

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  33. Anche le suore di clausura litigano, suvvià, fate i bravi, voletevi bene, datevi un bel bacino, organizzate un altro incontro e recitate le vostre belle poesie.

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  34. Parlavo di grandi oceani e della pace che respira in riva al mare, dicevo che i luoghi di clausura, tipo i conventi dove le tre suore s ele danno di SANTA ragione sono rinchiuse che avevo assimilati ai blog, dicevo che in questo blog non mi sembra che si respiri aria di spiritualità e di fratellanza come vorrebbe suggerire il titolo

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