Il… bianco vino migliore nasce

Magari non sono belle.
Per me lo sono.
Di nome, il poeta, fa Antonio. Non so dove sia, ora. Forse è tornato in Colombia. Lo conobbi nel 1987, in un carcere. Lui detenuto, io insegnante volontario di scrittura (alla fin fine era più lettura che scrittura).
Quell’anno, un istituto superiore confezionò un libro di poesia scritte dalle maturande. Che, durante una visita nel carcere, conobbero Antonio. Seppero che scriveva poesie. Gliele chiesero. Lui mi domandò una breve introduzione. La feci (non è il caso che riporti quel che scrissi: niente di che).

Lascia i fiori alle api

Nel sole l’eclisse
in terra
tra i campi
lasciai i fiori alle api
io amorosamente riconoscente
dio Natura

Mio

Il bianco vino
migliore nasce
tra il sudore dolce
del tuo seno

e infine, come fosse a due voci

El tiempo sabe
(il tempo sa)
acercarme
(avvicinarmi)
a las mariposas de tu piel
(alle farfalle della tua pelle)
Oh
cuanta alegria
Allora, Antonio (con le ragazze di quell’istituto) nella mia libreria io l’ho messo accanto a Machado, un altro Antonio.
Era dentro, quell’Antonio lì, per spaccio di droga.
Io, guardandolo, pensavo: Non può essere.
Una guardia carceraria un giorno mi disse: Non può essere.
Non so.
So che era un pezzo di pane, Antonio. Buono. E coraggioso.
In carcere, penso si sappia, quando arriva un nuovo detenuto scatta una gara di solidarietà che non si vede certo in nessun condominio: al nuovo venuto i detenuti danno un po’ del loro caffè, un paio di calzini nuovi, sigarette. Si fa così ma non con tutti. Con gli infami e gli infamoni non si fa. Vietato. Tassativamente. Pena una coltellata.
Basta poco per essere infami. Un cugino di un carabiniere è un infame.
Se aiuti un infame diventi infame pure tu. E rischi.
Antonio rischiò. Aiutando un infame.
Però in carcere c’è un termine – buono – che ha un valore particolare. I detenuti decisero di essere elastici, con lui. Era buono e poi, e poi scriveva anche delle cose strane.
(Mi domando ancora una cosa, oggi: chissà se il preside che fece stampare il libro con le poesie di Antonio e delle ragazze capì fino in fondo la seconda poesia).

11 pensieri su “Il… bianco vino migliore nasce

  1. Sono quei pezzi di vita che leggo da te, Remo. Le cose per le quali ci si ferma un attimo, a volte, anche qui, e si respira la
    strada. Questo posto ne ha bisogno, secondo me.

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  2. NO, la IIa forse non la capì.

    il post è buono, Remo, solo un po’ romantico e questo può portare presto e per sbaglio allo tomba. e, poi, le divisioni così nette del carcere sono veramente terribili e VERE! grazie, anche se solo la IIa mi è un po’, solo un po’, piaciuta. la poesia è il carcere, ma, purtroppo, o per fortuna, occorre il grado di carcere che deve e deve e deve essere duro.

    un affetto

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